Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

Biography of Carlo Soricelli

Biography of Carlo Soricelli Carlo Soricelli is a retired metalworker, painter, and sculptor. Born in San Giorgio del Sannio in the province of Benevento in 1949, Soricelli moved to Bologna with his family at the age of four. In his late adolescence, Soricelli began producing his first paintings, which showed a strong focus on ecological issues and a deep attraction to nature. This interest is evident in the animals he frequently depicts and in dying trees taking on human forms. Even then, Soricelli’s art served as a critique of a society advancing at the expense of environmental balance and social justice. In the early 1970s, his subjects shifted primarily toward human figures connected to marginalization: beggars, cardboard collectors, people with disabilities, and the elderly, as well as the blue-collar workers he encountered daily on the job. His canvases feature tired, worn faces marked by suffering and loneliness, alongside heavy bodies that lack classical beauty, set against dark, non-decorative palettes of black, brown, and blue. There is no hope or hint of redemption; instead, there is a persistent exposure of everything society typically avoids for being disturbing. This direct, essential style is often linked to Naïve art, shared by figures such as Ligabue, Covili, and Ghizzardi. Beginning in 1984, Soricelli exhibited at the Rassegna di Arti Naïves hosted by the "Cesare Zavattini" National Museum in Luzzara (Reggio Emilia), where he received various honors, including the title of Maestro d'arte. In the early 1980s, the Bolognese artist created his first sculptures—an additional, effective medium for his message. Notable works include Il Consumista (1985), an emblematic sculpture of a monstrous human creature covered in cutout ads and slogans devouring itself, and Il Comunicatore (1989), an ironic, brutal Orwellian vision. During the same decade, Soricelli introduced the theme of angels, developing it in a distinct way: the angel represents the outcast, once crushed and deformed, now lightened by a pair of wings that provide a sense of dignified hope. The intent is not to draw closer to the supernatural, but to anchor human existence within a single, shared reality. For two decades, Soricelli has also worked on what he calls Pranic Painting (Pittura Pranica), which involves visualizing the energy common to all living beings to create therapeutic effects for the viewer's mind and body. The first pranic work (1996), in which Soricelli depicts himself as a pranic knight, was acquired by the Zavattini Museum. Since 1976, Soricelli has participated in around seventy exhibitions, including shows at Palazzo Re Enzo in Bologna in 1986, a solo exhibition alongside Cesare Zavattini at the Festa Nazionale dell'Unità in Reggio Emilia in 1995, and at Palazzo d'Accursio in Bologna in 1996. He has also been featured in major exhibitions across France, Germany, the Soviet Union, Greece, and the former Yugoslavia. His work is included in numerous public and private collections as well as several museums. For 15 years, he has run a house-museum for his works in Casa Trogoni (Granaglione, near Bologna), open to the public by appointment. One room is dedicated to Pranic Painting, offering visitors a quiet space to experience self-healing through viewing these works free of charge. In recent years, he has returned to an art form he began in the 1980s, using discarded materials collected from streets, dumpster areas, and building rubble—such as cigarette butts and hubcaps. He calls this movement Rifiutismo ("Trashism"). In 1997, he published Maruchèin, featuring a preface by filmmaker Pupi Avati, reflecting on his childhood as a Southern Italian migrant in the North during the 1950s. In 2001, he published his second book, Il Pitto, with a preface by Maria Falcone. His subsequent works include Pensieri liberi e sfusi, La classe operaia è andata all’inferno, Terramare, Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti, a second volume of Pensieri liberi e sfusi, and a collection of poetry titled Canti Aionici. Soricelli is the founder and curator of the Independent Observatory of Bologna for Workplace Fatalities (Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, http://cadutisullavoro.blogspot.it/). Active since January 1, 2008, in memory of the seven ThyssenKrupp workers in Turin who lost their lives tragically weeks prior, it is the first independent observatory for workplace fatalities in Italy. Run entirely by volunteers, it serves as a national reference point for data and news on these workplace tragedies.

Biografia di Carlo Soricelli

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

appello al mondo

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

giovedì 10 settembre 2026

Muore schiacciato dal trattore il 132esimo

FRANCESCO PIPITONE DI 57 ANNI È IL 132ESIMO SCHIACCIATO DAL TRATTORE, EMIGRATO IN GERMANIA, ERA IN VACANZA E STAVA ARANDO IL PEZZO DI TERRA CHE AVEVA A MARSALA. Il 2026 SARÀ L'ANNO PEGGIORE DA QUANDO HO APERTO L'OSSERVATORIO. http:||cadutisullavoro.blogspot.it

comparazione morti sul lavoro tra i morti per infortuni diffusi da INAIL e quelli dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

Sono stati pubblicati in questi giorni i dati INAIL sulle vittime del lavoro, che registrano complessivamente 586 decessi (compresi gli incidenti in itinere), di cui 422 sui luoghi di lavoro. Alla stessa data (31 luglio), l'Osservatorio aveva invece monitorato 665 morti sui luoghi di lavoro: dal confronto con i 422 registrati da INAIL emerge uno spaventoso incremento del 33,5%.Al di là delle analisi metodologiche sui sistemi di monitoraggio, resta il dato drammatico di un vertiginoso aumento delle vittime se si considerano tutti i decessi e non solo la casistica INAIL:Come non considerare morti sul lavoro l'incredibile numero di autotrasportatori? Con gli ultimi due casi dei giorni scorsi siamo arrivati a 133 autotrasportatori deceduti, molti dei quali stroncati da malori alla guida.Come non contare i 132 agricoltori schiacciati dal trattore o da macchinari agricoli simili?Alla mattina di oggi, 10 settembre, contiamo già 790 morti sui luoghi di lavoro, cifra che con gli incidenti in itinere sfiora la drammatica quota di 1.000 vittime complessive.Dedichiamo questo post alla memoria di Andrea Vacca, giovane violinista che tornava a casa in bicicletta, con il suo violino in spalla, dopo aver suonato al Teatro Petruzzelli di Bari.Cogliamo l'occasione per rivolgere un sentito ringraziamento alle migliaia e migliaia di visitatori che ogni giorno continuano a seguire e consultare l'Osservatorio, sostenendo il nostro impegno di informazione e memoria.Carlo SoricelliCuratore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavorohttp://cadutisullavoro.blogspot.itDesidero esprimere un profondo e sincero ringraziamento alle migliaia e migliaia di visitatori che ogni giorno continuano a scegliere e a visitare il nostro osservatorio. La vostra straordinaria presenza è il vero cuore pulsante della nostra attività e la spinta a fare sempre meglio.English Version (Translation)Please find attached the PDF report released on July 31st by the Bologna National Observatory on Workplace Deaths.The latest figures on workplace fatalities released by INAIL show a total of 586 deaths (including commuting accidents), 422 of which occurred directly at workplace sites. As of that same date, our Observatory had monitored 665 deaths at workplace sites—representing a chilling 33.5% increase compared to INAIL's 422.Beyond any methodological debate regarding monitoring techniques, the harrowing reality remains: we are witnessing a tragic surge in fatalities when counting all victims, not just those covered by INAIL:How can we not count the incredible number of truck drivers among workplace deaths? With the two latest victims in recent days, we have reached 133 truck drivers lost, many of whom suffered sudden, fatal medical emergencies while driving.How can we not count the 132 farmers crushed by tractors or similar machinery?As of this morning, September 10th, the count stands at 790 workplace fatalities, reaching nearly 1,000 total deaths when including commuting accidents.We dedicate this post to the memory of Andrea Vacca, a young violinist who was cycling home with his violin on his back after performing at the Petruzzelli Theatre in Bari.We take this opportunity to express our deepest gratitude to the thousands upon thousands of visitors who visit and follow our Observatory every day, supporting our ongoing dedication to awareness and remembrance.  I would like to extend my deepest and most sincere gratitude to the thousands upon thousands of visitors who choose to visit our observatory every single day. Your extraordinary presence and constant enthusiasm are the true beating heart of everything we do, inspiring us each day to reach new heights.  Carlo SoricelliCurator of the Bologna National Observatory on Workplace Deathshttp://cadutisullavoro.blogspot.it

muore in itinere Enrico Vacca, violinista che tornava a casa in bicicletta con il violino sulle spalle

Il violino sulle spalle, la bicicletta di sempre, il tragitto tra casa e il lavoro. ​Si è spento così Enrico Vacca, 45 anni, stimato violinista dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, travolto mentre percorreva la solita strada quotidiana. ​Un infortunio in itinere che strappa alla vita un musicista e un lavoratore, portandosi via la musica prima ancora che l'archetto potesse sfiorare le corde per l'ultima volta. ​Quando un lavoratore non torna a casa, il silenzio che resta non è solo assenza: è un doloroso richiamo a quanto la vita sia fragile sulle nostre strade. Alla famiglia e ai colleghi del Petruzzelli va il nostro pensiero più profondo.

martedì 8 settembre 2026

STRESS AND OVER-EXPLOITATION: NOW EVEN THE EU TAKES NOTICE OF KAROSHI! - STRESS E SUPERSFRUTTAMENTO: ORA ANCHE L'UE SI ACCORGE DEL KAROSHI!

