morti sul lavoro al 21 maggio 2024

Report dei morti sul lavoro dall’inizio dell’anno al 27 maggio 2024 Un aumento del 19, 5 % erano 334 il 27 maggio del 2023, a questa mattina sono 415 sui luoghi di lavoro, con un aumento del 19,5%. Una giornata da incubo ieri 27 maggio con 13 morti complessivi, 10 sui luoghi di lavoro e 3 in itinere, un pazzesco aumento dei morti nell’autotrasporto, con un aumento di oltre il 300% in questi primi cinque mesi del 2024 rispetto al 27 maggio del 2023, i morti di ieri: 3 nell’autotrasporto, sono a questa mattina 62 contro i 19 del 2023 (un aumento che ha dell’incredibile e che è opportuno analizzare a fondo), 3 in agricoltura schiacciati dal trattore, diventano 51 dall’inizio dell’anno (167 ne 2023 ), uno in edilizia, uno in giardineria, 2 in infortuni domestici, 3 in itinere al ritorno dal lavoro OSSERVATORIO NAZIONALE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO Il primo osservatorio nato in Italia (e ancora l’unico) che monitora e registra tutti i morti sul lavoro in Italia dal 1° gennaio 2008, anche quelli che non dispongono di un’Assicurazione o che ne hanno una diversa da INAIL Attivo dal 1° gennaio 2008 Una voce fuori dal coro minimalista su queste tragedie Morti sul lavoro nel 2024 28 maggio Dall’inizio dell’anno sono morti per infortuni in 415 sui Luoghi di lavoro (tutti registrati) e 583 se si aggiungono i morti in itinere e sulle strade L’unico osservatorio che monitora da 17 anni i morti sul lavoro, compresi i non assicurati a INAIL e i lavoratori in nero, nelle province ci sono i morti monitorati dall’Osservatorio, tra parentesi nelle regioni i morti con itinere e in altri ambiti lavorativi. Per noi chiunque muore mentre svolge un lavoro è considerato un morto sul lavoro Nel 2023 i lavoratori morti per infortuni sono stati 1485, 986 di questi sui Luoghi di lavoro gli altri sulle strade e in itinere, soprattutto in agricoltura e in edilizia, sono monitorati anche quelli che non dispongono di nessuna assicurazione o che ne hanno una diversa da INAIL. Aperto da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. Da 17 anni i morti sui luoghi di lavoro sono tutti registrati in apposite tabelle Excel con l’indicazione di data del decesso, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. dall’assicurazione che ha o se non l’ha affatto (lavoro in nero) o agricoltore anziano. Dal 1° gennaio 2008, anno di apertura dell’Osservatorio al 31 dicembre 2023, sono morti complessivamente 21050 lavoratori, di questi 10474 per infortuni sui luoghi di lavoro (tutti registrati in tabelle excel). ma purtroppo sulle strade e in itinere sfuggono comunque diversi lavoratori Le ore impiegate in questi 15 anni di monitoraggio con lavoro volontario sono state oltre 30000. Continuano ad alterare la percezione del fenomeno con dati parziali e assurdi anche nel 2023 con “indici occupazionali” quando il 30% dei morti non ha nessuna assicurazione o hanno un’assicurazione diversa da INAIL che diffonde solo i propri morti che in diversi copiano. Nel 2024 erano Un aumento al 22 maggio rispetto allo stesso giorno del 2023 del 23,5% Il 32% sono ultrasessantenni Gli stranieri sotto i 60 anni sui luoghi di lavoro sono il 35% Le capitali dei morti sul lavoro: quest’anno Bologna Brescia, Catania, Firenze Caserta, Bolzano, Trento Torino Regioni Lombardia, Campania Emilia Romagna e Sicilia 52 gli schiacciati dal trattore e alcuni altri mezzi agricoli nel 2023 167 62 gli autotrasportatori 46i morti di fatica o stress da superlavoro tra operai/e, bracciati, autotrasportatori, medici, infermieri ecc. 50 i morti per infortuni domestici, soprattutto anziani soli (e abbandonati socialmente) Tantissime le donne che muoiono per infortuni, soprattutto in itinere: per la fretta, per la fatica del doppio e triplo lavoro, in itinere muoiono percentualmente molto più degli uomini 17 i boscaioli morti

