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Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra.

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morti 2017

Morti sul lavoro dall’inizio dell’anno al 18 agosto 2017

Sono diventati 427 sui luoghi di lavoro e oltre 950 con le morti sulle strade e in itinere

L’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro monitora tutti i morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

http://cadutisullavoro.blogspot.it

Al 31 luglio 2017 dall’inizio dell’anno sono 399 i morti sui luoghi di lavoro, oltre 900 con le morti sulle strade e in itinere. Al 31 luglio nel 2016 erano 374 i lavoratori morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO, registriamo un aumento del + 6,3%. Al 31 luglio del 2008 anno di apertura dell’Osservatorio i morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO furono 354 +11,2%. Chi parla di continui cali non spiega agli italiani che quelli diffusi dall’INAIL e dai media non sono rappresentativi di tutti i morti sul lavoro. Se si vogliono confrontare con i morti dell’Osservatorio con quelli dell’INAIL occorre fare riferimento ai morti di questo istituto senza il mezzo di trasporto. Tantissime denunce arrivate all’INAIL per infortuni mortali, che tra l’altro sono parziali e non comprensive di tutte le categorie, l’anno successivo, una volta valutate le cause spariranno dalle statistiche. Mediamente ogni anno sono il 30/40% di tutte le denunce arrivate a questo Istituto dello Stato non vengono riconosciute come infortuni mortali sul lavoro. Ma quelle denunce non riconosciute, chi riguardano, e perché non sono riconosciute? Parliamo di 400/500 denunce di lavoratori morti per infortuni. E’ un miracolo che fa resuscitare questi morti?

L’anno scorso in Europa sono stati 10.000 i lavoratori morti mentre andavano o tornavano dal lavoro (indagine europea). Tantissime le donne sovraccaricate sul posto di lavoro, oltre che dal carico famigliare e dai lavori domestici. Quando in itinere sono alla guida di un automobile hanno spesso incidenti anche mortali. Molti infortuni poi non vengono riconosciuti come tali a causa della normativa specifica dell’itinere. E quando andate a vedere ogni anno le denunce per infortuni pervenute all’INAIL vi accorgete che poi successivamente non vengono riconosciute come morti sul lavoro mediamente il 30/40% delle denunce per infortuni mortali. Occorre ricordare che anche quest’anno, come i precedenti, che un lavoratore su cinque muore schiacciato dal trattore che guida. Ma con questa casta parlamentare, nessuno escluso, parlare della vita di chi lavora e come parlare di niente. Le percentuali delle morti nelle varie categorie sono sempre quelle tutti gli anni. L’agricoltura ha sempre più del 30% delle morti sul totale, segue l’edilizia che supera ogni anno il 20%. Poi l’industria e l’autotrasporto che si contendono sempre il terzo e quarto posto in questa triste classifica. Ma queste due categorie sono sempre sotto il 10%, nonostante milioni di addetti e questo, per fortuna, abbiamo ancora sindacati che esercitano controlli sulla Sicurezza. Gli stranieri morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono in questo momento il 10% sul totale. E’ spaventoso pensare che i nostri giovani non trovano lavoro e si è innalzata l’età per andare in pensione di molti anni anche a chi svolge lavori pericolosi. Anche quest’anno il 31% dei morti sui LUOGHI DI LAVORO ha dai 61 anni in su.

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Le morti verdi provocate dal trattore

Strage continua, sono già 94 dall’inizio dell’anno gli agricoltori morti schiacciati dal trattore. A questi occorre aggiungere tanti altri che sono morti o perché trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Da quando nel 2014 si insediò il Governo Renzi, poi Gentiloni abbiamo come ministro delle Politiche Agricole Martina, sono morti in modo così atroce ben 497 guidatori di questo mezzo mortale. Tra l’altro il parlamento ha rinviata per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo mezzo mortale a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Un morto su cinque sui luoghi di lavoro di tutte le categorie è causato dal ribaltamento del trattore. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori.

Morti nelle Regioni e Province italiane nel 2017 per ordine decrescente, sono esclusi dalle province i morti sulle autostrade e all’estero.

