Presentazione

L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ha compiuto dieci anni il 1° gennaio 2018

Per contatti mail carlo.soricelli@gmail.com

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione e artista sociale Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra. Tantissimi lavoratori morti per infortuni in Italia sono romeni, per questo motivo lo presentiamo anche nelle loro lingue se cercano le morti sul lavoro dei loro connazionali-

Oltre un milione di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità per queste tragedie dell’indifferenza.

Independent observatory died of accidents at work

Unabhängige Beobachtungsstelle starb an Arbeitsunfällen

L'Observatoire indépendant est mort des accidents au travail

Observator independent a murit de accidente de muncă

Observatorio independiente murió de accidentes en el trabajo

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Grazie amici di facebook che a giorni anche a migliaia visitate questo sito

Morti 2018

16 luglio 2018

altri 5 morti sui luoghi di lavoro anche il 15 luglio

398 morti sui luoghi di lavoro, oltre 650 se si contano come fanno gli altri aggiungendoci i morti sulle strade e in itinere. La strage aumenta e continua, almeno da quando i morti sono documentati dall’Osservatorio, attivo dal 1° gennaio 2008

Report morti sul lavoro nei primi sei mesi del 2018. Più 20,5% rispetto al 30 giugno del 2008. Più 7,4% rispetto allo stesso giorno del 2017. Sono 69 i morti sui LUOGHI DI LAVORO in giugno; 25 di questi schiacciati dal trattore. Ma a questi occorre aggiungerne almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere.

Chiediamo una Commissione Parlamentare d’inchiesta per far conoscere agli italiani il reale numero di lavoratori morti per infortuni sul lavoro in questi ultimi dieci anni. Stampa e televisioni e media se veramente liberi ci aiutino a far emergere dal silenzio le dimensioni di questo autentico genocidio di lavoratori. Nella nostra raccolta dati ci sono sempre risultati tantissimi lavoratori morti sui LUOGHI DI LAVORO lavoro in più: sono tutti registrati in appositi file per identità, luogo e anno della tragedia, professione, cenni sulle cause infortunio e nazionalità. Tutti gli anni i morti sui luoghi di lavoro lavoro aumentano, mentre ci dicono che calano. L’unico calo registrato è quello dei lavoratori morti sulle strade e in itinere e questo per merito delle normative molto più severe (patente a punti) introdotte nel Codice della Strada. Il grafico in allegato mostra l’andamento delle morti in questi dieci anni di monitoraggio. È solo per i morti sui luoghi di lavoro. Riteniamo che i morti sulle strade e in itinere richiedono interventi diversi e specifici: tanti lavoratori morti in itinere non vengono riconosciuti come infortuni sul lavoro, per una normativa che è molto penalizzante per i lavoratori

