lunedì 23 marzo 2026

Referendum: Il No vince per una Giustizia libera e sollecita. I damiliari dei morti sul lavoro aspettano anche piùdi 20 anni per avere giustizia.

​COMUNICATO STAMPA ​Referendum: Il No vince per una Giustizia libera e sollecita. ​Carlo Soricelli (Osservatorio Bologna): "Basta processi infiniti. Le famiglie delle vittime sul lavoro non possono aspettare vent’anni." ​BOLOGNA, 23 Marzo 2026 – All’indomani del responso referendario che vede la netta vittoria del NO, il curatore dell'Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro, Carlo Soricelli, rilascia una dichiarazione ufficiale per interpretare il voto dal punto di vista di chi, dal 2008, assiste quotidianamente al dramma delle "morti bianche" e al calvario giudiziario che ne consegue. ​"Il risultato di questo referendum" – dichiara Carlo Soricelli – "è un segnale inequivocabile che arriva dai cittadini e, in particolare, dai tantissimi familiari delle vittime del dovere con cui sono in costante contatto. La stragrande maggioranza di loro si è espressa per il NO, non per una scelta ideologica, ma per un profondo timore: che una magistratura meno indipendente e soggetta alle pressioni del potere politico finisse per auto-impaurirsi proprio davanti ai processi più complessi, quelli contro chi detiene il potere economico e dispone dei migliori collegi difensivi." ​Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio, il vero nodo della giustizia in Italia non è la separazione delle carriere, ma la durata biblica dei processi. ​"Abbiamo famiglie che attendono giustizia da oltre due decenni" – incalza Soricelli. "Vent'anni di sofferenze atroci che si sommano al lutto. È inaccettabile che lo Stato chieda a una madre o a un figlio di aspettare una generazione per vedere riconosciuta la responsabilità di una morte sul lavoro. Una giustizia che arriva dopo vent'anni è, di fatto, una giustizia negata." ​Con la vittoria del NO, l'Osservatorio di Bologna chiede ufficialmente alla politica di abbandonare le "riforme di bandiera" e di concentrarsi sulle vere emergenze: ​Accelerazione dei processi per i reati legati alla sicurezza sul lavoro. ​Investimenti massicci in personale e risorse per le procure e i tribunali. ​Tutela dell'indipendenza dei giudici, affinché possano agire con fermezza anche contro i poteri forti, senza il timore di condizionamenti politici. ​"Il Governo e il Ministro Nordio prendano atto che gli italiani, e chi soffre nei tribunali, chiedono efficienza e coraggio, non riforme che rischiano di indebolire la parte debole del processo. La nostra battaglia per la dignità dei lavoratori e delle loro famiglie riparte oggi con ancora più forza." ​Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro

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