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Presentazione

L’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro di (No Bologna) ha compiuto dieci anni

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione e artista sociale Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra. Tantissimi lavoratori morti per infortuni in Italia sono romeni, per questo motivo lo presentiamo anche nelle loro lingue se cercano le morti sul lavoro dei loro connazionali-

Oltre un milione di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità per queste tragedie dell’indifferenza.

Independent observatory died of accidents at work

Unabhängige Beobachtungsstelle starb an Arbeitsunfällen

L'Observatoire indépendant est mort des accidents au travail

Observator independent a murit de accidente de muncă

Observatorio independiente murió de accidentes en el trabajo

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morti 2018

19 gennaio 2018. Dal 1° gennaio

36 morti sui luoghi di lavoro in Italia

Almeno altrettanti muoiono sulle strade e in itinere

Sono già 2 gli agricoltori schiacciati dal trattore, oltre 1400 in dieci anni e oltre 600 nell’ultima legislatura

Report morti sul lavoro nell’intero 2017

Nel 2017 dall’inizio dell’anno al 31 dicembre i morti sui luoghi di lavoro sono stati 632, oltre 1350 con le morti per infortunio con i mezzi di trasporto.

Il 1° gennaio 2018 l’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro ha compiuto 10 anni, da quell’anno i morti per infortunio sul lavoro sono costanti, in molti anni addirittura aumentati. E’ nato poche settimane dopo la strage alla Thyssenkrupp di Torino ed è dedicato a quei 7 lavoratori morti in modo disumano.

Oltre 1.500.000 di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità.

Report morti sul lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017

Dall’inizio dell’anno al 31 dicembre sono morti sui luoghi di lavoro 632 lavoratori: con i morti sulle strade e in itinere con il mezzo di trasporto, si superano i 1400 morti complessivi. Gli agricoltori schiacciati dal trattore sono come tutti gli anni il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. L’agricoltura, come tutti gli anni, supera abbondantemente il 30% di tutti i morti sul lavoro. Il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro hanno più di 60 anni. Gli edili superano il 20% di tutti i morti sul lavoro. La maggioranza di queste vittime cadono dall’alto; dai tetti e dalle impalcature. Nelle aziende dove è presente il sindacato le morti sono quasi inesistenti: le poche vittime nelle fabbriche che superano i 15 dipendenti sono per la stragrande maggioranza lavoratori che lavorano in aziende appaltatrici nell’azienda stessa: spesso manutentori degli impianti. La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni. Anche il Jobs act per la possibilità di essere licenziati, senza appello, ma solo con un po’ di denaro, rende i lavoratori licenziabili se si oppongono a svolgere un lavoro pericoloso. Gli stranieri morti per infortunio, sono oltre il 10% dall’inizio dell’anno, è così tutti gli anni. Il 30% dei morti sul lavoro spariscono ogni anno dalle statistiche. Tra l’altro e in ogni caso i morti sui luoghi di lavoro monitorati dall’Osservatorio sono sempre molti di più di quelli monitorati dell’INAIL. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Nel 2017 sono 139 i morti schiacciati dal trattore nel 2017 e poco meno di 1400 da quando è stato aperto l’Osservatorio e oltre 600 in questa legislatura, che per fortuna sta finendo

Morti nelle Regioni e Province italiane nel 2017 per ordine decrescente

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO.Ricordo ancora una volta che ce ne sono almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere

LOMBARDIA 62 Milano (10), Bergamo (9), Brescia (10), Como (1), Cremona (1), Lecco (5), Lodi (2), Mantova (3), Monza Brianza (5), Pavia (8), Sondrio (5), Varese (3). VENETO 55 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (5), Rovigo (7), Treviso (11), Verona (14), Vicenza (10). CAMPANIA 49 Napoli (17), Avellino (6), Benevento (5), Caserta (8), Salerno (11). PIEMONTE 44 Torino (15), Alessandria (3), Asti (5), Biella (2), Cuneo (11), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (6) ABRUZZO 43 L'Aquila (9), Chieti (10), Pescara (15) Teramo (9) EMILIA ROMAGNA 42 Bologna (3), Rimini (). Ferrara (6) Forlì Cesena (4) Modena (5) Parma (6) Ravenna (9) Reggio Emilia (6) Piacenza (3) SICILIA 40 Palermo (6), Agrigento (9), Caltanissetta (3), Catania (4), Enna (2), Messina (1), Ragusa (5), Siracusa (1), Trapani‎ (9). TOSCANA 36 Firenze (4), Arezzo (), Grosseto (6), Livorno (3), Lucca (6), Massa Carrara (1), Pisa‎ (7), Pistoia (4), Siena (2) Prato (3). LAZIO 33 Roma (10), Viterbo (8) Frosinone (5) Latina (8) Rieti (2). PUGLIA 29 Bari (6), BAT (1), Brindisi (5), Foggia (7), Lecce (8) Taranto (1) CALABRIA 25 Catanzaro (2), Cosenza (10), Crotone (2), Reggio Calabria (6) Vibo Valentia (5) MARCHE 16 Ancona (4), Macerata (2), Fermo (1), Pesaro-Urbino (6), Ascoli Piceno (3). UMBRIA 15 Perugia (12) Terni (3). LIGURIA 14 Genova (5), Imperia (2), La Spezia (2), Savona (5). SARDEGNA 16 Cagliari (7), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (3), Sassari (6). Sulcis inglesiente (1) TRENTINO ALTO ADIGE 10 Trento (3), Bolzano (7). FRIULI VENEZIA GIULIA 11 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (2), Udine (6). Molise 8 Campobasso (54), Isernia (3) BASILICATA 4 Potenza (1) Matera (3) VALLE D’AOSTA (1)

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove nelle fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Report morti sul lavoro nell’intero 2016

Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.

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Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

I morti per infortunio sul lavoro quanti sono?

Se uno guarda superficialmente i dati dei morti sul lavoro si entra in uno stato confusionale. Sono reali quelli dell'Osservatorio o quelli dell'INAIL? A prima vista sembrano di più quelli dell'INAIL, ma occorre ricordare che quelle diffuse dall'INAIL sono denunce e non riconoscimento delle morti che questo istituto dello Stato analizzerà in secondo. Dopo diversi mesi dell'anno successive l’INAIL diffonde il numero di morti per infortuni riconosciuti come tali, sono mediamente il 30% in meno ogni anno. Resuscitano? No, è che tante di queste morti sono in itinere o di non assicurati all'INAIL, o in nero, oppure di non loro pertinenza. Comunque se si guardano i dati complessivi comparati, quelli diffusi dall’INAIL, sono ovviamente molto meno delle morti di questo Osservatorio che monitora tutti i morti sui LUOGHI DI LAVORO da ben dieci anni, indipendentemente dal lavoro svolto o dall’assicurazione di riferimento. Se si confrontano con quelli dell'INAIL occorre sempre ricordare che nelle denunce pervenute all'INAIL ci sono anche i morti sulle strade e in itinere che sono ogni anno dal 50 al 55% di tutte le morti sul lavoro.

Se si vuole fare una comparazione vera occorre confrontare i morti senza mezzi di trasporto dell’INAIL con quelli sui LUOGHI DI LAVORO dell’Osservatorio.

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

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Nel 2016 in Europa sono stati 10.000 i lavoratori morti mentre andavano o tornavano dal lavoro (indagine europea). Tantissime le donne sovraccaricate sul posto di lavoro, oltre che dal carico famigliare e dai lavori domestici. Quando in itinere sono alla guida di un automobile hanno spesso incidenti anche mortali. Molti infortuni poi non vengono riconosciuti come tali a causa della normativa specifica dell’itinere. E quando andate a vedere ogni anno le denunce per infortuni pervenute all’INAIL vi accorgete che poi successivamente non vengono riconosciute come morti sul lavoro mediamente il 30/40% delle denunce per infortuni mortali. Occorre ricordare che anche quest’anno, come i precedenti, che un lavoratore su cinque muore schiacciato dal trattore che guida. Ma con questa casta parlamentare, nessuno escluso, parlare della vita di chi lavora e come parlare di niente. Le percentuali delle morti nelle varie categorie sono sempre quelle tutti gli anni. L’agricoltura ha sempre più del 30% delle morti sul totale, segue l’edilizia che supera ogni anno il 20%. Poi l’industria e l’autotrasporto che si contendono sempre il terzo e quarto posto in questa triste classifica. Ma queste due categorie sono sempre sotto il 10%, nonostante milioni di addetti e questo, per fortuna, abbiamo ancora sindacati che esercitano controlli sulla Sicurezza. Gli stranieri morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono in questo momento il 10% sul totale. E’ spaventoso pensare che i nostri giovani non trovano lavoro e si è innalzata l’età per andare in pensione di molti anni anche a chi svolge lavori pericolosi. Anche quest’anno il 30% dei morti sui LUOGHI DI LAVORO ha dai 61 anni in su.