Osservatorio Indipendente di Bologna morti per infortuni sui luoghi di lavoro

C’è stato un record storico in negativo in questi primi sei mesi del 2018, mai stati tanti morti sui Luoghi di Lavoro (escluso itinere) da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio. Sono stati ben 69 i morti sui luoghi di lavoro in giugno, di questi 24 hanno perso la vita schiacciati dal trattore che guidavano. Lo stesso giorno del 2008 erano 291. Registriamo un aumento del 20,50%. Erano 339 il 30 giugno del 2017 l’aumento è del 7,4%. Quando parlano di cali ogni anno NON CREDETECI, i morti sui LUOGHI DI LAVORO sono sempre stati in costante aumento da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio,. Il 95% dei morti sui luoghi di lavoro non ha l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, quello che tutela contro i licenziamenti senza giusta causa o giustificato motivo (il jobs act renziano l’ha tolto a tutti i nuovi assunti). I lavoratori licenziati ingiustamente può al più avere qualche soldo in più dopo lunghe cause. Verrano licenziati con scuse, malati, politicizzati, sindacalizzati (sindacati veri), antipatici a capi e capetti, sulle donne ecc.insomma la dignità dei lavoratori si ferma davanti alle soglie dei luoghi di lavoro, insomma ARBEIT MACHT FREI di licenziare anche senza nessuna colpa, mancanza o esigenza dell’azienda. Un lavoratore su cinque che muore sui LUOGHI DI LAVORO, ha più di 60 anni, la legge Fornero, che non ha distinto chi svolge un lavoro d’ufficio, o poco pericoloso da uno pericoloso per sé e per gli altri, come per esempio guidatori di TIR, ha fatto aumentare le morti per infortuni tra gli ultrasessantenni. L’ultima vittima di 62 anni, proprio ieri nel vercellese a pochi giorni dalla pensione: Giancarlo Bragato aveva 62 anni e stata lavorando in una rotonda sulla strada, era in una buca, quando un’automobile l’ha travolto per un incidente stradale. Chiediamo che il nuovo governo e il Ministro del Lavoro Di Maio di istituire una Commissione Parlamentare d’Inchiesta per stabilire quanti sono i morti sul lavoro in Italia: noi monitoriamo tutti quelli che muoiono sui luoghi di lavoro, ed è per noi inaccettabile leggere ogni anno che i morti sul lavoro calano, mentre invece sono sempre in costante aumento se si monitorano tutti. Chiediamo al Ministro delle Politiche Agricole Centinaio di fare, lui stesso, in prima persona, una campagna informativa sulla pericolosità del trattore: da quando è ministro ne sono già morti 25 schiacciati da questo mezzo (praticamente uno al giorno da quando è ministro delle politiche agricole. Oltre 650 nell’ultima legislatura e oltre 1500 da quando il 1° gennaio 2008 abbiamo aperto l’Osservatorio. Di approvare finalmente in Parlamento la legge europea del 2003 che obbligherebbe chi guida questo mezzo PERICOLOSISSIMO a sottoporsi a un esame per poterlo guidare. Le lobby parlamentari sono riuscite a rinviarla per 15 anni, è ora di guardare alla vita di chi lo guida, non alle lobby che bloccano tutto. Qui sotto la situazione per Regioni e singole province

Per contatti con Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio mail carlo.soricelli@gmail.com

Morti sul lavoro al 10 luglio 2018 nelle Province Italiane

Ben 33 i morti schiacciati dal trattore dalla nascita del nuovo governo e 89 dall’inizio dell’annoaspettimao un intervento del ministro

Oltre 650 con i morti sulle strade e in itinere, che a nostro parere è opportuno tenerli separati dai morti sui luoghi di lavoro. Per i morti sulle strade occorrerebbero normativi specifiche e interventi diversi e mirati.

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Ricordo ancora una volta che ce ne sono almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere nelle province. Non sono conteggiati nelle province e regioni i morti sulle autostrade

Morti sul lavoro

VENETO 44 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (4), Rovigo (2), Treviso (12), Verona (10), Vicenza (5). LOMBARDIA 40 Milano (11), Bergamo (3), Brescia (5), Como (3), Cremona (2), Lecco (1), Lodi (1), Mantova (5), Monza Brianza (3), Pavia (2), Sondrio (4), Varese () CAMPANIA 33 Napoli (11), Avellino (3), Benevento (), Caserta (7), Salerno (12). EMILIA ROMAGNA 30 Bologna (4), Rimini (1). Ferrara (6) Forlì Cesena (3) Modena (5) Parma (4) Ravenna (3) Reggio Emilia (1) Piacenza (4) PIEMONTE 29 Torino (14), Alessandria (3), Asti (4), Biella (), Cuneo (4), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (2) Vercelli (1) TOSCANA 28 Firenze (4), Arezzo (2), Grosseto (2), Livorno (3), Lucca (3), Massa Carrara (4), Pisa‎ (2), Pistoia (2), Siena (5) Prato (). SICILIA 25 Palermo (4), Agrigento (3), Caltanissetta (3), Catania (5), Enna (3), Messina (4), Ragusa (), Siracusa (1), Trapani‎ (2). ABRUZZO 18 L'Aquila (6), Chieti (3), Pescara (2) Teramo (6) CALABRIA 17 Catanzaro (3), Cosenza (6), Crotone (4), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (2) LAZIO 16 Roma (8), Viterbo (3) Frosinone (1) Latina (3) Rieti (1). LIGURIA 9 Genova (4), Imperia (), La Spezia (4), Savona (1) SARDEGNA 10 Cagliari (2), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (3), Oristano (1), Sassari (3). Sulcis inglesiente () PUGLIA 19 Bari (3), BAT (1), Brindisi (1), Foggia (), Lecce (3) Taranto (2) MARCHE 7 Ancona (2), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (4). FRIULI VENEZIA GIULIA 6 Trieste (), Gorizia (1), Pordenone (), Udine (5). BASILICATA 5 Potenza (4) Matera (1) UMBRIA 7 Perugia (3) Terni (4). TRENTINO ALTO ADIGE 5 Trento (4), Bolzano (1) Molise 4 Campobasso (3), Isernia (1) .VALLE D’AOSTA( )

Report morti sul lavoro nell’intero 2017

Nel 2017 dall’inizio dell’anno al 31 dicembre i morti sui luoghi di lavoro sono stati 634, oltre 1350 con le morti per infortunio con i mezzi di trasporto.

