Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

Biography of Carlo Soricelli

Biography of Carlo Soricelli Carlo Soricelli is a retired metalworker, painter, and sculptor. Born in San Giorgio del Sannio in the province of Benevento in 1949, Soricelli moved to Bologna with his family at the age of four. In his late adolescence, Soricelli began producing his first paintings, which showed a strong focus on ecological issues and a deep attraction to nature. This interest is evident in the animals he frequently depicts and in dying trees taking on human forms. Even then, Soricelli’s art served as a critique of a society advancing at the expense of environmental balance and social justice. In the early 1970s, his subjects shifted primarily toward human figures connected to marginalization: beggars, cardboard collectors, people with disabilities, and the elderly, as well as the blue-collar workers he encountered daily on the job. His canvases feature tired, worn faces marked by suffering and loneliness, alongside heavy bodies that lack classical beauty, set against dark, non-decorative palettes of black, brown, and blue. There is no hope or hint of redemption; instead, there is a persistent exposure of everything society typically avoids for being disturbing. This direct, essential style is often linked to Naïve art, shared by figures such as Ligabue, Covili, and Ghizzardi. Beginning in 1984, Soricelli exhibited at the Rassegna di Arti Naïves hosted by the "Cesare Zavattini" National Museum in Luzzara (Reggio Emilia), where he received various honors, including the title of Maestro d'arte. In the early 1980s, the Bolognese artist created his first sculptures—an additional, effective medium for his message. Notable works include Il Consumista (1985), an emblematic sculpture of a monstrous human creature covered in cutout ads and slogans devouring itself, and Il Comunicatore (1989), an ironic, brutal Orwellian vision. During the same decade, Soricelli introduced the theme of angels, developing it in a distinct way: the angel represents the outcast, once crushed and deformed, now lightened by a pair of wings that provide a sense of dignified hope. The intent is not to draw closer to the supernatural, but to anchor human existence within a single, shared reality. For two decades, Soricelli has also worked on what he calls Pranic Painting (Pittura Pranica), which involves visualizing the energy common to all living beings to create therapeutic effects for the viewer's mind and body. The first pranic work (1996), in which Soricelli depicts himself as a pranic knight, was acquired by the Zavattini Museum. Since 1976, Soricelli has participated in around seventy exhibitions, including shows at Palazzo Re Enzo in Bologna in 1986, a solo exhibition alongside Cesare Zavattini at the Festa Nazionale dell'Unità in Reggio Emilia in 1995, and at Palazzo d'Accursio in Bologna in 1996. He has also been featured in major exhibitions across France, Germany, the Soviet Union, Greece, and the former Yugoslavia. His work is included in numerous public and private collections as well as several museums. For 15 years, he has run a house-museum for his works in Casa Trogoni (Granaglione, near Bologna), open to the public by appointment. One room is dedicated to Pranic Painting, offering visitors a quiet space to experience self-healing through viewing these works free of charge. In recent years, he has returned to an art form he began in the 1980s, using discarded materials collected from streets, dumpster areas, and building rubble—such as cigarette butts and hubcaps. He calls this movement Rifiutismo ("Trashism"). In 1997, he published Maruchèin, featuring a preface by filmmaker Pupi Avati, reflecting on his childhood as a Southern Italian migrant in the North during the 1950s. In 2001, he published his second book, Il Pitto, with a preface by Maria Falcone. His subsequent works include Pensieri liberi e sfusi, La classe operaia è andata all’inferno, Terramare, Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti, a second volume of Pensieri liberi e sfusi, and a collection of poetry titled Canti Aionici. Soricelli is the founder and curator of the Independent Observatory of Bologna for Workplace Fatalities (Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, http://cadutisullavoro.blogspot.it/). Active since January 1, 2008, in memory of the seven ThyssenKrupp workers in Turin who lost their lives tragically weeks prior, it is the first independent observatory for workplace fatalities in Italy. Run entirely by volunteers, it serves as a national reference point for data and news on these workplace tragedies.