STRESS E SUPERSFRUTTAMENTO: ORA ANCHE L'UE SI ACCORGE DEL KAROSHI! ​Come Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro, lo stiamo denunciando da anni nella totale indifferenza: le stragi sui cantieri e nelle fabbriche sono solo una parte del problema. Esiste un'altra strage invisibile ma letale che divora la vita di lavoratori, impiegati e dirigenti. ​Si chiama Karoshi, la parola giapponese che indica la morte per troppo lavoro, stress, fatica e ritmi insostenibili. Un fenomeno trasversale che riguarda ormai tutto il mondo del lavoro e che incide pesantemente persino sul crollo della natalità: come si può pensare di fare famiglia quando si è schiacciati dal supersfruttamento? ​Ora, finalmente, persino le istituzioni europee sembrano aprire gli occhi su quanto andiamo dicendo da tempo. ​STRESS DA LAVORO: OLTRE 840MILA MORTI L'ANNO ​IL PARLAMENTO UE CHIEDE NUOVE TUTELE VINCOLANTI ​Un recente rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) rileva che oltre 840mila persone muoiono ogni anno nel mondo per problemi di salute legati ai rischi psicosociali sul lavoro. In Europa, un lavoratore su tre è esposto a ritmi frenetici, scadenze serrate e attività che invadono continuamente la vita privata. ​Di fronte a questa emergenza, il Parlamento Europeo ha approvato un testo di iniziativa legislativa per introdurre norme vincolanti: ​Valutazioni periodiche dei rischi psicosociali ​Piani d'azione obbligatori nelle aziende ​Regole severe contro violenze e molestie ​Come ha denunciato la relatrice Estelle Ceulemans: ​"La diffusione di questi problemi sta aumentando vertiginosamente in tutta Europa, aggravata dalle tecnologie digitali e dall'IA. La depressione legata al lavoro costa all'Ue 100 miliardi di euro all'anno." ​NOTA A MARGINE DELL'OSSERVATORIO ​Ci teniamo a sottolineare un aspetto fondamentale: i dati dell'Osservatorio mostrano cifre più elevate e un aumento continuo anche per via del nostro sistema di monitoraggio, estremamente capillare e rigoroso. Non ci limitiamo ai dati parziali o alle sole denunce ufficiali dei canali istituzionali. ​La realtà è che i morti sul lavoro sono molti, molti di più in tutti i settori e il problema riguarda l'intero mondo del lavoro senza distinzioni. Per questo motivo, anche i 1.500 morti monitorati dal nostro Osservatorio lo scorso anno rappresentano solo una stima che, nei fatti, resta ancora sottostimata rispetto alla reale entità della tragedia. ​LA NOSTRA BATTAGLIA CONTINUA ​Come Osservatorio continueremo a monitorare e a denunciare ogni singola vittima, invisibile o meno. Non bastano le risoluzioni o le buone intenzioni: servono tutele reali, controlli severi e un cambio radicale della cultura del lavoro. Nessuno deve più morire di lavoro! Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it STRESS AND OVER-EXPLOITATION: NOW EVEN THE EU TAKES NOTICE OF KAROSHI! As the National Observatory on Work-Related Deaths, we have been denouncing this for years amid total indifference: the slaughters on construction sites and in factories are only part of the problem. There is another invisible yet lethal slaughter devouring the lives of blue-collar workers, office employees, and executives alike. It is called Karoshi, the Japanese word indicating death from overwork, stress, exhaustion, and unsustainable paces. A cross-cutting phenomenon that now affects the entire labor landscape and heavily impacts even the plummeting birth rate: how can anyone think of starting a family when crushed by over-exploitation? Now, finally, even European institutions seem to be opening their eyes to what we have been saying for a long time. WORK-RELATED STRESS: OVER 840,000 DEATHS A YEAR THE EU PARLIAMENT CALLS FOR NEW BINDING PROTECTIONS A recent report by the International Labour Organization (ILO) reveals that over 840,000 people die worldwide each year from health issues linked to psychosocial risks at work. In Europe, one in three workers is exposed to frantic paces, tight deadlines, and tasks that continuously encroach upon their private lives. Facing this emergency, the European Parliament has approved a legislative initiative text to introduce binding rules: Periodic evaluations of psychosocial risks Mandatory action plans in companies Strict rules against violence and harassment As rapporteur Estelle Ceulemans pointed out: "The spread of these problems is skyrocketing across Europe, exacerbated by digital technologies and AI. Work-related depression costs the EU €100 billion a year." SIDE NOTE FROM THE OBSERVATORY We wish to emphasize a fundamental aspect: the Observatory's figures show higher numbers and a continuous rise partly due to our extremely comprehensive and rigorous monitoring system. We do not limit ourselves to partial data or official reports from institutional channels alone. The reality is that work-related deaths are much, much higher across all sectors, and the problem affects the entire working world without distinction. For this reason, even the 1,500 deaths monitored by our Observatory last year represent only an estimate that, in fact, remains an underestimate relative to the true scale of the tragedy. OUR FIGHT CONTINUES As the Observatory, we will continue to monitor and denounce every single victim, whether invisible or not. Resolutions and good intentions are not enough: real protections, strict inspections, and a radical shift in work culture are urgently needed. No one should ever die from work again! Carlo Soricelli, Curator of the Bologna Observatory on Work-Related Deaths

lunedì 7 settembre 2026

Achtung Europa stiamo regalando la democrazia all'estrema destra

Achtung Europa: gli immigrati fanno i lavori più umili, muoiono tre volte più degli europei e senza una vera gestione rischiamo di perdere la democrazia ​L’immigrazione è un tema complesso che le nostre democrazie non possono più permettersi di ignorare o di gestire con superficialità. Da anni si continua a non affrontare la realtà con lucidità, lasciando campo libero alla propaganda, alla paura e ai populismi che rischiano di divorare la nostra storia democratica. ​Guardiamo a cosa succede poco lontano da noi: i risultati in Germania, con l'estrema destra in Sassonia che ha sfiorato il 34% (e picchi che toccano il 43,8% in diversi contesti locali e circoscrizioni), rappresentano un campanello d'allarme assordante. È la prova evidente che quando la politica tradizionale non governa i processi e abbandona il territorio, la democrazia entra in un cortocircuito pericoloso che rischia di riportarci indietro nel tempo. ​Da un lato c’è una questione demografica ed economica innegabile: l’Italia e l’Europa invecchiano a ritmi da record e, senza flussi migratori ben guidati, molti settori vitali del Paese semplicemente si fermerebbero. Ma l’integrazione non può essere lasciata al caso. Serve una regia seria, rigorosa e democratica: chi arriva deve integrarsi, rispettare le leggi e condividere i valori fondamentali della nostra società. Quando la politica fallisce, cresce la percezione di insicurezza e i cittadini, esasperati, finiscono per rincorrere chi soffia sul fuoco. ​Dall'altro lato, però, c'est un'altra verità drammatica, troppo spesso silenziata dal dibattito pubblico e dal controllo dei media: gli immigrati svolgono oggi i lavori più umili, faticosi e pericolosi. Troppo spesso finiscono nei cantieri, nei campi o nelle fabbriche con contratti precari o irregolari e senza tutele adeguate, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane. Gli incidenti mortali sul lavoro tra i lavoratori stranieri registrano percentuali che arrivano a essere il triplo rispetto a quelle dei lavoratori italiani ed europei. ​Non si può raccontare la realtà a metà, mostrando solo ciò che serve a spaventare l'opinione pubblica per raccogliere consenso. Se da un lato serve fermezza nel chiedere il rispetto delle regole e un'integrazione vera, dall'altro occorre riconoscere con rispetto il valore di chi lavora, garantendo la dignità, la tutela e la sicurezza di ogni singola persona sul posto di lavoro. ​Governare l'immigrazione con rigore, giustizia sociale e garanzia assoluta della sicurezza sul lavoro è l'unico modo per difendere la coesione sociale e salvare le nostre istituzioni democratiche. ​Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio di Bologna contro le morti sul lavoro

7 settembre Italia Strage in itinere e sui luoghi di lavoro in questo fine settimana: 8 vittime. Ecco chi sono. Siamo questa mattina a 982 morti complessivi, tra pochi giorni supereremo i 1000 morti commuting to and on the job this weekend: 8 victims. Here is who they are Another bloody weekend brings the tragic toll of work-related victims to 8

​Un altro fine settimana di sangue porta a 8 il conto drammatico delle vittime legate al lavoro: quattro persone hanno perso la vita in itinere, lungo le strade che collegano la casa e l'impiego, e quattro direttamente sui luoghi di lavoro. ​I 4 MORTI IN ITINERE • ​Anabella Cerbone (22 anni) e Claudio Santavenere (16 anni): zia e nipote, giovanissimi, sono morti tragicamente alle 2:00 di notte in un incidente stradale mentre rientravano a casa dal turno di lavoro. • ​Angelo Morelli (67 anni): ha perso la vita in un grave incidente stradale durante lo spostamento lavorativo. • ​Mauro Masarin: deceduto a causa di un incidente in bicicletta mentre si trovava in itinere. ​I 4 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO • ​Stefano Palumbo (67 anni): agricoltore, è rimasto ucciso e dilaniato dall'aggancio con un macchinario agricolo. • ​Luigi Soma: allevatore, è stato travolto e schiacciato dal proprio veicolo da lavoro in Sardegna. • ​Commissario di gara (identità in corso di accertamento): travolto e ucciso mentre svolgeva il suo servizio di sicurezza durante una gara automobilistica in Sicilia. • ​Stefano Sacrapone: deceduto a causa di un drammatico incidente durante uno svolgimento di gara al rally di Imperia. ​Morire a 16 anni alle due di notte mentre si torna dal lavoro, o perdere la vita a 67 anni schiacciati da un macchinario, non sono numeri di una statistica: sono vite spezzate nell'indifferenza. Il lavoro deve garantire la vita, non toglierla. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it Massacre commuting to and on the job this weekend: 8 victims. Here is who they are Another bloody weekend brings the tragic toll of work-related victims to 8: four people lost their lives commuting between home and work, and four directly on the job. THE 4 COMMUTING FATALITIES • Anabella Cerbone (22) and Claudio Santavenere (16): Aunt and nephew, both very young, died tragically at 2:00 AM in a car crash while returning home from their work shift. • Angelo Morelli (67): Lost his life in a severe road accident while traveling for work. • Mauro Masarin: Passed away following a bicycle accident while commuting. THE 4 FATALITIES ON THE JOB • Stefano Palumbo (67): A farmer, he was killed and dismembered after becoming entangled in agricultural machinery. • Luigi Soma: A livestock farmer, he was struck and crushed by his own work vehicle in Sardinia. • Race marshal (identity being verified): Struck and killed while performing safety duties during a motor race in Sicily. • Stefano Sacrapone: Passed away in a tragic accident during the Imperia Rally. Dying at 16 years old at two in the morning while returning from work, or losing your life at 67 crushed by machinery, are not just statistical numbers: they are lives shattered amid indifference. Work must guarantee life, not take it away. Carlo Soricelli

domenica 6 settembre 2026

Il trattore killer uccide un altro giovanissimo,

Non solo lavoro: quando l'indifferenza istituzionale miete vittime anche tra i giovanissimi ​Aveva solo 17 anni. Era uscito con i suoi amici, in un momento di spensieratezza come tanti altri, quando il trattore su cui si trovava si è ribaltato. Non entrerà nelle statistiche ufficiali dei morti sul lavoro, ma la sostanza non cambia: è l'ennesima vita spezzata da una macchina di morte che non perdona. ​Si aggiunge a una lista drammatica che ha già superato i 110 morti dall'inizio dell'anno, proiettandoci verso un bilancio che rischia di superare persino i 143 tragici casi registrati. ​Se i genitori di quel ragazzo avessero avuto un'idea chiara della frequenza e della letalità di questi incidenti, avrebbero potuto fermarlo, avvertirlo, pensarci due volte. Ma la consapevolezza sociale si costruisce anche e soprattutto con l'informazione pubblica. ​È qui che risiede la grave responsabilità delle istituzioni. Spetterebbe al Ministro dell'Agricoltura muoversi con urgenza: promuovere ed emanare disposizioni per una vasta campagna informativa nazionale che spieghi a tutti — lavoratori, famiglie e giovani — la reale pericolosità di questi mezzi e l'importanza vitale dei dispositivi di sicurezza (roll-bar, archi di protezione e cinture). ​L'assenza di informazione produce un'illusione di sicurezza che si paga con la vita. Non possiamo continuare ad assistere in silenzio a questo bollettino di guerra.

sabato 5 settembre 2026

strage inarrestabile di autotrasportatori

Soltanto ieri vi raccontavamo la drammatica strage che sta colpendo il settore dell'autotrasporto, in un post che ha superato le 10.000 visualizzazioni e scosso la nostra community. Purtroppo, a fine giornata il bilancio è tragicamente peggiorato: dobbiamo aggiungere altre due vittime a questo elenco, portando il totale a 130 morti. Ci stringiamo al dolore per la scomparsa di Dario Viscido, 50 anni, il cui furgone è rimasto schiacciato tra due TIR sulla A16 in Campania, e di Othmane Moufakir, appena 31 anni, che ha perso la vita a Isola Rizza (Verona) impattando contro una barriera di cemento. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a questo bollettino di guerra. il report sulla strage lo trovate in apertura dell'osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

venerdì 4 settembre 2026

STRAGE SULLE STRADE: IL TRISTE PRIMATO DEL GOVERNO MELONI-SALVINI E LA MORIA NEL VENETO CHE HA GIA’ SUPERATI I 100 MORTI PER INFORTUNI NEL 2026.CARNAGE ON ITALIAN ROADS: THE TRAGIC RECORD OF THE MELONI-SALVINI GOVERNMENT AND THE SLAUGHTER IN VENETO

