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Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra. Tantissimi lavoratori morti per infortuni in Italia sono romeni e arabi, per questo motivo lo presentiamo anche nelle loro lingue se cercano le morti sul lavoro dei loro connazionali-

Oltre un milione di persone hanno vistato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità per queste tragedie dell’indifferenza.

Independent Observatory of Bologna deaths at work in Italy

Décès d’Observatoire indépendant de Bologne au travail en Italie

Unabhängige Beobachtungsstelle von Bologna Todesfälle bei der Arbeit

Observator independent de Bologna decese la locul de muncă

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morti 2017

Oggi 20 ottobre i morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono diventati 539

Con i morti con mezzo di trasporto, comprensivo dell’itinere di superano i 1100

Sono 117 i morti schiacciati dal trattore dall’inizio dell’anno

Morti nelle Regioni e Province italiane nel 2017 per ordine decrescente a oggi 14 ottobre, sono esclusi dalle province i morti sulle autostrade e all’estero.

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Con le morti sulle strade e in itinere gli infortuni mortali In questo momento sono stati superati con i morti col mezzo di trasporto oltre 1100 lavoratori complessivi.

LOMBARDIA 53 Milano (10), Bergamo (8), Brescia (7), Como (1), Cremona (1), Lecco (5), Lodi (2), Mantova (3), Monza Brianza (4), Pavia (5), Sondrio (5), Varese (2). VENETO 52 Venezia (5), Belluno (2), Padova (5), Rovigo (7), Treviso (11), Verona (12), Vicenza (10). CAMPANIA 40 Napoli (15), Avellino (6), Benevento (3), Caserta (8), Salerno (8). ABRUZZO 38 L'Aquila (9), Chieti (9), Pescara (12) Teramo (8) EMILIA ROMAGNA 35 Bologna (3). Forlì-Cesena (4), Ferrara (4), Modena (5), Parma (5), Piacenza (3), Ravenna (7), Reggio Emilia (4), Rimini (). PIEMONTE 32 Torino (9), Alessandria (2), Asti (3), Biella (2), Cuneo (11), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (4) SICILIA 32 Palermo (5), Agrigento (8), Caltanissetta (), Catania (3), Enna (2), Messina (1), Ragusa (5), Siracusa (1), Trapani (7). TOSCANA 28 Firenze (4), Arezzo (), Grosseto (5), Livorno (3), Lucca (2), Massa Carrara (1), Pisa (6), Pistoia (3), Siena (1) Prato (3). LAZIO 26 Roma (7), Viterbo (7) Frosinone (5) Latina (7) Rieti (). PUGLIA 25 Bari (4), BAT (1), Brindisi (5), Foggia (5), Lecce (7) Taranto (1) CALABRIA 20 Catanzaro (2), Cosenza (9), Crotone (2), Reggio Calabria (4) Vibo Valentia (3) MARCHE 13 Ancona (2), Macerata (1), Fermo (1), Pesaro-Urbino (6), Ascoli Piceno (3). UMBRIA 13 Perugia (10) Terni (3). LIGURIA 12 Genova (4), Imperia (2), La Spezia (1), Savona (5). SARDEGNA 12 Cagliari (4), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (3), Sassari (5). Sulcis inglesiente (1) TRENTINO ALTO ADIGE 9 Trento (3), Bolzano (6). FRIULI VENEZIA GIULIA 8 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (), Udine (5). Molise 7 Campobasso (4), Isernia (3) BASILICATA 3 Potenza (1) Matera (2) VALLE D’AOSTA ()

I morti sulle autostrade e all’estero non sono a carico delle province

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove nelle fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Report morti sul lavoro nell’intero 2016

Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.

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Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

Report morti sul lavoro nei primi 9 mesi del 2017.

Dall’inizio dell’anno Al 30 settembre 2017 sono morti sui luoghi di lavoro e senza mezzo di trasporto 508 lavoratori. Erano lo stesso giorno del 2016 491 + 3,3. Erano lo stesso giorno del 2008 anno di apertura dell’Osservatorio 462 + 9,1%. ATTENZIONE, queste non sono denunce, ma lavoratori morti per infortunio sui LUOGHI DI LAVORO quelli dell’Osservatorio sono morti sui LUOGHI DI LAVORO VERI, tutti registrati per giorno della tragedia, provincia, generalità delle vittime, età, sesso, professione e nazionalità. Come potete leggere le morti sul lavoro non sono mai calate da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto questo Osservatorio, che non ha nessun interesse da difendere, contrariamente ad altri, solo quello di far venire finalmente allo scoperto le vere dimensioni del fenomeno che è molto più esteso e preoccupante di quello percepito dagli italiani.