Il 1° gennaio 2018 l’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro ha compiuto 10 anni, da quell’anno i morti per infortunio sul lavoro sono costanti, in molti anni addirittura aumentati. E’ nato poche settimane dopo la strage alla Thyssenkrupp di Torino ed è dedicato a quei 7 lavoratori morti in modo disumano.

Oltre 1.500.000 di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità.

Report morti sul lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017

Dall’inizio dell’anno al 31 dicembre sono morti sui luoghi di lavoro 634 lavoratori: con i morti sulle strade e in itinere con il mezzo di trasporto, si superano i 1400 morti complessivi. Gli agricoltori schiacciati dal trattore sono come tutti gli anni il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. L’agricoltura, come tutti gli anni, supera abbondantemente il 30% di tutti i morti sul lavoro. Il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro hanno più di 60 anni. Gli edili superano il 20% di tutti i morti sul lavoro. La maggioranza di queste vittime cadono dall’alto; dai tetti e dalle impalcature. Nelle aziende dove è presente il sindacato le morti sono quasi inesistenti: le poche vittime nelle fabbriche che superano i 15 dipendenti sono per la stragrande maggioranza lavoratori che lavorano in aziende appaltatrici nell’azienda stessa: spesso manutentori degli impianti. La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni. Anche il Jobs act per la possibilità di essere licenziati, senza appello, ma solo con un po’ di denaro, rende i lavoratori licenziabili se si oppongono a svolgere un lavoro pericoloso. Gli stranieri morti per infortunio, sono oltre il 10% dall’inizio dell’anno, è così tutti gli anni. Il 30% dei morti sul lavoro spariscono ogni anno dalle statistiche. Tra l’altro e in ogni caso i morti sui luoghi di lavoro monitorati dall’Osservatorio sono sempre molti di più di quelli monitorati dell’INAIL. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Le morti verdi provocate dal trattore

Strage verde sui campi

sono già 91 gli agricoltori schiacciati dal trattore nel 2018. Nel 2017 sono morti schiacciati dal trattore 139 agricoltori, ma occorre aggiungerne tanti altri che sono morti per essere stati trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Oltre 600 sono morti nell’ultima legislatura e oltre 1400 da quando dieci anni fa è stato aperto l’Osservatorio. Anche quest’anno più del 20% dei morti per infortuni su di tutte le categorie sono provocate da questo mezzo che. Assurdo che il Parlamento a primavera 2017 ha rinviato per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo sterminatore di agricoltori a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Una legge del 2002. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori. Speriamo nel nuovo

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove nelle fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

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Avvocato Papa

Per avere informazioni legali su un singolo caso personale puoi contattare con mail l' avv.carmineemanuelepapa@gmail.com


Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Morti bianche scultura in terracotta dipinta opera di carlo soricelli in dimensioni naturali

Morti bianche scultura in terracotta dipinta opera di carlo soricelli in dimensioni naturali
Morti bianche scultura in terracotta dipinta a dimensioni naturali opera di carlo soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro

Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro
Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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venerdì 4 gennaio 2013

