Per fortuna, sembra che col passare dei giorni l'incremento delle vittime rispetto all'anno scorso si stia ridimensionando, anche se ancora molto alto (19,3%) rispetto al 5 gennaio del 2010. Sono anche usciti i dati ufficiali che danno un calo consistente nel 2010, addirittura sotto i mille morti, 980 per l'esattezza. I dati dell'Osservatorio raccolti l'anno scorso e documentati danno 595 vittime sui luoghi di lavoro e 1080 se si aggiungono i morti sulle strade, con un aumento consistente del 7% rispetto al 2009 e 1050 se si aggiungono i morti sulle strade. Sarebbe opportuno che i grandi enti che raccolgono i dati sulle morti sul lavoro informassero l'opinione pubblica su come viene raccolto il numero delle vittime. Se vengono inserite tutti i morti sul lavoro, cosa che per esempio non viene fatto con i militari morti in Italia e in Afghanistan, se tutte le categorie vengono inserite. Se nei 980 morti ci sono anche gli agricoltori pensionati o chi si occupa saltuariamente del proprio fondo agricolo pur non facendo l'agricoltore ma un altro mestiere, e ancora se i casi dubbi in itinere e sulle strade rimangono sospesi.......L'INAIL e l'INPS giustamenete segnalano i morti delle loro categorie, ma il triste fenomeno è purtroppo molto più grande e articolato. In definitiva sui luoghi di lavoro le vittime non calano ma aumentano e questo vuol dire che praticamente non viene fatta nessun tipo di prevenzione se non nelle grandi aziende sindacalizzate. Il numero dei morti rimane stabile complessivamente soprattutto perchè, e per fortuna, anche i lavoratori acquistano automobili tecnologicamente più sicure una volta rottamate le vecchie.
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