Se ai morti sui luoghi di lavoro, cioè senza mezzo di trasporto si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano i 1070 morti

Se uno guarda superficialmente i dati dei morti sul lavoro si entra in uno stato confusionale. Sono reali quelli dell'Osservatorio o quelli dell'INAIL? A prima vista sembrano di più quelli dell'INAIL, ma occorre ricordare che quelle diffuse dall'INAIL sono denunce e non riconoscimento delle morti che questo istituto dello Stato analizzerà in secondo. Dopo diversi mesi dell'anno successive l’INAIL diffonde il numero di morti per infortuni riconosciuti come tali, sono mediamente il 30% in meno ogni anno. Resuscitano? No, è che tante di queste morti sono in itinere o di non assicurati all'INAIL, o in nero, oppure di non loro pertinenza. Oppure di agricoltori schiacciati dal trattore che sono ben 117 dall'inizio dell'anno e 515 da quando abbiamo come Ministro delle Politiche Agricole Martina. E questa la vera emergenza di cui nessuno si occupa. Un morto su 5 sui LUOGHI DI LAVORO se si sommano tutte le categorie, è provocata dal trattore. Comunque se si guardano i dati complessivi comparati, quelli diffusi dall’INAIL, sono ovviamente molto meno delle morti di questo Osservatorio che monitora tutti i morti sui LUOGHI DI LAVORO da ben dieci anni, indipendentemente dal lavoro svolto o dall’assicurazione di riferimento. Se si confrontano con quelli dell'INAIL occorre sempre ricordare che nelle denunce pervenute all'INAIL ci sono anche i morti sulle strade e in itinere che sono ogni anno dal 50 al 55% di tutte le morti sul lavoro.

Se si vuole fare una comparazione vera occorre confrontare i morti senza mezzi di trasporto dell’INAIL con quelli sui LUOGHI DI LAVORO dell’Osservatorio.

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

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L’anno scorso in Europa sono stati 10.000 i lavoratori morti mentre andavano o tornavano dal lavoro (indagine europea). Tantissime le donne sovraccaricate sul posto di lavoro, oltre che dal carico famigliare e dai lavori domestici. Quando in itinere sono alla guida di un automobile hanno spesso incidenti anche mortali. Molti infortuni poi non vengono riconosciuti come tali a causa della normativa specifica dell’itinere. E quando andate a vedere ogni anno le denunce per infortuni pervenute all’INAIL vi accorgete che poi successivamente non vengono riconosciute come morti sul lavoro mediamente il 30/40% delle denunce per infortuni mortali. Occorre ricordare che anche quest’anno, come i precedenti, che un lavoratore su cinque muore schiacciato dal trattore che guida. Ma con questa casta parlamentare, nessuno escluso, parlare della vita di chi lavora e come parlare di niente. Le percentuali delle morti nelle varie categorie sono sempre quelle tutti gli anni. L’agricoltura ha sempre più del 30% delle morti sul totale, segue l’edilizia che supera ogni anno il 20%. Poi l’industria e l’autotrasporto che si contendono sempre il terzo e quarto posto in questa triste classifica. Ma queste due categorie sono sempre sotto il 10%, nonostante milioni di addetti e questo, per fortuna, abbiamo ancora sindacati che esercitano controlli sulla Sicurezza. Gli stranieri morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono in questo momento il 10% sul totale. E’ spaventoso pensare che i nostri giovani non trovano lavoro e si è innalzata l’età per andare in pensione di molti anni anche a chi svolge lavori pericolosi. Anche quest’anno il 31% dei morti sui LUOGHI DI LAVORO ha dai 61 anni in su.

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Le morti verdi provocate dal trattore

Strage continua, sono già 115 dall’inizio dell’anno gli agricoltori morti schiacciati dal trattore. A questi occorre aggiungere tanti altri che sono morti perché trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Da quando nel 2014 si insediò il Governo Renzi, poi Gentiloni abbiamo come ministro delle Politiche Agricole Martina, sono morti in modo così atroce ben 515 guidatori di questo mezzo mortale. Anche quest’anno oltre il 20% dei morti per infortuni su di tutte le categorie sono provocate da questo mezzo. ASSURDO che la politica non se ne occupi. ASSURDO tra l’altro che il Parlamento pochi mesi fa ha rinviata per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo sterminatore di agricoltori a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Una legge del 2002. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori.

