venerdì 16 ottobre 2026

10 morti sul lavoro in 48 ore

Il bollettino di questa guerra silenziosa continua ad aggiornarsi con una frequenza spaventosa. In sole 48 ore abbiamo registrato altri 10 lavoratori che non sono tornati a casa.LE TRAGEDIE DI IERI (5 VITTIME)Ayoub Abourabil (31 anni): operaio di origine marocchina residente a Firenze, deceduto schiacciato nel cantiere della nuova Stazione dell'Alta Velocità (Foster) in via Onofrio Zefferini.Carlo Spiga (61 anni): autotrasportatore residente a Monastir, travolto e schiacciato fatalmente da un carico di tubazioni metalliche durante le operazioni nel piazzale del Porto Canale di Cagliari.Andrea Di Risio (23 anni): giovane studente universitario prossimo alla laurea, morto mentre lavorava alla pulizia delle vasche per il vino nella cantina sociale San Panfilo a Scerni (Chieti), a causa di presunte intossicazioni da esalazioni di anidride carbonica.Un operaio di 30 anni: precipitato rovinosamente da un ponteggio in un cantiere a Cagnano Amiterno (L'Aquila). Una tragedia che ha fatto subito scattare l'allarme di Enbital sull'aumento drammatico degli incidenti nell'area aquilana.Un operaio di origine albanese: trovato privo di vita accanto a un furgone all'interno di un vivaio a Pistoia. Sulle cause del decesso stanno indagando i Carabinieri.I 4 DECESSI DEL GIORNO PRECEDENTEQueste cinque tragiche notizie si sommano ai 5 decessi registrati il giorno prima:Flavio Bertacchini: precipitato da un ponteggio nel Bresciano (un'altra drammatica caduta dall'alto).Rocco De Carlo: operaio della Lucania Resine (Potenza), schiacciato dalla caduta di un pesante macchinario industriale durante le fasi di movimentazione.Un autotrasportatore: deceduto tragicamente in un incidente lungo il tratto dell'autostrada A1 durante il turno di lavoro.Cataldo Modugno (54 anni): morto dopo 48 giorni di agonia e 3 interventi chirurgici per le gravissime lesioni riportate allo stabilimento Molini Casillo a Corato (Bari), dove lavorava da quasi 40 anni. Iliana Callegaro morta in itinere. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste cifre e al dolore incalcolabile delle famiglie. Dietro ogni nome c'è una vita spezzata, una famiglia distrutta e il diritto fondamentale alla vita sul posto di lavoro calpestato. Servono prevenzione reale, controlli rigorosi e l'abolizione dei meccanismi di subappalto che penalizzano la sicurezza dei lavoratori.L'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro continua a monitorare ogni singola tragedia perché nessuno venga dimenticato.Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio

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