morti 2019

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Curatore Carlo Soricelli

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morti sul lavoro nel 2019 al 22 gennaio

Sono già diventati 35 i morti per infortunio sui luoghi di lavoro nel 2019 (almeno altrettanti lavoratori sono morti sulle strade e in itinere), di questi, 7 sono stati schiacciati dal trattore, sono 105 i morti schiacciati dal trattore da quando a giugno 2017 si è insediato il nuovo governo

Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Report morti sul lavoro nel 2018

Sono 704 i morti sui luoghi di lavoro del 2018. Con i morti sulle strade e in itinere, considerati dallo Stato e dall’INAIL come morti sul lavoro, arriviamo a oltre 1450 lavoratori morti per infortuni. Mai stati così tanti da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio, che monitora tutti i morti sui luoghi di lavoro, anche i non assicurati INAIL e tutti quelli che non dispongono di un’assicurazione.
Dal 2008, ogni giorno, i lavoratori morti sul lavoro sono stati registrati per anno, mese e giorno della tragedia, identità, luogo e provincia dell’infortunio mortale, professione, età e nazionalità della vittima.
Da quell’anno, con oltre 15.000 morti sul lavoro, è come se fossero spariti gli abitanti di una cittadina come Sasso Marconi.
Rispetto al 2017 registriamo un aumento del 9,7%. Rispetto al 2008, registriamo un aumento del 9,4% (e tutti gli anni parlano di cali inesistenti).
Le categorie che hanno nel 2018 il maggior numero di morti sono:
Agricoltura che registra il 33,3% di tutti i morti sui luoghi di lavoro (è così tutti gli anni); il dato impressionante è quello dei 149 agricoltori che hanno perso la vita guidando un trattore rimanendone schiacciati. A questi occorrerebbe aggiungerne molti altri incautamente trasportati a bordo come bambini e altri, o sulle strade dove questo mezzo provoca altri morti innocenti. Nessuno ha mosso un dito neppure quest’anno per arginare e informare sulla pericolosità del trattore, oltre che mettere a disposizione fondi per renderli più sicuri. Lo chiediamo da un decennio, ma la vita di chi lavora sembra non contare niente per i governi che si sono succeduti alla guida del paese. I vari ministri che si sono avvicendati alle Politiche Agricole hanno solo pensato a farsi belli inaugurando sagre e manifestazioni agricole del made in Italy, mentre i campi sono impregnati del sangue dei nostri agricoltori.
La seconda categoria con più morti è l’Edilizia che conta il 15,2% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. Questa categoria, forse a causa della crisi dell’edilizia, registra un calo delle morti di oltre il 5% rispetto al 2017.
Gli autotrasportatori (li monitoriamo tutti assieme, anche se fanno parte di categorie diverse) sono percentualmente il 12,1% di tutti i morti sul lavoro. L’Industria, di tutte le categorie (esclusa l’edilizia) ha complessivamente il 7,8% di tutti i morti sul lavoro. Pur avendo milioni di addetti ha percentualmente pochi morti, questo perché ha ancora un sindacato forte che riesce a dialogare e a far rispettare più di altri comparti la Sicurezza sul lavoro. A morire per infortuni sono quasi tutti lavoratori in appalto: dipendenti di altre aziende, spesso artigianali, muoiono per infortuni nelle aziende stesse. Nemmeno i Sindacati non s’interessano di questi lavoratori figli di un “dio minore” che non hanno articolo 18 e lavorano in insicurezza senza nessun controllo.
