Morti sul lavoro in Italia nel 2021

Al 16 gennaio 2022 sono morti dall’inizio dell’anno 31 lavoratori, 15 di questi sui luoghi di lavoro; 3 in Veneto, due in Lombardia. E’ morto il terzo agricoltore schiacciato dal trattore, dopo il 39enne di Campobasso, un 38enne a Cosenza, il 14 e 15 gennaio hanno perso la vita tre autotrasportatori. Report morti sul lavoro nell’intero 2021 Nel 2021 sono morti 1404 lavoratori per infortuni sul lavoro, di questi 695 sui luoghi di lavoro, con un aumento del 18% sui luoghi di lavoro rispetto all’anno 2020, ma l’anno scorso c’è stato il fermo covid (nel nostro monitoraggio non ci sono i lavoratori morti per infortuni da covid). Rispetto al 2008 anno di apertura dell’Osservatorio l’aumento dei morti sui luoghi di lavoro è del 9%. In questi 14 anni non c’è stato nessun miglioramento, nonostante lo Stato attraverso i suoi Istituti ha speso miliardi di euro per la Sicurezza. INAIL dall’inizio dell’anno al 30 novembre ha ricevuto 1116 denunce per infortuni mortali (mancano i morti di dicembre), ma ricordiamo che molte categorie di lavoratori non sono assicurati a questo Istituto e quindi questi morti non vengono rilevati: poi ci sono i morti in nero. La situazione delle varie province e regioni, con relativi morti per infortuni sui Luoghi di lavoro escluso itinere la trovate qui sotto. Le categorie con più morti sul lavoro sono: L’Agricoltura che ha il 30,22% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, di questi ben il 75% sono stati schiacciati dal trattore, 158 complessivi a morire in modo così orrendo, e l’età varia dai 14 agli 88 anni. Il 22% di tutti i morti sui Luoghi di Lavoro di tutte le categorie ha perso la vita schiacciato da questo mezzo. L’edilizia ha il 15% dei morti sul totale, di queste per la maggioranza sono provocate da cadute dall’alto, sono moltissimi i morti in nero in questa categoria, soprattutto nelle regioni del sud, ma non solo. Autotrasporto Rappresentano il 10,75 di tutti i morti sui luoghi di lavoro: in questa categoria sono inseriti tutti i lavoratori che guidano un mezzo sulle strade e autostrade (gli autotrasportatori morti sulle autostrade non sono inseriti nei morti delle province), i morti in questa categoria sono aumentati di molto; non sarà un caso che è aumentato in modo esponenziale il trasporto su gomma dovuti agli acquisti on line. Industria Rappresentano il 5,89% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, sono relativamente molto pochi; in questa categoria abbiamo inserito le industrie di tutte le categorie (esclusa edilizia). I morti in questa categoria sono quasi tutti nelle piccole e piccolissime aziende dove non è presente il Sindacato o un responsabile della Sicurezza, Nelle medie e grandi aziende i morti sono quasi inesistenti, quei pochi sono tutti lavoratori che lavorano all’interno dell’azienda stessa ma che non sono dipendenti diretti, ma di aziende appaltatrici: le aziende e i sindacati devono accertarsi che questi lavoratori, che svolgono generalmente lavori pericolosi, svolgono il loro lavoro in sicurezza e siano tutelati come i dipendenti. In alcune grandi aziende emiliane i datori di lavoro hanno fatto accordi col sindacato per tutelare meglio questi lavoratori in appalto. Artigiani una miriade di lavoratori artigiani o di loro dipendenti perdono la vita lavorando, elencare i lavori che svolgevano questi morti per infortuni diventerebbe molto dispersivo per chi legge il report. Ricordiamoci anche di poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco che hanno perso la vita lavorando: anche questi lavoratori non sono assicurati all’INAIL. Età delle vittime È impressionante vedere che i morti sui Luoghi di Lavoro (escluso itinere) che hanno più di 61 anni sono oltre il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro; i morti da questa età in su sono soprattutto in agricoltura, in edilizia e tra gli artigiani. Non si può far svolgere lavori pericolosi a lavoratori anziani. Ma ci sono anche molti giovani di vent’anni a morire sul lavoro, soprattutto precari, che hanno perso la vita quest’anno, non solo Luana D’Onofrio ma anche altre decine di giovani che svolgevano lavori pericolosi senza nessuna preparazione, e con il rischio di venir licenziati se avevano da ridire sui lavori pericolosi che dovevano svolgere. Nazionalità delle vittime rappresentano il 6,5% di tutti i morti sui luoghi di lavoro: c’è stato un netto calo delle morti tra gli stranieri rispetto agli anni precedenti, probabilmente a causa della pandemia. Gli anni precedenti al covid erano sempre intorno al 10%. Sono lavoratori marocchini, albanesi e romeni gli stranieri con più morti. Qui sotto i morti in ogni provincia e regioni italiane. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Nazionale morti sul lavoro OSSERVATORIO NAZIONALE MORTI SUL LAVORO Aperto dal 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli con lavoro volontario http://cadutisullavoro.blogspot.it Morti sul lavoro nel 2021 al 31 dicembre. Ci sono stati 1404 morti complessivi per infortuni sul lavoro, 695 sono morti sui luoghi di lavoro, gli altri sulle strade e in itinere, che sono considerati a tutti gli effetti morti sul lavoro dalle Istituzioni, non ci sono in questi numeri i lavoratori morti per covid. Aperto il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. I morti sui luoghi di lavoro sono da 14 anni tutti registrati in apposite tabelle excel con data della morte, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. Dal 1° gennaio 2008 anno di apertura dell’Osservatorio sono morti oltre 20000 lavoratori per infortuni per contatti carlo.soricelli@gmail.com L’unico sito che monitora in tempo reale i morti sul lavoro. 158 gli agricoltori schiacciati/e dal trattore nel 2021. Occorre aggiungere i morti per infortuni da coronavirus: 90 medici morti per coronavirus nel 2021 (368 totali dall’inizio epidemia) 80 gli infermieri in servizio. Il 70% dei lavoratori morti per infortuni sul lavoro da coronavirus sono donne. l’INAIL considera i propri assicurati morti a causa del coronavirus, come morti per infortuni sul lavoro, noi aggiungiamo anche gli altri che non lavorano nella Sanità. Curatore Carlo Soricelli tecnico metalmeccanico in pensione e pittore sociale da 50 anni. Su Facebook https://www.facebook.com/carlo.soricelli https://www.facebook.com/osservatorioindipendente/ https://www.instagram.com/pittorepranico/channel/?hl=it Qui sotto i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province (non ci sono i morti per covid). Non sono contati neppure i morti in itinere e sulle strade: tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro. Ma altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualità del fenomeno. NB nelle province e Regioni non ci sono i morti per infortuni provocati dal coronavirus I morti sul lavoro sono segnati nella provincia dove è avvenuto l’infortunio mortale e non in quella di residenza I morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province nel 2021: a questi occorre aggiungere almeno altrettanti lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro Lombardia 78 Milano (15), Bergamo (15), Brescia (15), Como (3), Cremona (2), Lecco (3), Lodi (1), Mantova (3), Monza Brianza (3), Pavia (9), Sondrio (4), Varese(4) CAMPANIA 70 Napoli (22), Avellino (12), Benevento (6), Caserta (13), Salerno (17) TOSCANA 55 Firenze (12), Arezzo (2), Grosseto (4), Livorno (3), Lucca (6), Massa Carrara (3), Pisa‎ (9), Pistoia (10), Siena (3) Prato(3) EMILIA ROMAGNA 53 Bologna (6), Rimini (4) Ferrara (5) Forlì Cesena (4) Modena (10) Parma (7) Ravenna (5) Reggio Emilia (10) Piacenza (1) PIEMONTE 53 Torino (17), Alessandria (11), Asti (3), Biella (2), Cuneo (17), Novara (1),Verbano-Cusio-Ossola() Vercelli (1) VENETO 51 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (14), Rovigo (1), Treviso (12), Verona (6), Vicenza (8) LAZIO 40 Roma (22), Viterbo (2) Frosinone (7) Latina (6) Rieti (3) CALABRIA 34 Catanzaro (7), Cosenza (16), Crotone (2) Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (3) PUGLIA 32 Bari (6), BAT (4), Brindisi (4), Foggia (4), Lecce (7) Taranto (7) SICILIA 30 Palermo (4), Agrigento (5), Caltanissetta (), Catania (5), Enna (1), Messina (6), Ragusa (8), Siracusa (1), Trapani‎ ()ABRUZZO 28 L'Aquila (5), Chieti (11), Pescara (1) Teramo (10) TRENTINO ALTO ADIGE 24 Trento (9) Bolzano (15) MARCHE 22 Ancona (4), Macerata (4), Fermo (1), Pesaro-Urbino (7), Ascoli Piceno (6) Fermo FRIULI VENEZIA GIULIA 15 Pordenone (2) Trieste (2) Udine (9) Gorizia (2) SARDEGNA 15 Cagliari (4) Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (1), Nuoro (6), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (2).Sulcis iglesiente () UMBRIA 9 Perugia (7) Terni (2) BASILICATA 9 Potenza (6) Matera (3) Molise 6 Campobasso (2) Isernia (4). LIGURIA 7 Genova (3), Imperia () La Spezia (2), Savona (2) VALLE D’AOSTA (3) Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

