Morti sul lavoro in Italia nel 2021

Al 16 gennaio 2022 sono morti dall’inizio dell’anno 31 lavoratori, 15 di questi sui luoghi di lavoro; 3 in Veneto, due in Lombardia. E’ morto il terzo agricoltore schiacciato dal trattore, dopo il 39enne di Campobasso, un 38enne a Cosenza, il 14 e 15 gennaio hanno perso la vita tre autotrasportatori. Report morti sul lavoro nell’intero 2021 Nel 2021 sono morti 1404 lavoratori per infortuni sul lavoro, di questi 695 sui luoghi di lavoro, con un aumento del 18% sui luoghi di lavoro rispetto all’anno 2020, ma l’anno scorso c’è stato il fermo covid (nel nostro monitoraggio non ci sono i lavoratori morti per infortuni da covid). Rispetto al 2008 anno di apertura dell’Osservatorio l’aumento dei morti sui luoghi di lavoro è del 9%. In questi 14 anni non c’è stato nessun miglioramento, nonostante lo Stato attraverso i suoi Istituti ha speso miliardi di euro per la Sicurezza. INAIL dall’inizio dell’anno al 30 novembre ha ricevuto 1116 denunce per infortuni mortali (mancano i morti di dicembre), ma ricordiamo che molte categorie di lavoratori non sono assicurati a questo Istituto e quindi questi morti non vengono rilevati: poi ci sono i morti in nero. La situazione delle varie province e regioni, con relativi morti per infortuni sui Luoghi di lavoro escluso itinere la trovate qui sotto. Le categorie con più morti sul lavoro sono: L’Agricoltura che ha il 30,22% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, di questi ben il 75% sono stati schiacciati dal trattore, 158 complessivi a morire in modo così orrendo, e l’età varia dai 14 agli 88 anni. Il 22% di tutti i morti sui Luoghi di Lavoro di tutte le categorie ha perso la vita schiacciato da questo mezzo. L’edilizia ha il 15% dei morti sul totale, di queste per la maggioranza sono provocate da cadute dall’alto, sono moltissimi i morti in nero in questa categoria, soprattutto nelle regioni del sud, ma non solo. Autotrasporto Rappresentano il 10,75 di tutti i morti sui luoghi di lavoro: in questa categoria sono inseriti tutti i lavoratori che guidano un mezzo sulle strade e autostrade (gli autotrasportatori morti sulle autostrade non sono inseriti nei morti delle province), i morti in questa categoria sono aumentati di molto; non sarà un caso che è aumentato in modo esponenziale il trasporto su gomma dovuti agli acquisti on line. Industria Rappresentano il 5,89% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, sono relativamente molto pochi; in questa categoria abbiamo inserito le industrie di tutte le categorie (esclusa edilizia). I morti in questa categoria sono quasi tutti nelle piccole e piccolissime aziende dove non è presente il Sindacato o un responsabile della Sicurezza, Nelle medie e grandi aziende i morti sono quasi inesistenti, quei pochi sono tutti lavoratori che lavorano all’interno dell’azienda stessa ma che non sono dipendenti diretti, ma di aziende appaltatrici: le aziende e i sindacati devono accertarsi che questi lavoratori, che svolgono generalmente lavori pericolosi, svolgono il loro lavoro in sicurezza e siano tutelati come i dipendenti. In alcune grandi aziende emiliane i datori di lavoro hanno fatto accordi col sindacato per tutelare meglio questi lavoratori in appalto. Artigiani una miriade di lavoratori artigiani o di loro dipendenti perdono la vita lavorando, elencare i lavori che svolgevano questi morti per infortuni diventerebbe molto dispersivo per chi legge il report. Ricordiamoci anche di poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco che hanno perso la vita lavorando: anche questi lavoratori non sono assicurati all’INAIL. Età delle vittime È impressionante vedere che i morti sui Luoghi di Lavoro (escluso itinere) che hanno più di 61 anni sono oltre il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro; i morti da questa età in su sono soprattutto in agricoltura, in edilizia e tra gli artigiani. Non si può far svolgere lavori pericolosi a lavoratori anziani. Ma ci sono anche molti giovani di vent’anni a morire sul lavoro, soprattutto precari, che hanno perso la vita quest’anno, non solo Luana D’Onofrio ma anche altre decine di giovani che svolgevano lavori pericolosi senza nessuna preparazione, e con il rischio di venir licenziati se avevano da ridire sui lavori pericolosi che dovevano svolgere. Nazionalità delle vittime rappresentano il 6,5% di tutti i morti sui luoghi di lavoro: c’è stato un netto calo delle morti tra gli stranieri rispetto agli anni precedenti, probabilmente a causa della pandemia. Gli anni precedenti al covid erano sempre intorno al 10%. Sono lavoratori marocchini, albanesi e romeni gli stranieri con più morti. Qui sotto i morti in ogni provincia e regioni italiane. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Nazionale morti sul lavoro OSSERVATORIO NAZIONALE MORTI SUL LAVORO Aperto dal 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli con lavoro volontario http://cadutisullavoro.blogspot.it Morti sul lavoro nel 2021 al 31 dicembre. Ci sono stati 1404 morti complessivi per infortuni sul lavoro, 695 sono morti sui luoghi di lavoro, gli altri sulle strade e in itinere, che sono considerati a tutti gli effetti morti sul lavoro dalle Istituzioni, non ci sono in questi numeri i lavoratori morti per covid. Aperto il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. I morti sui luoghi di lavoro sono da 14 anni tutti registrati in apposite tabelle excel con data della morte, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. Dal 1° gennaio 2008 anno di apertura dell’Osservatorio sono morti oltre 20000 lavoratori per infortuni per contatti carlo.soricelli@gmail.com L’unico sito che monitora in tempo reale i morti sul lavoro. 158 gli agricoltori schiacciati/e dal trattore nel 2021. Occorre aggiungere i morti per infortuni da coronavirus: 90 medici morti per coronavirus nel 2021 (368 totali dall’inizio epidemia) 80 gli infermieri in servizio. Il 70% dei lavoratori morti per infortuni sul lavoro da coronavirus sono donne. l’INAIL considera i propri assicurati morti a causa del coronavirus, come morti per infortuni sul lavoro, noi aggiungiamo anche gli altri che non lavorano nella Sanità. Curatore Carlo Soricelli tecnico metalmeccanico in pensione e pittore sociale da 50 anni. Su Facebook https://www.facebook.com/carlo.soricelli https://www.facebook.com/osservatorioindipendente/ https://www.instagram.com/pittorepranico/channel/?hl=it Qui sotto i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province (non ci sono i morti per covid). Non sono contati neppure i morti in itinere e sulle strade: tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro. Ma altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualità del fenomeno. NB nelle province e Regioni non ci sono i morti per infortuni provocati dal coronavirus I morti sul lavoro sono segnati nella provincia dove è avvenuto l’infortunio mortale e non in quella di residenza I morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province nel 2021: a questi occorre aggiungere almeno altrettanti lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro Lombardia 78 Milano (15), Bergamo (15), Brescia (15), Como (3), Cremona (2), Lecco (3), Lodi (1), Mantova (3), Monza Brianza (3), Pavia (9), Sondrio (4), Varese(4) CAMPANIA 70 Napoli (22), Avellino (12), Benevento (6), Caserta (13), Salerno (17) TOSCANA 55 Firenze (12), Arezzo (2), Grosseto (4), Livorno (3), Lucca (6), Massa Carrara (3), Pisa‎ (9), Pistoia (10), Siena (3) Prato(3) EMILIA ROMAGNA 53 Bologna (6), Rimini (4) Ferrara (5) Forlì Cesena (4) Modena (10) Parma (7) Ravenna (5) Reggio Emilia (10) Piacenza (1) PIEMONTE 53 Torino (17), Alessandria (11), Asti (3), Biella (2), Cuneo (17), Novara (1),Verbano-Cusio-Ossola() Vercelli (1) VENETO 51 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (14), Rovigo (1), Treviso (12), Verona (6), Vicenza (8) LAZIO 40 Roma (22), Viterbo (2) Frosinone (7) Latina (6) Rieti (3) CALABRIA 34 Catanzaro (7), Cosenza (16), Crotone (2) Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (3) PUGLIA 32 Bari (6), BAT (4), Brindisi (4), Foggia (4), Lecce (7) Taranto (7) SICILIA 30 Palermo (4), Agrigento (5), Caltanissetta (), Catania (5), Enna (1), Messina (6), Ragusa (8), Siracusa (1), Trapani‎ ()ABRUZZO 28 L'Aquila (5), Chieti (11), Pescara (1) Teramo (10) TRENTINO ALTO ADIGE 24 Trento (9) Bolzano (15) MARCHE 22 Ancona (4), Macerata (4), Fermo (1), Pesaro-Urbino (7), Ascoli Piceno (6) Fermo FRIULI VENEZIA GIULIA 15 Pordenone (2) Trieste (2) Udine (9) Gorizia (2) SARDEGNA 15 Cagliari (4) Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (1), Nuoro (6), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (2).Sulcis iglesiente () UMBRIA 9 Perugia (7) Terni (2) BASILICATA 9 Potenza (6) Matera (3) Molise 6 Campobasso (2) Isernia (4). LIGURIA 7 Genova (3), Imperia () La Spezia (2), Savona (2) VALLE D’AOSTA (3) Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

