mercoledì 1 aprile 2026

Amaro Veneto per chi lavora

Il triste primato del Veneto e la realtà delle morti sul lavoro "Amaro" è l’unica parola che mi viene in mente. Anche quest’anno il Veneto svetta ai vertici di questa tragica classifica: con 28 decessi sui luoghi di lavoro, la regione si avvia purtroppo a confermare il suo triste primato. È evidente un cambiamento strutturale: oggi a morire sono soprattutto gli stranieri. Sembra quasi che, come nel resto del Paese, i lavori più pericolosi — spesso privi delle necessarie protezioni — vengano delegati a chi arriva da fuori. È successo solo ieri nel veronese, dove ha perso la vita un lavoratore rumeno, ed è accaduto pochi giorni fa a Mamour Pope, un ragazzo di soli 22 anni a cui ho voluto dedicare una poesia. Il suo sorriso dolce, quello di un "bambino" cresciuto troppo in fretta, spezza il cuore. I numeri parlano chiaro: nel 2025, in Veneto, sono stati 35 i lavoratori stranieri a perdere la vita; nel 2026, siamo già a quota 5. I dati nazionali al 31 marzo 2026 Il monitoraggio nazionale scatta una fotografia drammatica del primo trimestre dell'anno: 231 morti registrati direttamente sui luoghi di lavoro. 289 morti totali, se si includono i decessi "in itinere" (durante il tragitto casa-lavoro). Rispetto allo stesso periodo del 2025 (quando le morti sui luoghi di lavoro erano 244), si registra una flessione del 5,3%. Tuttavia, questo dato non deve trarre in inganno: il 2025 è stato l'anno più nefasto degli ultimi 19 anni di monitoraggio dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http//cadutisullavoro.blogspot.it, un picco di tragicità che rende ogni piccolo calo ancora del tutto insufficiente.

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