giovedì 29 agosto 2013

altri 5 morti sul lavoro anche oggi

Oggi 29 agosto è stata una giornata tragica,sono morti 5 lavoratori in diverse regioni italiane.in agricoltura,im edilizia,nell'autotrasporto e nei servizi

mercoledì 28 agosto 2013

I morti per infortuni di questi giorni di fine agosto sono inseriti nel numero totale ma non possiamo scrivere post specifico sulle tragedie

venerdì 23 agosto 2013

Altri 3 morti per infortuni sui luoghi di lavoro

Anche oggi registriamo altri tre morti sui luoghi di lavoro: in Toscana, in Lombardia e in Toscana. Le vittime in agricoltura e nei servizi. seguiranno notizie più dettagliate

giovedì 22 agosto 2013

Registriamo altri due morti in questo agosto di sangue

VERONA 21 agosto 2013 E' morto un operaio di cui non si conoscono ancora le generalità in un cantiere in ristrutturazione in provincia di Verona. La vittima è rimasta schiacciata sotto una trave. Inutile l’immediato intervento dei sanitari. Perugia, 21 agosto 2013 E' morto un agricoltore di 69 anni schiacciato dal trattore killer in una zona boschiva della frazione di Capocavavallo. Stando ad una prima ricostruzione dell'accaduto, sembra che l'agricoltore, stava effettuando dei lavori agricoli con altre persone quando il trattore si è ribaltato, in quel momento però non c'era nessuno che ha assistito alla tragedia e sembra che sia stato o stesso agricoltore a dare l'allarme. Ma ogni intervento è stato vano per la gravità delle ferite dovute a schiacciamento. Sono oltre 100 gli agricoltori che muoiono ogni anno a causa del ribaltamento del trattore.

martedì 20 agosto 2013

Lavoratore muore in un cantiere sull' A1 all'altezza di Piacenza in direzione Bologna

20 agosto 2013 E' morto un operaio che lavorava in un cantiere sull'autostrada A1 Milano-Napoli. La tragedia all'altezza di Piacenza tra la fine della complanare di Piacenza e allacciamento A1/A15 in direzione Bologna. Il cantiere era "correttamente installato e segnalato" sull'autostrada ma un'automobilista loha investito per cause da accertare. Il conducente della vettura è rimasto ferito. Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale, i Vigili del Fuoco, i soccorsi meccanici e sanitari. Il tratto è stato chiuso

Altri due lavoratori morti in questi giorni di agosto

Sassoferrato 19 agosto E' morto Domenico Albertini, imprenditore di 57 anni. Albertini: era stato assalito venerdì scorso da uno sciame di di calabroni mentre stava arando il terreno e probabilmente a smosso la terra dove c'era il nido di questi insetti.la causa della morte è stato probabilmente dovuta ad uno schoc anafilattico. 19 AGO E' morto un operaio di 53 anni a San Lucido. Agricoltore è l'ennesima morte provocata dal trattore killer che ogni anno uccide centinaia di agricoltori e non ci stanchiamo mai di scrivere che basterebbe poco, se solo ci fosse la volontà di farlo da parte del parlamento.

giovedì 15 agosto 2013

6 morti sul lavoro negli ultimi 3 giorni

In questi giorni di agosto sono morti diversi lavoratori. Ne registriamo 6 in 3 giorni in diverse regioni italiane: In Campania, in Friuli, in Emilia Romagna, in Sicilia, in Puglia e in mare.

mercoledì 7 agosto 2013

Anche agosto si sta rilevando un mese tragico: i morti sui luoghi di lavoro sono già 14. Continua la strage di agricoltori schiacciati dal trattore

TARANTO E' morto Emanuele Tomai,un operaio di 63 anni, dipendente della società “Tarantoisolaverde”. tomai è morto dopo essere stato investito da un camion della stessa impresa, guidato da un collega, a Statte. La tragedia durante una manovra di retromarcia. Sono 3 gli agricoltori schiacciati dal trattore: in provincia di Salerno è morto Andrea Lupo, a Belluno Giovanni De martin, e in Provincia di Brescia un anziano agricoltore di 78 anni. In provincia di Cagliari rimane dubbia la morte di Antonio Romeo Castangia colpito, dipendente di una cooperativa e da un probabile infarto e cadendo ha battuto la testa.

