Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità

morti sul lavoro nei primi 9 mesi del 2026

Biography of Carlo Soricelli

Biography of Carlo Soricelli Carlo Soricelli is a retired metalworker, painter, and sculptor. Born in San Giorgio del Sannio in the province of Benevento in 1949, Soricelli moved to Bologna with his family at the age of four. In his late adolescence, Soricelli began producing his first paintings, which showed a strong focus on ecological issues and a deep attraction to nature. This interest is evident in the animals he frequently depicts and in dying trees taking on human forms. Even then, Soricelli’s art served as a critique of a society advancing at the expense of environmental balance and social justice. In the early 1970s, his subjects shifted primarily toward human figures connected to marginalization: beggars, cardboard collectors, people with disabilities, and the elderly, as well as the blue-collar workers he encountered daily on the job. His canvases feature tired, worn faces marked by suffering and loneliness, alongside heavy bodies that lack classical beauty, set against dark, non-decorative palettes of black, brown, and blue. There is no hope or hint of redemption; instead, there is a persistent exposure of everything society typically avoids for being disturbing. This direct, essential style is often linked to Naïve art, shared by figures such as Ligabue, Covili, and Ghizzardi. Beginning in 1984, Soricelli exhibited at the Rassegna di Arti Naïves hosted by the "Cesare Zavattini" National Museum in Luzzara (Reggio Emilia), where he received various honors, including the title of Maestro d'arte. In the early 1980s, the Bolognese artist created his first sculptures—an additional, effective medium for his message. Notable works include Il Consumista (1985), an emblematic sculpture of a monstrous human creature covered in cutout ads and slogans devouring itself, and Il Comunicatore (1989), an ironic, brutal Orwellian vision. During the same decade, Soricelli introduced the theme of angels, developing it in a distinct way: the angel represents the outcast, once crushed and deformed, now lightened by a pair of wings that provide a sense of dignified hope. The intent is not to draw closer to the supernatural, but to anchor human existence within a single, shared reality. For two decades, Soricelli has also worked on what he calls Pranic Painting (Pittura Pranica), which involves visualizing the energy common to all living beings to create therapeutic effects for the viewer's mind and body. The first pranic work (1996), in which Soricelli depicts himself as a pranic knight, was acquired by the Zavattini Museum. Since 1976, Soricelli has participated in around seventy exhibitions, including shows at Palazzo Re Enzo in Bologna in 1986, a solo exhibition alongside Cesare Zavattini at the Festa Nazionale dell'Unità in Reggio Emilia in 1995, and at Palazzo d'Accursio in Bologna in 1996. He has also been featured in major exhibitions across France, Germany, the Soviet Union, Greece, and the former Yugoslavia. His work is included in numerous public and private collections as well as several museums. For 15 years, he has run a house-museum for his works in Casa Trogoni (Granaglione, near Bologna), open to the public by appointment. One room is dedicated to Pranic Painting, offering visitors a quiet space to experience self-healing through viewing these works free of charge. In recent years, he has returned to an art form he began in the 1980s, using discarded materials collected from streets, dumpster areas, and building rubble—such as cigarette butts and hubcaps. He calls this movement Rifiutismo ("Trashism"). In 1997, he published Maruchèin, featuring a preface by filmmaker Pupi Avati, reflecting on his childhood as a Southern Italian migrant in the North during the 1950s. In 2001, he published his second book, Il Pitto, with a preface by Maria Falcone. His subsequent works include Pensieri liberi e sfusi, La classe operaia è andata all’inferno, Terramare, Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti, a second volume of Pensieri liberi e sfusi, and a collection of poetry titled Canti Aionici. Soricelli is the founder and curator of the Independent Observatory of Bologna for Workplace Fatalities (Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, http://cadutisullavoro.blogspot.it/). Active since January 1, 2008, in memory of the seven ThyssenKrupp workers in Turin who lost their lives tragically weeks prior, it is the first independent observatory for workplace fatalities in Italy. Run entirely by volunteers, it serves as a national reference point for data and news on these workplace tragedies.

