domenica 31 gennaio 2010

MUORE L'OPERAIO CHE SABATO SI ERA DATO FUOCO DOPO AVER PERSO IL LAVORO

PERDE LAVORO E SI DÀ FUOCO, MORTO OPERAIO BERGAMASCO È morto questa mattina al Centro grandi ustionati di Verona, dov'era ricoverato in fin di vita da ieri pomeriggio, un operaio bergamasco di 35 anni che ieri mattina a Brembate (Bergamo) ha cercato di togliersi la vita cospargendosi di benzina e dandosi fuoco. Le sue condizioni erano disperate; l'uomo aveva riportato gravi ustioni su oltre il 95% del corpo. Ieri soltanto l'intervento di una donna, che ha utilizzato un piccolo estintore per spegnere le fiamme, e il tentativo di rianimazione dei soccorritori, erano riusciti a strappare alla morte l'operaio, che, però, è morto oggi dopo neppure 24 ore di ricovero. A spingere l'uomo a compiere il drammatico gesto sarebbe stata la depressione causata dalla perdita del lavoro. L'operaio era impiegato in una ditta di Zingonia (Bergamo) che è fallita un paio di mesi fa, costringendolo a casa. Ieri mattina intorno alle 10 il 36enne - che viveva a Bergamo insieme alla moglie - ha raggiunto a bordo della sua auto la zona industriale di Brembate, poi è sceso dall'abitacolo, ha afferrato una tanica di benzina, se l'è rovesciata addosso e si è dato fuoco. L'intervento di alcuni passanti, tra cui la donna con l'estintore, aveva permesso all'uomo di sopravvivere, ma soltanto per poche ore.

venerdì 29 gennaio 2010

MUORE FRANCESCO URGU OPERAIO ALL'OSPEDALE DI NUORO PER LE FERITE RIPORTATE IN SEGUITO AD UNA CADUTA DA UNA TETTOIA

Nuoro E' morto Francesco Urgu, operaio di 44 anni. Francesco è morto all'ospedale di Nuoro per le ferite riportate in un incidente sul lavoro avvenuto nelle campagne di Sennariolo. L'uomo era intento a riparare una tettoia di eternit che però non ha retto e si è sfondata facendolo precipitare da una altezza di cinque metri. Soccorso dai colleghi di lavoro e da una equipe del 118 è stato accompagnato in ospedale ma inutili sono stati i tentativi di rianimarlo.

giovedì 28 gennaio 2010

MUORE GIOVANE IMPRENDITORE STRITOLATO DA UNA MACCHINA SPARGISALE. MUORE OPERAIO DI 41 ANNI ALLA CASAGRANDE DI PORDENONE

Pordenone E' MORTO Elio De Lucca operaio DI 41 anni di Conegliano (Treviso). IL LAVORATORE è morto precipitando da un’altezza di circa dieci metri alla Casagrande di Fontanafredda (Pordenone). L’incidente è avvenuto poco prima delle 12. Da quanto si è appreso, l’uomo - dipendente di una ditta esterna che stava effettuando delle manutenzioni - si trovava sul tetto quando è caduto - nonostante indossasse le imbragature - morendo sul colpo. Inutile è stato l’arrivo dell’elisoccorso da Udine. I carabinieri della locale stazione e dei funzionari dell’Azienda sanitaria che si occupano di sicurezza sul lavoro hanno avviato indagini.

Milano E’ MORTO UN GIOVANE IMPRENDITORE DI 32 ANNI STRITOLATO DA UNA MACCHINA SPARGISALE Abbiamo sentito un grido di dolore. E subito siamo corsi a vedere che cosa era successo. All’inizio non abbiamo neppure avuto neppure il coraggio di alzare lo sguardo. Poi, ci siamo fatti coraggio, e davanti ai nostri occhi si è materializzato uno spettacolo terribile: l’interno della spargisale era coperta da schizzi di sangue e il corpo del povero imprenditore era in fondo alla macchina, stritolato tra le lamine d’acciaio».

Bolzano MUORE Bernahard Hoebling MAESTRO DI SCI. BERNAHARD, stava scendendo a valle assieme ad un gruppo di sciatori, quando si è staccato dai suoi compagni. Il maestro di sci di 60 anni, e' morto in un incidente mentre sciava San Valentino alla Muta nel Meranese. Piu' a valle questi ultimi hanno dapprima trovato uno sci dell'uomo sulla pista, per poi rinvenire il suo corpo senza vita accanto ad una delle reti che delimitano il percorso. indagini sono state avviate dai carabinieri per chiarire la dinamica dell'incidente.

martedì 26 gennaio 2010

MUORE GIOVANNI DE CUIO ADDETTO ALLA VIGILANZA ALL'ARSENALE DI TARANTO

TARANTO E' MORTO GIOVANNI DE CUIO ADETTO ALLA VIGILANZA ALL'ARSENALE DI TARANTO- Giovanni di 53 anni, è morto in un incidente sul lavoro avvenuto oggi pomeriggio all’interno dello stabilimento della Difesa. Giovanni stava camminando su un marciapiede quando è stato travolto da pannelli che erano stati accatastati fino a un’altezza di sette metri dal piano di calpestio nei pressi del cantiere dove sta per sorgere l’officina polifunzionale dell’Arsenale. Sul posto sono giunti gli ispettori del lavoro e i carabinieri per accertare le modalità dell’incidente e stabilire eventuali responsabilità.