lunedì 5 agosto 2013

Muore fulminato a Ravenna un giovane militare di 21 anni

RAVENNA 5 agosto 2013 E'morto un militare di 21 anni. Il giovane è rimasto folgorato ed è morto mentre era di guardia ieri sera ad un carro armato allo scalo merci di Ravenna. Lo ha reso noto la centrale operativa di Romagna soccorso. Sulle cause e la dinamica della tragedia,sono in corso accertamenti, ma si tratta sicuramente di un infortunio sul lavoro . Oltre ai sanitari, che hanno potuto solo constatare la morte del giovane, sono intervenuti Vigili del fuoco, Polizia e Carabinieri.

domenica 4 agosto 2013

altri 4 lavoratori perdono la vita per infortuni sui luoghi di lavoro

3 agosto sono morti altri 3 lavoratori:in Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia Seguiranno aggiornamenti

venerdì 2 agosto 2013

Altre due vittime in questi due giorni d'agosto

Brescia 1 agosto 2013 E' morto Giovanni Pè di 45 anni. Pè nella Brozzo di Marcheno, nell’alta Valtrompia è morto mentre tagliava la legna in una cascina in zona boschiva. Stava lavorando insieme al cognato per tagliare un albero ma probabilmente ha perso il controllo dello strumento e lama gli ha reciso l’arteria femorale della gamba destra provocandogli una ferita mortale. A dare l’allarme è stato proprio il cognato che stava operando con lui e accortosi subito del grave incidente, ha chiamato il 118 ma purtroppo non c'era più niente da fare Due agosto 02 AGO ' morto il frontaliere italiano Salvatore Iocolano di 56 anni, dopo il gravissimo infortunio subito lunedì a Losanna in Svizzera. la vittima era rimasta colpita da una scarica elettrica in un cantiere del Canton Vallese dove lavorava. Iocolano era residente da alcuni anni a Domodossola e stava lavorando sul tetto di una casa in costruzione quando è rimasto folgorato con altri tre colleghi. Anche un edile francese era orto all'istante su quella casa.

giovedì 1 agosto 2013

Altri due lavoratori morti oggi sui luoghi di lavoro

Sono morti due lavoratori in Puglia e in Toscana, il primo lavorava in un'azienda ed è stato investito dalle ruote di un camion e il secondo in Toscana è stato "agganciato" da una macchina impastatrice del cemento

