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Presentazione

MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO NEL 2017

Al 25 febbraio

94 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO

(oltre 200 con le morti sulle strade e in itinere)

ABRUZZO 17 L'Aquila (5), Chieti (), Pescara (11) Teramo (1). VENETO 13 Venezia (2), Belluno (), Padova (1), Rovigo (3), Treviso (1), Verona (3), Vicenza (3). LOMBARDIA 9 Milano (3), Bergamo (1), Brescia (1), Como (), Cremona (), Lecco (2), Lodi (1), Mantova (), Monza Brianza (), Pavia (), Sondrio (1), Varese (). CAMPANIA 7 Napoli (5), Avellino (), Benevento (1), Caserta (), Salerno (1). TOSCANA 6 Firenze (), Arezzo (), Grosseto (1), Livorno (2), Lucca (1), Massa Carrara (), Pisa (1), Pistoia (1), Siena () Prato (). SICILIA 7 Palermo (1), Agrigento (1), Caltanissetta (), Catania (1), Enna (), Messina (), Ragusa (), Siracusa (1), Trapani (3). PIEMONTE 5 Torino (1), Alessandria (), Asti (), Biella (1), Cuneo (2), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola () Vercelli (1) LAZIO 4 Roma (2), Viterbo () Frosinone () Latina (2) Rieti (). EMILIA ROMAGNA 3 Bologna (). Forlì-Cesena (), Ferrara (), Modena (), Parma (2), Piacenza (1), Ravenna (), Reggio Emilia (), Rimini (). CALABRIA 2 Catanzaro (), Cosenza (1), Crotone (1), Reggio Calabria () Vibo Valentia () LIGURIA 2 Genova (1), Imperia (1), La Spezia (), Savona (). PUGLIA 3 Bari (2), BAT (), Brindisi (1), Foggia (), Lecce () Taranto () MARCHE 1 Ancona (), Macerata (), Fermo (), Pesaro-Urbino (1), Ascoli Piceno (). SARDEGNA 1 Cagliari (), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (). Sulcis inglesiente () FRIULI VENEZIA GIULIA 1 Trieste (1), Gorizia (), Pordenone (), Udine (). UMBRIA 1 Perugia (1) Terni (). BASILICATA 1 Potenza (1) Matera () TRENTINO ALTO ADIGE Trento (), Bolzano (). VALLE D’AOSTA ()

I morti sulle autostrade e all’estero non sono a carico delle province

Report morti sul lavoro nell’intero 2016

Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.

Lieve calo del 3,9% delle morti sui luoghi di lavoro rispetto allo spaventoso 2015, ma un aumento dello 0.7% rispetto al 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio Indipendente di Bologna. Come potete vedere altro che favolosi cali ogni anno, e nonostante un enorme spreco di euro spesi per la Sicurezza senza vedere risultati concreti se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL. Come tutti gli anni è l’agricoltura a pagare un prezzo elevatissimo di sangue con il 31% di tutte le morti per infortuni sui luoghi di lavoro. E delle morti in questo settore ben il 65% sono provocate dal trattore. Una vergogna che nessuno se ne occupi se pensate che un morto su cinque di tutte le morti sui luoghi di lavoro, di tutte le categorie messe insieme sono provocate da questo mezzo. Sono anni che chiediamo ai ministri che si susseguono di occuparsene. Ma niente, sono morti sul lavoro che non esistono e spariscono dalle statistiche. La seconda categoria con più morti sui luoghi di lavoro è l’edilizia con il 19,6%. La cadute dall’alto è il maggior fattore di rischio. E’ l’autotrasporto con il 9,3% dei morti la terza categoria con più vittime. In questo comparto sono inseriti i morti di diverse categorie. Seguono L’industria, esclusa l’edilizia, comprese le imprese più piccole, che ha complessivamente l’8,2% delle morti. Poi gli artigiani di tantissime categorie muoiono numerosissimi, soprattutto nelle imprese appaltatrici, la strage riguarda anche un numero impressionante di Partite Iva che non sono inserite tra le morti sul lavoro nelle statistiche dell’INAIL. E questo perché questo Istituto dello Stato monitora solo i propri assicurati (lo scrivo per la milionesima volta, ma tanto non serve a niente). A questo istituto arrivano moltissime denunce per infortuni, anche mortali, che poi non vengono riconosciute come tali proprio per non avere questa assicurazione. NON SONO ASSICURATI ALL’INAIL, QUINDI NON ESISTONO. Poi anche per le morti in itinere spesso non vengono riconosciute per una normativa specifica, che la maggioranza di chi lavora non conosce. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono l’8,2%, un calo dell’1,6% rispetto al 2015, segno che anche più italiani svolgono lavori pericolosi e con meno sicurezza pur di avere un lavoro. Impressionante sapere che il 27,7% dei morti sul lavoro ha più di 61. Angosciante vedere che tantissimi giovani non trovano lavoro, che svolgono anziani che non hanno più la salute e i riflessi pronti per fare lavori pericolosi. Questo la dice lunga anche sui motivi dell’enorme disoccupazione giovanile; si trattengono gli anziani e si fanno morire lavorando, mentre i giovani sono costretti alla disoccupazione o a emigrare. E’ la Campania la regione con più morti sui luoghi di lavoro sempre se non si fanno giochini di prestigio e si inseriscono tutti i morti sul lavoro. Seguono la mai regione, L’Emilia Romagna che nel 2016 raddoppia i morti sui luoghi di lavoro, poi il Veneto. Quinta la Lombardia che ha un decremento importante del 27%. Occorre anche ricordare che, a nostro parere, la Lombardia è tra le grandi regioni, da quando abbiamo aperto l’Osservatorio, che ha l’andamento migliore, sempre se si considerano tutte le morti sul lavoro. Ha il doppio degli abitanti di qualsiasi altra regione e l’indice occupazionale non ha nessun valore statistico sugli infortuni, anche mortali, visto che in tantissimi dei morti per infortuni non sono assicurati all’INAIL, le statistiche vengono fatte solo tenendo in considerazione gli assicurati a questo Istituto. E’ la provincia di Napoli quella con più morti sui luoghi di lavoro, compresi tre pescatori morti in mare, la seconda in questa triste classifica è la provincia di Vicenza con 20 morti, segue Brescia con 18 morti, a seguire qui sotto ci sono le morti sui luoghi di lavoro di tutte le province italiane.

Morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO nel 2016

Per Regione e Provincia in ordine decrescente.

(Sui luoghi di lavoro significa che sono esclusi da questo conteggio i morti per le strade e in itinere che richiedono interventi completamente diversi)

I morti sulle autostrade e all’estero non sono conteggiati nelle province. Se guardate qui sotto l’andamento delle regioni e delle province, calcolate che ci sono almeno altrettanti morti per infortuni sulle strade e in itinere

Morti sui luoghi di lavoro nelle province nell’intero 2016

CAMPANIA 63 Napoli (22 di questi 3 in mare), Avellino (7), Benevento (6), Caserta (11), Salerno (17). EMILIA ROMAGNA 61 Bologna (12). Forlì-Cesena (7), Ferrara (4), Modena (12), Parma (7), Piacenza (3), Ravenna (4), Reggio Emilia (11), Rimini (1). VENETO 57 Venezia (7), Belluno (6), Padova (9), Rovigo (3), Treviso (6), Verona (6), Vicenza (20). LOMBARDIA 54 Milano (4), Bergamo (6), Brescia (18), Como (4), Cremona (4), Lecco (5), Lodi (1), Mantova (1), Monza Brianza (3), Pavia (3), Sondrio (4), Varese (1). PIEMONTE 50 Torino (14), Alessandria (5), Asti (6), Biella (2), Cuneo (17), Novara (3), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (3) SICILIA 47 Palermo (10), Agrigento (4), Caltanissetta (7), Catania (6), Enna (2), Messina (8), Ragusa (5), Siracusa (), Trapani (5). TOSCANA 48 Firenze (3), Arezzo (6), Grosseto (3), Livorno (8), Lucca (5), Massa Carrara (8), Pisa (3), Pistoia (4), Siena (3) Prato (3). LAZIO 39 Roma (13), Viterbo (5) Frosinone (9) Latina (9) Rieti (3). PUGLIA 30 Bari (3), BAT (6), Brindisi (1), Foggia (6), Lecce (6) Taranto (8) TRENTINO ALTO ADIGE 24 Trento (14), Bolzano (10). CALABRIA 23 Catanzaro (6), Cosenza (7), Crotone (1), Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (4) ABRUZZO 20 L'Aquila (3), Chieti (11), Pescara (3) Teramo (3). MARCHE 17 Ancona (6), Macerata (6), Fermo (1), Pesaro-Urbino (2), Ascoli Piceno (2). SARDEGNA 14 Cagliari (4), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (2), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (3), Sassari (5). Sulcis inglesiente (1) FRIULI VENEZIA GIULIA 12 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (2), Udine (7). UMBRIA 9 Perugia 4) Terni (5). LIGURIA 8 Genova (4), Imperia (2), La Spezia (1), Savona (1). VALLE D’AOSTA (3) BASILICATA 3 Potenza (1) Matera (2) I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero non sono segnalati a carico delle province.