La Marina Militare ha espresso «profondo cordoglio» ai familiari dell'addetto alla vigilanza ed ha «immediatamente disposto ed avviato tutte le azioni necessarie per accertare la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità». De Cuia, dipendente civile del ministero della Difesa in servizio presso la Divisione sistema nave dell’Arsenale, informa la Marina, «per cause da accertare, mentre transitava su un marciapiede adiacente ad un’area recintata, all’interno della quale erano stati accantonati ed impilati materiali prefabbricati per l’edilizia, è stato travolto da alcuni blocchi prefabbricati provenienti da una delle pile del contiguo deposito».

«A tutto questo diciamo basta: queste non sono disgrazie ma veri e propri omicidi». Lo affermano in una nota congiunta i sindacati confederali, le rappresentanze sindacali unitarie, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e la Confederazione Cobas in relazione alla morte dell’addetto alla vigilanza Giovanni De Cuia nell’Arsenale militare di Taranto. «Evidentemente – aggiungono – l'intervento della magistratura nel 2005 che chiudeva tutta la zona delle aziende dell’indotto, proprio per motivi di sicurezza, e le successive indagini della Procura sulle strutture dell’Arsenale, non è servito a fare passi avanti». I sindacati hanno organizzato per domani mattina una mobilitazione con assemblea generale presso la 'Sala a tracciarè dell’Arsenale militare per definire le azioni da intraprendere.

Il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, e il vicesindaco, Alfredo Cervellera, in una nota esprimono cordoglio per la morte di Giovanni De Cuia. «Ancora una volta – affermano – la morte bianca colpisce Taranto e la sua gente. In Arsenale non si verificava un episodio così grave da almeno 40 anni e forse questa è la conseguenza di una allentata attenzione verso le misure di sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori». «Nella certezza che la magistratura saprà fare piena luce sulle cause che hanno portato al luttuoso incidente – concludono Stefano e Cervellera – esprimiamo le più sentite condoglianze alla famiglia di De Cuia, che conoscevamo personalmente, per la disgrazia che oggi l’ha colpita unitamente alla solidarietà più sincera a tutti i lavoratori dell’Arsenale». «Credo si dovranno accertare subito le responsabilità di questo terribile incidente che nella sua dinamica mostra la crudeltà di un evento che poteva essere evitato», ha affermato il deputato Pd Ludovico Vico, subito dopo aver appreso della morte nell’Arsenale militare dell’addetto alla vigilanza Giovanni De Cuia. Per il parlamentare ionico, le modalità dell’incidente sul lavoro «segnalano i contorni di una tragedia figlia di possibili superficialità o imperizie». «Attendo fiducioso l’esito degli accertamenti – conclude Vico – e rivolgo sin da ora il mio cordoglio alla famiglia e agli amici di questo lavoratore».

sabato 23 gennaio 2010

SOSTENIAMO L'ASSOCIAZIONE PIETRO PINTAUDI GIOVANE DI 25 ANNI MORTO PER UN INFORTUNIO SUL LAVORO

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "E' MORTO PIETRO PINTAUDI DI 25 ANNI":

ciao sono dario munafo' socio dell'associazione pietro pintaudi, volevo ringraziarvi assieme agli altri soci dell'associazione , in quanto siete stati tra quelli che ci anno aiutato cn il vostro blog a far si che il nostro amico fraterno nn fosse lasciato nel dimenticatoi. Grazie di cuore . per tutti quelli che hanno avuto esperienze del genere li invito a sostenerci e a mettersi in contatto con noi tramite il nostro sito www.pietropintaudi.org. Un abbraccio e un grazie da tutti noi.

Io spero che in pochi anni queste targedie diventino solo un brutto ricordo, è per questo che nato il blog. Non dovrebbe morire nessuno sul lavoro, soprattutto giovani come Pietro. Carlo Soricelli

LECCE 23 GENNAIO E’ MORTO COSIMO BARLETTA Schianto mortale sulla Bari-Lecce all’altezza di Pezze di Greco (Fasano). Un autocarro finisce contro un palo e muore un autotrasportatore leccese. Illeso il figlio della vittima che guidava l’autocarro. E’ morto dopo un terribile schianto mentre viaggiava sul camion condotto dal figlio. Si è consumata in mattinata la tragedia sulla SS379, che da Bari porta a Brindisi, all’altezza dello svincolo per Pezze di Greco. Erano da poco trascorse le 9.00 quando l’automezzo, condotto dal 22enne Tiziano Barletta, si è schiantato contro il palo della cartellonistica stradale posto all’inizio dell’incrocio. Il violentissimo impatto ha distrutto la cabina nella quale è rimasto schiacciato Cosimo Barletta 52enne padre del conducente. L’automezzo trasportava cassette di frutta vuote ed era diretto a Lecce. Cosimo Barletta era originario di Bari ma residente a Lecce. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e gli agenti della polizia stradale. Il conducente si trova ricoverato in stato di shock all’Ospedale di Ostuni. La carreggiata è rimasta bloccata per alcune causando lievi rallentamenti

MUORE OPERAIO UCRAINO NELLO STABILIMENTO PAI DI NOVARA

NOVARA, 23 GEN 2010 MUORE OPERAIO UCRAINO DI 30 ANNI NELLO STABILIMENTO PAI DI NOVARA. Tragedia, ieri pomeriggio, allo stabilimento Pai di Novara. Un uomo di nazionalità ucraina, di circa 30 anni, è morto per un incidente sul lavoro. L’episodio è accaduto attorno alle 15. Uno degli operai è precipitato da una scala, sbattendo la testa e morendo sul colpo. La vittima è un dipendente della Industrial Service di Senago (Milano), incaricata di eseguire i lavori di ristrutturazione dello stabilimento Pai di corso Vercelli. Sul posto è intervenuto lo Spresal, organo inquirente dell’Asl, competente in materia di incidenti e sicurezza sul lavoro. L’area in cui è avvenuta la tragedia è stata messa sotto sequestro e sull’episodio la Procura di Novara ha aperto un’inchiesta, che dovrà chiarire eventuali responsabilità.