Report morti sul lavoro 2012

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro Report Morti sul lavoro 2012 Anche il 2012 è stato drammatico per il numero di morti sul lavoro in Italia: complessivamente circa 1200 in totale di cui 622 sui luoghi di lavoro, nonostante la crisi devastante che ha colpito il nostro paese. Si registra una diminuzione dei decessi sui luoghi di lavoro del 4%, percentuale irrisoria se si pensa a quante persone hanno perso il lavoro o sono in mobilità e in cassa integrazione. Inoltre pensiamo ci sia la necessità di fare la massima chiarezza su un aspetto fondamentale del fenomeno. Con i nostri dati siamo già in grado di fare un bilancio dell’anno appena passato, ma le statistiche dell’INAIL arrivano dopo alcuni mesi e registrano notoriamente un numero di morti inferiore al nostro dato. Quale è la ragione? L’INAIL monitora solo i suoi assicurati (confermato anche dal Vice Presidente della Commissione Morti sul lavoro del Senato Sen. Paolo Nerozzi) e moltissimi morti sui luoghi di lavoro non sono assicurati all’INAIL; non lo sono gli anziani agricoltori schiacciati dal trattore (sono più di 100 anche quest’anno) e non lo sono i lavoratori che muoiono in nero anche in itinere, non lo sono i militari dell’Esercito. Probabilmente non sono assicurati all’INAIL neppure i poliziotti e i carabinieri. Poi ci sono le morti in itinere dei lavoratori attivi e non solo, che spesso sono contestate dall’Istituto. L’INAIL fa ciò che è nelle proprie competenze cioè monitora le persone che assicura, e allora perchè le statistiche di quest’istituto sono considerate come quelle ufficiali diramate dallo Stato quando non è così? I mezzi di informazione si occupano delle morti sul lavoro solo quando ci sono casi clamorosi e prende per buone le statistiche di questo istituto, anche se il nostro Osservatorio da anni scrive che quei numeri non sono veritieri ed esaustivi, che sono parziali, che le morti sul lavoro si aggirano mediamente tra il 20% e il 30% in più tutti gli anni, e che considerarli unica fonte attendibile significa sottostimare il problema, diminuire i controlli e non fare intervenire adeguatamente gli organi competenti. Dove sono i giornalisti che approfondiscano le notizie verificandone l’attendibilità? I lavoratori sono così poco importanti per i media come non lo sono più per la politica, visto che in questa legislatura sono stati solo 4 gli operai eletti deputati o senatori su 945 in parlamento? E che nella prossima sarà anche peggio nonostante i lavoratori dipendenti siano la maggioranza dei votanti? Dove finiscono i milioni di euro che lo Stato stanzia per la prevenzione degli infortuni sul lavoro? A chi vanno e come sono spesi questi soldi se poi i risultati sono così deludenti? Credo che su aspetti così importanti deve essere fatta chiarezza. Allora chi è che ci dovrebbe dare notizie certe sull’entità del triste fenomeno che ci vede primi in Europa tra i grandi paesi in questo vergognoso primato? Non dovrebbero essere il Ministero del lavoro a fornirci il numero esatto di morti visto che l’INAIL ha dati parziali e opinabili? Ma perchè questo non accade? E’ possibile che devono essere volontari privati come noi, i soli ad occuparsi complessivamente di queste tragedie che portano il lutto in tante famiglie? Speravamo che un governo tecnico almeno su certi aspetti informasse meglio gli italiani. I cittadini hanno una percezione sbagliata del fenomeno che è molto più esteso di quello che si percepisce affidandosi ai media tradizionali. Si ha la percezione che a morire siano soprattutto operai nelle fabbriche mentre sono “solo” intorno al 7% e per la stragrande maggioranza nelle micro aziende dove il sindacato e la prevenzione non esistono: lo Stato attraverso vari enti spende milioni di euro per corsi, che a nostro giudizio non servono a niente, se non a fa riempire le tasche di chi li organizza, ma senza mai arrivare essere utile a chi dovrebbe essere sensibilizzato e istruito sulla Sicurezza. Agli agricoltori che muoiono per il 33% sul totale, dei quali un terzo schiacciati dal trattore che non ha nessuna protezione, cosa viene offerto in termini di conoscenze, aiuti per migliorare i mezzi e prevenzione? E per il 29% degli edili sul totale di tutti i