Morti sul lavoro in Italia nel 2021

Al 16 gennaio 2022 sono morti dall’inizio dell’anno 31 lavoratori, 15 di questi sui luoghi di lavoro; 3 in Veneto, due in Lombardia. E’ morto il terzo agricoltore schiacciato dal trattore, dopo il 39enne di Campobasso, un 38enne a Cosenza, il 14 e 15 gennaio hanno perso la vita tre autotrasportatori. Report morti sul lavoro nell’intero 2021 Nel 2021 sono morti 1404 lavoratori per infortuni sul lavoro, di questi 695 sui luoghi di lavoro, con un aumento del 18% sui luoghi di lavoro rispetto all’anno 2020, ma l’anno scorso c’è stato il fermo covid (nel nostro monitoraggio non ci sono i lavoratori morti per infortuni da covid). Rispetto al 2008 anno di apertura dell’Osservatorio l’aumento dei morti sui luoghi di lavoro è del 9%. In questi 14 anni non c’è stato nessun miglioramento, nonostante lo Stato attraverso i suoi Istituti ha speso miliardi di euro per la Sicurezza. INAIL dall’inizio dell’anno al 30 novembre ha ricevuto 1116 denunce per infortuni mortali (mancano i morti di dicembre), ma ricordiamo che molte categorie di lavoratori non sono assicurati a questo Istituto e quindi questi morti non vengono rilevati: poi ci sono i morti in nero. La situazione delle varie province e regioni, con relativi morti per infortuni sui Luoghi di lavoro escluso itinere la trovate qui sotto. Le categorie con più morti sul lavoro sono: L’Agricoltura che ha il 30,22% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, di questi ben il 75% sono stati schiacciati dal trattore, 158 complessivi a morire in modo così orrendo, e l’età varia dai 14 agli 88 anni. Il 22% di tutti i morti sui Luoghi di Lavoro di tutte le categorie ha perso la vita schiacciato da questo mezzo. L’edilizia ha il 15% dei morti sul totale, di queste per la maggioranza sono provocate da cadute dall’alto, sono moltissimi i morti in nero in questa categoria, soprattutto nelle regioni del sud, ma non solo. Autotrasporto Rappresentano il 10,75 di tutti i morti sui luoghi di lavoro: in questa categoria sono inseriti tutti i lavoratori che guidano un mezzo sulle strade e autostrade (gli autotrasportatori morti sulle autostrade non sono inseriti nei morti delle province), i morti in questa categoria sono aumentati di molto; non sarà un caso che è aumentato in modo esponenziale il trasporto su gomma dovuti agli acquisti on line. Industria Rappresentano il 5,89% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, sono relativamente molto pochi; in questa categoria abbiamo inserito le industrie di tutte le categorie (esclusa edilizia). I morti in questa categoria sono quasi tutti nelle piccole e piccolissime aziende dove non è presente il Sindacato o un responsabile della Sicurezza, Nelle medie e grandi aziende i morti sono quasi inesistenti, quei pochi sono tutti lavoratori che lavorano all’interno dell’azienda stessa ma che non sono dipendenti diretti, ma di aziende appaltatrici: le aziende e i sindacati devono accertarsi che questi lavoratori, che svolgono generalmente lavori pericolosi, svolgono il loro lavoro in sicurezza e siano tutelati come i dipendenti. In alcune grandi aziende emiliane i datori di lavoro hanno fatto accordi col sindacato per tutelare meglio questi lavoratori in appalto. Artigiani una miriade di lavoratori artigiani o di loro dipendenti perdono la vita lavorando, elencare i lavori che svolgevano questi morti per infortuni diventerebbe molto dispersivo per chi legge il report. Ricordiamoci anche di poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco che hanno perso la vita lavorando: anche questi lavoratori non sono assicurati all’INAIL. Età delle vittime È impressionante vedere che i morti sui Luoghi di Lavoro (escluso itinere) che hanno più di 61 anni sono oltre il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro; i morti da questa età in su sono soprattutto in agricoltura, in edilizia e tra gli artigiani. Non si può far svolgere lavori pericolosi a lavoratori anziani. Ma ci sono anche molti giovani di vent’anni a morire sul lavoro, soprattutto precari, che hanno perso la vita quest’anno, non solo Luana D’Onofrio ma anche altre decine di giovani che svolgevano lavori pericolosi senza nessuna preparazione, e con il rischio di venir licenziati se avevano da ridire sui lavori pericolosi che dovevano svolgere. Nazionalità delle vittime rappresentano il 6,5% di tutti i morti sui luoghi di lavoro: c’è stato un netto calo delle morti tra gli stranieri rispetto agli anni precedenti, probabilmente a causa della pandemia. Gli anni precedenti al covid erano sempre intorno al 10%. Sono lavoratori marocchini, albanesi e romeni gli stranieri con più morti. Qui sotto i morti in ogni provincia e regioni italiane. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Nazionale morti sul lavoro OSSERVATORIO NAZIONALE MORTI SUL LAVORO Aperto dal 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli con lavoro volontario http://cadutisullavoro.blogspot.it Morti sul lavoro nel 2021 al 31 dicembre. Ci sono stati 1404 morti complessivi per infortuni sul lavoro, 695 sono morti sui luoghi di lavoro, gli altri sulle strade e in itinere, che sono considerati a tutti gli effetti morti sul lavoro dalle Istituzioni, non ci sono in questi numeri i lavoratori morti per covid. Aperto il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. I morti sui luoghi di lavoro sono da 14 anni tutti registrati in apposite tabelle excel con data della morte, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. Dal 1° gennaio 2008 anno di apertura dell’Osservatorio sono morti oltre 20000 lavoratori per infortuni per contatti carlo.soricelli@gmail.com L’unico sito che monitora in tempo reale i morti sul lavoro. 158 gli agricoltori schiacciati/e dal trattore nel 2021. Occorre aggiungere i morti per infortuni da coronavirus: 90 medici morti per coronavirus nel 2021 (368 totali dall’inizio epidemia) 80 gli infermieri in servizio. Il 70% dei lavoratori morti per infortuni sul lavoro da coronavirus sono donne. l’INAIL considera i propri assicurati morti a causa del coronavirus, come morti per infortuni sul lavoro, noi aggiungiamo anche gli altri che non lavorano nella Sanità. Curatore Carlo Soricelli tecnico metalmeccanico in pensione e pittore sociale da 50 anni. Su Facebook https://www.facebook.com/carlo.soricelli https://www.facebook.com/osservatorioindipendente/ https://www.instagram.com/pittorepranico/channel/?hl=it Qui sotto i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province (non ci sono i morti per covid). Non sono contati neppure i morti in itinere e sulle strade: tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro. Ma altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualità del fenomeno. NB nelle province e Regioni non ci sono i morti per infortuni provocati dal coronavirus I morti sul lavoro sono segnati nella provincia dove è avvenuto l’infortunio mortale e non in quella di residenza I morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province nel 2021: a questi occorre aggiungere almeno altrettanti lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro Lombardia 78 Milano (15), Bergamo (15), Brescia (15), Como (3), Cremona (2), Lecco (3), Lodi (1), Mantova (3), Monza Brianza (3), Pavia (9), Sondrio (4), Varese(4) CAMPANIA 70 Napoli (22), Avellino (12), Benevento (6), Caserta (13), Salerno (17) TOSCANA 55 Firenze (12), Arezzo (2), Grosseto (4), Livorno (3), Lucca (6), Massa Carrara (3), Pisa‎ (9), Pistoia (10), Siena (3) Prato(3) EMILIA ROMAGNA 53 Bologna (6), Rimini (4) Ferrara (5) Forlì Cesena (4) Modena (10) Parma (7) Ravenna (5) Reggio Emilia (10) Piacenza (1) PIEMONTE 53 Torino (17), Alessandria (11), Asti (3), Biella (2), Cuneo (17), Novara (1),Verbano-Cusio-Ossola() Vercelli (1) VENETO 51 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (14), Rovigo (1), Treviso (12), Verona (6), Vicenza (8) LAZIO 40 Roma (22), Viterbo (2) Frosinone (7) Latina (6) Rieti (3) CALABRIA 34 Catanzaro (7), Cosenza (16), Crotone (2) Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (3) PUGLIA 32 Bari (6), BAT (4), Brindisi (4), Foggia (4), Lecce (7) Taranto (7) SICILIA 30 Palermo (4), Agrigento (5), Caltanissetta (), Catania (5), Enna (1), Messina (6), Ragusa (8), Siracusa (1), Trapani‎ ()ABRUZZO 28 L'Aquila (5), Chieti (11), Pescara (1) Teramo (10) TRENTINO ALTO ADIGE 24 Trento (9) Bolzano (15) MARCHE 22 Ancona (4), Macerata (4), Fermo (1), Pesaro-Urbino (7), Ascoli Piceno (6) Fermo FRIULI VENEZIA GIULIA 15 Pordenone (2) Trieste (2) Udine (9) Gorizia (2) SARDEGNA 15 Cagliari (4) Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (1), Nuoro (6), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (2).Sulcis iglesiente () UMBRIA 9 Perugia (7) Terni (2) BASILICATA 9 Potenza (6) Matera (3) Molise 6 Campobasso (2) Isernia (4). LIGURIA 7 Genova (3), Imperia () La Spezia (2), Savona (2) VALLE D’AOSTA (3) Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