Biografia di Carlo Soricelli

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

https://youtu.be/jDK5cFPhIfo

video dei morti sul lavoro nel 2026 al 31 agosto

appello al mondo

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

martedì 29 settembre 2026

Andrea Moretti morto al Colosseo a 22 anni era inquadrato come manovale

Incredibile, è successo nel Ministero della Cultura. Il povero Andrea Moretti morto al Colosseo era inquadrato come manovale. Le porcate del subappalto. Il povere 22enne pur facendo un lavoro tra i più difficili e complessi era pagato da manovale. E il lorsignori degli appalti a cascata, introdotta da Salvini a fine 2022 si ingrassano con il sangue degli ultimi. A pagare, con le leggi degli appalti a cascata sono nell'ultima catena degli appalti come il cognato di Andrea che lavorava con lui che ha commesso l'ingenuità di diventare il responsabile della Sicurezza. "Firma qui è una proforma". Uno schifo. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

IMPRESSIONANTE SEQUENZA DI SUiCIDI TRA POLIZIOTTI, CARABINIERI E GUARDIE PENITENZIARIE. Altri tre morti un padre di famiglia l'ennesimo agricoltore schiacciato dal trattore

Ecco la ​Andrea Baraldo (42 anni): Residente ad Albaredo d'Adige, ha perso la vita a Santa Maria di Zevio, schiacciato da un macchinario all'interno della sua torneria. Lascia la moglie e due figli. ​Agricoltore a Montegiorgio: Un uomo è stato trovato privo di vita in un terreno nel fermano, nei pressi del proprio trattore. ​Ciro Esposito (37 anni): Assistente della Polmare di Venezia originario della provincia di Napoli, si è tolto la vita con l'arma d'ordinanza negli spogliatoi poco dopo l'inizio del turno. ​L'ultimo episodio si inserisce in un'impressionante sequenza di morti per suicidio tra le forze dell'ordine: si tratta del 37° caso registrato nel 2026 dall'Osservatorio dedicato, un fenomeno drammatico legato allo stress lavoro-correlato e al burnout, spesso denunciato dalle associazioni di settore per la mancanza di prevenzione e di comunicazioni ufficiali.

lunedì 28 settembre 2026

Il cognato di Andrea Moretti tra gli indagati

Morte al Colosseo di Andrea Moretti "trovato il colpevole" suo cognato operaio come lui che stava lavorando di notte come lui, il quale è stato fatto diventare responsabile della Sicurezza. Lavoratori dipendenti,non diventate MAI responsabili della Sicurezza. Pagherete voi per tutti gli altri com'è già successo in tanti casi mortali.paradosso del cognato-preposto con la pala in mano ​Nella tragedia del ventiduenne Andrea Moretti, precipitato di notte dalle impalcature del Colosseo, si sta consumando l'ennesimo paradosso del nostro sistema di appalti. Tra le persone iscritte nel registro degli indagati per omicidio colposo c'è infatti Gabriele Rossitto, cognato della vittima ​Il suo ruolo sulla carta? Preposto alla sicurezza. ​Ma chi è davvero un preposto nei cantieri spezzettati dai subappalti? Non è un ingegnere, non è un tecnico d'ufficio e non è un dirigente con uno stipendio adeguato alla responsabilità. È un operaio come tutti gli altri, con la pettorina sporca e gli attrezzi in mano, a cui spesso si fa firmare un modulo prima di salire sul ponteggio senza che gli venga spiegato davvero cosa comporta quella firma. ​Molti lavoratori non hanno la minima cognizione giuridica di ciò che accettano: sottoscrivendo quella carta pensano sia una semplice formalità burocratica per poter iniziare il turno. Non sanno che, agli occhi della legge, con quel foglio si stanno accollando la responsabilità penale e la vigilanza sulle vite dei propri colleghi — e persino dei propri familiari — mentre lavorano fianco a fianco a dieci metri d'altezza, al buio e con ritmi serrati. ​Così la trappola si chiude: ​Chi sta in alto — chi gestisce i budget, chi vince i maxi-appalti e organizza i turni di notte — resta tutelato da schermate di contratti e subappalti. ​Chi sta in basso — l'ultimo anello della catena — si ritrova con le manette ai polsi e il peso schiacciante di un'incriminazione per omicidio colposo per aver fatto il proprio lavoro e firmato un foglio di cui non conosceva le reali conseguenze. ​È la solita sicurezza "di carta": formale per i grandi committenti, devastante e mortale per chi sta sui ponteggio. Grazie a chi ha fatto queste leggi porcate che fannno assolvere ricchi e potenti e condannare chi lavora con le vittime