Biografia di Carlo Soricelli

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

https://youtu.be/jDK5cFPhIfo

video dei morti sul lavoro nel 2026 al 31 agosto

appello al mondo

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

lunedì 2 novembre 2026

Workplace Fatalities in Italy: Over 1,200 Deaths in the First 10 Months of 2026

During the first 10 months of 2026, the slaughter in Italian workplaces has never halted. The total toll stands at 1,265 workers deceased, 965 of whom died directly at their work sites. This represents a dramatic average of 4.16 workers dying per day: an unacceptable daily tragedy for a civilized country. The Tragedies Shocking Public Opinion and the Strength of the "Fighting Mothers" The month that just passed has been dramatic and has deeply marked the collective conscience. Public opinion was shaken by the deaths of Andrea Moretti, tragically lost at the Colosseum, and Mattia Battistetti. Behind the memory of these tragedies lies the unyielding strength of the "fighting mothers"—extraordinary women who do not give up and stop at nothing to obtain justice for their children killed on the job. Among them, a symbolic role has been played by Monica Michelin (mother of Mattia, who died in 2021), who over all these years has waged an exhausting battle. It is thanks to her tenacity, and that of so many other courageous mothers, that such deep civil attention has grown in the country today. I personally wanted to pay tribute to these fighting mothers—who fight relentlessly—by dedicating a work of art to them, in everlasting memory of their grief transformed into struggle. Andrea Moretti's sacrifice must not and will not be in vain: this tragedy opened Italians' eyes to how the cascade subcontracting mechanism—a rule introduced in October 2022 under Minister Salvini—proved to be a outright crime against worker protection. A "killer law" that has already killed nearly 300 workers between Lombardy and Veneto, both led by the Northern League (Lega) and ranking first and second for the number of deaths. Attention surrounding the Colosseum case has been extraordinary: the Observatory's page and its related social channels (including its Facebook page) registered over one million views, proving how closely the community has rallied around this absurd tragedy. Initial Institutional Signals and Further Dramas of Precarious Work Following the Moretti case, an initial important step has been recorded: Culture Minister Alessandro Giuli reached an agreement with trade union organizations to abolish all subcontracts at the Colosseum—an initiative aimed at being extended to all buildings and spaces under the Ministry of Culture nationwide. This is a fundamental signal. However, the trail of blood does not stop. Among the latest victims, we mourn Davide Di Scala, 38, who died after falling from a school roof while working for a company under precarious conditions: yet another confirmation of how aggressive outsourcing continues to reap victims. A Historic Turning Point: Free Legal Aid for Victims of Workplace Accidents In this scenario marked by enormous disparities—where economic counter-parties possess vast resources while victims' families often find themselves alone and lacking the necessary means to endure lengthy legal battles—comes a result of historic proportion. The Chamber of Deputies unanimously approved the bill granting state-funded legal aid to the families of victims, sponsored primarily by young MP Chiara Gribaudo, President of the Parliamentary Commission of Inquiry into Working Conditions. Gathering cross-party support from all political forces, this measure finally removes the financial barriers that blocked access to justice. For the seriousness, competence, and extraordinary determination demonstrated over recent years—a 3-year effort from the opposition that, in practice, proved superior to the work of every minister who succeeded one another in the 19 years of monitoring by the Observatory—Chiara Gribaudo represents a clear point of reference. The "Campo Largo" coalition should have no hesitation: figures of this caliber, who combine competence and true activism alongside workers, are the ones who deserve to lead the Ministry of Labor. Demands and Political Platform Confronted with this picture, progressive forces and the entire Campo Largo must have the courage to openly take the side of workers, outlining a clear and uncompromising political program based on two pillars: Restoration of Article 18 of the Workers' Statute for all new hires. Total and definitive abolition of cascade subcontracting. Only in this way can a real response be given to those who risk their lives every single day for bread and wage. Carlo Soricelli Curator of the Independent Observatory on Workplace Fatalities