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Morti bianche opera di carlo soricelli

Morti bianche opera di carlo soricelli
Morti bianche opera di carlo soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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lunedì 31 ottobre 2016

Sensibile calo delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro nei primi dieci mesi del 2016 rispetto al 2015. Ma ancora un andamento terribile in agricoltura e edilizia



Report morti per infortuni sul lavoro al 31 ottobre 2016
SUPERATI NEL 2016 I 1200 MORTI PER INFORTUNI, DI CUI 543 SUI LUOGHI DI LAVORO (tutti registrati). I rimanenti sulle strade e in itinere. Sono conteggiate tra tutte le vittime anche i morti in nero e le categorie non assicurate all’INAIL che monitora solo i propri assicurati
Finalmente registriamo un calo consistente dei morti per infortuni sul lavoro, -7,8% rispetto ai primi dieci del 2015, ma l’anno scorso è stato un anno orribile su questo fronte. Un lievissimo calo finalmente anche rispetto ai primi dieci mesi del 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio. Al 31 ottobre del 2008 erano 551-1,5%. Le categorie che subiscono più infortuni mortali sono sempre le stesse; l’Agricoltura ha esattamente un morto su tre sui luoghi di lavoro di tutte le categorie. E’ allucinante vedere che alte il 62% di queste morti sono provocate dal trattore che schiaccia e fa morire in modo atroce il conducente. In questo momento dall’inizio dell’anno ne sono morti 117. Sono anni che chiediamo ai ministri che si susseguono di fare almeno una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. Ma niente. Anche trasmissioni come Linea Verde, condotto dall’ottimo Patrizio Roversi non parlano mai di queste tragedie che ci sono quasi ogni giorno sui campi, e una corretta informazione sul pericolo del mezzo potrebbe fare molto per far diminuire i morti. La seconda categoria con più morti sui luoghi di lavoro è l’edilizia con il 19,4%. La cadute dall’alto sono il maggior fattore di rischio in questa categoria. E’ l’autrasporto con il 9% dei morti la terza categoria con più vittime. In questa categoria sono inseriti i morti di diversi comparti lavorativi.  L’industria, esclusa l’edilizia, comprese le imprese più piccole hanno complessivamente l’8,3%. Poi gli artigiani di tantissime categorie muoiono numerosissimi, soprattutto nelle imprese appaltatrici, la strage riguarda anche numerosissime Partite Iva che non sono inserite tra le morti sul lavoro nelle statistiche dell’INAIL. E questo perché l’INAIL monitora solo i propri assicurati. A questo istituto arrivano moltissime denunce per infortuni anche mortali, che poi non vengono riconosciuti come tali proprio per non essere assicurati a questo Istituto. Poi anche per le morti in itinere che spesso non vengono riconosciute per una normativa specifica che la maggioranza di chi lavora non conosce. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono il 9.6%. IL 29,6% di tutte le morti sui luoghi di lavoro riguardano lavoratori dai 61 anni in su.  In età dove occorrerebbe già smettere di lavorare e meritarsi il meritato riposo su muore sui luoghi di lavoro in numeri spaventosi.
Morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO nel 2016
per Regione e Provincia in ordine decrescente.
(Sui luoghi di lavoro significa che sono esclusi da questo conteggio i morti per le strade e in itinere che richiedono interventi completamente diversi)
I morti sulle autostrade e all’estero non sono conteggiati nelle province. Se guardate qui sotto l’andamento delle regioni e delle province, calcolate che ci sono almeno altrettanti morti per infortuni sulle strade e in itinere
Campania 55 Napoli (19 di questi 3 in mare), Avellino (7), Benevento (4), Caserta (10), Salerno (15). Emilia-Romagna 52 Bologna (10). Forlì-Cesena (7), Ferrara (3), Modena (10), Parma (5), Piacenza (3), Ravenna (3), Reggio Emilia (10), Rimini (1). Toscana 42 Firenze (3), Arezzo (5), Grosseto (2), Livorno (7), Lucca (5), Massa Carrara (7), Pisa (3), Pistoia (2), Siena (3) Prato (3). Lombardia 41 Milano (3), Bergamo (6), Brescia (15), Como (3), Cremona (3), Lecco (2), Lodi (), Mantova (1), Monza Brianza (2), Pavia (3), Sondrio (3), Varese. Veneto 46 Venezia (7), Belluno (5), Padova (7), Rovigo (2), Treviso (4), Verona (5), Vicenza (16). Sicilia 36 Palermo (8), Agrigento (3), Caltanissetta (6), Catania (6), Enna (1), Messina (4), Ragusa (4), Siracusa (), Trapani (4). Piemonte 38 Torino (10), Alessandria (5), Asti (5), Biella (2), Cuneo (14), Novara (2), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (1) Lazio 33 Roma (10), Viterbo (5) Frosinone (6) Latina (9) Rieti (3). Puglia 26 Bari (3), BAT (6), Brindisi (1), Foggia (4), Lecce (4), Taranto (8) Trentino-Alto Adige 19 Trento (10), Bolzano (9). Abruzzo 19 L'Aquila (2), Chieti (11), Pescara (3) Teramo (3). Calabria 18 Catanzaro (4), Cosenza (6), Crotone (1), Reggio Calabria (4) Vibo Valentia (3) Marche 15 Ancona (5), Macerata (4), Fermo (1), Pesaro-Urbino (2), Ascoli Piceno (2). Sardegna 11 Cagliari (4), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (3), Sassari (3). Friuli-Venezia Giulia 11 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (2), Udine (6). Umbria 8 Perugia (3) Terni (5). Liguria 7 Genova (3), Imperia (2), La Spezia (1), Savona (1).  Valle D’Aosta (3) Basilicata 1 Potenza (1) Matera I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle province-
Consigliamo a tutti quelli che si occupano di queste tragedie di separare chi muore per infortuni sui luoghi di lavoro, da chi muore sulle strade e in itinere con un mezzo di trasporto. I lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere sono a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro, ma richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori morti sui luoghi di lavoro. E su questo aspetto che si fa una gran confusione. Ci sono categorie come i metalmeccanici che sui luoghi di lavoro hanno pochissime vittime per infortuni, poi, nelle statistiche ufficiali, non separando chiaramente le morti causate dall’itinere, dalle morti sui luoghi di lavoro, risultano morire in tantissimi in questa categoria che è numerosissima, e che ha una forte mobilità per recarsi o tornare dal posto di lavoro. Anche quest’anno una strage di agricoltori schiacciati dal trattore, sono 117 dall’inizio dell’anno, Tutti gli anni sui LUOGHI DI LAVORO il 20% di tutte le morti per infortuni sono provocate da questo mezzo. 132 sono i morti schiacciati dal trattore nel 2015 e 152 nel 2014. Contiamo molto della sensibilità dei media e dei cittadini che a centinaia ogni giorno visitano il sito. In questi nove anni di monitoraggio le percentuali delle morti nelle diverse categorie sono sempre le stesse: l’agricoltura è sempre la categoria con più vittime, seguono l’edilizia, i servizi, l’industria (tutta) e l’autotrasporto. Ricordo a tutti quelli che s’interessano di queste tragedie l’unico parametro valido per valutare l’andamento di una provincia o di una regione è il numero di abitanti. Tantissime sono le morti in nero.
Morti sul lavoro nel 2015
Le morti sulle autostrade e all’estero non sono segnalate nelle province
SONO STATI 678 I MORTI PER INFORTUNI SUI LUOGHI DI LAVORO nel 2015
CONTRO I 661 del 2014 +2,6%. ERANO 637 nel 2008 +6,1%
L’INAIL nel 2014 ha riconosciuto complessivamente 662 morti sul lavoro, di questi il 52% sono decessi in itinere e sulle strade ma le denunce per infortuni mortali sono state 1107. Crediamo che anche per il 2015 ci siano più o meno le stesse percentuali. Nel 2015 tra gli assicurati INAIL c’è stata un'inversione di tendenza, per la prima volta dopo tantissimi anni questo Istituto vede aumentare le denunce per infortuni mortali. Ma le denunce non comportano necessariamente un riconoscimento dell'infortunio mortale. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario, senza interesse di nessun tipo, far conoscere anche questo aspetto ai cittadini italiani.
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Appello a Vasco Errani commissario straordinario per il terremoto
Caro Vasco Errani, conosciamo da abitanti della Regione la sua professionalità e preparazione da ex Presidente della Regione Emilia Romagna. Il terremoto in Emilia ha dimostrato la vulnerabilità della fabbriche costruite negli anni sessanta, ottanta e novanta e anche più recenti. Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto di tre giorni fa che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischi sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare.
L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove sotto i capannoni ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. La prego di non sottovalutare questo rischio. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

http://www.articolo21.org/2016/10/terremoto-mettiamo-in-sicurezza-i-capannoni-industriali-appello-al-commissario-straordinario-vasco-errani/



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RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.