morti sul lavoro al 3 giugno

Report morti sul lavoro nei primi 5 mesi del 2024 Il mese si conclude con 83 morti sui luoghi di lavoro (tutti registrati dall’Osservatorio), ma si superano i 100 morti con l’itinere, tra questi diverse donne, sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno ci sono stati 431 morti (diventati 434 con i 3 morti di ieri), ma con l’itinere si arriva a 586 morti. L’aumento rispetto allo stesso periodo del 2023 è del 19,5%, il 35% dei morti sui luoghi di lavoro sono ultrasessantenni, grazie anche al peggioramento della Legge Fornero e al Jobs Act. Sotto i 60 anni gli stranieri morti per infortuni sono già più del 35%. Si muore soprattutto nelle piccole aziende e tra gli artigiani dove il Sindacato non lo fanno entrare, dov’è presente i morti praticamente non ci sono, se non alcuni in appalto nell’azienda stessa. Già 55 gli agricoltori schiacciati dal trattore, impressiona quest’anno la strage di autotrasportatori, sono già morti in 65 in questi primi mesi del 2024, praticamente sono raddoppiato i morti in questo comparto, se si contano non separati dalle categorie di appartenenza. Nel report la situazione in ogni provincia e regione. Le categorie dove si muore di più sono: agricoltura, edilizia e autotrasporto. Per approfondimenti carlo Soricelli è a disposizione con la sua raccolta dati OSSERVATORIO NAZIONALE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO Il primo osservatorio nato in Italia (e ancora l’unico) che monitora e registra tutti i morti sul lavoro in Italia dal 1° gennaio 2008, anche quelli che non dispongono di un’Assicurazione o che ne hanno una diversa da INAIL Attivo dal 1° gennaio 2008 Una voce fuori dal coro minimalista su queste tragedie Morti sul lavoro nel 2024 4 giugno Dall’inizio dell’anno sono morti per infortuni in 437 sui Luoghi di lavoro (tutti registrati) e 593 se si aggiungono i morti in itinere e sulle strade L’unico osservatorio che monitora da 17 anni i morti sul lavoro, compresi i non assicurati a INAIL e i lavoratori in nero, nelle province ci sono i morti monitorati dall’Osservatorio, tra parentesi nelle regioni i morti con itinere e in altri ambiti lavorativi. Per noi chiunque muore mentre svolge un lavoro è considerato un morto sul lavoro Nel 2023 i lavoratori morti per infortuni sono stati 1485, 986 di questi sui Luoghi di lavoro gli altri sulle strade e in itinere, soprattutto in agricoltura e in edilizia, sono monitorati anche quelli che non dispongono di nessuna assicurazione o che ne hanno una diversa da INAIL. Aperto da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. Da 17 anni i morti sui luoghi di lavoro sono tutti registrati in apposite tabelle Excel con l’indicazione di data del decesso, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. dall’assicurazione che ha o se non l’ha affatto (lavoro in nero) o agricoltore anziano. Dal 1° gennaio 2008, anno di apertura dell’Osservatorio al 31 dicembre 2023, sono morti complessivamente 21050 lavoratori, di questi 10474 per infortuni sui luoghi di lavoro (tutti registrati in