Andrea Moretti, mauled by unsafe conditions and precarious labor at the Colosseum. Come è avvenuta la tragedia: la morte di Andrea Moretti al Colosseo di roma

Andrea Moretti, mauled by unsafe conditions and precarious labor at the Colosseum How the Tragedy Occurred: The Death of Andrea Moretti ​On the night of the incident, Andrea Moretti, a 22-year-old specialized rope-access technician (operaio rocciatore), was working on the installation of a new lighting system for the Colosseum in Rome. The operations were being carried out around midnight, requiring workers to maneuver at height along the monumental walls of the Flaviano Amphitheater. ​While working at an elevation of approximately 10 meters (33 feet), Andrea fell to the ground. Although he was wearing his safety harness, prosecutors and labor inspectors are investigating why his safety lanyard was not properly anchored to a secure lifeline at the moment of the fall. His colleagues and emergency services intervened immediately, but the injuries sustained from the impact proved fatal, and attempts to resuscitate him were unsuccessful. ​Following the accident, the Public Prosecutor's Office of Rome opened an investigation for manslaughter (omicidio colposo) and safety violations. Seven individuals have been placed under investigation, including executives and safety officers from the contractor and subcontractor companies. ​The inquiry centers on several critical safety violations and irregularities: • ​Working Alone in High-Risk Conditions: Investigators are determining why the young worker was operating without immediate, close supervision or a direct partner assigned to assist him during the high-altitude maneuver. • ​Nighttime and Low-Visibility Hazards: The intervention took place in near-total darkness, raising serious concerns regarding the adequacy of temporary site lighting and the safety protocols for performing complex rope-access tasks at night. • ​Safety Lifelines and Training: Authorities are auditing the site's structural anchor points, the proper use of fall-arrest equipment, and whether adequate safety training and certifications were fully verified before assigning a 22-year-old worker to such hazardous conditions.
​La notte dell'incidente, Andrea Moretti, un operaio rocciatore specializzato di 22 anni, era impegnato nell'installazione del nuovo impianto di illuminazione del Colosseo a Roma. Le operazioni si stavano svolgendo intorno alla mezzanotte e richiedevano ai lavoratori di muoversi in quota lungo le pareti monumentali dell'Anfiteatro Flavio. ​Mentre lavorava a un'altezza di circa 10 metri, Andrea è precipitato a terra. Sebbene indossasse l'imbracatura di sicurezza, la Procura e gli ispettori del lavoro stanno indagando sul perché il suo cordino di trattenuta non fosse correttamente ancorato a una linea di vita sicura al momento della caduta. I colleghi e i soccorritori sono intervenuti immediatamente, ma le lesioni riportate nell'impatto si sono rivelate fatali e i tentativi di rianimazione sono stati vani. ​A seguito dell'incidente, la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza. Sette persone sono state iscritte nel registro degli indagati, tra cui dirigenti e responsabili della sicurezza delle aziende appaltatrici e subappaltatrici. ​L'indagine si concentra su diverse gravi violazioni e irregolarità: • ​Lavoro in solitudine in condizioni ad alto rischio: Gli inquirenti stanno accertando perché il giovane operaio stesse operando senza una supervisione diretta e ravvicinata o senza un collega assegnato ad assisterlo direttamente durante la manovra in quota. • ​I rischi del lavoro notturno e della scarsa visibilità: L'intervento è avvenuto in condizioni di quasi totale oscurità, il che solleva forti perplessità sull'adeguatezza dell'illuminazione temporanea del cantiere e sui protocolli di sicurezza previsti per l'esecuzione di lavori complessi in fune durante le ore notturne. • ​Linee di vita e formazione sulla sicurezza: Le autorità stanno verificando i punti di ancoraggio strutturali del cantiere, il corretto utilizzo dei dispositivi anticaduta e se la formazione e le certificazioni sulla sicurezza fossero state verificate prima di affidare a un lavoratore ventiduenne mansioni così pericolose.