Le province nel 2023

Le province nel 2023
guarda la situazione della tua provincia Morti sui luoghi di lavoro nelle province nel 2023 dalla più virtuale Livorno, a Rieti la peggiore

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

Grazie a tutta la redazione di Via delle Storie, a Giorgia Cardinaletti, a Giovanna Brausier

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

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venerdì 31 marzo 2017

Muore edile straniero di 31 anni cadendo dall'alto

Ragusa 30 marzo 2017 E' morto un edile Mohamed Beli di 31 anni di origine straniera Friggitine. E' l'ennesima vittima caduta dall'alto. E' caduto da un'impalcatura per la costruzione di una chiesa a Friggitini Le cadute dall'alto sonsono la prncipale causa di morte tra gli edili e la seconda in assoluto dopo lo schiacciamento provocato dal trattore

martedì 28 marzo 2017

Non piangete dopo, ma salvate le loro vite prima. Di questa carneficine provocate dal trattore siamo responsabili tutti, ma ancora di più chi dovrebbe occuparsene e non lo fa.I campi italiani sono impregnati del sangue degli agricoltori schiacciati da questo mezzo. Il Ministro delle Politiche Agricole Martina non ha nulla da dire su queste tragedie? Sono oltre 400 gli agricoltori morti schiacciati dal trattore da quando è ministro



Ragusa 27 marzo 2017 è morto schiacciato dal trattore che guidava Francesco Figura di 61 anni.  Sono tragedie di cui siamo responsabili tutti per la nostra indifferenza verso queste tragedie che  vede morire schiacciati dal trattore un agricoltore al giorno.  quest'ultima domenica scorsa nelle campagne di Ispica, in contrada Cava Filo, dove Figura stava lavorando il proprio terreno. Forse a causa di un dislivello, il mezzo agricolo si è ribaltato, schiacciandolo. Lascia la moglie e due figli. I funerali saranno celebrati martedì pomeriggio nella basilica della Santissima Annunziata ad Ispica.

domenica 26 marzo 2017

Due operai sono morti in un cantiere sull'A10 vicino a Savona

SAVONA - 25 marzo sono morti due operai di 54 e 44 anni travolti da un tir. la tragedia  questa mattina  in un cantiere sulla A10, tra Albisola e Celle Ligure.  Un terzo operaio è in condizioni gravissime dopo essere rimasto incastrato sotto il tir e avrebbe subito l'amputazione di una gamba.  Altri quattro operai hanno riportato lesioni non gravi. Il tir era guidato da uno spagnolo che trasportava pesce. Secondo una prima ricostruzione il tir ha sbandato in curva all'uscita di una galleria e si è schiantato contro il muro poi rovesciandosi ha travolto il cantiere mentre un'auto coinvolta nell'incidente finiva nella scarpata.Sono in tanti a morire sui cantieri stradali mentre lavorano. probabilmente le protezioni e le segnalazioni non sono sufficienti a evitare queste tragedie. Purtroppo dalle statistiche ricavate in dieci anni di monitoraggio, sapevo che entro pochi giorni sarebbe capitata una disgrazia collettiva (con diversi lavoratori coinvolti), ma è impossibile sapere dove ciò possa accadere.

sabato 25 marzo 2017

Gli agricoltori sono UFO, hanno il sange verde

Il sangue degli agricoltori schiacciati dal trattore non è umano. E’ verde. Sono 5 i morti schiacciati da trattore negli ultimi tre giorni; tre di questi in Calabria. Ventuno dal 1° gennaio, 136 nel 2016, 143 nel 2015, 154 nel 2014. Ma la vita di questi lavoratori non conta niente. Nessuno che alzi la voce contro questa strage che dura da anni. Oltre 430 morti causate da questo mezzo da quando sono ministri delle Politiche Agricole Martina e del Lavoro Poletti. Oltre 1400 da quando il 1° gennaio 2008 ho aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro.  Destra, sinistra, sopra, sotto, in alto e in basso…..sempre la solita indifferenza per la vita di chi lavora. TRA L'ALTRO, PER NON ALIENARSI LE SIMPATIE DELLE LOBBY  E' STATA RIMANDATA ANCORA UNA VOLTA L'OBBLIGO DEL PATENTINO PER CHI GUIDA IL TRATTORE. E' DAL 2003 CHE LA RIMANDANO, MENTRE E' GIA' IN VIGORE IN TUTTI I PAESI EUROPEI.