venerdì 22 gennaio 2010

IL PROCESSO BREVE UNA VOLTA IN VIGORE ANNULLERA' LE CAUSE PENALI PENDENTI SUI RESPONSABILI DELLE VITTIME SUL LAVORO COMPRESI QUELLI DELLA THYSSEN

NO AL PROCESSO BREVE CHE E' UN'AMNISTIA MASCHERATA ANCHE CONTRO I RESPONSABILI, CHE SONO SOTTO PROCESSO PER INFORTUNI SUL LAVORO, COMPRESI QUELLI DELLA STRAGE DELLA THYSSEN E I RESPONSABILI DELLE MORTI PER AMIANTO DI TANTISSIMI OPERAI.PER SALVARE UNA PERSONA DAI SUO GUAI GIUDIZIARI SI CONDANNA ALL'INGIUSTIZIA TANTISSIME VITTIME, E SI ASSOLVONO CRIMINALI CHE HANNO LA RESPONSABILITA' DELLA MORTE DI TANTISSIMI LAVORATORI. CARLO SORICELLI

mercoledì 20 gennaio 2010

MUORE OPERAIO A TRIESTE CADENDO DA UNA GRU

Trieste 20 gennaio muore operiao cadendo da una gru è accaduto oggi, poco dopo le 12, a Trieste. Secondo le prime informazioni, sembra che l'uomo sia precipitato da una gru. L'uomo - a quanto si è saputo - era un dipendente della società Centrale Elettra Produzione di Milano, i cui impianti di lavorazione di gas residui si trovano all'interno del comprensorio della Ferriera di Servola, di proprietà del Gruppo Lucchini. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i Carabinieri della Compagnia di Muggia.

Muore Luca vascon operaio a Trieste cadendo da una gru

Triste MUORE LUCA VASCON OPERIAO DI 48 ANNI CADENDO DA UNA GRU è accaduto oggi, poco dopo le 12, a Trieste. Secondo le prime informazioni, sembra che l'operiao sia precipitato da una gru. A quanto si è saputo - era un dipendente della società Centrale Elettra Produzione di Milano, i cui impianti di lavorazione di gas residui si trovano all'interno del comprensorio della Ferriera di Servola, di proprietà del Gruppo Lucchini. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i Carabinieri della Compagnia di Muggia.

martedì 19 gennaio 2010

E' MORTO L'AGRICOLTORE SANTO CAVALLO NEL BRINDISINO. MUORE GIORGIO CADDEO AUTOTRASPORTATORE DEL SASSARESE

BRINDISI E' MORTO Santo Cavallo, il 62enne latianese caduto da un albero di ulivo sabato scorso mentre stava potando un albero secolare in un fondo ubicato in contrada San Domenico, nelle campagne tra Oria e Santa Susanna. SANTO in seguito alla caduta ha battuto violentemente la testa al suolo. Un volo di circa due metri. E’ stato trasportato d’urgenza all’ospedale Perrino di Brindisi e dopo due giorni di coma, ieri sera alle 20,30 ha smesso di respirare. L’agricoltore sabato mattina stava eseguendo i soliti lavori di potatura, si era arrampicato su un grosso albero secolare alto quasi due metri. Cosa lo ha fatto precipitare non è dato sapere. Forse ha tagliato il ramo sbagliato e ha perso l’equilibrio o forse è stato colto da un improvviso malore. Quello che è certo è che inaspettatamente è precipitato al suolo. Ha battuto violentemente la testa ma da quello che avrebbero raccontato alcuni testimoni pare che sia stato egli stesso a chiamare aiuto, prima di perdere conoscenza. Il primo a soccorrerlo è stato un vicino di fondo, allertato dalle sue urla. Ha trovato l’agricoltore privo di sensi e ha chiamato subito il 118.
"Leggi l'articolo completo sull'edizione di Senzacolonne oggi in edicola"

Sassari- E' morto l'autotrasportatore Giorgio Caddeo in un incidente mortale sul lavoro di un dipendente di un'impresa di San Sperate. Giorgio 43 anni, era residente ad Iglesias ed è stato ucciso dalla sponda del camion cadutagli sul capo mentre procedeva con il mezzo lungo la strada di circonvallazione nord che porta da Sinnai a Maracalagonis. Giorgio era stato avvisato da un passante che il mezzo perdeva ghiaia. Così, fermatosi per arginare la falla, è stato colpito dalla sponda che gli ha procurato una profonda ferita in testa e da un collasso cardio circolatorio.
Non c'è stato niente da fare per Caddeo che è stato soccorso prontamente da un'autoambulanza. Sono intervenuti sul posto i carabinieri e i vigili del fuoco di Sinnai. Il Pubblico Ministero ha disposto la rimozione del corpo e il sequestro del mezzo.