tabelle excel). ma purtroppo sulle strade e in itinere sfuggono comunque diversi lavoratori Le ore impiegate in questi 15 anni di monitoraggio con lavoro volontario sono state oltre 30000. Continuano ad alterare la percezione del fenomeno con dati parziali e assurdi anche nel 2023 con “indici occupazionali” quando il 30% dei morti non ha nessuna assicurazione o hanno un’assicurazione diversa da INAIL che diffonde solo i propri morti che in diversi copiano. MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NELLE REGIONI E PROVINCE ESCLUSO ITINERE. Aggiunti nella Regione i morti sulle autostrade regionali, tra parentesi i morti nelle Regioni compresivi di itinere. N.B i morti sono segnalati nelle province e regioni dove c’è stata la tragedia LOMBARDIA 48 (82) Milano 8, Bergamo 2 Brescia 12 Como 2 Cremona 3 Lecco 1 Lodi 3 Mantova 3 Monza Brianza 3 Pavia 6 Sondrio 4 Varese 3 CAMPANIA 45 (63) Napoli 15, Avellino 4 Benevento 1 , Caserta 14 Salerno 11 EMILIA ROMAGNA 37 (48) Bologna 13 Rimini 1 Ferrara 3 Forlì Cesena 3 Modena 4 Parma 3 Ravenna 1 Reggio Emilia 7 Piacenza 1 SICILIA 32 (46) Palermo 7 Agrigento 1 Caltanissetta 2 Catania 10 Enna Messina 4 Ragusa 2 Siracusa 1 Trapani‎ 4 TOSCANA 31 (43) Firenze 10 Arezzo 2 Grosseto 1 Livorno 1, Lucca 2, Massa Carrara 1 Pisa‎ 6 Pistoia 1 Siena 2 Prato 3 VENETO 27 (38) Venezia 3 Belluno 2 Padova 3 Rovigo 1 Treviso 4 Verona 8 Vicenza 5 PUGLIA 23 (29) Bari 6 BAT 2 Brindisi 5 Foggia 3 Lecce 4 Taranto 3 LAZIO 21 (34) Roma 8 Viterbo 2 Frosinone 5 Latina 2 Rieti TRENTINO ALTO ADIGE 21(29) Bolzano 10 Trento 10 PIEMONTE 21 (29) Torino 9 Alessandria 3 (+1 cantiere autostradale) Asti 1 Biella Cuneo 3 Novara 2 Verbano-Cusio-Ossola Vercelli 1 ABRUZZO 19 (26) L'Aquila 4 Chieti 7 Pescara Teramo 3 Ascoli Piceno 3 SARDEGNA 16 (22) Cagliari 5 Sud Sardegna 1 Nuoro 2 Oristano 3 Sassari 4 MARCHE 15 (21) Ancona 4 Macerata 6 Fermo 1 Pesaro-Urbino 4 CALABRIA 11 (16) Catanzaro 3 Cosenza 4 Crotone Reggio Calabria 2 Vibo Valentia 3 FRIULI VENEZIA GIULIA 6 (8) Pordenone 3 Triste 1 Udine 1 Gorizia LIGURIA 6 (9) Genova 2 Imperia 2 La Spezia Savona 1 UMBRIA 6 (8) Perugia 5 Terni 1 BASILICATA 8 (11) Potenza 6 Matera 1 Molise 5 (7) Campobasso 3 Isernia 2 VALLE D’AOSTA 2 Nel 2024 Un aumento al 2 giugno rispetto allo stesso giorno del 2023 del 19,5% CHI MUORE Il 32% sono ultrasessantenni Gli stranieri sotto i 60 anni sui luoghi di lavoro sono il 35% Le capitali dei morti sul lavoro: quest’anno Bologna Brescia, Catania, Firenze Caserta, Bolzano, Trento Torino Regioni Lombardia, Campania Emilia Romagna e Sicilia 56 gli schiacciati dal trattore e alcuni altri mezzi agricoli nel 2023 167 65 gli autotrasportatori 53 i morti di fatica o stress da superlavoro tra operai/e, bracciati, autotrasportatori, medici, infermieri ecc. 52 i morti per infortuni domestici, soprattutto anziani soli (e abbandonati socialmente) Tantissime le donne che muoiono per infortuni, soprattutto in itinere: per la fretta, per la fatica del doppio e triplo lavoro, in itinere muoiono percentualmente molto più degli uomini 17 i boscaioli morti