Translate (traduci nella tua lingua)

venerdì 29 maggio 2015

UN ALTRO ANZIANO AGRICOLTORE è MORTO SCHIACCIATO DAL TRATTORE IN PROVINCIA DI BOLOGNA E IN PIANURA

BOLOGNA, 28 MAG 2014 - Un pensionato di 84 anni è morto schiacciato da un trattore con cui stava lavorando a Madonna del Poggio di San Giovanni in Persiceto, nel Bolognese. I soccorsi sono stati chiamati verso le 16.30 dalla moglie. In via Carretta sono intervenuti 118, carabinieri e vigili del fuoco, ma per l'anziano non c'è stato nulla da fare. Il mezzo agricolo si sarebbe ribaltato per una manovra errata. Sono già 23 nel mese di maggio i morti schiAcciati dal trattore. Io faccio quello che posso, ma come richiesto tantissime volte ai ministri competenti: a Renzi, Poletti e Martina di fare una campagna infOrmativa sulla pericolosità del mezzo, di non fare usare questo mezzo pericolosissimo a persone che hanno un'età avanzata e non in perfetto stato di salute. ne va della loro vita. mi rivolgo ancora una volta ai familiari di chi guida questo mezzo. FATE ATTENZIONE A FARLO USARE AL VOSTRO CARO.CHIUNQUE ESSO SIA, MUOIONO ANZIANI MA ANCHE ADULTI GIOVANI E RAGAZZI. SE VOLETE BENE AL NONNO, AL PADRE, AL FIGLIO (FIGLIA) VIGILATE CHE IL TRATTORE SIA A NORMA CHE SIA DOTATO DI UNA CABINA PROTETTIVA IDONEA..

mercoledì 27 maggio 2015

Una casta parlamentare e politica che è indifferente a questa strage giornaliera.

Anche oggi due morti sui luoghi di lavoro. in provincia di Bolzano una giovane caporale maggiore degli alpini Alessia Chiaro è morta durante un'esercitazione. In provincia di Terni un giovane di 24 anni è morto travolto da una motopala. Una strage infinita che commuove ancora tante persone che hanno sensibilità. Sentimento che non hanno sicuramente i nostri parlamentari che si considerano abitanti di un altro pianete dove queste cose non capitano. Difatti è un altro mondo che ha perso i contatti con la realtà. E qui non si tratta di destra, sinistra, ma la stessa indifferenza li fa appartenere ad un'unica casta che di chi lavora poco importa.

martedì 26 maggio 2015

Un altro agricoltore è morto schiacciato dal trattore, siamo a 22 dal 1° maggio Festa dei lavoratori e inaugurazione dell'EXPO

26 maggio Ancora un morto schiacciato dal trattore in Provincia di Matera. la vittima di cui non si conosce ancora l'identità ha 48 anni. la tragedia a Turzi. anche in provincia di Brescia c'è stato un morto. Si tratta di Alessandro Boniotti di 62 anni che "dava una mano" al suo ex datore di lavoro nei lavori di giardinaggio. Boniatti è caduto da una scala mentre stava potando un arbusto o una siepe. ma chiamimo le cose come stanno, in tanti muoiono così mentre stavano "dando una mano". Si tratta molto probabimente di lavoro non assicurato che mette comunque nei guai chi commissiona il lavoro senza rendersi conto a cosa può andare incontro.

