morti sul lavoro nell'intero 2025 169 gli autotrasportatori e alcune autotrasportatrici 144 schiacciati dal trattore e alcuni altri mezzi agricoli nel 2024 sono stati 143 - 111 morti di Karoshi (di fatica per stress e eccessivo lavoro)- 81 i morti in infortuni domestici soprattutto per scoppi e incendi in casa coni persone sole e anziane -21 taglialegna - il 33,5% sono ultra sessantenni - Gli stranieri sotto i 65 anni sui luoghi di lavoro sono già oltre il 30%, tra pochi anni saranno la maggioranza LA STIMA DEI LAVORATORI NON ASSICURATI INAIL ammonta a circa 4 milioni

Mi dai una mano a realizzare il docufilm "Non vi farò dimenticare" per non far cadere nell'oblio gli oltre 20000 lavoratori registrati dall'Osservatorio in questi 19 anni. Se i fondi saranno sufficienti faremo anche la Piramide con le foto di centinaia di lavoratori morti sul lavoro, che avrà continuità con il muro delle farfalle bianche già realizzato

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

andamento Regioni 2025 dalla peggiore

andamento Regioni 2025 dalla peggiore
Andamento regione nell'intero 2025

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

domenica 31 agosto 2008

Eì MORTO UN OPERAIO DI 38 ANNI A OFFLAGA BRESCIA. E' MORTO UN OPERAIO A CROCE DI CAMERINO NEL RAGUSANO


RAGUSA, 30 AGO -
E' MORTO UN OPERAIO di 46 anni mentre stava lavorando a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Durante il posizionamento di un telone su una serra, l'operaio originario di Vittoria, e' stato colpito in testa da un attrezzo utilizzato per mettere in tensione il telone. Soccorso dai compagni di lavoro, l'operaio e' apparso subito in gravi condizioni. Il quarantaseienne e' morto circa 4 ore dopo l'incidente nell'ospedale di Ragusa.

BRESCIA 20 AGOSTO
E' MORTO UN OPERAIO DI 38 ANNI sul lavoro questa mattina a Offlaga, nella bassa bresciana. Stando alle prime, sommarie informazioni, un operaio di 38 anni e' rimasto schiacciato in un cantiere edile. L'uomo, trasportato in condizioni critiche all'ospedale di Manerbio, non ce l'ha fatta. La dinamica dell'incidente e' al vaglio dei carabinieri.

venerdì 29 agosto 2008

E' MORTO ANDREA LUCIANI A 33 ANNI OPERAIO EDILE A MALVITO NEL COSENTINO. E' MORTO ANDREA BORTOLAN STRITOLATO DA UN' IMPASTATRICE A VICENZA

VICENZA 29 AGOSTO

E' MORTO FRANCESCO BORTOLAN OPERAIO stava controllando il macchinario nello stabilimento del Pastificio Bertagni, storica azienda della zona, quando è scivolato dentro, finendo stritolato dagli ingranaggi.
Nessuno ha assistito all'incidente, ma Bortolon è stato subito soccorso da alcuni colleghi che hanno sentito il tonfo del suo corpo cadere nella macchina. Per lui non c'è stato però nulla da fare. La procura di Vicenza ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità.


MALVITO (COSENZA), 29 AGO


E' MORTO ANDREA LUCIANI A SOLI 33 ANNI OPERAIO EDILE MENTRE COSTRUISCONO UNA DIGA A MALVITO SUL FIUME ESARO


l'OPERAIO e' morto in un incidente sul lavoro nel cantiere per la costruzione della diga sul fiume Esaro, nel Cosentino. La vittima stava lavorando quando, per cause ancora in corso di accertamento, e' rimasto schiacciato tra un escavatore ed un camion. L'operaio e' morto all'istante. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell'incidente.(FOTO D'ARCHIVIO)

giovedì 28 agosto 2008

E' MORTO GAETANO CICALA A POGGIORSINI IN UN'AZIENDA AGRICOLA IN PROVINCIA DI BARI. E' MORTO UN AGRICOLTORE DI 37 IN PROVINCIA DI LATINA


BARI 28 AGOSTO
E' MORTO GAETANO CICALA A SOLI 30 ANNI IN UN'AZIENDA AGRICOLA DEL BARESE - GAETANO e' morto in un incidente sul lavoro in un'azienda agricola tra Gravina in Puglia e Poggiorsini. Gaetano Cicala, aveva trent'anni, era sposato e aveva una bambina di 4 anni.
La tragedia è avvenuta verso le 11 nell'azienda agricola "D'Ecclesiis". CICALA era alla guida di una pala meccanica gommata, vecchio tipo, senza cabina, e stava trasportando del legname per coibentare (rivestire con materiale isolante) un fossato. Il macchinario, nell'entrare nel fossato, profondo un metro e 70, si è capovolto e ha schiacciato l'uomo, uccidendolo sul colpo. Gli operatori del 118 hanno solo potuto constatarne il decesso. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, che hanno dovuto estrarre il corpo da sotto il mezzo.
L'area e il macchinario sono stati posto sotto sequestro a disposizione della magistratura.