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domenica 29 maggio 2016

Anche oggi abbiamo avuto un altro agricoltore schiacciato dal trattore

Un altro agricoltore è morto schiacciato dal trattore , ancora in Molise, nella provincia di Campobasso. Questa volta a perdere la vita è un sessantaseienne Il momento più pericoloso per chi guida questo mezzo sono i giorni successivi alla pioggia. Il terreno che in superfice sembra asciuto in relata è ancora umido e bagnato a pochi centimetri più sotto. il terreno cede e il trattore comincia a perdere aderenza e se si è in collina e in discesa è molto facile il ribaltamento. me l'ha spiegato molto bene oggi che di questi mezzi ne ha tre e si è trovato anche lui in alcune situazioni di grave pericolo. a lui è andata fatta bene, ma in tanti rimangono schiacciati sotto. martedì parteciperò alla trasmissione "Fuori tg", La trasmissione vine trasmessa alle 12,30, subit dopo il telegiornale di mezzofiorno, in quella puntata si parlerà delle morti sul lavoro. Sono contento di partecipare e di cercare di sensibilizzare i cittadini verso questa autentica acrneficina che sono le morti sul lavoro che non sono mail calate e non sono mai state così tante da quando il1° gennaio 2008 ho aperto l'Osservatorio

venerdì 27 maggio 2016

Strage continua di agricoltori schiacciati dal trattore. Ne sono morti tre anche oggi e sette in cinque giorni

Basta, sono stanco di assistere impotente a questa strage  e vedere che non resci a smuovere le coscienze di chi ci governa. in specialmodo a chi è il responasbile delle politiche agricole. ha preferito polemizzare con me e rispondere  piccato quando attraverso le pagine del Manifesto che aveva publicato una mia lettera dove spiegavo che questo ministro, il ministro Martina non fa niente per questa strage che si ripete da anni.Questo governo, va solo dove ci sono da prendere degli applausi, ma delle morti sul lavoro e in specialmodo degli agricoltori schiacciati dal trattore non fa niente. Sono, con i tre di oggi già 40.
a Termoli è morto giovanni Travaglini di 59 anni. In provincia di Chieti è morto Fabio Nicola De marco di soli 34 anni. In provincia di Trento è morto un 76 anni di cui non si conosce ancora l'identità. Insomma, se non sale dal Paese un moto d'indignazione e di protesta, la politica e chi ci governa non fa niente.

