L'Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro è attivo dal 1° gennaio 2008 e monitora tutti i morti sul lavoro, anche quelli in nero e di altre categorie diverse da INAIL e con orgoglio rilevo che I dati del nostro archivio continuano a registrare migliaia di consultazioni da tutto il mondo ogni giorno, a dimostrazione di come la memoria delle vittime del lavoro rimanga un punto di riferimento anche a distanza di anni.
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità
Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024
Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"
Carlo Soricelli attività artistica
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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità
Elenco link
- Rifiutismo corrente pittorica di Soricelli
- Opere nello studio bunker di Casalecchio di Reno
- Opere di pittura e scultura
- Opere del museo di Casa Trogoni di Granaglione
- le mie opere nel patrimonio della Regione Emilia Romagna
- i libri scritti
- https://soricellifioriscolpiti.blogspot.com/
- http://pitturapranica.blogspot.it/
- Alcune poesie
venerdì 30 dicembre 2011
Un fine anno che si conclude con altre vittime: Il geometra Fabio Grassi nel senese e Alessandro Baldissera in provincia di Treviso
Treviso E' morto Alessandro Baldissera di 42 anni. la tragedia questa mattina poco prima delle 9 a Vidor. "Sandrino" Baldissera stava aiutando lo zio nei lavori dell'azienda agricola di famiglia. Stavano sistemando delle balle di fieno all'interno di un capannone ed è scivolato da una balla da circa due metri e battendo violentemente il capo sull'aratro e morendo sul colpo. Vani sono stati i tentativi di rianimarlo.
martedì 27 dicembre 2011
E' morto Michele Camporelli. Sono 138 gli agricoltori schiacciati dal trattore dall'inizio dell'anno
Immediati i soccorsi da parte anche dei figli, che hanno spostato il trattore con un altro mezzo e hanno quindi cercato di rianimare Camporelli. Purtroppo non c'è stato niente da fare:le ferite erano così gravi che poco dopo averlo liberato l'anziano agricoltore è morto. Sono 5 i morti sui luoghi di lavoro in provincia di Novara dall'inizio dell'anno e 51 in Piemonte che è terza per numero di morti dopo la Lombardia e l'Emilia Romagna.
lunedì 26 dicembre 2011
Lettera di Graziella Marota al ministro Fornero
pubblicata da Graziella Marota il giorno domenica 25 dicembre 2011 alle ore 19.08
ILL.mo Ministro Fornero,
oggi è Natale e in questo giorno così gioioso per tutti ho deciso di scriverLe perché per me è un giorno di grande dolore. Mi presento: mi chiamo Graziella Marota, abito a Porto Sant’Elpidio (FM) e ho 58 anni. Il 6 Dicembre del 1982 ho dato alla luce un bambino bellissimo, Andrea e da quel giorno ho dedicato tutta la mia vita a mio figlio, come fanno tutte le mamme del mondo perché un figlio è il bene più prezioso per ogni donna. Andrea, con il passare degli anni, cresceva e con tutto il mio amore e la mia
protezione è diventato un bel ragazzo: il mio orgoglio ,la mia gioia, la mia felicità.
Ora vorrei che leggesse questa lettera poi Le spiegherò il motivo per cui Le scrivo:
Caro Andrea,
sono già passati più di 5 anni da quel giorno orribile, quel giorno che mi ha cambiato definitivamente la vita, privandomi di tutto.
Te l’avevo promesso e mi sono battuta affinché il tuo ricordo non svanisse nel giro di pochi mesi. Televisione, giornali, interviste… ho fatto più di quanto potessi immaginare, ma il dolore è stabile, anzi, più passa il tempo e più mi lacera il cuore. Il suono della chitarra, la tromba, le tue risate, i tuoi abbracci, i tuoi baci…tutto manca dentro casa; ora regna il silenzio più assoluto. Eri un figlio perfetto, Andrea, fin troppo buono, rispettoso, allegro, onesto e pieno di vitalità; amavi la vita più di qualsiasi altra cosa al mondo, ma essa ti è stata strappata brutalmente in un giorno d’inizio d’estate ed io non riesco a capacitarmene, non sono in grado di capire perché tu, un ragazzo così dedito al lavoro, hai dovuto chiudere i tuoi splendidi occhi in una fabbrica. Non ha senso morire a ventitré anni, tanto più mentre si sta lavorando. Tutto ciò è capitato a te, figlio mio,io non mi darò mai pace e continuerò a tenere vivo il tuo ricordo, perché rimarrai sempre come tutti ti ricordiamo; ora sei un angelo, ma lo eri anche prima, un angelo che viveva aiutando gli altri, sempre pronto a dare una mano in qualsiasi situazione.