LATINA 28 AGOSTO
E' MORTO UN AGRICOLTORE DI 37 ANNI travolto dal suo trattore. L'incidente e' accaduto in localita' Le Fornaci, una zona di campagna di Roccamassima (Latina). Secondo le prime informazioni l'uomo, L.M., aveva lavorato sul suo terreno e si trovava a bordo del mezzo, quando e' sceso lungo la stradina ed e' stato travolto dal trattore rimanendo schiacciato.

martedì 26 agosto 2008

IL KILLER CONTINUA AD UCCIDERE SENZA CHE NESSUNO SE NE OCCUPI




Firenze, 26 ago.

E' MORTO UN AGRICOLTORE DI 72 ANNI A FUCECCHIO ha perso la vita stamani a Fucecchio (Firenze), in localita' Massarella, travolto dal trattore con cui stava lavorando un appezzamento di terreno vicino alla sua abitazione. La vittima

I MORTI EFFETTIVI SUL POSTO DI LAVORO DALL'INIZIO DELL'ANNO SONO 254 E NON 679. NON SPECULATA ANCHE SUI MORTI PER LAVORO

SI CONTINUANO A SOMMARE TRA I MORTI SUL LAVORO ANCHE I LAVORATORI CHE MUOIONO PER LE STRADE MENTRE SI RECANO O TORNANO DAL LAVORO. I MORTI EFFETTIVI SUL POSTO DI LAVORO DALL'INIZIO DELL'ANNO AD OGGI 26 AGOSTO SONO 254 E NON 679. SONO TANTISSIMI MA NON SI FA UNA BUONA CAUSA PER I LAVORATORI SE SI SOMMANO MORTI COMPLETAMENTE DIVERSE. OCCORRE INDAGARE PER CAPIRE LE CAUSE DI TANTE MORTI PER LE STRADE DI LAVORATORI. COME HO GIA' SCRITTO IN QUESTO BLOG, PROBABILMENTE TANTISSIMI LAVORATORI MUOIONO RECANDOSI AL LAVORO A CAUSA DI ORARI IMPOSSIBILI, DOVE OCCORREREBBE DORMIRE INVECE DI LAVORARE E MENTRE TORNANO DOPO TURNI MASSACRANTI E SOMMANDO ULTERIORE STANCHEZZA IN LUNGHI PERCORSI CON LE AUTOMOBILI. CERCHIAMO DI CAPIRE COSA SI PUO' FARE CONCRETAMENTE PER QUESTO PROBLEMA.
Una Carovana di pace contro la strage delle morti sul lavoro
di Giuseppe Vespo
morti: 679. Gli infortuni: 679mila. Gli invalidi: 16mila dall’inizio dell’anno. La guerra in casa nostra si chiama lavoro. Per combatterla non bastano i proclami né gli eserciti, serve «un’alleanza politica, sociale e culturale». Quell’alleanza che Cesare Damiano e Beppe Giulietti vogliono saldare con la “Carovana per un lavoro sicuro” di Articolo 21, al via il cinque settembre dalla Mostra del Cinema di Venezia. Un tour fra le piazze, le scuole, gli auditorium e i luoghi d’incontro delle città simbolo delle stragi bianche. Dal capoluogo veneto, dove verranno proiettati i film sulla tragedia della ThyssenKrupp di Mimmo Calopresti (“La fabbrica dei tedeschi”) e di Pietro Balla e Monica Repetto (“ThyssenKrupp Blues”), fino a Mineo (Catania), dove l’11 giugno persero la vita sei operai in una cisterna del Comune. In mezzo le tante, troppe, piazze sulle quali gravano il ricordo e i nomi dei caduti sul lavoro. Un’iniziativa che nasce innanzitutto dal monito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché si possa sempre tornare a casa dopo il lavoro. Ma un’iniziativa che - vogliono precisare i due padrini, l’ex ministro del Lavoro Damiano e l’esponente dell’Idv e portavoce di Articolo 21 Giulietti - «non è di propaganda, ma di contenuto: per continuare la lotta al lavoro nero e alla precarietà, per applicare realmente il protocollo del luglio 2007, approvato da 5milioni di lavoratori, per difendere il Testo Unico su Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro firmato dal governo Prodi». Per questo e «perché non si accendano i rilfettori su questa guerra solo quando è la cronaca nera ad imporlo», aggiunge Giulietti. Tante le adesioni già arrivate dal mondo politico, sindacale, dello spettacolo e della cultura. Attori e registi, cantanti e poeti, sindaci e parlamentari, familiari delle vittime e cittadini. Adriano Celentano, di cui il 4 settembre a Venezia verrà riproposto Yuppy Du, primo film sulle stragi bianche, e Claudia Mori, sono stati tra i primi ad unirsi alla Carovana. Ma anche “Busta” dei Subsonica è del tour, con il suo gruppo che si esibirà a Torino il 6 dicembre in occasione del passaggio della manifestazione. O Daniele Segre, di cui verrà proiettato “Morire di lavoro” a Mineo in occasione del passaggio della Carovana il 26 settembre. Fiorella Mannoia promette di parlarne durante i suoi concerti, così come Mariella Nava, tra l’altro autrice di «Stasera torno prima», brano scritto e cantato contro le morti sul lavoro. E tra i cantanti ci sono anche quelli del Banco di Mutuo soccorso, storica band di rock progressivo italiano. C’è il teatro con, tra gli altri, Ottavia Piccolo che sta prerando delle letture dal Metello di Pratolini, libro che tocca da vicino il problema delle morti sul lavoro nella Firenze di fine ‘800. Di «grande iniziativa di civiltà» parla Marco Muller, direttore della Mostra di Venezia, quando spiega le ragioni dell’adesione del suo Festival alla “Carovana per il lavoro sicuro”. Mentre «un grazie particolare - aggiunge Giulietti - va ad Antonio Padellaro, perché ha aderito personalmente all’iniziativa, ma soprattutto perché con il suo giornale è stato tra i primi a battersi affiché non si spegnessero i riflettori sul dramma delle vittime bianche». Molti chiaramente i sindacalisti che appoggiano l’iniziativa, tra questi anche la leader dell’Ugl Renata Polverini e i politici, con più di 258 parlamentari, che hanno firmato l’appello dei due colleghi Damiano e Giulietti. «La carovana è aperta a tutti», aggiungono loro, che puntano a coinvolgere e sensibilizzare prima di tutto cittadini e lavoratori. Ché si rendano conto che «la sicurezza non è solo individuale, come vuol far credere la destra», dice Beppe Giulietti. «È la sicurezza sociale la vera emergenza da affrontare» aggiunge l’esponente dell’Idv. mentre il suo collega si dice «deluso e amareggiato da questo governo: bravo a togliere ma non a proporre alternative». Damiano, entra nel tecnico e tira fuori i numeri: «Il taglio delle risorse al pubblico impiego - denuncia il parlamentare Pd - colpirà anche quei 1.411 nuovi ispettori che noi avevamo messo al servizio della sicurezza nei luoghi di lavoro, a partire dai cantieri edili, tra i più insicuri nel nostro Paese».


