Achtung Europa: gli immigrati fanno i lavori più umili, muoiono tre volte più degli europei e senza una vera gestione rischiamo di perdere la democrazia
L’immigrazione è un tema complesso che le nostre democrazie non possono più permettersi di ignorare o di gestire con superficialità. Da anni si continua a non affrontare la realtà con lucidità, lasciando campo libero alla propaganda, alla paura e ai populismi che rischiano di divorare la nostra storia democratica.
Guardiamo a cosa succede poco lontano da noi: i risultati in Germania, con l'estrema destra in Sassonia che ha sfiorato il 34% (e picchi che toccano il 43,8% in diversi contesti locali e circoscrizioni), rappresentano un campanello d'allarme assordante. È la prova evidente che quando la politica tradizionale non governa i processi e abbandona il territorio, la democrazia entra in un cortocircuito pericoloso che rischia di riportarci indietro nel tempo.
Da un lato c’è una questione demografica ed economica innegabile: l’Italia e l’Europa invecchiano a ritmi da record e, senza flussi migratori ben guidati, molti settori vitali del Paese semplicemente si fermerebbero. Ma l’integrazione non può essere lasciata al caso. Serve una regia seria, rigorosa e democratica: chi arriva deve integrarsi, rispettare le leggi e condividere i valori fondamentali della nostra società. Quando la politica fallisce, cresce la percezione di insicurezza e i cittadini, esasperati, finiscono per rincorrere chi soffia sul fuoco.
Dall'altro lato, però, c'est un'altra verità drammatica, troppo spesso silenziata dal dibattito pubblico e dal controllo dei media: gli immigrati svolgono oggi i lavori più umili, faticosi e pericolosi. Troppo spesso finiscono nei cantieri, nei campi o nelle fabbriche con contratti precari o irregolari e senza tutele adeguate, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane. Gli incidenti mortali sul lavoro tra i lavoratori stranieri registrano percentuali che arrivano a essere il triplo rispetto a quelle dei lavoratori italiani ed europei.
Non si può raccontare la realtà a metà, mostrando solo ciò che serve a spaventare l'opinione pubblica per raccogliere consenso. Se da un lato serve fermezza nel chiedere il rispetto delle regole e un'integrazione vera, dall'altro occorre riconoscere con rispetto il valore di chi lavora, garantendo la dignità, la tutela e la sicurezza di ogni singola persona sul posto di lavoro.
Governare l'immigrazione con rigore, giustizia sociale e garanzia assoluta della sicurezza sul lavoro è l'unico modo per difendere la coesione sociale e salvare le nostre istituzioni democratiche.
Carlo Soricelli
Curatore dell'Osservatorio di Bologna contro le morti sul lavoro
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