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Con le morti sulle strade e in itinere gli infortuni mortali in ogni provincia e regione sono mediamente il 120% in più ogni anno

VENETO 42 Venezia (5), Belluno (), Padova (4), Rovigo (5), Treviso (8), Verona (10), Vicenza (10). LOMBARDIA 42 Milano (7), Bergamo (6), Brescia (6), Como (1), Cremona (1), Lecco (3), Lodi (2), Mantova (3), Monza Brianza (4), Pavia (3), Sondrio (4), Varese (2) CAMPANIA 33 Napoli (14), Avellino (2), Benevento (3), Caserta (7), Salerno (7). ABRUZZO 30 L'Aquila (7), Chieti (4), Pescara (12) Teramo (7) SICILIA 26 Palermo (4), Agrigento (5), Caltanissetta (), Catania (2), Enna (2), Messina (1), Ragusa (4), Siracusa (1), Trapani (7). EMILIA ROMAGNA 27 Bologna (3). Forlì-Cesena (1), Ferrara (3), Modena (5), Parma (4), Piacenza (3), Ravenna (5), Reggio Emilia (3), Rimini (). PIEMONTE 25 Torino (8), Alessandria (2), Asti (2), Biella (1), Cuneo (9), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (3) TOSCANA 20 Firenze (2), Arezzo (), Grosseto (4), Livorno (3), Lucca (2), Massa Carrara (1), Pisa (5), Pistoia (1), Siena () Prato (1). LAZIO 19 Roma (6), Viterbo (6) Frosinone (2) Latina (5) Rieti (). PUGLIA 18 Bari (4), BAT (1), Brindisi (4), Foggia (3), Lecce (5) Taranto () CALABRIA 18 Catanzaro (2), Cosenza (9), Crotone (1), Reggio Calabria (4) Vibo Valentia (2) LIGURIA 12 Genova (4), Imperia (2), La Spezia (1), Savona (5). MARCHE 12 Ancona (2), Macerata (1), Fermo (1), Pesaro-Urbino (6), Ascoli Piceno (2). UMBRIA 10 Perugia (7) Terni (3). SARDEGNA 9 Cagliari (3), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (3), Sassari (3). Sulcis inglesiente () TRENTINO ALTO ADIGE 8 Trento (2), Bolzano (6). FRIULI VENEZIA GIULIA 7 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (), Udine (4). Molise 6 Campobasso (3), Isernia (3) BASILICATA 2 Potenza (1) Matera (1) VALLE D’AOSTA ()

I morti sulle autostrade e all’estero non sono a carico delle province

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove nelle fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Report morti sul lavoro nell’intero 2016

Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.

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Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Video Nicoletti rai 2

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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lunedì 2 settembre 2013

