L'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008 e monitora tutti i morti sul lavoro, anche quelli in nero e di altre categorie diverse da INAIL
giovedì 29 gennaio 2026
Disperso in mare pescatore ferrarese
è ancora disperso in mare il pescatore di 47 anni di Comacchio di Ferrara, sono 3 giorni che lo cercano
mercoledì 28 gennaio 2026
Giovanni Marchionni, il giovane morto a soli 21 anni in Sardegna, in servizio come Skipper su uno yacht ormeggiato nel porticciolo di Olbia della Marina di Portisco
Finalmente sembra sia emersa la verità dopo 5 mesi: Giovanni (nella foto) sembra sia rimasto intossicato dall'acido solfridico. Anche ieri ci sono stati morti sul lavoro
martedì 27 gennaio 2026
Dedicata una panchina bianca a Gabriele Di Guida
avenago (Monza e Brianza) – Una panchina bianca per Gabriele Di Guida, l’operaio di Cavenago stritolato da una pressa nel 2019 alla Silfa di Sulbiate, aveva solo 24 anni, oggi ne avrebbe 32. Metteremo anche Gabriele nella Piramide che ricorda i morti sul lavoro che non devono finire nell'oblio. Alla mamma Ester tutta la vicinanza dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro
venerdì 23 gennaio 2026
Andrea Cricca e il sogno spezzato nei campi: l’ombra del lavoro nero dietro la tragedia del giovane 24enne. Andrea caduto dentro una macchina tritafieno
Andrea era andato a dare "una mano" a amici, ma chiamiamolo per quello che è "lavoro nero" come del resto a centinaia perdono la vita "Dando una mano", poi un morto sul lavoro dopo la morte ingiusta e incivile è sembre bravo e buono. Ma ce ne accorgiamo sempre dopo che perdiamo una vita unica e meravigliosa, che non può e non deve finire così, pa
giovedì 22 gennaio 2026
lunedì 19 gennaio 2026
La vera "classifica" dei morti sul lavoro del 2025, dalla peggiore
Classifica Indice di Mortalità (Dal peggiore al migliore)
Dati riferiti a 1.017 decessi in Italia (compresa quota estera. In rapporto al numero di abitanti, l’unico parametro valido, non può esserci nessun indici occupazionale per l’enorme numero di morti in nero e che hanno assicurazioni diverse da INAIL
Posizione Regione Morti (Assoluti) Indice (su 1M ab.) Grado di Rischio
1 Abruzzo 42 33,1 🔴 MASSIMO
2 Valle d’Aosta 4 32,5 🔴 MASSIMO
3 Basilicata 14 26,3 🔴 ALTO
4 Trentino Alto Adige 24 22,4 🟠 ALTO
5 Marche 32 21,6 🟠 MEDIO-ALTO
6 Veneto 100 20,7 🟠 MEDIO-ALTO
7 Umbria 17 20,0 🟠 MEDIO-ALTO
8 Emilia Romagna 88 19,9 🟠 MEDIO
9 Puglia 73 18,8 🟡 MEDIO
10 Campania 104 18,6 🟡 MEDIO
11 Toscana 67 18,3 🟡 MEDIO
12 Friuli Venezia Giulia 20 16,8 🟡 MEDIO-BASSO
13 Calabria 30 16,3 🟡 MEDIO-BASSO
14 Sicilia 78 16,3 🟡 MEDIO-BASSO
15 Sardegna 25 15,9 🟢 BASSO
16 Piemonte 64 15,1 🟢 BASSO
17 Liguria 40 13,3 🟢 BASSO
18 Molise 4 13,2 🟢 BASSO
19 Lombardia 129 12,9 MINIMO
20 Lazio 62 10,9 MINIMO
domenica 18 gennaio 2026
Sono già 36 i morti sul lavoro accertati e registrati dall’Osservatorio nel 2026, con le stesse modalità di rilevazione del 2025.
Due casi sono particolarmente emblematici: quello di Sofia Ansalone, giovane donna di soli 21 anni morta in un incidente in itinere — come le oltre 100 donne che nel 2025 hanno perso la vita andando o tornando dal lavoro — e quello di Loris Buscaglia, che vediamo sorridente in bicicletta prima della tragedia.