Le province nel 2023

Le province nel 2023
guarda la situazione della tua provincia Morti sui luoghi di lavoro nelle province nel 2023 dalla più virtuale Livorno, a Rieti la peggiore

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

Grazie a tutta la redazione di Via delle Storie, a Giorgia Cardinaletti, a Giovanna Brausier

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

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domenica 30 agosto 2009

E' MORTO ANTONINO DI DIEGO A VIGNOLE BORBERA DI ALESSANDRIA. E' MORTO MAURIZIO BIANCALANI UN IMPRENDITORE DI 48 ANNI A QUARRATA DI PISTOIA

Alessandria E’ morto Antonino Di Diego di 34 anni. Antonino un operaio, è morto questa mattina in un incidente sul lavoro accaduto intorno alle otto alla Comei, una ditta di carpenteria metallica di Vignole Borbera, nell'alessandrino. Antonino Di Diego, abitante a Serravalle Scrivia, mentre stava effettuando la saldatura di una struttura in metallo, per cause in corso di accertamento, e' stato travolto e schiacciato dal pesante manufatto. Scattato l'allarme, sono subito intervenuti vigili del fuoco e i sanitari del 118 ma per l'uomo non c'e' stato nulla da fare. I carabinieri e i tecnici dello Spresal stanno eseguendo gli accertamenti per ricostruire le cause dell'incidente.

29 agosto Pistoia. E’ morto MAURIZIO BIANCALANI un co-titolare di una ditta
che produce materiale plastico. di 48 anni. L’incidente mortale sul lavoro si è verificato la scorsa notte a Quarrata, in provincia di Pistoia. BIANCALANI, co-titolare di una ditta che produce materiale plastico la Va. Ma., ha perso la vita schiacciato da un carico, mentre si trovava a lavorare all'interno dello stabilimento.

venerdì 28 agosto 2009

LETTERA IN RICORDO DI DANIELE MELIS, BRUNO E LUIGIUN

Ciao, la tua lettera è toccante e la morte di tuo fratello, e quella di bruno e luigiun come quella di tantissimi altri lavoratori deve servire ad evitare che l'uomo, come tu dici, non sia trattato solo come merce. metterò la tua lettera nella pagina di oggi. Ciao Carlo Soricelli
Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul post "ACCENDI UNA CANDELA O UNA LAPIDE VIRTUALE IN OMAG...": ciao ragazzi sicuramente vi ricorderete l'incidente avvenuto il 26 maggio alle saras raffineria situata in sarroch(ca) sono il fratello di Daniele Melis uno dei tre operai morto per colpa delle esalazioni tossiche sprigionatesi all'interno di un accumulatore di gasolio.Un mio pensiero va prima di tutto a mio fratello Daniele e ai suoi coleghi Bruno e Luigiun secondo pensiero va alle persone che taciono e non sanno ammetere il vero terrore che ogni giorno gli accompagna nelle raffinerie di tutto il mondo ormai la vita di un uomo è diventata un oggetto di scambio con il denaro "sei morto l'azienda pagherà la tua morte" purtroppo sta succedendo questo e chiunque leggerà queste due righe lo potrà confermare.Ma non dobbiamo dimenticarci dell'umiltà di queste persone e lottare contro questi grandi colossi industriali affinche facciano sicurezza a norma di legge perchè la vita di una persona non può e non potrà mai essere paragonata al denaro.Ragazzi noi vivi dobbiamo far si che queste morti bianche non accadano più lottiamo lottiamo lottiamo per continuare a vivere perchè la vita nessuno ha diritto di togliercela. ciao Dani grazie per essere stato mio fratello ti ringrazio per questo il mio dolore servirà affinchè la tua dignità non ti sarà restituita ciao Dani un giorno sono sicuro che ci ricontreremo.un BACIO

SAVONA, 28 AGO -e' morto Gheorge Wladut Asavei un romeno di 28 anni.Gheorge e' morto in seguito a un incidente sul lavoro a Bardineto, nel Savonese, in circostanze da chiarire. Un bosniaco di 38 anni, coinvolto forse nello stesso incidente, e' invece ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. I due, impiegati con un regolare contratto in un agriturismo della zona, potrebbero essere stati investiti da un trattore o un altro mezzo agricolo mentre erano impegnati in qualche lavoro nei campi.