mercoledì 22 marzo 2017

Sono sei gli agricoltori morti schiacciati dal trattore negli ultimi dieci giorni. l'ultimo ieri in provincia di Verona. Muore a Mazaro del Vallo rimanendo incastrato in un'impastatrice

Una strage anche quest'anno, ma sempre nel silenzio complice di chi se ne dovrebbe occupare. E' morto un agricoltore di 70 anni già in pensione schiacciato dal trattore. lavorava anche se da pensionato per un'azienda (in regola?). Si tratta di Franco benedetti di 70 anni. a morire a 69 anni Filippo Rubini a Mazara del Vallo: sembra che la vittima sia rimasta incastrata da un'impastatrice in un laboratorio di laterizi. i nostri giovani emigrano all'estero perché non trovano lavoro, mentre gli anziani, costretti a lavorare per delle leggi inique come la Legge Fornero muoiono lavorando. Oltre il 30% dei morti sul lavoro ha oltre 70 anni

lunedì 20 marzo 2017

Un altro morto schiacciato dal trattore: sono già 15 dall'inizio dell'anno. Gli agricoltori quando vanno a arare i campi pregano la Madonna per farli tornare vivi a casa. Se non sono credenti prima di uscire si toccano i marroni

Puntualmente la morte si sfrega le mani e va a ringraziare quelli che dovrebbero occuparsene e non lo fanno. A morire sabato schiacciato dal mezzo un 75enne di Spoleto. E sono già 15 dall'inizio dell'anno; sembriamo portatori di sventura quando ogni anno parliamo dell'imminente strage che puntualmente si verifica (430 schiacciati dal trattore negli ultimi nefasti tre anni).  Il Parlamento ha rinviato ancora una volta l'obbligo di un patentino per chi guida questo mezzo mortale, eppure c'è una normativa specifica europea di cui avrebbero l'obbligo di attenersi e da quasi due decenni. Uno che non è idoneo non lo potrebbe guidare, ma gli si salverebbe la vita. Che dire? Che per ci governa la vita di chi lavora non conta niente. Prima di uscire nei campi con i trattori cari agricoltori pregate la Madonna per farvi tornare a casa e se non siete credenti toccatevi i marroni prima di uscire. Sono le centinaia  di "Nessuno che ogni anno muoiono" senza neppure essere considerati morti sul lavoro.

venerdì 17 marzo 2017

Vademecum per evitare di subire un infortunio sul lavoro anche mortale. Le vittime sono numerose anche per chi sta tutto il giorno davanti allo schermo di un computer e non sa che anche numerosissime donne muoiono in itinere lavorando come impiegate nel pubblico e nel privato



Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro
Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli
1)      Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati
2)      In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza
3)      Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica
4)      In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere
5)      Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro
6)      Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)
7)      Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere.  Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi
8)      Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni
9)      La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.
10)   Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.
11)   Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.
12)   E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori
13)   Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.
14)   L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.
15)   In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.
16)   Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

giovedì 16 marzo 2017

Già 14 i morti schiacciati dal trattore e in edilizia continuano a morire tantissimi lavoratori non in regola cadendo dall'alto.




E' morto cadendo da un tetto Valerio Beniamino,un  ex imprenditore edile, 69 anni, che  ha perso la vita in un incidente, sulla cui dinamica sta indagando il personale dell'Ulss, servizio Spisal, sul posto assieme a Suem e carabinieri.  Beniamino ora era in pensione. Stava aiutando un conoscente a titolo gratuito sul tetto del secondo, lavorando a un comignolo. Il conoscente, infatti, lamentava infiltrazioni d'acqua quando pioveva. Cosa sia accaduto, al momento ancora non si sa. Non è da escludersi neppure un malore. In ogni caso, anche se dava una mano a titolo gratuito si tratta sempre di lavoro non in regola, che mette il committente in una posizione gravissima. In tanti non pensano a cosa potrà andrà incontro a far eseguire dei lavori pericolosi a amici e conoscenti.
Intanto in provincia di savona è morto la 14esima vittima schiacciata dal trattore, si tratta di Giuliano Siri di 59 anni.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?