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sabato 31 ottobre 2015

Altri tre edili morti oggi. Due in provincia di Caserta e il terzo in provincia di Siracusa

Tre edili morti anche oggi. Due sono morti in provincia di Caserta. Mentre ristrutturavano una chiesa sono caduti da un ponteggio alto 15 metri rimanendo uccisi sul colpo. le due vittime si chiamavan Tammaro Albino di 48 anni e di Antonio Atzeri della stessa età. In provincia di Siracusa Salvatore Crisa di 58 anni che è rimasto schiacciato da un escavatore che manovrava. Gli edili sono la seconda categoria che ha dopo l'agricoltura il maggior numero di morti. Tutti gli anni gli edile hanno dal 23 al 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. E' il precaritao e il lavoro nero che uccide tantissimi operai.

venerdì 30 ottobre 2015

Strage continua. Se nove lavoratori morti sul lavoro in due giorni vi sembrano pochi

In questi due giorni di fine ottobre continua la strage di lavoratori. Il 28 e il 29 ottobre sono morti nove lavoratori in diverse parti d'Italia. Nelle province di Pordenone, di Foggia, di Brescia, di Caserta, di Cosenza e in mare al largo di Viareggio. Insomma uno stillicidio continuo che lascia senza parole chi come me da otto anni svolge questo lavoro di volontariato. Ma dal Paese non sale un moto d'indignazione popolare che faccia tremare la politica che è indifferente verso queste tragedie. Rendiamo omaggio alle ultime vittime che sono: Francesco Bolarasin,Giovanni Ferri, Giovanni Gramaglia,Francesco Ariotta,Luciano Palestra, i corpi dei due cugini Nello e Fabrizio Simonetti dispersi in mare al largo di Viareggio non sono ancora stati trovati.

mercoledì 28 ottobre 2015

Anche ottobre si sta concludeno con un pesante bilancio delle morti sui LUOGHI DI LAVORO

Anche ottobre è un mese tragico per quanto riguarda le morti sui luoghi di lavoro. Sono 56 a oggi i morti sui luoghi di lavoro. Anche questi giorni ci sono stati diversi casi. Un autotrasportatore è morto sull'A4. Due agricoltori sono morti schiacciati dal trattore. le vittime in provincia di Pordenone e di Udine. in provincia di Cosenza è morto un edile di 54 anni travolto dal corollo di un solaio. In provincia di Catania è morto cadendo dal tetto un lavoratore di un allevamento. In provincia di Chieti un agricoltore cadendo da una scala mentre raccoglieva le olive.

venerdì 23 ottobre 2015

Stabili le morti sui luoghi di lavoro rispetto all'orribile 2014

Sono uscite le tabelle dell’INAIL relative alle morti sul lavoro dal 1 gennaio al 30 settembre 2015. Possiamo fare una comparazione tra I morti sul lavoro assicurati all’INAIL e quelli monitorati dall’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. Prima di tutto non esiste nessun aumento significativo delle morti sui LUOGHI DI LAVORO rispetto allo stesso periodo del 2014, sia se si guardano le tabelle INAIL sia quelle dell’Osservatorio di Bologna che ricordiamo ancora una volta monitora tutti i morti sui luoghi di lavoro, anche dei lavoratori non assicurati all’INAIL. Noi registriamo al 30 settembre un incremento sui LUOGHI DI LAVORO dell’1,1%. Al 30 settembre se separiamo i morti sulle strade e in itinere, che richiedono interventi completamente diversi da chi muore sui luoghi di lavoro, l’Osservatorio registra 515 morti, contro i 441 denunciati dell’INAIL. Poi ovviamente lo Stato e l’INAIL considerano morti sul lavoro anche i lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere e qui la situazione si complica. Noi valutiamo che in quella data si siano superati i 1150 morti, mentre le denunce arrivate all’INAIL compresi i morti sulle strade e in itinere sono state 856. Di queste 856 denunce, soprattutto in itinere, diverse non saranno riconosciute come tali per tante ragioni che qui non è opportuno analizzare. Il consiglio a chi utilizza un mezzo proprio, se va al lavoro con colleghi, che questo mezzo lo guidano, di andare a leggere bene le normative relativa all’itinere. La differenza sul numero dei morti complessivi è notevole ma tantissimi muoiono sulle strade che non dispongono dell’Assicurazione INAIL, tanti anche in nero. Ma il vero anno orribile sulle tragedie delle morti sul lavoro è stato il 2014, quest’anno, probabilmente saremo sugli stessi livelli, con una differenza percentuale di più o meno 2% sui luoghi di lavoro. A noi non interessa il sensazionalismo di chi “spara” numeri senza conoscere bene la realtà di questo fenomeno complicatissimo, vogliamo solo far comprendere agli italiani le dimensioni di queste tragedie. C’è da dire che finalmente e probabilmente quest’anno se ci sarà un incremento delle morti sarà molto limitato e che finalmente dopo tanti anni le morti sui luoghi di lavoro saranno stabili e non aumenteranno se non in modo molto limitato, ma i bilanci si faranno a fine anno. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

mercoledì 21 ottobre 2015

Morti ogni giorno sui luoghi di lavoro e senza nessuna pausa. Tra le vittime anche un pensionato rimasto schiacciato da un muletto in un'industria ferrarese

21 ottobre 2015 Un giovane moldavo di 33 anni con figli è morto facendo una morte orribile in provincia di Verona. E' finito con la testa dentro la betoniera su cui stava lavorando. In provincia di Chieti un agricoltore di 71 anni è morto dopo un mese d'agonia per le gravi ferite riportate dal ribaltamento del suo trattore. In provincia di Ascoli Piceno un operaio dell'edilizia è morto cadendo in una buca. In provincia di Ferrara un pensionate è morto schiacciato da un muletto. Incredibile ma vero: i media non si spiegano come mai si trovasse su quel muletto. Forse stava lavorando? In nero? Ma andiamo.....In provincia di Rovigo un giovane di 28 anni è morto per infortunio sul lavoro a Occhiobello. sconosciute le cause.

lunedì 19 ottobre 2015

Ancora 4 morti sui luoghi di lavoro

19 ottobre 2015. In questi ultimi 3 giorni sono morti altri 4 lavortori in diverse parti d'Italia. In provincia di Crotone un agricoltore di 56 anni Giuseppe Zito è rimasto schiacciato dal trattore. Con questa vittima si arriva a registrare dall'inzio dell'anno 116 agricoltori morti così atrocemente e dall'inaugurazione dell'expo 86. In provincia di Taranto a Grottaglie un architetto è caduto da un tetto di un capannone mentre andava a verificare i danni provocati dal maltempo. Un operaio di 66 anni è morto in provincia di Milano, è scoppiata la bombola del gas con cui stava lavorando. E' morto per le gravissime ustioni all'ospedale di Monza. In provincia di Foggia un bracciante romeno di 28 anni è rimasto fulminato mentre raccoglieva le olive: ha toccato i cavi dell'alta tensione.