Potenza 28 ago E’ morto Cezar Ungurianu, rumeno di 30 anni. Cezar è morto a Genzano di Lucania (Potenza) dopo essersi ribaltato con il trattore. Cezar era domiciliato proprio presso l’azienda agricola in località Monteserico

mercoledì 26 agosto 2009

E' MORTO UN GIOVANE OPERAIO A MILANO

Milano, 26 ago E’ MORTO un giovane operaio sciacciato da una scala mobile. Il giovane operaio15,30, stava lavorando in via Argentia a Gorgonzola, comune in provincia di Milano. Era impegnato nella manutenzione del sistema elettrico di una pedana che consente l'accesso dei veicoli nei garage di uno stabile quando, per motivi ancora da accertare, la pedana gli ha schiacciato la gabbia toracica uccidendolo sul colpo. L'operaio era supino con il viso rivolto verso il basso quando e' stato colpito. Inutile il tentativo di rianimazione degli uomini del 118. I carabinieri sono a lavoro per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente

domenica 23 agosto 2009

E' MORTO A IMOLA DI BOLOGNA VICTOR PINCICAN. E' MORTO VINCENZO FACCHINETTI A LECCO

Bologna 20 agosto E’ morto Victor Pintican operaio rmeno di soli 21 anniin un incidente all'una di notte ci porta a supporre che le norme sull'orario di lavoro siano state violate". E' l'ipotesi avanzata da Domenico Giagnacovo, segretario della Flai-Cgil di Imola, dopo l'incidente mortale che la scorsa notte ha coinvolto il giovane operaio rumeno Victor Pintican. Pintican è morto questa notte mentre stava lavorando. Era regolarmente assunto con contratto stagionale nell'azienda agricola "Sapori della natura" di Sesto Imolese, ditta che produce pesche e commercializza i suoi prodotti con il marchio Brusa. L'incidente è avvenuto all'1.35. Il ragazzo stava guidando un muletto, spostando e caricando delle casse di frutta assieme ai suoi colleghi. Il muletto si sarebbe ribaltato e avrebbe schiacciato l'operaio. L'intervento del 118 non è servito: il giovane è morto. Forse non indossava la cintura di sicurezza e il muletto viaggiava a velocità troppo alta.Per le indagini coordinate dalla pm Laura Sola della procura di Bologna, sono all'opera i sanitari della medicina del lavoro di Imola e i carabinieri dell'ispettorato del lavoro.

Lecco 19 agosto E' morto Vincenzo Facchinetti all'ospedale di Lecco l'operaio edile di 62 anni di Cerete (Bergamo) che era rimasto gravemente infortunato lo scorso 20 luglio in un incidente sul lavoro in un cantiere di Primaluna (Lecco), in Valsassina. L'operaio era ricoverato dal giorno dell'infortunio - una caduta dalla scala da un'altezza di circa tre metri con trauma cranico ed encefalico - in neurorianimazione in prognosi riservata. Oggi il magistrato di turno dovrebbe stabilire i tempi di concessione del nullaosta dopo gli esami sulla salma.

lunedì 17 agosto 2009

E' MORTO GERARD CARRASCO HUANAN OPERAIO PERUVIANO A PERUGIA

Lucca 17 agosto. E’ morto German Gerardo Carrasco Huanan Incidente mortale sul lavoro a Sant'Alessio (Lucca), dove un operaio di 53 anni e' morto cadendo dal tetto di un oleificio. La vittima e' il 53enne, di origine peruviana. L'incidente si e' verificato ieri, ma la notizia e' stata diffusa solo oggi. La vittima, secondo quanto ricostruito, stava sostituendo la copertura del tetto della ditta, ora chiusa per ferie, quando e' scivolato, facendo un volo di sette metri. Il 53enne e' morto poco dopo il suo ricovero all'ospedale di Lucca.

