Perché Leonardo Scarpellini lo ha fatto?». È questa la domanda che il pm Raffaella Latorraca ha fatto al capo meccanico preposto alla sicurezza sul lavoro della officina Volvo Truck, dove il giovane Leonardo di Verdellino morì a soli ventiquattro anni alla Volvo Truk il 19 gennaio 2017. Nell'ultima udienza del processo, datata 21 febbraio, che vede imputato l'amministratore delegato di Volvo Group Retail Italia, si cerca di capire le sue responsabilità all'interno della tragica vicenda. A leonardo morì in seguito all'esplosione di un compressore che stava usando per gonfiare i pneumatici all'interno del Volvo Truck Center di Corso Europa a Boltiere e non gli lasciò scampo. Era stato assunto a tempo indeterminato soltanto una settimana prima, il 12 gennaio 2017. Semmbra che il capo officina non sapesse nente di questa prassi irregolare, ma davvero è così? E visto che il giovane era inesperto, nessuno controllava se lavorava in Sicurezza? Sarà il processo a stabilire le eventuali responsabilità, ma di sicuro come succede in tanti casi come questo, una volta accaduta la tragedia "nessuno sapeva e nessuno sentiva" e Leonardo non si può difendere, e i morti non parlano. Da anni consiglio a tutti quelli che svolgono un lavoro potenzialmente pericoloso e che non possono rifiutarsi, pena gravi conseguenza, tanti sono stati licenziati per questo, di annatarea per iscritto quello che a loro parere sono lavori a rischio, se poi capiterà qualcosa "carta canta". Tutta la solidarietà dell'Osservatorio a Mamma Tina, non e e gli amici dell'Osservatorio gli siamo vicini e seguiremo questa tragica vicenda

Otterrai giustizia Caro Leonardo
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