Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

Biography of Carlo Soricelli

Biography of Carlo Soricelli Carlo Soricelli is a retired metalworker, painter, and sculptor. Born in San Giorgio del Sannio in the province of Benevento in 1949, Soricelli moved to Bologna with his family at the age of four. In his late adolescence, Soricelli began producing his first paintings, which showed a strong focus on ecological issues and a deep attraction to nature. This interest is evident in the animals he frequently depicts and in dying trees taking on human forms. Even then, Soricelli’s art served as a critique of a society advancing at the expense of environmental balance and social justice. In the early 1970s, his subjects shifted primarily toward human figures connected to marginalization: beggars, cardboard collectors, people with disabilities, and the elderly, as well as the blue-collar workers he encountered daily on the job. His canvases feature tired, worn faces marked by suffering and loneliness, alongside heavy bodies that lack classical beauty, set against dark, non-decorative palettes of black, brown, and blue. There is no hope or hint of redemption; instead, there is a persistent exposure of everything society typically avoids for being disturbing. This direct, essential style is often linked to Naïve art, shared by figures such as Ligabue, Covili, and Ghizzardi. Beginning in 1984, Soricelli exhibited at the Rassegna di Arti Naïves hosted by the "Cesare Zavattini" National Museum in Luzzara (Reggio Emilia), where he received various honors, including the title of Maestro d'arte. In the early 1980s, the Bolognese artist created his first sculptures—an additional, effective medium for his message. Notable works include Il Consumista (1985), an emblematic sculpture of a monstrous human creature covered in cutout ads and slogans devouring itself, and Il Comunicatore (1989), an ironic, brutal Orwellian vision. During the same decade, Soricelli introduced the theme of angels, developing it in a distinct way: the angel represents the outcast, once crushed and deformed, now lightened by a pair of wings that provide a sense of dignified hope. The intent is not to draw closer to the supernatural, but to anchor human existence within a single, shared reality. For two decades, Soricelli has also worked on what he calls Pranic Painting (Pittura Pranica), which involves visualizing the energy common to all living beings to create therapeutic effects for the viewer's mind and body. The first pranic work (1996), in which Soricelli depicts himself as a pranic knight, was acquired by the Zavattini Museum. Since 1976, Soricelli has participated in around seventy exhibitions, including shows at Palazzo Re Enzo in Bologna in 1986, a solo exhibition alongside Cesare Zavattini at the Festa Nazionale dell'Unità in Reggio Emilia in 1995, and at Palazzo d'Accursio in Bologna in 1996. He has also been featured in major exhibitions across France, Germany, the Soviet Union, Greece, and the former Yugoslavia. His work is included in numerous public and private collections as well as several museums. For 15 years, he has run a house-museum for his works in Casa Trogoni (Granaglione, near Bologna), open to the public by appointment. One room is dedicated to Pranic Painting, offering visitors a quiet space to experience self-healing through viewing these works free of charge. In recent years, he has returned to an art form he began in the 1980s, using discarded materials collected from streets, dumpster areas, and building rubble—such as cigarette butts and hubcaps. He calls this movement Rifiutismo ("Trashism"). In 1997, he published Maruchèin, featuring a preface by filmmaker Pupi Avati, reflecting on his childhood as a Southern Italian migrant in the North during the 1950s. In 2001, he published his second book, Il Pitto, with a preface by Maria Falcone. His subsequent works include Pensieri liberi e sfusi, La classe operaia è andata all’inferno, Terramare, Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti, a second volume of Pensieri liberi e sfusi, and a collection of poetry titled Canti Aionici. Soricelli is the founder and curator of the Independent Observatory of Bologna for Workplace Fatalities (Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, http://cadutisullavoro.blogspot.it/). Active since January 1, 2008, in memory of the seven ThyssenKrupp workers in Turin who lost their lives tragically weeks prior, it is the first independent observatory for workplace fatalities in Italy. Run entirely by volunteers, it serves as a national reference point for data and news on these workplace tragedies.

