giovedì 7 maggio 2026

REPORT CRITICO: L’EMERGENZA MORTI SUL LAVORO E IL "PARADOSSO INAIL"

Osservatorio di Bologna morti sul lavoro ​Data di aggiornamento: 7 Maggio 2026 ​1. Il Bilancio delle Vittime: Oltre la Soglia dei 500 di queste 349 sui luoghi di lavoro ​Nonostante le rassicurazioni istituzionali, la realtà dei fatti parla di una strage che non accenna a fermarsi. Al 6 maggio 2026, il numero complessivo dei morti sul lavoro ha già superato la soglia psicologica delle 500 vittime (includendo il sommerso e i non assicurati INAIL). ​L’eccidio silenzioso delle donne: Particolarmente allarmante è il dato sulle lavoratrici. Già decine di donne hanno perso la vita in questi primi mesi dell'anno. La maggior parte di questi decessi avviene in itinere: un dato che riflette il peso del lavoro di cura e i ritmi serrati che costringono a spostamenti rischiosi in orari critici. Le ultime 3 morte in itinere Mariam Aqsa 25 anni, Smahanta Lacedonia 25 e Cinzia Macchioni 64 ​2. Appalti a Cascata: La Deregulation che Uccide ​L'entrata in vigore delle nuove norme sugli appalti a cascata ha prodotto effetti devastanti, confermando i timori dei tecnici della sicurezza: ​Edilizia: In questo settore si registra un aumento del 15% delle morti. La frammentazione dei contratti lungo la filiera degli appalti polverizza la responsabilità e riduce i margini di profitto, portando le ditte sub-appaltatrici a risparmiare proprio sui dispositivi di protezione e sulla formazione. ​Autotrasporto: La situazione è ancora più tragica con 58 morti. Qui i morti sono letteralmente raddoppiati. La pressione sui tempi di consegna, aggravata dalla deregolamentazione della filiera logistica, spinge i conducenti oltre i limiti fisici, trasformando le strade in cimiteri professionali. Diversi vengono trovati con la testa riversa sul volante ​3. Il Fallimento del Referendum sulla Responsabilità ​Un punto di svolta mancato è rappresentato dal referendum per inserire la responsabilità dei capi commessa, che purtroppo è fallito per non avendo raggiunto il quorum e sulla scarsa informazione mediatica, quasi tutte al servizio dei potenti. ​La conseguenza: Senza una legge che chiami direttamente a rispondere chi sta al vertice della catena (il committente), i grandi gruppi possono continuare a esternalizzare il rischio ai piccoli sub-appaltatori. Il "capo" resta protetto da uno scudo burocratico, mentre l'ultimo anello della catena paga con la vita. ​4. Il Sistema dei Miliardi "Congelati"
​Il report evidenzia un'anomalia finanziaria inaccettabile: ​Finanziamento: I fondi INAIL derivano direttamente dalle detrazioni sulle buste paga dei lavoratori. Sono soldi dei lavoratori che dovrebbero tornare a loro sotto forma di protezione. ​Gestione Opaca: Miliardi di euro vengono distribuiti tramite bandi complessi (come i Bandi ISI) che spesso alimentano un indotto di consulenti e agenzie, senza che vi sia un controllo rigoroso sull'efficacia reale dell'investimento. ​Assenza di Vigilanza: Il sistema manca di un organismo terzo che verifichi come queste somme enormi impattino sulla riduzione degli infortuni. Invece di potenziare gli ispettori (che restano in numero ridicolo), il denaro rimane spesso bloccato nei bilanci dello Stato per esigenze di cassa. Carlo Soricelli curatore dell’osservatorio di Bologna morti sul lavoro sito internet http://cadutisullavoro.blogspot.it ​

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