lunedì 18 gennaio 2010

MUORE CARBONIZZATO AUTOTRASPORTATORE A PARMA

Parma 17 gennaio muore carbonizzato un camionista all'interno del proprio furgone, questa mattina a Parma. Il camionista è finito fuori strada alla prima periferia della citta'.L'incidente e' avvenuto attorno alle 5,30. Secondo una prima ricostruzione, il mezzo e' uscito di strada e poi, dopo avere sbattuto violentemente contro una cancellata, ha preso fuoco. Per l'autotrasportatore che era alla guida non c'e' stato nulla da fare: i vigili del fuoco, arrivati in pochi minuti, non sono riusciti ad estrarlo dalle lamiere prima che le fiamme divorassero il veicolo. Intervenuti polizia municipale e polizia.

sabato 16 gennaio 2010

E' MORTO UN AGRICOLTORE A CHIARAMONTE GULFI NEL RAGUSANO

RAGUSA MUORE AGRICOLTORE DI 72 ANNI SCIVOLATO IN UN INVASO. Mortale incidente sul lavoro nelle campagne di Chiaramonte Gulfi, nel Ragusano. Vittima un allevatore di 72 anni scivolato all'interno di un invaso adibito alla raccolta di acque piovane. Forse stordito per gli effetti della caduta, l'uomo non è riuscito a risalire nonostante l'acqua fosse profonda appena un metro e mezzo, ed è annegato. A dare l'allarme sono stati i familiari.

mercoledì 13 gennaio 2010

LE TABELLE EXCEL RELATIVE AI MORTI SUL LAVORO DEL 2008 E 2009 SONO A DISPOSIZIONE DI CHIUNQUE NE FACCIA RICHIESTA

Catania 15 gennaio E' morto Giuseppe Carbone, macchinista di 53 anni, è morto investito da un locomotore nella stazione ferroviaria di Catania durante una manovra di aggancio di alcune carrozze prima della partenza del treno 854 diretto a Milano.

MOLTISSIMI PRIVATI CITTADINI, ENTI, AMMINISTRAZIONI COMUNALI E REGIONALI, CAMERA DEI DEPUTATI E SENATO DELLA REPUBBLICA VISITANO IL SITO. LE MIE TABELLE EXCEL RELATIVE AI MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO DEL 2008 E DEL 2009 SONO A DISPOSIZIONE DI CHIUNQUE LE RICHIEDA. LE TABELLE SONO DIVISE PER: DATA E LUOGO DELLA TRAGEDIA,PROVINCIA, GENERALITA' VITTIME, PROFESSIONE, ETA' E NAZIONALITA'. E' POSSIBILE AVERE ANCHE NOTIZIE PRECISE SULLE MODALITA' DELLE TRAGEDIE. CARLO SORICELLI

14 Gennaio E’ morto Dimitru Butmarasu, un camionista 39enne di origini romene residente a Zagarolo, in provincia di Roma. Dimitru è morto nelle prime ore di oggi sulla statale 372 “Telesina”, che collega Caianello a Benevento, in un incidente stradale accaduto in prossimità dello svincolo di Allignano, nel casertano. L’autocarro carico di materiale plastico guidato dall’immigrato romeno, si è scontrato frontalmente, per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, con un altro camion, guidato da Mauro Caputi, 40 anni, di Trani (Ba). A seguito del violento urto, il Dimitru è morto sul colpo per gravi lezioni al capo e al torace, mentre Caputi è rimasto gravemente ferito ed è ricoverato nell’Ospedale di Piedimonte Matese con prognosi riservata. L’autocarro guidato dall’autotrasportatore barese era carico di pezzi di ricambio della Fiat

MUORE ANTONIO SENOCI OPERAIO DI 58 ANNI 'E' RIMASTO IMPIGLIATO IN UN NASTROTRASPORTATORE DI UNA DITTA BARESE

BARI - e' morto Antonio Somaci, operaio di 58 anni. Antonio è morto dopo essere rimasto impigliato, nel nastro trasportatore di una ditta di Via Gaetano Ferorelli, nella zona industriale di Bari. Si tratta - a quanto si è saputo - di una azienda specializzata nella commercializzazione di calcestruzzi speciali. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti il 118, squadre di polizia delle sezioni volanti della polizia, della scientifica, del commissariato del San Paolo e ispettori dello Spesal. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Patrizia Rautis.

NO LEGA NORD DAY

QUESTO BLOG HA MONITORATO TUTTI I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO E VISTO IL GRAVISSIMO CONTRIBUTO DI SANGUE PAGATO DAGLI STRANIERI E DAI MERIDIONALI ANCHE AL NORD, PARTECIPERO'ALLA MANIFESTAZIONE "NO LEGA NORD DAY" CHE SI TERRA' A MILANO IL 6 MARZO 2009. CARLO SORICELLI

SONO MORTI BRUNO MONTIXI E RUDDI CARIOLATO DUE OPERAI ADDETTI ALLA BONIFICA DI CISTERNE.