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Le morti verdi provocate dal trattore

Strage verde sui campi

Nel 2017 sono morti schiacciati dal trattore 139 agricoltori, ma occorre aggiungerne tanti altri che sono morti per essere stati trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Oltre 600 sono morti in questa ultima legislatura. Anche quest’anno più del 20% dei morti per infortuni su di tutte le categorie sono provocate da questo mezzo. ASSURDO che la politica non se ne occupi. ASSURDO tra l’altro che il Parlamento pochi mesi fa ha rinviata per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo sterminatore di agricoltori a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Una legge del 2002. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori.

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Morti bianche scultura in terracotta dipinta opera di carlo soricelli in dimensioni naturali

Morti bianche scultura in terracotta dipinta opera di carlo soricelli in dimensioni naturali
Morti bianche scultura in terracotta dipinta a dimensioni naturali opera di carlo soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro

Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro
Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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venerdì 19 gennaio 2018

Sta tornando il silenzio sulle morti sul lavoro. Ma ricordati che:.

10 morti sul lavoro dalla strage di Milano, oltre 20 se si aggiungono i morti in itinere e sulle strade, 36 dall'inzio dell'anno (80 con i morti sulle strade. 1380 nel 2017, di cui 632 sui luoghi di lavoro. 139  morti schiacciati dal trattore nel 2017, oltre 600 da quando abbiamo come  Ministro delle Politiche Martina. Oltre 14000 da quando dieci anni fa è stato aperto l'Osservatorio.

Le dimenticanze della Politica e delle Istituzioni su queste tragedie . In contemporanea alla strage di Milano altri 6 morti

Sono morti i quattro lavoratori a Milano, ma è come sempre una strage diffusa nel nostro Paese, ben altri sei sono morti in contemporanea a questa strage dell'indifferenza. La stampa, le televisioni, la politica che per la vergogna sta in silenzio, si accorgono dell'immane carneficina dei lavoratori, solo quando ci sono morti multiple. Già 36 i morti sui LUOGHI DI LAVORO dall'inizio dell'anno. 14000 da quando dieci anni fa ho aperto l'Osservatorio pochi giorni dopo la strage della ThyssenKrupp di Torino. Oltre 1400 gli agricoltori schiacciati dal trattore. Oltre 7000 i morti in questa ultima legislatura e oltre 600 schiacciati dal trattore che guidavano. mai un moneto di attenzione da parte di questo governo, Dalla Presidente della Camera: la sua segreteria mi ha contattato l'altro giorno quando si è appreso della tragedia di Milano e a legislatura praticamente conclusa, mi  hanno detto che hanno girato la mia mail (quale tra le tante?) alla Commissione della Camera (ma davvero ce n'è una? (Non me ne ero accorto) Ho risposto prima no? Prima non c'era tempo per interessarsi di queste tragedie, seppur avvertiti più volte? Solo ora perchè ci sono le elezioni? No, io sono molto arrabbiato con la politica, con tutti, hanno ignorato per dieci anni i miei appelli. le Commissioni di Camere e Senato in questa legislatura mai si sono interessate per verificare se quello che scrivevo era vero: che cosa hanno fatto per queste stragi? Speriamo nei prossimi che ci governeranno, qualunque essi siano. I sindacati che oggi hanno scioperato, da loro un atteggiamento meno burocratico, ma le morti sul lavoro sono numericamente molto poche dove i sindacati sono presenti, seppur davanti a tragedie come queste.

giovedì 18 gennaio 2018

Cazzo fate qualcoso. E imparate ad ascoltare chi ha suggerimenti da darvi. E' morto il quarto operaio Daniele Barbiericoinvolto nella strage di Milano. Ma sono otto i morti per infortuni in questi due giorni

Ma come si fa a non arrabbiarsi. Vite spezzate che con un po’ più di impegno si potevano salvare.  È stata dichiarata la morte cerebrale per il quarto operaio Giancarlo barbieri coinvolto nella strage di Milano, era rimasto intossicato ed era ricoverato in condizioni gravissime al San Raffaele. 