Tanti morti anche in agosto

Messina E’ morto Antonio Fachile di 37 anni. Antonio di 37 anni, residente a Capo d'Orlando, ha perso la vita in un incidente sul lavoro avvenuto oggi in un'azienda per la lavorazione del marmo di proprieta' del padre. L'uomo stava spostando una grossa lastra di marmo a bordo di un muletto quando, per cause ancora da accertare, il mezzo si sarebbe impennato su un fianco, sbalzando il conducente fuori dalla cabina di guida, mentre il pesantissimo carico di marmo e lo stesso muletto lo hanno schiacciato. Fachile e' stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale di Sant'Agata di Militello e presentava lo schiacciamento della gabbia toracica e dell'addome e a nulla sono valsi i tentativi di strapparlo alla morte. Sulla vicenda indagano i carabinieri della Compagnia di Sant'Agata.
Pescara, 13 ago E’ morto Nicola Pavone operaio di 48 anni. Nicola stava lavorando sul tetto di un capannone coperto in parte con lastre di plexiglass. All'improvviso, forse anche per la rottura della lastra, e' precipitato da un'altezza di 10 metri battendo violentemente a terra la testa. Inutili i soccorsi scattati immediatamente perche' Pavone ha cessato di vivere quasi subito per le gravi ferite riportate.

Messina E’ morto Nicola Caprino un ragazzo di 17 anni. Giuseppe è morto folgorato mentre lavorava all'esterno di una villa a Gaggi, in provincia di Messina. Il giovane aiutava il padre durante la stagione estiva, a conclusione dell'anno scolastico. Mentre tagliava con una motosega una mattonella, l'ultima prima della pausa pranzo, ha preso in mano un cavo elettrico ed è rimasto folgorato. I carabinieri stanno indagando per accertare eventuali responsabilità nella tragedia e l'osservanza delle norme di sicurezza sui luoghi del lavoro. Il titolare della ditta è il padre della giovanevittima. lastra.

PAVIA - È morto Davide Achilli vigile del Fuoco. Davide di 39 anni com­piuti il 5 luglio scorso, ha finito lì la sua vita e il suo sogno, co­ronato poco più di un anno fa: un sogno di quelli su cui, a vol­te, si scherza, perché è comune a tanti bambini. Ma qualche adulto, poi, lo realizza per dav­vero: diventare vigile del fuo­co. Come Davide, tornato dalle macerie del terremoto d’Abruz­zo appena una settimana fa, at­torno al quale tutta Voghera si è da subito stretta. Il papà Ago­stino, il comandante di Pavia Fabrizio Piccinini, il suo capo­squadra Giuseppe Pillucci. E poi il comandante regionale Antonio Monaco a nome dei 3 mila vigili del fuoco lombardi affiancati da 2 mila volontari. Nella «sua» caserma al 10 di via Turati («qui veniva a fare i turni anche saltando i giorni di riposo», ricordano i colleghi), venerdì la camera ardente per l’ul­timo saluto. Venerdì pomeriggio alle 16, il funerale solenne in duomo, con il vescovo di Tortona Marti­no Canessa. Ci vuole un po’ di tempo per raggiungere questo angolo di Lombardia vicino al confine con l’Emilia, famoso per i riti della Settimana Santa. L’incen­dio nel capannone - Crotta è anche il nome dell’azienda che ne è proprietaria - era partito verso le 20.30, quando ancora non era buio del tutto. L’inchie­sta della procura cercherà di spiegarne il perché. Gli abitan­ti sono corsi subito, a vedere: con paura, anche per le cister­ne di gasolio che tuttavia non hanno preso fuoco. I dispositi­vi di chiusura hanno «sfiata­to», hanno fatto il loro dovere. I pompieri sono arrivati da Vo­ghera e da Broni verso le 22, quando le fiamme erano già al­te: anche dall’altra parte della valle le vedevano bene. Hanno cominciato subito a lavorare, ad aggirare il capannone avvol­to dalle fiamme: quando il mu­ro alto quasi 5 metri gli è crolla­to addosso, senza che alcuno dei suoi compagni, al momen­to, se ne avvedesse, Davide stringeva nelle mani la lancia. I vigili del fuoco impegnati, in quel momento, erano sei. C’è stato il crollo, la prima ri­chiesta per l’ambulanza: erano quasi le dieci e mezza. Massi­mo Bernuzzi, un volontario («ma tra di noi che differenza c’è: volontari o no, il lavoro non cambia») del distaccamen­to di Broni è ferito, il crollo del l’ha travolto. È lui a dare l’allar­me: anche Davide è sotto. Si fa la conta, è vero, manca un vigi­le: «È stato un secondo», dice Pierangelo, uno degli abitanti di Crotta, usciti dalle case - poche decine - spaventati, a vedere. Alle 23 e qualche minu­to se ne va l’ambulanza con Da­vide. I suoi colleghi vanno avanti a lavorare: ci vorranno ancora delle ore per domare il fuoco.
Roma e’ morto un impiegato di 28 anni dopo essere andato a verificare i lavori sul tetto di un capannone. Il giovane addetto al servizio commerciale di un'azienda che opera in un cantiere edile in via della Arti a Fiumicino, è morto ieri sera dopo essere caduto dal tetto di un capannone. L'uomo era salito sulla struttura per fare delle fotografie che avrebbero dovuto documentare lo stato di avanzamento dell'intervento. La sua società, infatti, aveva appaltato ad una ditta la rimozione della copertura in amianto del capannone, e l'impiegato doveva verificare a che punto fosse l'opera. L'uomo è caduto dal tetto ed è morto sul colpo. I carabinieri della stazione di Fiumicino stanno cercando di ricostruire la dinamica dell'incidente