Alessandria SONO MORTI BRUNO MONTIXI DI 41 ANNI E RUDDI CARIOLATO DI 46 SONO I DUE OPERAI CHE SONO MORTI NEL POMERIGGIO DI IERI IN UN INCIDENTE SULLAVORO IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA ALLA PERIFERIA DI SALE . . Secondo le prime informazioni, stavano bonificando la cisterna di un ex distributore. I loro corpi privi di vita sono stati trovati all'interno della cisterna. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Tortona, i vigili del fuoco e i tecnici dello Spresal.
L'incidente e' avvenuto in un distributore di carburanti in disuso sulla statale Lomellina, tra Sale e Tortona. Secondo una prima ricostruzione, BRUNO E RUDDI arrivati stamattina a Sale per la bonifica dell'impianto. Scesi in una sorta di deposito sotterraneo, composto da una stanzetta con i gruppi valvolari e la cisterna del gas, hanno aperto una delle valvole e, all'improvviso, sono stati investiti da un flusso di gas che li ha uccisi. A scoprire i cadaveri e' stato nel tardo pomeriggio di oggi l'ex gestore dell'impianto che abita a Sale. Era stato interpellato dalla ditta di Fidenza che non riusciva a mettersi in contatto con i due tecnici. Quando l'uomo e' andato a controllare, ha scoperto la tragedia ed ha dato l'allarme.

sabato 9 gennaio 2010

LA NOSTRA CLASSE DIRIGENTE E' INDIFFERENTE ALLA MORTE DI CENTINAIA DI LAVORATORI CHE MUOIONO PER INFORTUNI SUL LAVORO

Certo che è veramente deprimente per chi, come me, s'impegna per un anno intero per dare un contributo per la prevenzione e la sensibilizzazione sui morti per infortuni sul lavoro, e accorgersi, che in fondo, a nessuno importa niente di questo triste fenomeno. Con i dati che metto a disposizione di tutti è possibile fare prevenzione, soprattutto quando le morti per infortuni sul lavoro dipendono dalle condizioni atmosferiche, che sono determinanti, soprattutto in agricoltura e in edilizia. Già dai primi mesi dell'anno scorso (2009), avendo a disposizione le tabelle excel del 2008 era già possibile farlo. E l'ho scritto nel blog, prevedendo i periodi dove ci sarebbero stati i picchi di morti per infortuni sul lavoro. Ho scritto una mail anche al Ministro dell'Agricoltura Zaia, ma non è servito a niente. Tutto è continuato come prima. A nessuno è venuto in mente di analizzarle e vedere se venivano scritte delle sciocchezze. Ma anche alla stampa e alle televisioni, purtroppo interessa solo il caso eclatante, quando ci sono morti collettive e particolari che possono colpire l'opinione pubblica per aumentare lettori e il pubblico televisivo. Scandalizzarsi per un minuto per poi riparlarne al prossimo caso che possa colpire i telespettatori. E' triste, ma purtroppo delle centinaia di edili e agricoltori anziani che muoiono in modo così atroce alla nostra classe dirigente non importa nulla. Carlo Soricelli

I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO NEL 2009 AUMENTANO del 9% IN EDILIZIA, LE VITTIME SONO QUASI TUTTE MERIDIONALI E STANIERI. QUEST'ULTIMI CON IL 15,3 DELLE VITTIME SUL TOTALE IN EDILIZIA. GLI AGRICOLTORI REGISTRANO UN AUMENTO DEL 3,4% RISPETTO AL 2008 E MUOIONO QUASI TUTTI IN TARDA ETA'(DAI 60 AI 90 ANNI)SCHIACCIATI DAL TRATTORE CHE GUIDANO. MENTRE NELL'INDUSTRIA, A CAUSA DELLA CRISI I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO DIMINUISCONO DEL 49% (70 VITTIME IN ASSOLUTO CONTRO LE 136 DELL'ANNO SCORSO)

