venerdì 25 settembre 2026

Oggi 25 settembre un bagno di sangue con 10 morti

UN’ALTRA GIORNATA DI SANGUE: 10 MORTI IN UN SOLO GIORNO. ​Non è un bollettino di guerra, è la realtà quotidiana del lavoro in Italia. Oggi altre dieci persone sono uscite di casa per guadagnarsi da vivere e non torneranno mai più. ​Un’ecatombe che colpisce tutti i settori, dalle strade ai campi, fino ai cantieri: ​Mack Guindo (31 anni), di origini maliane, dipendente della società agricola Depetris di Barge, e Piero Bernardi (71 anni), di Caraglio: deceduti nello scontro tra due mezzi pesanti a Saluzzo. ​Camionista di 65 anni: ha perso la vita sulla Telesina. ​Un lavoratore di 48 anni: deceduto a Monopoli nello scontro tra il suo furgone e un camion. ​Un agricoltore di 63 anni: schiacciato mortale dal trattore nel Modenese. ​Un ragazzo di soli 21 anni: morto in un cantiere per la posa della fibra ottica a Marcianise. ​Salvatore Zora (37 anni): rider deceduto a Palermo dopo essersi scontrato con una bicicletta elettrica mentre lavorava. ​Coppia di anziani (marito e moglie): deceduti a Lucca a causa di un tragico infortunio domestico/lavorativo nel proprio fondo. ​🚨 IL COLLASSO DELL’AUTOTRASPORTO Con le quattro vittime di oggi tra camionisti e autisti di furgoni, il conto dei morti nell'autotrasporto e nei trasporti sale all’inquietante cifra di 143 vittime dall’inizio dell’anno — un dato tragico che è raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. ​Turni estenuanti, fretta nelle consegne, ritmi insostenibili e strade trasformate in trappole mortali. Non si può continuare a parlare di "fatalità" o di semplici incidenti stradali: questa è una vera e propria strage continua. ​Fino a quando la sicurezza sul lavoro e sulle strade continuerà a essere considerata un costo da tagliare anziché un diritto inalienabile?

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