Tante tappe tanti drammi da Venezia alla Sicilia
Il 29 agosto a Gavoi (Nu), cittadina che ospita il “Festival letterario della Sardegna”, Comune e assessorato alla Cultura organizzano un incontro sul tema delle morti bianche con Giampaolo Patta, già sottosegretario alla Salute dell’ultimo governo Prodi e redattore del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. La carovana partirà ufficialmente il 5 settembre dalla Mostra del Cinema di Venezia, dove verranno proiettati i film “La fabbrica dei tedeschi” di Mimmo Calopresti e “ThyssenKrupp Blues” di Pietro Balla e Monica Repetto. Ma già il giorno prima la mostra riproporrà Yuppy Du di Adriano Celentano, che nel 1975 fu tra i primi a portare su pellicola gli omicidi bianchi. A Venezia seguirà il 22 settembre Campello sul Clitunno (Pg), dove il 25 novembre del 2006 persero la vita quattro lavoratori dell’oleificio Umbra Olii. A Campello, familiari delle vittime e cittadini hanno chiesto ad Artcolo 21 di costituire una troupe che segua il processo sulla strage. Il 26 settembre doppia tappa siciliana tra Mineo (Ct), dove l’11 giugno scorso all’interno di una cisterna del Comune morirono sei operai e Gela (Cl), sede del più grande petrolchimico d’Europa, dove insieme al sindaco Rosario Crocetta verrà proiettato il film di Calopresti sulla strage alla ThyssenKrupp. La carovana arriverà il 18 ottobre a Fossano (Cn), dove al Molino di Cordero il 16 luglio 2007 cinque lavoratori persero la vita a seguito di un’esplosione. Non è ancora fissata la data della tappa di Carbonia, che ospiterà la manifestazione all’auditorium della vecchia miniera di Serbariu. Poi Taranto - anche qui giorno da fissare - sede dello stabilimento Ilva, teatro di diversi incidenti sul lavoro.


La Thyssen un rogo raccontato in due film
Un dramma del lavoro emblematico, dove si sposa il cinismo e l’arroganza di chi pensa al profitto e non alla sicurezza, il dramma di chi ha perso i propri cari in un rogo orribile, la solidarietà e la rabbia di quella che un tempo si chiamava la classe operaia. Tutto questo, e molto altro, è stato la Thyssen, la tragedia della fabbrica torinese, dove il 6 dicembre 2007 hanno perso la vita sette lavoratori.Una tragedia diventata un film, anzi due, presentati al Festival del cinema di Venezia da dove ha deciso di partire la “Carovana per un lavoro sicuro”. Mimmo Calopresti il regista della Fabbrica dei tedeschi è stato tra i primi ad aderire all’iniziativa perché facendo il film ha visto quanto sia importante, come ha detto in un’intervista, «parlare di morti sul lavoro, ma anche tornare a parlare di lavoro. Ho incontrato molte persone che hanno contrati strani, precari, insoddisfatti, che lavorano troppe ore con salari bassi. Purtropo su questi temi l’attenzione si accende solo quando c’è una tragedia». Anche i resgisti del secondo film «ThyssenKrupp Blues», Pietro Balla e Monica Repetto sono entrati a far parte della Carovana «Le riprese del film sono iniziate nel maggio del 2007. Stavamo cercando i protagonisti per un documentario sulla vita quotidiana di operai. Abbiamo incontrato uomini e donne, spesso senza bandiere, con le loro fragilità, amori e desideri. Diversi dall’immagine compatta di “classe” a cui eravamo abituati. “Thyssenkrupp Blues” racconta una società, la nostra, in cui lavorare può voler dire morire»