Una strage che non appare mai, sono i tantissimi lavoratori che muoiono sulle strade mentre vanno o tornano dal lavoro

In provincia di Avellino 5 edili sono morti in un incidente stradale. I lavoratori sono morti in un incidente stradale avvenuto lungo l'autostrada A16 Napoli-Canosa, all'altezza dell'uscita di Baiano. Il mezzo, con a bordo 9 operai, si è schiantato contro la cuspide che delimita l'uscita autostradale ed è finito nella scarpata vicina. Altre 4 persone sono rimaste ferite gravemente e sono state trasportate negli ospedali di Avellino e Nola. Le vittime, operai edili tra i 30 e i 55 anni, sono tutte del Napoletano. Noi dell'osservatori segnaliamo solo i morti sui LUOGHI DI LAVORO, è impossibile sapere con certezza quanti altri muoiono sulle strade e in itinere, ma sono almeno altrettanti. In tantissimi non appaiono perchè non sono assicurati all'INAIL, o lavorano in nero o hanno assicurazioni diverse.

mercoledì 20 maggio 2015

Le morti invisibili sul lavoro. La Toscana regione leader

Le morti invisibili sul lavoro Altri 3 agricoltori morti schiacciati dal trattore. Nelle province di Ancona, di Genova e di Grosseto che vede un numero incredibile di morti. La "civile" Toscana di Renzi e del "renzismo" è la prima regione in Italia per numero di morti sui luoghi di lavoro, più della Lombardia che più del doppio degli abitanti. Già 30 sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno in questa regione. Un triste primato, del resto da quando Renzi guida l'esecutivo i morti sul lavoro sono cresciuti nel 2014 del 12,5% rispetto al 2013 e oggi 20 maggio 2015 registriamo un aumento del 9,1% rispetto allo stesso giorno del 2014 che è stato un anno tragico e poi mai con tanti morti sul lavoro da quando il 1° gennaio 2008 ho aperto l'Osservatorio per rendere omaggio e ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp morti poche settimane prima a Torino. Per curiosità vado a vedere quanti morti avevamo registrato dal 1° gennaio al 20 maggio del 2008. Erano 208 contro i 234 di oggi. Da piangere. Un aumento anche rispetto a quell'anno dell'10,7%. Noi abbiamo sempre informato tutti di queste tragedie. Ma nessuno si muove per attenuarle. Poi un sospetto viene, ma non è che tutte queste leggi fatte contro i lavoratori come la Fornero e la Poletti (jobs act) oltre che togliere i diritti tolgono anche la vita a chi lavora? Ieri sera Travaglio parlava dalla Gruber dei "leccaculisti". Sono in tantissimi che pur di non disturbare e scrivere cose sgradevoli stanno in silenzio su queste tragedie e tirano fuori la lingua solo quando c'è da elogiare chi ha il potere. I toscani si ricordino anche di questo tragedie quando andranno alle urne. Ma Carlo Petrini e Linea Verde non hanno niente da dire sui 18 agricoltori morti schiacciati dal trattore dal giorno dell'inaugurazione dell'EXPO? E i tanti giornalisti che dicono di essere progressisti cosa fanno? Ma per l'opposizione di sinistra e di destra è mai possibile che anche per loro la vita di chi lavora non conta niente? Non paga elettoralmente parlare di queste cose?

martedì 19 maggio 2015

Inarrestabile la morte di agricoltori schiacciati dal trattore e il silenzio assassino della politica. Sono 47 dall'inizio dell'anno e 16 dal giorno dell'Inaugurazione dell'EXPO che ha lo slogan "Nutrire il Pianeta". Si del sangue dei lavoratori della terra.