Biografia di Carlo Soricelli

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

appello al mondo

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

domenica 30 agosto 2026

Terzo anniversario della strage di Brandizzo

Oggi il terzo anniversario della strage di Brandizzo dove morirono 5 lavoratori di notte in appalto delle Ferrovie di Stato. Ricordiamo Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Saverio Lombardo e Giuseppe Aversa.

Di corsa verso i 1000 morti sul lavoro in Italia

IL MANIFESTO DELL'OSSERVATORIO BOLOGNA MORTI SUL LAVORO ​Stiamo correndo a velocità folle verso una quota drammatica: 1.000 morti complessivi sul lavoro (compresi i deceduti in itinere). Una corsa inarrestabile che, di questo passo, entro settembre raggiungerà questo ennesimo, devastante numero di vite spezzate. ​In queste ore piangiamo l'ennesima tragedia: un bracciante ucraino di soli 45 anni, stroncato dal caldo e dalla fatica tremenda nei campi del Napoletano. Ma la striscia di sangue si allunga ogni giorno senza tregua, dal Sud al Nord, con danni e vittime gravissime che colpiscono duramente anche il Veneto e ogni angolo d'Italia. ​C'è poi un aspetto sommerso di cui non si parla mai abbastanza quando si analizza la tragedia della sicurezza: la morte per fatica, stress e logoramento psicofisico. Riguarda tantissimi lavoratori in ogni settore, spesso costretti a ritmi insostenibili e carichi di lavoro devastanti. Ne è un simbolo tragico e recente la scomparsa di Daniele Compatangelo, stimato inviato e corrispondente de La7, stroncato improvvisamente a soli 50 anni. ​La fatica uccide. Il caldo uccide. I ritmi disumani uccidono. ​Oggi più che mai, i lavoratori devono ritrovare una visione d'insieme. Indipendentemente da come la si pensi dal punto di vista politico, è fondamentale ritrovare un'unità d'azione per tutelare i propri interessi. Questi interessi e il diritto alla vita sono gli stessi per tutti, anche se il mondo del lavoro è stato frammentato e spezzettato in mille rivoli. ​Non si può continuare a morire di lavoro nell'indifferenza. Serve una svolta immediata, prima che questa strage continua inghiotta altre centinaia di famiglie. ​— Carlo Soricelli Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro. THE MANIFESTO OF THE BOLOGNA WORKPLACE FATALITY OBSERVATORY I am Carlo Soricelli, curator of the Bologna Observatory on Workplace Fatalities. We are rushing at a terrifying speed toward a tragic milestone: 1,000 overall workplace fatalities (including commuting accidents). An unstoppable surge that, at this rate, will reach this devastating number of lost lives by September. In these hours, we mourn yet another tragedy: a Ukrainian farm worker, just 45 years old, collapsed from the intense heat and severe exhaustion in the fields near Naples. But this trail of blood stretches relentless every single day, from South to North, with severe damage and casualties hitting Veneto and every corner of Italy hard. There is also a hidden aspect that is rarely mentioned when analyzing the tragedy of workplace safety: death caused by exhaustion, stress, and physical and mental wear and tear. It impacts countless workers across every sector, who are often subjected to unbearable paces and crushing workloads. A tragic and recent symbol of this is the sudden passing of Daniele Compatangelo, a respected correspondent for La7, who died unexpectedly at just 50 years old. Exhaustion kills. Heat kills. Inhumane paces kill. Today more than ever, workers must regain a unified, big-picture perspective. Regardless of individual political views, it is vital to rebuild a unified action front to safeguard their shared interests. These interests—and the fundamental right to life—are identical for everyone, even though the labor market has been fragmented and split into a thousand separate streams. We cannot allow people to keep dying on the job amid indifference. An immediate turning point is needed before this ongoing tragedy destroys hundreds more families. — Carlo Soricelli National Observatory of Bologna on Workplace Fatalities

venerdì 28 agosto 2026

Karosci anche in Italia, ormai i lavoratori in Italia muoiono quanto in Giappone per superlavoro, e non solo per la fatica fisica

