Presentazione

L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ha compiuto dieci anni il 1° gennaio 2018

Per contatti mail carlo.soricelli@gmail.com

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione e artista sociale Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra. Tantissimi lavoratori morti per infortuni in Italia sono romeni, per questo motivo lo presentiamo anche nelle loro lingue se cercano le morti sul lavoro dei loro connazionali-

Oltre un milione di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità per queste tragedie dell’indifferenza.

Independent observatory died of accidents at work

Unabhängige Beobachtungsstelle starb an Arbeitsunfällen

L'Observatoire indépendant est mort des accidents au travail

Observator independent a murit de accidente de muncă

Observatorio independiente murió de accidentes en el trabajo

ا L'Osservatorio indipendente è su Facebook

Segui l’Osservatorio attraverso la tua pagina di Facebook. Diventa amico, clicca "mi piace" fai comprendere ai tuoi amici l'entità del triste fenomeno. Segnala l'Osservatorio indipendente sulla tua pagina di Facebook

http://www.facebook.com/osservatorioindipendente?v=wall

Grazie amici di facebook che a giorni anche a migliaia visitate questo sito

Morti 2018

18 luglio 2018

Chiediamo una Commissione Parlamentare d’inchiesta per verificare il reale numero di morti per infortuni sul lavoro in Italia

Quattro lavoratori morti sui luoghi di lavoro anche il giorno 17

Ben 34 i morti schiacciati dal trattore dalla nascita del nuovo governo, e 92 dall’inizio dell’anno aspettiamo un intervento del ministro Centinaio

Oltre 750 con i morti sulle strade e in itinere, che a nostro parere è opportuno tenerli separati dai morti sui luoghi di lavoro. Per i morti sulle strade occorrerebbero normativi specifiche e interventi diversi e mirati.

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Ricordo ancora una volta che ce ne sono almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere nelle province. Non sono conteggiati nelle province e regioni i morti sulle autostrade

Morti sul lavoro nelle province italiane, esclusi i morti in autostrada dalle province e che lavoravano all’estero

VENETO 44 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (4), Rovigo (2), Treviso (12), Verona (10), Vicenza (5). LOMBARDIA 40 Milano (11), Bergamo (3), Brescia (5), Como (3), Cremona (2), Lecco (1), Lodi (1), Mantova (5), Monza Brianza (3), Pavia (2), Sondrio (4), Varese () CAMPANIA 34 Napoli (12), Avellino (3), Benevento (), Caserta (7), Salerno (12). EMILIA ROMAGNA 30 Bologna (4), Rimini (1). Ferrara (6) Forlì Cesena (3) Modena (5) Parma (4) Ravenna (3) Reggio Emilia (1) Piacenza (4) PIEMONTE 30 Torino (15), Alessandria (3), Asti (4), Biella (), Cuneo (4), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (2) Vercelli (1) TOSCANA 29 Firenze (4), Arezzo (2), Grosseto (2), Livorno (3), Lucca (3), Massa Carrara (4), Pisa‎ (3), Pistoia (2), Siena (5) Prato (). SICILIA 25 Palermo (4), Agrigento (3), Caltanissetta (3), Catania (5), Enna (3), Messina (4), Ragusa (), Siracusa (1), Trapani‎ (2). ABRUZZO 18 L'Aquila (6), Chieti (3), Pescara (2) Teramo (6) CALABRIA 17 Catanzaro (3), Cosenza (6), Crotone (4), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (2) LAZIO 16 Roma (8), Viterbo (3) Frosinone (1) Latina (3) Rieti (1). LIGURIA 9 Genova (4), Imperia (), La Spezia (4), Savona (1) () PUGLIA 19 Bari (3), BAT (1), Brindisi (1), Foggia (), Lecce (3) Taranto (2) SARDEGNA 10 Cagliari (2), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (3), Oristano (1), Sassari (3). Sulcis inglesiente MARCHE 7 Ancona (2), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (4). FRIULI VENEZIA GIULIA 7 Trieste (), Gorizia (1), Pordenone (1), Udine (5). BASILICATA 5 Potenza (4) Matera (1) UMBRIA 7 Perugia (3) Terni (4). TRENTINO ALTO ADIGE 5 Trento (4), Bolzano (1) Molise 4 Campobasso (3), Isernia (1) .VALLE D’AOSTA( )

