martedì 21 febbraio 2012
E' morto Silvano Delle Case cadendo da un mezzo spargisale in autostrada. E' morto Flavio Montagnani a Grosseto
Genova, 21 feb. E' morto Silvano Della Casa un operaio. Della Casa è caduto dalla scaletta dell'attrezzatura di un mezzo spargisale per cause che sono in corso di accertamento. E' stata inutile l'immediata attivazione dei soccorsi sanitari da parte del personale di Autostrade per l'Italia presente sul luogo della tragedia. Le ultime notizie parlano anche di un possibile malore che lo ha colpito.
Grosseto 20 febbraio 2012 E' morto Flavio Montagnani, operaio 41 anni. Montagnani è morto è morto nel pomeriggio mentre lavorava con un mezzo meccanico alla Vibralcementi di Grosseto. La tragedia poco dopo le 18.30.
Secondo alcune testimonianze, Montagnani stava sostituendo un vetro alla cabina di una gru quando, inavvertitamente, ha azionato il mezzo e il braccio della gru lo ha colpito provocandogli lesioni mortali.
Montagnani lavorava alla Vibralcementi da cinque anni ed era molto conosciuto in città per aver giocato a calcio a livello professionistico nella squadra del Grosseto
Grosseto 20 febbraio 2012 E' morto Flavio Montagnani, operaio 41 anni. Montagnani è morto è morto nel pomeriggio mentre lavorava con un mezzo meccanico alla Vibralcementi di Grosseto. La tragedia poco dopo le 18.30.
Secondo alcune testimonianze, Montagnani stava sostituendo un vetro alla cabina di una gru quando, inavvertitamente, ha azionato il mezzo e il braccio della gru lo ha colpito provocandogli lesioni mortali.
Montagnani lavorava alla Vibralcementi da cinque anni ed era molto conosciuto in città per aver giocato a calcio a livello professionistico nella squadra del Grosseto
lunedì 20 febbraio 2012
E' morto Damir Kulji un operaio croato in una fabbrica del bresciano. E' morto Gianni Colalongo a Loreto
Brescia 20 febbraio 2012 E' morto Damir Kulji operaio croato di 44 anni a Castegnato.
La tragedia questa mattina verso le 6 in una ditta della zona. Kulji sarebbe rimasto schiacciato da un pesante pezzo di metallo sganciatosi dal carroponte. Con 4 morti purtroppo anche quest'anno la provincia di Brescia si sta confermando quella con più morti sui luoghi di lavoro. L'anno scorso con 22 morti, ha condiviso la maglia nera con Torino.
Ancona E' morto Gianni Colalongo un operaio di 47 cadendo dal tetto della fabbrica per verificarne le condizioni dopo l'eccezionale nevicata dei giorni scorsi. Lo strato di eternit di copertura ha però ceduto, e ha fatto cadere Colalongo a terra da dieci metri d'altezza e purtroppo è morto sul colpo, ma è stato trovato dai carabinieri 12 ore dopo la segnalazione della scomparsa.
La tragedia questa mattina verso le 6 in una ditta della zona. Kulji sarebbe rimasto schiacciato da un pesante pezzo di metallo sganciatosi dal carroponte. Con 4 morti purtroppo anche quest'anno la provincia di Brescia si sta confermando quella con più morti sui luoghi di lavoro. L'anno scorso con 22 morti, ha condiviso la maglia nera con Torino.
Ancona E' morto Gianni Colalongo un operaio di 47 cadendo dal tetto della fabbrica per verificarne le condizioni dopo l'eccezionale nevicata dei giorni scorsi. Lo strato di eternit di copertura ha però ceduto, e ha fatto cadere Colalongo a terra da dieci metri d'altezza e purtroppo è morto sul colpo, ma è stato trovato dai carabinieri 12 ore dopo la segnalazione della scomparsa.
sono morti 3 militari in missione in Afghanistan
Tre militari italiani, sono morti nell'area di Shindad, in Afghanistan, in conseguenza di un incidente stradale avuto con un "lince". I militari facevano parte di una pattuglia che a bordo di alcuni veicoli si stava recando a compiere un'attivita' operativa. Sono tre soldati appartenenti al 66esimo reggimento di stanza a Forlì. Un altro soldato sarebbe rimasto ferito. Il mezzo, era impegnato nel recupero di un'unità e nell'attraversare un corso d'acqua", riferisce il comando del contingente italiano, "si è ribaltato intrappolando al suo interno tre dei militari dell'equipaggio che sono successivamente morti". Con queste tre vittime sono 47 i militari morti in Afghanistan dall'inizio della missione. L'anno scorso i morti in Afghanistan sono stati 9
sabato 18 febbraio 2012
E' morto Alberto Martello operaio di 41 anni
MANTOVA, 17 Febbraio 2012 E' morto Alberto Martello un operaio di 41 anni. Martello è morto mentre stava provando un mezzo anfibio nel lago Superiore di Mantova.