sabato 26 settembre 2026

Ieri sono morti Antonio Coletta e altri 10. Ecco chi sono

Per Antonio Coletta di 21 anni e per gli altri 10 morti di ieri non c'è stato nessun can can mediatico, per essere morto a Marcianise e non nel Colosseo. ​Antonio Coletta (21 anni) – Operaio (Marcianise) ​Mack Guindo – Camionista (Barge, Cuneo) ​Piero Bernardi – Camionista (Barge, Cuneo) ​Camionista (Sulla Telesina) ​Agricoltore (Modenese) ​Autista di furgone (Monopoli) ​Rider (Palermo) ​Infortunato domestico / marito (Lucca) ​Infortunato domestico / moglie (Lucca) ​Alessio Nola – Infermiere (Karosci) ​Incidente in itinere in bicicletta
carlo soricelli curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

venerdì 25 settembre 2026

Oggi 25 settembre un bagno di sangue con 10 morti

UN’ALTRA GIORNATA DI SANGUE: 10 MORTI IN UN SOLO GIORNO. ​Non è un bollettino di guerra, è la realtà quotidiana del lavoro in Italia. Oggi altre dieci persone sono uscite di casa per guadagnarsi da vivere e non torneranno mai più. ​Un’ecatombe che colpisce tutti i settori, dalle strade ai campi, fino ai cantieri: ​Mack Guindo (31 anni), di origini maliane, dipendente della società agricola Depetris di Barge, e Piero Bernardi (71 anni), di Caraglio: deceduti nello scontro tra due mezzi pesanti a Saluzzo. ​Camionista di 65 anni: ha perso la vita sulla Telesina. ​Un lavoratore di 48 anni: deceduto a Monopoli nello scontro tra il suo furgone e un camion. ​Un agricoltore di 63 anni: schiacciato mortale dal trattore nel Modenese. ​Un ragazzo di soli 21 anni: morto in un cantiere per la posa della fibra ottica a Marcianise. ​Salvatore Zora (37 anni): rider deceduto a Palermo dopo essersi scontrato con una bicicletta elettrica mentre lavorava. ​Coppia di anziani (marito e moglie): deceduti a Lucca a causa di un tragico infortunio domestico/lavorativo nel proprio fondo. ​🚨 IL COLLASSO DELL’AUTOTRASPORTO Con le quattro vittime di oggi tra camionisti e autisti di furgoni, il conto dei morti nell'autotrasporto e nei trasporti sale all’inquietante cifra di 143 vittime dall’inizio dell’anno — un dato tragico che è raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. ​Turni estenuanti, fretta nelle consegne, ritmi insostenibili e strade trasformate in trappole mortali. Non si può continuare a parlare di "fatalità" o di semplici incidenti stradali: questa è una vera e propria strage continua. ​Fino a quando la sicurezza sul lavoro e sulle strade continuerà a essere considerata un costo da tagliare anziché un diritto inalienabile?