Gli incidenti dei mezzi pesanti mettono a rischio gli autisti e chiunque viaggi sulle strade. Fonte: Messaggero Veneto In soli otto mesi e quattro giorni, l'Italia ha quasi raggiunto il bilancio di un intero anno di tragici incidenti nell'autotrasporto: al 4 settembre 2026 sono già 129 gli autotrasportatori che hanno perso la vita sul lavoro. Nel 2023 gli autotrasportatori morti nell'intero anno erano stati 134. A questo ritmo, il 2026 si avvia a infrangere ogni drammatico record precedente. È un vero e proprio "primato" di cui il Governo Meloni e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini dovrebbero solo vergognarsi. IL VENETO: EPICENTRO DELLA STRAGE In questa spaventosa mappa della morte, è il Veneto a conquistare la maglia nera come regione più colpita d'Italia. Un territorio snodo fondamentale della logistica e del PIL del Nord-Est, trasformato in un mattatoio a cielo aperto per chi guida un camion. Non parliamo solo di scontri devastanti sulle autostrade che coinvolgono ignari automobilisti. Parliamo di: • Eroi del volante trovati privi di vita nelle cabine dei camion nei piazzoli di sosta e nelle aree di servizio, stroncati da ritmi usuranti e infarti senza che nessuno se ne accorga. • Lavoratori schiacciati o travolti durante le operazioni di carico e scarico nei piazzali aziendali e nella logistica. APPALTI A CASCATA E PRECARIETÀ: LE VERE CAUSE Questa "moria" non è una fatalità: è il risultato preciso di scelte politiche e normative sciagurate: 1. Gli appalti a cascata sdoganati da Salvini: La deregolamentazione e il Far West dei subappalti spingono le aziende al ribasso continuo dei prezzi, scaricando costi e tempi di consegna sulle spalle (e sulla vita) degli autisti. 2. Il ricatto del precariato (da Renzi a oggi): L'abolizione dell'Articolo 18 con il Jobs Act del 2015 ha trasformato il lavoro privato in una forma di caporalato legalizzato. I lavoratori assunti con le nuove regole sono sotto il perenne ricatto del licenziamento: possono essere mandati a casa in qualsiasi momento con una scusa e una manciata di spiccioli. Per non perdere il posto, si è costretti ad accettare turni stremanti, velocità folli e mancate pause di riposo. COSA SERVE SUBITO Fermare questa strage si può, ma serve la volontà politica di cancellare il precariato e introdurre un tempo indeterminato vero, non "farlocco". Finché il lavoro sarà trattato come una merce usa e getta e le strade come piste di gara per la logistica selvaggia, i nostri autotrasportatori continueranno a morire nel silenzio generale. Carlo Soricelli Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it In just eight months and four days, Italy has almost matched the entire annual death toll for fatal accidents in the road haulage sector: as of September 4, 2026, 129 truck drivers have already lost their lives on the job. In 2023, the total number of fatalities among truck drivers for the whole year was 134. At the current pace, 2026 is on track to break every previous grim record. This is a "primacy" that the Meloni Government and Minister of Infrastructure and Transport Matteo Salvini should be deeply ashamed of. RACE TOWARDS 1,000 TOTAL WORKPLACE DEATHS This tragedy in transport is part of a wider national emergency. Today, Italy is rapidly racing toward 1,000 total workplace fatalities since the beginning of the year. At this unrelenting rate, we will cross this horrific threshold within a week at most. A thousand workers killed on the job is not an abstract statistic—it is a systemic collapse of safety rights. VENETO: THE EPICENTER OF THE SLAUGHTER In this terrifying map of death, the Veneto region holds the black jersey as the most severely affected area in Italy. Veneto—a crucial hub for logistics and the industrial economy of the North-East—has been turned into an open-air slaughterhouse for those who drive heavy vehicles. We are not only talking about devastating highway crashes that endanger all commuters. We are talking about: • Heroes of the wheel found dead in their cabs in truck stops and service areas, killed by grueling work hours and sudden cardiac arrests before anyone notices. • Workers crushed or run over during loading and unloading operations in logistics yards and factory bays. CASCADING SUB-CONTRACTS AND PRECARITY: THE REAL CAUSES This mass mortality among workers is not bad luck—it is the direct outcome of reckless political choices: 1. Cascading sub-contracts introduced by Salvini: The deregulation of public procurement and the "Wild West" of subcontracting push companies into endless race-to-the-bottom pricing, dumping costs and delivery pressures onto the drivers' health and lives. 2. The blackmail of precarious labor (from Renzi to today): The removal of protections (such as Article 18 of the Italian Labor Code in 2015) transformed private sector labor into a form of legalized exploitation. Workers under modern precarious contracts face the constant threat of dismissal: they can be fired at any moment under false pretenses with a tiny payout. To keep their jobs, drivers are forced to accept exhausting shifts, unsafe speeds, and skipped rest breaks. WHAT MUST BE DONE IMMEDIATELY Stopping this carnage is possible, but it requires the political will to eliminate job insecurity and restore genuine open-ended employment contracts. As long as labor is treated as a disposable commodity and roads as racetracks for unchecked logistics, our truck drivers will continue to die in widespread silence. Carlo Soricelli Independent Observatory of Bologna on Workplace Fatalities http://cadutisullavoro.blogspot.it

mercoledì 2 settembre 2026

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Le trasferte delle morti

I mortali "itineranti": quando il lavoro diventa merce ​La tragedia di Alessandro Vezzoli — bresciano di 53 anni, morto schiacciato in un cantiere nel varesotto — svela un dramma taciuto: ogni anno centinaia di persone muoiono lontano da casa, spostandosi da una provincia o regione all'altra. ​Siamo di fronte alla mobilità del rischio: ​Pendolarismo estremo e subappalti: Trasferte continue, ritmi logoranti e ditte itineranti moltiplicano i pericoli. ​Persone come merce: Nella corsa al ribasso dei costi, la sicurezza viene trattata come una spesa superflua e i lavoratori come materiale sostituibile. ​Sradicamento: Dal Sud al Nord, o tra province vicine, la necessità di lavorare costringe a rischiare la vita lontani dai propri cari. ​Denunciare queste trasferte della morte serve a ricordare che dietro ogni statistica non c'è una "risorsa umana", ma una vita spezzata.

​"Papà torna a casa?": la domanda che spezza il cuore ai tre figli di Pasquale.

Pasquale Andriotta aveva il contratto in scadenza. Quello doveva essere il suo ultimo giorno di lavoro. Ad aspettarlo a casa c’erano tre bambini piccoli e una famiglia intera. Non è più tornato. ​Quando un lavoratore perde la vita, il contatore delle statistiche sale di un'unità e poi la notizia scompare. Ma dentro le case delle famiglie colpite, il tempo si ferma per sempre. ​Solo quest'anno sono già oltre 100 i bambini e i ragazzi rimasti orfani a causa del lavoro. Figli piccolissimi, adolescenti a cui viene strappato un padre o una madre da un momento all'altro. Immaginate lo strazio di un bambino che aspetta il papà a cena e deve sentirsi dire che non tornerà mai più. Immaginate la vita di questi figli, spezzata in un secondo, costretti a crescere con un'assenza gigante. ​E poi ci sono le mogli, i mariti, i genitori, i fratelli, i nonni. L'anno scorso sono state oltre 1.500 le tragedie come questa. 1.500 famiglie devastate da uno strazio che non si può raccontare a parole, ma che si legge chiaramente negli occhi di chi resta. Chi vive da vicino questo dolore sa che non si supera mai: diventa un vissuto quotidiano fatto di silenzio, rabbia e una solitudine immensa. ​Non si muore mai da soli sul lavoro. Insieme a ogni lavoratore muore un pezzo di chi gli voleva bene. ​A Pasquale, alla sua famiglia e a tutti gli orfani e le famiglie vittime di questa strage silenziosa: la nostra memoria e il nostro impegno per non abituarci mai a questo orrore.

martedì 1 settembre 2026

Precariato uguale a caporalato.. La morte di Pasquale è questo

​Pasquale Andriotta: morto di sfruttamento, fatica e precarietà. Il lavoro precario è un omicidio sociale ​Pasquale Andriotta aveva 42 anni e tre figli. È morto stroncato da un malore mentre stava effettuando l'ennesima consegna in un giorno rovente, piegato da carichi di lavoro estenuanti e da un ritmo disumano. ​Ma la tragedia nella tragedia è che Pasquale è morto nell'ultimo giorno del suo contratto a termine. Mentre la fatica gli spezzava il cuore, l'angoscia gli divorava i pensieri: la paura devastante di non vedere rinnovato quel contratto, l'assillo permanente di non poter garantire il pane e un futuro ai suoi tre bambini. ​Morire nell'ansia della riconferma ​Non ci sono parole rassicuranti per descrivere quanto accaduto. Pasquale non è soltanto la vittima di un malore sul posto di lavoro: è la dimostrazione spietata di come la precarietà uccida prima ancora degli incidenti. ​La sua morte è figlia diretta di un sistema basato sullo sfruttamento e sulla fatica spinta oltre ogni limite umano. Quando un lavoratore vive con una scadenza fissa stampata sopra la testa, perde perfino la libertà di fermarsi, di protestare o di dire "non ce la faccio", nel terrore di essere tagliato fuori il giorno dopo. ​Il caporalato moderno ​Il precariato non è una semplice scelta organizzativa: è una condizione di ricattabilità permanente. È il caporalato del nostro tempo, nascosto dietro la facciata di contratti temporanei, appalti e sigle burocratiche. ​Togliere la stabilità a un padre di famiglia significa togliergli l'aria. Significa esporlo a ritmi insostenibili pur di dimostrare di "meritarsi" un rinnovo. Per questo motivo dobbiamo dirlo ad alta voce e senza mezzi termini: il lavoro precario è un omicidio sociale. ​Una battaglia civile senza se e senza ma ​Mentre la narrazione ufficiale ci parla di dati in miglioramento e di tutele all'avanguardia, nelle nostre strade si consuma la tragedia invisibile di chi cade nell'indifferenza generale. ​L'Osservatorio continuerà a denunciare questa strage e a dare un nome e un volto a chi perde la vita in questo modo. Non ci sarà mai reale sicurezza sul lavoro finché non si cancellerà il ricatto del precariato e dello sfruttamento. ​Per Pasquale, per i suoi tre figli e per tutti i lavoratori trasformati in invisibili.

lunedì 31 agosto 2026

Un agosto di sangue mai visto in 19 anni di monitoraggio dell'Osservatorio di bologna morti sul lavoro. REPORT: WORKPLACE FATALITIES IN ITALY (Data as of August 31, 2026)