morti, che muoiono cadendo dall’alto o travolti dai mezzi che guidano loro stessi o i loro colleghi, o dal materiale che stanno manovrando, cosa si fa? Che conoscenze si danno e cosa si fa per rendere più sicuro il lavoro a persone che spesso non conoscono neppure l’italiano e lavorano in nero per 10 o 12 ore al giorno svolgendo attività faticose e poco sicure? Tra l’altro grazie alle nuove normative volute dalla Fornero e da Monti si deve lavorare fino a quasi 70 anni, età in cui spesso non si ha un perfetto stato di salute e riflessi poco pronti, e quando si parla di lavori così pericolosi e faticosi, si tratta di componenti micidiali e non a caso i morti sui luoghi di lavoro ultrasessantenni sono intorno al 30%. E per i tanti artigiani che muoiono numerosissimi nei servizi alle imprese cosa si fa per rendere il loro lavoro più sicuro? E’ molto frustrante quindi vedere tutti gli anni i dati delle solite statistiche considerate “ufficiali”che ti dicono che i morti calano, assistere a dibattiti con ministri e funzionari soddisfatti che si prendono meriti che non hanno in ogni caso; infatti anche se prendi per buone le statistiche parziali dell’INAIL ti accorgi che i morti calano soprattutto in itinere e sulle strade e questo grazie ai veicoli che sono tecnologicamente più sicuri, che anche i lavoratori per fortuna riescono a comprare una volta rottamate le vecchie automobili. Questo cosa significa? Che in realtà sia a causa dei minori controlli dovuti a meno risorse stanziate dagli ultimi governi, la Sicurezza sui luoghi di lavoro complessivamente sta calando. Le statistiche ufficiali sono completamente alterate perchè mettono assieme ai morti sui luoghi di lavoro quelli che muoiono sulle strade e in itinere che sono un’altra cosa; l‘assicurazione INAIL in itinere è sacrosanta, ma come si fa a non distinguere quantitativamente e qualitativamente gli interventi da mettere in atto se non distingue la morte di chi cade da un tetto o sotto un macchianario al morto in un incidente automobilistico? Occorre sapere chiaramente come intervenire se si vuol salvaguardare la vita di chi lavora. Si organizzano corsi sulla sicurezza per categorie “forti” che hanno sindacati in grado di tutelare i lavoratori e si lasciano allo sbando i poveri diavoli, i meno tutelati, quelli che lavorano in nero o in grigio. E’ intollerabile che un paese come il nostro che ha 60 milioni di abitanti conti il triplo dei morti sui luoghi di lavoro della Germania (poco più di 250 nel 2011 contro i nostri 663) che ha venti milioni di abitanti in più ed è una nazione più industrializzata della nostra. Il livello industriale in Italia per quello che riguarda il fenomeno delle morti sul lavoro ha poco a che vedere con queste tragedie perchè a morire per la maggioranza sono agricoltori, edili e artigiani distribuiti in eguali misure in tutto il paese. Per i lavoratori che operano all’aperto quali edili, agricoltori, autotrasportatori e per tutti quelli che utilizzano un mezzo per andare a lavorare si consiglia di visitare il sito di previsioni del tempo http://prevenzionemeteo.blogspot.it/ dove oltre alle previsioni del tempo si può valutare il fattore rischio infortuni sul lavoro legato alle condizioni atmosferiche. Di seguito i morti sui luoghi di lavoro per ciascuna regione e provincia, l’incidenza dei morti sul numero di abitanti e le cartine regionali e provinciali. Carlo Soricelli http://cadutisullavoro.blogspot.com . Nel 2012 sono morti 1180 lavoratori (stima minima) di cui 622 SUI LUOGHI DI LAVORO ( tutti documentati). Si arriva a superare il numero totale di oltre 1800 vittime se si aggiungono i lavoratori deceduti in itinere e sulle strade che sono considerati (giustamente), per le normative vigenti, morti per infortuni sul lavoro a tutti gli effetti. L'Osservatorio considera "morti sul lavoro" tutte le persone che perdono la vita mentre svolgono un'attività lavorativa, indipendentemente dalla loro posizione assicurativa e dalla loro età. Molte vittime non hanno nessuna assicurazione e muoiono lavorando in "nero"ed intere categorie non sono considerate morti sul lavoro. Praticamente sono morti sul lavoro invisibili. Vedrete quante di queste morti, come gli anni scorsi, spariranno dalle statistiche ufficiali quando ci