Report morti sul lavoro nell’intero 2017

Nel 2017 dall’inizio dell’anno al 31 dicembre i morti sui luoghi di lavoro sono stati 634, oltre 1350 con le morti per infortunio con i mezzi di trasporto.

Il 1° gennaio 2018 l’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro ha compiuto 10 anni, da quell’anno i morti per infortunio sul lavoro sono costanti, in molti anni addirittura aumentati. E’ nato poche settimane dopo la strage alla Thyssenkrupp di Torino ed è dedicato a quei 7 lavoratori morti in modo disumano.

Oltre 1.500.000 di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità.

Report morti sul lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017

Dall’inizio dell’anno al 31 dicembre sono morti sui luoghi di lavoro 634 lavoratori: con i morti sulle strade e in itinere con il mezzo di trasporto, si superano i 1400 morti complessivi. Gli agricoltori schiacciati dal trattore sono come tutti gli anni il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. L’agricoltura, come tutti gli anni, supera abbondantemente il 30% di tutti i morti sul lavoro. Il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro hanno più di 60 anni. Gli edili superano il 20% di tutti i morti sul lavoro. La maggioranza di queste vittime cadono dall’alto; dai tetti e dalle impalcature. Nelle aziende dove è presente il sindacato le morti sono quasi inesistenti: le poche vittime nelle fabbriche che superano i 15 dipendenti sono per la stragrande maggioranza lavoratori che lavorano in aziende appaltatrici nell’azienda stessa: spesso manutentori degli impianti. La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni. Anche il Jobs act per la possibilità di essere licenziati, senza appello, ma solo con un po’ di denaro, rende i lavoratori licenziabili se si oppongono a svolgere un lavoro pericoloso. Gli stranieri morti per infortunio, sono oltre il 10% dall’inizio dell’anno, è così tutti gli anni. Il 30% dei morti sul lavoro spariscono ogni anno dalle statistiche. Tra l’altro e in ogni caso i morti sui luoghi di lavoro monitorati dall’Osservatorio sono sempre molti di più di quelli monitorati dell’INAIL. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Le morti verdi provocate dal trattore

Strage verde sui campi

sono già 92 gli agricoltori schiacciati dal trattore nel 2018. Nel 2017 sono morti schiacciati dal trattore 139 agricoltori, ma occorre aggiungerne tanti altri che sono morti per essere stati trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Oltre 600 sono morti nell’ultima legislatura e oltre 1400 da quando dieci anni fa è stato aperto l’Osservatorio. Anche quest’anno più del 20% dei morti per infortuni su di tutte le categorie sono provocate da questo mezzo che. Assurdo che il Parlamento a primavera 2017 ha rinviato per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo sterminatore di agricoltori a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Una legge del 2002. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori. Speriamo nel nuovo

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove nelle fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

http://www.facebook.com/osservatorioindipendente?v=wall

Avvocato Papa

Per avere informazioni legali su un singolo caso personale puoi contattare con mail l' avv.carmineemanuelepapa@gmail.com


Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Morti bianche scultura in terracotta dipinta opera di carlo soricelli in dimensioni naturali

Morti bianche scultura in terracotta dipinta opera di carlo soricelli in dimensioni naturali
Morti bianche scultura in terracotta dipinta a dimensioni naturali opera di carlo soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro

Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro
Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