Una miriade di altre professioni registra morti sul lavoro, ma l’elenco diventerebbe lunghissimo: sono soprattutto addetti al servizio alle imprese, artigiani che lavorano per conto terzi.
Ma ricordiamoci anche degli 8 carabinieri che hanno perso la vita nell’esercizio delle loro funzioni per proteggere noi cittadini: anche loro nelle statistiche “spariscono”.
Spariscono dalle statistiche, non essendo assicurati all’INAIL, le Forze Armate, i Vigili del Fuoco, innumerevoli Partite Iva, compresi i giornalisti, lavoratori in nero, tantissimi agricoltori schiacciati dal trattore e tanti altri e fanno sembrare questo fenomeno di cui dovremmo vergognarci per le dimensioni, molto più lieve.
Gli stranieri morti sul lavoro nel 2018 sono stati il 7,1% sul totale, a causa della crisi sono diminuiti rispetto agli ultimi anni: lavori pericolosi che gli italiani in passato non volevano fare, ma che ora svolgono pur di poter lavorare, quasi sempre precari costretti a svolgere lavori pericolosi.
E’ sconvolgente l’età delle vittime di infortuni: perdono la vita moltissimi giovani sotto i venti e trent’anni, ma soprattutto in tarda età, il 27% di tutti i morti sui luoghi di lavoro hanno dai 61 anni in su (esclusi morti in itinere e sulle strade) sono il 27% sul totale, una percentuale impressionante.
Il precariato diffuso, leggi come la Fornero e il Jobs act, hanno contribuito a far morire molti lavoratori in più. Il precariato uccide tantissimi giovani e meno giovani e l’articolo 18, abolito dal Governo Renzi con la complicità della parte più retriva degli industriali, ha fatto aumentare le morti sul lavoro, soprattutto tra i giovani assunti: chi si rifiuta di svolgere lavori pericolosi se è possibile essere licenziati con una scusa? I partiti che formano il nuovo governo avevano promesso di eliminare le leggi Fornero e Jobs act: non sono state toccate. Come potete vedere nel report le Regioni con più morti sul lavoro sono la Lombardia, il Veneto, la Campania e l’Emilia-Romagna. Non a caso tre di queste Regioni invece di impegnarsi ad arginare questo fenomeno, vogliono la piena autonomia finanziaria, così da poter distruggere in pochi anni l’Unità del Paese e anche la Sicurezza dei lavoratori. Un egoismo che si vede anche nel menefreghismo con cui trattano queste tragedie: ma questo riguarda tutte le Regioni e Province italiane.
Le province con più morti sui luoghi di lavoro (escluso itinere) sono quelle di Salerno con 20 morti, Torino con 19 morti, una città che ha avuto una delle tragedie più grandi sul lavoro, quella della Thyssenkrupp dove il 6 dicembre 2007 morirono 7 lavoratori arsi vivi. L’Osservatorio fu aperto proprio in seguito a quella tragedia ed è dedicato a quelle vittime. Seguono la provincia di Verona con 18 morti sui luoghi di lavoro, Napoli con 17 morti, poi a scalare come potrete vedere nel report. Benevento (dove sono nato) e poche altre, le province che non hanno avuto morti per infortuni sui luoghi di lavoro, e di questo sono contento.
Si chiamava Ugo Panzanella l’ultimo morto per infortunio del 2018, un meccanico di 75 anni. Era rimasto gravemente ustionato il 4 novembre: stava tagliando con un frullino una vecchia cisterna che è esplosa ed è morto dopo quasi due mesi di sofferenze all’ospedale Grandi Ustionati di Cesena il 30 dicembre.
Per chi volesse avere notizie più specifiche sulla situazione della propria provincia può contattare Carlo Soricelli.
Ci auguriamo che il 2019 sia un anno migliore e che la politica e il Governo cominci finalmente ad occuparsene.


Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro (L’unico sito che monitora in tempo reale TUTTI i morti per infortunio sul lavoro, compresi i non assicurati all’INAIL e i lavoratori in nero)

Morti sul lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018

Sono 149 i morti schiacciati dal trattore dalla nascita a giugno del nuovo governo. Sette morti in più causati dal trattore rispetto all’intero 2017.

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Ricordo ancora una volta che ce ne sono almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere nelle province. Non sono conteggiati, oltre che i morti in itinere nelle Province e Regioni i morti sulle autostrade: con queste morti arriviamo già a superare i 1.450 complessivi

MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle province italiane. Non segnalati nelle Province e Regioni i morti in autostrada, chi lavorava all’estero e i lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono a parte, visto che per la prevenzione richiedono interventi completamente diversi e mirati rispetto ai lavoratori che muoiono sui luoghi di lavoro.

Lombardia 73 Milano (13), Bergamo (9), Brescia (10), Como (5), Cremona (4), Lecco (2), Lodi (1), Mantova (10), Monza Brianza (7), Pavia (4), Sondrio (7), Varese (1). VENETO 69Venezia (12), Belluno (6), Padova‎ (5), Rovigo (3), Treviso (15), Verona (18), Vicenza (10).CAMPANIA 56 Napoli (18), Avellino (5), Benevento (), Caserta (13), Salerno (20). EMILIA ROMAGNA 54 Bologna (7), Rimini (1). Ferrara (10) Forlì Cesena (6) Modena (8) Parma (5) Ravenna (5) Reggio Emilia (4) Piacenza (6). PIEMONTE 53Torino (19), Alessandria (8), Asti (9), Biella (2), Cuneo (8), Novara (2), Verbano-Cusio-Ossola (3) Vercelli (2). TOSCANA 49Firenze (5), Arezzo (9), Grosseto (3), Livorno (4), Lucca (3), Massa Carrara (6), Pisa‎ (8), Pistoia (4), Siena (6) Prato (1). SICILIA 43 Palermo (9), Agrigento (7), Caltanissetta (3), Catania (7), Enna (3), Messina (4), Ragusa (3), Siracusa (2), Trapani‎ (5). CALABRIA 30Catanzaro (6), Cosenza (10), Crotone (9), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (3). LAZIO 29Roma (10), Viterbo (4) Frosinone (6) Latina (6) Rieti (3). PUGLIA 28 Bari (6), BAT (1), Brindisi (2), Foggia (6), Lecce (8) Taranto (5). ABRUZZO 26 L'Aquila (7), Chieti (7), Pescara (3) Teramo (8). TRENTINO ALTO ADIGE 21Trento (13), Bolzano (8). LIGURIA 19 Genova (11), Imperia (1), La Spezia (4), Savona (3). SARDEGNA 14Cagliari (3), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (3), Ogliastra (), Olbia-Tempio (3), Oristano (1), Sassari (4). Sulcis iglesiente ( ). MARCHE 14 Ancona (4), Macerata (3), Fermo (1), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (6). FRIULI VENEZIA GIULIA 12 Trieste (), Gorizia (1), Pordenone (3), Udine (7). UMBRIA 12 Perugia (5) Terni (7). BASILICATA 8 Potenza (6) Matera (2). Molise 6Campobasso (5), Isernia (1). VALLE D’AOSTA (1)

Presentazione

L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ha iniziato il1° gennaio 2019 il dodicesimo anno di monitoraggio delle morti, l’archivio delle morti sul lavoro è a disposizione, su richiesta a studiosi interessati del fenomeno

Per contatti mail carlo.soricelli@gmail.com

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione e artista sociale Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra. Tantissimi lavoratori morti per infortuni in Italia sono romeni, per questo motivo lo presentiamo anche nelle loro lingue se cercano le morti sul lavoro dei loro connazionali-

Oltre un milione di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità per queste tragedie dell’indifferenza.

Independent observatory died of accidents at work

Unabhängige Beobachtungsstelle starb an Arbeitsunfällen

L'Observatoire indépendant est mort des accidents au travail

Observator independent a murit de accidente de muncă

Observatorio independiente murió de accidentes en el trabajo

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Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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martedì 22 gennaio 2019

Chi è il responsabile della morte di Manuel Cipollaro caduto da un lucernario di un tetto di un supermercato a Ariccia? a Lecce c'è in questi giorni il secondo grado di giudizio nel processo per la morte dell'ingegnere Lisa Picozzi, che è morta come questo giovane nel 2010: cadendo da un lucernario