Vi chiedo ancora una volta di non ingoiare passivamente ciò che non vi viene detto sui morti sul lavoro: da 19 anni i numeri reali sono stabilmente il 30–35% in più rispetto ai dati ufficiali, perché molti lavoratori non rientrano nelle statistiche INAIL (lavoro nero, categorie non assicurate, agricoltori, ecc.).
Vi invito anche a non prendere per oro colato le statistiche “colorate” per province e regioni: chi le produce sa bene che l’indice occupazionale, in questo caso, non ha alcun valore statistico reale, soprattutto quando una parte consistente dei morti non è assicurata a INAIL.
Chiedo a chi ha seguito per tanti anni i miei report e il lavoro dell’Osservatorio un piccolo, anche simbolico, contributo economico per realizzare un docufilm sull’Osservatorio e dare visibilità a questa strage silenziosa, senza far dimenticare gli oltre 20.000 morti registrati in questi 19 anni.
Se i fondi lo permetteranno, verrà realizzata anche una piramide con centinaia di foto di lavoratori morti sul lavoro negli ultimi anni, che seguirà il “Muro delle farfalle bianche”, dove sono già presenti le foto di 300 lavoratori deceduti.
Vivo con la mia pensione di metalmeccanico e continuerò a contribuire di tasca mia, come ho sempre fatto, ma per questi due progetti servono risorse importanti.
In allegato troverete anche la vera classifica regionale, calcolata sull’incidenza rispetto alla popolazione attiva, che include tutti i morti sul lavoro e non solo quelli assicurati a INAIL.
Grazie.
Carlo Soricelli
giovedì 15 gennaio 2026
E' stato spento il sorriso di Alessio
dopo un periodo di relativa calma dovuto alle festività, si è tornati a un ritmo impressionante di morti negli ultimi giorni. Ieri 4 morti sui luoghi di lavoro, tra questi Alessio De Rossi di soli 31 anni che è caduto da un tetto a Priolo di Siracusa, il povero giovane è morto dopo lunghe ore di agonia all'ospedale e d essere stato stottoposto a intervento chirurgico nel tentativo di salvargli la vita
lunedì 12 gennaio 2026
Muore operaio all'ex Ilva di Taranto
Claudio Salamida morto all'ex Ilva di Taranto, l'operaio è precipitato dal quinto piano: "Sciopero immediato"
L'operaio Claudio Salamida morto all'ex Ilva di Taranto dopo essere precipitato da una pedana: i sindacati proclamano 24 ore di
Una fiaccolata Nazionale serale contro il precariato che uccide i lavoratori
Schiavismo: Pietro Zantonini precario. dalla calda Brindisi costretto ad andare a lavorare per pochi giorni a Cortina e lavorare all'aperto di notte a -15°. Chi lavoro sappia che in pochi anni diventerà per tutti così. Dal 2015 è stato tolto l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e da allora i nuovi assunti sono tutti precari. Organizziamo una grande fiaccolata Nazionale notturna per illuminare il buio in cui è stato cacciato il mondo del lavoro? Da solo non c'è la faccio ma con l'aiuto di tanti si
domenica 11 gennaio 2026
venerdì 9 gennaio 2026
grazie a tutti i visitatori, senza di voi non ce l'avrei mai fatta a "tenere botta" per 18 anni, inziamo il 19° anno di monitoraggio, che purtroppo non promette bene.
grazie agli oltre 2000 visitatori di i 13 morti sul lavoro, colpisce la morte eri del blog che sono venuti a vedere il report dei morti sul lavoro del 2025, purtroppo anche quest'anno è cominciato male con già 13 morti sui luoghi di lavoro, ma diversi sono già morti anche in itinere: non è normale che un 69° muoia ieri fuori regione in Sicilia dalla Campania. Risvegliamo le coscienze di tutti
T
domenica 4 gennaio 2026
MORTI SUL LAVORO IN ITALIA nell’intero 2025 REPORT OSSERVATORIO DI BOLOGNA
Anno 2025 – dati consolidati e parziali
Nel 2025, ogni 24 ore sono morti 3,95 lavoratori, compresi sabati e domeniche.
Nell’intero 2025, sono 1.432 i lavoratori morti (dato parziale), inclusi i decessi in itinere e quelli per
Karoshi – termine giapponese che significa morte per superlavoro. Sono 1.032 i morti sui luoghi di
lavoro (esclusi itinere e categorie che operano prevalentemente sulla strada).
