Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

appello al mondo

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

venerdì 30 settembre 2011

Cartine morti sullavoro nei primi nove mesi del 2011

Cari amici, sono a darvi la situazione delle morti sul lavoro nei primi 9 mesi del 2011 con le cartine regionali su cui ci sono i morti sui luoghi di lavoro per ogni singola provincia. Dall’inizio dell’anno i morti sui luoghi di lavoro sono stati 489, il 30 settembre del 2010 erano 430, l’aumento è del l2,7%. Se poi a queste vittime aggiungiamo i lavoratori morti in itinere si arrivano a contare oltre 800 morti. Tra tutti questi dati raccolti spaventa quello relativo alla provincia di Torino, che con 15 morti solo sui luoghi di lavoro, quintuplica già i morti dell’intero 2010. La provincia di Torino risulta prima in Italia in questo triste primato. Sembra che Torino e l’intera Italia si siano già dimenticati del terribile rogo del 2007 dove perirono bruciati vivi i sette lavoratori della ThyssenKrupp, a cui questo osservatorio è dedicato. Anche la provincia di Brescia con 15 morti e quella di Bolzano con 13, come l’anno scorso si confermano tra quelle con più vittime. Nonostante le statistiche ufficiali dicono che nei primi sei mesi c’è stato un leggero calo rispetto ai primi sei mesi del 2010 (-0,7%, da 431 a 428), nei primi sei mesi del 2010 avevamo monitorato 254 morti solo sui luoghi di lavoro e aggiungendo i morti in itinere arrivammo a contare oltre 500 morti noi. Nei primi nove mesi registriamo questo aumento del 12,7% che è incontestabile, in quanto le vittime sono tutte inserite in appositi file. La mia regione, l’Emilia Romagna, con 38 morti sui luoghi di lavoro è addirittura prima se le vittime le rapportiamo al numero di abitanti che è, a nostra opinione, l’unico parametro valido per comprendere l’andamento di una provincia o di una regione. Questo perchè muoiono tantissimi agricoltori pensionati, che da soli rappresentano oltre il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. Purtroppo questi anziani non sono neppure considerati morti sul lavoro. L’Emilia Romagna è la seconda in termini assoluti, dopo la Lombardia, che ha 57 morti ma che però ha più del doppio degli abitanti.. Anche la Toscana che in questi anni ha avuto un andamento migliore rispetto alle altre regioni, quest’anno registra moltissimi morti.. Poi ci chiediamo se sono considerati morti sul lavoro anche tutti quegli edili meridionali, che muoiono sulle strade quando si spostano dal sud al centro- nord o viceversa quando ritornano a casa.

Anche oggi due vittime in provincia di Brescia e in quella di Genova

Brescia E' morto Hicham Tallabi un giovane operaio marocchino di 32 anni questa mattina. Il povero giovane, sposato con due figli è morto mentre stava lavorando all’interno di una fabbrica di Prefabbricati in località Tezze a Carpenedolo. Secondo le prime informazioni,il giovane si trovava nel deposito esterno dell’azienda e sarebbe stato travolto da un carico di ferro, dal peso di diversi quintali. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i soccorritori del 118, che, però, non hanno potuto fare nulla per salvare il giovane che è deceduto sul colpo. Sul luogo dell’infortunio mortale i carabinieri della Compagnia di Desenzano e i tecnici della Medicina del lavoro. Purtroppo la provincia di Brescia con 15 morti si sta confermando anche quest'anno quella con più vittime sui luoghi di lavoro assieme a Torino. Genova 30 settembre E' morto a Pegli un giardiniere di 30 anni mentre stava potando un albero a diversi da terra. Secondo le prime ricostruzioni si tratta di un dipendente di una ditta di giardinaggio che stava eseguendo alcune potature a Pegli. Secondo la polizia, anche grazie alla testimonianza di un collega che era con lui, il giovane aveva preso le precauzioni del caso: si era imbragato a un pilone in muratura per lavorare in sicurezza ma per cause in via d'accertamento la struttura ha ceduto e il giardiniere è precipitato morendo sul colpo. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione da parte dei medici del 118, il povero giovane risultava già deceduto.

giovedì 29 settembre 2011

Anche un giovane di 21 anni schiacciato dal trattore in provincia di Bolzano

Bolzano, 29 set. E' morto Paul Paulmichl, un giovane di 21 anni. Paulmichl e' morto questa notte schicciato dal trattore che si e' capolvolto in Val Venosta. Paulmichl , sembra che alla guida del trattore ci fosse un amico e che e' ricoverato in gravi condizioni all'ospedale San Maurizio di Bolzano. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, il mezzo si e' ribaltato durante una curva che ha fatto precipitare il trattore che era in un terreno in pendenza . Paul Pualmichl e' deceduto all'istante per la frattura della colonna cervicale. I carabinieri stanno verificando la regolarita' dei documenti di guida e di circolazione del mezzo. Il povero giovane è la tredicesima vittima in provincia di Bolzano dall'inizio dell'anno, con Paulmichl sono già i morti in agricoltura in questa provincie e tutti schiacciati dal trattore. La provincia di Bolzano si sta confermando anche quest'anno una di quelle con più vittime, terza in questa triste classifica dopo le province Torino e Brescia