report morti sil lavoro nei primi 10 mesi del 2026

Nei primi 10 mesi del 2026 la strage nei luoghi di lavoro non si è mai arrestata. Il bilancio complessivo conta 1.265 lavoratori deceduti, di cui 965 direttamente sui luoghi di lavoro. Una media drammatica di 4,16 lavoratori morti al giorno: una tragedia quotidiana inaccettabile per un Paese civile. Le tragedie che hanno scosso l'opinione pubblica e la forza delle "mamme combattenti" Il mese appena trascorso è stato drammatico ed ha segnato profondamente la coscienza collettiva. L'opinione pubblica è rimasta scossa dalle morti di Andrea Moretti, tragicamente scomparso al Colosseo, e di Mattia Battistetti.Dietro la memoria di queste tragedie c'è la forza irriducibile delle "mamme combattenti", donne straordinarie che non si arrendono e non si fermano davanti a niente per ottenere giustizia per i propri figli uccisi sul lavoro. Tra queste, un ruolo simbolo lo ha avuto Monica Michelin (mamma di Mattia, morto nel 2021), che in tutti questi anni ha condotto una battaglia estenuante. È anche grazie alla sua tenacia, e a quella di tante altre madri coraggiose, se oggi nel Paese è cresciuta un'attenzione così profonda e civile. A queste madri combattenti — che lottano senza sosta — ho voluto personalmente rendere omaggio dedicando un'opera d'arte, a imperitura memoria del loro dolore trasformato in lotta. Il sacrificio di Andrea Moretti non deve e non sarà vano: questa tragedia ha aperto gli occhi agli italiani su come il meccanismo degli appalti a cascata — una norma introdotta nell'ottobre 2022 sotto il ministero Salvini — si sia rivelata un vero e proprio crimine contro la tutela dei lavoratori. Una legge Killer che ha già ucciso quasi 300 lavoratori tra Lombardia e Veneto a guida leghista e sono la prima e la seconda regione per numero di morti L'attenzione sul caso del Colosseo è stata straordinaria: la pagina dell'Osservatorio e i relativi canali social (tra cui la pagina Facebook) hanno registrato oltre un milione di visualizzazioni, a testimonianza di quanto la comunità si sia stretta attorno a questa assurda tragedia. Primi segnali istituzionali e ulteriori drammi del precariato A seguito del caso Moretti, si registra un primo importante passo: il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha raggiunto un accordo con le organizzazioni sindacali per l'abolizione di tutti i subappalti al Colosseo, un'iniziativa che si punta a estendere a tutti gli edifici e spazi del Ministero della Cultura sul territorio nazionale. È un segnale fondamentale. Tuttavia, la scia di sangue non si ferma. Tra le ultime vittime si piange anche Davide Di Scala, 38 anni, deceduto cadendo dal tetto di una scuola mentre lavorava per un'azienda in regime di precarietà: l'ennesima conferma di come l'esternalizzazione spinta continui a mietere vittime. Una svolta storica: il gratuito patrocinio per le vittime del lavoro In questo scenario segnato da enormi disparità — dove la controparte economica dispone di grandi risorse mentre le famiglie delle vittime si trovano spesso sole e prive dei mezzi necessari per sostenere lunghe battaglie giudiziarie — si inserisce un risultato di portata storica. La Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità la proposta di legge sul patrocinio gratuito dello Stato per i familiari delle vittime, di cui è prima firmataria la giovane onorevole Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro. Raccogliendo l'appoggio trasversale di tutte le forze politiche, questa misura rimuove finalmente gli ostacoli economici che impedivano l'accesso alla giustizia. Per la serietà, la competenza e la straordinaria determinazione dimostrate in questi anni — un'azione di 3 anni dall'opposizione che, nei fatti, si è rivelata superiore al lavoro di tutti i ministri succedutisi in 19 anni di monitoraggio dell'Osservatorio —, Chiara Gribaudo rappresenta un punto di riferimento limpido. Il "Campo Largo" non dovrebbe avere esitazioni: figure di questo spessore, che uniscono competenza e militanza vera a fianco dei lavoratori, sono quelle che meriterebbero di guidare il Ministero del Lavoro. Le richieste e il programma politico Di fronte a questo quadro, le forze progressiste e l'intero Campo Largo devono avere il coraggio di schierarsi apertamente dalla parte dei lavoratori, indicando un programma politico netto e intransigente basato su due pilastri: 1. Ripristino dell'Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori per tutti i nuovi assunti. 2. Abolizione totale e definitiva degli appalti a cascata. Solo così si potrà dare una risposta reale a chi ogni giorno rischia la vita per pane e salario. Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente Morti sul Lavoro

