"El paron è sempre assolto". spettacolo in ricordo di Mattia Battistetti. Dal giorno della morte di Mattia del 29 aprile 2021 sono morti nella sola provincia di Treviso, una delle più nefaste d'Italia, oltre 120 morti sul lavoro complessivi, 97 di questi sui luoghi di lavoro. L'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008
"El paron è sempre assolto". spettacolo in ricordo di Mattia Battistetti. Dal giorno della morte di Mattia del 29 aprile 2021 sono morti nella sola provincia di Treviso, una delle più nefaste d'Italia, oltre 120 morti sul lavoro complessivi, 97 di questi sui luoghi di lavoro. L'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008
martedì 23 giugno 2026
E' morto Piter Pan, Massimo Fasciani nella foto è l'86esimo autotrasportatore morto sul lavoro
REPORT: La strage invisibile nei trasporti e nell'agricoltura
A cura di Carlo Soricelli
Curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna sui Morti sul Lavoro
La contabilità dei morti sul lavoro si aggiorna con un altro nome: è deceduto Massimo Fasciana, l'autotrasportatore che tutti nell'ambiente chiamavano affettuosamente "Peter Pan".
La sua scomparsa non è un caso isolato, ma si inserisce in una vera e propria strage silenziosa che colpisce il settore dei trasporti:
86 autotrasportatori deceduti dall'inizio di quest'anno.
144 i lavoratori del settore che hanno perso la vita l'anno scorso.
Le radici di questa strage sono da ricercare in un sistema basato sul precariato selvaggio, che finisce per colpire duramente anche i lavoratori over 60, trasformati in precari a fine carriera. La logica aziendale dominante è diventata un ricatto esplicito: "O lavori alle mie condizioni, o sei licenziato". È proprio a causa di questo sfruttamento, dei salari sottopagati e della totale assenza di tutele e protezioni che assistiamo a una fuga di massa: tantissimi giovani italiani scappano all'estero, rifiutandosi legittimamente di accettare queste condizioni.
Agricoltura: i numeri della vergogna
Non va meglio nei campi, dove si registra un'altra statistica drammatica e inaccettabile: sono già 78 i lavoratori schiacciati dal trattore dall'inizio dell'anno. Anche in questo caso, si tratta di una strage strutturale che continua a ripetersi nell'indifferenza generale.
La latitanza della politica e dei Ministeri competenti
Di fronte a questi numeri, i ministeri direttamente responsabili appaiono immobili e distanti. Il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e il Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sembrano occuparsi di tutto fuorché delle materie e delle tragedie che ricadono sotto la loro diretta responsabilità.
I morti sul lavoro non offrono un ritorno d'immagine. Non fanno propaganda. Per questo i ministri che governano questi settori evitano di occuparsene, preferendo volgere lo sguardo altrove invece di affrontare l'emergenza dei propri ministeri.
I dati complessivi dell'anno in corso
Il bilancio complessivo delle vittime in Italia ha già raggiunto vette spaventose:
519 morti registrati direttamente sui luoghi di lavoro.
699 morti complessivi se si includono gli infortuni in itinere (ovvero nel tragitto casa-lavoro), posizionandosi a un solo decesso dalla drammatica quota di 700 morti (senza contare i casi che inevitabilmente sfuggono al monitoraggio in itinere).
Nota del Curatore: Rompere il muro dell'occultamento e un ringraziamento sentito
Come Osservatorio ce la stiamo mettendo tutta per far emergere la verità. Buona parte di questa strage viene quotidianamente occultata o ignorata dal dibattito pubblico perché manca un monitoraggio istituzionale trasparente e universale; l'INAIL, infatti, si limita a censire esclusivamente i propri assicurati, lasciando fuori una fetta enorme di mondo del lavoro.
In veste di curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna sui Morti sul Lavoro, ci tengo a ringraziare profondamente tutti quegli italiani – dai 1.000 ai 2.000 cittadini ogni giorno – che visitano il nostro portale. Il vostro sostegno nasce dalla consapevolezza che quanto scrivo e pubblico su questo osservatorio da ben 19 anni corrisponde alla pura verità. Perché i numeri non mentono, così come non mentono mai i nomi e i cognomi di chi ha perso la vita lavorando.
È fondamentale continuare a lottare uniti per dare dignità a ognuna di queste vittime, costringendo la politica e le istituzioni a rispondere del proprio silenzio.

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