VICENZA, 18 MAG - E' morto schiacciato dal trattore Marino Campagnolo un agricoltore di 51 anni. Campagnolo è morto schiacciato dal trattore che stava guidando, sulle colline della frazione Marsan di Marostica (Vicenza). Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Bassano, il Suem 118 e i carabinieri. L'incidente è accaduto nei pressi dell'abitazione della vittima.

venerdì 15 maggio 2015

Senza parole su queste stragi giornaliere che vedono piombare il paese a oltre 10 anni fa. Perdono la vita altri due lavoratori

Vicenza 15 maggio 2015 Muore per asfissia nel pozzetto di cui era rimasto prigioniero e poco dopo pure uno dei suoi soccorritori, un operaio edile ha fatto la stessa tremenda fine. Tragedia collettiva a Dueville, dove un Mario Pieropan è rimasto incastrato con la testa in un pozzetto della fognatura dell’azienda agricola della figlia. A rispondere alle sue grida di aiuto gli operai di un vicino cantiere, che sono riusciti a liberarlo prima dell’arrivo dei vigili del fuoco e Suem. Ma purtroppo per lui non c’era più niente da fare. Stessa sorte per Antonio Zanocco di 55 anni uno dei lavoratori del vicino cantiere di Villa Rossi a Monticello Conte Otto.Tornato al lavoro e’ stato colto da malore in auto assieme al figlio. I colleghi hanno richiamato subito il personale del Suem che, nonostante le manovre di rianimazione, non hanno potuto che constatarne la morte. Sul posto, per accertare le esatte dinamiche, gli agenti della polizia locale.

giovedì 14 maggio 2015

Trallalero-trallalà.qui in questo Paese tutto va. Altri 6 lavoratori morti ieri in Italia nell'indifferenza su tutto quello che è sociale. A ridateci Berlusconi, almeno lui sappiamo che interessi ha da difendere

ieri sono morti sei lavoratori. Un silenzio mediatico e politico "vomitevole". Dei tre operai napoletani che sono morti nella fabbrica di fuochi d'artificio praticamente non ne ha parlato nessun TG. Neppure il TG3 delle 19 diretto dalla Belinguer. Si sono tutti adeguati al nuovo corso renziano dove l'ottimismo, pur avendo risultati disastrosi in tutti i campi, deve regnare sovrano. Già l'anno scorso si era arrivati a un picco di morti sul lavoro incredibile col suo +12.5% sui luoghi di lavoro rispetto al 2013. addirittura praticamente gli stessi morti del 2008 e questo nonostante la perdita di milioni di posti di lavoro. In agricoltura c'è una strage giornaliera di agricoltori, schiacciati dal trattore: ben 12 dall'inizio del mese e 45 dall'inizio dell'anno. Una vergogna che il Ministro Martina che ha la competenza delle politiche Agricole non se ne occupa, sempre in giro a inaugurazioni, ma per la vita di chi lavora sui campi non spende neppure una parola. Eppure era stato avvertito, lui il Ministro Poletti e il Primo Ministro Renzi che "cinguetta" su tutto a febbraio sull'imminente strage. Come del resto avevo fatto a Febbraio 2014, anno che ha visto morire ben 152 agricoltori schiacciati dal trattore. Ma la politica tutta è complice, ci sono delle Commissioni al Senato specifiche, ma cosa fanno? Torniamo alle morti per infortuni di ieri. Sono state altre 3 in diverse province italiane. In provincia di Ancona è morto un operatore ecologico dopo molti giorni d'agonia. In provincia di Potenza un giovane di 34 anni è morto schiacciato da un escavatore mentre stavano lavorando a un invaso. In provincia di Latina è morto dopo oltre due mesi d'agonia un altro agricoltore che aveva avuto il braccio "stritolato" da un macchinario agricolo.

mercoledì 13 maggio 2015

Sono 3 i morti in provincia di Napoli nella fabbrica di fuochi d'artificio. Un altro agricoltore è morto schiacciato dal trattore in provincia di Prato.