Report morti sul lavoro nei primi 7 mesi del 2013

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sui luoghi di lavoro Report morti sul lavoro dall’1 gennaio 31 luglio 2013 Dall’1 gennaio al 31 luglio 2013 sono morti sui luoghi di lavoro 348 lavoratori, 50 nel mese di luglio e 69 in giugno, se contiamo le morti sulle strade e in itinere si arriva a superare le 700 vittime. Dopo tanti anni di denuncia del fenomeno da parte nostra, finalmente si comincia a fare chiarezza sulla vera entità del numero di morti sul lavoro. Nel suo rapporto l’INAIL dichiara che i morti sul lavoro nel 2012 sono stati 790, compresi 409 lavoratori morti sulle strade. Se si detraggono i 409 morti sulle strade per l’INAIL nel 2012 risultano 381 lavoratori morti sui luoghi di lavoro. Noi dell’Osservatorio ne abbiamo registrati nel 2012 ben 624 solo sui luoghi di lavoro. Come mai questa differenza del 40%? Ancora nel rapporto INAIL si legge che le denunce per infortuni mortali nel 2012 sono state oltre 1296, una palese contraddizione che è opportuno approfondire. Chi sono e cosa facevano nel momento dell’infortunio queste centinaia di lavoratori che l’INAIL non inserisce tra le morti sul lavoro pur essendoci una denuncia d’infortunio mortale? L’Osservatorio già il 1° gennaio 2013 scriveva che i morti nel 2012 erano complessivamente più di 1180. Dal 1° gennaio 2008, giorno d’apertura dell’Osservatorio si è sempre parlato di “favolosi” cali delle morti sul lavoro. Sapete di quanto è stato questo calo al 31 luglio 2013 rispetto al 31 luglio 2008? Del 2,8%. E proprio grazie a questi presunti cali ci si è permessi di alleggerire la normativa sulla Sicurezza sul lavoro: meno ispettori, meno controlli, meno intralci burocratici per le imprese, e tutto a spese della Sicurezza per i lavoratori. Il 31 luglio 2012 erano morti sui luoghi di lavoro 360 lavoratori contro i 348 del 31 luglio del 2013 e tenendo conto che dall’anno scorso sono stati tagliati posti di lavoro e la cassa integrazione è cresciuta in modo drammatico, il risultato non è certo incoraggiante. Al contrario nonostante la crisi in proporzione assistiamo ad un aumento del fenomeno che ci vede primi in Europa in rapporto al numero di abitanti, il solo parametro valido per valutare l’andamento delle morti in una provincia o in una regione. Questo perchè a morire sono in larga parte persone che non dispongono di un’assicurazione e che non rientrano nelle statistiche ufficiali. Noi pensiamo ci sia la necessità di fare la massima chiarezza su un aspetto fondamentale: noi consideriamo morti sul lavoro tutti i lavoratori che muoiono mentre lavorano, indipendentemente dalla loro posizione assicurativa che spesso è diversa o addirittura non esiste (lavoro nero). È raccapricciante pensare che un terzo dei lavoratori morti ha oltre 60 anni e che la riforma Fornero abbia inciso notevolmente su queste morti, non avendo fatto nessuna distinzione nell’allungamento dell’età pensionabile tra chi svolge un lavoro pericoloso e usurante e chi uno d’ufficio. Tutti gli anni assistiamo ad una strage di agricoltori schiacciati dal trattore e di edili, nell’indifferenza della politica, di tutta la nostra classe dirigente e di quasi la totalità dei media i quali danno visibilità al fenomeno solo quando si parla di scandali, di cronaca nera e di politica. In questi primi sette mesi il 38,6% dei morti sul lavoro è nel comparto agricolo: quasi i due terzi delle vittime in agricoltura sono dovuti allo schiacciamento dal trattore. Le morti nel comparto dell’edilizia risultano il 24,4% sul totale. Il 19,1% nei servizi, il 6,39% nell’industria, il 5,5 % nell’autotrasporto. Poi ci sono i lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro e che sono almeno altri 350 dall’inizio dell’anno. Moltissimi di questi decessi sono considerati come morti per incidente stradale, ma in effetti molti di questi sono lavoratori che si spostano sulle strade e autostrade, dal sud al nord o viceversa e spesso nascondono lavoro nero che è impossibile riuscire a quantificare nell’interezza (e anche noi non inseriamo le vittime d’infortuni per l’impossibilità di quantificarli). L’opinione pubblica ha la sensazione che a morire siano soprattutto operai nelle fabbriche mentre sono “solo” il 5,6% dall’inizio dell’anno, mentre nel 2012 furono il 7% del totale, per la stragrande maggioranza nelle piccolissime aziende dove il sindacato e la prevenzione non esistono. Lo Stato attraverso vari enti spende milioni di euro per corsi che a nostro giudizio non hanno utilità se non quella di riempire le tasche di chi li organizza. Agli agricoltori