Morti sul lavoro negli Stati Uniti d'America nel 2012

Census of Fatal Occupational Injuries Summary, 2012 For release 10:00 a.m. (EDT) Thursday, August 22, 2013 USDL-13-1699 Technical information: (202) 691-6170 - iifstaff@bls.gov - www.bls.gov/iif/oshcfoi1.htm Media contact: (202) 691-5902 - PressOffice@bls.gov NATIONAL CENSUS OF FATAL OCCUPATIONAL INJURIES IN 2012 (PRELIMINARY RESULTS) A preliminary total of 4,383 fatal work injuries were recorded in the United States in 2012, down from a revised count of 4,693 fatal work injuries in 2011, according to results from the Census of Fatal Occupational Injuries (CFOI) conducted by the U.S. Bureau of Labor Statistics. The 2012 total represents the second lowest preliminary total since CFOI was first conducted in 1992. The rate of fatal work injury for U.S. workers in 2012 was 3.2 per 100,000 full-time equivalent (FTE) workers, down from a rate of 3.5 per 100,000 in 2011. Over the last 5 years, net increases to the preliminary count have ranged from 84 in 2011 to 211 in 2009. The revised 2011 figure represented a 2 percent increase over the preliminary total, while the 2009 figure was a 5 percent increase. Revised 2012 data from CFOI will be released in the late Spring of 2014. Key preliminary findings of the 2012 Census of Fatal Occupational Injuries: - Fatal work injuries in the private construction sector increased 5 percent to 775 in 2012 from 738 in 2011. Total hours worked in the private construction industry increased one percent in 2012. The increase in fatal occupational injuries in 2012 follows five consecutive years of declining fatal injury counts in the construction sector. Fatal construction injuries are down 37 percent since 2006. - Since 2011, CFOI has identified whether fatally-injured workers were working as contractors at the time of the fatal incident. In 2012, 708 decedents were identified as contractors, many of whom worked in construction and transportation occupations. - Fatal work injuries declined among non-Hispanic white workers (down 10 percent) and Hispanic or Latino workers (down 5 percent) in 2012. Fatal work injuries were higher among non-Hispanic black or African-American workers and non-Hispanic Asian workers. - Fatal work injuries involving workers under 16 years of age nearly doubled, rising from 10 in 2011 to 19 in 2012—the highest total since 2005. Fatal work injuries in the other age groups declined in 2012. Fatal work injuries among workers 55 years of age and older declined for the second straight year. - Work-related suicides declined 10 percent from 2011 totals, but violence accounted for about 17 percent of all fatal work injuries in 2012. - Fatal work injuries in the private mining sector rose in 2012, led by an increase in fatal injuries to workers in oil and gas extraction industries. Fatal work injuries in oil and gas extraction industries rose 23 percent to 138 in 2012, reaching a new high for the series. Worker characteristics The number of fatal work injuries involving non-Hispanic white workers declined 10 percent in 2012, but rose by 13 percent for non-Hispanic Asian workers. Despite the increase, Asian workers still recorded a lower rate of fatal injury than the rate for workers overall (1.8 per 100,000 FTE workers for non-Hispanic Asians versus 3.2 per 100,000 FTE workers for workers overall). Fatal work injuries among Hispanic or Latino workers dropped to 708 in 2012 from 749 in 2011, a decrease of 5 percent. Of the 708 fatal work injuries incurred by Hispanic or Latino workers, 454 (or 64 percent) involved foreign-born workers. Overall, there were 777 fatal work injuries involving foreign-born workers in 2012, of which the greatest share (299 or 38 percent) were born in Mexico. Fatal work injuries increased for workers under 16 years of age, rising to 19 in 2012 from 10 in 2011, reaching its highest level since 2005. Fourteen of these young decedents were employed as agricultural workers. Fatal work injuries involving men fell from 4,308 in 2011 to 4,045 in 2012—the lowest total since the inception of the fatality census in 1992. Fatal injuries to both wage and salary workers and self-employed workers declined in 2012. For more detailed information on fatal injuries by worker characteristics, see the 2012 tables at www.bls.gov/iif/oshcfoi1.htm. Type of incident Transportation incidents accounted for more than 2 out of every 5 fatal work injuries in 2012. (See chart 1.) Of the 1,789 transportation-related fatal injuries, about 58 percent (1,044 cases) were roadway incidents involving motorized land vehicles. Nonroadway incidents, such as a tractor overturn in a farm field, accounted for another 13 percent of the transportation-related fatal injuries. About 16 percent of fatal transportation incidents in 2012 involved pedestrians who were struck by vehicles. Of the 283 fatal work injuries involving pedestrians struck by vehicles, 65 occurred in work zones. (Note that transportation counts presented in this release are expected to rise when updated 2012 data are released in Spring 2014 because key source documentation detailing specific transportation-related incidents has not yet been received.) Fatal work injuries among those fatally injured in aircraft incidents in 2012 declined by 14 percent from 2011, accounting for 125 fatalities or about 7 percent of the transportation total. Overall, 767 workers were killed as a result of violence and other injuries by persons or animals, including 463 homicides and 225 suicides. The work-related suicide total for 2012 declined 10 percent from the 2011 total and the homicide total was also slightly lower. Shootings were the most frequent manner of death in both homicides (81 percent) and suicides (48 percent). Of the 338 fatal work injuries involving female workers, 29 percent involved homicides. Fatal falls, slips, or trips took the lives of 668 workers in 2012, down slightly from 2011. Falls to a lower level accounted for 544 or about 81 percent of those fatalities. In 2012, the height of the fall was