giovedì 26 maggio 2016

Ancora un agricoltore schiacciato dal trattore: è bastato l'arrivo del beltempo per provocare in tre giorni tre morti schiacciati da questo mezzo mortele


Ancora un agricoltore schiacciato dal trattore: è bastato l'arrivo del beltempo per provocare in tre giorni tre morti schiacciati da questo mezzo mortale
26 maggio 2016 Forlì Cesena. E' morto schiaccito dal trattore Claudio venzi di soli 47 anni.Vvenzi è morto precipitanto in una scarpata per centinaia di metri. E' stato sbalzato fuori e travolto dal mezzo. La tragedia sotto gli occhi del figlio che ha assistito impotente alla dinamica dell'infortunio con l'arrivo del beltempo sono ripresi i lavori nei campi e in tre giorni ne sono morti tre così atrocemente.

mercoledì 25 maggio 2016

Ancora tre morti sui luoghi di lavoro. sono 6 in due giorni

25 maggio 2016 Registriamo ancora tre morti sui luoghi di lavoro. In provincia di Milano un giovane di 28 anni è morto in modo atroce. Una rastrelliera si è staccata da un'altezza di tre metri e gli ha sfondato il cranio uccidendolo sul colpo. Non conosciamo ancora l'identità del giovane che è rimasto ucciso alla De Lucchi di Trezzano Rosa. In provincia di Reggio Emilia Davide Bonomi unartigiano  di 63 anni è caduto dall'alto sbattendo violentemente la testa e rimanendo ucciso. In provincia di Vibo valentia è morto Bruno Carè di 68 anni cadendo in un pozzo.

martedì 24 maggio 2016

Anche oggi tre morti sui luoghi di lavoro

24 MAGGIO 2016 sono tre i lavoratori morti sui luoghi di lavoro oggi. In provincia di Arezzo è morto un idraulico in un'azienda agricola cadendo da una scala. Leonardi Quinti è morto cadendo da una scala a 71 anni. A Roma un barista è morto colpito mortalmente al collo da un ubriaco.Nino Sorrentino aveva 76 anni. In provincia di Viterbo è morto a 41 anni Polo Pinto un operaio dei servizi ecologici. E' morto colpito violentemente da uno sprtello di un camion.

lunedì 23 maggio 2016

Sono bastate tue giornate di beltempo per far riprendere la "conta" degli agricoltori morti schiacciati dal trattore. Due in due giorni

BAT 23 maggio 2016 Sono già 36 i morti schiacciati dal trattore dall'inizio dell'anno. Non finirò mai di stupirmi per l'indiffferenza che suscitano queste morti.  Questa volta ha morire in modo così atroce è Francesco Sardano nei pressi di Canosa di Puglia

Un altro agricoltore è morto in tarda età schiacciato dal trattore che guidava

In provincia di Caserta è morto un agricoltore schiacciato dal trattore. Siamo già a 35 morti così atricemente dall'inzio dell'anno. Maiche si senta su questa tragedie la voce di chi ci governa. Nel 2015 sono stati schiacciati dal trattore 135 agricoltori. nel 2014 sono stati 154. Ma la vita di chi lavora in questo periodo conta poco  o niente

domenica 22 maggio 2016

Un altro morto per caduta dall'alto

Un altro lavoratore è morto cadendo dall'alto in provincia di Vicenza. la vittima si chiama Daniele Peruzzo e aveva 52 anni. era salito sul tetto della sua officina a Tagge sul Brenta, per esegiure alcune riparazioni ed è caduto. La morte è sopraggiunta dopo una settimana di sofferenze all'ospedale. Purtroppo a noi itaiani manca la cultura della Sicurezza. certi lavori occorrrebbe farli fare a chi è del mestiere e ha un'attrezzatura adeguata. sono tantisismi che chiamano un amico, un conoscente per farsi fare lavori occasionali anche pericolosi. In caso di infortunio grave e mortele le conseguenze sono devastanti per chi commissiona il lavoro. anche questo aspetto dovrebbre parlarne la politica. che so, con qualche spot....ma li usano solo per far propaganda alla loro "bravura".

