datemi una mano a realizzare il docufilm "Non vi farò dimenticare" per ricordare i 20000 morti sul lavoro in questi 18 anni di monitoraggio, racconterò com'è nato l'Osservatorio e i motivi che mi hanno spinto a realizzarlo. Faremo una piramide dove ci saranno le foto di centinaia di lavoratori morti, se ciascuno dei visitatori dona pochi euro ce la faremo IBAN IT38I0307501603CC8001169837 per queste 2 iniziativa, si può donare anche con RACCOLTA FONDI Gofundme https://gofund.me/24cd8ca59
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giovedì 9 aprile 2009
MUORE DALLA FATICA MARCO CAVAGNA UN VIGILE BERGAMASCO MENTRE SCAVA TRA LE MACERIE IN ABRUZZO
L'Aquila, la fatica stronca il vigile eroe di Bergamo
di Meo PonteL´AQUILA - Era partito all´alba, con la prima squadra diretta in Abruzzo, appena era scattato l'allarme per il terremoto. Marco Cavagna, cinquant'anni, caposquadra dei vigili del fuoco di Bergamo, è spirato all´ospedale di Pescara. Forse stroncato dalla fatica. «Si è sentito male durante l´intervento», dicono i suoi compagni. Come le altre squadre operative partite dalle caserme del Nord, anche il caposquadra bergamasco era arrivato in Abruzzo dopo un viaggio di quasi dieci ore. Una rapida sosta al centro comando, proprio dietro l´ospedale dell´Aquila, poi di corsa verso il centro della città.Dicono che il caposquadra bergamasco si sia sentito male mentre frugava tra le macerie della Casa dello studente, dove le scosse hanno fatto più vittime e dove si scava sperando nei miracoli. Si muore anche così, cercando di salvare qualcuno, nell´Abruzzo accartocciato dal terremoto. E per non più di 1.500 euro al mese, paga di un caposquadra dopo vent´anni di anzianità. Il geometra Angelo Venuti, 55 anni, capo della prima colonna arrivata dal Piemonte, quando esce dal Centro comando, sottolinea: «Siamo in 800 ma entro domani saremo 1.200. Stanno chiamando a raccolta squadra da tutt´Italia». Venuti è arrivato in Abruzzo alle 17, avanguardia della prima sezione operativa dei vigili del fuoco di Torino: 13 uomini e otto automezzi tra cui quelli dell´Unità Cinofila e quelli della Saf, il gruppo speleologico-alpinista-fluviale.
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