Buon Anno a tutti i visitatori del blog. Con l’arrivo dell’anno nuovo, non dimentichiamoci dei lavoratori morti per infortuni sul lavoro. Sono già in grado di darvi la situazione di tutto il 2009. Sono il tecnico metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli. Quando ci fu la tragedia della Thyssen mi accorsi che non c'era nessuno in Internet che monitorasse in diretta i morti sul lavoro, decisi di farlo io e aprii dal 1 gennaio 2008, per primo in Italia con questo blog che mi tiene impegnato con un lavoro volontario diverse ore al giorno. Spulciando giornali, agenzie di comunicazione, Internet ecc... aggiornando ogni giorno la situazione dei morti per infortuni sul lavoro riesco ad avere una situazione in tempo reale di queste tragedie. In questo terribile elenco credo non manchi nessuna vittima. Da due anni con questi dati, con la collaborazione di mio figlio, esperto informatico, abbiamo elaborato delle tabelle excel dividendo i morti per infortuni per generalità, provincia della tragedia, regione, professione, età e nazionalità delle vittime. I morti per infortuni sul lavoro nell’anno 2009 sono stati 576, contro i 639 del 2008. Assistiamo quindi ad un calo del 10%. Credo che questi dati destino perplessità, e probabilmente, chi li legge pensa che siano parziali o incompleti. Ma vorrei fare chiarezza su questo triste fenomeno. Gli infortuni mortali sul lavoro nel 2009 sono stati più di un migliaio, si parla di 1080 contro il 1138(calo del 6% con anche con i morti sulle strade). In realtà sui morti per infortuni sul lavoro si fa una gran confusione, spesso volutamente per ragioni d'immagine e di sfruttamento di questo triste fenomeno( purtroppo c'è anche questo). Sommano nei morti sul lavoro anche i lavoratori che muoiono per le strade mentre vanno o tornano dal lavoro, così si fa una confusione tale che nessuno capisce bene la dimensione e la qualità del fenomeno. L'INAIL non li distingue per ragioni contributive, un incidente nel percorso casa-lavoro, lavoro-casa è considerato, giustamente, un infortunio sul lavoro. La tragedia vera è che sommandoli ai lavoratori morti effettivamente sui luoghi di lavoro, non si riescono a fare interventi concreti e mirati per i tanti lavoratori che muoiono sul luogo di lavoro e in itinere. Se si analizzano quelli effettivamente morti sul luogo di lavoro, e non per strada, ci si accorge che a morire anche quest’anno sono soprattutto agricoltori in tarda età, (dai 60 ai 90 anni) che muoiono a causa del ribaltamento dei vecchi trattore che guidano( Ministro Zaia, oltre alla rottamazione delle vecchie automobili non è possibile dare un contributo per rottamare i vecchi trattori?). Che con il 29,1% (166 in assoluto) sul totale registrano un aumento delle vittime in assoluto del 3,4% (161 nel 2008). Muoiono nell’indifferenza generale anche gli edili, soprattutto meridionali e stranieri, anche qui al nord, (170 in assoluto in Italia) sul totale registrano un aumento del 9% rispetto al 156 del 2008. Gli stranieri morti sul totale sono stati quest’anno il 15,3 sul totale in edilizia, del 5% in agricoltura e l'11% sul totale di tutti i morti sul lavoro. E questo dato da solo dovrebbe far vergognare i movimenti razzisti che considerano gli stranieri solo un problema. Le vittime nell'industria, di tutta l'industria, con la crisi sono effettivamente calate, quest’anno non superano il 10% sul totale, contro il 18,7% dell’anno scorso. La crisi ha inciso, solo in questo caso positivamente, anche su questo fenomeno, ma solo per i lavoratori dell’industria manifatturiera, quest’anno parliamo di meno di 70 morti sul totale, contro i 136 dello scorso anno, registriamo quindi un calo del 49%. Anche nel 2009 come l'anno precedente, con 31 morti, una delle regione con più morti rispetto al numero d’abitanti, è la civilissima regione del Trentino Alto Adige, a causa delle tantissime vittime in agricoltura. E il sud, almeno in questo, non ha niente da invidiare dalle regioni del nord, tra l'altro il sud ha regioni con moltissimi addetti in agricoltura. La Puglia ha un clamoroso calo del 47%, la Calabria del 50% . Mentre la mia Emilia Romagna ha superato i morti dell'anno scorso( 57 contro 55), il Lazio regista un preoccupante aumento del 14% a causa di Roma, la nostra capitale, che ha uno spaventoso aumento del 22%. La Lombardia, ha un confortante calo del 6%. La Basilicata ha un formidabile calo del 37%. L’autentica tragedia è che non facendo chiarezza sui morti per infortuni sul lavoro, non si riescono a fare interventi mirati per prevenire e capire come mai tanti lavoratori (circa la metà), muoiono per le strade. Probabilmente a causa di lunghi percorsi, turni massacranti in orari dove sarebbe opportuno dormire. A vostra disposizione se servano tabelle dettagliate 2008/2009 con: giorno dell'evento, modalità della tragedia, identità, provincia, professione, età e nazionalità della vittima. Con stima Carlo Soricelli

Analizzando i miei dati ci si accorge che Roma ha aumentato i morti per infortuni sul lavoro del 22%.Le morti nel comune di Roma, contrariamente alla media nazionale,che è quasi tutta incentrata in agricoltura e edilizia, toccano le più disparate attività.L'Emilia Romagna ha un aumento dell'1,8% delle vittime, ma Bologna registra un aumento del 35% (da 7 a 11)l'aumento delle vittime nel bolognese sono quasi tutte a carico dell'agricoltura. Milano è in controtendenza, le vittime sono calate del 25%.

venerdì 8 gennaio 2010

Muore fulminato un operaio a Roma

Roma E' MORTO FULMINATO UN OPERAIO Infortunio sul lavoro a Roma. Un operaio è morto dopo essere rimasto folgorato mentre lavorava in una cabina elettrica in via Giulio Galli. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia del commissariato Nuovo Flaminio."La morte sul lavoro dell’operaio folgorato in una cabina elettrica di via Guido Galli rinnova il dolore per una tragedia che ci chiama a un impegno imprescindibile sui temi della sicurezza e della cultura del lavoro". Lo dichiara in una nota Bruno Astorre, presidente del Consiglio Regionale del Lazio."Le istituzioni, e quanti le rappresentano, non devono recedere dal mantenere alta l’attenzione e devono essere in grado di costituire tutele verso i lavoratori - prosegue Astorre - Serve abnegazione in questo impegno politico. Ai familiari della vittima va il pensiero mio e quello dell’intero Consiglio regionale".

E' MORTO SALVATORE PEZZENTE AGRICOLTORE DI 38 ANNI A SEPINO DI CAMPOBASSO

CAMPOBASSO E' MORTO SALVATORE PEZZENTE AGRICOLTORE DI 38 ANNI Ancora una tragedia in campagna: un agricoltore di 38 anni di Sepino, Salvatore ha perso la vita mentre stava lavorando, finendo in una macchina per macinare il granturco. Forse un fatale attimo di distrazione all’origine del tragico incidente. L’agricoltore è morto dissanguato, e quando sono arrivati i soccorsi sanitari non c’era già più nulla da fare.

E' MORTO MAURO DE CONTO AGRICOLTORE DI 34 ANNI

3 gennaio E’ morto Mauro De Conto agricoltore di 34 anni. Si è trattato dell’enensima morte sul lavoro. Mauro è stato schiacciato dal muletto con il quale stava lavorando all’interno della sua azienda agricola tra Monigo e Castagnole. L’allevatore si era alzato prestissimo, come era solito fare.Domenica aveva previsto di uccidere l’ultimo maiale rimasto. L’uomo al momento dell’incidente si trovava da solo. Gli uomini dello Spisal e i carabinieri stanno portando avanti le indagini per far piena luce sulla dinamica della disgrazia. De Conto aveva anche un passato da alpino. Lo stesso prosindaco Gentilini, amico di famiglia e anch’egli una penna nera, molto probabilmente sarà presente al rito funebre assieme ad altre penne nere.