Ma non c'è l'obbligo del salva vita sui tetti delle abitazioni e immagino anche dei supermercati e fabbriche? 
Cipollaro ha perso la vita dopo una caduta da 30 metri. I fatti al centro commerciale Panorama sulla via Nettunense. Qui il giovane, per conto di una ditta di Piedimonte San Germano in Ciociaria, era stato chiamato a smontare le luminarie natalizie.
Nel pomeriggio l'allarme: il cedimento del lucernario ha provocato la morte del povero giovane  per le lesioni riportate al Policlinico Gemelli dove era stato trasportato d'urgenza.
Purtroppo anche un imprenditore che voleva comprare un capannone  nella provincia di Lecce e stava facendo un sopralluogo è morto cadendo da un lucernario. In questi giorni si sta svolgendo nella provincia di Lecce il processo per la morte dell'ingegnere Lisa Picozzi che ha perso la vita con le stesse modalità. Alla mamma di Lisa, Marianna Viscardi, si stringere il cuore nell'apprendere che altre due persone sono morte nella stessa modalità di Lisa. Speriamo che  almeno dopo 10 anni sia resa giustizia a Lisa Picozzi

lunedì 21 gennaio 2019

E' morto Eros Cinti all'interno dell'Ansaldo Energia. ma come tanti altri lavoratori che muoiono nelle grandi aziende e dipendente di una ditta appaltatrice. No ai sub lavoratori dièpendenti dal sub appalto. bambini italiani orfani a centinaia ogni anno per l'uccisione dei padri

Genova  Aveva solo 42 anni Eros Cinti, l'operaio che è morto questa mattina poco nel piazzale interno alla sede di Ansaldo Energia l 
La dinamica della tragediaSecondo una prima ricostruzione, Cinti, che lavorava per la ditta Geko, stava movimentando un carico insieme con alcuni colleghi  sarebbe stato colpito da un pezzo caduto da una gru, forse a causa del forte vento che da ieri sera soffia sul capoluogo ligure; l’area è stata messa sotto sequestro e i sindacati hanno subito dichiarato 8 ore di sciopero.
Sconvolti i colleghi che stavano lavorando con l’uomo rimasto schiacciato: i rappresentanti sindacali hanno parlato di «una scena tremenda» e «un incidente orribile» C'è da rimanere allibiti se è morto per i pezzi che cadono per il vento.
Cinti era padre di due figli di 6 e 11 anni e questi poveri bambini, come altri diversi centinaia ogni anno muoiono ogni anno per infortuni sul lavoro. 
In tutta Italia, nel 2018 sono stati 703 i morti sui luoghi di lavoro, mentre con le vittime sulle strade e “in itinere”, considerati dallo Stato e dall’Inail come caduti sul lavoro, si arriva a oltre 1450 persone decedute per infortuni: non erano mai stati così tanti da quando, l’1 gennaio 2008, è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, che monitora tutti i morti sui luoghi di lavoro, anche i non assicurati Inail e tutti coloro che non dispongono di un’assicurazione.
Ogni giorno, da quell’anno, i morti sui luoghi di lavoro sono stati registrati per anno, mese e giorno della tragedia, identità, luogo e provincia dell’infortunio mortale, professione, età e nazionalità della vittima.

I sindacati devono considerare i lavoratori del sub appalto come dipendenti dell'azienda stessa e verificare chi sono, come lavorano, il loro inquadramento, quante ore fanno e non considerarli corpi estranei delle aziende stesse. Sono riusciti a spezzettare" i lavoratori in mille rivoli, senza più forza contrattuale, anche sulla Sicurezza. mentre i Sindacati sono stati a guardare (quasi tutti). e il jobs act  che ha abolito l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e la Legge Fornero sono  leggi criminali che uccidono i lavoratori, anche se in questo caso non è possibile conoscere l'inquadramento del povero Cinti. Di sicuro non doveva essere sotto la gru se tirava un forte vento che ne comprometteva la Sicurezza. Ministro del lavoro Di Maio cominci a occuparsi di questa carneficina ed elimini il jobs act come promesso in campagna elettorale, e se ne freghi del partito delle aziende del nord che è la Lega. si sta giocando il suo futuro e quello del movimento Cinque Stelle. Si occupi degli infortuni e si ricordi che chi lavora le toglierà la fiducia se continuate a difendere i soliti noti, di quel 5% degli italiani che controllano il 90% della ricchezza, anche a spese della Sicurezza e del benessere dei lavoratori

domenica 20 gennaio 2019

Mai tanti morti schiacciati dal trattore in gennaio: già 7 in questi primi 20 giorni del 2019, 105 schiacciati da questo mezzo da quando abbiamo questo nuovo governo. Degni continuatori delle politiche dell'indifferenza dei governi precedenti