mercoledì 28 settembre 2011

Anche oggi 3 vittime

Caserta, 28 set. E' morto Lorenzo Borrelli un operaio di 33 anno di ci non si conosce ancora l'identità sembra che la vittima sia rimasta schiacciata da una pressa questa mattina nell'azienda per la quale stava lavorando. la 'Rieter spa' di Pignataro Maggiore. Varese 28 settembre . e' morto Alberto Broggi un operaio di 61 anni precipitando dall'alto in un cantiere a Casciago. La vittima di cui non si conosce ancora l'identità. la tragedia questa mattina nella caduta ha riportato ferite gravissimi. E' stato trasportato dal personale del 118 all'ospedale di Circolo di Varese, dove è deceduto dopo poco tempo.. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che stanno ricostruendo la dinamica dell'incidente. Udine E' morto Valmiro Pitton, 71 anni un impresario edile in pensione. Pitton è morto dopo essere precipitato dal tetto di un capannone a Palazzolo dello Stella. Pitton stava facendo un sopralluogo per alcuni lavori di ristrutturazione dell'edificio, quando per cause da accertare è caduto da un'altezza di diversi metri rimanendo ucciso sul colpo.

martedì 27 settembre 2011

Sono morti Nicola Dalmasso in provincia di Imperia e Antonio Di Gennaro in provincia di Foggia

IMPERIA 27 SET -E' morto Nicola Dalmasso, un operaio di 43 anni, di Vallecrosia, dipendente di Reti Ferroviarie Italiane (Rfi). Dalmasso stava compiendo controlli in una sottostazione elettrica del Parco Roja di Ventimiglia di proprieta' delle Ferrovie quando sarebbe rimasto fulminato a causa di un trasportatore di corrente. Un compagno di lavoro di Dalmasso, che gli aveva portato i primi soccorsi. Il sostituto procuratore Maria Paola Marrali della procura di Sanremo, titolare delle indagini, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Con Dalmasso sono già 9 li morti sui luoghi di lavoro in provincia di Savona che conta quasi la totalità delle morti in Liguria che ha 12 vittime in totale. Foggia E' morto Antonio Di Gennaro, dipendente di Amica di anni 47. Di Gennaro è morto questa notte nell'impianto di biostabilizzazione di Passo Breccioso. Secondo una prima ricostruzione Di Gennaro sarebbe morto è durante il turno di lavoro mentre caricava rifiuti su un camion con una pala meccanica. Molto probabilmente il camion, senza freno a mano tirato, ha cominciato a muoversi e nel tentativo di fermarlo, la vittima ha aperto lo sportello e ha cercato di entrare ma è stato schiacciato tra lo sportello e un palo della luce rimanedo ucciso all'istante.Quando sono arrivati i soccorsi del personale del 118 purtroppo non c'era più niente da fare. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuococ he hanno dovuto liberare il corpo incastrato tra le lamiere con una gru.

lunedì 26 settembre 2011

E' morto Goran Kovacevic, operaio bosniaco di 54 anni.

Padova 26 settembre E' morto Goran Kovacevic, operaio bosniaco di 54 anni. Kovacevic è morto in seguito a una caduta, non si sa ancora con certezza se da un'impalcatura o una scala. I carabinieri stanno indagando sulle circostanze che hanno portato alla morte di della vittima residente a Monfalcone in Friuli, che stava lavorando in un cantiere edile a Albignasego, nella zona sud di Padova. Kovacevic era impegnato per conto della ditta Topovic di Cittadella. L'incidente è accaduto nel primo pomeriggio di oggi. I tecnici dello Spisal sono impegnati nel verificare la posizione lavorativa dell'operaio, che in ogni caso non indossava le protezioni necessarie nei cantieri ad evitare le cadute. Padova è in questo momento la provincia veneta con più vittime sui luoghi di lavoro, già sette dall'inizio dell'anno. Il Veneto come l'anno scorso è una delle regioni con più vittime.

domenica 25 settembre 2011

E' morto Pasquale Gaetano agricoltore di 50 anni a Lamezia Terme ,

Catanzaro 24 SET -E' morto Pasquale Gaetano agricoltore di 50 anni, Pasquale Gaetano, e' morto a Lamezia Terme dopo essere stato travolto dal trattore che stava guidando. sembra che Gaetano, che stava facendo dei lavori con il trattore in un fondo nella periferia cittadina abbia avuto un malore mentre guidava il trattore ed è caduto dal mezzo per esserne poi travolto. Gravissimo è stato portato all'Ospedale di Catanzaro dove purtroppo è spirato. Ormai si arriva quasi a contare 100 morti a causa del trattore che da solo "uccide" oltre il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro.

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Cosa lega Marcinelle, i morti in itinere e Guccini? What connects Marcinelle, commuting workplace fatalities, and the Italian singer-songwriter Guccini who passed away yesterday?

I tre elementi di questi giorni sembrano un accostamento privo di logica, ma ne hanno una, ed è molto profonda. La mattina dell'8 agos...

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?