The slaughter in Italy, the trap of statistics, and the international comparison
In Italy, the tragedy of fatal workplace accidents continues at a dramatic pace: to date, in 2026, we have already exceeded 900 deaths, following a devastating 2025 that saw over 1,400 victims.
In our country, by law, commute accidents (in itinere—i.e., those occurring during the journey to and from the workplace) are fully considered work-related deaths. However, a vast area of total invisibility exists: over 30% of the deceased consist of elderly workers, and a very large number are foreign workers operating in the shadow economy, lacking citizenship, residence permits, and state insurance coverage. Lacking official protection, these workers completely disappear from official state statistics.
Why official rates calculated on the "number of employed people" are misleading
We strongly argue that official statistics calculated exclusively on the "number of regularly registered employed workers" are structurally distorted. Because over a third of the victims do not have state insurance (such as INAIL), using only contracted workers as the denominator alters reality and artificially lowers risk indices.
Among the victims are very many elderly people who continue to work far beyond retirement age—up to 70, 80, and even 90 years old, as demonstrated by the tragic sequence of deaths caused by tractor rollovers in agriculture or in construction and manual labor. To eliminate this distortion and bring all the invisible workers to light, the mortality rate should not be calculated based on official employees, but rather in relation to the total population aged 16/18 and above, without any upper age limit. Only in this way is it possible to obtain a real, transparent incidence rate capable of counting every single life lost.
An open question to the international community
We wonder whether similar dynamics and concealments also occur in your countries—particularly in the United States, France, the United Kingdom, and Germany. Extremely low reported mortality rates, such as the official British ones, leave strong doubts regarding the actual transparency of counting criteria and the traceability of vulnerable, elderly, and irregular workers.
The Independent Observatory of Bologna on Work-Related Deaths, active since January 1, 2008, monitors and records every single tragedy in Italy daily within detailed tables. For each victim, the following are documented: date, month, year, identity, age, profession, nationality, and a brief reconstruction of the event dynamics. Through this rigorous and independent method, the Observatory has recorded over 20,000 workplace deaths from 2008 to the present day.
We wish to initiate a debate and dialogue with researchers, trade unionists, journalists, and citizens from other countries: how are work-related deaths actually counted in your nations? Are irregular workers, unregistered immigrants, commuting accidents, and subcontracting workers tracked or hidden?
Carlo Soricelli
Curator of the Independent Observatory of Bologna on Work-Related Deaths
Website: http://cadutisullavoro.blogspot.it
La strage in Italia, la trappola delle statistiche e il confronto internazionale
In Italia la tragedia degli incidenti mortali sul lavoro prosegue a ritmi drammatici: ad oggi, 27 agosto, abbiamo già superato i 900 morti, dopo un 2025 devastante che ha visto oltre 1.400 vittime.
Nel nostro Paese, per legge, vengono considerati morti sul lavoro a tutti gli effetti anche gli incidenti in itinere (ovvero quelli che avvengono durante il tragitto di andata e ritorno dal luogo di lavoro). Tuttavia, esiste un'ampia fascia di totale invisibilità: oltre il 30% dei deceduti è composto da lavoratori anziani, e moltissimi sono lavoratori stranieri che operano nel sommerso, privi di cittadinanza, permesso di soggiorno e copertura assicurativa. Essendo privi di tutele ufficiali, questi lavoratori spariscono completamente dalle statistiche istituzionali dello Stato Italiano.
Perché i tassi ufficiali calcolati sul "numero di occupati" sono fuorvianti
Sosteniamo con forza che le statistiche ufficiali calcolate esclusivamente sul "numero di occupati regolarmente registrati" siano strutturalmente distorte. Poiché oltre un terzo delle vittime non dispone di un'assicurazione statale (come l'INAIL), utilizzare come denominatore i soli lavoratori contrattualizzati altera la realtà e abbassa artificialmente gli indici di rischio.
Tra le vittime ci sono moltissimi anziani che continuano a lavorare ben oltre l'età pensionabile — fino a 70, 80 e persino 90 anni, come dimostra la drammatica scia di morti per il ribaltamento dei trattori nell'agricoltura, già 108 o nei lavori edili e manuali. Per eliminare questa distorsione e far emergere tutti gli invisibili, il tasso di mortalità non va calcolato sugli occupati ufficiali, ma va rapportato alla popolazione totale dai 16/18 anni in su, senza alcun limite d'età finale. Solo così è possibile ottenere un indice di incidenza reale, trasparente e capace di contare ogni singola vita spezzata.
Un quesito aperto alla comunità internazionale
Ci chiediamo se dinamiche e occultamenti simili si verifichino anche nei vostri Paesi — in particolare negli Stati Uniti, in Francia, nel Regno Unito, in Spagna e in Germania. Tassi di mortalità dichiarati estremamente bassi, come quelli ufficiali inglesi, lasciano forti dubbi sulla reale trasparenza dei criteri di conteggio e sulla tracciabilità dei lavoratori fragili, anziani e irregolari.
L'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008, monitora e registra quotidianamente ogni singola tragedia in Italia all'interno di tabelle dettagliate. Per ciascuna vittima vengono documentati: data, mese, anno, identità, età, professione, nazionalità e una breve ricostruzione della dinamica. Con questo metodo rigoroso e indipendente, l'Osservatorio ha registrato oltre 20.000 morti sul lavoro dal 2008 a oggi.
Desideriamo avviare un confronto e un dialogo con ricercatori, sindacalisti, giornalisti e cittadini di altri Paesi: come vengono realmente contati i morti sul lavoro nelle vostre nazioni? Gli irregolari, gli immigrati non registrati, gli itinere e i subappalti vengono tracciati o nascosti?
Carlo Soricelli
Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro
Sito web: http://cadutisullavoro.blogspot.it
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