sarà il resoconto del 2012, che è sempre intorno a -20% rispetto ai rilevamenti dell'osservatorio. I MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO PER CATEGORIA. Agricoltura il 33,3 % delle vittime sul totale sono in questo comparto, ben 109 agricoltori sono morti schiacciati dal trattore e rappresentano oltre il 17% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. Edilizia 29% sul totale, in questa categoria 75 lavoratori sono morti per cadute dall'alto, 34 sono morti per essere stati travolti da un mezzo da loro guidato o da terzi, o uccisi da materiale su cui stavano lavoravano, 10 lavoratori in edilizia sono morti fulminati. Industria 11,4%, quest'anno molte di queste morti sono state provocate dal terremoto in Emilia, le morti in questa categoria sono quasi tutte concentrate in piccole e piccolissime aziende. Servizi 5,8%. Autotrasporto 6,1%, Il 3% Esercito Italiano (Afghanistan). Il 2,7% nella Polizia di Stato(tutte le morte causate in servizio sulle strade). Il 10,8% dei morti sui luoghi di lavoro sono stranieri e di questi oltre il 30% sono romeni. Eta' delle vittime: l'8% % hanno meno di 29 anni, l'11,1% dai 30 ai 39 anni, il 21,1% dai 40 ai 49 anni, il 18,4 %dai 50 ai 59 anni , l'11,4% dai 60 ai 69 anni , il 13,8% ha oltre 70 anni. Del 14,5% non siamo a conoscenza del’età. Morti sui luoghi di lavoro nelle regioni e province. L'unico parametro per le morti sul lavoro ritenuto valido per l'Osservatorio, nella valutazione dell'andamento di una provincia e di una regione, è il rapporto tra il numero di morti e la popolazione residente. Gli altri parametri, se non quelli della professione, dell'età e della nazionalità non hanno nessuna importanza al fine della prevenzione e delle statistiche e questo perchè a morire per una percentuale elevatissima sono lavoratori che non hanno nessuna assicurazione, che lavorano in nero e che nulla hanno a che fare con l'indice occupazionale di una regione o provincia. La Lombardia ha 80 morti e ha già superato del 2,5% i morti dell'intero 2011, la provincia di Brescia con 21 morti risulta prima in questa triste classifica, come negli ultimi anni Brescia è sempre ai vertici delle province con più morti sui luoghi di lavoro, provincia di Bergamo 15 morti, di Varese 10 morti, di Milano 7, di Pavia e Lodi 5, di Monza 3, di Como e Lecco 2, di Mantova 5, di Sondrio 4. Emilia Romagna 63 morti compresi i lavoratori deceduti sotto le macerie del terremoto del 20 e 29 maggio, province di Modena 18 morti, di Ferrara 9, di Bologna 8, Reggio Emilia 7 morti, Piacenza 5 morti, Forlì Cesena 4 morti, Parma 3 morti, Ravenna e Rimini 3 morti. Piemonte 43 morti, la provincia di Torino risulta in questo momento con 21 vittime la prima in Italia assieme a quella di Brescia per numero di morti sui luoghi di lavoro, provincia di Cuneo 10 morti, 3 morti in provincia di Alessandria e Novara, 2 morti ad Asti e Vercelli, 1 morto Verbania e Sondrio. Sicilia 44 morti, provincia di Catania 11 morti, di Trapani 6 morti, di Palermo e Caltanisetta 5 morti, Agrigento e Messina 4 morti, Siracusa e Ragusa 3 morti, Enna e Agrigento 2 morti. Campania 42 morti, provincia di Salerno 15 morti, di Avellino 10 morti, Benevento 9 morti, Napoli 6 morti, Caserta 1 morto. Toscana 38 morti (47 con i morti in mare sulla Costa Concordia affondata sulle coste dell' isola del Giglio), dei due fratelli del peschereccio affondato al largo di Livorno e di un sub), la provincia di Arezzo 7 morti, Firenze e Pisa 6 morti, Grosseto e Livorno 5 morti, Massa Carrara 4 morti, 3 morti Lucca, Siena e Prato 1 morto. Veneto 41 morti con le provincia di Verona 11 morti, di Padova 8 morti, di Treviso e Belluno 6 morti, di Vicenza 5 morti, Rovigo e Venezia 3 morti. Abruzzo 27 morti con la province di Chieti con 12 morti, di Pescara 8 morti, Teramo 4 morti, L’Aquila 3 morti. Lazio 28 morti provincia di Roma 11 morti, di Frosinone 7 morti, Viterbo e Latina 5 morti. Puglia 28 morti, provincia di Bari 12 morti, Brindisi 6 morti, Foggia 6 morti, Lecce e BAT 2 morti, Taranto 1 morto. Calabria 24 ( NON SONO COMPRESI I 6 MORTI IN ITINERE NEL FURGONE INVESTITO DAL TRENO IN PROVINCIA DI COSENZA) morti, provincia di Cosenza e di Reggio Calabria 6 morti, di Catanzaro 5 morti, Vibo Valentia e Crotone 3 