Forlì Cesena E’ morto un agricoltore di 62 anni è morto schiacciato sotto al suo mezzo.
Caserta E’ morto Marco Taglenti operaio di 35 anni. Tragico incidente sul lavoro ieri mattina a Caserta. Un operaio è morto precipitando dalla cima di un capannone posto all'interno della Firema Trasporti. Un volo di dieci metri che ha causato ferite talmente gravi da provocare la morte di Marco. Marco Taglienti, residente a Monte San Giovanni Campano (in provincia di Frosinone) è deceduto un'ora dopo il ricovero nell'ospedale civile di Caserta dove era stato trasportato d'urgenza ieri mattina dopo il terribile incidente. Marco Taglienti lavorava per l'azienda Edil pittura Sorana con sede legale a Pescosolido (provincia di Frosinone). La ditta è specializzata nella rimozione dell'amianto. E proprio per questo tipo di lavoro era stata ingaggiata dalla Firema Trasporti per mettere in sicurezza un capannone. Pare che quello di ieri fosse l'ultimo giorno di lavori previsto per la squadra di operai.
Pistoia. E’ morto un edile, l'altro ferito. I due muratori si trovavano all'interno di un fossato di tre metri di profondità e di un metro e mezzo di larghezza, quando il terreno ha ceduto. Stavano togliendo l'armatura a un muro davanti a uno scannafosso profondo tre metri e mezzo. Il terreno alle spalle dei due giovani muratori calabresi è franato seppellendoli. Uno è morto, un altro è rimasto ferito alle gambe. L'incidente sul lavoro è avvenuto questa mattina intorno alle 9 a Casalguidi, vicino a Serravalle Pistoiese. L'operaio deceduto aveva 45 anni ed era padre di tre figli. I due, al lavoro per una ditta edile che ha sede a Firenze, si trovavano all'interno di un fossato di tre metri di profondità e di un metro e mezzo di larghezza. Sul posto sono subito intervenuti i medici del 118 e tre squadre dei vigili del fuoco. Prima è stato estratto l'operaio ferito alle gambe, poi scavando per un'ora l'altro operaio

giovedì 6 agosto 2009

E' MORTO GIUSEPPE GALLO A GENOVA. E' MORTO GAETANO MONTANINO A NAPOLI. E' MORTORASID BASIC A BERGAMO. E' MORTO MICHELE BORELLI A CAMPOBASSO