Consigliamo a tutti quelli che si occupano di queste tragedie di separare chi muore per infortuni sui luoghi di lavoro, da chi muore sulle strade e in itinere con un mezzo di trasporto. I lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere sono a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro, ma richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori morti sui luoghi di lavoro. E su questo aspetto che si fa una gran confusione. Ci sono categorie come i metalmeccanici che sui luoghi di lavoro hanno pochissime vittime per infortuni, poi, nelle statistiche ufficiali, non separando chiaramente le morti causate dall’itinere dalle morti sui luoghi di lavoro, risultano morire in tantissimi in questa categoria che è numerosissima, e che ha una forte mobilità per recarsi o tornare dal posto di lavoro. Anche quest’anno una strage di agricoltori schiacciati dal trattore, sono 131. Tutti gli anni sui LUOGHI DI LAVORO il 20% di tutte le morti per infortuni sono provocate da questo mezzo. 132 sono i morti schiacciati dal trattore nel 2015 e 152 nel 2014. Contiamo molto della sensibilità dei media e dei cittadini che a centinaia ogni giorno visitano il sito. In questi nove anni di monitoraggio le percentuali delle morti nelle diverse categorie sono sempre le stesse: l’agricoltura è sempre la categoria con più vittime, seguono l’edilizia, i servizi, l’industria (tutta) e l’autotrasporto. Ricordo a tutti quelli che s’interessano di queste tragedie l’unico parametro valido per valutare l’andamento di una provincia o di una regione è il numero di abitanti. Tantissime sono le morti in nero.

Le morti sulle autostrade e all’estero non sono segnalate nelle province

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Grazie amici di facebook che a centinaia visitate questo sito ogni giorno

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischi sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare.

L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove sotto e fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

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Come curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro chiedo di dedicare l'Otto

Come curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro chiedo di dedicare l'Otto
Come curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro chiedo di dedicare l'Otto Marzo a Lisa Picozzi un'ingegnera edile morta sul lavoro, precipitando in un lucernario non a norma di legge, mentre eseguiva un sopralluogo sulla superficie di un edificio in Puglia. Lisa è il simbolo dell'emancipazione femminile. Nessuno più di lei rappresenta la donna moderna.

MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO NEL 2017

Al 27 febbraio

97 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO

(oltre 200 con le morti sulle strade e in itinere)

Già 11 schiacciati dal trattore dall’inizio dell’anno

ABRUZZO 17 L'Aquila (5), Chieti (), Pescara (11) Teramo (1). VENETO 13 Venezia (2), Belluno (), Padova (1), Rovigo (3), Treviso (1), Verona (3), Vicenza (3). LOMBARDIA 9 Milano (3), Bergamo (1), Brescia (1), Como (), Cremona (), Lecco (2), Lodi (1), Mantova (), Monza Brianza (), Pavia (), Sondrio (1), Varese (). CAMPANIA 9 Napoli (5), Avellino (), Benevento (1), Caserta (), Salerno (3). TOSCANA 6 Firenze (), Arezzo (), Grosseto (1), Livorno (2), Lucca (1), Massa Carrara (), Pisa (1), Pistoia (1), Siena () Prato (). SICILIA 7 Palermo (1), Agrigento (1), Caltanissetta (), Catania (), Enna (), Messina (), Ragusa (1), Siracusa (1), Trapani (3). PIEMONTE 5 Torino (1), Alessandria (), Asti (), Biella (1), Cuneo (2), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola () Vercelli (1) LAZIO 4 Roma (2), Viterbo () Frosinone () Latina (2) Rieti (). EMILIA ROMAGNA 3 Bologna (). Forlì-Cesena (), Ferrara (), Modena (), Parma (2), Piacenza (1), Ravenna (), Reggio Emilia (), Rimini (). CALABRIA 2 Catanzaro (), Cosenza (1), Crotone (1), Reggio Calabria () Vibo Valentia () LIGURIA 2 Genova (1), Imperia (1), La Spezia (), Savona (). PUGLIA 3 Bari (2), BAT (), Brindisi (1), Foggia (), Lecce () Taranto () MARCHE 1 Ancona (), Macerata (), Fermo (), Pesaro-Urbino (1), Ascoli Piceno (). SARDEGNA 1 Cagliari (), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (). Sulcis inglesiente () FRIULI VENEZIA GIULIA 1 Trieste (1), Gorizia (), Pordenone (), Udine (). UMBRIA 1 Perugia (1) Terni (). BASILICATA 1 Potenza (1) Matera () TRENTINO ALTO ADIGE Trento (), Bolzano (). VALLE D’AOSTA ()

I morti sulle autostrade e all’estero non sono a carico delle province

Report morti sul lavoro nell’intero 2016

Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.