NAPOLI 13 maggio 2015 Sono saliti a 3 i morti nella Fabbrica di Fuochi d'Artificio in provincia di Napoli. Dopo il decesso di Luigi Capasso, 45 anni, morto sul colpo, e Gabriele Vallefuoco, 66enne, deceduto presso l’ospedale La Schiana di Pozzuoli, entrambi dipendenti della ditta, è spirato uno dei titolari, Raffaele Schiattarella, 55 anni. L’uomo era ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale Cardarelli di Napoli nel reparto grandi ustioni. Resta sempre gravissimo un altro ferito, Salvatore Schiattarella, anch’egli ricoverato nel nosocomio partenopeo. Ci sono almeno altre due persone ricoverate in altri nosocomi della zona che, però, non sarebbero in pericolo di vita, sebbene in condizioni critiche. Le indagini di polizia e vigili del fuoco per accertare cosa abbia provocato la forte deflagrazione che ha poi scatenato un violento incendio all’interno della fabbrica. I Vigili del Fuoco hanno completato la messa in sicurezza della fabbrica domando le fiamme e recuperando tutti i feriti. Prosegue, però, il lavoro di accertamento per ricostruire quanto avvenuto e se vi siano state leggerezze o non siano state rispettate le regole di sicurezza. Come dalle statistiche in nostro possessso, elaborate nel corso di questi otto anni di monitoraggio dei morti sul lqvoro era prevedibile un'latra strage collettiva di lavoratori che puntualmente si verifica dopo un ceto periodo di tempo. Purtroppo non è prevedibile dove ci sarà e in che comparto. ma aziende come queste corrono unrischio fortissimo se non si applicano tutte le normative sulla Sicurezza, che pesso sono solo dei "bei manuali" da leggere, ma spesso non applicati. Segnaliamo l'ennesima morte causate dal trattore in Toscana. Regione che detitene il triste primato delle morti sui luoghi di lavoro che con la morte di Alberto Guidoreni di 50 anni della provincia di Prato si arriva allo strabiliante numero di 29 lavoratori morti.

martedì 12 maggio 2015

Un altro agricoltore schiacciato dal trattore anche oggi, sono già 10 in questi primi 12 giorni di maggio e 44 dall'inizio dell'anno.

Continua la strage di agricoltori schiacciati dal trattore nell'indifferenza del nostro Ministro Martina. Questa volta è toccato ancora una volta a un agricoltore toscano della Provincia di Arezzo che è morto schiacciato dal mezzo oggi. la vittima Fabio Barbagli aveva 65 anni. Con Barbagli arriviamo a contare già 44 morti schiacciati dal trattore dall'inizio dell'anno e ben 10 in questi primi 12 giorni de maggio. Una strage infinita che non preoccupa chi ci governa. Una vergogna se si pensa che il nostro paese ha quest'anno l'EXPO che ha lo slogan "nutrire il pianeta". Si può dire amaramente che la terra italiana è nutrita dal sangue dei nostri agricoltori. Non senti mai il Ministro Martina preoccuparsi di questo eppure è il Ministro delle Politiche Agricole e dovrebbe essere suo dovere occuparsene. E' tra l'altro stato avvertito dall'Osservatorio anche quest'anno a febbraio dell'imminente strage. ma vergogna anche per le organizzazioni di categoria che non prendono posizioni forti. Per non parlare poi delle trasmissioni televisive che fanno vedere il nostro Paese come un Eden per chi lavora la terra. Vergogna. Un altro lavoratore è morto travolto da un tir sulla salerno Avellino, in direzione Avellino. Stava facendo manutenzione del verde in quel tratto.

Governo forte con i deboli e debole con i forti

La strage per infortuni continua senza sosta, apprendiamo della morti di altri due lavoratori, di Sandro Cali un edile di 70 anni (avete capito bene?) che è caduto da un tetto in provincia di La Spezia. A 70 anni ancora a lavorare sui tetti? Un agricoltore è rimasto schiacciato dalle ruote di un trattore alla veneranda età di 82 anni in provincia di Grosseto. Sono già 42 dall'inizio dell'anno. Ma una campagna informativa rivolta ai familiari di questi anziani sulla pericolosità del mezzo non è possibile farla? la chiedo da anni, ma anche qui le priorità sono altre, fare un twitter su queste stragi non dà un'immagine positiva al nostro dinamico Presidente del Consiglio e a i Ministri Martina e Poletti, soprattutto molto attivi a togliere i diritti a chi lavora come con il Jobs act. che crea solo lavoro precario e rischioso per l'impossibilità di opporsi a richieste che creano pericoli. Oltre ovviamente a stipendi da fame. Avanti così caro Nostro Paese che è sempre più forte con i deboli e debole con i forti.