Quando gli avvoltoi si buttano sulle tragedie delle morti sul lavoro solo per farsi pubblicità, e che mai si sono interessati di queste tragedie

Gli interventi mediatici su questo presunto aumento delle morti sul lavoro fanno comprendere bene chi sono e perché adesso che l’INAIL ha “sparato” questo presunto aumento a due cifre delle morti sul lavoro rispetto al 2014. Incompetenti e disinformati si buttano sulla “preda mediatica” che viene sparata da centinaia di media, soprattutto in rete. In realtà l’anno veramente tragico e con un aumento a due cifre è stato il 2014 rispetto al 2013, se si considerano morti sul lavoro anche i lavoratori che non sono assicurati all’INAIL e che muoiono lo stesso, senza sapere che non avranno neppure la visibilità dopo morti. Morti sul lavoro INVISIBILI. In realtà non esiste un aumento molto significato delle morti sul lavoro nel 2015 rispetto al 2014. Occorre guardare queste tragedie in termini assoluti e non solo una parte seppur significata che è quella degli assicurati INAIL. Se si fa questa operazione si vede che l’aumento è “solo” del 2%. Ma se si analizzano tutte le morti sul lavoro e io in prima persona lo faccio da ben da 8 anni, da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it che registriamo aumenti. Il 19 ottobre 2008 erano morti sui luoghi di lavoro 519 lavoratori, oggi 19 ottobre 2015 sono ben 559 +8,2% e questo nonostante la perdita di milioni di posti di lavoro.. I morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono questi, poi se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano già oggi i 1150 morti. Tornando all’aumento a due cifre delle morti per infortuni sul lavoro tra gli assicurati INAIL sui LUOGHI DI LAVORO, occorre capire che questo aumento è dovuto soprattutto all’innalzamento dell’età causato dalla legge Fornero che costringe lavoratori anziani, nonostante acciacchi e salute mal ferma a svolgere lavori pericolosi. La seconda causa è dovuta al Jobs act che ha fatto ritenere conveniente far emergere una parte del lavoro nero. Economicamente è più conveniente con gli incentivi dati ai datori di lavoro, metterli in regola che continuare a farli lavorare in nero o in grigio. Questi lavoratori sarebbero morti lo stesso, ma adesso sono visibili a tutti con la potenza mediatica che hanno l’INAIL e l’ANMIL, ma come dicevo l’aumento rispetto all’anno scorso, se si monitorano i morti sul lavoro, è intorno al 2%. Occorre guardare il problema nella sua reale dimensione e fare una campagna informativa e mettere a disposizione fondi per i due settori che presentano i maggiori rischi d’infortuni gravi e mortali. L’agricoltura che supera da solo il 30% di tutte le morti sul lavoro e più specificatamente i morti causati dal trattore che sono intorno al 20 % di tutte le morti, e l’edilizia con il 22%. Quando il Jobs act, svelerà tutta la sua potenza distruttrice che riguarderà tutti i nuovi assunti, che non avranno più la protezione dell’articolo 18, che saranno costretti a svolgere lavori pericolosi previo licenziamento con una scusa ,ne vedremo delle belle nei prossimi anni su questo fronte. E le casse dello Stato e dell'INAIL piangeranno tantissimo per gli infortuni gravi e mortali . Prego che gli scandalizzati per un giorno di questa mattanza, che evitino di parlare di problemi che non conoscono e che non utilizzino queste tragedie per farsi un po’ di pubblicità. E a leggere in questi giorni quello che si trova nel web, sono una moltitudine. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

sabato 17 ottobre 2015

Muore in tarda serata un operaio che faceva manutenzione sulla linea ferroviaria a Bozzolo di Mantova

Mantova 16 ottobre E' morto fulminato un lavoratore di 51 anni intorno alle dieci di sera, sui binari della stazione ferroviaria di Bozzolo. a vittima in trasferta dal sud è rimasto folgorata toccando un cavo dell’alta tensione da oltre tremila volt. Secondo alcune testimonianze raccolte tra i colleghi della vittima, pare che l’operaio fosse su un carrello che doveva raggiungere il punto individuato per le opere di manutenzione della linea. I cavi di alimentazione dovevano essere chiaramente fuori tensione. Invece così non è stato per il povero lavoratore non c'è stato niente da fare. La Lombardia Raggiunge lo strabiliante numero di 70 morti sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno. Occorre però ricordare che questa regione ha il il doppio degli abitanti di qualsiasi altra regione italiana, e l'unico parametro valido se si prendono in considerazione tute le morti sul lavoro è quello del rapporto tra numero di abitanti e percentuali di morti