Tra le vittime di Karoshi figurano dirigenti, impiegati, operai, medici, infermieri, agricoltori,
camionisti. Sempre più frequenti i decessi per infarto e malori improvvisi, in particolare tra gli
autotrasportatori, spesso trovati morti e che in pochi anni hanno raddoppiato le vittime:
. soprattutto per incidenti
nei parcheggi autostradali
con il camion accostato ai bordi della strada e autostrade
Talvolta dopo aver causato incidenti che coinvolgono terzi.
CHI PARLA DI CALI O DI STABILITÀ DELLE MORTI SUL LAVORO MENTE SAPENDO DI
MENTIRE, perché una parte consistente delle vittime viene esclusa dalle statistiche ufficiali con la
motivazione che “non è di competenza INAIL”.
Cause politiche e normative dell’aumento dei morti
Jobs Act (2015)
Dall’abolizione dell’articolo 18: +43% di morti sul lavoro
Appalti a cascata
Legge entrata in vigore nel giugno 2023, voluta dal ministro Salvini: +15% di decessi, soprattutto
in edilizia e appalti pubblici e nella logistica
Dal 2008 anno di apertura dell’Osservatorio l’aumento è del 61%, così come risulta dalle
tabelle excel
Grandi tragedie recenti
Brandizzo – Ferrovie dello Stato
Suviana – Enel
Calenzano – ENI
Esselunga di Firenze (16 febbraio 2024)
5 operai morti in un cantiere con 49 aziende subappaltatrici
nel 2025
3 Carabinieri morti in provincia di Verona
strage di Marcianise 3 morti in uno scoppio in azienda smaltimento rifiuti
Dati strutturali allarmanti
32% delle vittime sono lavoratori stranieri regolari e in nero
Svolgono i lavori più umili e pericolosi, muoiono al posto nostro.
A loro andrebbe riconosciuta la cittadinanza italiana dopo 5 anni, non negata con propaganda
razzista.
Molti lavoratori del Sud Italia muoiono in trasferta in altre regioni.
Donne
Poche sui luoghi di lavoro
Quasi quanto gli uomini in itinere, in rapporto agli addetti
Cause principali: fretta, stanchezza, doppio lavoro (famiglia + occupazione)
Proposte per sicurezza ed equità sociale
Flessibilità obbligatoria in entrata e uscita dal lavoro
Tutela della salute psico-fisica, priorità alle madri lavoratrici
Crollo della natalità
Causato anche dal martirio quotidiano delle donne che lavorano e hanno figli
Quote di lavoro riservate a donne con figli
Da parte dello Stato e degli enti locali come misura concreta di sostegno alla genitorialità
Osservatorio Nazionale di Bologna – Morti sul Lavoro
Attivo dal 1° gennaio 2008
Nato 25 giorni dopo la strage Thyssenkrupp di Torino
Primo e unico osservatorio indipendente in Italia
Monitora:
morti assicurati INAIL
lavoratori in nero
categorie escluse dalle statistiche ufficiali
Una voce fuori dal coro minimalista
Nota metodologica
Morti sui luoghi di lavoro: aggiornati ogni giorno
Morti in itinere: aggiornati periodicamente
I morti sono attribuiti alla provincia e regione della tragedia, non alla residenza
Gli autotrasportatori deceduti in autostrada gravano sulle Regioni
Tipologie di morte – 2025
Agricoltura: 243 morti
144 schiacciati dal trattore
23,5% del totale
I trattori sono bare che camminano
Autotrasporto / logistica: 169 morti (16,3%)
Raddoppiati in pochi anni: precariato, stress, età avanzata, orari impossibili
Edilizia: 159 morti (15,4%)
Prevalenza di cadute dall’alto, moltissimi in nero e ultrassessantenni
Infortuni domestici: 159 morti
Incendi, esplosioni, monossido, cadute – molte donne e anziani soli
Karoshi: 111 morti
Industria 67 morti 6,5%
Taglialegna: 21 morti
Età, genere, nazionalità
Ultrasessantenni: 347 su 1.032 (33%)
173 con oltre 70 anni
Costretti a lavorare per pensioni insufficienti, perdita del lavoro, sostegno a figli e nipoti,
sopravvivenza di attività storiche
Stranieri: 179 su 1.032 (senza itinere)
Sotto i 60 anni sfiorano il 30%
Donne
61 sui luoghi di lavoro
oltre 130 complessive con itinere
Rischio maggiore in itinere rispetto agli uomini
Distribuzione regionale e provinciale dei morti sui
luoghi di lavoro – Anno 2025
MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO: 1.032
Con itinere (dato parziale): 1.460
N.B. I morti sono segnalati nelle Province e Regioni dove è avvenuta la tragedia, non in
quella di residenza della vittima.
