venerdì 2 ottobre 2026

L'ecatombe nei cantieri e nelle fabbriche non si ferma. Altre tre vite spezzate nelle ultime ore, tre famiglie distrutte in un Paese dove uscire di casa per guadagnarsi da vivere continua a essere un rischio mortale. ​Daniele Gremes, ucciso dall'esplosione improvvisa di un tubo in pressione mentre lavorava. ​Ion, da tutti chiamato "Giovanni", 48 anni, moldavo, morto a Pistoia schiacciato all'interno di un cantiere edile. ​Oleksandr Horobets, travolto e ucciso dal carico staccatosi da una gru in provincia di Ravenna, nell'area di Faenza. ​Non si tratta di sfortuna e nemmeno di "tragiche fatalità". Dietro ogni scheda, dietro ogni numero ci sono nomi, storie, famiglie e responsabilità che troppo spesso vengono diluite in catene d'appalto, subappalto e firme di comodo, lasciando che a pagare il prezzo più alto sia sempre e solo chi sta lavorando. ​La sicurezza sui luoghi di lavoro non può essere un costo da tagliare o una pratica burocratica da sbrigare. Servono controlli reali, prevenzione vera e rispetto per la vita umana.

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