lunedì 25 agosto 2008


TARANTO 25 AGOSTO
E' MORTO UN OPERAIO DI 56 ANNI SCHIACCIATO DA UN TIR A TARANTO,- Un operaio di 56 anni, di Rutigliano (Bari), dipendente di una ditta di generi alimentari, e' morto schiacciato da un tir. Il mezzo stava eseguendo una manovra in retromarcia nell'area-parcheggio dell'ipermercato Auchan di Taranto. L'operaio, del quale non e' stato ancora reso noto il nome, stava scaricando la merce dal camion di proprieta' dell'azienda dove lavorava quando e' stato travolto dal tir riportando lo schiacciamento del torace: e' morto all'istante

venerdì 22 agosto 2008

CLAUDIA MORI: MORTI SUL LAVORO UNA VERGOGNA NON PIU' TOLLERABILE

MORTI SUL LAVORO. CLAUDIA MORI SCRIVE AD ARTICOLO21
''Una vergogna non più tollerabile''
di Redazione"Trovarci ancora oggi a dover combattere per ottenere il sacrosanto diritto di lavorare in sicurezza per scongiurare la vergogna più grande dell'Italia di lasciar morire i propri lavoratori sul posto di lavoro, è un fatto gravissimo. L'Italia è tra quelle nazioni che sottovaluta da anni questa vergogna. Adriano già 33 anni orsono ne colse tutta la drammaticità denunciandolo nel suo film Yuppi Du. Infatti uno dei protagonisti, Scognamillo, amico di Felice (Adriano) muore in un cantiere navale schiacciato da una enorme cassa distaccatasi da una gru. Dopo 33 anni non è cambiato nulla. Anzi, la situazione è peggiorata. Non è più tollerabile". E' la lettera di Claudia Mori ad Articolo21. Un messaggio, che accogliamo con grande piacere, per esprimere l'adesione sua e di Adriano Celentano alla nostra carovana per la sicurezza sul lavoro che partirà da Venezia e toccherà le città che sono state teatro di infortuni mortali.

E' MORTO UN OPERAIO A VILLANZANA DI TRENTO. E' MORTO UN AGRICOLTORE IN PROVINCIA DI POTENZA




E' MORTO UN OPERAIO A VILLANZANA DI TRENTO Un operaio è morto in un cantiere vicino alla stazione ferroviaria di Villazzano, sulla collina di Trento. L'OPERAIO è rimasto schiacciato fra la cabina di un camion e il suo rimorchio. Secondo una prima ricostruzione, stava cercando di agganciare con un gancio il rimorchio di un camion alla motrice ma il mezzo si è improvvisamente mosso.
Potenza, 21 ago.
E' MORTO UN AGRICOLTORE DI 47 ANNI A GENZANO DI LUCANIA. Tragico incidente stamane in Basilicata per la pratica delle bruciatura delle stoppie e dei residui vegetali in campagna. IL CONTADINO E' MORTO e un fratello di 38 e' rimasto ferito in un terreno di loro proprieta' a Genzano di Lucania, nel potentino. Il maggiore dei due fratelli, a quanto risulta, e' stato avvolto dalle fiamme dopo aver perso conoscenza per l'intissicazione provocata dalle esalazioni.
E' MORTO UN GIOVANE BOSCAIOLO MAROCCHINO.
Incidente mortale sul lavoro in un bosco di Gallicano, in località La fredda, vicino Lucca. Un marocchino di 25 anni che stava raccogliendo la legna è scivolato ed è caduto, dopo un volo di alcune decine di metri, in un dirupo, perdendo la vita sul colpo a causa delle gravi ferite riportate alla testa. Secondo i primi accertamenti, pare che stesse lavorando senza alcuna dotazione di sicurezza ed i carabinieri di Gallicano indagano per risalire alla sua identità, ma soprattutto per stabilire se avesse un regolare permesso disoggiorno e se fosse stato regolarmente assunto ed assicurato.
Se così non fosse l'uomo per il quale il marocchino, assieme ad altri due connazionali, stava lavorando alla raccolta del legname, rischierebbe l'accusa di omicidio colposo; sul posto anche personale della Asl 2 di Lucca che ha effettuato un sopralluogo. Complicato il recupero del corpo dell'extracomunitario tanto che, in un primo momento, si è pensato di chiedere l'intervento dell'elicottero Pegaso 3, ma l'ipotesi è stata scartata per l'impossibilità di raggiungere il punto esatto dove è avvenuta la disgrazia. Sono quindi intervenuti gli uomini del soccorso alpino di Lucca che si sono calati nel dirupo dove hanno imbracato la salma e poi hanno approntato una teleferica per portarla a valle.

domenica 17 agosto 2008

E' MORTO ERSILIO MARTINELLI BOSCAIOLO E' RIMASTO TRAVOLTO DA UN ALBERO

Morti sul lavoro, vittima un boscaiolo travolto da un abete
14 AGOSTO SONDRIO
E' MORTO ERSILIO MARTINELLI 57 ANNI BOSCAIOLO travolto da un abete, in mattinata in alta Valtellina. L'uomo, Ersilio Martinelli, , residente a Valdisotto (Sondrio), era impegnato nel taglio di alberi in un bosco con un collega, che ha dato l'allarme al 118 quando un grosso abete ha schiacciato sotto il suo peso il compagno di lavoro. L'incidente si è verificato in un bosco sopra l'abitato di Sant'Antonio, frazione del comune di Santa Caterina Valfurva. Inutile anche l'intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Valdisotto: il boscaiolo era rimasto ucciso sul colpo. I carabinieri di Bormio, informato il magistrato Stefano Latorre, stanno ora cercando di ricostruire l'esatta dinamica della disgrazia dopo avere posto sotto sequestro l'area.