Sono centinaia i lavoratori deceduti in province e regioni diverse da quelle di residenza.
Gli autotrasportatori morti in autostrada gravano sulla Regione (non sulla Provincia).
LOMBARDIA 118 sui luoghi di lavoro 168 con itinere Milano 22 Bergamo 19 Brescia 24
Como 8 Cremona 7 Lecco 1 Lodi 4 Mantova 8 Monza Brianza 7 Pavia 5 Sondrio 6 Varese 4
VENETO 95 sui luoghi di lavoro con itinere 123 Venezia 13 Belluno 7 Padova 13 Rovigo 10
Treviso 15 Verona 9 Vicenza 18 CAMPANIA 99 sui luoghi di lavoro 129 con itinere Napoli 35
Avellino 4 Benevento 11 Caserta 24 Salerno 21 EMILIA ROMAGNA 81 sui luoghi di lavoro
diventano 114 b con itinere Bologna 10 Piacenza 9 Parma 6 Reggio Emilia 12 Modena 8
Ferrara 6 Forlì Cesena 8 Ravenna 8 Rimini 5 SICILIA 71 sui luoghi di lavoro con l’itinere 93
Palermo 20 Agrigento 10 Caltanissetta 6 Catania 10 Enna 1 Ragusa 6 Siracusa 6 Trapani 3
Messina 6 PUGLIA 72 sui luoghi di lavoro con itinere 95 Bari 19 BAT 7 Brindisi 13 Foggia 12
Lecce 11 Taranto LAZIO 68 sui luoghi di lavoro con itinere 103 Roma 35 Viterbo Frosinone 14
Latina 9 Rieti 4 o TOSCANA 67 sui luoghi di lavoro 86 con itinere Firenze 10 Arezzo 7 Grosseto
4 Livorno 5 Lucca 9 Massa Carrara 5 Pisa 6 Pistoia 7 Siena 3 Prato 2 7 PIEMONTE 63 sui
luoghi di lavoro che diventano 90 con l’itinere Torino 21 Alessandria 6 Asti 3 Biella 4 Cuneo 12
Novara 5 Verbano-Cusio-Ossola 2 Vercelli ABRUZZO 38 sui luoghi di lavoro 53 con itinere
L'Aquila 6 Chieti 12 Pescara 5 Teramo 12 LIGURIA 40 sui luoghi di lavoro 55 con itinere
Genova 10 Imperia 8 La Spezia 5 Savona 13 MARCHE 32 sui luoghi di lavoro con itinere 45
Ancona 6 Macerata 8 Fermo 3 Pesaro-Urbino 2 Ascoli Piceno 10 CALABRIA 28 sui luoghi di
lavoro 42 con itinere Catanzaro 7 Cosenza 11 Crotone 2 Reggio Calabria 5 Vibo Valentia 3
TRENTINO ALTO ADIGE 24 sui luoghi di lavoro 30 con itinere Bolzano 10 Trento 11
SARDEGNA 24 sui luoghi di lavoro con itinere 33 Cagliari 5 Sud Sardegna 3 Nuoro 6 Oristano
2 Sassari 8 FRIULI VENEZIA GIULIA 20 si sui luoghi di lavoro con itinere 28 Pordenone 8
Triste 3 Udine 8 Gorizia UMBRIA sui luoghi di lavoro 13 con itinere 17 Perugia 9 Terni 1 F
BASILICATA 12 sui luoghi di lavoro con itinere 17 Potenza 7 Matera 5 Molise totali sui
luoghi di lavoro 4 con itinere 5 Campobasso 3 Isernia 1 VALLE D’AOSTA totali sui luoghi di
lavoro 3
Analisi basata sui dati dell'Osservatorio di Bologna (19° anno di monitoraggio)
1. Analisi Statistica e Confronto Biennale
Il monitoraggio evidenzia una drammatica crescita dei decessi sui luoghi di lavoro, segnalando
un'emergenza nazionale in peggioramento.