che muoiono così in tanti cosa viene offerto in termini di conoscenze, aiuti per migliorare i mezzi e la prevenzione? E per gli edili che muoiono con le stesse percentuali in piccolissime aziende, che cadono dall’alto o travolti dai mezzi che guidano loro stessi o i loro colleghi, o dal materiale che stanno manovrando, cosa si fa? Che conoscenze si danno e cosa si fa per rendere più sicuro il lavoro di persone che spesso non conoscono neppure l’italiano e lavorano in nero o in grigio per 10 o 12 ore al giorno svolgendo attività faticose e poco sicure? È molto frustrante scrivere ogni anno le stesse cose e vedere i dati delle solite statistiche che ti dicono che i morti sono molto meno numerosi. Questo cosa significa? Che in realtà la Sicurezza sui luoghi di lavoro complessivamente sta calando causa minori controlli dovuti allo stanziamento di meno risorse da parte degli ultimi governi Le statistiche ufficiali sono alterate perchè mettono assieme i morti sui luoghi di lavoro e quelli che muoiono sulle strade e in itinere che sono un’altra cosa; l‘assicurazione INAIL in itinere è sacrosanta, ma come si fa a non distinguere quantitativamente e qualitativamente gli interventi da mettere in atto se non fa un distinguo tra i due fenomeni? Occorre sapere con chiarezza come intervenire se si vuol salvaguardare la vita di chi lavora. E’ intollerabile che un paese come il nostro che ha 60 milioni di abitanti conti tantissimi morti in più sui luoghi di lavoro degli altri grandi paesi europei. Tra l’altro l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro è visto spesso con sufficienza, con fastidio o come un intruso dalla politica (tutta) e anche da molte organizzazioni dei lavoratori. E questo è molto triste. Chi si sta preoccupando della vita e della sicurezza dei lavoratori che lavorano per la maggior parte in fabbriche che non sono adeguate alle norme antisismiche del 2005? Chi sta facendo i controlli necessari che li mettano al sicuro in caso di altre scosse di terremoto come quelle che hanno colpito l’Emilia nel 2012? Carlo Soricelli http://cadutisullavoro.blogspot.com . 31 luglio 2013 Dall'inizio dell'anno sono documentati 348 lavoratori morti per infortuni sui luoghi di lavoro e oltre 700 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere. Dal 1° gennaio 2008, giorno d'apertura dell'Osservatorio sono stati registrati 3409 morti sui LUOGHI DI LAVORO comprese le vittime morte anche molto tempo dopo a causa dell'infortunio. Con le morti sulle strade e in itinere si arriva a superare i 6854 morti complessivi (stima minima). Un’autentica carneficina, mentre le statistiche "ufficiali" danno molto meno morti. La politica potrebbe fare moltissimo, e con poche risorse, per far diminuire drasticamente questo fenomeno che ci vede primi in Europa in questa triste classifica e dove i morti sono mediamente un terzo di quelli italiani. L'Osservatorio registra tutti i "morti sul lavoro" e non solo quelli che dispongono di un'assicurazione. Moltissime vittime lavoravano in "nero"e alcune categorie non sono considerate "morti sul lavoro" solo perchè hanno assicurazioni diverse. Quest'anno Il 38,4% sono morti in agricoltura dei quali la maggioranza schiacciati dal trattore che guidano, il 24,6,% in edilizia, il 16,6% nei servizi, il 5,6% nell'industria (compresa la piccola industria e l'artigianato), il 4,5% nell'autotrasporto, molti altri morti sono in altre categorie che sono percentualmente più basse. Non sono segnalati a carico delle province i lavoratori morti sul lavoro che utilizzano un mezzo di trasporto e i lavoratori deceduti in autostrada: agenti di commercio, autisti, camionisti, ecc.. e lavoratori che muoiono nel percorso casa-lavoro / lavoro-casa. La strada può essere considerata una parentesi che accomuna i lavoratori di tutti i settori e che risente più di tutti gli altri della fretta, della fatica, dei lunghi percorsi, dello stress e dei turni pesanti in orari in cui occorrerebbe dormire, tutti gli anni sono percentualmente dal 50 al 55% di tutti i morti sul lavoro. Purtroppo è impossibile sapere quanti sono i lavoratori pendolari sud-centro nord, centro-nord sud, soprattutto edili meridionali che muoiono sulle strade percorrendo diverse centinaia di km nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa. Queste vittime sfuggono anche alle nostre rilevazioni, come del resto sfuggono tanti altri lavoratori, soprattutto in nero o in grigio che muoiono sulle strade. Tutte queste morti sono genericamente classificate come vittime d' incidenti stradali" 31 luglio Dal 1° gennaio 2008 giorno d'apertura dell'Osservatorio