La vittima era un dipendente delle Officine Marconi, azienda specializzata nella costruzione e riparazione di veicoli militari. Oggi pomeriggio Martello si trovava con alcuni colleghi in riva al lago per provare un mezzo anfibio. Ad un tratto ilmezzo acquatico, nello scendere, ha impattato violentemente contro la superficie dell'acqua tanto che la vittima per il contraccolpo, ha sbattuto violentemente l'addome contro la plancia di comando. Martello è caduto nell'acqua gelida mentre scendeva. E' stato subito soccorso dai colleghi che lo hanno portato in una vicina cascina dove ha poi perso conoscenza. Un'ambulanza del 118 l'ha trasportato all'ospedale Carlo Poma di Mantova ma purtroppo e' morto nel tragitto stroncato probabilmente da un'emorragia interna.
La vittima era un dipendente delle Officine Marconi, azienda specializzata nella costruzione e riparazione di veicoli militari. Oggi pomeriggio Martello si trovava con alcuni colleghi in riva al lago per provare un mezzo anfibio. Ad un tratto ilmezzo acquatico, nello scendere, ha impattato violentemente contro la superficie dell'acqua tanto che la vittima per il contraccolpo, ha sbattuto violentemente l'addome contro la plancia di comando. Martello è caduto nell'acqua gelida mentre scendeva. E' stato subito soccorso dai colleghi che lo hanno portato in una vicina cascina dove ha poi perso conoscenza. Un'ambulanza del 118 l'ha trasportato all'ospedale Carlo Poma di Mantova ma purtroppo e' morto nel tragitto stroncato probabilmente da un'emorragia interna.
Lettera anonima di un operaio metalmeccanico
Da: Federico Giusti giustifederico@libero.it
A:
Data: Dom 12 Feb 2012 4:11 pm
Oggetto: LETTERA DI UN OPERAIO METALMECCANICO
Vi allego la lettera di un operaio vi chiediamo di pubblicarla/diffonderla a firma di anonimo operaio metalmeccanico. Anonimo per non subire ritorsioni . . .
Grazie
Ero tornato da poche ore, l’ ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera.
Per anni l’ ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica.
L’ ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo.
L’ ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie.
L’ ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’ università.
L’ ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro.
L’ ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.
Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’ età lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro.
Ma mi è mancata l’ aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su “La Stampa" di Torino, ho letto l’ editoriale del prof. Mario Deaglio. Nell’ esposizione del professore, i "diritti dei lavoratori" diventano "componenti non monetarie della retribuzione", la "difesa del posto di lavoro" doveva essere sostituita da una volatile "garanzia della continuità delle occasioni da lavoro", ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non necessitava più del "tempo libero in cui spendere quei salari", ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte (teoria ripetuta dal prof. Deaglio a Radio 24 tra le 17,30 e le 18,00 di martedì 27 luglio 2010).
Pensare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’ aria.
Sono salito sull’ auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino.
Sono corso a casa dei miei genitori, l’ ho visto per l’ ennesima volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis.
ODORAVA DI DIGNITA’.
A:
Data: Dom 12 Feb 2012 4:11 pm
Oggetto: LETTERA DI UN OPERAIO METALMECCANICO
Vi allego la lettera di un operaio vi chiediamo di pubblicarla/diffonderla a firma di anonimo operaio metalmeccanico. Anonimo per non subire ritorsioni . . .
Grazie
Ero tornato da poche ore, l’ ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera.
Per anni l’ ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica.
L’ ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo.
L’ ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie.
L’ ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’ università.
L’ ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro.
L’ ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.
Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’ età lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro.
Ma mi è mancata l’ aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su “La Stampa" di Torino, ho letto l’ editoriale del prof. Mario Deaglio. Nell’ esposizione del professore, i "diritti dei lavoratori" diventano "componenti non monetarie della retribuzione", la "difesa del posto di lavoro" doveva essere sostituita da una volatile "garanzia della continuità delle occasioni da lavoro", ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non necessitava più del "tempo libero in cui spendere quei salari", ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte (teoria ripetuta dal prof. Deaglio a Radio 24 tra le 17,30 e le 18,00 di martedì 27 luglio 2010).
Pensare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’ aria.
Sono salito sull’ auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino.
Sono corso a casa dei miei genitori, l’ ho visto per l’ ennesima volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis.
ODORAVA DI DIGNITA’.
venerdì 17 febbraio 2012
Brescia 16 febbraio 2012 E' morto Roberto Bertola agricoltore di 65 anni
Brescia 16 febbraio 2012 E' morto Roberto Bertola agricoltore di 65 anni. Terribile morte di Bertola che è rimasto stritolato dal cardano del suo trattore La vittima era uscito intorno alle 16 per compiere lavori agricoli nel suo podere. I familiari non vedendolo rientrare hanno lanciato l’allarme. La macabra ieri sera. Il corpo di Bertola è stato trovato straziato, a fianco del trattore. L'ipotesi più plausibile dei Vigili del Fuoco è che Bertola, nel tentativo di agganciare il carro al trattore si rimasto agganciato con la manica del giubbotto nel cardano.
Sono già due i morti sul lavoro in provincia di Brescia che speriamo non continui ad avere anche quest'anno il triste primato di prima provincia in Italia per morti sui luoghi di lavoro.
Sono già due i morti sul lavoro in provincia di Brescia che speriamo non continui ad avere anche quest'anno il triste primato di prima provincia in Italia per morti sui luoghi di lavoro.
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- carlo soricelli
- CASALECCHIO DI RENO, BOLOGNA
- metalmeccanico in pensione. maestro d'arte naive
