martedì 23 giugno 2026

E' morto Piter Pan, Massimo Fasciani nella foto è l'86esimo autotrasportatore morto sul lavoro

REPORT: La strage invisibile nei trasporti e nell'agricoltura ​A cura di Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna sui Morti sul Lavoro ​La contabilità dei morti sul lavoro si aggiorna con un altro nome: è deceduto Massimo Fasciana, l'autotrasportatore che tutti nell'ambiente chiamavano affettuosamente "Peter Pan". ​La sua scomparsa non è un caso isolato, ma si inserisce in una vera e propria strage silenziosa che colpisce il settore dei trasporti: ​86 autotrasportatori deceduti dall'inizio di quest'anno. ​144 i lavoratori del settore che hanno perso la vita l'anno scorso. ​Le radici di questa strage sono da ricercare in un sistema basato sul precariato selvaggio, che finisce per colpire duramente anche i lavoratori over 60, trasformati in precari a fine carriera. La logica aziendale dominante è diventata un ricatto esplicito: "O lavori alle mie condizioni, o sei licenziato". È proprio a causa di questo sfruttamento, dei salari sottopagati e della totale assenza di tutele e protezioni che assistiamo a una fuga di massa: tantissimi giovani italiani scappano all'estero, rifiutandosi legittimamente di accettare queste condizioni. ​Agricoltura: i numeri della vergogna ​Non va meglio nei campi, dove si registra un'altra statistica drammatica e inaccettabile: sono già 78 i lavoratori schiacciati dal trattore dall'inizio dell'anno. Anche in questo caso, si tratta di una strage strutturale che continua a ripetersi nell'indifferenza generale. ​La latitanza della politica e dei Ministeri competenti ​Di fronte a questi numeri, i ministeri direttamente responsabili appaiono immobili e distanti. Il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e il Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sembrano occuparsi di tutto fuorché delle materie e delle tragedie che ricadono sotto la loro diretta responsabilità. ​I morti sul lavoro non offrono un ritorno d'immagine. Non fanno propaganda. Per questo i ministri che governano questi settori evitano di occuparsene, preferendo volgere lo sguardo altrove invece di affrontare l'emergenza dei propri ministeri. ​I dati complessivi dell'anno in corso ​Il bilancio complessivo delle vittime in Italia ha già raggiunto vette spaventose: ​519 morti registrati direttamente sui luoghi di lavoro. ​699 morti complessivi se si includono gli infortuni in itinere (ovvero nel tragitto casa-lavoro), posizionandosi a un solo decesso dalla drammatica quota di 700 morti (senza contare i casi che inevitabilmente sfuggono al monitoraggio in itinere). ​Nota del Curatore: Rompere il muro dell'occultamento e un ringraziamento sentito ​Come Osservatorio ce la stiamo mettendo tutta per far emergere la verità. Buona parte di questa strage viene quotidianamente occultata o ignorata dal dibattito pubblico perché manca un monitoraggio istituzionale trasparente e universale; l'INAIL, infatti, si limita a censire esclusivamente i propri assicurati, lasciando fuori una fetta enorme di mondo del lavoro. ​In veste di curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna sui Morti sul Lavoro, ci tengo a ringraziare profondamente tutti quegli italiani – dai 1.000 ai 2.000 cittadini ogni giorno – che visitano il nostro portale. Il vostro sostegno nasce dalla consapevolezza che quanto scrivo e pubblico su questo osservatorio da ben 19 anni corrisponde alla pura verità. Perché i numeri non mentono, così come non mentono mai i nomi e i cognomi di chi ha perso la vita lavorando. ​È fondamentale continuare a lottare uniti per dare dignità a ognuna di queste vittime, costringendo la politica e le istituzioni a rispondere del proprio silenzio.

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