3 gennaio savona e’ MORTO SILVANO BRUNETTO DI 61 ANNI stato un incidente a provocare domenica mattina a Rialto, nel savonese, la morte di Silvano Brunetto, 61 anni, pensionato e consigliere comunale, deceduto in seguito a un incidente mentre si trovava alla guida del suo trattore. Il tragico episodio si è verificato nel piccolo paese di Rialto, alle spalle di Finale Ligure. SILVANO in seguito alla schiacciamento ha riportato lesioni letali e vani si sono rivelati gli interventi della Croce Bianca di Calice Ligure, del 118, dei carabinieri e dei vigili del fuoco.

sabato 2 gennaio 2010

MUORE CARMINE ABATE CUOCO DI UN RISTORANTE DELLA COSTIERA AMALFITANA AD ATRANI DI SALERNO. E' MORTO ANDREA POMPILI DOPO DIECI GIORNI DI AGONIA

E' morto Carmine Abate questa stamattina in costiera amalfitana, ad Atrani (Salerno), vittima di una frana. Lo rendono noto i vigili del fuoco. Secondo quanto si apprende, un masso si è staccato da un costone, finendo su un ristorante, al cui interno vi era la persona deceduta. Sul posto sono intervenuti i vigili fuoco, i carabinieri e il 118. Gli operatori sanitari, a quanto riferiscono i soccorritori, hanno tentato di rianimare la vittima, di cui ancora non si conoscono le generalità, invano. Sono in corso le verifiche sulla pericolosità del suolo, nella zona colpita dalla frana.. La protezione civile sta coordinando tutte le forze intervenute sul territorio. Al momento proseguono gli accertamenti da parte del genio civile e dei tecnici della difesa del suolo, che dovranno stabilire le cause del tragico incidente. Carmine era lo chef del ristorante, aveva 44 anni, originario di Tramonti (Salerno). L'incidente, provocato anche dal maltempo - l'intera zona in questi giorni è battuta dalla pioggia e dal vento - è accaduto in un noto ristorante della zona, 'da Zaccarià: un locale che si trova nei pressi della galleria che collega Atrani ad Amalfi. Lo chef stava preparando il pranzo, in cucina, quando è stato investito dal costone roccioso che si è abbattuto sul ristorante. Al momento al strada di collegamento fra le due località della costiera è chiusa al traffico veicolare. Sul posto vigili del fuoco, carabinieri, 118 e protezione civile.

28 dicembre E' morto dopo sei giorni Andrea Pompili il trentaquattrenne caduto da una trave. Andrea era rimasto coinvolto nel grave incidente sul lavoro verificatosi il 18 dicembre scorso in un cantiere a Santarcangelo. Il cuore dell'operaio, originario di San Benedetto del Tronto, si è spento giovedì all'ospedale di Cesena, dove era stato subito ricoverato dopo l'infortunio. Pompili cadde da una trave sospesa a 5 metri di altezza mentre era stava effettuando alcune misurazioni. Sottoposto ad un intervento chirurgico, le condizioni di salute del 34enne erano gravi ma stazionarie. La vigilia di Natale il quadro clinico è improvvisamente precipitato sino alla morte. Secondo quanto accertato dagli ispettori della Medicina del lavoro dell'Ausl, sembrava che l'uomo avesse indossato il casco di sicurezza. La Procura ha aperto un'inchiesta per verificare le eventuali violazioni alle normative in materia di sicurezza nei cantiere

Varese, 4 gennaio 2010 - Tragedia avvenuta questa mattina a Malgesso, in provincia di Varese. Un uomo ha perso la vita rimanendo schiacciato da una pianta mentre la stava potando nel giardino di casa.



Varese 4 gennaio Muore mentre pota un albero. L’incidente è avvenuto poco prima delle nove in via Costanza, una laterale della Statale 629. Sul posto sono giunte le ambulanze del 118 e i Vigili del Fuoco di Varese e Somma Lombardo per provare a liberare il corpo rimasto bloccato sotto l’albero. L’eliambulanza è intervenuta per dare una mano nel momento dei soccorsi ma per l’uomo non c'è stato nulla da fare. I carabinieri di Gavirate sono al lavoro per effettuare accertamenti cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

venerdì 1 gennaio 2010

MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO NEL 2009. I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO IN EDILIZIA AUMENTANO DEL 9%. IN AGRICOLTURA DEL 3,4%

I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO NEL 2009 AUMENTANO VERGOGNOSAMENTE DEL 9% IN EDILIZIA, LE VITTIME SONO QUASI TUTTE MERIDIONALI E STANIERI. QUEST'ULTIMI CON IL 15,3 DELLE VITTIME SUL TOTALE IN EDILIZIA. GLI AGRICOLTORI REGISTRANO UN AUMENTO DEL 3,4% RISPETTO AL 2008 E MUOIONO QUASI TUTTI IN TARDA ETA'(DAI 60 AI 90 ANNI)SCHIACCIATI DAL TRATTORE CHE GUIDANO. MENTRE NELL'INDUSTRIA, A CAUSA DELLA CRISI I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO DIMINUISCONO DEL 49% (70 VITTIME IN ASSOLUTO CONTRO LE 136 DELL'ANNO SCORSO)