Lieve calo del 3,9% delle morti sui luoghi di lavoro rispetto allo spaventoso 2015, ma un aumento dello 0.7% rispetto al 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio Indipendente di Bologna. Come potete vedere altro che favolosi cali ogni anno, e nonostante un enorme spreco di euro spesi per la Sicurezza senza vedere risultati concreti se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL. Come tutti gli anni è l’agricoltura a pagare un prezzo elevatissimo di sangue con il 31% di tutte le morti per infortuni sui luoghi di lavoro. E delle morti in questo settore ben il 65% sono provocate dal trattore. Una vergogna che nessuno se ne occupi se pensate che un morto su cinque di tutte le morti sui luoghi di lavoro, di tutte le categorie messe insieme sono provocate da questo mezzo. Sono anni che chiediamo ai ministri che si susseguono di occuparsene. Ma niente, sono morti sul lavoro che non esistono e spariscono dalle statistiche. La seconda categoria con più morti sui luoghi di lavoro è l’edilizia con il 19,6%. La cadute dall’alto è il maggior fattore di rischio. E’ l’autotrasporto con il 9,3% dei morti la terza categoria con più vittime. In questo comparto sono inseriti i morti di diverse categorie. Seguono L’industria, esclusa l’edilizia, comprese le imprese più piccole, che ha complessivamente l’8,2% delle morti. Poi gli artigiani di tantissime categorie muoiono numerosissimi, soprattutto nelle imprese appaltatrici, la strage riguarda anche un numero impressionante di Partite Iva che non sono inserite tra le morti sul lavoro nelle statistiche dell’INAIL. E questo perché questo Istituto dello Stato monitora solo i propri assicurati (lo scrivo per la milionesima volta, ma tanto non serve a niente). A questo istituto arrivano moltissime denunce per infortuni, anche mortali, che poi non vengono riconosciute come tali proprio per non avere questa assicurazione. NON SONO ASSICURATI ALL’INAIL, QUINDI NON ESISTONO. Poi anche per le morti in itinere spesso non vengono riconosciute per una normativa specifica, che la maggioranza di chi lavora non conosce. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono l’8,2%, un calo dell’1,6% rispetto al 2015, segno che anche più italiani svolgono lavori pericolosi e con meno sicurezza pur di avere un lavoro. Impressionante sapere che il 27,7% dei morti sul lavoro ha più di 61. Angosciante vedere che tantissimi giovani non trovano lavoro, che svolgono anziani che non hanno più la salute e i riflessi pronti per fare lavori pericolosi. Questo la dice lunga anche sui motivi dell’enorme disoccupazione giovanile; si trattengono gli anziani e si fanno morire lavorando, mentre i giovani sono costretti alla disoccupazione o a emigrare. E’ la Campania la regione con più morti sui luoghi di lavoro sempre se non si fanno giochini di prestigio e si inseriscono tutti i morti sul lavoro. Seguono la mai regione, L’Emilia Romagna che nel 2016 raddoppia i morti sui luoghi di lavoro, poi il Veneto. Quinta la Lombardia che ha un decremento importante del 27%. Occorre anche ricordare che, a nostro parere, la Lombardia è tra le grandi regioni, da quando abbiamo aperto l’Osservatorio, che ha l’andamento migliore, sempre se si considerano tutte le morti sul lavoro. Ha il doppio degli abitanti di qualsiasi altra regione e l’indice occupazionale non ha nessun valore statistico sugli infortuni, anche mortali, visto che in tantissimi dei morti per infortuni non sono assicurati all’INAIL, le statistiche vengono fatte solo tenendo in considerazione gli assicurati a questo Istituto. E’ la provincia di Napoli quella con più morti sui luoghi di lavoro, compresi tre pescatori morti in mare, la seconda in questa triste classifica è la provincia di Vicenza con 20 morti, segue Brescia con 18 morti, a seguire qui sotto ci sono le morti sui luoghi di lavoro di tutte le province italiane.

Morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO nel 2016

Per Regione e Provincia in ordine decrescente.

