Morti sul lavoro in Italia nel 2021

Al 16 gennaio 2022 sono morti dall’inizio dell’anno 31 lavoratori, 15 di questi sui luoghi di lavoro; 3 in Veneto, due in Lombardia. E’ morto il terzo agricoltore schiacciato dal trattore, dopo il 39enne di Campobasso, un 38enne a Cosenza, il 14 e 15 gennaio hanno perso la vita tre autotrasportatori. Report morti sul lavoro nell’intero 2021 Nel 2021 sono morti 1404 lavoratori per infortuni sul lavoro, di questi 695 sui luoghi di lavoro, con un aumento del 18% sui luoghi di lavoro rispetto all’anno 2020, ma l’anno scorso c’è stato il fermo covid (nel nostro monitoraggio non ci sono i lavoratori morti per infortuni da covid). Rispetto al 2008 anno di apertura dell’Osservatorio l’aumento dei morti sui luoghi di lavoro è del 9%. In questi 14 anni non c’è stato nessun miglioramento, nonostante lo Stato attraverso i suoi Istituti ha speso miliardi di euro per la Sicurezza. INAIL dall’inizio dell’anno al 30 novembre ha ricevuto 1116 denunce per infortuni mortali (mancano i morti di dicembre), ma ricordiamo che molte categorie di lavoratori non sono assicurati a questo Istituto e quindi questi morti non vengono rilevati: poi ci sono i morti in nero. La situazione delle varie province e regioni, con relativi morti per infortuni sui Luoghi di lavoro escluso itinere la trovate qui sotto. Le categorie con più morti sul lavoro sono: L’Agricoltura che ha il 30,22% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, di questi ben il 75% sono stati schiacciati dal trattore, 158 complessivi a morire in modo così orrendo, e l’età varia dai 14 agli 88 anni. Il 22% di tutti i morti sui Luoghi di Lavoro di tutte le categorie ha perso la vita schiacciato da questo mezzo. L’edilizia ha il 15% dei morti sul totale, di queste per la maggioranza sono provocate da cadute dall’alto, sono moltissimi i morti in nero in questa categoria, soprattutto nelle regioni del sud, ma non solo. Autotrasporto Rappresentano il 10,75 di tutti i morti sui luoghi di lavoro: in questa categoria sono inseriti tutti i lavoratori che guidano un mezzo sulle strade e autostrade (gli autotrasportatori morti sulle autostrade non sono inseriti nei morti delle province), i morti in questa categoria sono aumentati di molto; non sarà un caso che è aumentato in modo esponenziale il trasporto su gomma dovuti agli acquisti on line. Industria Rappresentano il 5,89% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, sono relativamente molto pochi; in questa categoria abbiamo inserito le industrie di tutte le categorie (esclusa edilizia). I morti in questa categoria sono quasi tutti nelle piccole e piccolissime aziende dove non è presente il Sindacato o un responsabile della Sicurezza, Nelle medie e grandi aziende i morti sono quasi inesistenti, quei pochi sono tutti lavoratori che lavorano all’interno dell’azienda stessa ma che non sono dipendenti diretti, ma di aziende appaltatrici: le aziende e i sindacati devono accertarsi che questi lavoratori, che svolgono generalmente lavori pericolosi, svolgono il loro lavoro in sicurezza e siano tutelati come i dipendenti. In alcune grandi aziende emiliane i datori di lavoro hanno fatto accordi col sindacato per tutelare meglio questi lavoratori in appalto. Artigiani una miriade di lavoratori artigiani o di loro dipendenti perdono la vita lavorando, elencare i lavori che svolgevano questi morti per infortuni diventerebbe molto dispersivo per chi legge il report. Ricordiamoci anche di poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco che hanno perso la vita lavorando: anche questi lavoratori non sono assicurati all’INAIL. Età delle vittime È impressionante vedere che i morti sui Luoghi di Lavoro (escluso itinere) che hanno più di 61 anni sono oltre il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro; i morti da questa età in su sono soprattutto in agricoltura, in edilizia e tra gli artigiani. Non si può far svolgere lavori pericolosi a lavoratori anziani. Ma ci sono anche molti giovani di vent’anni a morire sul lavoro, soprattutto precari, che hanno perso la vita quest’anno, non solo Luana D’Onofrio ma anche altre decine di giovani che svolgevano lavori pericolosi senza nessuna preparazione, e con il rischio di venir licenziati se avevano da ridire sui lavori pericolosi che dovevano svolgere. Nazionalità delle vittime rappresentano il 6,5% di tutti i morti sui luoghi di lavoro: c’è stato un netto calo delle morti tra gli stranieri rispetto agli anni precedenti, probabilmente a causa della pandemia. Gli anni precedenti al covid erano sempre intorno al 10%. Sono lavoratori marocchini, albanesi e romeni gli stranieri con più morti. Qui sotto i morti in ogni provincia e regioni italiane. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Nazionale morti sul lavoro OSSERVATORIO NAZIONALE MORTI SUL LAVORO Aperto dal 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli con lavoro volontario http://cadutisullavoro.blogspot.it Morti sul lavoro nel 2021 al 31 dicembre. Ci sono stati 1404 morti complessivi per infortuni sul lavoro, 695 sono morti sui luoghi di lavoro, gli altri sulle strade e in itinere, che sono considerati a tutti gli effetti morti sul lavoro dalle Istituzioni, non ci sono in questi numeri i lavoratori morti per covid. Aperto il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. I morti sui luoghi di lavoro sono da 14 anni tutti registrati in apposite tabelle excel con data della morte, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. Dal 1° gennaio 2008 anno di apertura dell’Osservatorio sono morti oltre 20000 lavoratori per infortuni per contatti carlo.soricelli@gmail.com L’unico sito che monitora in tempo reale i morti sul lavoro. 158 gli agricoltori schiacciati/e dal trattore nel 2021. Occorre aggiungere i morti per infortuni da coronavirus: 90 medici morti per coronavirus nel 2021 (368 totali dall’inizio epidemia) 80 gli infermieri in servizio. Il 70% dei lavoratori morti per infortuni sul lavoro da coronavirus sono donne. l’INAIL considera i propri assicurati morti a causa del coronavirus, come morti per infortuni sul lavoro, noi aggiungiamo anche gli altri che non lavorano nella Sanità. Curatore Carlo Soricelli tecnico metalmeccanico in pensione e pittore sociale da 50 anni. Su Facebook https://www.facebook.com/carlo.soricelli https://www.facebook.com/osservatorioindipendente/ https://www.instagram.com/pittorepranico/channel/?hl=it Qui sotto i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province (non ci sono i morti per covid). Non sono contati neppure i morti in itinere e sulle strade: tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro. Ma altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualità del fenomeno. NB nelle province e Regioni non ci sono i morti per infortuni provocati dal coronavirus I morti sul lavoro sono segnati nella provincia dove è avvenuto l’infortunio mortale e non in quella di residenza I morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province nel 2021: a questi occorre aggiungere almeno altrettanti lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro Lombardia 78 Milano (15), Bergamo (15), Brescia (15), Como (3), Cremona (2), Lecco (3), Lodi (1), Mantova (3), Monza Brianza (3), Pavia (9), Sondrio (4), Varese(4) CAMPANIA 70 Napoli (22), Avellino (12), Benevento (6), Caserta (13), Salerno (17) TOSCANA 55 Firenze (12), Arezzo (2), Grosseto (4), Livorno (3), Lucca (6), Massa Carrara (3), Pisa‎ (9), Pistoia (10), Siena (3) Prato(3) EMILIA ROMAGNA 53 Bologna (6), Rimini (4) Ferrara (5) Forlì Cesena (4) Modena (10) Parma (7) Ravenna (5) Reggio Emilia (10) Piacenza (1) PIEMONTE 53 Torino (17), Alessandria (11), Asti (3), Biella (2), Cuneo (17), Novara (1),Verbano-Cusio-Ossola() Vercelli (1) VENETO 51 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (14), Rovigo (1), Treviso (12), Verona (6), Vicenza (8) LAZIO 40 Roma (22), Viterbo (2) Frosinone (7) Latina (6) Rieti (3) CALABRIA 34 Catanzaro (7), Cosenza (16), Crotone (2) Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (3) PUGLIA 32 Bari (6), BAT (4), Brindisi (4), Foggia (4), Lecce (7) Taranto (7) SICILIA 30 Palermo (4), Agrigento (5), Caltanissetta (), Catania (5), Enna (1), Messina (6), Ragusa (8), Siracusa (1), Trapani‎ ()ABRUZZO 28 L'Aquila (5), Chieti (11), Pescara (1) Teramo (10) TRENTINO ALTO ADIGE 24 Trento (9) Bolzano (15) MARCHE 22 Ancona (4), Macerata (4), Fermo (1), Pesaro-Urbino (7), Ascoli Piceno (6) Fermo FRIULI VENEZIA GIULIA 15 Pordenone (2) Trieste (2) Udine (9) Gorizia (2) SARDEGNA 15 Cagliari (4) Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (1), Nuoro (6), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (2).Sulcis iglesiente () UMBRIA 9 Perugia (7) Terni (2) BASILICATA 9 Potenza (6) Matera (3) Molise 6 Campobasso (2) Isernia (4). LIGURIA 7 Genova (3), Imperia () La Spezia (2), Savona (2) VALLE D’AOSTA (3) Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