E' MORTO GIUSEPPE SANTORO


E' MORTO GIUSEPPE SANTORO 37 ANNI. GIUSEPPE era stato investito la settimana scorsa, a Potenza, da un treno con il sistema frenante guasto. Giuseppe sposato con un figlio, era stato travolto da un convoglio carico di rottami, che aveva percorso senza controllo circa due chilometri per poi fermarsi all'interno dello stabilimento siderurgico Ferriera (gruppo Pittini). Santoro era stato ricoverato in coma nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Carlo, dove e' morto stamani. Sull'incidente sono state aperte tre indagini: dalla Procura della Repubblica di Potenza, dal Ministero delle Infrastrutture e dalle Ferrovie dello Stato.

martedì 12 agosto 2008

248 MORTI DALL'INIZIO DELL'ANNO. E' MORTO ANTONIO CUPIELLO TRAVOLTO DA UN TIR SULLA MILANO NAPOLI

DALL'INIZIO DELL'ANNO AD OGGI I MORTI EFFETTIVI SUI POSTI DI LAVORO RICAVATI DALLE AGENZIE DI STAMPA E DAI GIORNALI
SONO 248. LE ALTRE CENTINAIA DI LAVORATORI MORTI SONO VITTIME DI INCIDENTI STRADALI MENTRE SI RECAVANO O TORNAVANO DAL LAVORO. OCCORRE UNA GRANDE OPERA DI SENSIBILIZZAZIONE VERSO QUESTE TRAGEDIE E CAPIRE LE CAUSE DI QUESTA AUTENTICA STRAGE DI LAVORATORI CHE MUOIANO SULLE STRADE. MORTI CHE SONO SUPERIORI ANCHE A QUELLE DI GIOVANI "DEL SABATO SERA" PROBABILMENTE MOLTI SONO I MORTI TRA I PENDOLARI COSTRETTI A PRENDERE L'AUTOMOBILE E FARE LUNGHI PERCORSI IN ORARI DOVE BISOGNEREBBE RIPOSARE INVECE DI LAVORARE.


E' MORTO ANTONIO CUPIELLO TRAVOLTO DA UN TIR SULLA MILANO NAPOLI Tir mentre stava lavorando, la scorsa notte, in un cantiere sulla A1 Milano-Napoli, tra Chiusi e Valdichiana: altri due sono molto gravi.I tre operai sono dipendenti della ditta Fau. Secondo una nota di Autostrade per l'Italia, l'operaio morto, nel momento dell'incidente, si trovava a bordo di un furgone "a protezione di un cantiere mobile regolarmente segnalato: il veicolo è stato tamponato da un mezzo pesante". Le cause dell'incidente sono in corso di accertamento, ma sono probabilmente da imputare all'eccessiva velocità e alla distrazione.Autostrade per l'Italia, sottolinea la nota, "profondamente colpita dal doloroso evento, esprime il proprio cordoglio alla famiglia e ai compagni di lavoro".

E' MORTO MAURIZIO VECCHIONI A GALLINARO FROSINONE. E' MORTO UN OPERAIO NEI PRESSI DI CHIVASSO TORINO

IL PIANTO DEL PRESIDENTE


E' MORTO MAURIZIO VECCHIONI A SOLI 38 ANNI. MAURIZIO E' anni è morto schiacciato da un escavatore mentre lavorava alla costruzione di una fognatura in un terreno agricolo a Gallinaro, un piccolo paese della Valcomino, in provincia di Frosinone. Ad accorgersi dell'incidente sul lavoro subito da MAURIZIO VECCHIONI sono stati alcune persone vicine al campo che hanno chiamato il 118 di Frosinone. All'arrivo dei soccorritori VECCHIONI era già morto e il medico non ha potuto far altro che costatarne il decesso. I carabinieri stanno accertando le modalità dell'incidente.





E' MORTO UN OPERAIO DI 48 ANNI NEI PRESSI DI CHIVASSO (Torino) dopo essere stato travolto da un'automobile mentre svolgeva dei lavori su una strada statale: per la procura di Torino non si tratta però di un incidente stradale, ma di un vero e proprio incidente sul lavoro, e per questa ipotesi di reato ha aperto un fascicolo di indagine. La vittima, era un dipendente della ditta Sirti, incaricata da Fastweb della posa e della manutenzione dei cavi telefonici e si trovava sul posto insieme a un collega. L'incidente è avvenuto mentre, a lavoro finito, si stava lavando le mani. Adesso il pm Raffaele Guariniello intende verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro: il compagno dell'operaio, dopo qualche ritrosia iniziale, ha ammesso - secondo quanto si è appreso - che il cantiere non era adeguatamente segnalato. Bisogna capire, dunque, se oltre alle eventuali responsabilità dell'automobilista ce ne siano altre. I due erano sul posto perché la Provincia aveva chiesto di migliorare la copertura dei cavi.

domenica 10 agosto 2008

E' MORTO PIERLUIGI RONCONI A SANT'AMBROGIO DI VALPOLICELLA VERONA. E' MORTO FIORENTINO CAPUANONEL CASERTANO

E' MORTO PIERLUIGI RONCONI A SOLI 37 ANNI di Pescantina, nel veronese: PIERLUIGI è morto schiacciato da alcune di lastre di marmo che stavano per essere caricate su un container. L'incidente è avvenuto nell'azienda «Marmi Sava Srl» di Sant'Ambrogio di Valpolicella, in provincia di Verona.