Translate (traduci nella tua lingua)

martedì 3 febbraio 2009

MUOIONO MOLTISSIMI PRECARI

Ho trovato questo interessante articolo su Indymedia Lombardia che consiglio di leggere ai visitatori di questo blog
Stefo
Precarietà mortale
Due righe sui giornali. Un accenno in TV, e non in tutti i telegiornali. Le solite promesse dei parolai istituzionali di turno e poi il silenzio. Chi muove lavorando è un fantasma da rimuovere per la maggioranza dei media.Tranne che per pochi casi, vedi gli operai assassinati alla Thyssen Krupp, la quotidiana moria di lavoratori è entrata a far parte della normalità.---Paura di denunciareEppure le cifre parlano di centinaia di morti all’anno, un conto che purtroppo non tiene conto delle migliaia di infortuni sul lavoro non denunciati. Lavoratori in nero, collaboratori, familiari, precari, extracomunitari: sono queste le categorie a cui la consuetudine impedisce di denunciare l’infortunio se non a costo di perdere il reddito, il permesso di soggiorno o in alcuni casi la stessa vita.Abbiamo telefonato a diverse delle aziende in cui nelle ultime settimane, tragiche per numero dei morti sul lavoro, sono avvenuti incidenti mortali. In alcuni casi, vista la difficile reperibilità dei titolari abbiamo provato a contattare i sindacati del luogo. Rovigo, Vicenza, Gela, Pescara, Limbiate, Casalmaggiore, Dalmine. La domanda è banale ma non appare se non in pochi degli articoli di cronaca che riportano freddamente la notizia: “ Con che contratto erano assunti?”.Il gelo che questa semplice domanda provoca negli interlocutori, non solo aziendali ma anche sindacali, è sintomo del clima culturale in cui la precarietà ha messo radici.---Incidenti poco accidentaliQuasi che pronunciare la stessa parola, ‘Contratto’ fosse una bestemmia, una colpa, o peggio una condanna. “Per che giornale scrive?”, è stata la risposta più educata in un mix che parte da cornette sbattute in faccia, attese infinite e insulti di vario genere. “Fatti i fatti tuoi”, “E’ stata una disgrazia”, “Comunista del cazzo” fino a “Ma come si permette siamo in lutto”.Grazie a controlli semplici e incrociati però, siamo riusciti a scoprire che 2 morti su 3 di quelle indagate (42 tra novembre, dicembre e gennaio 2009)) sono di lavoratori precari. Lavoratori sottoposti a ritmi di lavoro intensi, subappalti crudeli, mandati allo sbaraglio su macchinari e situazioni lavorative complesse, senza uno straccio di collega ‘maturo’ in grado di trasmettere insegnamenti appropriati.---Produttività o fretta?L’indagine, inoltre, ci racconta di un mondo lavorativo che non è quello di ‘Camera Caffè”. Non assomiglia alle immagini asettiche della TV quando racconta i luoghi del lavoro.Le “Tragiche fatalità” che di casuale hanno poco o nulla succedono in cantieri non protetti, dove vi sono macchine complesse, miscelatori, carichi sospesi e in movimento, muletti, tubi. E ancora silos, gas tossici, solventi, cantieri edili. Rumore, grasso e pavimenti sporchi.Luoghi in cui la parola produttività perde ogni suo connotato positivo e diventa il sinonimo di fretta, di superficialità. Proprio lì e in quei momenti dove servirebbe invece prudenza, calma, attenzione.---Ricatto mortaleDalle storie di molti di quei morti, emerge il nodo cruciale e nascosto della precarietà: il ricatto. Mentre esperti, politici e sindacalisti continuano a lamentarsi della mancanza di controlli, di norme insufficienti o leggi più restrittive che nessuno poi farà rispettare, il vero motivo delle tante morti precarie non viene minimamente toccato: la paura di perdere il lavoro. Tanti infortuni sono dettati dalla paura. Sei appena arrivato. Non sai se ti riconfermeranno. Fai il bravo. All’inizio fai finta di non vedere per non doverti disperare subito del nuovo lavoro che hai trovato, magari con fatica.“Vuoi disturbare?”. “Vuoi far vedere che rompi i coglioni per un difetto sulla macchina?”