Fondo per i figli delle vittime di incidenti mortali sul lavoro, la proposta di legge del consigliere regionale Marciano

dalla Campania un grande esempio di civiltà Un fondo regionale per il sostegno socio-educativo, scolastico e formativo dei figli delle vittime di incidenti mortali sul lavoro: è quanto prevede la proposta di legge illustrata stamattina dal consigliere regionale del Partito Democratico e Questore alle Finanze dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Campania, Antonio Marciano, alla VI Commissione consiliare permanente – Politiche Sociali, Istruzione e Cultura, Ricerca Scientifica. La proposta di legge è in favore di figli di genitori deceduti a seguito d’incidente sul lavoro, residenti in Campania al momento dell’evento, e dà diritto al rimborso di “tutte le spese per l’iscrizione e la frequenza a servizi socio-educativi per la prima infanzia, scuole d’ogni ordine e grado, pubbliche, pareggiate, parificate e private legalmente riconosciute, ivi comprese università e corsi di formazione professionale”, si legge nel testo. Già per quest’anno sarà previsto uno stanziamento di 100mila euro. “Vogliamo offrire un contributo ai figli delle vittime di incidenti sul lavoro, per sostenerli innanzitutto nel loro percorso formativo, perché un evento così drammatico rischia di avere un forte impatto sul loro percorso di crescita. È chiaro che non si tratta di risarcimento, ma di un aiuto per i ragazzi e per le famiglie che hanno subito il lutto, per alleviare le conseguenze e i disagi economici che ne derivano”, spiega il consigliere. “In questi anni in Campania si è purtroppo mantenuto alto il numero di incidenti mortali, come certificato dalle stime ufficiali dell’Inail: 72 episodi nel 2010, 62 nel 2011, 58 nel 2012, 46 nel 2013 e 58 nel 2014. E secondo le rilevazioni dell’Osservatorio indipendente di Bologna sulle morti bianche, quest’anno siamo già a 41 eventi luttuosi”, prosegue. “Come ha ribadito di recente il Presidente della Repubblica Mattarella, le morti sul lavoro restano inaccettabili e non possiamo consentire alcun cedimento nel livello di attenzione che deve caratterizzare, sempre e comunque, l’impegno per la diffusione della cultura della prevenzione e della tutela della salute dei lavoratori”, conclude Marciano.

venerdì 16 ottobre 2015

Ancora due lavoratori muoiono sui luoghi di lavoro: In provincia di Benevento e di Modena

Benevento 16 ottobre 2015 E' morto Adriano Tataritto di 38 anni. Tataritto era un operaio dell’Enel ed è morto folgorato , dopo un volo di sei metri da un traliccio mentre riparava un trasformatore da 20mila volt nella zona industriale di Benevento, a causa dall’alluvione dell’altra notte. La vittima lascia la moglie e due figli piccoli, di 2 e 7 anni. Mi dipsiace molto che la città di Benevento, dove sono nato, registri un così alto numero di morti sui LUOGHI DI LAVORO. Sono già 8 dall'inzio dell'anno e se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superno i 17 morti. Modena E' un operaio d'origine indiana Singh Sandeep di 39 anni la vittima ritrovata morto in fondo alla fossa biologica a Novi. Era disperso da ore, poi la tragica scoperta fatta dai vigili del fuoco. L'operaio di un'azienda agricola era scomparso durante il proprio turno di lavoro. Le ricerche condotte insieme al personale dell'azienda si sono purtroppo concluse nel peggiore dei modi, con il ritrovamento verso mezzanotte del corpo senza vita dell'uomo. T

giovedì 15 ottobre 2015

Due lavoratori sono morti nella provincia di Bari oggi. Questa provincia con 18 morti sui LUOGHI DI LAVORO raggiunge così i vertici di questa triste classifica e risulta seconda dopo quella di Brescia che ne ha 23. ricordiamoci che occorre sempre aggiungerci i morti sulle strade e in itinere che tutti gli anni sono molti di più di quelli che muoiono sui luoghi di lavoro

Bari 15 ottobre. Sono morti in due distinti incidenti sul lavoro, a Bari e a Capurso. La prima vittima Michele Losacco è precipitata da un'impalcatura di via Dalmazia, dove erano in corso lavori di ristrutturazione di un edificio su via Dalmazia. La seconda è stata travolta, a Capurso, da un mezzo meccanico, nella sede dell'azienda per cui lavorava, nel cantiere dei lavori di rifacimento della facciata del palazzo della sede della Rai. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che stanno visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza, il magistrato Chiara Giordano, gli ispettori Spesal. A Capurso, invece, un operaio è stato investito da un mezzo meccanico, impegnato in operazione di retromarcia, stando alle prime ricostruzioni. la vittima si trovava all'interno dell'azienda per la quale lavora, una ditta che smista la raccolta differenziata dei comuni del sud barese. L'operaio è stato subito trasportato all'ospedale Di Venere di Bari, ma i tentativi di soccorso sono stati inutili.

Oggi è la 65° celebrazione della giornata che l’ANMIL tutti gli anni mette in campo per ricordare le morti sul lavoro.