Luca Lecci l'operaio 19enne morto nel bresciano era il figlio del titolare. pensate che un padre non cerca di proteggere la vita di suo figlio? Che non morirebbe al suo posto? Il povero Luca è rimasto impigliato con una manica nel tornio. E le protezioni che erano già obbligatorie trent'anni fa? Occorre che lo Stato riveda tutte le normative sulla sicurezza, che siano più stringenti. in questi anni è stata "alleggerita" da quelli che si sono succeduti al governo del Paese. E questo perché è passato il messaggio, non vero, che le morti sul lavoro calavano. Ma io che le monitoro da dieci anni, con documenti alla mano posso dire con certezza che non è vero, che il numero di morti sui LUOGHI DI LAVORO, escluso l'itinere è lo stesso. Se il povero giovane moriva a distanza dalla tragedia di Milano nessun giornale e televisioni ne avrebbe parlato. Dal 16, gennaio a oggi alle ore 18 (occorre metterci anche l’ora), i morti sui LUOGHI DI LAVORO sono stati otto. Gli altri chi sono? Cercateli come faccio io che della vita di chi lavora mi preoccupo.  Tragedie quelle delle morti sul lavoro per dieci anni ignorate perchè era una voce crtica che il "potere" non poteva e voleva ascoltare. 

E dopo la strage di Milano torna il silenzio sulle morti sul lavoro

L'Osservatorio in questi due giorni è stato visitato da migliaia di persone; succede sempre così dopo stragi collettive di lavoratori. Ieri come curatore dell'Osservatorio sono stati contattato intervistato e citato da televisioni, radio, giornali di ogni colorazione politica. Da migliaia le visite tra qualche giorno caleranno e si stabilizzeranno in diverse centinaia al giorno. Ma ricordo a tutti che i morti sul lavoro ci sono tutti i giorni; che certi giorni ne muoiono anche molti di più che a Milano: solo che sono sparsi qua e là sul territorio italiano e quindi non hanno visibilità mediatica. In questi dieci anni di monitoraggio ho acquisito la consapevolezza che le morti sul lavoro si potrebbero dimezzare, sono con un po' di interessa da parte della politica e dei media, che hanno ignorato queste tragedie in questi dieci anni. Senza neppure spendere una montagne di denaro, Occorre una grande svolta culturale: mettere al centro della politica il benessere psicofisico dei propri lavoratori: che la vita di chi lavora dev'essere considerato come il bene più prezioso di uno Stato civile. Anche il Presidente Mattarella come il suo predecessore Napolitano è molto attento a queste tragedie e la sua segreteria ha fatto"girare" la mia mail, dove lo mettevo al corrente della reale situazione su questo fronte, su alcuni aspetti fondamentali alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,  che spero la leggano con attenzione e proporre soluzioni. Il 4 marzo ci saranno le elezioni,  mi auguro che tra i partiti che si contenderanno il Governo del Paese, l'impegno per cercare di alleviare questo fenomeno che porta il lutto in migliaia di famiglie ogni anno diventi prioritario. Lo scrivo da cittadino che svolge questo monitoraggio con lavoro volontario da dieci anni, che mai ha voluto non solo finanziamenti da nessuno, ma neppure inserire la pubblicità in questo blog. Carlo Soricelli

mercoledì 17 gennaio 2018

Diamo visibilità alle migliaia di "Nessuno" che muoiono ogni anno sul lavoro. Ciao Arrigo, Marco e Giuseppe. Non vi dimenticheremo

6209 lavoratori, tutti monitorati, hanno perso la vita in questi dieci anni sui Luoghi di Lavoro. Il grafico
dimostra che non c'è stato nessun miglioramento e che le morti dovute a infortuni sono tendenzialmente addirittura aumentate. Ma non dimentichiamoci che almeno altrettanti lavoratori perdono la vita sulle strade e in itinere, sono complessivamente quasi 14000. Ho tolto Bologna dall'Osservatorio, questa città che l'ha sempre ignoratoro non ne merita il nome

martedì 16 gennaio 2018

Tre lavoratori morti nella scintillante Milano, eroismo tra i compagni di lavoro che hanno cercato di salvarli rischiando la vita. Pagine oscure per la nostra democrazia per pochi