Nel corso della tua vita mi hai teso la mano infinite volte, al punto che tra noi c’era e c’è tuttora, un legame speciale, più forte di quello che si instaura, fin dalla nascita, fra mamma e figlio: il nostro era anche un rapporto d’amicizia che si era andato a creare superando i vari ostacoli che la vita ci ha messo di fronte. Insieme abbiamo affrontato gioie e dispiaceri, ma ora che tu non ci sei più, mi sembra di affogare in questo mare di dolore che la tua morte ha creato. Ora la nostra famiglia sembra vuota, tutti cerchiamo di farci forza l’un con lì’altro, ma il fatto è che ci manchi troppo, la tua era una figura essenziale, infatti, come un albero ha bisogno di svariati elementi per vivere, così a noi è stato tolto l’ossigeno, l’acqua e anche se la pianta è una quercia secolare, piano piano appassisce come un piccolo germoglio.
Sembrava che quel tanto atteso momento di serenità fosse arrivato, che finalmente avrei vissuto una vita tranquilla e felice, ma non potevo immaginare ciò che stavo per vivere: la perdita di un figlio, la cosa più orribile e straziante al mondo. Una volta accaduta la tragedia, non riuscivo a rendermi completamente conto di quello che stavo passando, ma, ora, a distanza di tempo, lo capisco eccome; ed è questa la cosa più brutta: realizzare quanto è accaduto.
Vorrei dirti molte altre cose, amore mio, ma non basterebbe tutta una vita per scriverle; mi limito a ripetere una cosa che tu, da lassù, avrai ascoltato ed ascolterai tantissime volte:
ti voglio un bene dell’anima, angelo mio.
Ora Ministro comprenderà la ragione di questo mio scritto.Ogni anno muoino circa 1200 lavoratori per la mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro e ci sono circa un milione di infortuni più o meno gravi.E’ inconcepibile e inaccettabile che in un paese “civile” succedano ancora questi “omicidi” per risparmiare sulla sicurezza mettendo a repentaglio la vita dei lavoratori…i lavoratori ,Caro Ministro, sono esseri umani e non macchine di produzione, hanno la loro vita, i loro affetti e il sacrosanto diritto di uscire la mattina per andare a lavorare e avere la certezza di tornare la sera con le proprie gambe e non dentro una bara come è successo al mio Andrea che era appena sbocciato alla vita…aveva solo 23 anni ed è morto con il cranio schiacciato da una macchina tampografica priva di sistemi di sicurezza all’Asoplast di Ortezzano (FM) per 900 euro al mese come precario.
Faceva parte di quella grande schiera di italiani che oggi sono chiamati a fare numerosi sacrifici,non crede che sia giunto il momento di prendere seriamente in considerazione questa grande piaga del nostro paese?Cosa facciamo? Aspettiamo inesorabilmente che le statistiche fatte ogni anno si avverino? Ogni sette ore muore un lavoratore e Lei ,Ministro, cosa farà affinchè tutto ciò non avvenga più?
La ringrazio per l’attenzione che vorrà prestare a questo scritto e non dimentichi che chi Le scrive è una mamma rimasta orfana del proprio figlio e distrutta dal dolore sia nello spirito che nel fisico.
Faccia qualcosa altrimenti ogni giorno 4 famiglie continueranno ad essere distrutte !!
La saluto cordialmente e aspetto quanto prima una Sua risposta.