E' MORTO FIORENTINO CAPUANO DI 60 ANNI in provincia di Caserta, FIORENTINO un imprenditore edile è morto cadendo da un cantiere di via Bizzarri a Calvi Risorta, piccolo centro alle pendici del Monte Maggiore. L’imprenditore, che lavorava gomito a gomito con i suoi operai, è morto durante il trasporto in ospedale a Capua dopo un volo di alcuni metri.Le gravi lesioni interne dopo la caduta non gli hanno lasciato scampo. La salma è satata trasferita al reparto di medicina legale dell’ospedale di Caserta per l’autopsia.L’imprenditore lascia la moglie Antonietta e il figlio Nicola di appena ventuno anni. Gli anziani genitori ultra novantenni, appresa la notizia hanno avuto un malore.Il cantiere è stato posto sotto sequestro dal Comando Stazione Carabinieri, del maresciallo Massimo Petrosino e il suo Vice Rosario Monaco, per eseguire i rilievi del caso. Sul posto anche gli ispettori del lavoro e il giudice di turno per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

giovedì 7 agosto 2008

243 MORTI DI LAVORO DALL'INIZIO DELL'ANNO

I MORTI SUL POSTO DI LAVORO ESCLUSI QUELLI CHE SONO MORTI MENTRE SI RECAVANO A LAVORARE O CHE TORNAVANO DAL LAVORO SONO DALL'INIZIO DELL'ANNO AD OGGI 7 AGOSTO 243
DI CASTELLI E DEI LEGHISTI NON CONDIVIDO NIENTE, NEPPURE IL TAGLIO CHE IL SOTTOSEGRETARIO HA DATO ALL'INTERVISTA. MA HA RAGIONE QUANDO DICE CHE I MORTI EFFETTIVI SUI LUOGHI DI LAVORO SONO MOLTO MENO DI QUELLI DELLE LISTE UFFICIALI. SE SI ALTERANO LE CIFRE NON SI TROVANO SOLUZIONI PER I PROBLEMI, ANCHE DI CHI MUORE MENTRE VA O TORNA DA LAVORARE. LE CIFRE NON SONO GONFIATE MA SICURAMENTE OCCORRE SEPARERE NETTAMENTE CHI MUORE SUL LUOGO DI LAVORO DA CHI MUORE MENTRE VA O TORNA DA LAVORARE. NON SI RISOLVONO I PROBLEMI MESCOLANDO DIVERSE CAUSE DI MORTE......I MORTI EFFETTIVI SUI LUOGHI DI LAVORO SONO 243 DALL'INIZIO DELL'ANNO. NELLE TABELLE EXCEL CHE HO ELABORATO NEI PRIME SEI MESI DELL'ANNO I MORTI ERANO QUASI 200 E NON IL DOPPIO O IL TRIPLO COME RIPORTATO DA DIVERSE AGENZIE DI STAMPA. GIA' I PRIMI DI LUGLIO HO SCRITTO AL PRESIDENTE NAPOLITANO CHE SAREBBE STATO OPPORTUNO SEPARARE QUESTI DATI PER NON FARE CONFUSIONE . HO ANCHE INFORMATO I VARI ORGANI DI STAMPA E I SINDACATI DI QUESTA DISCREPANZA. SI POTREBBE FARE QUALCOSA IMMEDIATAMENTE PER I TANTI AGRICOLTORI CHE MUOIONO A CAUSA DI UN KILLER: IL TRATTORE CHE DALL'INIZIO DELL'ANNO HA FATTO UN'AUTENTICA STRAGE.
QUI SOTTO L'INTERVISTA A CASTELLI E LE REAZIONI

L'accusa del leghista Castelli. "Statistiche manipolate per poter usufruire dei benefici""IL TRIPLO COME RIPORTATE DA DIVERSE AGENZIE .
asta criminalizzare gli imprenditori". L'opposizione: si deve vergognare
"Morti bianche, cifre gonfiate falsi i numeri sulle vittime"