Dati 2025: 1.032 morti registrati direttamente sui luoghi di lavoro. Se si includono i decessi
stradali e "in itinere" (come conteggiato dall'INAIL), la cifra parziale supera le 1.450 unità.
Dati 2024: 1.056 morti sui luoghi di lavoro.
Confronto Biennale: Il biennio 2024/2025 chiude con 2.088 morti, contro i 1.736 del biennio
precedente (752 nel 2022 e 987 nel 2023).
Trend: Si registra un aumento netto del 16,9% di morti sui luoghi di lavoro (escluso l'itinere).
Dal 2008 anno di apertura dell’osservatorio i morti sui luoghi di lavoro i morti sono aumentati
del 61%, con un calo solo negli anni della pandemia
Nota dell'Osservatorio: Il nostro conteggio include categorie spesso invisibili alle statistiche
ufficiali: lavoratori non assicurati INAIL, lavoratori in nero e agricoltori pensionati costretti a
restare attivi.
2. I Settori Critici: Tra Realtà e Distorsione Mediatica
L'Agricoltura: Il "Silenzio" sotto il tappeto
Si contano 243 morti, di cui 144 causati dallo schiacciamento del trattore (il 23,5% del totale nazionale).
Mentre l'Italia celebra la sua cucina come patrimonio UNESCO, ignora che i trattori sono spesso "bare
mobili" che operano nell'indifferenza generale.
Logistica e Trasporti: Il boom del precariato
Con 169 decessi (16,3% del totale), gli autotrasportatori sono raddoppiati in pochi anni. Le cause sono
chiare: precariato, ritmi disumani, stress e un'età media troppo avanzata. Insieme, superano persino i morti
nell'edilizia.
Edilizia e Appalti
159 morti (15,4% del totale), principalmente per cadute dall'alto. Il settore è piagato dal lavoro nero e
precario numero di ultrasessantenni. Pesa enormemente il sistema degli appalti a cascata (introdotti nel
2023), che rende i lavoratori subappaltati dei veri "figli di nessuno". Senza nessuna protezione politica e
sindacale e questo perché un precario se si iscrive a un sindacato viene licenziato
Industria: Una percezione errata
Contrariamente all'immaginario comune, i morti nell'industria sono "solo" 67 (6,5% del totale).
La denuncia: L'INAIL, sommando erroneamente morti sul lavoro e in itinere, crea la percezione
di un'ecatombe nelle fabbriche che non trova riscontro nei dati puri. Questa distorsione ha portato
a sprecare miliardi di euro in prevenzione dove il rischio è già arginato. Ma è lì che tanti
guadagnano tantissimo con corsi inutili e costosi
Il ruolo del Sindacato: Nelle aziende sindacalizzate i morti sono rarissimi. Il sindacato e la
collaborazione con le imprese agiscono come un argine efficace. I pochi che ci sono sono in sub
appalto nelle aziende stesse. Ma i Sindacati valorizzano poco questo aspetto determinante per chi
lavora
3. Demografia delle Vittime
La strage dei "Nonni": Vecchiaia e Bisogno
Il dato più scioccante riguarda l'età:
174 morti tra gli ultrasessantenni.
173 morti tra chi ha più di 70 anni. In totale, 347 anziani (il 33% del totale) perdono la vita
lavorando. Sono persone costrette a restare attive perché hanno perso il lavoro e si devono adattare
a svolgere lavori pericolosi e pagati poco, perché la pensione non basta, , per aiutare figli precari o
perché non riescono a maturare i requisiti pensionistici e lavorano in nero.
Stranieri e Donne
Lavoratori Stranieri: 179 morti. Se guardiamo alla fascia sotto i 60 anni, rappresentano ormai
quasi il 30% delle vittime totali e diventeranno la maggioranza in pochi anni.
Donne: 61 decessi sui luoghi di lavoro, ma la cifra raddoppia (oltre 130) se si considera l'itinere.
Le donne muoiono sulla strada per la fretta di conciliare casa e lavoro o per la stanchezza
derivante da turni massacranti.
4. Infortuni Domestici
La casa si conferma un luogo pericoloso con 159 morti. Le cause principali sono incendi, cadute e
monossido di carbonio. Spesso le vittime sono donne o anziani soli, i cui corpi vengono scoperti solo
dopo molti giorni.