REPORT: MORTI SUL LAVORO IN ITALIA (Dati al 31 Agosto 2026) Nei primi otto mesi del 2026 sono morti complessivamente 959 lavoratori (compresi gli infortuni in itinere). Di questi, 765 sono deceduti direttamente sui luoghi di lavoro. Oggi, 31 agosto, si conclude un mese orribile segnato da una montagna di morti: quattro soltanto nella giornata odierna. Il nuovo schiavismo, che oggi si chiama precariato, ha ucciso Pasquale Andriotta (nella foto), morto per fatica, stress, caldo e precarietà. Oggi gli scadeva il contratto e, con ogni probabilità, il timore di un mancato rinnovo ha contribuito alla sua fine. Non possiamo più assistere inermi a questo precariato imperante che sta facendo aumentare esponenzialmente i morti sul lavoro. I numeri dell'Osservatorio e i visitatori Prima di tutto vorrei ringraziare i visitatori del blog dell’Osservatorio di Bologna sui Morti sul Lavoro (cadutisullavoro.blogspot.it), che nel solo mese di agosto hanno superato l’incredibile cifra di 250.000 visualizzazioni. Cittadini comuni, istituzioni, giornalisti, studiosi e media (anche esteri) visitano regolarmente l’Osservatorio. Mi sento molto orgoglioso del lavoro volontario svolto da 19 anni a questa parte. Un grazie va anche ai circa 70.000 amici di Facebook che seguono i post dedicati a queste tragedie (oltre a una quota di appassionati d’arte che mi segue per altri contenuti). Confronto con il 2025: un aumento spaventoso • Dati complessivi (1° gennaio - 31 agosto 2026): 959 morti totali (di cui 765 sui luoghi di lavoro). Al 31 agosto 2025 i morti totali erano 687: si registra quindi un incremento di oltre il 10%. • Focus sul mese di agosto: Considerando i soli decessi avvenuti sui luoghi di lavoro nel mese di agosto, quest'anno ne sono stati registrati 101 (contro i 62 del mese di agosto 2025). Includendo i decessi in itinere, nel solo mese di agosto si superano i 120 morti, registrando uno spaventoso aumento del 36%. Occorre analizzare a fondo questo dato che lascia letteralmente senza fiato. Giovani, donne e lavoratori stranieri Questo mese verrà ricordato per la tragica scomparsa di Gabriele Tullio (nella foto), di soli 15 anni, che lavorava in nero e di notte come ambulante. • Under 30: Dall'inizio dell'anno sui luoghi di lavoro sono morti 55 giovani sotto i 30 anni. A questi ne vanno aggiunti moltissimi altri deceduti in incidente stradale mentre andavano o tornavano dal lavoro: una vera e propria strage. Mettersi alla guida di una moto nel tragitto casa-lavoro richiede massima prudenza, spesso compromessa dalla stanchezza o dalla fretta. • Donne e stranieri: Le donne muoiono soprattutto in itinere. Gli stranieri deceduti sui luoghi di lavoro nei primi 8 mesi sono stati 145: rapportati alla popolazione italiana lavoratrice, presentano un tasso di mortalità triplo, poiché destinati alle mansioni più umili e pericolose. I settori più colpiti: Autotrasporto e Agricoltura Impressionante la sequenza di morti nell’autotrasporto, che conta ben 133 vittime da quando, a fine 2022, sono stati introdotti gli "appalti a cascata". Terribile è anche il bilancio nel settore agricolo per lo schiacciamento da trattore, dove si registrano già 110 morti sui luoghi di lavoro. Non vedere alcun intervento strutturale da parte dei due Ministeri competenti lascia sconcertati. Da soli, autotrasporto e agricoltura rappresentano il 32% dei morti totali sui luoghi di lavoro. Le vittime anziane e il fenomeno sociale • Ultra-sessantenni: I lavoratori sopra i 60 anni deceduti sui luoghi di lavoro sono già 238, rappresentando da soli il 31,5% del totale. • Ultra-settantenni: Se passiamo agli ultra-settantenni, il dato raggiunge la cifra incredibile di 140 morti (18,37% del totale sui luoghi di lavoro). Ovviamente non continuano a lavorare per "divertimento" o per mancanza di passatempi: lo fanno per integrare magre pensioni e per aiutare figli e nipoti che, con i propri stipendi, non riescono ad arrivare a fine mese. Con il precariato gli stipendi sono diventati da fame, spingendo al contempo i giovani italiani qualificati a fuggire all'estero. Speriamo che qualche sociologo decida di approfondire e analizzare questo devastante fenomeno sociale. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna sui Morti sul Lavoro REPORT: WORKPLACE FATALITIES IN ITALY (Data as of August 31, 2026) In the first eight months of 2026, a total of 959 workers lost their lives (including commuting accidents). Of these, 765 died directly at their place of work. Today, August 31, closes a horrific month marked by a tragic toll of lives lost: four today alone. The new form of modern slavery, now labeled job insecurity (precarious work), claimed the life of Pasquale Andriotta today, who died from exhaustion, stress, heat, and employment instability. His contract was expiring today, and in all likelihood, the fear of it not being renewed contributed to his demise. We can no longer stand idly by as this pervasive precarious work drives up workplace fatalities exponentially. The Observatory’s Figures and Visitors First and foremost, I would like to thank the visitors of the blog for the Bologna Observatory on Workplace Fatalities (cadutisullavoro.blogspot.it), which in the month of August alone exceeded an incredible 250,000 views. Everyday citizens, public institutions, journalists, researchers, and media outlets (including foreign ones) regularly visit the Observatory. I feel immense pride in the voluntary work carried out over the past 19 years. My thanks also go to the roughly 70,000 Facebook followers who read my posts dedicated to these tragedies (alongside art enthusiasts who follow the page for other content). Comparison with 2025: A Staggering Increase • Overall Data (January 1 – August 31, 2026): 959 total fatalities (including 765 directly on site). As of August 31, 2025, total deaths stood at 687: representing an increase of over 10%. • Focus on August: Looking strictly at deaths occurring at the workplace during the month of August, 101 were recorded this year (compared to 62 in August 2025). Including commuting accidents, the total for August exceeds 120 deaths, marking a staggering 36% increase. This data requires deep, urgent analysis, as it is truly breathtaking in its severity. Youth, Women, and Foreign Workers This month will be remembered for the tragic loss of Gabriele Tullio, just 15 years old, who was working undeclared night shifts as a street vendor. • Under 30s: Since the start of the year, 55 young people under the age of 30 have died at work. To these, we must add many others who died in road accidents while commuting to or from work: a true slaughter. Riding a motorcycle on the home-to-work commute requires maximum caution, often compromised by exhaustion or rushing. • Women and Foreigners: Women primarily lose their lives while commuting. Foreign workers who died at their workplaces in the first 8 months number 145: relative to the Italian working population, they have a mortality rate three times higher, as they are relegated to the most low-paying and hazardous jobs. Most Affected Sectors: Road Transport and Agriculture The sequence of deaths in road transport is alarming, accounting for 133 fatalities since late 2022, when "cascading subcontracting" rules were introduced. Terrible is also the toll in the agricultural sector due to tractor rollovers, where 110 deaths have already been recorded at work. Seeing no structural intervention from the two competent Ministries leaves one bewildered. On their own, road transport and agriculture represent 32% of total workplace fatalities. Elderly Victims and the Social Phenomenon • Over-60s: Workers over the age of 60 who died at work already total 238, accounting on their own for 31.5% of the total. • Over-70s: Looking at workers over 70, the figure reaches an unbelievable 140 deaths (18.37% of the total workplace deaths). Obviously, they do not continue working for "fun" or due to a lack of hobbies: they do so to supplement meager pensions and to support children and grandchildren who, with their own salaries, cannot make ends meet. With precarious employment, wages have fallen to starvation levels, while simultaneously driving qualified young Italians to flee abroad. We hope that sociologists will step forward to study and analyze this devastating social phenomenon. Carlo Soricelli Curator of the Bologna Observatory on Workplace Fatalities

domenica 30 agosto 2026

Terzo anniversario della strage di Brandizzo

Oggi il terzo anniversario della strage di Brandizzo dove morirono 5 lavoratori di notte in appalto delle Ferrovie di Stato. Ricordiamo Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Saverio Lombardo e Giuseppe Aversa.

Di corsa verso i 1000 morti sul lavoro in Italia

IL MANIFESTO DELL'OSSERVATORIO BOLOGNA MORTI SUL LAVORO ​Stiamo correndo a velocità folle verso una quota drammatica: 1.000 morti complessivi sul lavoro (compresi i deceduti in itinere). Una corsa inarrestabile che, di questo passo, entro settembre raggiungerà questo ennesimo, devastante numero di vite spezzate. ​In queste ore piangiamo l'ennesima tragedia: un bracciante ucraino di soli 45 anni, stroncato dal caldo e dalla fatica tremenda nei campi del Napoletano. Ma la striscia di sangue si allunga ogni giorno senza tregua, dal Sud al Nord, con danni e vittime gravissime che colpiscono duramente anche il Veneto e ogni angolo d'Italia. ​C'è poi un aspetto sommerso di cui non si parla mai abbastanza quando si analizza la tragedia della sicurezza: la morte per fatica, stress e logoramento psicofisico. Riguarda tantissimi lavoratori in ogni settore, spesso costretti a ritmi insostenibili e carichi di lavoro devastanti. Ne è un simbolo tragico e recente la scomparsa di Daniele Compatangelo, stimato inviato e corrispondente de La7, stroncato improvvisamente a soli 50 anni. ​La fatica uccide. Il caldo uccide. I ritmi disumani uccidono. ​Oggi più che mai, i lavoratori devono ritrovare una visione d'insieme. Indipendentemente da come la si pensi dal punto di vista politico, è fondamentale ritrovare un'unità d'azione per tutelare i propri interessi. Questi interessi e il diritto alla vita sono gli stessi per tutti, anche se il mondo del lavoro è stato frammentato e spezzettato in mille rivoli. ​Non si può continuare a morire di lavoro nell'indifferenza. Serve una svolta immediata, prima che questa strage continua inghiotta altre centinaia di famiglie. ​— Carlo Soricelli Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro. THE MANIFESTO OF THE BOLOGNA WORKPLACE FATALITY OBSERVATORY I am Carlo Soricelli, curator of the Bologna Observatory on Workplace Fatalities. We are rushing at a terrifying speed toward a tragic milestone: 1,000 overall workplace fatalities (including commuting accidents). An unstoppable surge that, at this rate, will reach this devastating number of lost lives by September. In these hours, we mourn yet another tragedy: a Ukrainian farm worker, just 45 years old, collapsed from the intense heat and severe exhaustion in the fields near Naples. But this trail of blood stretches relentless every single day, from South to North, with severe damage and casualties hitting Veneto and every corner of Italy hard. There is also a hidden aspect that is rarely mentioned when analyzing the tragedy of workplace safety: death caused by exhaustion, stress, and physical and mental wear and tear. It impacts countless workers across every sector, who are often subjected to unbearable paces and crushing workloads. A tragic and recent symbol of this is the sudden passing of Daniele Compatangelo, a respected correspondent for La7, who died unexpectedly at just 50 years old. Exhaustion kills. Heat kills. Inhumane paces kill. Today more than ever, workers must regain a unified, big-picture perspective. Regardless of individual political views, it is vital to rebuild a unified action front to safeguard their shared interests. These interests—and the fundamental right to life—are identical for everyone, even though the labor market has been fragmented and split into a thousand separate streams. We cannot allow people to keep dying on the job amid indifference. An immediate turning point is needed before this ongoing tragedy destroys hundreds more families. — Carlo Soricelli National Observatory of Bologna on Workplace Fatalities

venerdì 28 agosto 2026

Karosci anche in Italia, ormai i lavoratori in Italia muoiono quanto in Giappone per superlavoro, e non solo per la fatica fisica

Il giornalista di La7 Daniele Compatangelo è scomparso negli Stati Uniti per un improvviso malore. Un dramma che porta alla luce il fenomeno del Karoshi (過労死), termine giapponese che indica la morte per superlavoro, stress estremo e ritmi insostenibili. Ormai sono tantissimi anche gli italiani che muoiono di superfatica, vittime di pressioni d'impatto devastante sul lavoro.
La7 journalist Daniele Compatangelo passed away suddenly in the US. His death brings to light the tragedy of Karoshi—the Japanese term for death caused by extreme overwork and stress. Countless Italians are now dying from severe overwork, caught in unsustainable and dangerous work conditions.

