martedì 30 dicembre 2025

Lettera a Meloni e Lollobrigida morto ieri Antonio Oggianu il 141° agricoltore schiacciato dal trattore quest'anno, ma sono stati 5 i morti anche ieri

Morti sul lavoro in agricoltura: 143 vittime schiacciate dal trattore nel 2025. Emergenza nazionale Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ieri è morto, dopo due mesi di agonia Antonio Oggianu di 47 anni, il 141° agricoltore schiacciato da un trattore nel 2025. Nel 2024 erano stati 144. Mentre giustamente si celebra, con grande clamore mediatico, la cucina italiana candidata a patrimonio dell’UNESCO, ci si dimentica di chi quella cucina la rende possibile, lavorando la terra a rischio della vita. I campi italiani sono ormai impregnati del sangue di chi li lavora. Il bilancio dell’ultimo biennio è drammatico: i morti sul lavoro, in tutte le categorie, sono aumentati del 15% rispetto al biennio precedente. E questo se si contano tutti i morti sul lavoro compresi i non assicurati a INAIL e i morti in nero. A pagare il prezzo più alto oltre all’agricoltura sono l’edilizia e l’autotrasporto, settore nei quale le vittime sono addirittura raddoppiate, a causa di un livello di precariato e sfruttamento mai visto prima. È stata devastante la scelta politica degli “appalti a cascata”, che scaricano sui lavoratori più deboli e precari tutto il peso dello sfruttamento e dell’insicurezza del subappalto. Anche quest’anno circa 1.500 famiglie piangono un proprio caro morto lavorando. Tra loro, centinaia di orfani, condannati a una vita segnata da una tragedia che si poteva e si doveva evitare. L’anno sta finendo ed è stato orrendo su questo fronte. A chi governa il Paese chiedo di assumersi fino in fondo la responsabilità di fermare questa strage. La presente comunicazione, come sempre, viene inviata per conoscenza a diverse centinaia di destinatari del mio indirizzario, tra cui organi di stampa, associazioni, sindacati e cittadini, affinché questi dati non restino confinati nel silenzio istituzionale. NON VI FARÒ DIMENTICARE Da 18 anni, con l’Osservatorio di Bologna sui Morti sul Lavoro, registro uno per uno i nomi, le storie, i volti di chi è uscito di casa per lavorare e non è più tornato. Sono oltre 20.000 morti sul lavoro: uomini e donne che non possono essere ridotti a numeri o statistiche. Per questo sto lavorando alla realizzazione del docufilm “Non vi farò dimenticare”, un racconto civile e umano che dia voce alle vittime, alle famiglie, agli orfani, e che impedisca a questa strage silenziosa di scivolare nell’oblio. Accanto al docufilm, voglio realizzare anche un monumento funebre a forma di Piramide, sul quale saranno impressi i volti di centinaia di lavoratori morti sul lavoro: un luogo della memoria, visibile, concreto, che costringa tutti a guardare in faccia questa tragedia nazionale. Per portare avanti questi progetti chiedo un contributo libero, anche solo simbolico. Non è una raccolta fondi per me, ma per la memoria, la dignità e la giustizia. Spero davvero che il 2026 sia un anno migliore per chi lavora. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna sui Morti sul Lavoro 

mercoledì 24 dicembre 2025

Aiutatemi a realizzare il docufilm e la piramide con i i morti sul lavoro

Auguri a tutti voi di un felice Natale con una Natività ambientata in una stalla delle montagne bolognesi. Chiedo il vostro aiuto, anche simbolico per realizzare il docufilm sull'Osservatorio "Non vi farò dimenticare" , per non far cadere nell'oblio i 20000 lavoratori morti sul lavoro che l'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro ha registrato dal 2008 per giorno, mese e anno, identità, età e professione, anche se in nero. Se i fondi saranno sufficienti realizzerò anche una grande piramide con le foto di centinaia di lavoratori morti sul lavoro. Grazie e Buone Feste. Si possono fare donazioni di pochi euro anche attraverso IBAN IT38I0307501603CC8001169837 è specifico per queste 2 iniziativa o attraverso la piattaforma di Gofundme https://gofund.me/24cd8ca59 per il progetto “non vi farò dimenticare”​

domenica 21 dicembre 2025

Un tuo piccolo contributo farà la differenza

Carissimi, nell’augurarvi un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo, vi chiedo – se potete – un piccolo contributo per una grande causa. Sto realizzando il docufilm “Non vi farò dimenticare”, dedicato ai lavoratori morti sul lavoro, a partire dai dati dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro del quale sono il curatore da 18 anni, per evitare che il loro sacrificio finisca nell’oblio. Insieme al docufilm realizzerò anche una grande installazione artistica: una piramide con le fotografie di centinaia di lavoratori morti sul lavoro. È possibile donare tramite GoFundMe RACCOLTA FONDI https://gofund.me/24cd8ca59 o attraverso un secondo canale dedicato e personale IBAN IT38I0307501603CC8001169837, il denaro raccolto sarà rendicontato. Anche un piccolo gesto di pochi euro può fare la differenza, se lo fanno in tanti. Grazie di cuore. . Chi contribuirà sarà ringraziato pubblicamente da me Carlo Soricelli artista e curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

venerdì 19 dicembre 2025

Ieri 18 dicembre una giornata da dimenticare con sette morti sui luoghi di lavoro e 3 in itinere

