visualizzazioni ultimi 30 giorni

Presentazione

Visualizzazioni ultimo mese

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra.

L'Osservatorio Indipendente di Bologna è su Facebook

L'Osservatorio indipendente di Bologna è su Facebook

Diventa amico, clicca "mi piace" dai il tuo contributo per far comprendere l'entità del triste fenomeno e fallo conoscere ai tuoi amici. Segnala l'Osservatorio indipendente di Bologna sulla tua pagina di Facebook

http://www.facebook.com/osservatorioindipendente?v=wall

Grazie amici di facebook che a giorni anche a migliaia visitate questo sito

morti 2017

Osservatorio Indipendente di Bologna morti

sul lavoro

Dall’inizio dell’anno a oggi 23 maggio 2017 sono morti sui luoghi di lavoro 250 lavoratori. Con le morti sulle strade e in itinere si superano i 550 morti complessivi.

Le morti verdi

Strage continua, sono già 48 dall’inizio dell’anno gli agricoltori morti schiacciati dal trattore. Le ultime 4 vittime di questi giorni. Paolo Tebano l’ultima vittima aveva solo 49 anni. Il Ministro delle Politiche agricole Martina batta finalmente un colpo su queste tragedie. Da quando è ministro sono morti schiacciati da questo mezzo oltre 450 agricoltori, ma ci stiamo avviando a contare i 500 morti provocati da questo mezzo che con questo ritmo saranno inevitabili. Un morto su cinque sui luoghi di lavoro di tutte le categorie è causato dal ribaltamento del trattore. Ma se dal Paese non si alza un moto d’indignazione verso chi ci governa, per la loro indifferenza, nulla cambierà. Nelle televisioni pubbliche pagate coi soldi dei contribuenti, fanno vedere idilliache terre incontaminate dove gli animali pascolano felici, ma mai che si occupano dell’altra faccia della medaglia: i tantissimi morti che ci sono sui campi e il colore rosso della terra impregnata dal sangue dei nostri agricoltori. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori.

Morti nelle Regioni e Province italiane nel 2017 per ordine decrescente, sono esclusi dalle province i morti sulle autostrade e all’estero.

VENETO 25 Venezia (4), Belluno (), Padova (1), Rovigo (5), Treviso (3), Verona (6), Vicenza (6). ABRUZZO 24 L'Aquila (6), Chieti (3), Pescara (12) Teramo (3) LOMBARDIA 22 Milano (5), Bergamo (2), Brescia (3), Como (1), Cremona (), Lecco (2), Lodi (1), Mantova (2), Monza Brianza (4), Pavia (1), Sondrio (1), Varese () EMILIA ROMAGNA 17 Bologna (2). Forlì-Cesena (1), Ferrara (2), Modena (1), Parma (2), Piacenza (2), Ravenna (4), Reggio Emilia (3), Rimini (). CAMPANIA 17 Napoli (6), Avellino (), Benevento (2), Caserta (4), Salerno (5).SICILIA 16 Palermo (2), Agrigento (3), Caltanissetta (), Catania (1), Enna (1), Messina (), Ragusa (3), Siracusa (1), Trapani (5). PIEMONTE 15 Torino (7), Alessandria (), Asti (1), Biella (1), Cuneo (4), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (1) TOSCANA 13 Firenze (2), Arezzo (), Grosseto (2), Livorno (3), Lucca (1), Massa Carrara (1), Pisa (2), Pistoia (1), Siena () Prato (1). LAZIO 10 Roma (5), Viterbo (1) Frosinone (1) Latina (3) Rieti (). CALABRIA 9 Catanzaro (2), Cosenza (5), Crotone (1), Reggio Calabria (1) Vibo Valentia () PUGLIA 10 Bari (3), BAT (), Brindisi (2), Foggia (2), Lecce (2) Taranto () UMBRIA 6 Perugia (4) Terni (2). LIGURIA 6 Genova (2), Imperia (1), La Spezia (1), Savona (2). MARCHE 6 Ancona (1), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (4), Ascoli Piceno (). FRIULI VENEZIA GIULIA 5 Trieste (1), Gorizia (1), Pordenone (), Udine (3). SARDEGNA 2 Cagliari (), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (1). Sulcis inglesiente () BASILICATA 1 Potenza (1) Matera () Molise 2 Campobasso (2), Isernia /1) TRENTINO ALTO ADIGE 5 Trento (1), Bolzano (4). VALLE D’AOSTA ()

I morti sulle autostrade e all’estero non sono a carico delle province

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove sotto e fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Superati i tanti morti per infortuni sui luoghi di lavoro del 10% rispetto ai primi 4 mesi del 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio. Sono stati diffusi i dati delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL che tutti possono andare a vedere nella loro raccolta OPEN DATA INAIL, al 31 marzo ci sono state 190 denunce di morti per infortunio sul lavoro. Occorre ricordare che tutti gli anni molte di queste denunce non verranno accolte. Nei 190 morti denunciati all’INAIL al 31 marzo ci sono anche i morti sulle strade e in itinere.