Graziella Marota
domenica 25 dicembre 2011
Continua la strage provocata dal killer chiamato trattore. E' morto Antonio Maffeis in provincia di Bergamo
Maffeis stava guidando il mezzo quando, svoltando in una strada il trattore si e’ ribaltato schiacciandolo sotto a quella autentica bara in movimento che chiamiamo trattore. Inutili i soccorsi del personale del 118. Per ricostruire la dinamica dell’accaduto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Fiorano al Serio. Sono 11 i morti sui luoghi di lavoro in provincia di Bergamo dall'inizio dell'anno e 78 in Lombardia che è la regione con più vittime in assoluto anche quest'anno dall'inizio dell'anno. sono già 137 gli agricoltori schiacciati dal trattore in Italia dall'inizio dell'anno. Le vittime del trattore sono oltre il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro
Di Marco Bazzoni dal blog di Beppe Grillo
Il giorno di Natale lo dedico ai lavoratori che hanno perso la vita nel 2011. Più di 1000 non sono tornati a casa dalle loro famiglie. E' una guerra senza tregua cha va avanti da decenni, ma sembra che non interessi a nessuno. Il profitto viene sempre prima della sicurezza dei lavoratori. La sicurezza costa, la morte di un dipendente costa meno, talvolta, grazie alle leggi italiane, quasi nulla. I parenti delle vittime di un'economia e di una società malate passeranno il primo Natale senza un padre, un figlio, un marito. A loro vanno il mio cordoglio e un abbraccio.
Caro Beppe,
oltre 1100 morti su lavoro nel 2011, il 15% di questi lavoratori erano "in nero" o già in pensione, sono i dati che fornisce l'Osservatorio Indipendente di Bologna di Carlo Soricelli, un operaio in pensione, che fa un lavoro enorme con il suo blog, aggiornando ogni giorno le morti sul lavoro in Italia. Voglio ricordare quello che aveva detto l'INAIL, che per l'anno 2010, le morti sul lavoro erano scese per la prima volta dal dopoguerra, sotto quota 1000, per l'esattezza 980. Evidentemente c'è qualcosa che non va nei dati INAIL, e viene da sé che sono dati fortemente sottostimati, perchè non tengono conto di tutti i lavoratori che muoiono "in nero". Sono ancora in troppi che prendono questi dati come "oro colato". I dati dell''Osservatorio dimostrano che moltissimo resta da fare sulla sicurezza sul lavoro. Siamo di fronte a un'ecatombe. Come si può definire civile un Paese con tutti questi morti sul lavoro quando l'art 1 della Costituzione dice che "l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro" e non sulle morti sul lavoro!!! Lo Stato, oltre a chiederci di lavorare fino alla vecchiaia, dovrebbe garantire di tornare a casa vivi la sera, dopo una dura giornata di lavoro. Mi rivolgo al Ministro dell'Istruzione Profumo: faccia un decreto, perchè la sicurezza sul lavoro sia inserita come materia di insegnamento dal prossimo anno scolastico, a partire dalle scuole elementari come in Francia. Mi rivolgo al Ministro Fornero: ripristini le norme per la sicurezza sul lavoro, volute dal Governo Prodi con il testo unico per la sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/08) e stravolte dall'ex Ministro del Lavoro Sacconi, con il Dlgs 106/09 (decreto correttivo), che tra le tante cose negative ha dimezzato le sanzioni ai datori di lavoro, ai dirigenti, ai preposti, in alcuni casi ha sostituito l'arresto con l'ammenda, ha introdotto la "salva-manager". Mi rivolgo al Ministro Cancellieri: aumenti le pene per i responsabili delle morti sul lavoro. Per il reato di omicidio colposo, la pena varia da 2 a 7 anni, ma spesso i datori di lavoro se la cavano con pene molto più basse o con la prescrizione.Un invito vorrei rivolgere alle associazioni, ai sindacati, ai partiti politici, alle Istituzioni e ai mezzi d'informazione: si smetta di chiamare queste morti, con il termine "morti bianche" e "tragiche fatalità". Queste morti non hanno nulla di bianco, e non sono fatalità, ma dovute al non rispetto delle minime norme di sicurezza sul lavoro ." Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Email: bazzoni_m@tin.it
venerdì 23 dicembre 2011
Due morti sul lavoro in Emilia Romagna e due in Campania
PARMA, 23 DIC -E' morto Marco Mattioli
un operaio di 46 anni mentre lavorava in una cabina elettrica di Iren a Parma. La vittima e' stata colpita da una scarica elettrica di 15.000 volt ed e' morto poco dopo il ricovero in rianimazione all'ospedale. E' accaduto questa mattina e secondo le prime informazioni e' stato soccorso dal personale del 118, che lo ha stabilizzato e lo ha portato in gravissime condizioni all'ospedale Maggiore, dove poco dopo e' deceduto.