domenica 1 novembre 2026

L
a morte di Andrea Moretti non è stata inutile. Un primo passo al Colosseo: lo Stato dia l'esempio e la smetta di fare profitto sul subappalto. ​Ti scrivo per condividere una riflessione che ritengo di fondamentale e urgente importanza per il nostro Paese e per la tutela della vita nei luoghi di lavoro. ​Come curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro, registro e documento quotidianamente ogni singolo infortunio mortale in Italia. Dai nostri dati emerge una realtà inequivocabile: da quando il subappalto "a cascata" è stato deregolamentato e liberalizzato, la conta delle vittime sul lavoro è aumentata in modo drammatico. ​Per questo accolgo con sollievo la decisione presa al Parco Archeologico del Colosseo: stop all'edilizia acrobatica/lavori su fune e stop ai subappalti, con l'intenzione dichiarata dal Ministero della Cultura di estendere questa scelta a tutti i luoghi di tutela statali. ​È un primo segnale importantissimo, ma ora serve la svolta definitiva. ​Non possiamo più fingere di non vedere che le principali stragi del lavoro nel nostro Paese vedono protagoniste proprio le grandi aziende a partecipazione statale, che hanno fatto dell'esternalizzazione e del subappalto la loro prassi ordinaria di gestione: • ​RFI - Ferrovie dello Stato (Strage di Brandizzo): cinque lavoratori di una ditta esterna in subappalto travolti sui binari da un treno, in cantieri compressi da tempi e costi. • ​Enel Green Power (Strage di Suviana / Bargi): un'esplosione in una centrale idroelettrica che ha travolto 7 lavoratori appartenenti a ditte e sub-fornitori diversi operanti nello stesso sito ad alto rischio. • ​Eni (Raffinerie e Poli Industriali): la progressiva e massiccia esternalizzazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie dell'impiantistica pesante a catene di ditte in subappalto. • ​Settore Privato e Commerciale (es. Strage di Firenze / Esselunga): cantieri parcellizzati fino a oltre 60 aziende in subappalto, con l'applicazione di contratti pirata e il taglio sui costi di sicurezza e formazione. ​Lo Stato non può comportarsi come le peggiori aziende private che speculano sulla manutenzione e sulla sicurezza dei lavoratori. ​Una Repubblica e le sue istituzioni rappresentano la collettività intera, non un interesse di parte o una logica di profitto e risparmio a breve termine. Se lo Stato e le sue partecipate per primi delegano la sicurezza a catene infinite di subappalti al massimo ribasso, offrono la peggiore delle coperture all'intero mercato privato. ​Riprendere il controllo diretto dei cantieri e abolire il subappalto a cascata nella Pubblica Amministrazione è l'unica strada per ridare dignità al lavoro e fermare questa carneficina. Come Osservatorio continueremo a denunciare e a pretendere che il modello avviato al Colosseo diventi una norma di civiltà estesa a tutto il Paese. ​Un caro saluto, ​Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

sabato 31 ottobre 2026

Le stragi in autotrasporto e agricoltura. Da sole queste due categoria hanno il 40% dei morti sui luoghi di lavoro

Report Sintetico: Emergenza Morti sul Lavoro nei Settori Agricoltura e Autotrasporto ​A cura di: Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro Data aggiornamento: 30 Ottobre 2026 Curatore: Carlo Soricelli ​1. Introduzione e Dato Chiave ​⚠️ DATO DI MASSIMA GRAVITÀ: Da sole, le categorie dell'Agricoltura e dell'Autotrasporto (386 decessi totali) rappresentano oltre il 40% DI TUTTI I MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO in Italia dall'inizio dell'anno (946 complessivi). ​Al 30 ottobre 2026, l'Osservatorio Indipendente di Bologna rileva una drammatica e continua sequenza di incidenti mortali concentrata in modo devastante in questi due settori. Un numero impressionante di vittime che rende questa situazione un'emergenza nazionale primaria. ​2. Quadro Generale dei Dati ​Prospetto Numerico Sintetico Settore / Categoria Decessi Totali Dettaglio / Note % sul Totale Morti (Luoghi di Lavoro) Agricoltura 217 156 schiacciati da trattore ~22,9% Autotrasporto 169 Incidenti su gomma / trasporto merci ~17,9% SUBTOTALE (Agricoltura + Autotrasporto) 386 I due comparti maggiormente colpiti ~40,8% TOTALE MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO 946 Totale rilevato nei soli luoghi di lavoro 100% TOTALE COMPLESSIVO (Inclusi in itinere) > 1.250 Inclusi gli incidenti negli spostamenti casa-lavoro — 3. Analisi Tecnica e Metodologia • ​Fattore di rischio critico in Agricoltura: Oltre il 71,8% dei decessi nel comparto agricolo (156 su 217) è causato dal ribaltamento del trattore, la vera e propria piaga del settore. • ​Rigore Metodologico dell'Osservatorio: Per garantire la massima precisione ed evitare confusione o distorsioni statistiche, i dati dell'Osservatorio tengono rigorosamente separati i 946 morti sui luoghi di lavoro dai decessi in itinere, pur evidenziando che sommandoli si superano abbondantemente i 1.250 morti complessivi. ​4. Rilevanza Istituzionale e Denuncia • ​Responsabilità dei Dicasteri: Oltre il 40% delle vittime sui luoghi di lavoro si concentra in ambiti direttamente governati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Min. Matteo Salvini) e dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Min. Francesco Lollobrigida). • ​Assenza di Risposte: Si denuncia il silenzio di entrambi i Ministri che, pur intervenendo quotidianamente su svariati argomenti (dalle strategie generali alla green economy), ignorano sistematicamente la tragedia dei lavoratori dei propri comparti di competenza. ​Nota: Documento redatto sulla base dei dati dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro.

