ogni anno centinaia di donne perdono la vita lavorando, non ricordiamole solo questo giorno. datemi una mano a realizzare il docufilm "Non vi farò dimenticare" per ricordare i 20000 morti sul lavoro in questi 18 anni di monitoraggio, racconterò com'è nato l'Osservatorio e i motivi che mi hanno spinto a realizzarlo. se ciascuno dei visitatori dona pochi euro ce la faremo IBAN IT38I0307501603CC8001169837
ogni anno centinaia di donne perdono la vita lavorando, non ricordiamole solo questo giorno. datemi una mano a realizzare il docufilm "Non vi farò dimenticare" per ricordare i 20000 morti sul lavoro in questi 18 anni di monitoraggio, racconterò com'è nato l'Osservatorio e i motivi che mi hanno spinto a realizzarlo. se ciascuno dei visitatori dona pochi euro ce la faremo IBAN IT38I0307501603CC8001169837
martedì 26 aprile 2011
Una sentenza epocale di Fulvio Fornaro
di Fulvio Fornaro SAIL626
Una sentenza epocale, quella sulla Thyssen Krupp: nessuna ombra di dubbio. L’atroce dubbio invece è: servirà a spezzare la triste catena? A tutt’oggi, il suono del tam tam dei lugubri messagi riecheggia e fa sentire l’urlo straziante dei morti di questi ultimi giorni testimoniando soltanto che le stragi continuano: E allora? Cos’è il destino che si accanisce? O a ben poco servono sentenze e leggi, o viceversa, se non si arricchisce il bagaglio culturale/informativo di ciascun lavoratore?
Al 18 aprile 2011 le morti sui luoghi di lavoro facevano registrare un aumento pari al 22,5% rispetto al 16 aprile del 2010 (dati dell’Osservatorio Autonomo di Bologna). Carlo Soricelli è colui il quale ha cominciato a contare le vittime sui luoghi di lavoro proprio l’indomani della tragedia di Torino. Si accorse che nessuno lo faceva (eccetto l’INAIL per l’ufficialità che spetta) e tutti i giorni, da allora, con doviziosa meticolosità lui annota i nomi di quella dannata lista. Oggi quei dati non sono soltanto una sterile e inutile conta di croci, ma servono a proiettare delle previsioni purtroppo abbastanza azzeccate, per quello che è l’andamento nei mesi a venire sull’intero territorio nazionale. La domanda è: chi li prende sul serio in considerazione? Diciamocela tutta: c’è molta reticenza e nello stesso tempo una volontà di boicottare dei numeri che comunque danno fastidio e creano scompiglio specialmente in un momento in cui questo argomento si preferisce tenerlo in sordina e non acuire piaghe antiche e riportare alla luce turbe coscienziali volutamente sopite! In quel di Casalecchio di Reno, da 4 anni Carlo Soricelli registra i caduti sul lavoro annotandoli, tutti i giorni, quasi con una tempestività in tempo reale, sul suo Osservatorio Indipendente e sostenendo che i morti per infortuni sul lavoro aumentano e non calano. Calano solo i lavoratori morti sulle strade e non nei cantieri, nelle fabbriche e sui campi. Delle problematiche riconducibili comunque alla strada se ne parlerà a Bologna in occasione di “Ambiente lavoro” il 3 maggio p.v. in un Convegno realizzato dall’ex ISPESL, oggi INAIL e a Cisternino (Br) a fine settembre in occasione della Settimana Europea della Sicurezza sui luoghi di lavoro in un incontro promosso da SAIL626. Prossimamente, il 28 di aprile, proprio a Casalecchio, nella Sala di Rappresentanza del Comune, verrà presentato il lavoro dell’Osservatorio Indipendente di Bologna e si rimarcherà come a morire sono soprattutto le categorie di lavoratori più indifese quali edili e agricoltori: stranieri, e meridionali. Forse il primo atto “ufficiale” di confronto fra il “privato e l’Istituzione” che non deve assolutamente essere momento di “scontro”, ma soltanto un primo passo per valutare e arricchire le tematiche che, crisi o non, devono mettere in condizione il “Sistema” di far scendere i numeri delle luttuose cifre, ad oggi, consolidate sempre e comunque su numeri non prestigioosi.
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