
Lavoro, l'ennesima strage senza fine: un ventiduenne "sbranato" a Roma e due anziani schiacciati in cantiere e nei campi. E il bilancio della giornata è destinato a salire.
Un’altra giornata drammatica, l’ennesimo bollettino di guerra sul lavoro che non si ferma mai.
La notizia del giovane di 22 anni sbranato al Colosseo — non dai leoni della storia, ma dai ritmi feroci e senza tutele del lavoro in appalto, macinando chilometri di notte da Teramo a Roma — lascia una rabbia profonda e angosciante. A lui si aggiunge la tragedia di Cortenuova, nel bergamasco, dove un lavoratore di 66 anni ha perso la vita travolto da una trave d’acciaio nel polo logistico.
E la scia di sangue continua nelle campagne di Venosa, in provincia di Potenza, dove Vito Bochicchio, 67 anni, è rimasto schiacciato dal ribaltamento del proprio trattore mentre lavorava nel suo vigneto. È il 138° agricoltore schiacciato da un mezzo agricolo dall'inizio dell'anno, un dato terribile che ormai sfiora il totale dell'intero 2025, chiusosi con 143 vittime.
Due di questi tre lavoratori erano anziani di 66 e 67 anni, ancora costretti a svolgere mansioni ad alto rischio e di pura fatica fisica in un’età in cui si dovrebbe avere diritto al riposo. Tre morti accertate in poche ore, a cui purtroppo si aggiungeranno sicuramente altre vittime prima della fine della giornata, specialmente per i tragici incidenti in itinere.
L'ennesima carneficina nei campi e nei cantieri. Non si tratta di tragiche fatalità, ma delle conseguenze dirette di un sistema che continua a sacrificare la sicurezza, la dignità e la vita dei lavoratori — dai giovanissimi agli anziani — in nome della fretta, della fatica e del profitto.
Questa mattina, come curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro, sono andato a firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare della CGIL per chiedere più tutele e garanzie a favore di lavoratrici e lavoratori negli appalti e per i dipendenti diretti dei committenti. Deve cessare questa strage e questo sfruttamento sistematico alimentati dagli appalti a cascata: anche il committente deve essere ritenuto responsabile in solido. Altrimenti, se non si rompe questa catena di deregolamentazione, i morti sul lavoro continueranno ad aumentare senza sosta.
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