C'è chi si improvvisa elettricista e rimane fulminato, due negli ultimi giorni, c'è chi si sente spericolato e va sul tetto per mettere a posto l'antenna che non trasmette più bene, c'è chi si improvvisa esperto di tende da balcone e precipita dall'alto, chi sale su una scala per lavare i vetri e cade battento la testa, c'è chi in garage va intorno a seghe elettriche e si recide un'arteria e muore dissanguato, c'è chi mette il cric e va sotto l'automobile rimane schiacciato sotto. C'è chi come me che sale su uno sgabello per completare un'opera d'arte sul soffitto e rischia per ben 4 volte di cadere a testa in giù, per fortuna è andata bene, anch'io sono stato imprevidente. E si potrebbe continuare. Ma la lezione è una sola, ogni lavoro richiede una preparazione, un lavoro non si improvvisa e occorre chiamare chi quel lavoro lo svolge di professione, poi ci sono casi di morti che è impossibile evitare, ma tante si. L'ultimo un 50enne in provincia di Roma che è rimasto fulminato mentre armeggiava in un lampione del giardino
L'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008 e monitora tutti i morti sul lavoro, anche quelli in nero e di altre categorie diverse da INAIL e con orgoglio rilevo che I dati del nostro archivio continuano a registrare migliaia di consultazioni da tutto il mondo ogni giorno, a dimostrazione di come la memoria delle vittime del lavoro rimanga un punto di riferimento anche a distanza di anni.
L'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008 e monitora tutti i morti sul lavoro, anche quelli in nero e di altre categorie diverse da INAIL e con orgoglio rilevo che I dati del nostro archivio continuano a registrare migliaia di consultazioni da tutto il mondo ogni giorno, a dimostrazione di come la memoria delle vittime del lavoro rimanga un punto di riferimento anche a distanza di anni.
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