Oggi è la 65° celebrazione giornata che l’ANMIL tutti gli anni mette in campo per ricordare le morti sul lavoro. Ma come curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro voglio mostravi un grafico che un ingegnere, che è stato anche un imprenditore mi ha fatto per far conoscere agli italiani cosa è successo su questo fronte dopo l’introduzione della Legge Fornero. Un aumento molto significativo delle morti sui LUOGHI DI LAVORO tra gli ultrasessantenni. Al sensibile ingegnere ho mandato il numero complessivo delle morti sui luoghi di lavoro degli interi anni 2013/2014 e al 9 ottobre di quest’anno, e quanti di questi sono morti che avevano un’età superiore ai 61 anni. Come potete vedere c’è da rimanere scioccati guardando il grafico. Oltre un aumento generalizzato delle morti che anche l’INAIL registra tra i suoi assicurati, la situazione si aggrava ulteriormente tra i lavoratori anziani. Al 9 ottobre 2015 su 540 morti complessivi sui LUOGHI DI LAVORO) ben 169 hanno un’età superiore ai 60 anni. Ricordiamo per la milionesima volta che stiamo parlando dei morti sui luoghi di lavoro e che se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si arriva a superare i 1150 morti complessivi. L’incremento non si può spiegare solo con la casualità, ma come appare anche logico dai tantissimi lavoratori anziani costretti a lavorare e a svolgere anche lavori pericolosi con l’introduzione della legge Fornero. Salute malferma, acciacchi, male alle gambe e alle braccia, riflessi poco pronti in un’età avanzata, poco hanno contato per chi ha approvato questa legge. Ricordiamo che tanti di questi che con la crisi hanno perso il lavoro non sono riusciti a trovarne un altro in regola e trovandosi senza stipendio e senza pensione sono costretti a svolgere anche lavori pericolosi. Poi occorre ricordare che non ci sono solo gli infortuni mortali, ma anche quelli gravi e meno gravi che oltre alla sofferenza di chi lo subisce provocano un enorme esborso per le casse dello Stato. Poi tra qualche giorno ci occuperemo anche delle devastazioni del Jobs act che di fatto non tutela più i nuovi assunti anche sul fronte della Sicurezza. Il giorno 11 ottobre 2014 i morti sui luoghi di lavoro erano 525, oggi 11 ottobre 2015 sono 545, l’aumento è del 3,7%. Ma l’INAIL registra tra i suoi assicurati un aumento superiore al 10%. Perché questa differenza sostanziale? Il jobs act ha incentivato con una forte iniezione di denaro l’assunzione di lavoratori che prima lavoravano in nero, erano partite iva ecc. Praticamente c’è un grandissimo vantaggio ad assumere questi lavoratori che adesso sono assicurati all’INAIL. Stipendi bassi, licenziabili quando e come si vuole, silenzio sui propri diritti e sulla sicurezza. Una manna insomma sempre per i soliti noti. I nonni dovrebbero trasmette il loro sapere ai nipoti, non morire lavorando. Pochi giorni fa a RUBANO, Remo Di Leta a 77 anni è morto schiacciato da una lamiera mentre stava demolendo una vecchia chiatta. Carlo Soricelli In allegato il grafico e l’opera scultorea la “Trasmissione del sapere” da parte dei nonni ai nipoti. Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

martedì 13 ottobre 2015

Un altro agricoltore è morto schiacciato dal trattore

13 Ottobre 2015 Siamo già a 115 agricoltori morti schiacciati dal trattore dall'inizio dell'anno. Questa volta a morire in modo così atroce è Puccio Di Natale di 70 anni che è morto nel suo podere in Provincia di Messina

domenica 11 ottobre 2015

63° giornata delle morti sul lavoro e grafico sugli effetti devastanti della Legge Fornero sugli infortuni mortali sul lavoro tra gli ultrasessantenni.

Oggi è la 63° celebrazione giornata che l’ANMIL tutti gli anni mette in campo per ricordare le morti sul lavoro. Ma come curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro voglio mo-stravi un grafico che un ingegnere, che è stato anche un imprenditore mi ha fatto per far conoscere agli italiani cosa è successo su questo fronte dopo l’introduzione della Legge Fornero. Un aumento molto significativo delle morti sui LUOGHI DI LAVORO tra gli ultrasessantenni. Al sensibile in-gegnere ho mandato il numero complessivo delle morti sui luoghi di lavoro degli interi anni 2013/2014 e al 9 ottobre di quest’anno, e quanti di questi sono morti che avevano un’età superiore ai 61 anni. Come potete vedere c’è da rimanere scioccati guardando il grafico. Oltre un aumento gene-ralizzato delle morti che anche l’INAIL registra tra i suoi assicurati, la situazione si aggrava ulterior-mente tra i lavoratori anziani. Al 9 ottobre 2015 su 540 morti complessivi sui LUOGHI DI LAVO-RO) ben 169 hanno un’età superiore ai 60 anni. Ricordiamo per la milionesima volta che stiamo par-lando dei morti sui luoghi di lavoro e che se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si arriva a superare i 1150 morti complessivi. L’incremento non si può spiegare solo con la casualità, ma come appare anche logico dai tantissimi lavoratori anziani costretti a lavorare e a svolgere anche lavori pe-ricolosi con l’introduzione della legge Fornero. Salute malferma, acciacchi, male alle gambe e alle braccia, riflessi poco pronti in un’età avanzata, poco hanno contato per chi ha approvato questa leg-ge. Ricordiamo che tanti di questi che con la crisi hanno perso il lavoro non sono riusciti a trovarne un altro in regola e trovandosi senza stipendio e senza pensione sono costretti a svolgere anche lavori pericolosi. Poi occorre ricordare che non ci sono solo gli infortuni mortali, ma anche quelli gravi e meno gravi che oltre alla sofferenza di chi lo subisce provocano un enorme esborso per le casse dello Stato. Poi tra qualche giorno ci occuperemo anche delle devastazioni del Jobs act che di fatto non tutela più i nuovi assunti anche sul fronte della Sicurezza. Il giorno 11 ottobre 2014 i morti sui luoghi di lavoro erano 525, oggi 11 ottobre 2015 sono 545, l’aumento è del 3,7%. Ma l’INAIL registra tra i suoi assicurati un aumento superiore al 10%. Perché questa differenza sostanziale? Il jobs act ha in-centivato con una forte iniezione di denaro l’assunzione di lavoratori che prima lavoravano in nero, erano partite iva ecc. Praticamente c’è un grandissimo vantaggio ad assumere questi lavoratori che adesso sono assicurati all’INAIL. Stipendi bassi, licenziabili quando e come si vuole, silenzio sui propri diritti e sulla sicurezza. Una manna insomma sempre per i soliti noti. I nonni dovrebbero tra-smette il loro sapere ai nipoti, non morire lavorando. Pochi giorni fa a RUBANO, Remo Di Leta a 77 anni è morto schiacciato da una lamiera mentre stava demolendo una vecchia chiatta. Carlo Sori-celli In allegato il grafico e l’opera scultorea la “Trasmissione del sapere” da parte dei nonni ai nipoti. Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