venerdì 30 ottobre 2026

anche ieri se si contano tutti i morti sul lavoro, compresi i militari/e caduti con l'elicottero in Bosnia Erzegovina ci sono stati 10 morti
Ecco chi sono: laura procacci adriano zecchillo simone ruggia claudio marchese

giovedì 29 ottobre 2026

Ecco i 7 morti di ieri. Superati di corsa i 1200 morti

Altri 7 morti ieri. Ancora sangue. Ancora famiglie distrutte. Non è una statistica, è un massacro silenzioso che continua ogni singolo giorno, lontano dai riflettori, nell'indifferenza generale. ​Persone uscite di casa la mattina per guadagnarsi da vivere, che a casa non ci torneranno mai più: ​A Palermo, Giovanni Patricola, fabbro di soli 39 anni, è volato giù da un balcone. Un istante, e la sua vita si è spezzata sull'asfalto. ​Sempre in Sicilia questa volta nellagrigentino, un autotrasportatore è rimasto folgorato. Un secondo prima lavorava, un secondo dopo la scarica elettrica non gli ha lasciato scampo. ​A San Martino in Pensilis, un uomo di 72 anni è stato travolto e schiacciato senza pietà da una pesante rotoballa di fieno. ​Ad Ancona, il cuore di Kabir Mohidul si è fermato a soli 29 anni. Era rimasto devastato dalle fiamme nell'incidente del 29 settembre alla Fincantieri. È il secondo operaio bruciato vivo in quell'inferno, portando il drammatico bilancio a sette vittime complessive. ​A Maiolati Spontini, l'anziano Elmo Bini è stato stroncato improvvisamente mentre si dedicava alla raccolta delle olive, accasciato nel cortile di casa. ​A Poviglio, non ce l'ha fatta nemmeno il ragazzo indiano di 31 anni, morto in ospedale dopo un terribile scontro mentre tornava a casa dal lavoro, strappato ai suoi sogni all'incrocio di una strada qualunque. ​Dietro ogni nome, ogni età, c'è un dolore inimmaginabile. Non ci si può rassegnare a tutto questo. Non si può morire di lavoro. ​E i numeri fanno orrore: negli ultimi giorni abbiamo superato di corsa i 1.200 morti complessivi, con una media spaventosa di quasi sei morti al giorno solo nell'ultimo periodo. Stiamo parlando di una mattanza che solo sui luoghi di lavoro ha già superato quota 940, correndo dritta verso i 1000 e superando purtroppo anche l'orribile sequenza registrata nel 2025. E a questo conto agghiacciante bisogna aggiungere anche le troppe morti in itinere, comprese nel totale complessivo. ​Carlo Soricelli, curatore dell'osservatorio di Bologna morto sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

mercoledì 28 ottobre 2026

Lettera aperta di un nonno ai giovani manifestanti. Superati, con gli otto morti sul lavoro di ieri i 1200 morti complessivi. A questa mattina in ottobre ci sono già stati 103 morti L’infernale subappalto a cascata oltre che aver fatto raddoppiare i morti nell’autotrasporto, fa salire su un’impalcatura tre operaia in subappalto che minacciano di buttarsi: da mesi non ricevano lo stipendio. In allegato anche il Report dell’Osservatorio del 2026 aggiornato a questa mattina