Genova, 5 ago. E’ morto Guliano Gallo operaio. Giuliano era di Milano ma abitava a Savona Giuliano è morto oggi nel porto di Genova in seguito ad una cadutadall'albero di uno yacht che stava riparando al Molo Giano. Lasalma, dopo il nulla osta del pm Paola Calleri del tribunale di Genova, e' stata trasferita all'isitituto di medicina legaledell'ospedale San Martino dove sara' sottoposta ad autopsia.

NAPOLI - E' MORTO GAETANO MONTANINO. E’ stato arrestato uno dei due presunti assassini della guardia giurata uccisa nella notte in città. Si tratta di D.C., 28 Anni, pregiudicato, rimasto ferito anche lui nella sparatoria e portato dal complice in ospedale. Lo rende noto la questura. Sono ancora in corso le ricerche dell'altro malvivente. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Gaetano Montanino, di 45 anni, è rimasto vittima di un tentativo di rapina insieme al collega Fabio De Rosa, 25 anni, rimasto ferito gravemente, ma non è in pericolo di vita. Le due guardie giurate, in forza all'istituto "La Vigilante", durante il loro turno di servizio sono state affrontate da due persone in sella ad uno scooter, con i volti coperti dai caschi. I malviventi, senza dire una parola, avrebbero subito iniziato a sparare colpendo a morte Gaetano Montanino e ferendo il suo collega. Sulla vicenda indagano gli agenti della squadra mobile della questura di Napoli. Sul posto è stata trovata una pistola con la matricola abrasa, probabilmente usata dai criminali.

BERGAMO E’ MORTO RASID BASIC Un operaio bosniaco di 58 anni. Rasid, è morto dopo essere stato investito da un mezzo pesante nel cortile della fabbrica dove lavorava, in provincia di Bergamo. L'incidente è avvenuto alla Lucchini sidermeccanica spa. Basic è stato travolto da un autocarro guidato da un autista tedesco. Sul posto è intervenuto anche un elicottero del 118, ma per l'operaio non c'è stato niente da fare. L'uomo era sposato e padre di due figli.

CAMPOBASSO. E’ MORTO Michele Borrelli, papà dell'ex sindaco di San Giuliano di Puglia. L'incidente, con tutta probabilità, è avvenuto in serata, ma la scoperta del cavadere è stata fatta solo poco prima della mezzanotte. Borrelli, 76enne, come suo solito, stava lavorando nel podere di famiglia. L'uomo è salito sul trattore ed ha cominciato ad arare i campi. Ad un certo punto, lungo un tratto in leggera pendenza, il trattore si è ribaltato. E per l'uomo non c'è stato nulla da fare. A dare l'allarme, in serata, sono stati i familiari di Borreli, che non lo hanno visto rientrare a casa al solito orario. E così, i familiari, hanno immediatamente allertato gli uomini del 118 che si sono recati sul luogo della tragedia. Una volta qui però il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso del 76enne. Borrelli, con tutta probabilità, infatti era già morto da un paio d'ore. Sul posto, oltre ai familiari ed ai sanitari, sono poi arrivati anche i rappresentanti delle forze dell'ordine, i quali hanno proceduto ad effettuare tutti i rilievi del caso per accertare le cause dell'incidente. E non è escluso che la perdita di controllo sia stata causata da un malore. La salma del 76enne è stata poi portata all'obitorio. Nella giornata odierna invece dovrebbero svolgersi, presso la Chiesa madre del paese, i funerali dell'uomo. Una tragedia che in poche ore ha fatto immediatamente il giro del paese colpito duramente dal sisma del 2002

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?