Morti 2018

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro.

Curatore Carlo Soricelli

L’unico sito che monitora in tempo reale TUTTI i morti per infortunio sul lavoro, compresi i non assicurati all’INAIL e i lavoratori in nero

Morti sul lavoro al 18 dicembre 2018

Sono 691 i morti sui luoghi di lavoro (tutti registrati in apposite tabelle Excel). Con i morti sulle strade e in itinere sono già morti oltre 1300 lavoratori. Mai stati così tanti da quando 11 anni fa è stato aperto l’Osservatorio

Chiediamo una Commissione Parlamentare d’inchiesta per sapere il reale numero di morti per infortuni sul lavoro in Italia che sono sempre sottostimati

Sono ben 93 i morti schiacciati dal trattore dalla nascita a giugno del nuovo governo, e 144 dall’inizio dell’anno. Già più di 5 morti causati dal trattore rispetto all’intero 2017. Aspettiamo un intervento mirato dal Ministro Centinaio,

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Ricordo ancora una volta che ce ne sono almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere nelle province. Non sono conteggiati, oltre che i morti in itinere nelle Province e Regioni i morti sulle autostrade: con queste morti arriviamo già a superare i 1100 complessivi

MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle province italiane, esclusi dalle province i morti in autostrada e chi lavorava all’estero e i lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono a parte, visto che per la prevenzione richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori che muoiono sui luoghi di lavoro.

Lombardia 69 Milano (13), Bergamo (9), Brescia (9), Como (5), Cremona (4), Lecco (2), Lodi (1), Mantova (10), Monza Brianza (7), Pavia (4), Sondrio (7), Varese (1) VENETO 65 Venezia (11), Belluno (6), Padova‎ (4), Rovigo (3), Treviso (15), Verona (18), Vicenza (8). CAMPANIA 56 Napoli (17), Avellino (5), Benevento (), Caserta (13), Salerno (19). EMILIA ROMAGNA 53Bologna (7), Rimini (1). Ferrara (10) Forlì Cesena (6) Modena (8) Parma (5) Ravenna (5) Reggio Emilia (3) Piacenza (6) PIEMONTE 51Torino (19), Alessandria (8), Asti (7), Biella (2), Cuneo (8), Novara (2), Verbano-Cusio-Ossola (3) Vercelli (2) TOSCANA 49 Firenze (5), Arezzo (9), Grosseto (3), Livorno (4), Lucca (3), Massa Carrara (6), Pisa‎ (8), Pistoia (4), Siena (6) Prato (1). SICILIA 43 Palermo (9), Agrigento (7), Caltanissetta (3), Catania (7), Enna (3), Messina (4), Ragusa (3), Siracusa (2), Trapani‎ (3). Catanzaro (6), Cosenza (10), Crotone (9), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (3) PUGLIA 31 Bari (6), BAT (1), Brindisi (1), Foggia (5), Lecce (7) Taranto (5) CALABRIA 30 LAZIO 29 Roma (10), Viterbo (4) Frosinone (6) Latina (6) Rieti (3). ABRUZZO 26 L'Aquila (7), Chieti (7), Pescara (3) Teramo (8) ) TRENTINO ALTO ADIGE 21Trento (13), Bolzano (8)LIGURIA 19Genova (11), Imperia (1), La Spezia (4), Savona (3) SARDEGNA 13Cagliari (3), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (3), Ogliastra (), Olbia-Tempio (3), Oristano (1), Sassari (3). Sulcis inglesiente (6) MARCHE 12Ancona (2), Macerata (3), Fermo (1), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (6). FRIULI VENEZIA GIULIA 12Trieste (), Gorizia (1), Pordenone (3), Udine (7). UMBRIA 12 Perugia (5) Terni (5).BASILICATA 8 Potenza (6) Matera (2) Molise 6 Campobasso (5), Isernia (1) .VALLE D’AOSTA(1)

Report morti sul lavoro nell’intero 2017

Nel 2017 dall’inizio dell’anno al 31 dicembre i morti sui luoghi di lavoro sono stati 634, oltre 1350 con le morti per infortunio con i mezzi di trasporto.

Il 1° gennaio 2018 l’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro ha compiuto 10 anni, da quell’anno i morti per infortunio sul lavoro sono costanti, in molti anni addirittura aumentati. È nato poche settimane dopo la strage alla Thyssenkrupp di Torino ed è dedicato a quei 7 lavoratori morti in modo disumano.