Cari giovani, vi vedo. Vedo che state tornando in piazza, numerosissimi, per la vostra situazione di studenti e di giovani italiani costretti ad emigrare all'estero per avere un salario dignitoso. E vedete i vostri fratelli maggiori costretti a farlo dopo aver studiato tanto, pur di trovare una vita e un lavoro giusti e dignitosi. Fate bene a rivendicare e a riunirvi. Quello che è successo in Serbia fa comprendere che se credete in voi stessi, se credete alla vostra generazione e alla vostra giovinezza, potete muovere il mondo. Quei giovani studenti, del resto, hanno vinto le elezioni e adesso comanderanno in Serbia: speriamo davvero che da lì parta un esempio luminoso per tutto il pianeta. Ma c'è una cosa che mi sta immensamente a cuore raccomandarvi: lottate con molta forza, ma senza mai usare la violenza. Questo è importantissimo. Io ho 77 anni. Sono un nonno, ho dei nipoti e comprendo benissimo l'energia che avete voi giovani che volete un futuro. Fate bene, ma non cadete mai nella violenza, perché è quello che cercano sempre per reprimere il dissenso. Io ho vissuto il '68 e ho vissuto il '77. Qui a Bologna, nel '77, c'erano i blindati e i carri armati in strada: immaginate a che livelli era arrivata la protesta e la violenza, Realizzai allora anche alcuni dipinti sugli scontri. Ho visto come sono finiti male quegli anni, alimentati da quella violenza diffusa, da quella spirale di reazione contro reazione. Da quel clima nacquero derive e si aprì la strada al terrorismo, sia di destra che di sinistra. E cosa è rimasto di tutto questo? Niente. La violenza ha prodotto solo repressione e ha fatto cadere le cose buone delle rivendicazioni di allora. Tutto si è fermato, e c'è stato un ritorno al passato. È esattamente quello che cercano anche ora. Un appello particolare voglio rivolgerlo ai figli di immigrati, soprattutto nordafricani. Io, che monitoro queste tragedie da 19 anni come curatore dell'Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro, oggi vi dico: i vostri padri muoiono il doppio degli italiani perché fanno i lavori più umili e pericolosi. Comprendo benissimo: si fa una fatica immensa, non si riesce a volte a mettere insieme il pranzo con la cena, anche se in famiglia si lavora in due, e in più si devono pagare affitti esorbitanti. Posso comprendere benissimo la vostra rabbia nel vedervi poi trattati come intrusi e diversi. Ma già ora ci sono imprenditori che creano ricchezza anche per gli italiani. Spesso, per chi ha il potere, i vostri genitori sono considerati solo "braccia" — come del resto lo sono anche i lavoratori italiani, ma gli stranieri ancora di più perché fanno i lavori più umili. E quanta sofferenza provate a non sentirvi integrati, a sentirvi ignorati, considerati solo come "i figli di quelle braccia". Ma non ci cascate. Io posso capirvi profondamente: sono immigrato dal Sud, ero il settimo di nove fratelli e avevo solo 5 anni quando la mia famiglia è arrivata al nord. Lo stesso razzismo che c'è oggi lo subivamo noi meridionali quando siamo arrivati nel Nord Italia: "Non si affitta ai meridionali" erano cartelli sparsi in ogni città. E ci offendevano anche sui luoghi di lavoro, io stesso ne ho ricevute da giovanissimo sul lavoro, e questo perché vedevano sul libretto di lavoro che ero nato al sud. Ma noi abbiamo lottato, e adesso ci siamo perfettamente integrati, non possono più fare a meno di noi, Bologna sarebbe ora un deserto senza il nostro arrivo e così in tutte le città del centro nord, ora c'è tanta classe dirigente nel Nord che proviene dal Sud Italia, figli e nipoti di quegli immigrati trattati così. Voi siete giovani nati qui o arrivati bambini, siete italiani acquisiti. Ma se commettete queste violenze, non sarete più né italiani e neanche della terra da cui provenite. Certo che è difficile sopportare il razzismo che viene diffuso da certi partiti che traggono da questo il loro consenso, e non solo in Italia. State molto attenti, non cascate nel tranello. Fortunatamente la maggioranza degli italiani non è razzista; ma la propaganda, spesso alimentata da media compiacenti, fa passare un crimine commesso da uno straniero cento volte di più rispetto a uno commesso da un italiano. Fate la vostra parte, abbiate fiducia nei vostri mezzi e intelligenza, rispettate la legge e cercate di diventare classe dirigente, ai tempi dei romani eravamo un popolo unico che parlava una sola lingua, lottate con molta forza per la vostra identità e per il vostro futuro. Insieme, voi giovani che venite da ogni parte del mondo e i giovani italiani, costruite un Paese migliore. Lasciateli pure nel loro razzismo: ma io sono sicuro che sarà così, perché dove sono arrivati gli immigrati, anche in massa, non hanno mai portato disastri, ma hanno solo portato più benessere. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Workplace Fatalities in Italy: Over 1,200 Deaths in the First 10 Months of 2026

During the first 10 months of 2026, the slaughter in Italian workplaces has never halted. The total toll stands at 1,265 workers deceased,...

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?