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lunedì 28 luglio 2014

Registriamo la morte di altri 2 lavoratori in una ditta di compostaggio a Aprilia

venerdì 25 luglio 2014

Altri 3 morti sul lavoro anche oggi

Ancora 3 morti sui luoghi di lavoro anche oggi. sono morti due agricoltori schiacciati dal trattore e un addetto ai servizi urbani.Una strage senza fine quella degli agricoltori schiacciati dal trattore, che però non suscitano nessuna emozione da parte di istituzioni come il governo e il parlamento. Ormai ho esaurito ogni aggettivo per descrivere questa indifferenza, ma tanto non serve a niente. Chi come me e altri che svolgiamo questo lavoro di volontariato, senza nessun interesse, ne politico ed economico, non meritano nessuna considerazione....VERGOGNA, l'ho detto più di una volta, ma continuo a ripeterlo

Ancora un morto sul lavoro in Emilia Romagna che mantiene con 33 morti sui luoghi di lavoro il record in questo triste primato

Ravenna 25 aprile E' morto dopo giorni d'agonia il giovane di 19 anni Carmine Cuomo che è deceduto dopo alcuni giorni cadendo dall'alto mentre smontava il tendone di un circo in provincia di Ravenna. occorre ancora una volta ribadire che l'Emilia Romagna è sempre ai vertici di questa triste classifica da quando è stato aperto l'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, che stanno cercando in tutti i modi d'ignorare anche le istituzioni locali. Ma la realtà è più forte di qualsiasi indifferenza: Con 33 morti sui luoghi di lavoro la mia regione è ancora quella con più morti sui luoghi di lavoro, e con più morti della Lombardia che ha però il doppio degli abitanti. fanno sempre statistiche poco pertinenti che non servono a niente. l'indice occupazionale ecc... in realtà a morire sui luoghi di lavoro sono categorie atipiche che sfuggono a questi parametri, se poi a queste morti sui luoghi di lavoro si aggiungono le morti sulle strade e in itinere si arriva a superare in Emilia Romagna i 60 morti complessivi. Continuiamo a ripetere che occorre far passare il messaggio che l'INAIL monitore solo i propri assicurati e che tantissime categorie e lavoratori in nero e già pensionati non lo sono. Si parla sempre di favolosi cali,mentre in realtà possiamo dimostrare dati alla mano che sui luoghi di lavoro i morti sono addirittura aumentati dal gennaio 2008, data di apertura dell'Osservatorio in ricordo degli operai della ThyssenKrupp morti poche settimane prima. E gli agricoltori schiacciati dal trattore sono già 101, una carneficina che dovrebbe far vergognare chi dovrebbe occuparsene