lunedì 11 maggio 2015

Un altro lavoratore romeno è morto in edlizia

11 maggio 2015 E' morto Un operaio romeno di 40 anni, A.J. che è morto dopo essere stato trasferito in gravi condizioni all'ospedale San Salvatore dell'Aquila per un trauma causato dalla caduta dal tetto di un capannone. La tragedia sul lavoro e' avvenuto nella tarda mattinata in un capannone. Secondo una prima ricostruzione dell'incidente, l'operaio sarebbe precipitato da un'altezza di circa dieci metri circa a causa del cedimento della copertura del tetto della struttura. Sul posto sono subito intervenuti i medici del 118 in elicottero.Purtroppo la vittima è deceduta dopo poco il ricovero a causa delle gravi lesioni riportate. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra volante della Questura e gli ispettori della Asl. Il capannone verra' utilizzato nei prossimi giorni per ospitare gli alpini in occasione dell'88/esima adunata nazionale.

Altri 3 lavoratori morti, questa volta tutti concentrati nel sud del Paese

Altri tre lavoratori sono morti in questi ultimi due giorni, tutti nelle regioni meridionali. Un agricoltore è morto schiacciato dal trattore in provincia di Palermo, un altro è morto in provincia di Benevento schiacciato da una trebbiatrice. Un edile di 65 anni è morto in provincia di Matera schiaccito anche lui dal mezzo su cui lavorava.

mercoledì 6 maggio 2015

Continua la strage di agricoltori schiacciati dal trattore nell'indifferenza della politica e della nostra classe dirigente. scoperta dopo alcuni giorni la morte di Antonio Dell'Oste schiacciato dal trattore

6 maggio 2015 Apprendiamo della morti di altri due agricoltori schiacciati dal trattore. in provincia di Roma è stata allucinante la morte di Antonino Dell'Oste. E' rimasto schiacciato sotto al trattore che stava guidando mentre lavorava il proprio campo di grano a Ciampino. I parenti non avevano notizie da alcuni giorni. La macabra scoperta intorno a mezzogiorno di martedì 5 maggio, quando il corpo privo di vita è stato scoperto dal marito della figlia. In provincia di verona è morto sempre schiacciato dal trattore un sessantotenne di cui non conosciamo ancora l'identità

martedì 5 maggio 2015

Purtroppo siamo a registrare anche oggi 5 morti sui luoghi di lavoro

05-mag In provincia di Catanzaro è morto Giuseppe Marino 67 è caduto in un burrone mentre lavorava in un terreno di sua proprietà 05-mag In quella di Livorno è morto schiacciato dal trattore Ado Bellagamba 78 05-mag a La Spezia un operaio italiano di 42 anni è morto dopo un'esplosione in un cantiere di La Spezia Moggiano 05-mag In provincia di Grosseto Andrzej Bogdan polacco di 41 è morto cadendo da 5 metri d'altezza dal tetto di una villetta 05-mag a Massa Carrara è morto Franco Bernardini 67 travolto dall'albero che stava tagliando

sabato 2 maggio 2015

Ancora due morti sul lavoro anche oggi

Anche oggi registriamo due morti sul lavoro. In provincia di Grosseto è morto Afrim Feka un macedone di 43 anni schiacciato da un tronco d'albero che tagliava. In provinci di Benevento la 36 vittima schiacciata dal trattore. Si tratta di Vincenzo D'Onofrio di 79 anni.
RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti, con riproduzioni di opere di Carlo Soricelli

E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti, con riproduzioni di opere  di Carlo Soricelli
E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti Aionici di Carlo Soricelli, con riproduzioni di opere, se qualcuno è interessato a leggerlo mi mandi una mail a carlo.soricelli@gmail.com verrà spedito gratuitamente per PDF. se qualche editore è interessato alla pubblicazione contattarmi

Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro

Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro
https://soricellifioriscolpiti.blogspot.com/

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.