di PAOLO BERIZZI

Roberto CastelliROMA - Le statistiche sulle morti bianche? Sono fasulle. Manipolate per fare ottenere risarcimenti assicurativi anche alle famiglie di quei lavoratori che perdono la vita sulla strada mentre vanno o tornano dal lavoro. Così, dopo l'indagine pubblicata dal Censis che ha rielaborato i dati ufficiali (1.170 decessi nel 2007, a fronte dei 663 omicidi), il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Roberto Castelli. Che auspica: "È arrivato il momento di fare un'operazione verità". Sui dati, intende il senatore leghista. Perché "soltanto in Italia si contano come morti sul lavoro, al fine di poter dare benefici assicurativi da parte dell'Inail, anche le morti che avvengono per incidenti stradali capitati mentre si va al lavoro o mentre si torna a casa a fine giornata. Morti che evidentemente - sostiene - nulla hanno a che vedere con la sicurezza in fabbrica". Lo studio del Censis ("abbiamo usato dati iper ufficiali di Eurostat e Inail", precisa il direttore generale dell'istituto Giuseppe Roma) dice che le morti bianche in Italia sono quasi il doppio delle vittime degli omicidi, due volte quelle della Francia e il 30 per cento in più rispetto a Germania e Spagna. Ma Castelli non ci sta ("un po' di verità fa bene a tutti"): "È il momento di smetterla - dice - di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei". Com'è facile supporre, le parole del senatore leghista hanno sollevato un polverone. Dai politici, dai sindacati, dall'Anmil (associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro), si è alzato un coro di indignazione. Un'uscita giudicata a dir poco "inopportuna". "Le dichiarazioni di Castelli sono pericolose e prive di fondamento, un vero attacco alle norme sulla sicurezza sul lavoro", dice, sottolineando la puntualità delle statistiche fornite dall'Inail, Cesare Damiano, parlamentare Pd, ex ministro del Lavoro. "Anziché cercare dichiarazioni a effetto il sottosegretario farebbe bene a preoccuparsi del fatto che il suo governo sta manomettendo le buone leggi che riguardano salute, sicurezza e lavoro nero". "È da irresponsabili sminuire la gravità del fenomeno", aggiunge il vice presidente della commissione lavoro del Senato, Tiziano Treu. Il giudizio più severo arriva da Achille Passoni, del Pd, che parla di "delirio agostano": "Castelli si vergogni di fronte all'Italia e chieda subito scusa a tutti coloro che hanno avuto un parente morto o ferito per cause di lavoro".


Il collega di partito Daniele Marantelli, deputato varesino, un mese fa era stato l'autore dello slogan "Zero morti per Expo 2015": un segnale lanciato al governo affinché, in vista dell'apertura dei cantieri per la manifestazione milanese, si vigili sulla sicurezza proponendosi come obiettivo l'azzeramento del bollettino degli infortuni mortali. Proprio in vista dell'Expo, Marantelli si augura che "Castelli e gli altri rappresentanti del governo oltre al business e agli appalti pensino anche al valore della vita umana". Quella di cui parla il presidente dell'Anmil, Pietro Mercandalli: "Davanti alle cifre, anziché strumentalizzarle, bisognerebbe riflettere. Ricordo a Castelli che nel 2007, nel settore manifatturiero di cui lui parla, abbiamo avuto 185 infortuni mortali (101 in Francia, 113 in Spagna e 127 in Germania)". Forti critiche arrivano anche da Paola Agnello Modica, della segreteria nazionale della Cgil: "È singolare che si voglia estrapolare i settori dell'agricoltura e dell'edilizia. Perché? Sono lavoratori di serie B? Forse perché in questi settori sono spesso impiegati gli immigrati? Il sottosegretario si occupi di più delle condizioni delle strade che i lavoratori sono costretti a percorrere e investa in trasporto pubblico anziché in polemiche". Alla fine della giornata, la replica di Castelli: "Su un tema serio come quello delle morti bianche non bisogna mistificare la realtà".

E' MORTO MOHAMED GHARSI A ISPICA RAGUSA. SCHIACCIATO DAL KILLER


UN'ALTRA VITTIMA DEL TRATTORE KILLER DEGLI AGRICOLTORI, ANCHE UN EXTRACOMUNITARI TRA LE SUE VITTIME

RAGUSA 7 LUGLIO

E' MORTO MOHAMED GHARSI tunisino di 29 anni, MOHAMED che abitava ad Acate, e' morto in un incidente sul lavoro in contrada Gerbi Cancaleo, nel territorio di Ispica (Ragusa). Gharsi sarebbe rimasto schiacciato dal trattore che stava guidando e che si e' ribaltato. Per liberare il cadavere e' stato necessario l'intervento dell'autogru dei vigili del fuoco. Indagano i carabinieri.

mercoledì 6 agosto 2008

E' MORTO UN OPERAIO NIGERIANO DI 37 ANNI. E' MORTO UN BOASCAIOLO A CERMES MERANO


E' MORTO DAME NIANG OPERAIO NIGERIANO DI 37 ANNI- E' morto sul lavoro nella ditta vitivinicola 'San Gabriele' di Trebaseleghe (Padova).NIANG si trovava sul tetto di un capannone quando, per motivi al vaglio dei carabinieri e dei tecnici dello Spisal e' caduto da una altezza superiore ai 15 metri, morendo sul colpo. Si sono accorti della caduta gli operai che lavoravano con lui. I Carabinieri stanno indacando sulla dinamica della disgrazia.
E' MORTO UN BOSCAIOLO mentre lavorava in un bosco sopra Cermes, nel Meranese. Secondo le prime informazioni, l'uomo è stato colpito da un albero. Sul posto sono intervenuti l'elicottero del 118, il soccorso alpino e i carabinieri. Per L'OPERAIO non c'era però più nulla da fare. Non si conosce l'identità della vittima

E' MORTO UN OPERAIO IN PROVINCIA DI TREVISO. E' MORTO GERARDO BUFANO.E' MORTO UN OPERAIO ROMENO NEL PESCARESE.E' MORTO ALVATRO BARTOLINI A VERUCCHIO

BORSO DEL GRAPPA (TREVISO), 4 AGOSTO 2008
E' MORTO UN OPERAIO DI 51 ANNI- Incidente sul lavoro, questa mattina, in un cantiere del trevigiano. La vittima è un operaio di 51 anni, residente nel bolognese. Ferito in maniera grave un collega di 53 anni ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Treviso.