Oltre 1.500.000 di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità.

Report morti sul lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017

Dall’inizio dell’anno al 31 dicembre sono morti sui luoghi di lavoro 634 lavoratori: con i morti sulle strade e in itinere con il mezzo di trasporto, si superano i 1350 morti complessivi. La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultrasessantenni. Anche il Jobs act per la possibilità di essere licenziati, senza appello, ma solo con un po’ di denaro, rende i lavoratori licenziabili se si oppongono a svolgere un lavoro pericoloso. Gli stranieri morti per infortunio, sono oltre il 10% dall’inizio dell’anno, sono così tutti gli anni. Il 30% dei morti sul lavoro spariscono ogni anno dalle statistiche.

Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Le morti verdi provocate dal trattore

Strage verde sui campi

Nel 2017 sono morti schiacciati dal trattore 139 agricoltori, ma occorre aggiungerne tanti altri che sono morti per essere stati trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Oltre 600 sono morti nell’ultima legislatura e oltre 1400 da quando dieci anni fa è stato aperto l’Osservatorio.

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico.

http://www.facebook.com/osservatorioindipendente?v=wall

Presentazione

L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ha compiuto dieci anni il 1° gennaio 2018

Per contatti mail carlo.soricelli@gmail.com

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione e artista sociale Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra. Tantissimi lavoratori morti per infortuni in Italia sono romeni, per questo motivo lo presentiamo anche nelle loro lingue se cercano le morti sul lavoro dei loro connazionali-

Oltre un milione di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità per queste tragedie dell’indifferenza.

Independent observatory died of accidents at work

Unabhängige Beobachtungsstelle starb an Arbeitsunfällen

L'Observatoire indépendant est mort des accidents au travail

Observator independent a murit de accidente de muncă

Observatorio independiente murió de accidentes en el trabajo

ا L'Osservatorio indipendente è su Facebook

Segui l’Osservatorio attraverso la tua pagina di Facebook. Diventa amico, clicca "mi piace" fai comprendere ai tuoi amici l'entità del triste fenomeno. Segnala l'Osservatorio indipendente sulla tua pagina di Facebook

http://www.facebook.com/osservatorioindipendente?v=wall

Grazie amici di facebook che a giorni anche a migliaia visitate questo sito

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

Translate (traduci nella tua lingua)

sabato 15 dicembre 2018

la triste e tragica storia del giovane boscaiolo moldavo il cui corpo, lavorando in nero è stato spostato e buttato in un burrone


Povero Vitali Mordari. della morte di questo giovane ne avevamo parlato già un mese fa,era strano che fosse precipitato in un burrone, senza testimoni e in un luogo diverso. Dopo le indagini su questa morte sospetta i carabinieri hanno denunciato un imprenditore di Belluno per violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e frode processuale per aver spostato il cadavere di Modari in provincia di Trento. Mardari lavorava per l’imprenditore indagato senza un regolare contratto e per questo, secondo l’accusa,  ne avrebbe spostato il cadavere. Era stato poi lui stesso ad avvertire le autorità della morte di Mardari,  Mardari stava lavorando in un cantiere boschivo di un piccolo comune trentino vicino al confine con la provincia di Belluno. Insieme ad altri boscaioli stava installando una teleferica necessaria alle operazioni di disboscamento: è morto perché un cavo di acciaio lo ha colpito molto violentemente, fratturandogli il cranio. Sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, il titolare dell’impresa per cui i boscaioli stavano lavorando avrebbe caricato il corpo di Mardari su un’automobile e insieme a un’altra persona lo avrebbe trasportato a circa 600 metri di distanza, lasciandolo nei pressi di una scarpata. Anche il corpo veniva coperto da pezzi di legno così da sembrare che fosse caduto da un albero. la terribile dinamica dell'incidente è stata ricostruita perchè nel cantiere è stato trovato un berretto di lana che i familiari di Mordari hanno riconosciuto. trovate anche tracce del sangue della vittima vicino al cavo che l'ha ucciso. Che dire? Silenzio su vicende così atroci
PUBBLICITÀ

venerdì 14 dicembre 2018

"Prima gli italiani" .....Muoiono il 13 dicembre due lavoratori stranieri: un senegalese e un cinese: l'8% di tutti i morti sui luoghi di lavoro sono stranieri, e sono i lavori più umili. Diaw Keba pur lavorando come esterno nella ditta saldava all'interno dei manufatti giganteschi ed era dipendente di una ditta appaltatrice "che dire sulla Sicurezza di questi lavoratori che in appalto perdono la vita numerosissimi? senza parole