Proposte per Arginare la Strage: Il Manifesto
dell'Osservatorio
A cura di Carlo Soricelli, curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna
Per fermare quella che è a tutti gli effetti un'ecatombe civile, non bastano i riti istituzionali. Occorre un
cambio di paradigma che parta dai seguenti punti cardine:
1. Rivoluzione dell'Informazione
È indispensabile un’informazione libera e indipendente che non si limiti ai dati parziali dell'INAIL.
Serve dare voce a fonti come l'Osservatorio di Bologna, che monitora anche il lavoro nero e i non
assicurati, senza subire il condizionamento di lobby miliardarie interessate a occultare le reali dimensioni
del fenomeno, facendo finta di occuparsi di queste tragedie, nate tante aziende che si occupano di
sicurezza, ma che per questa tragedie si fanno le “budelle d’oro”
2. Sicurezza in Agricoltura: Rinnovamento Meccanico
L'agricoltura è il settore più colpito. È urgente lo stanziamento di fondi mirati per il rinnovo immediato
del parco trattori. Non si possono più accettare "bare mobili" prive di sistemi anti-ribaltamento nei
campi italiani.
3. Controlli Capillari e Trasparenza nei Cantieri
Nei Comuni e nelle Regioni serve una vigilanza reale e non burocratica:
Verifica dell'equipaggiamento: Accertarsi che ogni lavoratore sia realmente protetto.
Formazione linguistica: Assicurarsi che i lavoratori stranieri comprendano le istruzioni di
sicurezza.
Cartellonistica d'impatto: Esporre chiaramente nei condomini e nei cantieri i rischi specifici per
sensibilizzare non solo i lavoratori, ma anche i cittadini e i committenti.
4. Tecnologia contro il "Business della Formazione"
Basta con i miliardi spesi in corsi sulla carta che arricchiscono solo gli enti formatori e i referendi
aziendali. Ma che non arrivano mai a interessare le piccole aziende dove ci sono le Bisogna puntare su:
Intelligenza Artificiale: Utilizzo dell'IA per il monitoraggio preventivo dei rischi e per
l'addestramento simulato.
Controlli Digitali: Incrocio dei dati per stanare il lavoro nero e le irregolarità in tempo reale.
5. La Tutela delle Voci Indipendenti
L'esperienza di 18 anni di monitoraggio dell'Osservatorio dimostra che chi cerca di far emergere la verità
viene spesso censurato o ridotto al silenzio. Un Paese civile deve proteggere chi, come me, che svolge un
servizio sociale volontario per dare dignità alle vittime. Ma che viene colpito anche nell’ambito artistico,
con annullamento improvviso di mostre già programmate sul tema.
Spero in un aiuto per il docufilm “Non vi farò dimenticare” dove si cerca di non far sparire nell’oblio gli
oltre 20000 morti registrati dall’osservatorio in questi 18 anni di monitoraggio. E per la realizzazione di
una Piramide dove ci saranno le foto di altri centinaia di lavoratori morti sul lavoro, a seguito del “Muro
delle farfalle bianche” dove già 300 lavoratori morti sul lavoro sono stati ricordati in modo perenne con le
loro foto in questa installazione, realizzata coi miei risparmi.
Per chi vuole dare una mano anche con pochi euro
RACCOLTA FONDI Gofundme https://gofund.me/24cd8ca59
per il progetto “non vi farò dimenticare”
https://gofund.me/b7cd429a1
oppure IBAN IT38I0307501603CC8001169837
"Queste tragedie sono una vergogna per un Paese moderno. L'Osservatorio di Bologna
continuerà a essere la voce scomoda di chi non ha più voce." — Carlo Soricelli
Lettera Aperta: Appello per fermare la strage invisibile nei luoghi di lavoro Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (per conoscenza) Alla cortese attenzione di: • On. Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri • On. Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste • On. Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia • Per conoscenza a giornali, televisioni politici, istituzioni e giornalisti
Denuncia sull'incremento della mortalità sul lavoro e richiesta di riforma del sistema di rilevazione statistica, in allegato le morti sul lavoro dell’intero 2025.
Illustri Rappresentanti delle Istituzioni,
Vi scriviamo con profonda angoscia e indignazione per sottoporre alla Vostra attenzione una realtà che i numeri ufficiali faticano a raccontare nella sua interezza: l'incredibile strage di lavoratori che sta insanguinando il nostro Paese.