E' MORTO GERARDO BUFANO DI 44 ANNI in un cantiere , imprenditore edile a Calvi, nel beneventano. Stava aiutando un operaio a trasportare al primo piano di una villetta in costruzione del materiale, ma la scala in legno del cantiere non ha retto, e Bufano è morto sul colpo, dopo un volo da un'altezza di 7 metri.

E' MORTO L'OPERAIO ROMENO COINVOLTO IN INCIDENTE AGRICOLO NEL PESCARESE. E' morto nella tarda serata di ieri, in ospedale, a Pescara, il romeno di 29 anni che l'8 luglio scorso e' rimasto ferito in un incidente agricolo avvenuto a Vicoli. Durante la pausa pranzo Florentin Harabagin stava spostando un trattore da un punto all'altro, per motivi di lavoro, quando ha perso il controllo del mezzo. Ha riportato la rottura del bacino, ed e' stato trasportato in ospedale, a Pescara. (AGI)

Sassofeltro, 4 agosto 2008 -
E' MORTO ALVARO BARTOLINI 60 ANNI Stava lavorando nelle campagne in cui era cresciuto, Alvaro Bartolini, un sessantenne, residente a Verucchio quando è rimasto schiacciato dal mezzo che si è ribaltato per cause ancora da accertare.

lunedì 4 agosto 2008

E' MORTO FABRIZIO CERRETANI A FERMO -

3 AGOSTOFERMO -
E' MORTO FABRIZIO CERRETANI Un agricoltore di 50 anni è morto stamane travolto da un trattore, che probabilmente si era sfrenato e che lo ha investito. Il fatto è avvenuto poco prima delle 9, in contrada Monte di Monte Urano (Fermo).

venerdì 1 agosto 2008

E' MORTO UN GIOVANE RUMENO A REGGIO EMILIA. E' MORTO GIUSEPPE MIRANDO.E' MORTO UN AGRICOLTORE IN PROVINCIA DI CHIETI. E' MORTO EUGENIO FLAUTO

1 AGOSTO UNA STRAGE DI LAVORATORI

NAPOLI, 1 AGO -
E' MORTO EUGENIO FLAUTO A 31 ANNI A CERCOLA. EUGENIO E' MORTO schiacciato dal macchinario a cui stava lavorando. EUGENIO, e' morto intorno alle 23.30 di questa sera a Cercola, in provincia di Napoli, schiacciato dal macchinario industriale a cui stava lavorando.L'incidente, secondo quanto si apprende dai carabinieri che sono intervenuti sul posto, e' avvenuto all'interno della Cooperativa La Vera Napoli, fabbrica di inscatolamento di pomodori, che si trova in via Giuseppe Barone a Cercola.Secondo una prima ricostruzione fatta dai militari della tenenza di Cercola, FLAUTO stava lavorando al confezionamento di alcune pedane di legno quando e' rimasto schiacciato dai macchinari industriali, morendo sul colpo.

REGGIO CALABRIA 1 AGOSTO
E' MORTO UN EDILE DI 67 ANNI A ROCCELLA IONICA. L'OPERAIO è morto per le ferite riportate cadendo da un tetto di un'abitazione dove stava lavorando.. L'OPERAIO è MORTO DOPO ESSERE STATO PORTATO CON L'ELISOCCORSO ALL'OSPEDALE DI CATANZARO.

REGGIO EMILIA 1 AGOSTO
E' MORTO UN RUMENO DI 19 ANNI SCHIACCIATO DA UNA TRAVE. IL GIOVANE e' morto oggi a Villalunga di Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia.

BOLOGNA 1 AGOSTO
E' MORTO GIUSEPPE MIRANDO UN CAMIONISTA DI 46 ANNI A BOLOGNA. GIUSEPPE e' morto nel primo pomeriggio di oggi in seguito a un infortunio sul lavoro avvenuto a Castel Maggiore, in provincia di Bologna. L'uomo e' rimasto schiacciato dal suo stesso camion parcheggiato nel piazzale del corriere Mtn di via Serenari. Ulteriori accertamenti e dinamica dell'infortunio sono al vaglio dei carabinieri.


ANCORA UNA VITTIMA DEI TRATTORI KILLER DEGLI AGRICOLTORI. UN ASSASSINO DALL'ASPETTO INNOCENTE CHE MIETE CENTINAIA DI VITTIME NELL'INDIFFERENZA GENERALE. IL TRATTORE E' UN'AUTENTICA MACCHINA DELLA MORTE

Chieti, 31 luglio. UN AGRICOLTORE E' MORTO QUESTA SERA a Bucchianico, in provincia di Chieti, schiacciato dal proprio trattore. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Chieti Scalo.

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Andrea Cricca e il sogno spezzato nei campi: l’ombra del lavoro nero dietro la tragedia del giovane 24enne. Andrea caduto dentro una macchina tritafieno

Andrea era andato a dare "una mano" a amici, ma chiamiamolo per quello che è "lavoro nero" come del resto a centinaia pe...

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?