reported in 437 of the fatal falls to a lower level. Of those cases, about one in four occurred after a fall of 10 feet or less. Another one-fourth of the fatal fall cases occurred from falls of over 30 feet. While the total number of fatal work injuries involving contact with objects and equipment in 2012 remained about the same as in 2011, the number of workers fatally injured after being struck by objects or equipment increased by 7 percent (to 509 fatal work injuries in 2012 from 476 in 2011). This total includes 233 workers struck by falling objects or equipment and 199 struck by powered vehicles or mobile equipment not in normal operation. There were 142 multiple-fatality incidents in 2012 (incidents in which more than one worker was killed) in which 341 workers died. For more detailed information on fatal injuries by incident, see the 2012 tables at www.bls.gov/iif/oshcfoi1.htm. Industry In the private sector, there were 3,945 fatal work injuries in 2012, down 6 percent to a new series low. Both goods-producing industries and service-providing industries showed declines. Among goods-producing sectors, the number of fatal work injuries in the private construction sector increased 5 percent in 2012. Total hours worked were higher by one percent in 2012. The increase in 2012 was the first in construction fatalities since 2006. Construction fatalities are down 37 percent over that time. Construction accounted for the highest number of fatal work injuries of any industry sector in 2012. (See chart 2.) Fatal work injuries in the private mining sector increased 14 percent to 177 in 2012 from 155 in 2011—the highest level since 2007. The number of fatal work injury cases in oil and gas extraction industries rose to 138 in 2012 from 112 in 2011; the 2012 figure represents a series high. Fatal work injuries in coal mining increased slightly, and fatal work injuries in support activities for mining increased 9 percent. CFOI has used the North American Industry Classification System (NAICS) to define industry since 2003, and data on oil and gas extraction industries in CFOI comprise NAICS 21111 Oil and gas extraction, NAICS 213111 Drilling oil and gas wells, and NAICS 213112 Support activities for oil and gas operations. Agriculture, forestry, fishing and hunting fatalities decreased 16 percent to 475 in 2012 from 566 in 2011. This follows a 9 percent drop in agriculture fatalities in 2011. Fatal injuries in the crop production, animal production, forestry and logging, and fishing sectors were all lower in 2012. Despite the declines in fatal work injuries in this sector over the last two years, agriculture recorded the highest fatal injury rate of any industry sector at 21.2 fatal injuries per 100,000 FTE workers in 2012. Among service-providing industries in the private sector, fatal work injuries in transportation and warehousing accounted for 677 fatal work injuries in 2012, a decrease of 10 percent over the revised 2011 count (749 fatalities). The number of fatal injuries in truck transportation, the largest subsector within transportation and warehousing in terms of employment, decreased 6 percent in 2012. (As noted, transportation counts presented in this release are expected to rise when updated 2012 data are released in Spring 2014.) Among other transportation subsectors, fatal work injuries in air transportation were slightly higher, but fatalities in water and rail transportation were lower in 2012. Fatal work injuries in the financial activities sector declined 17 percent in 2012 to 81. The professional and business services sector also reported lower numbers of fatal injuries in 2012, down 10 percent from 2011. Fatal occupational injuries among government workers decreased 13 percent from 2011 to 438 fatal work injuries, the lowest fatal work injury total since the start of the fatality census. Both state government and local government showed declines (19 percent and 16 percent, respectively), though fatal injuries among federal government workers remained about the same. For more detailed information on fatal injuries by industry, see the 2012 tables at www.bls.gov/iif/oshcfoi1.htm. Occupation Fatal work injuries in construction and extraction occupations rose for the second year in a row to 838—a 5 percent increase from 2011. Hours worked increased one percent in this occupation group during that period. Fatal injuries among construction trades workers rose in 2012 to 577 after 5 years of decline. This marked an 8 percent increase over the series low of 533 in 2011, but a 41 percent drop from the high of 977 reported in 2006. Fatal work injuries to construction laborers, the subgroup in this category with the highest number of fatalities, increased 10 percent to 210 in 2012, following a series low of 191 in 2011. Fatal injuries to roofers, another subgroup within construction trades workers, rose to 70 in 2012, a 17 percent rise from 2011 marking the highest count in 5 years. Fatal work injuries in transportation and material moving occupations were down 7 percent to 1,150 in 2012. Fatal work injuries in this occupational group accounted for about one quarter of all fatal occupational injuries. Drivers/sales workers and truck drivers was the subgroup within transportation and material moving occupations with the highest number of fatal injuries. Dropping 4 percent, this subgroup recorded 741 fatalities in 2012. Fatal injuries to taxi drivers and chauffeurs were down 28 percent to a series low of 46. (As noted, transportation and material moving counts presented in this release are expected to rise when updated 2012 data are released in Spring 2014.) The number of fatal work injuries among protective service occupations decreased 21 percent in 2012 to 224 fatalities–reaching the lowest count since the occupational series began in 2003. The decline was led by lower numbers of fatal injuries to police and sheriff’s patrol officers, which dropped 20 percent to 104 in 2012 to continue a two-year downward trend. Fatal injuries to both security guards