STRAGE IN VENETO DI LAVORATORI. Slaughter of workers in Veneto Italy

Ecco Riccardo Valentin Muraru il povero giovane di 20 anni in appalto che è morto fulminato cadendo da un tetto di un capannone nel padovano. il Veneto è tra le geandi Regioni con più morti sul lavoro due anche negli ultimi due giorni. Quasi il doppio di Emilia Romagna e Sicilia. "Here is Riccardo Valentin Muraru, the poor 20-year-old subcontracted worker who was electrocuted to death after falling from the roof of a warehouse in the Padua area. Veneto is among the major regions with the highest number of workplace fatalities—two in the last two days alone—nearly double the numbers of Emilia-Romagna and Sicily. In Italy, there is an ongoing slaughter of both the very young and the elderly."

IL SANGUE DEI LAVORATORI STRANIERI È MENO ROSSO? IS THE BLOOD OF FOREIGN WORKERS LESS RED?

Ieri un’altra giornata drammatica, altre due vite spezzate sul lavoro. Due lavoratori stranieri che non torneranno più a casa: Nell’Astigiano, un uomo macedone di 50 anni ha perso la vita cadendo in un tino. Nel Vicentino, un ragazzo romeno di appena 20 anni è precipitato dal tetto di un capannone mentre lavorava in edilizia. A soli vent’anni, inghiottito da quella catena invisibile e letale di appalti, sub-appalti e sub-sub-appalti. La solita filiera dove tutti guadagnano e scaricano l'insicurezza e i rischi sull'ultimo anello della catena. I dati sono spietati: gli stranieri hanno un rischio di morire sul lavoro tre volte superiore (il 300% in più) rispetto ai lavoratori italiani. Svolgono i lavori più umili, faticosi e pericolosi. Guadagnano pochissimo, e oltre a pagare questo prezzo altissimo in termini di vite umane, devono subire anche il razzismo e la discriminazione. Tutti ci guadagnano, mentre agli ultimi non resta niente se non il pericolo quotidiano. È una vergogna inaccettabile. Il sangue non ha colore e non ha nazionalità. Dignità, diritti e sicurezza devono valere per tutti, senza eccezioni. Yesterday was another tragic day, with two more lives shattered on the job. Two foreign workers who will never return home: In the Asti area, a 50-year-old Macedonian man lost his life after falling into a vat. In the Vicenza area, a Romanian youth of just 20 fell to his death from the roof of a warehouse while working in construction. At only twenty years old, swallowed by that invisible and deadly chain of contracts, subcontracts, and sub-subcontracts. The usual supply chain where everyone profits while offloading insecurity and risk onto the very last link. The numbers are unforgiving: foreign workers face a risk of dying on the job three times higher (300% more) than Italian workers. They perform the most humble, grueling, and dangerous tasks. They earn next to nothing, and on top of paying this devastating toll in human lives, they also have to endure racism and discrimination. Everyone profits, while the workers at the bottom get nothing but daily peril. It is an unacceptable disgrace. Blood has no color and no nationality. Dignity, rights, and workplace safety must apply to everyone, without exception.

giovedì 27 agosto 2026

Ecco in che mani è l''Italia

Si vergogni ministro dell'Agricoltura Lollobrigida per la sua inerzi per la strage provocata dai trattori

APPEAL BY THE INDEPENDENT OBSERVATORY OF BOLOGNA ON WORK-RELATED DEATHS APPELLO DELL'OSSERVATORIO INDIPENDENTE DI BOLOGNA SUI MORTI SUL LAVORO

The slaughter in Italy, the trap of statistics, and the international comparison In Italy, the tragedy of fatal workplace accidents continues at a dramatic pace: to date, in 2026, we have already exceeded 900 deaths, following a devastating 2025 that saw over 1,400 victims. In our country, by law, commute accidents (in itinere—i.e., those occurring during the journey to and from the workplace) are fully considered work-related deaths. However, a vast area of total invisibility exists: over 30% of the deceased consist of elderly workers, and a very large number are foreign workers operating in the shadow economy, lacking citizenship, residence permits, and state insurance coverage. Lacking official protection, these workers completely disappear from official state statistics. Why official rates calculated on the "number of employed people" are misleading We strongly argue that official statistics calculated exclusively on the "number of regularly registered employed workers" are structurally distorted. Because over a third of the victims do not have state insurance (such as INAIL), using only contracted workers as the denominator alters reality and artificially lowers risk indices. Among the victims are very many elderly people who continue to work far beyond retirement age—up to 70, 80, and even 90 years old, as demonstrated by the tragic sequence of deaths caused by tractor rollovers in agriculture or in construction and manual labor. To eliminate this distortion and bring all the invisible workers to light, the mortality rate should not be calculated based on official employees, but rather in relation to the total population aged 16/18 and above, without any upper age limit. Only in this way is it possible to obtain a real, transparent incidence rate capable of counting every single life lost. An open question to the international community We wonder whether similar dynamics and concealments also occur in your countries—particularly in the United States, France, the United Kingdom, and Germany. Extremely low reported mortality rates, such as the official British ones, leave strong doubts regarding the actual transparency of counting criteria and the traceability of vulnerable, elderly, and irregular workers. The Independent Observatory of Bologna on Work-Related Deaths, active since January 1, 2008, monitors and records every single tragedy in Italy daily within detailed tables. For each victim, the following are documented: date, month, year, identity, age, profession, nationality, and a brief reconstruction of the event dynamics. Through this rigorous and independent method, the Observatory has recorded over 20,000 workplace deaths from 2008 to the present day. We wish to initiate a debate and dialogue with researchers, trade unionists, journalists, and citizens from other countries: how are work-related deaths actually counted in your nations? Are irregular workers, unregistered immigrants, commuting accidents, and subcontracting workers tracked or hidden? Carlo Soricelli Curator of the Independent Observatory of Bologna on Work-Related Deaths Website: http://cadutisullavoro.blogspot.it ​La strage in Italia, la trappola delle statistiche e il confronto internazionale ​In Italia la tragedia degli incidenti mortali sul lavoro prosegue a ritmi drammatici: ad oggi, 27 agosto, abbiamo già superato i 900 morti, dopo un 2025 devastante che ha visto oltre 1.400 vittime. ​Nel nostro Paese, per legge, vengono considerati morti sul lavoro a tutti gli effetti anche gli incidenti in itinere (ovvero quelli che avvengono durante il tragitto di andata e ritorno dal luogo di lavoro). Tuttavia, esiste un'ampia fascia di totale invisibilità: oltre il 30% dei deceduti è composto da lavoratori anziani, e moltissimi sono lavoratori stranieri che operano nel sommerso, privi di cittadinanza, permesso di soggiorno e copertura assicurativa. Essendo privi di tutele ufficiali, questi lavoratori spariscono completamente dalle statistiche istituzionali dello Stato Italiano. ​Perché i tassi ufficiali calcolati sul "numero di occupati" sono fuorvianti ​Sosteniamo con forza che le statistiche ufficiali calcolate esclusivamente sul "numero di occupati regolarmente registrati" siano strutturalmente distorte. Poiché oltre un terzo delle vittime non dispone di un'assicurazione statale (come l'INAIL), utilizzare come denominatore i soli lavoratori contrattualizzati altera la realtà e abbassa artificialmente gli indici di rischio. ​Tra le vittime ci sono moltissimi anziani che continuano a lavorare ben oltre l'età pensionabile — fino a 70, 80 e persino 90 anni, come dimostra la drammatica scia di morti per il ribaltamento dei trattori nell'agricoltura, già 108 o nei lavori edili e manuali. Per eliminare questa distorsione e far emergere tutti gli invisibili, il tasso di mortalità non va calcolato sugli occupati ufficiali, ma va rapportato alla popolazione totale dai 16/18 anni in su, senza alcun limite d'età finale. Solo così è possibile ottenere un indice di incidenza reale, trasparente e capace di contare ogni singola vita spezzata. ​Un quesito aperto alla comunità internazionale ​Ci chiediamo se dinamiche e occultamenti simili si verifichino anche nei vostri Paesi — in particolare negli Stati Uniti, in Francia, nel Regno Unito, in Spagna e in Germania. Tassi di mortalità dichiarati estremamente bassi, come quelli ufficiali inglesi, lasciano forti dubbi sulla reale trasparenza dei criteri di conteggio e sulla tracciabilità dei lavoratori fragili, anziani e irregolari. ​L'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008, monitora e registra quotidianamente ogni singola tragedia in Italia all'interno di tabelle dettagliate. Per ciascuna vittima vengono documentati: data, mese, anno, identità, età, professione, nazionalità e una breve ricostruzione della dinamica. Con questo metodo rigoroso e indipendente, l'Osservatorio ha registrato oltre 20.000 morti sul lavoro dal 2008 a oggi. ​Desideriamo avviare un confronto e un dialogo con ricercatori, sindacalisti, giornalisti e cittadini di altri Paesi: come vengono realmente contati i morti sul lavoro nelle vostre nazioni? Gli irregolari, gli immigrati non registrati, gli itinere e i subappalti vengono tracciati o nascosti? ​Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro Sito web: http://cadutisullavoro.blogspot.it ​

mercoledì 26 agosto 2026

2026 il peggior anno da quando nel 2008 è stato aperto l’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

