Denuncia sull'incremento della mortalità sul lavoro e richiesta di riforma del sistema di rilevazione statistica, in allegato le morti sul lavoro dell’intero 2025.
Illustri Rappresentanti delle Istituzioni,
Vi scriviamo con profonda angoscia e indignazione per sottoporre alla Vostra attenzione una realtà che i numeri ufficiali faticano a raccontare nella sua interezza: l'incredibile strage di lavoratori che sta insanguinando il nostro Paese.
Negli ultimi due anni, i decessi legati al lavoro sono aumentati del 15%. Se guardiamo oltre le statistiche dei soli assicurati INAIL, il bilancio del 2025 è raccapricciante: parliamo di quasi 1500 vite spezzate. Una cifra che dovrebbe scuotere fin nelle fondamenta la politica e l'intera classe dirigente.
1. La distorsione dei dati e l'obbligo di verità
Il primo ostacolo alla risoluzione del problema è la parzialità della sua misurazione. È inaccettabile che i dati inviati a Eurostat riguardino esclusivamente i morti assicurati INAIL, escludendo sistematicamente:
• I lavoratori in nero o irregolari;
• Molti settori del comparto agricolo;
• Categorie professionali non soggette all'assicurazione obbligatoria INAIL.
Questa "depurazione" dei dati, che arriva a sottostimare il fenomeno di circa il 35% ogni anno, impedisce all'Europa e ai cittadini italiani di percepire le reali dimensioni del massacro. Chiediamo formalmente che l’Italia trasmetta a Eurostat i dati totali sulle morti sul lavoro, includendo ogni vittima del lavoro, indipendentemente dal suo inquadramento contrattuale o assicurativo. Tra l’altro INAIL non manda a Eurostat neppure tutti i morti che diffonde e li “depura” di circa il 30/35% ogni anno. Basta voler andare a vedere per constatarlo. Ma la potenza mediatica e economica di questo Istituto fa chiudere occhi e orecchie a tutti.
2. Il settore agricolo: un fronte di guerra (Min. Lollobrigida)
Il Ministero dell’Agricoltura non può ignorare che una parte significativa di queste morti avviene nelle campagne, spesso nel silenzio del lavoro grigio o sotto il giogo del caporalato. La sovranità alimentare non ha valore se è costruita sulla negazione della sicurezza e sulla vita di chi coltiva la terra. Non ci si può mettere solo le medaglie al petto quando si prendono i meriti della Cucina Italiana Patrimonio dell’Unesco, poi ignorare che ci sono centinaia di lavoratori che muoiono sui campi, la maggioranza schiacciata dal trattore: 144 nel 2025, 143 nel 2024, l’ultimo un siciliano di 67 anni la vigilia di Capodanno.
3. Emergenza Nazionale (Pres. Meloni e On. Gribaudo)
Onorevole Presidente Meloni, Onorevole Gribaudo, il diritto alla vita sul luogo di lavoro è il prerequisito di ogni democrazia. Non possiamo rassegnarci a una media di quasi quattro morti al giorno, se le vittime si contano tutte e non le sole assicurate a INAIL. Occorre:
• Un coordinamento unico delle banche dati (Inail, Procura Nazionale, Forze dell'Ordine) per una fotografia in tempo reale del fenomeno.
• Un potenziamento drastico del personale ispettivo.
• L'introduzione di sanzioni che non siano solo amministrative ma che colpiscano la capacità stessa di fare impresa per chi ignora sistematicamente le norme di sicurezza.
Si allega alla presente documentazione dettagliata sulle reali dimensioni del fenomeno, affinché non si possa più dire "non sapevamo".
Restiamo in attesa di un segnale forte, che vada oltre il cordoglio di rito e si trasformi in una riforma strutturale della sorveglianza e della prevenzione.
Con osservanza,
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro
sito Internet http://cadutisullavoro.blogspot.it
Chiedo un aiuto economico, anche se solo simbolico alle centinaia di persone che ricevono questa mai che mi farà sentire la vostra vicinanza a questa battaglia sociale: verrà girato a breve il Docufilm “Non vi farò dimenticare” dove si cercherà di non far cadere nell’oblio gli oltre 20000 morti sul lavoro registrati dall’Osservatorio, i motivi che mi hanno spinto ad aprire l’Osservatorio dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, Stiamo anche raccogliendo fondi per la costruzione di una grande Piramide dove ci saranno le foto di altri centinaia di lavoratori morti recentemente sul lavoro, segue la grande installazione già realizzata del “Muro delle farfalle bianche” con 300 volti di lavoratrici e lavoratori, che tanta commozione desta quando viene esposto.
Per chi vuole dare una mano con una donazione
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per il progetto “non vi farò dimenticare” https://gofund.me/b7cd429a1
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