Una notte insonne, come tante da quando ho aperto l’Osservatorio. Mia moglie mi vede con gli occhi umidi e me ne chiede le ragioni. Riesco a malapena a rispondere con la voce roca. Un viaggio a ritroso nel tempo, a dieci anni fa quando appresi della morte dei sette lavoratori della ThyssenKrupp di Torino e decisi di aprire l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. Dieci anni di sacrifici, di ore ore al giorno a passare a monitorare le morti sul lavoro inutilmente. Nessun risveglio delle coscienze. Da allora sono morti oltre 14000 lavoratori di cui oltre 6200 sui luoghi di lavoro. Dieci anni di monitoraggio ma nessun giornale e televisione che l’ha ricordato: eppure oltre 1500000 persone hanno visitato l’Osservatorio, sono stato intervistato nel passato da diversi giornali e televisioni. Ma perché questo silenzio sui 14000 morti? In questi ultimi anni è risultato evidente che il 10% degli italiani più ricchi che controllano direttamente o indirettamente i giornali e le televisioni non possono dare rilievo a notizie come queste, sarebbe come darsi una zappa sui piedi. Il Parlamento ha lavorato praticamente solo per loro: hanno lobby potentissime che ne tutelano gli interessi. E hanno fatto aumentare ancora di più la loro ricchezza. Ma i giornalisti, quelli che s’indignano se scrivi che sono per la stragrande maggioranza degli opportunisti? A parte quelli che se ne fregano, ma in realtà sono pochi.  La stragrande maggioranza si autocensurano: mica c’è bisogno che il “padrone”, che ha indirizzi politici ben precisi gli dice cosa vede scrivere. Fanno tutto da soli, occultano o fanno finta che non esistono notizie che possono dare fastidio ai “padroni”. I giornalisti sono come tutti gli altri lavoratori che sentono la dirigenza che li controlla, quasi tutti ovviamente: alcuni come Santo della Volpe hanno passato la vita a combattere anche contro i loro editori, che ci sono anche alla RAI: sono i Partiti Politici. Ho le prove di quello che dico, ne conosco tanti, so come ragionano e come si muovono. Ma almeno i parlamentare avrebbero dovuto fare il loro dovere: sono i rappresentanti del popolo. Non ignorare chi come me senza interessi di sorte ha denunciato cose che avrebbero dovuto farli saltare sulle sedie (meglio dire poltrone), Come scrivo a tutti che i morti sul lavoro sono molti di più per dieci anni e nessuno va a vedere se quello che scrivo è vero? Nessuno che abbia manifestato neppure “umana pietà” per queste stragi? Davvero pagine oscure in questi anni per la nostra democrazia, se si può chiamare così.

Morti tre operai a Milano per esalazioni di sostanze tossiche, ma la media è di cinque lavoratori morti al giorno in questa ultima settimana. Sono 29 i morti sul lavoro dall'inizio dell'anno. Per piacere politici state in silenzio, non buttatevi come avvoltoi su questa natizie

Sono morti 3 dei 4 operai che questo pomeriggio sono rimasti intossicati da esalazioni tossiche durante le operazioni di pulizia di un forno all'interno di una ditta di materiali ferrosi  a Milano. Sono morti poco dopo il trasporto in arresto cardiaco all'ospedale di Monza e al Sacco di Milano. Gravissimo il quarto dipendente. Ma anche oggi ci sono stati altri tre morti sul lavoro, come ieri e il giorno precedente. ora ci sarà la solita manfrina, le solite prese di posizione "mai più morti sul lavoro". Insomma si alzerà il coro degli scandalizzati per una dichiarazione alla stampa. Poi torna il silenzio. In questi dieci anni dimonitaraggio sono morti oltre 14000 lavoratori e di questi oltre 6200 sui luoghi di lavoro. Nell'ultima legilatura oltre 7000 complessivi e più di 3200 sui LUOGHI DI LAVORO.Una strage che è passata sotto silenzio. Oltre 600 i morti schiacciati sotto il trattore in questi cinque anni. sempre avvertiti ma nessuno si è mai interessato. Avete visto cosa c'è dietro anche alle sfavillanti Milano e Lombardia?
RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

Nessuno&scomparso

Ogni anno circa il 30-40% delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL non vengono riconosciute come tali. Molte altre morti per infortunio sulle strade e in itinere di lavoratori non assicurati a questo istituto non sono considerate da nessuno. Artigiani e tutti i lavoratori con partite iva individuali, agenti di commercio, molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, ecc. Lavoratori in nero. Lavoratori che non hanno neppure “l’onore” di essere considerati come tali, "morti sul lavoro". Vignette di "Nessuno&scomparso" nel sito http//metalmeccanico.blogspot.it

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei
http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti di visitare il sito per leggere quello che scrivono i familiari delle vittime. per visitare il sito cliccare sull'immagine.