venerdì 25 settembre 2026

Lavoricidio: la strage degli anziani e la trappola della precarietà nei subappalti a cascata dove tutti guadagnano e i lavori delle piccole aziende uccisi. Anche Andrea Moretti è stato ucciso dal sub-sub appalto

Luca Piccinini aveva 66 anni ed è morto sul lavoro, schiacciato da una trave. Soltanto ieri è morta un'altra donna di 74 anni, deceduta anch'essa mentre lavorava, insieme a un operaio albanese nel tragico Veneto di quest'anno che ha già superato i 100 morti sul lavoro. Gli immigrati pagano un prezzo di sangue altissimo, con un tasso di mortalità per infortunio che è statisticamente il triplo rispetto a quello degli italiani. Analizzando quotidianamente i dati, emerge con assoluta chiarezza una doppia piaga: da un lato la strage degli anziani, dall'altro l'eccidio dei giovanissimi. Oltre il 30% dei morti sul lavoro per infortunio è composto da ultrasessantenni, e addirittura il 17% di questi ha più di 70 anni. La politica tutta è responsabile di questo dramma con leggi assurde che hanno calato una mannaia sul mondo del lavoro, senza fare alcuna distinzione tra chi svolge mansioni usurate o pericolose e chi no. All'età di Luca o di quella signora di 74 anni i riflessi rallentano, la vista e l'udito calano: non si possono svolgere compiti dove è richiesta la massima efficienza fisica. Mantenerli nei cantieri o nei luoghi di pericolo porta a veri e propri omicidi sociali. E bisogna dubitate di chi ad ogni campagna elettorale promette la cancellazione della legge Fornero senza poi dare mai seguito alle parole, anzi, peggiorandola una volta presa la poltrona. Dall'altro lato della piramide anagrafica ci sono i giovani. Perché muoiono così tanti ragazzi? La risposta sta nella precarietà. I giovani muoiono in numeri impressionanti perché inseriti nel circuito dei contratti fragili, dell'incertezza, degli appalti e dei subappalti, dove la formazione è spesso formale o frettolosa e il ricatto del rinnovo contrattuale spinge ad accettare ritmi e condizioni inaccettabili. E poi ribadisco ancora una volta che l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ha reso precari tutti gli assunti in aziende private dal 2015.
L'esempio è la recente e tragica scomparsa di Andrea Moretti, un ragazzo di soli 22 anni precipitato all'interno del Colosseo. Questo giovane lavorava in un regime di sub-subappalto. Viene da chiedersi: quante aziende lavorano in sub-subappalto persino in un cantiere simbolico come quello del Colosseo? Non dimentichiamo che la maggior parte delle principali stragi degli ultimi anni — da Brandizzo, con gli operai travolti sui binari della ferrovia, fino alla tragedia della centrale di Suviana — si sono consumate proprio all'interno di cantieri e impianti dove il committente principale era lo Stato o una grande azienda pubblica. È lo Stato stesso che, attraverso la giungla degli appalti, finisce per alimentare questa catena di sangue . La normativa introdotta nel 2022 ha liberalizzato i subappalti a cascata, diluendo le responsabilità e facendo sì che il committente rimanga praticamente privo di conseguenze dirette. Una scelta che ha contribuito all'aumento delle vittime sul lavoro. Quando le acque si saranno calmate, si rischierà di vedere quanto già accaduto con vicende giudiziarie come quella per la morte di Mattia Battistetti: a pagare il conto sarà soltanto l'ultimo anello della filiera, spesso un lavoratore o un responsabile della sicurezza di cantiere. E quando si è cercato di abrogare queste norme, i referendum sono falliti per il mancato raggiungimento del quorum. Un esito segnato non solo dalle scelte degli altri grandi sindacati nazionali di non schierarsi o di sostenere il No, ma anche dal muro opposto dalle principali testate nazionali, che hanno silenziato il dibattito e guidato l'astensione. Finché la sicurezza continuerà ad essere considerata una variabile di costo all'interno della catena dei ribassi, le vite di anziani privi di pensione e di giovani precari privi di tutele continueranno a pagare il prezzo più alto. Carlo Soricelli curatore dell'osservatorio di bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

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