giovedì 8 ottobre 2015

Incredibile ma vero

A Venezia è morto Remo Di Leta un lavoratore di 77 anni travolto da una lasta di lamiera, e questo in una grande azienda di Mestre, ma il lavoratore, da quello che sembra lavorava per una ditta appaltatrice. A voi sembra normale lavorare ancora a quell'età in una grande fabbrica della cantieristica navale a Mestre? Io sono BASITO, poi ci sono altre domande da farsi. Era assicurato?

mercoledì 7 ottobre 2015

Drammatica sequenza di morti anche ieri, sono 5 i lavoratori morti il 6 ottobre 2015

6 ottobre Una strage che non conosce tregua. Sono 5 i lavoratori morti ieri. Nella provincia di Palermo sono morti due operai Raffaele Introvatolo di 49 anni lavorava in un'azienda d'impiantistica nel settore gas, E' morto cadendo dal 3 piano. Salvatore Licata stava lavorando al tornio ed è rimasto fulminato. In provincia di Macerata è morto un senegalese di 40 anni cadendo dalla rampa di un ascensore mentre faceva lavori di pulizia. Nella provincia di BAT un agricoltore ha tamponato con il trattore un camion rimanendo ucciso. nella provincia di Parma una contadina di 70 anni è stata caricata da un toro che l'ha uccisa.

lunedì 5 ottobre 2015

In ottobre stanno morendo più di due agricoltori al giorno a causa dello schiacciamento provocate dai trattori, due di questi su strada

In ottobre stanno morendo più di due agricoltori al giorno a causa dello schiacciamento provocate dai trattori, due di questi su strada 5 ottobre La mattanza di agricoltori schiacciati dal trattore ha in ottobre un'impennata incredibile nell'indifferenza della politica. Sono 9 gli agricoltori morti a causa del trattore in questi primi 4 giorrni di ottobre. Una strage dal nord al su d'Italia. isole comprese. Le tragedie nelle varie province di Roma, dell'Ogliastra in Sardegna, in quella di Benevento, di Brescia, di Trento, ancora di Benevento, questa volta sulla strada, di Foggia, di Arezzo e ancora a Roma sbalzato dal trattore e morto in seguito a un incidente stradale. Sono complessivamente 111 dall'inizio dell'anno morti in questo modo atroce e 81 dal 1° maggio Festa dei Lavoratori e inaugurazione dell'EXPO. alla politica, consigliamo di leggere questa lettera di Pertini dalle carceri per ricordare loro cos'era la politica una volta. Adesso neppure un twitter contro queste tragedie sul lavoro. Ma il Ministro delle Politiche Agricole dov'è? Esiste o è un'invenzione mediatica che lo fa apparire solo per esaltare il famoso agroalimentare italiano?

domenica 4 ottobre 2015

Sono già 10 i morti sui luoghi di lavoro in questi primi 4 giorni di ottobre

Due adetti all'agricoltura sono morti in provincia di Brescia. Un 47enne che lavorava in un mangimificio è rimasto schiacciato dagli ingranaggi dopo essere caduto da un silos. Un agricoltore di 55 anni di cui non si conoscono le generalità è morto sempre in questa provincia schiacciato da un trattore. Un altro morto schiacciato dal trattore in provincia di Roma, questa volta si tratta di un operaio marocchino di 55 anni. Purtroppo i morti anche tra gli stranieri aumenteranno in modo così orribile. Un autrasportatore di 28 anni che guidava un furgone è morto sulla salerno Reggio Calabria.

sabato 3 ottobre 2015

Continua inesorabile anche in questo inizio ottobre la conta delle morti sul lavoro. Sono 6 nei primi due giorni.Una strage di lavoratori del sud, pendolari settimanali che muoiono sulle strade nell'andare al nord o ritornare al sud