Perdono la vita un senegalese di 28 anni. Diaw keba ha avuto l'infortunio sul lavoro che l'ha portato alla morte il 28 novembre. Lavorava presso una ditta con sede a Castelli Calepio nella bergamasca. Mentre stava eseguendo lavori di saldatura di un traliccio di acciaio del peso di circa 35 quintali e lungo circa 4 metri, eseguendo autonomamente anche la movimentazione con carroponte, Keba è rimasto schiacciato tra i manufatti dell’officina. Dipendente di una ditta «esterna»  con sede a Cassano d’Adda, operava con un contratto di appalto. Questi sono lavoratori di serie B, che non hanno nessuna tutela sulla Sicurezza, la maggioranza dei morti nell'industria che perdono la vita per infortuni sono "appaltati".
La seconda morte riguarda un operaio cinese che di notte stava lavorando su un tornio e che è rimasto impigliato con il giubotto (lavorava al freddo?) al tornio ed è morto dilaniato dalla macchina. Insomma Siamo tornati agli albori della civiltà industriale e nessuno che cerca di restituire dignità e diritti a tanti lavoratori che con il precariato, introdotto anche con il jobs act sono fragili vittime di questo sistema che in questi anni attraverso una politica compiacente ha distrutto e tolto ogni diritto e dignità a chi lavora. Ormai sfioriamo i 700 morti sui luoghi di lavoro, cosa mai vista in questi 11 anni di monitoraggio

giovedì 13 dicembre 2018

Sono stati tre anche il 12 dicembre i morti sui luoghi di lavoro. Una strage che quest'anno ha toccato vette mai viste. ma non dimentichiamoci mai che almeno altrettanti perdono la vita sulle strade mentre vanno o tornano dal lavoro che lo Stato considera a tutti gli effetti morti sul lavoro. Del resto gli "altri" li monitorano senza nessuna distinzione, tra chi muore sui luoghi di lavoro e sulle strade, creando così una confusione che è utile solo a a non far comprendere le reali dimensioni del fenomeno e "tirare" la cioperta dove fa più comodo, cioè farli diminuire per l'opinione pubbblica

avevamo già segnalato la morte dovuta al treno merci che ha travolto un operaio che stava lavorando su una piattaforma ferroviaria nei peressi di Firenzuola D'Adda. ma abbiamo appreso della morte di un altro lavoratore che ha perso la vita travolto da un camion "sfrenato" Michele Bertoldi aveva solo 42 anni.

Perde la vita anche un altro quarantenne in provincia di Sondrio. Il romeno Sibir Curri stava trasportanto materiale in una zono impervia in provincia di Sondrio quando ha perso la vita cadendo in un burrone. difficile anche ilrecupero del suo corpo.