sabato 21 maggio 2016

Un altro morto in edilizia quasta volta in Calabria a Tropea. Sono stati cinque gli edili morti sui luoghi di lavoro negli ultimi 4 giorni. Una strage che dovrebbe fare alzare i culi dalle poltrone di chi ci governa. Ma niente.



Catanzaro 20 maggio 2016 E' morto Cesare Condoleo, operaio di 52 anni. Condoleo è  caduto da un’impalcatura sulla quale stava lavorando. A causa della gravità delle sue condizioni era stato portato in elisoccorso nell’ospedale di Catanzaro ma è deceduto poco dopo. I carabinieri della Compagnia di Tropea hanno avviato indagini per accertare eventuali responsabilità per la mortedel povero edile.

venerdì 20 maggio 2016

Gli ultra sessantenni morti per infortuni sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno. In questo elenco non ci sono tra l'altro i morti sulle strade e in itinere dei lavoratori untra sessantenni



Rendiamo omaggio a tutti i lavoratori morti  per infortuni sui luoghi di lavoro  e che avevano un’età superiore a sessant’anni. Da solo rappresentano il 26% di tutti i morti sui LUOGHI DI LAVORO. La legge Fornero ha inciso su queste morti? Temo proprio di si. Sono sopèrattutto edili e agricoltori a morire in tarda età. Ma anche lavoratori dell’artigianato. la legge Fornero ha inciso sulla percentuale di morti in tarda età'? Ovviamente.Solo chi non lo vuole vedere non lo vede. Cari politici un pò di umanità. tagliatevi gli stipendi e con i soldi risparmiati fate smettere di lavorare chi svolge lavori pericolosi in tarda età
Paolo   anni
Non si conosce l’identità 61
 Giustino 61
Non si conosce l'identità
Pier Franco 61
Non si conosce l’identità 62
Paolo 62
Domenico 62
Remigio  63
Pier Giuseppe 63
Clementino 64
Giuseppe 65
Americo 65
A.F 65
Non si conosce l’identità 65
Riccardo 65
Eugenio 65
Giuseppe  65
Non si conosce l’identità 67
Tiziano 67
Non si conosce l’identità 67
Rocco 68
Renato 69
Franco  69
Non si conosce l’identità 69
Silvano 70
Giorgio 71
Oscar 72
Bruno B72
Felice 73
Giuseppe 74
Luigi 74
Gabriele 74
Guseppe Mancini 75
Tullio 75
Non si conosce l’identità 75
Francesco 75
Non si conosce l’identità 76
Vincenzo 77
Francesco 77
Vincenzo 77
Vittorio 77
Non si conosce l’identità 77
Piero 78
Non si conosce l’identità 78
Mario 79
Basilio 79
paolo 80
Antonio 80
Teresa 80
Michele 81
Angelo 82
Agostino 82
GM 82
Antonio 84
Angelo 85





RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti, con riproduzioni di opere di Carlo Soricelli

E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti, con riproduzioni di opere  di Carlo Soricelli
E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti Aionici di Carlo Soricelli, con riproduzioni di opere, se qualcuno è interessato a leggerlo mi mandi una mail a carlo.soricelli@gmail.com verrà spedito gratuitamente per PDF. se qualche editore è interessato alla pubblicazione contattarmi

Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro

Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro
https://soricellifioriscolpiti.blogspot.com/

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.