Muore operaio di 68 anni ucciso da un carrello elevatore

Lodi 24 luglio 2014 E' morto un operaio di 68 anni travolto da un carrello elevatore in un'officina di San Rocco di Porto. la vittima era detenuto in semi libertà. Solo da pochi mesi aveva ottenuto il regime di semilibertà e contemporaneamente l’opportunità di tornare a lavorare. La tragedia per una manovra errata mentre sollevava un carico. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Casale e Lodi, carabinieri di Guardamiglio e il nucleo operativo del comando compagnia dei carabinieri di Codogno e un’ambulanza. Ma per l’operaio non c’è stato nulla da fare. Ora la salma è stata portata all’istituto di medicina legale di Pavia a disposizione della procura lodigiana.

martedì 22 luglio 2014

Ancora 5 morti sui luoghi di lavoro. la strage continua e nessuno che cerchi di fermarla se non con le chiacchiere.

Ancora 5 morti sui luoghi di lavoro in questi ultimi 4 giorni. Sono morti nelle province di Ravenna Luca Cecchini mentre era alla guida di un furgone aziendale. In Trentino Alto Adige un agricoltore è caduto in un dirupo. Un altro lavoratore italiano è morto all'estero. Pierluigi Fani è stato risucchiato da una rotoballa in provincia di Teramo.In provincia di lecce è morto fulminato Antonio Bruno.

venerdì 18 luglio 2014

Due morti sui luoghi di lavoro in Campania

Con i due morti tra ieri e oggi in provincia di Salerno e di Napoli anche la Campania arriva a contare 21 morti sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno. E' morto travolto da un montacarichi un operaio di 35 anni nel napoletano e in Provincia di Salerno è morto un edile di 60 anni cadendo dall'alto. per vedere quanti morti ci sono nelle province campane andare all'apertura del blog dove ci sono tutte le morti di ogni provincia italiana

giovedì 17 luglio 2014

Tre operai travolti da un treno in provincia di Caltanisetta

Caltanisetta 17 luglio 2014 Sono morti 3 operi travolti da un treno regionale mentre lavoravano ai binari della ferrovia Gela-Licata nei pressi dia Butera. Le vittime sono Vincenzo Riccobono, 54 anni, Antonio La Porta, 55 anni e Luigi Gazziano, 57 anni. La procura di Gela ha aperto un fascicolo d'inchiesta che ipotizza l'omicidio colposo plurimo. Indagato sarebbe il macchinista della carrozza automotrice - un unico vagone - che dopo una curva sulla linea ferrata Caltanissetta-Gela, tra Gela e Licata a poche centinaia di metri dalla zona industriale di Butera, ha investito i tre operai. La procura ha fatto sequestrare la scatola nera del treno che sarà portata a Caltanissetta mentre La polizia ferroviaria di Caltagirone ha effettuato i rilievi tecnici del caso. Queste sono le prime notizie su questa ennesima tragedia sul lavoro. TUTTI GLI ANNI SI PARLA DI FAVOLOSI CALI, MENTRE NOI CON I NOSTRI DATI RACCOLTI POSSIAMO DIMOSTRARE CHE I MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NON SONO MAI STATI COSì TANTI DA QUANDO IL 1° GENNAIO 2008 E' STATO APERTO L'OSSERVATORIO INDIPENDENTE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO. PURTROPPO OGNI NOSTRO FORZO PER SENSIBILIZZARE LA POLITICA VERSO QUESTE TRAGEDIE SONO FINORA RISULTATE VANE. L'aumento rispetto all'anno scorso supera in questo momento il 13%

mercoledì 16 luglio 2014

Muore giovane operaio nel leccese

Lecce, 15 luglio 2014 E' morto un operaio di 34 anni colpito dalle schegge di un macchinario che è improvvisamente esploso. La tragedia n una falegnameria di Campi Salentina. Secondo una prima purtroppo per il giovane non c'era più neinete da fare.

lunedì 14 luglio 2014

Un'importante mail di Antonio Gatti che spiega da esperto i motivi di tante morti dovute allo schiacciamento degli agricoltori causate dal trattore, ne sono morti così atrocemente 98 dall'inizio dell'anno