mercoledì 12 dicembre 2018

Bilancio fallimentare


Quando raggiungi una certa età e tra l’altro non stai bene, fai anche dei bilanci e cerchi di capire se le scelte che hai fatto siano state giuste e sono servite a qualcosa. Non vedevo l’ora d’andare in pensione dopo 40 anni di lavoro da metalmeccanico, potevo dedicarmi finalmente all’arte, e pensavo a chissà quali miei capolavori sarei riuscito a realizzare con mente libera e ancora tanta forza. Certo, nonostante il grande impegno, una famiglia e due figli da crescere (soprattutto seguiti da mia moglie) ero riuscito a realizzare secondo i miei parametri grandi cose: le mie opere a contenuto sociale non lasciavano e non lasciano mai indifferenti. Migliaia di quadri e sculture, all’attivo oltre settanta mostre, esposizioni in contenitori molto prestigiosi, in Italia e all’estero. Palazzo D’Accursio e Re Enzo a Bologna, presente in prestigiosi musei. Una mostra personale con il Grande Cesare Zavattini. Si davvero molte soddisfazioni, creazione di una mia Casa museo in una grande casa in sasso, tutta ristrutturata con le mie mani, dove molte mie opere potevano trovare quello spazio sufficiente per essere valorizzate. Ma da quando ho cominciato a prendere il pennello, e non avevo neppure vent’anni, sono sempre stato irrequieto, un non sentirsi mai appagato, un cercare di fare sempre qualcosa di utile che servisse agli altri, anche l’impegno sindacale era dovuto a questo. Poi la tragedia della Thyssenkrupp di Torino nel dicembre 2007, vedere che in rete non c’erano notizie recenti che parlavano dei lavoratori morti sul lavoro. Quanti erano in quell’anno? E l’anno prima? Niente di niente, solo poche notizie confuse, come se la vita persa da tanti mentre lavoravano non contasse niente. Aprii così l’Osservatorio poche settimane dopo, volevo rendere visibili le morti sul lavoro: volevo che chi moriva così tragicamente avesse almeno un ultimo omaggio. Volevo scuotere le coscienze e cercare di fare qualcosa di concreto per alleviare il fenomeno. L’arte trascurata e non aver più fatto iniziative per valorizzarla, certo non ho mai smesso, ma l’Osservatorio m’impegnava e m’impegna molto. Ma poi guardo concretamente i risultati: milioni di persone hanno visitato il sito dell’Osservatorio, ma i morti per infortunio quest’anno non sono mai stati così tanti. A cosa sono servite le continue denunce? A cosa sono servite tante interviste a radio e Televisioni e giornali? Si sono succeduti in questi 11 anni partiti di ogni colorazione politica, di destra, di sinistra, verdi, blu, gialli, ma nessuno che abbia mai fatto concretamente niente per queste tragedie. Sono tutti al servizio dei potenti, il mondo del lavoro è solo, isolato, senza interlocutori, gli stessi lavoratori non si rendono neppure conto che non contano proprio niente. Le lobby controllano il Parlamento e l’intera società. Se i risultati sono un aumento dei morti sul lavoro il bilancio dell’Osservatorio è fallimentare. È un urlare in un deserto ormai privo di valori e purtroppo questo ormai tocca ogni strato sociale. Che fare?

martedì 11 dicembre 2018

Operaio servizi lettura contatori muore cadendo in un tombino

Novara 11 dicembre La tragedia intorno alle 13. l' operaio è finito in un tombino ed è morto sul colpo. L’intervento del 118 purtroppo i soccorritori non hanno potuto che constatare la morte del lavoratore. Si tratta di un operatore che era entrato nel tombino per leggere un contatore. Di quello che era successo si è accorta una donna di un palazzo vicino che ha visto sporgere un braccio. Secondo le prime ricostruzioni potrebbe aver picchiato la testa nella caduta, un colpo che è stato fatale

lunedì 10 dicembre 2018

Almeno ci siano degli psicologi messi a disposizione dalle Istituzioni per aiutare i familiari dei morti sul lavoro lasciati soli anche dal punto di vista psicologico dopo aver subito un trauma così devastante

Giusy Caggianese ha perso il fratello Antonio di 29 alcuni mesi fa per infortunio sul lavoro. In un post di ieri ha scritto che non solo le famiglie dei giovani morti alla discoteca di Corinaldo stanno subendo sofferenze immani, ma anche lei e migliaia di familiari di lavoratori che hanno perso la vita improvvisamente, spesso. anzi quasi sempre per mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro. in questi 11 anni di monitoraggio sono venuto a contatto con decine, se non centinaia di madri, padri, figli, nipoti, fratelli che a distanza di anni sono ancora sconvolti dal dolore di una morte così ingiusta. Spesso sono padri che lasciano figli piccoli ancora in tenera età, unici a portare a casa uno stipendio, ci sono madri che urlano la loro silenziosa disperazione, costrette a un calvario che le accompagna per tutta la vita. Nessuno si capacita d'aver perso un proprio caro, nessuno accetta un dolore così forte. certo uno psicologo non restituirà la vita del proprio Caro, ma almeno nei primi momenti drammatici può essere d'aiuto, sopratutto nei riguardi dei più vulnerabili. Sono con te Giusy, quella che fai è una richiesta sacrosanta che meriterebbe la massima attenzione da parte di tutti.
RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

Nessuno&scomparso

Ogni anno circa il 30-40% delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL non vengono riconosciute come tali. Molte altre morti per infortunio sulle strade e in itinere di lavoratori non assicurati a questo istituto non sono considerate da nessuno. Artigiani e tutti i lavoratori con partite iva individuali, agenti di commercio, molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, ecc. Lavoratori in nero. Lavoratori che non hanno neppure “l’onore” di essere considerati come tali, "morti sul lavoro". Vignette di "Nessuno&scomparso" nel sito http//metalmeccanico.blogspot.it

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei
http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti di visitare il sito per leggere quello che scrivono i familiari delle vittime. per visitare il sito cliccare sull'immagine.