martedì 3 febbraio 2026

Dal 6 all'8 febbraio apre Arte Fiera, Arte banana al servizio dei potenti

Dal 6 all'8 febbraio si svolgerà a Bologna Arte Fiera. Io non ci andrò: non andrò a vedere una manifestazione dove sono esposte solo banalità. Quando parlo di banalità, mi riferisco a operazioni come quella di Cattelan, che con gran can can mediatico ha esposto una banana vera attaccata al muro con il nastro adesivo, venduta per milioni di euro a un miliardario che poi l'ha mangiata. Questa non è arte, è il simbolo di un sistema al servizio del potere e del classismo. Proprio per denunciare questo scempio, l’anno scorso, quando il Sindaco di Bologna mi ha onorato con la Turrita d’Argento (uno dei massimi riconoscimenti della città), ho compiuto un gesto simbolico: ho tirato fuori una buccia di banana mangiata che avevo scolpito, con sopra il prezzo di 1,50 euro, e me la sono appesa al collo. In quel momento il Sindaco, i presenti e i media hanno riso, ma la denuncia era potente e serissima: il contrasto tra l’arte del "vuoto" e l’arte che morde la realtà. Nonostante questo onore istituzionale, la gestione della mia opera "Morti Bianche" è stata paradossale. Parliamo di un lavoro che da 19 anni apre il sito dell’Osservatorio Nazionale di Bologna e che è stato visto da oltre 3 milioni di italiani. Eppure, l'anno scorso, il Sindaco di Bologna Lepore aveva chiesto che venisse esposta a "Arte Fiera la mia opera "Morti bianche" la misero "in castigo" in un posto dove non la vedeva nessuno. Per protesta l’ho staccata dal muro e portata a casa e nel frangente sono stato fermato dai solerti carabinieri. Quest'anno, le gallerie bolognesi a cui ho chiesto di esporla mi hanno risposto di no accampando scuse. Tutto questo accade nonostante il successo delle mie recenti mostre nel 2024/2025a Palazzo d'Accursio e successivamente con la Fondazione Carisbo sul tema specifico degli infortuni e morti sul lavoro, tema che tratto nelle mie opere dal 1980. Diverse Migliaia di visitatori sono venuti a vedere le mie opere sulle problematiche del nostro tempo, dimostrando una grande commozione, ma nessun critico cittadino si è presentato. Forse temevano di "sporcarsi la mente" con la realtà. C'è solo una parola: vergognatevi del vostro servilismo e indifferenza verso il sociale. Contro la masturbazione mentale della fiera, io oppongo la verità: chiunque voglia può vedere, su appuntamento, le mie 500 opere a contenuto sociale esposte in un magazzino sotterraneo, in un anonimo condominio a pochi chilometri da Arte Fiera. Già nel 1948, tra alcuni artisti e Palmiro Togliatti si aprì una celebre polemica: Togliatti auspicava che l’arte si occupasse del Sociale e criticava quelli che definiva "scarabocchi". E’ da quei scarabocchi che è iniziata la divaricazione tra Arte, Cultura e Società Civile che è continuata fino a ora. Poi, non è affatto vero che la "cultura" è in mano alla sinistra, la cultura di destra è egemonica, controlla tutto, attraverso televisioni e giornali e cultura. Oggi siamo arrivati alla "bananizzazione" estrema e al cesso d'oro. Chi aveva ragione? Lascio a voi la risposta. Il mondo del lavoro deve risvegliarsi e riappropriarsi della cultura. In allegato invio le foto della protesta davanti ad Arte Fiera e della banana di euro 1,5, la mia opera "Morti Bianche" e del coperchio del cesso d'oro con sopra Cattelan che manca. NB Avrei da raccontare una bella storia sull'opera allegata "l'operaio e l'informale", ma divagherei troppo Distinti saluti, Carlo Soricelli artista (termine che dovrebbe essere abolito) e orgogliosamente operaio

domenica 1 febbraio 2026

Finalmente un calo storico dei morti sul lavoro

Osservatorio di Bologna morti sul lavoro Report 2026 – 65 morti sui LUOGHI DI LAVORO (senza itinere) al 31 gennaio 2026. Con itinere si contano 86 morti complessivi quest’anno 31 gennaio 2025: 90 morti sui luoghi di lavoro. 112 morti con itinere Dopo 18 anni di monitoraggio, sto finalmente assistendo a un calo davvero significativo dei morti sui luoghi di lavoro: –27,8% rispetto a gennaio 2025, un dato che non si era mai registrato se non negli anni del Covid. Spero con forza che non sia una casualità, ma l’inizio di una tendenza stabile che possa consolidarsi nel tempo. I motivi? Una maggiore sensibilità degli italiani verso queste tragedie, sia tra i lavoratori sia tra molti imprenditori, soprattutto nelle piccole e piccolissime imprese, dove purtroppo si concentra la maggioranza dei morti. Ma anche la politica sembra che presti finalmente più attenzione verso queste tragedie. Sempre più persone stanno capendo che la sicurezza paga, e che mettere soprattutto paletti agli appalti a cascata è fondamentale. Dal 2023 a causa di questo i morti sui luoghi di lavoro sono aumentati del 15%. Dove è presente il Sindacato, nonostante milioni di addetti, le morti si contano sulle dita d'una mano, e quei pochi sono quasi tutti in appalti all'intero dell'azienda stessa. Oggi cresce la consapevolezza della reale vastità del fenomeno. Anche altri soggetti hanno iniziato a monitorare i morti sul lavoro e stanno scoprendo che ciò che scrivevo da 18 anni era vero. Benvenuti. Ma monitorate con il cuore e non con l’ideologia: se manca il primo, fallirete come hanno fallito altri in passato. In questi anni ho subito angherie, isolamento e ridicolizzazione, anche in ambiti lontani dalla sicurezza, come la mia attività artistica: mi sono state persino bloccate mostre importanti. La lobby miliardaria e potentissima della sicurezza mi ha visto come un nemico e ha cercato di farmi il vuoto intorno. Non ci sono riusciti. Milioni di cittadini hanno visitato il blog dell’Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro, e lentamente gli italiani si sono accorti che non stavo inventando nulla. Un po’ di merito di questo calo, anche se in pochi me lo riconoscono, me lo prendo anch’io. Attenzione però: il calo emerge solo se si contano tutti i morti sul lavoro. L’Osservatorio continua a registrare numeri molto più alti rispetto a quelli diffusi ufficialmente dall’INAIL e da chi li elabora facendo finta che non ce ne sono altri. La verità resta scomoda, ma oggi è più visibile. Tra qualche anno zero morti sul lavoro non sarà più un’utopia. Di questo passo, la cultura della sicurezza entrerà nel DNA degli italiani, a tutti i livelli. Grazie a tutte le persone che mi hanno supportato, sopportato e incoraggiato nei momenti in cui mi chiedevo: “ma chi me lo fa fare?”. Grazie a chi mi ha segnalato i morti sul lavoro, costruendo insieme negli anni una rete informale straordinaria. Ho ancora un sogno da realizzare: un docufilm sull’Osservatorio morti sul lavoro, per non far cadere nell’oblio i 20.000 lavoratori registrati in questi anni, e una piramide della memoria con i volti e le identità di altri centinaia di lavoratori, che segua il “Muro delle farfalle bianche”, già realizzato con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro e che in tanti avete già visto. Se volete dare una mano, anche solo simbolica, trovate l’IBAN sul sito dell’Osservatorio. Grazie a tutti noi. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it