Anche ieri è morto un altro agricoltore schiacciato dal trattore. Sono già 7 dall'inizio dell'anno una strage mai vista in questi 12 anni di monitoraggio con l'Osservatorio. tantissimo si potrebbe fare se solo ci fosse la volontà politica di farlo: di mettersi contro le lobby che dominano il Parlamento e portano voti bagnati dal sangue dei nostri lavoratori. Siamo già complessivamente a 31 morti sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno. Ma anche ieri sono morti tre lavoratori. Insomma i soliti gattoparti: tutto cambia per nulla cambiare

sabato 19 gennaio 2019

Morti sul lavoro. i media danno i numeri (sbagliati) Repubblica e non solo. 800 MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO NEL 2018? La fonte?

Dopo i due morti del 17 gennaio anche ieri c'è stato un altro lavoratore che ha perso la vita a Villafranca di Verona: il povero operaio è morto per asfissia mentre puliva una caldaia. ma lo sconcerto viene nel leggere con quanta banalità e pressapochismo i media affrontano queste tragedie che portano il lutto in oltre 1000 famiglie ogni anno. Repubblica riporta la notizia, poi "spara" anche che l'anno scorso ci sono stati 800 morti sul lavoro. la fonte del giornalista qual'è stata? Da dove ha tratto questo numero sparato nell'articolo? dall'INAIL che non ha ancora completato il 2018 e che ha già superato le mille denunce nel mese di novembre? Dall'Osservatorio Indipendente di Bologna che ne ha contate 704 sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si sommano alle morti sulle strade e in itinere. Altre fonti non le conosco. Insomma si "sparano" numeri a caso con un pressapochismo che lascia a bocca aperta.VOLETE CAPIRE CHE STIAMO PARLANDO DELLA MORTE DI LAVORATORI E CHE NON SI POSSONO SPARARE NUMERI A CASO? E SE I NUMERI LI DANNO GIORNALI TRA I PIÙ LETTI IN ITALIA COME POSSIAMO CHIEDERE ALLA POLITICA DI PARLARE DI QUESTE TRAGEDIE?' GIÀ SE NE FREGANO, FIGURIAMOCI QUANDO LEGGONO UN NUMERO DI MORTI CHE CAMBIA IN CONTINUAZIONE.


venerdì 18 gennaio 2019

Strage continua. sono la Lombardia e il Veneto (guardate lo specchietto) a guidare questa triste classifica anche nei primi 17 giorni del 2019. anche la sicilia registra già 4 morti

Con i due morti di oggi nelle province di Catania e Perugia arriviamo a contare già 27 morti sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno. Sono sempre la Lombardia e il Veneto a guidare questa triste classifica, poi segue la Sicilia. Insomma niente di nuovo e nulla che faccia presagire un'inversione di rotta e l'interessamento dei nostri governanti. Già 6 gli agricoltori schiacciati dal trattore dall'inizio dell'anno e 105 da quando abbiamo come Ministro delle Politiche Agricole Centinaio, che come il suo predecessore Martina, non parla, non vede e non sente quello che sta succedendo nel suo ministero. OCCORRE FERMARE LA STRAGE DI AGRICOLTORI, anche impedendo di salirci a borso se non sono in grado di guidarli e non hanno le protezioni adeguate. Ma comandano le lobby. La politica tutta non se ne occupa, sanno che la responsabilità di queste tragedie è soprattutto dovuta alla loro indifferenza. nessuno che s'interessa a questa strage, sono tutti complici. Con questo nuovo governo ci sono già stati oltre 1000 morti (compreso l'itinere). Di questi 435 sui luoghi di lavoro. Una vergogna, come i governi precedenti. Ma a governare sono sempre le stesse lobby, che cambiano solo i referenti. Ecco come sono distribuiti i morti sul lavoro nelle varie regioni nel 2019
Lombardia 5
Sicilia 4
Trentino Alto Adige 1
Veneto 5