Buon Anno a tutti i visitatori del blog. Con l’arrivo dell’anno nuovo, non dimentichiamoci dei lavoratori morti per infortuni sul lavoro. Sono già in grado di darvi la situazione di tutto il 2009. Sono il tecnico metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli. Quando ci fu la tragedia della Thyssen mi accorsi che non c'era nessuno in Internet che monitorasse in diretta i morti sul lavoro, decisi di farlo io e aprii dal 1 gennaio 2008, per primo in Italia con questo blog che mi tiene impegnato con un lavoro volontario diverse ore al giorno. Spulciando giornali, agenzie di comunicazione, Internet ecc... aggiornando ogni giorno la situazione dei morti per infortuni sul lavoro riesco ad avere una situazione in tempo reale di queste tragedie. In questo terribile elenco credo non manchi nessuna vittima. Da due anni con questi dati, con la collaborazione di mio figlio, esperto informatico, abbiamo elaborato delle tabelle excel dividendo i morti per infortuni per generalità, provincia della tragedia, regione, professione, età e nazionalità delle vittime. I morti per infortuni sul lavoro nell’anno 2009 sono stati 576, contro i 639 del 2008. Assistiamo quindi ad un calo del 10%. Credo che questi dati destino perplessità, e probabilmente, chi li legge pensa che siano parziali o incompleti. Ma vorrei fare chiarezza su questo triste fenomeno. Gli infortuni mortali sul lavoro nel 2009 sono stati più di un migliaio, si parla di 1080. In realtà sui morti per infortuni sul lavoro si fa una gran confusione, spesso volutamente per ragioni d'immagine e di sfruttamento di questo triste fenomeno( purtroppo c'è anche questo). Sommano nei morti sul lavoro anche i lavoratori che muoiono per le strade mentre vanno o tornano dal lavoro, così si fa una confusione tale che nessuno capisce bene la dimensione e la qualità del fenomeno. L'INAIL non li distingue per ragioni contributive, un incidente nel percorso casa-lavoro, lavoro-casa è considerato, giustamente, un infortunio sul lavoro. La tragedia vera è che sommandoli ai lavoratori morti effettivamente sui luoghi di lavoro, non si riescono a fare interventi concreti e mirati per i tanti lavoratori che muoiono in itinere. Se si analizzano quelli effettivamente morti sul luogo di lavoro, e non per strada, ci si accorge che a morire anche quest’anno sono soprattutto agricoltori in tarda età, (dai 60 ai 90 anni) che muoiono a causa del ribaltamento dei vecchi trattore che guidano. Che con il 29,1% (166 in assoluto) sul totale registrano un aumento delle vittime in assoluto del 3,4% (161 nel 2008). Muoiono nell’indifferenza generale anche gli edili, soprattutto meridionali e stranieri, anche qui al nord, che con il 28,6 (170 in assoluto) sul totale registrano uno spaventoso aumento del 9% rispetto al 156 del 2008. Gli stranieri morti sul totale sono stati quest’anno il 15,3 sul totale in edilizia, il 5% in agricoltura e l'11% sul totale di tutti i morti sul lavoro. E questo dato da solo dovrebbe far vergognare i movimenti razzisti che considerano gli stranieri solo un problema. Le vittime nell'industria, di tutta l'industria, con la crisi sono effettivamente calate, quest’anno non superano il 10% sul totale, contro il 18,7% dell’anno scorso. La crisi ha inciso, solo in questo caso positivamente, anche su questo fenomeno, ma solo per i lavoratori dell’industria manifatturiera, quest’anno parliamo di meno di 70 morti sul totale, contro i 136 dello scorso anno, registriamo quindi un calo del 49%. Anche nel 2009 come l'anno precedente, con 31 morti, una delle regione con più morti rispetto al numero d’abitanti, è la civilissima regione del Trentino Alto Adige, a causa delle tantissime vittime in agricoltura. E il sud, almeno in questo, non ha niente da invidiare dalle regioni del nord, tra l'altro il sud ha regioni con moltissimi addetti in agricoltura. La Puglia ha un clamoroso calo del 47%, la Calabria del 50% . Mentre la mia Emilia Romagna ha superato i morti dell'anno scorso( 57 contro 55), il Lazio regista un preoccupante aumento del 14% a causa di Roma, la nostra capitale, che ha uno spaventoso aumento del 22%. La Lombardia, ha un confortante calo del 6%. La Basilicata ha un formidabile calo del 37%. L’autentica tragedia è che non facendo chiarezza sui morti per infortuni sul lavoro, non si riescono a fare interventi mirati per prevenire e capire come mai tanti lavoratori (circa la metà), muoiono per le strade. Probabilmente a causa di lunghi percorsi, turni massacranti in orari dove sarebbe opportuno dormire. A vostra disposizione se servano tabelle dettagliate 2008/2009 con: giorno dell'evento, modalità della tragedia, identità, provincia, professione, età e nazionalità della vittima. Con stima Carlo Soricelli

Analizzando i miei dati ci si accorge che Roma ha aumentato i morti per infortuni sul lavoro del 22%.Le morti nel comune di Roma, contrariamente alla media nazionale,che è quasi tutta incentrata in agricoltura e edilizia, toccano le più disparate attività.L'Emilia Romagna ha un aumento dell'1,8% delle vittime, ma Bologna registra un aumento del 35% (da 7 a 11)l'aumento delle vittime nel bolognese sono quasi tutte a carico dell'agricoltura. Milano è in controtendenza, le vittime sono calate del 25%.