. “Sei una femminuccia?”. “Dai su che non possiamo perdere tempo”. “Se dovessimo mettere la sicurezza ogni volta ci impiegheremmo 4 minuti invece che due a fare uno stampo”.---Dogmi bugiardiE’ per questi motivi che è necessario ribaltare i concetti che stanno alla base dei documenti di riforma del mondo del lavoro. Da Sacconi a Boeri, da Ichino a Treu, da Morando fino a molti sindacalisti di Cisl Cgil e Uil e agli gli economisti liberisti che dettano le regole su tutti i media italiani.Per loro efficienza, produttività, e competitività sono le parole magiche che ci faranno uscire dalla crisi (oggi) oppure che potranno permettere lo sviluppo del paese (domani). Chi si oppone a questi ragionamenti viene considerato un ‘conservatore’. Chi si permette di far notare l’evidenza delle cifre che abbiamo riportato sopra viene considerato alla stregua di un ‘terrorista’. Guai a toccare i dogmi su cui ormai si fonda il sistema: la precarietà del reddito e della stessa vita per i lavoratori.---Competizioni pericoloseE’ invece necessario dire che è proprio la produttività che genera quella fretta esiziale per tante vite umane. E’ la competitività che produce quella foga di mettersi in mostra tra i colleghi davanti ai datori di lavoro, a provocare tanti infortuni. E’ l’efficienza che esclude da lavori qualificati donne incinte, categorie protette, ultraquarantenni, scaricandoli sulle spalle della collettività tramite sussidi, fondi per la formazione e se va bene posti di lavoro nel pubblico impiego.---Come uscire dalla precarietàE’ la flessibilità che ha spezzato i legami tra i lavoratori giovani e anziani, gli unici ad avere conservato nella memoria gli strumenti per opporsi a quello che hanno già conosciuto un tempo e che ora torna con prepotenza.Sono loro i depositari delle ricette per uscire dall’abbattimento prodotto dalla precarietà. Ascoltare i loro racconti, le esperienze passate, riallacciare il filo della memoria spezzato da anni di bugie liberiste, è un antidoto che può riuscire lì dove oggi sembrano non esserci risposte.La storia del lavoro è uno strumento tanto necessario quanto facile da reperire. E’ la storia orale dei tanti che ci sono passati, e dei modi in cui sono riusciti ad ottenere non sussidi ma diritti, non fondi per la formazione ma aumenti di salario, mensa e trasporti pagati.Provate a parlare della precarietà a diversi lavoratori delle generazioni che hanno lavorato tra 1950 al 1965. Loro si che ne sanno qualcosa di futuro incerto, infortuni, ricatto del reddito, e totale mancanza di diritti visto che hanno provato sulla loro pelle cosa vogliano dire. Provate a sentire cosa vi raccontano, come la pensano. E fatevi anche dire, secondo loro, come se ne può venir fuori. Nelle loro parole non troverete teorie, nessuna disquisizione da intellettuali. Ma concretezza. Fatti. Azioni. Le uniche luci che possano squarciare il grigiore di un futuro che fa paura, illuminandolo dalla speranza di un giusto riscatto.
Posta un commento
RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

Nessuno&scomparso

Ogni anno circa il 30-40% delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL non vengono riconosciute come tali. Molte altre morti per infortunio sulle strade e in itinere di lavoratori non assicurati a questo istituto non sono considerate da nessuno. Artigiani e tutti i lavoratori con partite iva individuali, agenti di commercio, molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, ecc. Lavoratori in nero. Lavoratori che non hanno neppure “l’onore” di essere considerati come tali, "morti sul lavoro". Vignette di "Nessuno&scomparso" nel sito http//metalmeccanico.blogspot.it

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei
http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti di visitare il sito per leggere quello che scrivono i familiari delle vittime. per visitare il sito cliccare sull'immagine.