Reggio Emilia E' morto Vito Rusce, artigiano di 46 anni che ieri era caduto da un'altezza di 7 metri mentre lavorava all'interno di un'azienda agricola a Masone. Rosce giunto gravissimo all'ospedale Santa Maria ed stato operato d'urgenza, ma le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate nella nottata fino al decesso avvenuto stamane. Rusce stava prendendo delle misure sul tetto di un capannone di rotoballe e per cause ancora da chiarire ha perso l'equilibrio bucando la copertura e cadendo nel vuoto. Quello che è ancora da chiarire è se Rusce sia scivolato dalla piattaforma o se invece al momento dell'infortunio fosse già sul tetto che gli è quindi collassato sotto i piedi.
Con queste due vittime la Campania arriva a 41 morti sui luoghi di lavoro e mantiene un lieve miglioramento sull'intero 2010
CASERTA - E' morto Constantin Iftimie
un operaio romeno di 28 anni ieri a Falciano del Massico cadendo da un'impalcatura di capannone in costruzione da un'altezza di oltre 5 metri e battendo violentemente la testa a terra. Il giovane romeno è morto per le ferite riportate cadendo da un'impalcatura. La tragedia alla mattinata, all'interno di un'azienda agricola in località Cappella Reale, alla periferia del paese. Sono cinque e sono tutti dipendenti di un'impresa edile di Padova, assunti con regolare contratto gli operai che stavano costruendo il capannone.L'operaio è stato subito trasportato al pronto soccorso della clinica Pinetagrande di Castelvolturno, dove i sanitari gli hanno riscontrato un violento trauna cranico. I medici hanno cercato in tutti i modi di rianimarlo e prestargli le cure del caso. Il suo cuore ha cessato però di battere un'ora e mezzo dopo l'arrivo in ospedale. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri della stazione di Falciano del Massico e della compagnia di Mondragone.
SONO 30 DALL'INIZIO DELL'ANNO I GIOVANI ROMENI MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO, QUASI TUTTI IN EDILIZIA E AGRICOLTURA, DA SOLI SONO OLTRE IL 40% DI TUTTI I MORTI SUL LAVORO TRA GLI STRANIERI
SALERNO - È morto annegato Remo Martuscelli, pescatore 51enne di San Marco di Castellabate. Martuscelli è stato travolto dalle onde del mare che era abituato a conoscere per lavoro La tragedia nel pomeriggio di oggi. Martuscelli è stato inghiottito dalle onde mentre con la propria imbarcazione a stava uscendo dall'imboccatura del porticciolo di San Marco di Castellabate. A provocare la tragedia, le pessime condizioni del mare.
A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo da parte degli uomini della Capitaneria di Porto, diretta dal tenente di vascello Vincenzo Zagarola, giunti dopo pochi minuti sul posto.
giovedì 22 dicembre 2011
Razzismo anche sui morti sul lavoro?