LA STRAGE SILENZIOSA DEL LAVORO: 18 VITE SPEZZATE IN SOLI 4 GIORNI Dietro ai numeri ci sono i nomi, le volti e i sogni interrotti di chi era uscito di casa semplicemente per lavorare. I dati al 25 agosto 2026: Agosto 2026: 80 morti sui luoghi di lavoro (escluso il tragitto casa-lavoro). Nello stesso periodo del 2025 erano 67. Da inizio 2026 ad oggi: 747 lavoratori deceduti (oltre 950 contando gli incidenti in itinere). Nello stesso periodo del 2025 erano 687 (932 con l'itinere). Una realtà drammatica: Il 32% delle vittime ha più di 60 anni. 🖤 Chi sono i 18 caduti sul lavoro dal 21 al 25 agosto: Gabriele Tullio (15 anni) e Francesco Di Fazio (32 anni) – Roma (Lazio): Uccisi dal monossido di carbonio mentre si riposavano nel furgone dopo il lavoro ad una sagra. Non si possono far lavorare i bambini, il povero Gabriele lavorava in nero. Paolo Lettieri (18 anni) – Morto in un tragico incidente stradale mentre andava a lavorare (in itinere). Fabrizio Valente (62 anni) – Savona (Liguria): Bagnino, deceduto nel tentativo di salvare un bagnante in mare. Don Aloys Mbala Ghislain Mewoli (47 anni) – Campobasso (Molise): Parroco di origine camerunense, stroncato da un malore (Karoshi) durante la messa. Sotiris Chaikalis (35 anni) – L'Aquila (Abruzzo): Impiegato di origine greca, deceduto per stress lavorativo/Karoshi. Hichem Karkar (55 anni) – Ragusa (Sicilia): Agricoltore di origine tunisina, schiacciato dal trattore a Roccazzo. Autista di 43 anni – Reggio Emilia (Emilia-Romagna): Camionista bielorusso, stroncato dal caldo e dal lavoro eccessivo (Karoshi). Maurizio Bonati (72 anni) – Milano (Lombardia): Caduto da una scala durante lavori a Quarto Oggiaro. Alessandro Pizzato (52 anni) – Autostrada A4 (Friuli Venezia Giulia): Deceduto in un incidente stradale durante il trasporto merci. Agricoltore (66 anni) – Pisa (Toscana): Trovato senza vita all'interno di un capanno in un oliveto. Lavoratore (73 anni) – Cuneo (Piemonte): Travolto e ucciso da un cancello che stava riparando in un agriturismo. Giovanni Piccolo (54 anni) – Campobasso/Stati Uniti: Ristoratore, deceduto per stress e sfinimento lavorativo (Karoshi). Nicola Cavazzi (43 anni) – Sondrio (Lombardia): Autotrasportatore, precipitato con il fuoristrada su un sentiero per evitare una strada interrotta. Fabio Nani (53 anni) – Sondrio (Lombardia): Allevatore, deceduto durante la sua attività lavorativa. Autista (76 anni) – Livorno (Toscana): Scontratosi in furgone contro un camion a Rosignano Marittimo. Giuliano Furlan (76 anni) – Udine (Friuli Venezia Giulia): Caduto all'interno di una cisterna di gasolio. Autotrasportatore (Età non nota) – Autostrada A4 (Veneto): Coinvolto in un tragico tamponamento tra Tir. Agricoltore (74 anni) – Taranto (Puglia): Morto tra le fiamme mentre bruciava le sterpaglie. (Si ricorda anche Giovanni Franchi, colto da malore in itinere). Non sono "fatalità", ma il prezzo intollerabile di ritmi insostenibili e mancanza di tutela. La sicurezza sul lavoro deve diventare la vera priorità di questo Paese. Subito. Grazie agli oltre 200000 visitatori del blog http://cadutisullavoro.blogspot.it in agosto Curatore Carlo Soricelli THE SILENT WORKPLACE SLAUGHTER: 18 LIVES LOST IN JUST 4 DAYS Behind every number, there is a name, a family, and a dream shattered while simply trying to earn a living. 📈 Data updated to August 25, 2026: August 2026: 80 workplace deaths (excluding commuting accidents), compared to 67 in August 2025. Since January 2026: 747 workers have died on the job (over 950 including commuting accidents). In 2025, the total on this date was 687 (932 including commuting). A painful reality: 32% of all victims are over 60 years old. 🖤 The 18 victims from August 21 to August 25: Gabriele Tullio (15) & Francesco Di Fazio (32) – Rome: Carbon monoxide poisoning while resting in their vehicle after working at a local festival. Paolo Lettieri (18) – Killed in a traffic accident while commuting to work (in itinere). Fabrizio Valente (62) – Savona: Lifeguard who lost his life trying to rescue a swimmer in distress. Father Aloys Mbala Ghislain Mewoli (47) – Campobasso: Priest from Cameroon, collapsed from overwork/exhaustion (Karoshi) during Mass. Sotiris Chaikalis (35) – L'Aquila: Office worker from Greece, victim of work-related exhaustion (Karoshi). Hichem Karkar (55) – Ragusa: Farmworker from Tunisia, crushed by a tractor. Truck Driver (43) – Reggio Emilia: Belarusian driver, collapsed due to extreme heat and exhaustion (Karoshi). Maurizio Bonati (72) – Milan: Fell from a ladder while carrying out work in Quarto Oggiaro. Alessandro Pizzato (52) – A4 Highway: Died in a road accident while driving a transport vehicle. Farmer (66) – Pisa: Found dead inside a shed in an olive grove. Worker (73) – Cuneo: Crushed by a heavy gate he was repairing at a farmstay. Giovanni Piccolo (54) – Campobasso/USA: Restaurant owner, died from severe overwork/stress (Karoshi). Nicola Cavazzi (43) – Sondrio: Driver whose vehicle plummeted off a steep path chosen to bypass a road closure. Fabio Nani (53) – Sondrio: Livestock farmer, lost his life while working. Driver (76) – Livorno: Died after colliding with a truck in Rosignano Marittimo. Giuliano Furlan (76) – Udine: Tragically fell inside a fuel tank. Truck Driver (Age unknown) – A4 Highway (Veneto): Killed in a rear-end collision between semi-trucks. Farmer (74) – Taranto: Caught in flames while clearing brush. (Also honoring Giovanni Franchi, who suffered a fatal medical emergency while commuting). These are not mere accidents, but the intolerable cost of unsafe conditions and overwork. Workplace safety must become an absolute priority NOW. (Please share to keep their memory alive)

Expressed as "working under the table". Morire a 15 anni sul lavoro

Piango per la morte di Gabriele Tullio a soli 15 anni mentre lavorava in nero. Ha l'età dei miei nipoti e pensare di non vedere più il loro sorriso è qualcosa di disumano. "Dying at 15 while working under the table. I cry for the death of Gabriele Tullio, only 15 years old, who died while working off the books. He is the same age as my grandchildren, and the thought of never seeing their smiles again is completely inhumane."

martedì 25 agosto 2026

Arrivano i fenomeni

L'intelligenza artificiale mi dà il merito di aver cambiato la percezione del fenomeno (morti sul lavoro) col mio costante impegno che dura da 19 anni. Ora arrivano i "fenomeni" quelli che mi vogliono spiegare come si fa a monitorarli, per poi copiare, e che seppur supportati da strutture importanti non sono in grado di fare una narrazione coerente, logica e soprattutto umana. Le oltre 200000 visite di agosto al sito dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro sono la prova evidente di questo

Morto sul lavoro. ​Died on the job

Il rumore sordo del corpo, un tonfo che ferma il tempo, mentre la terra arida beve l'ultimo, inascoltato respiro. ​Nooooo Le urla sgranate nel vuoto, i pianti che spaccano il petto, la solidarietà di un momento, fiori numerosi, ma unici, strappati alla terra. ​Un’enciclopedia unica che si chiude per sempre, al suo posto nessun’altra potrà sostituirla. ​Poi tacciono i riflettori e le parole, resta la solitudine dei familiari, e quel dolore infernale che accompagna tutta la vita, senza mai trovare un perché. The dull thud of the body, a heavy sound that stops time, while the dry earth drinks the last, unheard breath. ​Nooooo Screams scattered into the void, crying that tears the chest apart, the solidarity of a single moment, flowers numerous, yet unique, torn away from the earth. ​A unique encyclopedia that closes forever, in its place, no other will ever replace it. ​Then the spotlights and words go quiet, leaving only the solitude of the family, and that infernal pain that stays for a lifetime, without ever finding a reason why.

lunedì 24 agosto 2026

OLTRE 200.000 VISUALIZZAZIONI SOLO AD AGOSTO: L'ITALIA CERCA LA VERITÀ SULLA STRAGE DEI LAVORATORI. OVER 200,000 VIEWS IN AUGUST ALONE: ITALY SEEKS THE TRUTH ABOUT THE WORKPLACE CARNAGE

​Oggi, 24 agosto 2026, l'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro segna un traguardo di consapevolezza civile senza precedenti: sono state superate le 200.000 visualizzazioni uniche nel solo mese di agosto e il mese non è ancora finito. Un’impennata straordinaria che porta il totale annuale ben oltre quota 528000 consultazioni. ​Questo flusso inarrestabile dimostra che i cittadini e i lavoratori cercano con sete di verità una contro-informazione trasparente e indipendente su quella che è una vera e propria emergenza nazionale. ​I NUMERI DELLA STRAGE AGGIORNATI AL 24 AGOSTO ​I dati drammatici monitorati e raccolti quotidianamente dall'Osservatorio delineano una realtà insostenibile: • ​ 925 morti complessivi dall'inizio dell'anno (inclusi gli infortuni in itinere e le categorie non coperte dalle statistiche ordinarie). • 735 cadute direttamente sui luoghi di lavoro (nei cantieri, nelle fabbriche, nei campi), a cui si aggiungono i tragici numeri dei decessi in itinere e su strada. • ​I dati più drammatici mai registrati nei 19 anni di attività ininterrotta e volontaria del nostro monitoraggio. ​L'APPELLO ALLA POLITICA ​Dietro queste centinaia di migliaia di visite ci sono persone che chiedono conto di ogni singola vita spezzata. La politica vede questa strage, ma non fa nulla di concreto e visibile per cercare di fermarla. Servono interventi concreti e immediati: dallo stop alle norme che costringono lavoratori anziani a svolgere mansioni usuranti e ad altissimo rischio, al contrasto feroce alla giungla dei subappalti a cascata. Il 35% dei morti sui luoghi di lavoro sono ultrasessantenni e addirittura ultrasettantenni. ​L'Osservatorio continuerà a monitorare, contare e denunciare, giorno dopo giorno, per dare voce a chi non ce l'ha più. Il sito viene collocato nelle primissime posizioni nel panorama italiano e questo dovrebbe far riflettere tutti sull’interesse che c’è tra gli italiani e non sono. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it Today, August 24, 2026, the Bologna Independent Observatory on Workplace Fatalities marks an unprecedented milestone in civic awareness: more than 200,000 unique page views have been reached in the month of August alone, and the month is not over yet. This extraordinary surge brings the annual total to well over 528,000 visits. This unstoppable traffic demonstrates that citizens and workers are eagerly searching for transparent, independent, and alternative information regarding what is a true national emergency. UPDATED FIGURES AS OF AUGUST 24 The dramatic data monitored and collected daily by the Observatory outline an unsustainable reality: 925 total deaths since the beginning of the year (including commuting accidents and categories not covered by standard statistics). 735 fatalities occurring directly at the workplace (on construction sites, in factories, and in fields), to which the tragic figures of deaths during commutes and on the road must be added. The most dramatic figures ever recorded in the 19 years of uninterrupted, voluntary monitoring by our Observatory. AN APPEAL TO POLITICIANS Behind these hundreds of thousands of visits are people demanding accountability for every single life cut short. Politicians see this carnage, but do nothing concrete and visible to try to stop it. Immediate, tangible action is required: from halting regulations that force elderly workers to perform grueling, high-risk tasks, to aggressively tackling the jungle of cascading subcontracts. In fact, 35% of workplace victims are over 60, and even over 70 years old. The Observatory will continue to monitor, count, and denounce, day after day, to give a voice to those who no longer have one. The website ranks at the very top of the Italian landscape, which should make everyone reflect on the level of interest existing among Italians—and beyond. Carlo Soricelli Curator of the Bologna Observatory on Workplace Fatalities Website: http://cadutisullavoro.blogspot.it