Lazio 3
Molise 1
Umbria 3
Campania 1
Piemonte 1
Liguria 1
Toscana 1
Puglia 1
Totale complessivo 27

giovedì 17 gennaio 2019

E' morto Gioacchino Verde sottoufficiale della Marina militare


Eì morto dopo 4 giorni  a causa del peggioramento delle condizioni cliniche generali, i medici dell'ospedale civile di Taranto hanno purtroppo constatato il decesso del primo maresciallo Gioacchino Verde, 
Verde, esperto nocchiere e nostromo di bordo, era stato coinvolto in un infortunio sulla fregata Bergamini lo scorso 12 gennaio, a seguito della rottura di un cavo che l'ha colpito durante la fase di ormeggio dell'unità navale presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto



mercoledì 16 gennaio 2019

Impressionante sequenza di morti sul lavoro anche il 15 gennaio. Perdono la vita sui luoghi di lavoro 5 lavoratori. Italia unita nella strage che riguarda tutte le regioni italiana

Una giornata spaventosa pe chi lavora il 15 gennaio 2019. Hanno perso la vita ben 5 lavoratori

Tutti i media hanno riportato la tragedia di Andrea Corso a Fiumicino. Corso è morto dopo essere caduto da un'altezza di 40 metri mentre verniciava un palo della luce in via delle Tamerici della società terma. E' l'ennesima vittima di una ditta in appalto. La Terna è una delle aziende più prestigiose d'Italia, ma non controlla a chi vengono  appaltati i lavori? Possibile che abbia ceduto una scala che porta chi la sale a 30 metri d'altezza.

 "In merito al tragico incidente avvenuto questa mattina, Terna esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell'operatore della ditta appaltatrice che stava lavorando sulla linea Roma Ovest - Fregene ed è a completa disposizione delle Autorità competenti per tutti gli accertamenti del caso", così la società dell'energia elettrica per conto della quale l'operaio effettuava il lavoro. 
Chi appalta i lavori e non controlla che i lavoratori lavorino in Sicurezza deve essere perseguitato dalla legge.

Muore nel pomeriggio alla Ferrau Profilati di Selvazzano Dentro, in provincia di Padova un operaio bulgaro di 57 anni, investito mentre stava scaricando materiale da un camion. E' rimasto schiacciato da un altro camion presente nel cortile della ditta. 

Perde la vita anche Angelo Spataro, un poliziotto  di 55 anni che si era fermato per prestare soccorso a un tir, l'auto di servizio è stata travolta da un altro tir che non si era accorta dell'incidente o che non è riuscito a fermarsi per l'olio sparso sul selciato sull'autostrada A18 in Sicilia

In provincia di Grosseto ha perso ha perso la vita un altro agricoltore schiacciato dal trattore a Sarteano. Aveva 64 anni 3ed è la sesta vittima in soli 15 giorni provocata da questo mezzo. Già 105 i morti schiacciati da questo mezzo dall'insediamento di giugno del nuovo governo. Una strage che sembra non interessi nessuno, questo governo come i precedenti: sempre la stessa indifferenza.

Muore un altro agricoltore travolto dall'albero che stava tagliano
T
RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

Nessuno&scomparso

Ogni anno circa il 30-40% delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL non vengono riconosciute come tali. Molte altre morti per infortunio sulle strade e in itinere di lavoratori non assicurati a questo istituto non sono considerate da nessuno. Artigiani e tutti i lavoratori con partite iva individuali, agenti di commercio, molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, ecc. Lavoratori in nero. Lavoratori che non hanno neppure “l’onore” di essere considerati come tali, "morti sul lavoro". Vignette di "Nessuno&scomparso" nel sito http//metalmeccanico.blogspot.it

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei
http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti di visitare il sito per leggere quello che scrivono i familiari delle vittime. per visitare il sito cliccare sull'immagine.