and firefighters reached series lows with 48 and 17 fatalities, respectively. Fatal work injuries to workers in management occupations declined 8 percent to 429 in 2012—the lowest level in the series. This decrease was driven primarily by the 19 percent decline in fatal injuries to farmers, ranchers, and other agricultural managers from 268 in 2011 to 216 in 2012. Fatalities among farming, fishing, and forestry occupations declined 6 percent to 245 in 2012. This was led by the 24 percent drop in fatalities to fishers and related fishing workers from 42 in 2011 to a series low of 32 in 2012. Fatal injuries to logging workers have remained somewhat level for the last three years, decreasing slightly to 62 in 2012. Fatal injuries to resident military personnel reached a series low in 2012, dropping 25 percent from 57 fatalities in 2011 to 43. For more detailed information on fatal injuries by occupation, see the 2012 tables at www.bls.gov/iif/oshcfoi1.htm. Contract workers In addition to identifying the industry in which a decedent was employed, CFOI began in 2011 to identify whether a worker was a contractor. A contractor is defined as a worker employed by one firm but working at the behest of another firm that exercises overall responsibility for the operations at the site where the decedent was fatally injured. This information helps to identify the location and type of work being performed when the fatal work injury occurred. In 2012, the number of fatal occupational injuries incurred by contractors was 708, or 16 percent of all fatal injuries, compared to 542 reported in 2011. Falls to a lower level accounted for 30 percent of contractor deaths while struck by object or equipment (18 percent) and pedestrian vehicular (11 percent) incidents also were frequent events among contractors. Fatally-injured contractors were most often contracted by a government entity (151 or 21 percent of all contractors) and by firms in the private construction (133 or 19 percent); mining, quarrying, and oil and gas extraction (68 or 10 percent); and manufacturing (67 or 9 percent) industry sectors. The majority of contractors (381 or 54 percent) were working in construction and extraction occupations when fatally injured. Decedents in this occupation group were most often employed as construction laborers (101), first-line supervisors of construction trades and extraction workers (42), electricians (39), and roofers (32). Among contractors who were employed outside the construction and extraction occupations group, the largest number of fatal occupational injuries was incurred by heavy and tractor-trailer truck drivers (50); tree trimmers and pruners (16); security guards (15); landscaping and groundskeeping workers (14); welders, cutters, solderers, and brazers (14); and athletes and sports competitors (13). For more detailed information on fatal injuries incurred by contract workers, see the 2012 charts at www.bls.gov/iif/oshcfoi1.htm. State and metropolitan statistical area (MSA) Sixteen states and the District of Columbia reported higher numbers of fatal work injuries in 2012 than in 2011, while 32 states reported lower numbers. Two states reported the same number as in 2011. For more detailed state results, contact the individual state agency responsible for the collection of CFOI data in that state. Although data for Puerto Rico, the U.S. Virgin Islands, and Guam are not included in the national totals for this release, results for these jurisdictions are available. Participating agencies and their telephone numbers are listed in Table 6. Counts for over 300 MSAs are also available for 2012 from CFOI and detailed data are available for more than 50 MSAs. The MSAs with the most fatal occupational injuries in 2012 were New York-Northern New Jersey-Long Island (NY-NJ-PA) with 178, Houston-Sugar Land-Baytown (TX) with 90, Chicago-Joliet-Naperville (IL-IN-WI) with 81, and Los Angeles-Long Beach-Santa Ana (CA) with 81. For more detailed information on fatal injuries by state and MSA, see the 2012 tables at www.bls.gov/iif/oshcfoi1.htm. Background of the program The Census of Fatal Occupational Injuries (CFOI), part of the BLS Occupational Safety and Health Statistics (OSHS) program, compiles a count of all fatal work injuries occurring in the U.S. during the calendar year. The CFOI program uses diverse state, federal, and independent data sources to identify, verify, and describe fatal work injuries. This assures counts are as complete and accurate as possible. For the 2012 data, over 19,000 unique source documents were reviewed as part of the data collection process. The Survey of Occupational Injuries and Illnesses (SOII), another component of the OSHS program, presents frequency counts and incidence rates by industry and also by detailed case circumstances and worker characteristics for nonfatal workplace injuries and illnesses for cases that result in days away from work. Incidence rates for 2012 by industry and case type will be published in October 2013, and information on 2012 case circumstances and worker characteristics will be available in November 2013. For additional data, access the BLS Internet site: www.bls.gov/iif/. For technical information and definitions for the CFOI program, please go to the BLS Handbook of Methods on the BLS website at www.bls.gov/opub/hom/pdf/homch9.pdf. Table 1. Fatal occupational injuries by event or exposure, 2012 Table 2. Fatal occupational injuries by industry and selected event or exposure, 2012 Table 3. Fatal occupational injuries by occupation and selected event or exposure, 2012 Table 4. Fatal occupational injuries by selected worker characteristics and selected event or exposure, 2012 Table 5. Fatal occupational injuries by state and event or exposure, 2011-2012 Table 6. CFOI participating agencies and telephone numbers Technical notes HTML version of the entire news release The PDF version of the news release
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RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.