giovedì 9 luglio 2026

Morte di mamma e figlio. Ma la povera mamna Teresa era assunta regolarmente o lavorava in nero?

Un’altra tragedia colpisce la stessa famiglia e la stessa comunità, ma stavolta il dolore si unisce alla rabbia. ​A distanza di quasi tre anni dal drammatico incidente del 28 luglio 2023 — in cui persero la vita Franco Colle e i suoi figli Anna e Claudio — la storia si ripete nella stessa azienda di fuochi d'artificio. Un incendio ha innescato tre violentissime esplosioni, provocando il crollo della struttura e la morte di altre due persone di Avezzano, legate da parentela alle prime vittime. ​Se la posizione del figlio trentenne Simone sembra regolare, sul decesso della madre, Teresa Tozzi, pesa il forte sospetto del lavoro in nero. ​Un dubbio che solleva una ferita profonda e purtroppo comune: il rischio che questa tragedia diventi l'ennesima "morte invisibile", esclusa dalle statistiche ufficiali dell'INAIL perché priva di un contratto. Il timore, denunciato spesso da sindacati e associazioni, è che il lavoro sommerso finisca per sfoltire artificialmente i dati reali inviati in Europa, per non far apparire l'Italia meno virtuosa sul fronte della sicurezza. ​Mentre la Procura indaga (in un'azienda già precedentemente coinvolta in un'inchiesta per caporalato), resta l'amarezza per un sistema in cui l'illegalità contrattuale rischia di cancellare persino la dignità del ricordo e il riconoscimento ufficiale del sacrificio di un lavoratore.

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