La mia impotenza nell'assistere a questo bollettino di guerra senza vedere che chi se ne dovrebbe occupare non alza un sopracciglio e neppure una dichiarazione, che so di dispiacere e condoglianze, e accade da 15 anni. Ma loro, i ministri, alla fine sono espressione di questa classe dirigente, giornalisti compresi, che ai lavoratori (pensionati compresi) sono capaci solo di togliere salario e pensioni, tanti pensionati costretti a continuare a lavorare in nero per le magre pensioni. Questo mese sono già morti oltre 60 lavoratori, 38 di questi sui luoghi di lavoro, i rimanenti in itinere (ricordiamo tra questi i 4 giovani pakistani morti sulle strade all'alba mentre dal Piemonte andavano a lavorare in Lombardia), Già 8 gli agricoltori morti in questi 14 giorni (Ministro Patuanelli cosa spetta ad accuparsene?), ma anche il giovane dipendente comunale Thomas Ziller morto a 26 anni schiacciato dal trattorino utilizzato per tagliare l'erba). Già 58 i morti schiacciati da trattori dall'inizio dell'anno. Quindici anni di impegno giornaliero di diverse ore senza vedere scalfire quel velo di disattenzione e omertà che si vedono in questa tragedia. Qualcuno mi suggerisce di inoltrare una denuncia alla magistratura e denunciare chi se ne dovrebbe occupare e non lo fa, chi fa una narrazione minimanista di queste tragedie per convenienze economiche e politiche. Ma mi stritolerebbero con il loro potere economico e politico. e io sono solo un pensionato metalmeccanico e piccolo artista sociale.
L'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008 e monitora tutti i morti sul lavoro, anche quelli in nero e di altre categorie diverse da INAIL e con orgoglio rilevo che I dati del nostro archivio continuano a registrare migliaia di consultazioni da tutto il mondo ogni giorno, a dimostrazione di come la memoria delle vittime del lavoro rimanga un punto di riferimento anche a distanza di anni.
L'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008 e monitora tutti i morti sul lavoro, anche quelli in nero e di altre categorie diverse da INAIL e con orgoglio rilevo che I dati del nostro archivio continuano a registrare migliaia di consultazioni da tutto il mondo ogni giorno, a dimostrazione di come la memoria delle vittime del lavoro rimanga un punto di riferimento anche a distanza di anni.

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