



Dal 6 all'8 febbraio si svolgerà a Bologna Arte Fiera. Io non ci andrò: non andrò a vedere una manifestazione dove sono esposte solo banalità. Quando parlo di banalità, mi riferisco a operazioni come quella di Cattelan, che con gran can can mediatico ha esposto una banana vera attaccata al muro con il nastro adesivo, venduta per milioni di euro a un miliardario che poi l'ha mangiata. Questa non è arte, è il simbolo di un sistema al servizio del potere e del classismo.
Proprio per denunciare questo scempio, l’anno scorso, quando il Sindaco di Bologna mi ha onorato con la Turrita d’Argento (uno dei massimi riconoscimenti della città), ho compiuto un gesto simbolico: ho tirato fuori una buccia di banana mangiata che avevo scolpito, con sopra il prezzo di 1,50 euro, e me la sono appesa al collo. In quel momento il Sindaco, i presenti e i media hanno riso, ma la denuncia era potente e serissima: il contrasto tra l’arte del "vuoto" e l’arte che morde la realtà.
Nonostante questo onore istituzionale, la gestione della mia opera "Morti Bianche" è stata paradossale. Parliamo di un lavoro che da 19 anni apre il sito dell’Osservatorio Nazionale di Bologna e che è stato visto da oltre 3 milioni di italiani. Eppure, l'anno scorso, il Sindaco di Bologna Lepore aveva chiesto che venisse esposta a "Arte Fiera la mia opera "Morti bianche" la misero "in castigo" in un posto dove non la vedeva nessuno. Per protesta l’ho staccata dal muro e portata a casa e nel frangente sono stato fermato dai solerti carabinieri. Quest'anno, le gallerie bolognesi a cui ho chiesto di esporla mi hanno risposto di no accampando scuse.
Tutto questo accade nonostante il successo delle mie recenti mostre nel 2024/2025a Palazzo d'Accursio e successivamente con la Fondazione Carisbo sul tema specifico degli infortuni e morti sul lavoro, tema che tratto nelle mie opere dal 1980. Diverse Migliaia di visitatori sono venuti a vedere le mie opere sulle problematiche del nostro tempo, dimostrando una grande commozione, ma nessun critico cittadino si è presentato. Forse temevano di "sporcarsi la mente" con la realtà. C'è solo una parola: vergognatevi del vostro servilismo e indifferenza verso il sociale.
Contro la masturbazione mentale della fiera, io oppongo la verità: chiunque voglia può vedere, su appuntamento, le mie 500 opere a contenuto sociale esposte in un magazzino sotterraneo, in un anonimo condominio a pochi chilometri da Arte Fiera.
Già nel 1948, tra alcuni artisti e Palmiro Togliatti si aprì una celebre polemica: Togliatti auspicava che l’arte si occupasse del Sociale e criticava quelli che definiva "scarabocchi". E’ da quei scarabocchi che è iniziata la divaricazione tra Arte, Cultura e Società Civile che è continuata fino a ora. Poi, non è affatto vero che la "cultura" è in mano alla sinistra, la cultura di destra è egemonica, controlla tutto, attraverso televisioni e giornali e cultura. Oggi siamo arrivati alla "bananizzazione" estrema e al cesso d'oro. Chi aveva ragione? Lascio a voi la risposta.
Il mondo del lavoro deve risvegliarsi e riappropriarsi della cultura.
In allegato invio le foto della protesta davanti ad Arte Fiera e della banana di euro 1,5, la mia opera "Morti Bianche" e del coperchio del cesso d'oro con sopra Cattelan che manca. NB Avrei da raccontare una bella storia sull'opera allegata "l'operaio e l'informale", ma divagherei troppo
Distinti saluti, Carlo Soricelli artista (termine che dovrebbe essere abolito) e orgogliosamente operaio
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