Lavoricidio: la strage degli anziani e la trappola della precarietà nei subappalti a cascata dove tutti guadagnano e i lavoratori delle piccole aziende uccisi. Anche Andrea Moretti è stato ucciso dal sub-sub appalto

Luca Piccinini aveva 66 anni ed è morto sul lavoro, schiacciato da una trave. Soltanto ieri è morta un'altra donna di 74 anni, deceduta anch'essa mentre lavorava, insieme a un operaio albanese nel tragico Veneto di quest'anno che ha già superato i 100 morti sul lavoro. Gli immigrati pagano un prezzo di sangue altissimo, con un tasso di mortalità per infortunio che è statisticamente il triplo rispetto a quello degli italiani. Analizzando quotidianamente i dati, emerge con assoluta chiarezza una doppia piaga: da un lato la strage degli anziani, dall'altro l'eccidio dei giovanissimi. Oltre il 30% dei morti sul lavoro per infortunio è composto da ultrasessantenni, e addirittura il 17% di questi ha più di 70 anni. La politica tutta è responsabile di questo dramma con leggi assurde che hanno calato una mannaia sul mondo del lavoro, senza fare alcuna distinzione tra chi svolge mansioni usurate o pericolose e chi no. All'età di Luca o di quella signora di 74 anni i riflessi rallentano, la vista e l'udito calano: non si possono svolgere compiti dove è richiesta la massima efficienza fisica. Mantenerli nei cantieri o nei luoghi di pericolo porta a veri e propri omicidi sociali. E bisogna dubitate di chi ad ogni campagna elettorale promette la cancellazione della legge Fornero senza poi dare mai seguito alle parole, anzi, peggiorandola una volta presa la poltrona. Dall'altro lato della piramide anagrafica ci sono i giovani. Perché muoiono così tanti ragazzi? La risposta sta nella precarietà. I giovani muoiono in numeri impressionanti perché inseriti nel circuito dei contratti fragili, dell'incertezza, degli appalti e dei subappalti, dove la formazione è spesso formale o frettolosa e il ricatto del rinnovo contrattuale spinge ad accettare ritmi e condizioni inaccettabili. E poi ribadisco ancora una volta che l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ha reso precari tutti gli assunti in aziende private dal 2015.
L'esempio è la recente e tragica scomparsa di Andrea Moretti, un ragazzo di soli 22 anni precipitato all'interno del Colosseo. Questo giovane lavorava in un regime di sub-subappalto. Viene da chiedersi: quante aziende lavorano in sub-subappalto persino in un cantiere simbolico come quello del Colosseo? Non dimentichiamo che la maggior parte delle principali stragi degli ultimi anni — da Brandizzo, con gli operai travolti sui binari della ferrovia, fino alla tragedia della centrale di Suviana — si sono consumate proprio all'interno di cantieri e impianti dove il committente principale era lo Stato o una grande azienda pubblica. È lo Stato stesso che, attraverso la giungla degli appalti, finisce per alimentare questa catena di sangue . La normativa introdotta nel 2022 ha liberalizzato i subappalti a cascata, diluendo le responsabilità e facendo sì che il committente rimanga praticamente privo di conseguenze dirette. Una scelta che ha contribuito all'aumento delle vittime sul lavoro. Quando le acque si saranno calmate, si rischierà di vedere quanto già accaduto con vicende giudiziarie come quella per la morte di Mattia Battistetti: a pagare il conto sarà soltanto l'ultimo anello della filiera, spesso un lavoratore o un responsabile della sicurezza di cantiere. E quando si è cercato di abrogare queste norme, i referendum sono falliti per il mancato raggiungimento del quorum. Un esito segnato non solo dalle scelte degli altri grandi sindacati nazionali di non schierarsi o di sostenere il No, ma anche dal muro opposto dalle principali testate nazionali, che hanno silenziato il dibattito e guidato l'astensione. Finché la sicurezza continuerà ad essere considerata una variabile di costo all'interno della catena dei ribassi, le vite di anziani privi di pensione e di giovani precari privi di tutele continueranno a pagare il prezzo più alto. Carlo Soricelli curatore dell'osservatorio di bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Andrea Moretti morto al Colosseo a 22 anni era inquadrato come manovale

Incredibile, è successo nel Ministero della Cultura. Il povero Andrea Moretti morto al Colosseo era inquadrato come manovale. Le porcate del...

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?