Una strage continua quelli di lavoratori del sud che muoiono sulle strade, pendolari settimanali che ci lasciano la vita nell'andare al nord o ritornare al sud. Continua inesorabile anche in questo inizio ottobre la conta delle morti sul lavoro. Sono 6 nei primi due giorni Vorrei portarvi un esempio di centinaia di morti sul lavoro che passano inosservati. Decine di migliaia di lavoratori, soprattutto edili, ogni inizio e fine settimana partano dalle loro case del sud per andare al centro-nord a lavorare. Non più emigrazione ma pendolarismo settimanale di migliaia di km che provoca tantissimi morti in itinere o sulle strade.Una strage che passa inosservata. In tanti casì queste vittime risultano solo come morti per "incidenti stradali" . Da nativo del sud, non posso non essere particolarmente colpito da queste morti sul lavoro, che in tantissimi casi non risultano neppure come tali. Poi vorrei portare a esempio come morte sul lavoro sulle strade e in itinere, la morte di un operaio sull'autostrada A 1, che viaggiava insieme a altri 4 colleghi, vicino a Orvieto ha perso la vita nel tardo pomeriggio di ieri in uno scontro lungo l’autostrada del sole. La tragedia a un chilometro dal casello di Orvieto, in direzione sud verso Roma. Erano tutti a bordo di un furgone che avrebbe perso il controllo. L’intervento dei mezzi di soccorso compresi due elicotteri il 118 e i vigili del fuoco, hanno provveduto a trasportare i feriti nei vicini ospedali. Per consentire ai soccorritori di operare è stato chiuso il tratto dell’autostrada con uscita obbligatoria a Orvieto. Ho voluto portare questo esempio per far comprendere le dimensioni delle tragedie che si verificano sulle strade e in itinere. Questi lavoratori stavano effettuando un percorso di centinaia e centinaia di km e tornavano al sud dopo una settimana di lavoro probabilmente in qualche cantiere del nord. Quanti sono i LAVORATORI che muoiono per lo stess e la fatica nell'affrontare un lungo viaggio dopo aver svolto un lavoro duro e impegnativo? Nessuno lo sa con certezza, anche la Polizia della Strada non può sapere quanti sono i singoli lavoratori che muoiono in questo modo, anche in nero, e che non risultano da nessuna parte o non sono riconosciuti come morti per infortuni sul lavoro. Insomma anche sulle strade c'è una carneficina di lavoratori, addirittura molto più vasta dei lavoratori che muoiono sui LUOGHI DI LAVORO. Come del resto dimostrano i dati raccolti dall'INAIL, che tra l'altro monitora solo quelli che assicura. Non è possibili sapere se poi anche questo lavoratore sarà riconosciuto da questo Istituto come morto sul lavoro e se disponeva di un'assicurazione ecc. Chi ci governa non si occupa di quelli che muoiono sui LUOGHI DI LAVORO figuriamoci di quelli che muoiono sulle strade o in itinere, dove è lo stress e la fatica provocati da una giornata di duro lavoro, per poi affrontare poi un lungo percorso in automobile, su furgoni ecc......Da meridionale sono molto dispiaciuto nel vedere che migliaia e migliaia di lavoratori del sud non emigrano più, ma affronatano lunghi percorsi a fine settimana (o all'inizio) per rimanere nella propria terra, insomma un pendolarismo settimanale che uccide. Poi mi piacerebbe sapere l'età dei lavoratori che erano su quel furgone.....Almeno risparmiamo loro di essere sottoposti a questo inferno anche da vecchi come è stato imposto con la Legge Fornero. Continua inesorabile anche in questo inizio ottobre la conta delle morti sul lavoro. Sono già 6 in questi primi due giorni d'ottobre e a questi occorre aggiungerne almeno altrettanti che muoiono sulle strade come potrete vedere qui sotto. Di queste sei morti SUI LUOGHI DI LAVORO ben 3 sono in agricoltura causati dal trattore: due sono rimasti schiacciati dal trattore in provincia di Arezzo e di Trento,mentre un terzo alla guida del mezzo in provincia di Foggia è stato sbalzato fuori in un incidente stradale rimanendo ucciso. Poi in provincia di Benevento è morto un edile di cui non sono ancora ben chiare le dinamiche, a Ancona è morto dopo due giorni d'agonia cadendo da una scala un antennista.

giovedì 1 ottobre 2015

E' morto dopo settimane d'agonia Roberto Spera l'operaio dell'Italgas rimasto ustionato a Roma con due suoi colleghi

1 ottobre 2015 E' morto a Roma Morto Roberto Spera, l'operaio dell'Italgas rimasto ferito nell'incidente di Centocelle il 7 settembre Spera era uno dei tre operai Italgas finiti in ospedale lo scorso 7 Settembre dopo un grave incidente sul lavoro. Stava effettuando insieme ai colleghi dei lavori di manutenzione alle tubature del gas quando tutti e tre lavoratori rimasero ustionati in seguito a una fuga di gas. Salgono così a 15 i morti sui luoghi di lavoro nella provincia di Roma e diventano oltre 35 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere
RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti, con riproduzioni di opere di Carlo Soricelli

E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti, con riproduzioni di opere  di Carlo Soricelli
E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti Aionici di Carlo Soricelli, con riproduzioni di opere, se qualcuno è interessato a leggerlo mi mandi una mail a carlo.soricelli@gmail.com verrà spedito gratuitamente per PDF. se qualche editore è interessato alla pubblicazione contattarmi

Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro

Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro
https://soricellifioriscolpiti.blogspot.com/

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.