Assunto dopo morto. Senza corpo, senza diritti: la tragedia di Gabriele Tullio, 15 anni, ucciso dal lavoro nero. No rights, no body: the tragedy of 15-year-old Gabriele Tullio, killed by illegal labor

Assunto in regola dopo morto. "Tra le due vittime morte per intossicazione da monossido di carbonio durante la sagra di Allumiere c'era anche Gabriele Tullio, un ragazzo di soli 15 anni. Il giovane ha perso la vita insieme al collega Francesco Di Fazio (36 anni) all'interno del gazebo della loro paninoteca ambulante al termine di una massacrante giornata di lavoro. A rendere ancora più abominevole e scandalosa la vicenda è la notizia che il ragazzo sarebbe stato assunto formalmente soltanto dopo il decesso: un macabro tentativo di regolarizzare a tragedia avvenuta un rapporto di lavoro in nero. Come sottolinea Carlo Soricelli, curatore e fondatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro, ci troviamo di fronte a un'offesa intollerabile alla dignità umana e alla vita di un bambino, che evidenzia quanto lo sfruttamento e la mancanza di controlli continuino a mietere vittime innocenti nel nostro Paese." No rights, no body: the tragedy of 15-year-old Gabriele Tullio, killed by illegal labor "Among the two victims who died from carbon monoxide poisoning during the festival in Allumiere was Gabriele Tullio, a boy of just 15 years old. The young teenager lost his life alongside his 36-year-old coworker, Francesco Di Fazio, inside the gazebo of their mobile food vendor setup at the end of an exhausting workday. What makes this tragedy even more abominable and scandalous is the report that the boy was formally registered as an employee only after his death: a gruesome attempt to retroactively cover up an illegal employment relationship. As highlighted by Carlo Soricelli, curator and founder of the Bologna Independent Observatory on Workplace Fatalities, this represents an intolerable insult to human dignity and to the life of a child, exposing how exploitation and the lack of enforcement continue to claim innocent lives."

Domani i funerali di Riccardo Amadori morto travolto da un escavatore a Imola. Condoglianze alla famiglia dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

Orgogliosissimo del mio lavoro con l'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro. Ad agosto superate le 200000 visualizzazioni. Pochi siti in Italia hanno fatto meglio e questo grazie alla sensibilità verso queste tragedie

sabato 22 agosto 2026

Global Alarm: The Birth of a New Global Capitalism in the Hands of a Few. Allarme mondiale: siamo alla nascita di un nuovo capitalismo globale nelle mani di pochi

Looking at the analytics of our Observatory, beyond the thousands of real readers who follow us from Italy and abroad, I see thousands of automated visits: servers and bots scanning our pages 24/7 from Singapore, the United States, and Hong Kong. Machines running endlessly, consuming massive amounts of electricity and data. I asked myself: What are they looking for? What do they gain? The answer is simple: profit. Before our eyes, a new and voracious form of global capitalism is emerging. An extractive model that no longer relies solely on the physical labor of workers in factories, but has become a digital hydra harvesting human knowledge, culture, art, and even our most painful memories—all for free. For 19 years, I have documented the stories of over 20,000 workplace fatalities, day after day. I did it without pay, as a civic duty, to restore dignity to those we lost and to provide a tool for justice. Yet, for tech giants and AI corporations, this immense human effort—sleepless nights, cross-referenced reports, names rescued from oblivion—is treated merely as "raw material" to train algorithms, profile markets, and generate wealth for a select few. It is a striking paradox: massive server farms burning colossal amounts of energy to devour human memory, turning shared grief and civic passion into financial assets. But there is one thing no algorithm can ever mine, process, or own: human conscience. Data can be scraped, but the dignity of those who fight for workers' rights and honor the memory of the fallen cannot be bought or stolen. Our response to this digital greed remains grounded in grassroots dedication, authentic testimony, and art that speaks to the human soul—not to the circuits of a server. Carlo Soricelli Curator of the Bologna Independent Observatory on Workplace Fatalities In queste ore guardo le statistiche del nostro Osservatorio. Oltre al pubblico reale che ci segue dall'Italia e dall'estero, ci sono migliaia di passaggi automatici: server e "bot" che arrivano da Singapore, dagli Stati Uniti, da Hong Kong. Macchine che scansionano a ciclo continuo, divorando energia elettrica e dati, 24 ore su 24. Mi sono chiesto: cosa cercano? Cosa ci guadagnano? La risposta è una sola: profitto. Sotto gli occhi di tutti sta crescendo un nuovo capitalismo vorace. Un modello estrattivo che non sfrutta più soltanto le braccia dell'operaio in fabbrica, ma è diventato una vera idra digitale che prosciuga a costo zero il lavoro, il sapere, la cultura e persino la memoria dolorosa degli esseri umani. Per 19 anni ho raccolto giorno per giorno le storie di oltre 20.000 morti sul lavoro. L'ho fatto gratis, come atto di civiltà, per ridare dignità a chi non c'è più e offrire uno strumento di lotta a chi resta. Per le multinazionali della tecnologia e i giganti dell'Intelligenza Artificiale, però, tutto questo sforzo umano — notti insonni, verbali analizzati, nomi da non dimenticare — è solo "materia prima grezza" da prelevare gratis per addestrare i propri algoritmi, profilare mercati e produrre ricchezza per pochi. È un paradosso spaventoso: macchine che bruciano quantità colossali di energia mondiale per "mangiarsi" la memoria umana, trasformando il dolore e la passione civica in dati da far fruttare sui mercati finanziari. Ma c'è una cosa che nessun algoritmo potrà mai estrarre o possedere: la coscienza. I dati si possono scansionare, ma la dignità di chi lotta per i diritti dei lavoratori e per la memoria dei nostri caduti non si vende e non si ruba. La nostra risposta a questa voracità resta l'impegno dal basso, la testimonianza vera e l'arte che sa ancora parlare all'anima degli uomini, e non ai circuiti di un server. Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro

Decine di morti sul lavoro per il caldo in Italia ​Dozens of heat-related workplace deaths in Italy

​Decine di morti sul lavoro a causa del caldo record di quest'estate, con un incremento drammatico rispetto al 2025. L'ultimo tragico caso si è verificato ieri: un bracciante bulgaro è deceduto per un malore mentre lavorava nei campi. ​È inaccettabile e insostenibile lavorare all'aperto, nei campi o sulle impalcature, con temperature che superano i 40°C, ma il rischio per la vita diventa altissimo già dai 35°C. Nonostante l'esistenza di ordinanze che vietano le attività nelle ore più roventi, molti piccoli e piccolissimi artigiani, insieme a lavoratori agricoli ed edili, continuano a operare. La causa principale è il ricatto del lavoro precario, che impone di accettare condizioni stritolanti pur di non perdere l'ingaggio. A pagare il prezzo più alto sono spesso i lavoratori stranieri, i più vulnerabili e ricattabili. ​In attesa di un approfondimento completo, i dati preliminari indicano che abbiamo già superato la quota di 25-30 decessi causati direttamente dalle temperature estreme e dai malori fatali sul posto di lavoro in Italia. ​Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio di Bologna sui Morti sul Lavoro ​Dozens of workplace deaths have occurred this summer due to extreme heat, marking a dramatic increase compared to 2025. The latest tragic incident happened yesterday, when a Bulgarian farmworker died from a heat-induced medical emergency while working in the fields. ​It is unacceptable and unsustainable to perform outdoor labor—whether in agricultural fields or on construction scaffolding—when temperatures exceed 40°C, though life-threatening risks begin as low as 35°C. Despite official bans prohibiting work during the hottest hours of the day, many micro-businesses, small contractors, and vulnerable laborers continue working anyway. They are trapped by the blackmail of precarious employment, forced to risk their lives to avoid losing their income. Foreign workers, who are often the most vulnerable, represent a disproportionate number of these victims. ​Pending a full statistical analysis, preliminary estimates indicate that Italy has already passed 25 to 30 workplace deaths directly caused by extreme heat and fatal heatstrokes this season. ​Carlo Soricelli Curator of the Bologna Observatory on Workplace Deaths

venerdì 21 agosto 2026

Are work-related deaths underreported in your country too? I morti sul lavoro sonoI morti sul lavoro sono sottostimati anche nel vostro Paese? sottostimati anche nel vostro Paese?

I am Carlo Soricelli, founder and curator of the Independent Observatory on Work-Related Deaths based in Bologna, Italy. Over years of daily monitoring, we have uncovered a systemic issue: official statistics in Italy capture only a portion of the real tragedy. A vast number of workers die in silence without ever making it into official records. These "invisible" victims include: Workers in the underground/informal economy (unregistered labor) Elderly farmers operating heavy machinery long past retirement age People working a second, uninsured job to make ends meet Workers covered by non-standard or private insurance schemes excluded from national databases This reality raises a fundamental question that goes beyond our borders: Is this underreporting happening in your country as well? Whether you are in the United States, France, Germany, the UK, Spain, or anywhere else in the world, I would like to know how work-related fatalities are tracked in your nation. Are informal, elderly, or multi-job workers properly documented when a fatal accident occurs? Working-class people often earn modest wages while generating the essential value that keeps our economies and nations running. Understanding the true toll of work-related fatalities—the real "price of blood" paid by workers—is a matter of global justice and human rights. I would welcome your insights, data, or personal observations from your country. What is the real situation where you live? Sono Carlo Soricelli, fondatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro. In anni di monitoraggio quotidiano, abbiamo portato alla luce un problema sistemico: le statistiche ufficiali in Italia catturano solo una parte di questa reale tragedia. Un gran numero di lavoratori muore nel silenzio, senza mai rientrare nei dati ufficiali. Queste vittime “invisibili” comprendono: • Lavoratori in nero o nell'economia sommersa • Agricoltori anziani che manovrano mezzi pesanti ben oltre l'età pensionabile • Persone che svolgono un secondo lavoro non assicurato per arrivare a fine mese • Lavoratori coperti da tutele o assicurazioni diverse da quella ufficiale, esclusi dai database nazionali Questa realtà solleva una questione fondamentale che va oltre i nostri confini: questo fenomeno di sotto-registrazione avviene anche nel vostro Paese? Che vi troviate negli Stati Uniti, in Francia, in Germania, nel Regno Unito, in Spagna o in qualsiasi altra parte del mondo, vorrei sapere come vengono tracciati gli infortuni mortali sul lavoro nella vostra nazione. I lavoratori informali, anziani o con doppio lavoro vengono registrati correttamente quando si verifica un incidente mortale? La classe lavoratrice percepisce spesso stipendi modesti pur generando il valore essenziale che manda avanti le nostre economie e i nostri Paesi. Comprendere il vero tributo delle morti sul lavoro — il reale “prezzo del sangue” pagato dai lavoratori — è una questione di giustizia globale e diritti umani. Sarei felice di ricevere le vostre riflessioni, dati o osservazioni personali dal vostro Paese. Qual è la situazione reale dove vivete?