Un'incredibile (mica tanto) mattanza quella di ieri 18 dicembre con la morte complessiva di 10 lavoratori 7 sui luoghi di lavoro e 3 in itinere, tutti documentati dall'Osservatorio, avevo appena ieri mandato centinaia di mail con i lavoratori vecchi morti sul lavoro nell'autotrasporto, 70 ultrasessantenni e settantenni , ma anche in edilizia la stessa strage di vecchi. ieri è morto a 70 anni Sabatino Alfonsi, nella foto schiacciato da un escavatore, un'altra morte simile alle Isole Olie, la vittima aveva 30 anni, poi gli altri otto: camionisti, operai, giovanie stranieri morti sulle strade in itinere

Incredibile strage di camionisti

L’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro lancia un nuovo, drammatico allarme: 329 AUTOTRASPORTATORI MORTI IN DUE ANNI Una strage silenziosa: anziani, stanchi, precari. Il 20% aveva più di 60 anni Di questi, 70 avevano più di 60 anni, pari a circa il 20% del totale della categoria. Uomini costretti a guidare mezzi pesanti e pericolosi in età avanzata, spesso stanchi, affaticati, sotto pressione, con diverse patologie dovute all'età in un sistema che non tutela più né chi lavora né chi viaggia sulle strade. La maggioranza sono morti in incidenti stradali, ma altri sono stati trovati senza vita con la testa appoggiata sul volante, dopo aver eroicamente accostato il camion, segno evidente di collassi da fatica, stress, turni massacranti. I NUMERI DELLA STRAGE 2022: 113 autotrasportatori morti 2023: 134 autotrasportatori morti Totale 2022–2023: 247 morti Nel biennio successivo 2024–2025 il numero complessivo sale a 329, con un aumento del 25% rispetto ai due anni precedenti. LE CAUSE: SCELTE POLITICHE DEVASTANTI Questa strage non è una fatalità. È il risultato di: precariato diffuso appalti e subappalti a cascata tempi di consegna insostenibili pressioni economiche crescenti innalzamento indiscriminato dell’età pensionabile Allungare l’età lavorativa senza distinguere tra lavori leggeri e lavori usuranti è stato un errore gravissimo. Non si può guidare un mezzo potenzialmente letale per sé e per gli altri a un’età avanzata, dopo una vita di lavoro, senza conseguenze. UN PERICOLO PER TUTTI I camion sono coinvolti ogni anno in migliaia di incidenti che colpiscono anche automobilisti e cittadini innocenti. Non sempre per colpa diretta del conducente, ma spesso per: stanchezza fretta imposta riflessi rallentati condizioni di lavoro disumane Continuare a ignorare tutto questo significa mettere a rischio la vita di tutti. BASTA STRAGI ANNUNCIATE L’Osservatorio di Bologna chiede con forza: il riconoscimento dell’autotrasporto come lavoro gravoso uscite anticipate dal lavoro il blocco dell’innalzamento indiscriminato dell’età pensionabile controlli seri su appalti, turni e tempi di guida Ogni numero è una persona. Ogni camion fermo sul ciglio della strada è una sconfitta dello Stato. Non possiamo più accettarlo.

mercoledì 10 dicembre 2025

Una strage incredibile quella degli autotrasportatori, tra questi anche alcune donne, già 125 nel 2025. Soprattutto anziani che dovrebbero essere a riposo, negli ultimi 2 giorni ne sono morti 5,qui sotto chi sono Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it sconosciuto 61 maurizio falsetti 49 roberto sabbatini 67 sconosciuto 64 calogero scaglione 38

giovedì 4 dicembre 2025

Hanno trasformato con gli appalti a cascata e il lavoro precario un inferno sulla terra

E' quello che mi è venuto in mente vedendo quello che è successo in veneto e in lombardia, nel paradiso padano: In Veneto il povero Nicola Pagan di 58 anni (nella foto) è morto sepolto vivo in uno scavo per le condutture del gas, un orrore, come altro si può definire la morte del 27enne marocchino Mohssine Ghouati (nella foto), che da Brescia va in appalto in provincia di Bergamo, dove muore schiacciato da una pressa dove lavorano materie plastiche, cosa faceva lì e che preparazione aveva? Tra l'altro orrore nell'orrore, in quella fabbrica non hanno neppure fermato la produzione, trattato come un pezzo di plastica. Una violenza inaudita quella del sub appalto, che non si può non definire caporalato, che anche lo Stato utilizza in tante aziende a partipazione statale: 4 delle ultime cinque stragi sono in grandi aziende come Ferrovie, Eni, Enel. Enel, ma anche i Comuni oltre le grandi aziende private utilizzano questo caporalato legalizzato, sono stati 10 i morti negli ultimi 3 giorni, ma mancano anche diversi lavoratori in itinere, dove si impara dopo diversi giorni che diversi di quelli classificati come 2incidenti" sono in realtà lavoratori che sulle strade ci lavorano o che muoiono in itinwere, tra questi diverse donne.