Negli ultimi due anni, i decessi legati al lavoro sono aumentati del 15%. Se guardiamo oltre le statistiche dei soli assicurati INAIL, il bilancio del 2025 è raccapricciante: parliamo di quasi 1500 vite spezzate. Una cifra che dovrebbe scuotere fin nelle fondamenta la politica e l'intera classe dirigente.
1. La distorsione dei dati e l'obbligo di verità
Il primo ostacolo alla risoluzione del problema è la parzialità della sua misurazione. È inaccettabile che i dati inviati a Eurostat riguardino esclusivamente i morti assicurati INAIL, escludendo sistematicamente:
• I lavoratori in nero o irregolari;
• Molti settori del comparto agricolo;
• Categorie professionali non soggette all'assicurazione obbligatoria INAIL.
Questa "depurazione" dei dati, che arriva a sottostimare il fenomeno di circa il 35% ogni anno, impedisce all'Europa e ai cittadini italiani di percepire le reali dimensioni del massacro. Chiediamo formalmente che l’Italia trasmetta a Eurostat i dati totali sulle morti sul lavoro, includendo ogni vittima del lavoro, indipendentemente dal suo inquadramento contrattuale o assicurativo. Tra l’altro INAIL non manda a Eurostat neppure tutti i morti che diffonde e li “depura” di circa il 30/35% ogni anno. Basta voler andare a vedere per constatarlo. Ma la potenza mediatica e economica di questo Istituto fa chiudere occhi e orecchie a tutti.
2. Il settore agricolo: un fronte di guerra (Min. Lollobrigida)
Il Ministero dell’Agricoltura non può ignorare che una parte significativa di queste morti avviene nelle campagne, spesso nel silenzio del lavoro grigio o sotto il giogo del caporalato. La sovranità alimentare non ha valore se è costruita sulla negazione della sicurezza e sulla vita di chi coltiva la terra. Non ci si può mettere solo le medaglie al petto quando si prendono i meriti della Cucina Italiana Patrimonio dell’Unesco, poi ignorare che ci sono centinaia di lavoratori che muoiono sui campi, la maggioranza schiacciata dal trattore: 144 nel 2025, 143 nel 2024, l’ultimo un siciliano di 67 anni la vigilia di Capodanno.
3. Emergenza Nazionale (Pres. Meloni e On. Gribaudo)
Onorevole Presidente Meloni, Onorevole Gribaudo, il diritto alla vita sul luogo di lavoro è il prerequisito di ogni democrazia. Non possiamo rassegnarci a una media di quasi quattro morti al giorno, se le vittime si contano tutte e non le sole assicurate a INAIL. Occorre:
• Un coordinamento unico delle banche dati (Inail, Procura Nazionale, Forze dell'Ordine) per una fotografia in tempo reale del fenomeno.
• Un potenziamento drastico del personale ispettivo.
• L'introduzione di sanzioni che non siano solo amministrative ma che colpiscano la capacità stessa di fare impresa per chi ignora sistematicamente le norme di sicurezza.
Si allega alla presente documentazione dettagliata sulle reali dimensioni del fenomeno, affinché non si possa più dire "non sapevamo".
Restiamo in attesa di un segnale forte, che vada oltre il cordoglio di rito e si trasformi in una riforma strutturale della sorveglianza e della prevenzione.
Con osservanza,
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro
sito Internet http://cadutisullavoro.blogspot.it
Chiedo un aiuto economico, anche se solo simbolico alle centinaia di persone che ricevono questa mai che mi farà sentire la vostra vicinanza a questa battaglia sociale: verrà girato a breve il Docufilm “Non vi farò dimenticare” dove si cercherà di non far cadere nell’oblio gli oltre 20000 morti sul lavoro registrati dall’Osservatorio, i motivi che mi hanno spinto ad aprire l’Osservatorio dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, Stiamo anche raccogliendo fondi per la costruzione di una grande Piramide dove ci saranno le foto di altri centinaia di lavoratori morti recentemente sul lavoro, segue la grande installazione già realizzata del “Muro delle farfalle bianche” con 300 volti di lavoratrici e lavoratori, che tanta commozione desta quando viene esposto.
Per chi vuole dare una mano con una donazione
RACCOLTA FONDI Gofundme https://gofund.me/24cd8ca59
per il progetto “non vi farò dimenticare” https://gofund.me/b7cd429a1
oppure a IBAN IT38I0307501603CC8001169837 per Docufilm e Piramide