Strage di giovani e non solo in itinere

Il sovraccarico di lavoro dovuto al precariato, gli stipendi da fame, il rapporto tra salari mal pagati, con orari impossibili non pagati riguardano anche i medici, lo so per esperienza personale, praticamente gli straordinari dei medici non sono di fatto pagati, e non parliamo di qualche ora alla settimana ma di decine e decine di ore in più non retribuite. Tutto questo anche per i medici diventa un calvario lavorativo, dove lo sfruttamento, anche e soprattutto negli ospedali pubblici, diventa insopportabile. Personalmente non conosco la situazione lavorativa di Anna D'Angelillo morta in itinere, ma quella di tanti medici che conosco personalmente si. I loro sindacati chiudono gli occhi su tutto questo. Ed è scandaloso: hanno le nostre vite nelle loro mani

giovedì 20 agosto 2026

aumento esponenziale di stress e ansia tra i lavoratori e di conseguenza anche dei morti sul lavoro

L'aumento diffuso di ansia, stress e depressione tra i lavoratori non è un tema astratto o puramente psicologico: ha conseguenze dirette e drammatiche sulla sopravvivenza stessa delle persone. Come curatore dell'Osservatorio di Bologna sui Morti sul Lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008, verifichiamo quotidianamente come il peggioramento delle condizioni di lavoro, i ritmi insostenibili e la precarietà strutturale si traducano in una crescita costante del numero di vittime. La pressione psicofisica azzera la soglia di attenzione e logora l'organismo, esponendo i lavoratori a rischi mortali. 2. Le Cause Strutturali: Gli Appalti a Cascata La causa principale di questa escalation va ricercata nella deregulation normativa, in particolare con l'introduzione degli appalti a cascata (introdotti da Salvini dal Codice degli Appalti nel 2023). Questo sistema produce un effetto devastante: Frazionamento delle responsabilità: Ogni passaggio della catena scarica verso il basso i costi, i tempi di consegna e la sicurezza. Compressione dei diritti: Le ditte in fondo alla filiera operano spesso sotto ricatto economico, imponendo orari estenuanti e tagliando la formazione. Precarietà e insicurezza: L'incertezza del posto e il lavoro precario generano ansia costante, spingendo i lavoratori ad accettare ritmi e condizioni di estremo pericolo pur di lavorare. 3. I Dati dell'Aumento: Edilizia e Autotrasporto A) Edilizia (Cantiere) L'edilizia è il settore simbolo degli appalti a cascata, dove la frammentazione dei cantieri e il ricorso a contratti precari hanno fatto esplodere i decessi: 2023: 177 morti (anno in cui la normativa sul subappalto a cascata è entrata in vigore negli ultimi mesi). 2025: 194 morti (con l'applicazione a pieno regime della norma). B) Autotrasporto e Logistica I tempi di consegna sempre più stringenti e la pressione dei committenti hanno portato il settore a livelli di saturazione drammatici: 2023: 134 autotrasportatori morti. 2025: 171 autotrasportatori morti. 2026 (dato parziale): Già 124 autotrasportatori morti. Morti nell'intero panorama lavoratotivo sui Luopghi di lavoro (escluso itinere) (anche in nero e in categorie diverse da INAIL, nell'intero 2023 987 lavoratori nell'interro 2025 1044 lavoratori Il Fenomeno del Karoshi: Malori, Fatica e Dirigenti Molti dei decessi registrati non sono solo incidenti traumatici tradizionali, ma malori improvvisi causati da stress estremo, fatica accumulata e privazione del sonno. Si tratta di quello che in Giappone viene definito Karoshi (morte da superlavoro). Caporali e Lavoratori Operativi: Ritmi estenuanti e assenza di riposo per rispettare scadenze e target imposi dalla catena dei subappalti. Figure Dirigenziali e Quadri: Registriamo un incremento significativo di decessi per stress e fatica anche tra quadri e dirigenti, travolti da responsabilità crescenti, reperibilità continua, allungamento dei tempi di lavoro e gestione di filiere produttive sempre più complesse e frammentate. Collegamento Stress-Morte: Stress, ansia e depressione sono le premesse dell'infortunio mortale o del malore fatale sul lavoro. Effetto Appalti a Cascata: La legge del 2023 ha legalizzato la giungla dei subappalti. In edilizia (da 177 a 194 morti) e nell'autotrasporto (fino ai 124 già registrati nel 2026) vediamo le conseguenze dirette di questa norma. Il fenomeno Karoshi: Si muore anche di fatica pura e di stress, non solo per la caduta da un ponteggio. E questo colpisce sia il lavoratore precario che il dirigente. Appello Finale: Non si può parlare di salute mentale o benessere psicologico sui luoghi di lavoro senza abolire i subappalti a cascata, fermare la precarietà e porre limiti rigidi agli orari e ai carichi di lavoro. Carlo Soricelli Curatore dell'osservatorio di bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it. Come curatore dell'Osservatorio vorrei che anche senza la mia partecipazione si utilizzassero bene gli aspetti che ho trattato in questa mail. Temo che in pochi minuti non si possono trattare argomenti così importanti che toccano la vita di milioni di lavoratori e lavoratrici. Carlo Soricelli

mercoledì 19 agosto 2026

La strage sul lavoro è continuata anche ieri 18 con 5 morti sul lavoro

Continua la strage di lavoratori in Italia. ​Aldo Biselli, deceduto in seguito alla caduta dal tetto del suo capannone. ​Agricoltore schiacciato a Rovereto (Trentino): è la 107ª vittima del settore agricolo dall'inizio dell'anno. ​Michele Cannella, caduto da un capannone. ​Camionista trovato morto all'interno del proprio mezzo a 45 anni. ​Gabriele Cannella, deceduto dopo una settimana di agonia in seguito a una caduta da un tetto. ​Francesco Marzocchi, schiacciato dal trattore il giorno prima. ​Lucia Casavecchia, giovane vittima deceduta due giorni prima per la stessa sorte, insieme ad altri lavoratori. ​Tra le vittime si contano diversi giovani e giovanissimi, compresi i morti in itinere. ​— A cura di Carlo Soricelli, curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro. ​Versione Inglese ​The slaughter of workers in Italy continues. ​Aldo Biselli, died after falling from the roof of his warehouse. ​A farmer crushed to death in Rovereto (Trentino), marking the 107th agricultural fatality since the beginning of the year. ​Michele Cannella, killed in a fall from a warehouse. ​A 45-year-old truck driver, found dead inside his vehicle. ​Gabriele Cannella, passed away after a week of agony following a fall from a roof. ​Francesco Marzocchi, crushed to death by a tractor the day before. ​Lucia Casavecchia, a young woman who suffered the same fate two days prior, alongside other workers. ​Among the victims are young workers and minors, including those who lost their lives in itinere (commuting to or from work). ​— Written by Carlo Soricelli, curator of the Bologna Independent Observatory on Workplace Deaths.

martedì 18 agosto 2026

Superati di corsa gli 850 morti sul lavoro in Italia nel 2026. In questi ultimi giorni si è consumata una vera e propria strage di agricoltori schiacciati dal trattore: le vittime nel settore salgono a 106 dall'inizio dell'anno, con ben 6 morti soltanto nell'ultima settimana. A perdere la vita sono giovani uomini, donne e anziani. I campi italiani sono impregnati del sangue dei nostri agricoltori. ​English Translation ​Work-related fatalities in Italy have rapidly surpassed 850 in 2026. Recent days have seen a tragic surge in deadly agricultural accidents involving overturning tractors, bringing the total number of victims in the farming sector to 106 since the beginning of the year—with 6 lives lost in the past week alone. Among the victims are young men, women, and elderly workers. Italian fields are soaked in the blood of our farmers. ​"Farmer's Blood - Crushed by a Tractor" ​As an artist and campaigner, I created a limited edition of red wine bottles titled "Sangue di Agricoltore" (Farmer's Blood). ​Italian Red Wine — 143 bottles produced for the 2025 vintage, matching the exact number of farmers killed in tractor-rollover accidents last year. ​A powerful art installation to remind everyone of the human price paid behind the products on our tables.

lunedì 17 agosto 2026

Strage di giovani in itinere

Paolo Lettieri bagnino di 18 anni muore in scooter mentre andava al lavoro a Ferragosto. Tantissimi i giovani che muoiono mentre vanno o tornano dal lavoro. questo mese di giovani e giovanissimi ne sono morti tantissimi in itinere. una strage dovuta al lavoro precario, a orari impossibili e lunghissimi. Occorre davvero che i giovani si riappropriano del proprio futuro, ricominciando ad interssarsi collettivamente del proprio futuro.

domenica 16 agosto 2026

A matter of great pride: based on traffic metrics, the Observatory's blog (http://cadutisullavoro.blogspot.it) ranks among Italy's most visited websites, positioned just below the tech giants and top national newspapers like Repubblica and Corriere." Grande orgoglio. In base ai visitatori del blog dell'Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it si piazza dopo i colossi del Web e giornali come Repubblica e il Corriere ed è trai più visitati in italia

sabato 15 agosto 2026

🔴 cosa ci tocca sentire: cede il cric mentre lavora sotto una macchina, Anthony Ieranò muore schiacciato in officina: ma il titolare dice che non lavorava per l'officina.

venerdì 14 agosto 2026

Ieri giovedì 13 agosto morti sul lavoro

Un’altra giornata drammatica, un altro bollettino di guerra che non possiamo e non dobbiamo accettare. ​Nelle ultime 24 ore la scia di tragici incidenti sul lavoro si è allungata in modo spaventoso: tre agricoltori hanno perso la vita schiacciati dal trattore (portando a 103 le vittime nel settore agricolo dall'inizio dell'anno), un operaio in un'officina è rimasto schiacciato sotto un'auto, un ambulante ha perso la vita e tra le vittime c'è anche un giovane di soli 21 anni. ​Non sono "fatalità" né semplici numeri: sono persone, storie e famiglie spezzate mentre svolgevano il proprio dovere. Il lavoro deve garantire il futuro, mai toglierlo. Servono prevenzione reale, formazione, controlli stringenti e una cultura della sicurezza che metta la vita umana sopra ogni cosa. Non ci si può rassegnare a questa strage quotidiana. ​#SicurezzaSulLavoro #MorteSulLavoro #BastaMortiSulLavoro #Prevenzione #DirittiDeiLavoratori ​🇬🇧 English ​Another tragic day, another unacceptable toll that we cannot and must not normalize. ​In just 24 hours, the stream of workplace fatalities has claimed more lives: three farmers were crushed under tractors (bringing the agricultural death toll to 103 since the beginning of the year), a mechanic died under a car in a workshop, a street vendor lost his life, and among the victims is a young man of just 21 years old. ​These are not "unfortunate accidents" or cold statistics: they are human beings, stories, and families shattered while simply doing their jobs. Work must provide a future, never take it away. Real prevention, effective training, strict inspections, and a genuine safety culture are urgently needed. We cannot remain silent in the face of this daily tragedy.

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Muore schiacciato dal trattore il 132esimo

FRANCESCO PIPITONE DI 57 ANNI È IL 132ESIMO SCHIACCIATO DAL TRATTORE, EMIGRATO IN GERMANIA, ERA IN VACANZA E STAVA ARANDO IL PEZZO DI TERRA ...

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?