domenica 30 agosto 2026

Di corsa verso i 1000 morti sul lavoro in Italia

IL MANIFESTO DELL'OSSERVATORIO BOLOGNA MORTI SUL LAVORO ​Stiamo correndo a velocità folle verso una quota drammatica: 1.000 morti complessivi sul lavoro (compresi i deceduti in itinere). Una corsa inarrestabile che, di questo passo, entro settembre raggiungerà questo ennesimo, devastante numero di vite spezzate. ​In queste ore piangiamo l'ennesima tragedia: un bracciante ucraino di soli 45 anni, stroncato dal caldo e dalla fatica tremenda nei campi del Napoletano. Ma la striscia di sangue si allunga ogni giorno senza tregua, dal Sud al Nord, con danni e vittime gravissime che colpiscono duramente anche il Veneto e ogni angolo d'Italia. ​C'è poi un aspetto sommerso di cui non si parla mai abbastanza quando si analizza la tragedia della sicurezza: la morte per fatica, stress e logoramento psicofisico. Riguarda tantissimi lavoratori in ogni settore, spesso costretti a ritmi insostenibili e carichi di lavoro devastanti. Ne è un simbolo tragico e recente la scomparsa di Daniele Compatangelo, stimato inviato e corrispondente de La7, stroncato improvvisamente a soli 50 anni. ​La fatica uccide. Il caldo uccide. I ritmi disumani uccidono. ​Oggi più che mai, i lavoratori devono ritrovare una visione d'insieme. Indipendentemente da come la si pensi dal punto di vista politico, è fondamentale ritrovare un'unità d'azione per tutelare i propri interessi. Questi interessi e il diritto alla vita sono gli stessi per tutti, anche se il mondo del lavoro è stato frammentato e spezzettato in mille rivoli. ​Non si può continuare a morire di lavoro nell'indifferenza. Serve una svolta immediata, prima che questa strage continua inghiotta altre centinaia di famiglie. ​— Carlo Soricelli Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro. THE MANIFESTO OF THE BOLOGNA WORKPLACE FATALITY OBSERVATORY I am Carlo Soricelli, curator of the Bologna Observatory on Workplace Fatalities. We are rushing at a terrifying speed toward a tragic milestone: 1,000 overall workplace fatalities (including commuting accidents). An unstoppable surge that, at this rate, will reach this devastating number of lost lives by September. In these hours, we mourn yet another tragedy: a Ukrainian farm worker, just 45 years old, collapsed from the intense heat and severe exhaustion in the fields near Naples. But this trail of blood stretches relentless every single day, from South to North, with severe damage and casualties hitting Veneto and every corner of Italy hard. There is also a hidden aspect that is rarely mentioned when analyzing the tragedy of workplace safety: death caused by exhaustion, stress, and physical and mental wear and tear. It impacts countless workers across every sector, who are often subjected to unbearable paces and crushing workloads. A tragic and recent symbol of this is the sudden passing of Daniele Compatangelo, a respected correspondent for La7, who died unexpectedly at just 50 years old. Exhaustion kills. Heat kills. Inhumane paces kill. Today more than ever, workers must regain a unified, big-picture perspective. Regardless of individual political views, it is vital to rebuild a unified action front to safeguard their shared interests. These interests—and the fundamental right to life—are identical for everyone, even though the labor market has been fragmented and split into a thousand separate streams. We cannot allow people to keep dying on the job amid indifference. An immediate turning point is needed before this ongoing tragedy destroys hundreds more families. — Carlo Soricelli National Observatory of Bologna on Workplace Fatalities

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