(Sui luoghi di lavoro significa che sono esclusi da questo conteggio i morti per le strade e in itinere che richiedono interventi completamente diversi)

I morti sulle autostrade e all’estero non sono conteggiati nelle province. Se guardate qui sotto l’andamento delle regioni e delle province, calcolate che ci sono almeno altrettanti morti per infortuni sulle strade e in itinere

Morti sui luoghi di lavoro nelle province nell’intero 2016

CAMPANIA 63 Napoli (22 di questi 3 in mare), Avellino (7), Benevento (6), Caserta (11), Salerno (17). EMILIA ROMAGNA 61 Bologna (12). Forlì-Cesena (7), Ferrara (4), Modena (12), Parma (7), Piacenza (3), Ravenna (4), Reggio Emilia (11), Rimini (1). VENETO 57 Venezia (7), Belluno (6), Padova (9), Rovigo (3), Treviso (6), Verona (6), Vicenza (20). LOMBARDIA 54 Milano (4), Bergamo (6), Brescia (18), Como (4), Cremona (4), Lecco (5), Lodi (1), Mantova (1), Monza Brianza (3), Pavia (3), Sondrio (4), Varese (1). PIEMONTE 50 Torino (14), Alessandria (5), Asti (6), Biella (2), Cuneo (17), Novara (3), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (3) SICILIA 47 Palermo (10), Agrigento (4), Caltanissetta (7), Catania (6), Enna (2), Messina (8), Ragusa (5), Siracusa (), Trapani (5). TOSCANA 48 Firenze (3), Arezzo (6), Grosseto (3), Livorno (8), Lucca (5), Massa Carrara (8), Pisa (3), Pistoia (4), Siena (3) Prato (3). LAZIO 39 Roma (13), Viterbo (5) Frosinone (9) Latina (9) Rieti (3). PUGLIA 30 Bari (3), BAT (6), Brindisi (1), Foggia (6), Lecce (6) Taranto (8) TRENTINO ALTO ADIGE 24 Trento (14), Bolzano (10). CALABRIA 23 Catanzaro (6), Cosenza (7), Crotone (1), Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (4) ABRUZZO 20 L'Aquila (3), Chieti (11), Pescara (3) Teramo (3). MARCHE 17 Ancona (6), Macerata (6), Fermo (1), Pesaro-Urbino (2), Ascoli Piceno (2). SARDEGNA 14 Cagliari (4), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (2), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (3), Sassari (5). Sulcis inglesiente (1) FRIULI VENEZIA GIULIA 12 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (2), Udine (7). UMBRIA 9 Perugia 4) Terni (5). LIGURIA 8 Genova (4), Imperia (2), La Spezia (1), Savona (1). VALLE D’AOSTA (3) BASILICATA 3 Potenza (1) Matera (2) I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero non sono segnalati a carico delle province.

Consigliamo a tutti quelli che si occupano di queste tragedie di separare chi muore per infortuni sui luoghi di lavoro, da chi muore sulle strade e in itinere con un mezzo di trasporto. I lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere sono a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro, ma richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori morti sui luoghi di lavoro. E su questo aspetto che si fa una gran confusione. Ci sono categorie come i metalmeccanici che sui luoghi di lavoro hanno pochissime vittime per infortuni, poi, nelle statistiche ufficiali, non separando chiaramente le morti causate dall’itinere dalle morti sui luoghi di lavoro, risultano morire in tantissimi in questa categoria che è numerosissima, e che ha una forte mobilità per recarsi o tornare dal posto di lavoro. Anche quest’anno una strage di agricoltori schiacciati dal trattore, sono 131. Tutti gli anni sui LUOGHI DI LAVORO il 20% di tutte le morti per infortuni sono provocate da questo mezzo. 132 sono i morti schiacciati dal trattore nel 2015 e 152 nel 2014. Contiamo molto della sensibilità dei media e dei cittadini che a centinaia ogni giorno visitano il sito. In questi nove anni di monitoraggio le percentuali delle morti nelle diverse categorie sono sempre le stesse: l’agricoltura è sempre la categoria con più vittime, seguono l’edilizia, i servizi, l’industria (tutta) e l’autotrasporto. Ricordo a tutti quelli che s’interessano di queste tragedie l’unico parametro valido per valutare l’andamento di una provincia o di una regione è il numero di abitanti. Tantissime sono le morti in nero.

Le morti sulle autostrade e all’estero non sono segnalate nelle province

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Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischi sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare.

L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove sotto e fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

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Michele Cavallaro di Stanghella morto in infortunio sul lavoro a Ceregnano, oggi 22 febbraio 2017


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