Report morti sul lavoro nell’intero 2016

Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.

Diventa amico, clicca "mi piace" dai il tuo contributo per far comprendere l'entità del triste fenomeno e fallo conoscere ai tuoi amici. Segnala l'Osservatorio indipendente di Bologna sulla tua pagina di Facebook

http://www.facebook.com/osservatorioindipendente?v=wall

Grazie amici di facebook che a centinaia visitate questo sito ogni giorno

Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

L'Osservatorio indipendente di Bologna è su Facebook

Diventa amico, clicca "mi piace" dai il tuo contributo per far comprendere l'entità del triste fenomeno e fallo conoscere ai tuoi amici. Segnala l'Osservatorio indipendente di Bologna sulla tua pagina di Facebook

http://www.facebook.com/osservatorioindipendente?v=wall

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Video Nicoletti rai 2

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

Translate (traduci nella tua lingua)

IL TRATTORE UCCIDE

Guarda in faccia tuo marito, tuo padre, tuo fratello, tuo zio. Se sta andando sui campi a guidare un trattore potrebbe essere l'ultima volta che lo vedi vivo. Chi lo guida corre mille volte di più il pericolo di morire che in un incidente con l'automobile. Da una settimana quasi uno ogni giorno un agricoltore muore schiacciato da questo mezzo che è di fatto una bara in movimento).

2017 sono già 50 i morti provocati da questo mezzo.

Lancio l’appello a tutte le persone di buona volontà: salviamo la vita ai nostri agricoltori che muoiono numerosissimi schiacciati dal trattore. Una strage provocata dall’indifferenza.

Ogni anno muoiono un numero spaventoso gli agricoltori schiacciati dal trattore. Sono stati 156 nel 2014, 136 nel 2015 e 141 nel 2016. Un morto su cinque sui LUOGHI DI LAVORO ogni anno muore per infortunio sul lavoro in modo atroce a causa di questo mezzo. Un mezzo spesso obsoleto che non lascia scampo nel caso di ribaltamento. Ma succede anche con trattori moderni. Spesso le cause non sono dovute a leggerezze nella guida, ma alle instabilità del terreno provocate dalle condizioni climatiche. Terreno asciutto in superfice, ma bagnato in profondità, troppo duro a causa della siccità, ma anche in altre situazioni climatiche che non sto ad elencare. Il terreno prevalentemente collinare del nostro paese complica poi la situazione in modo drammatico. Una manovra sbagliata su un terreno in pendenza può risultare mortale. Tra l’altro tantissimi di questi lavoratori spariscono anche dalle statistiche delle morti sul lavoro e non vengono riconosciuti come tali. Lo Stato non può essere indifferente verso queste Tragedie. Sono anni che avverto, come oggi il Primo Ministro, il Ministro del lavoro e e quello delle politiche Agricole di questa strage, ma mai se ne sono occupati. Lo Stato dovrebbe anche accertare lo stato di salute di chi guida questo mezzo mortale e incentivare l’acquisto di trattori nuovi, che comunque sono moto meno pericolosi. Ma dovrebbe fare anche una campagna informativa sulle pericolosità del trattore. Muoiono schiacciati dal trattore lavoratori di tutte le età: diversi con un’età superiore ai 65 anni. Chi guida questo mezzo dev’essere in un ottimo stato di salute e avere i riflessi pronti. Lancio un appello ai familiari di queste potenziali vittime. Se volete bene al vostro caro mettetelo al corrente del pericolo che corre. Se volete bene a vostro marito, padre, nonno, ma anche a vostro figlio/a accertatevi del suo stato di salute. Piangere dopo non serve a niente. Amici di Facebook che a centinaia, a volte a migliaia che ogni giorno visitate l’Osservatorio, datemi una mano a far conoscere questa carneficina. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. http://cadutisullavoro.blogspot.it

https://resources.blogblog.com/img/icon18_wrench_allbkg.png

martedì 6 dicembre 2016

Strage alla ThyssenKrupp di Torino

 Questa poesia la scrissi il giorno dei funerali di questi lavoratori

 

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.