Il giornalista di La7 Daniele Compatangelo è scomparso negli Stati Uniti per un improvviso malore. Un dramma che porta alla luce il fenomeno del Karoshi (過労死), termine giapponese che indica la morte per superlavoro, stress estremo e ritmi insostenibili. Ormai sono tantissimi anche gli italiani che muoiono di superfatica, vittime di pressioni d'impatto devastante sul lavoro.
La7 journalist Daniele Compatangelo passed away suddenly in the US. His death brings to light the tragedy of Karoshi—the Japanese term for death caused by extreme overwork and stress. Countless Italians are now dying from severe overwork, caught in unsustainable and dangerous work conditions.

STRAGE IN VENETO DI LAVORATORI. Slaughter of workers in Veneto Italy

Ecco Riccardo Valentin Muraru il povero giovane di 20 anni in appalto che è morto fulminato cadendo da un tetto di un capannone nel padovano. il Veneto è tra le geandi Regioni con più morti sul lavoro due anche negli ultimi due giorni. Quasi il doppio di Emilia Romagna e Sicilia. "Here is Riccardo Valentin Muraru, the poor 20-year-old subcontracted worker who was electrocuted to death after falling from the roof of a warehouse in the Padua area. Veneto is among the major regions with the highest number of workplace fatalities—two in the last two days alone—nearly double the numbers of Emilia-Romagna and Sicily. In Italy, there is an ongoing slaughter of both the very young and the elderly."

IL SANGUE DEI LAVORATORI STRANIERI È MENO ROSSO? IS THE BLOOD OF FOREIGN WORKERS LESS RED?

Ieri un’altra giornata drammatica, altre due vite spezzate sul lavoro. Due lavoratori stranieri che non torneranno più a casa: Nell’Astigiano, un uomo macedone di 50 anni ha perso la vita cadendo in un tino. Nel Vicentino, un ragazzo romeno di appena 20 anni è precipitato dal tetto di un capannone mentre lavorava in edilizia. A soli vent’anni, inghiottito da quella catena invisibile e letale di appalti, sub-appalti e sub-sub-appalti. La solita filiera dove tutti guadagnano e scaricano l'insicurezza e i rischi sull'ultimo anello della catena. I dati sono spietati: gli stranieri hanno un rischio di morire sul lavoro tre volte superiore (il 300% in più) rispetto ai lavoratori italiani. Svolgono i lavori più umili, faticosi e pericolosi. Guadagnano pochissimo, e oltre a pagare questo prezzo altissimo in termini di vite umane, devono subire anche il razzismo e la discriminazione. Tutti ci guadagnano, mentre agli ultimi non resta niente se non il pericolo quotidiano. È una vergogna inaccettabile. Il sangue non ha colore e non ha nazionalità. Dignità, diritti e sicurezza devono valere per tutti, senza eccezioni. Yesterday was another tragic day, with two more lives shattered on the job. Two foreign workers who will never return home: In the Asti area, a 50-year-old Macedonian man lost his life after falling into a vat. In the Vicenza area, a Romanian youth of just 20 fell to his death from the roof of a warehouse while working in construction. At only twenty years old, swallowed by that invisible and deadly chain of contracts, subcontracts, and sub-subcontracts. The usual supply chain where everyone profits while offloading insecurity and risk onto the very last link. The numbers are unforgiving: foreign workers face a risk of dying on the job three times higher (300% more) than Italian workers. They perform the most humble, grueling, and dangerous tasks. They earn next to nothing, and on top of paying this devastating toll in human lives, they also have to endure racism and discrimination. Everyone profits, while the workers at the bottom get nothing but daily peril. It is an unacceptable disgrace. Blood has no color and no nationality. Dignity, rights, and workplace safety must apply to everyone, without exception.

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Terzo anniversario della strage di Brandizzo

Oggi il terzo anniversario della strage di Brandizzo dove morirono 5 lavoratori di notte in appalto delle Ferrovie di Stato. Ricordiamo Kevi...

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?