Emblematica la morte di Elias D’Elia; è rimasto schiacciato ieri da un palo telefonico in provincia di Modena. Elias aveva 61 anni, lavorava in trasferta in provincia di Modena, ma aveva la residenza in provincia di Benevento, la mia città natale. In questa morte ci sono tutti gli aspetti che caratterizzano un morto sul lavoro in questi tempi: Era anziano e a quell'età doveva già essere in pensione se si svolge un lavoro pericoloso, era meridionale, come la maggioranza dei morti sul lavoro, anche qui al nord; basta leggere i loro cognomi per rendersene conto; come loeranoquelli della strage della ThyssenKrupp a Torino e quella del 31 agosto alla ferrovia, è uno di quelli che muore qua e là per l'Italia senza essere residente nella provincia in cui è morto, non era molto probabilmente, anzi, con certezza, che non era un dipendente diretto di un'industria telefonica, ma un lavoratori di una ditta appaltatrice e sub appaltatrice. Un orrore per chi lavora questi tempi, con sfruttamento che sembra riportarci ai primordi del 900.
L'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008 e monitora tutti i morti sul lavoro, anche quelli in nero e di altre categorie diverse da INAIL e con orgoglio rilevo che I dati del nostro archivio continuano a registrare migliaia di consultazioni da tutto il mondo ogni giorno, a dimostrazione di come la memoria delle vittime del lavoro rimanga un punto di riferimento anche a distanza di anni.
L'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008 e monitora tutti i morti sul lavoro, anche quelli in nero e di altre categorie diverse da INAIL e con orgoglio rilevo che I dati del nostro archivio continuano a registrare migliaia di consultazioni da tutto il mondo ogni giorno, a dimostrazione di come la memoria delle vittime del lavoro rimanga un punto di riferimento anche a distanza di anni.
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