morti. Trentino Alto Adige 21 morti, provincia di Bolzano 12 morti, di Trento 9 morti. Liguria 20 morti, provincia di Genova 10 morti, di Savona 5 morti, La Spezia 3 morti, Imperia 2 morti. Friuli Venezia Giulia 14 morti, provincia di Pordenone e Udine 4 morti, di Gorizia 3 morti, Trieste 2 morti. Marche 13 morti, provincia di Ancona 7 morti, Macerata 3 morti, Ascoli Piceno 2 morti, Pesaro Urbino 1 morto. Umbria 12 morti, provincia di Perugia 9 morti, di Teramo 1 morto. Sardegna 15 morti, 5 morti nella provincia di Oristano, 4 in quella di Nuoro , Medio Campisano 3 morti, 1 morto Carbonia Iglesias, Ogliastra, Cagliari e Sassari. Basilicata 7 morti, 4 morti nella provincia di Matera, di Potenza 3 morti.Molise 4 morti, provincia di Campobasso 3 morti, 1 morto in provincia di Isernia. Val D'Aosta, Aosta 2 mort1. Non sono segnalati a carico delle province i lavoratori morti sul lavoro che utilizzano un mezzo di trasporto e i lavoratori deceduti in autostrada: agenti di commercio, autisti, camionisti, ecc.. e lavoratori che muoiono nel percorso casa-lavoro / lavoro-casa. La strada può essere considerata una parentesi che accomuna i lavoratori di tutti i settori e che risente più di tutti gli altri della fretta, della fatica, dei lunghi percorsi, dello stress e dei turni pesanti in orari in cui occorrerebbe dormire, tutti gli anni sono percentualmente dal 50 al 55% di tutti i morti sul lavoro. Purtroppo è impossibile sapere quanti sono i lavoratori pendolari sud-centro nord, centro-nord sud, soprattutto edili meridionali che muoiono sulle strade percorrendo diverse centinaia di km nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa. Queste vittime sfuggono anche alle nostre rilevazioni, come del resto sfuggono tanti altri lavoratori, soprattutto in nero o in grigio che muoiono sulle strade. Tutte queste morti sono genericamente classificate come "morti per incidenti stradali" Nel 2011 ci sono stati più di 1170 morti, di cui 663 sui luoghi di lavoro + 11,6% sul 2010. Per approfondimenti sui lavoratori morti per infortuni sul lavoro nel 2011 andare nella pagina dell'1 -1 e 3- 1 del 2011 dell'Osservatorio. Ci sono cartine geografiche con il numero di morti sui luoghi di lavoro per ciascuna provincia italiana e grafici inerenti all'età, professione e nazionalità dei lavoratori vittime d'infortuni mortali. Dall’1 gennaio al 31 2012 dicembre sono morti sui luoghi di lavoro in Italia 622 lavoratori si arriva a 1800 (stima minima con i lavoratori morti sulle strade e in itinere). Qui sotto l’incidenza della morti sui luoghi di lavoro in ogni regione in rapporto al numero di abitanti Totale popolazione italiana 60.626.442 Trentino A.A 0,0000202 1° 1.037.114 Abruzzo 0,0000193 2° 1.342.366 Valle d'Aosta 0,0000156 3° 128.230 Calabria 0,0000145 4° 2.011.395 Emilia-Romagna 0.0000136 5° 4.432.418 Molise 0,0000125 6° 319.780 Umbria 0,0000122 7° 906.486 Basilicata 0,0000119 8° 587.517 Liguria 0,0000111 9° 1.616.788 Friuli V.G. 0,0000105 10° 1.235.808 Toscana 0,0000093 11° 3.749.813 Piemonte 0,0000084 12° 4.457.335 Sicilia 0,0000083 13° 5.051.075 Sardegna 0,0000083 13° 1.675.411 Veneto 0,0000081 14° 4.937.854 Marche 0,0000076 15° 1.565.335 Lombardia 0,0000073 16° 9.917.714 Puglia 0,0000070 17° 4.091.259 Campania 0,0000063 18° 5.834.056 Lazio 0,0000047 19° 5.728.688
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RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

Nessuno&scomparso

Ogni anno circa il 30-40% delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL non vengono riconosciute come tali. Molte altre morti per infortunio sulle strade e in itinere di lavoratori non assicurati a questo istituto non sono considerate da nessuno. Artigiani e tutti i lavoratori con partite iva individuali, agenti di commercio, molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, ecc. Lavoratori in nero. Lavoratori che non hanno neppure “l’onore” di essere considerati come tali, "morti sul lavoro". Vignette di "Nessuno&scomparso" nel sito http//metalmeccanico.blogspot.it

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei
http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti di visitare il sito per leggere quello che scrivono i familiari delle vittime. per visitare il sito cliccare sull'immagine.