sono stati registrati 3409 morti sui LUOGHI DI LAVORO comprese le vittime morte anche molto tempo dopo a causa dell'infortunio. Con le morti sulle strade e in itinere si arriva a superare i 6854 morti complessivi (stima minima). Un’autentica carneficina, mentre le statistiche "ufficiali" danno molto meno morti. La politica potrebbe fare moltissimo, e con poche risorse, per far diminuire drasticamente questo fenomeno che ci vede primi in Europa in questa triste classifica e dove i morti sono mediamente un terzo di quelli italiani. L'Osservatorio registra tutti i "morti sul lavoro" e non solo quelli che dispongono di un'assicurazione. Moltissime vittime lavoravano in "nero"e alcune categorie non sono considerate "morti sul lavoro" solo perchè hanno assicurazioni diverse. Le province con più di 5 morti sui luoghi di lavoro Genova 14 morti (Liguria 18). Roma 10 (Lazio 18). Milano 9, Brescia 7, Pavia 5 (Lombardia 44). Torino 9 e Cuneo 7 (Piemonte 24). Chieti 8 (Abruzzo 14). Foggia 8 (Puglia 16).Cosenza 7 (Calabria 17). Palermo 7, Agrigento 5 (Sicilia 29). Bologna 7, Modena 6, Reggio Emilia 5 (Emilia Romagna 33). Verona 6 (Veneto 25). Salerno 6, Napoli 6 Campania 20). Cagliari 5 (Sardegna 9). Perugia 6 (Umbria 7), Ancona 5 (Marche 15), Trentino Alto Adige e friuli Venezia Giulia 5 morti, Molise e Basilicata 3 morti, Quest'anno Il 38.3 % sono morti in agricoltura dei quali la maggioranza schiacciati dal trattore che guidano, il 24,6% in edilizia, il 16,6% nei servizi, il 5,6% nell'industria (compresa la piccola industria e l'artigianato), il 4,6% nell'autotrasporto, molti altri morti sono in altre categorie che sono percentualmente più basse. Nel 2012 sono morti 1180 lavoratori (stima minima) di cui 622 SUI LUOGHI DI LAVORO ( tutti documentati). Si arriva a superare il numero totale di oltre 1180 vittime se si aggiungono i lavoratori deceduti in itinere e sulle strade che sono considerati giustamente, per le normative vigenti, morti per infortuni sul lavoro a tutti gli effetti. L'Osservatorio considera "morti sul lavoro" tutte le persone che perdono la vita mentre svolgono un'attività lavorativa, indipendentemente dalla loro posizione assicurativa e dalla loro età. Non sono segnalati a carico delle province i lavoratori morti sul lavoro che utilizzano un mezzo di trasporto e i lavoratori deceduti in autostrada: agenti di commercio, autisti, camionisti, ecc.. e lavoratori che muoiono nel percorso casa-lavoro / lavoro-casa. La strada può essere considerata una parentesi che accomuna i lavoratori di tutti i settori e che risente più di tutti gli altri della fretta, della fatica, dei lunghi percorsi, dello stress e dei turni pesanti in orari in cui occorrerebbe dormire, tutti gli anni sono percentualmente dal 50 al 55% di tutti i morti sul lavoro. Purtroppo è impossibile sapere quanti sono i lavoratori pendolari sud-centro nord, centro-nord sud, soprattutto edili meridionali che muoiono sulle strade percorrendo diverse centinaia di km nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa. Queste vittime sfuggono anche alle nostre rilevazioni, come del resto sfuggono tanti altri lavoratori, soprattutto in nero o in grigio che muoiono sulle strade. Nel 2011 ci sono stati più di 1170 morti, di cui 663 sui luoghi di lavoro + 11,6% sul 2010. Per approfondimenti sui lavoratori morti per infortuni sul lavoro nel 2011 andare nella pagina dell'1 -1 e 3- 1 del 2011 dell'Osservatorio. Ci sono cartine geografiche con il numero di morti sui luoghi di lavoro per ciascuna provincia italiana e grafici inerenti all'età, professione e nazionalità dei lavoratori vittime d'infortuni mortali. Dall’1 gennaio al 31 2012 dicembre sono morti sui luoghi di lavoro in Italia 622 lavoratori si arriva a 1180 (stima minima con i lavoratori morti sulle strade e in itinere). Qui sotto l’incidenza della morti sui luoghi di lavoro in ogni regione in rapporto al numero di abitanti Totale popolazione italiana 60.626.442 Trentino A.A 0,0000202 1° 1.037.114 Abruzzo 0,0000193 2° 1.342.366 Valle d'Aosta 0,0000156 3° 128.230 Calabria 0,0000145 4° 2.011.395 Emilia-Romagna 0.0000136 5° 4.432.418 Molise 0,0000125 6° 319.780 Umbria 0,0000122 7° 906.486 Basilicata 0,0000119 8° 587.517 Liguria 0,0000111 9° 1.616.788 Friuli V.G. 0,0000105 10° 1.235.808 Toscana 0,0000093 11° 3.749.813 Piemonte 0,0000084 12° 4.457.335 Sicilia 0,0000083 13° 5.051.075 Sardegna 0,0000083 13° 1.675.411 Veneto 0,0000081 14° 4.937.854 Marche 0,0000076 15° 1.565.335 Lombardia 0,0000073 16° 9.917.714 Puglia 0,0000070 17° 4.091.259 Campania 0,0000063 18° 5.834.056 Lazio 0,0000047 19° 5.728.688