Cari amici, ormai si è tracciata bene la situazione complessiva delle morti sui luoghi di lavoro del 2011 in Italia. Su questo fronte, in tutto il paese, partendo dal Trentino Alto Adige, fino alla punta estrema della Sicilia, c’è la stessa tragica situazione. Si può dire con amarezza che sulle morti sul lavoro l’Italia è un paese unito. Amministrazioni di centro-sinistra o di centro-destra, regionali e provinciali, al centro-nord come al sud hanno la stessa mancanza d’attenzione verso categorie che non hanno una forte organizzazione sindacale che esercita controlli sui luoghi di lavoro. Si muore per oltre il 60% in agricoltura e in edilizia (sub-appalto) e spesso in nero in eguali percentuali sia al centro-nord sia al sud, e per un altro 30% nelle altre categorie. L’industria, con oltre un milione di lavoratori con lo Statuto dei Lavoratori e Articolo 18, ha pochissimi morti sul lavoro. La Camusso e Landini, come del resto anche Bonanni e Angeletti hanno ben evidente che l’Articolo 18 ha un valore straordinario anche sotto questo aspetto: della tutela dell’integrità fisica e psicologica dei lavoratori, che senza il "18" i lavoratori diventerebbero solo una variabile del mercato, come la merce. Cosa che interessa poco a tantissimi parlamentari di sinistra che vogliono “modificarlo” e che sono stati eletti coi tanti voti di chi vogliono poi "fregare". Ma voglio parlare del rapporto nord- sud che si manifesta anche in questo campo. Il sud ha in edilizia e agricoltura e anche complessivamente, meno morti sul lavoro che nel resto del paese. anche se poi delle 20 regioni italiane ben 15 hanno già eguagliato o superato i morti sul lavoro dell’intero 2010, comprese molte del sud. Al sud solo la Puglia e la Campania hanno meno morti sui luoghi di lavoro dell’anno scorso, mentre al nord, il Veneto e il Trentino Alto Adige, che però hanno come termine di paragone un 2010 disastroso. Anche la Lombardia ha qualche vittima in meno, però c’è da dire che essendo molti morti sui luoghi di lavoro concentrati sopratutto in agricoltura, ed avendo questa regione la stessa estensione coltivata delle altre regioni, gli agricoltori sono percentualmente la metà rispetto al numero d’abitanti. La Lombardia ha il doppio degli abitanti di qualsiasi altra regione italiana. Ho voluto fare queste premesse per sfatare luoghi comuni: che il sud è arretrato in ogni campo, compreso anche quello delle morti sui luoghi di lavoro. Oggi, io e mia moglie, siamo andati a vedere una mostra con una coppia d’amici bolognesi di vecchia data e di sinistra. Con loro c’è un rapporto d’amicizia che risale addirittura all’infanzia. Ho parlato della situazione italiana delle morti sul lavoro e di quello che veniva fuori dal monitoraggio dell’Osservatorio Indipendente di Bologna, di cui sono orgogliosamente l’ideatore, spiegando loro che al sud in definitiva, si muore sul lavoro come al nord e addirittura di meno, e che essendo queste vittime concentrate nella stragrande maggioranza in agricoltura e in edilizia (sub appalto) e nei servizi, il livello d’industrializzazione e l’indice occupazionale di una regione o di una provincia non ha nessun valore statistico in questo campo. Non l’avessi mai detto: al sud i morti sul lavoro non vengono dichiarati, finiscono nei piloni di cemento, che quelli che muoiono in nero vengono fatti sparire o abbandonati per le strade, e altre amenità di questo genere. Hai voglia a dire che se leggi la cronaca ti accorgi che anche in Veneto, come in Lombardia, ci sono già diversi morti sul lavoro in nero, o che vengono regolarizzati mezz’ora dopo che sono morti. Che la provincia di Brescia a guida leghista degli "attenti al territorio" è da diversi anni prima in questo triste classifica. Hai voglia a spiegare che i blog e le testate on-line è impossibile occultare notizie così “forti” sotto il punto di vista mediatico anche nel profondo sud. E siamo qui a Bologna, in una regione civilissima, che è progressista da sempre, e che però ha il maggior numero di morti sui luoghi di lavoro in rapporto agli abitanti. La propaganda razzista è riuscita a penetrare anche in strati sociali da sempre di sinistra, ed è difficile far capire che almeno su questo fronte il sud non ha niente da invidiare al centro nord. E che anche il nord si dovrebbe vergognare di questa situazione, senza scaricare le responsabilità, anche in questi casi sul sud, che dev’essere per forza peggiore. Vent’anni di razzismo e di attacchi all’Unità del Paese tollerati anche dalle Istituzioni dello Stato hanno procurato macerie che saranno difficili da rimuovere.
Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2
https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza
Cosa lega Marcinelle, i morti in itinere e Guccini? What connects Marcinelle, commuting workplace fatalities, and the Italian singer-songwriter Guccini who passed away yesterday?
I tre elementi di questi giorni sembrano un accostamento privo di logica, ma ne hanno una, ed è molto profonda. La mattina dell'8 agos...
via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al
Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro
Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro
Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli
1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati
2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza
3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica
4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere
5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro
6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)
7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi
8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni
9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.
10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.
11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.
12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori
13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.
14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.
15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.
16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.