Egr, Signor SoricellI, ho letto l’articolo pubblicato su “ iltamtam.it” ed ho visto la relativa foto pubblicata del trattore ribaltato. Mi sembra si tratti di un FIAT 850 DT con parafanghi rotondi e sul quale non è possibile montare alcun telaio perché troppo deboli per ospitare una struttura di sicurezza : infatti lo si evince dal nome para-fanghi cioè per riparare dal fango, a differenza di quelli quadrati, rinforzati per poter resistere in caso di ribaltamento. E’ anche vero che i dispositivi di protezione possono essere ancorati su altri punti della trattrice ma bisogna anche considerare l’usura del tempo, ruggine ecc. che possono alterare i supporti. Il fatto è che queste macchine sono obsolete e secondo il mio modesto parere sarebbero da rottamare perché concepite con criteri di costruzione ormai vecchi. Bisogna anche superare l’eterna questione che , se un mezzo circola in strada può essere sequestrato , mentre se in un fondo agricolo , essendo luogo privato , può lavorare senza regole: ma è proprio qui che si verifica la maggior parte degli incidenti. Purtroppo in questo Paese di furbi, e vediamo in che stato siamo ridotti, fatta la legge trovato l’inganno !! Speriamo che queste denunce portino a qualcosa. La saluto , se avesse bisogno mi scriva pure. P.A. GATTI ANTONIO

E' morto un altro agricoltore schiacciato dal trattore, questa volta nella provincia di Roma. Sono 97 dall'inizio dell'anno e 87 da quando IL 28 febbraio abbiamo mandato una mail a Renzi, Poletti e Martina pregandoli d'intervenire avvertendoli che entro pochi giorni sarebbe ricominciata la strage di agricoltori schiacciati dal trattore

Roma 12 luglio E' morto un agricoltore di 79 anni in Via di Colle Mattia. La tragedia in un fondo agricolo sulla Casilina. La vittima di 79 anni è rimasta schiacciata dal proprio trattore. I soccorsi, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'anziano agricoltore. Per liberarlo sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Ad effettuare i rilievi i carabinieri della stazione di Tor Vergata che hanno posto il mezzo sotto sequestro.

sabato 12 luglio 2014

La Lombardia raggiunge i 30 morti sui luoghi di lavoro dal'inizio dell'anno.

Bergamo 11 luglio 2014. E' morto un edile nel comune di Urgnano travolto da una trave di cemento. Lo comunica il 118. L'incidente sul lavoro è avvenuto nel pomeriggio. Sul luogo del drammatico incidente sono arrivati diversi mezzi del 118, ma ogni soccorso di medici e soccorritori è stato inutile. L'uomo era già morto. Sul posto i tecnici dell'Asl di Bergamo e i carabinieri di Treviglio che stanno eseguendo i rilievi del caso.

giovedì 10 luglio 2014

10 morti sui luoghi di lavoro ieri. Una vergogna l'indifferenza di chi ci governa e non solo

Con i 3 morti nelle province di Bari, Lecce e Cremona ieri è stata una giornata tragica per quanto riguarda le morti sul lavoro. I lavoratori morti sui luoghi di lavoro sono stati complessivamente 10. Non ricordo tanti morti in un solo giorno da quando ho aperto l'Osservatorio nell'ormai lontano 1° gennaio 2008. Che dire, anche un'impegno di questo tipo fatto con ore e ore giornaliere di volontariato, non produce nessun risultato. la politica è indifferente. Le lobby dominano il parlamento e nessuno, dico nessuno di questi "nominati" che abbia un pò di sensibilità sociale si scandalizza per queste tragedie. Parlano anche in parlamento di favolosi cali di morti sul lavoro. Io posso documentare che non è vero, che da quando ho aperto l'osservatorio i morti non sono mai calati, anzi......se vado a vedere i morti dall'inizio dell'anno del 2008 al 10 luglio, comparati con quelli del 2014, registro un aumento di oltre il 5%.VERGOGNA anche per la deformazione della reatà

mercoledì 9 luglio 2014

Sono salite a 6 le morti sui luoghi di lavoro in questa giornata tragica per l'esplosione di una fabbrica di fuochi d'artificio nell'aquilano

Purtoppo in questa giornata tragica dobbiamo registrare la morte anche di 3 agricoltori:due schiacciati dal solito trattore che uccide nell'indifferenza generale e di un altro travolto da una rotoballa. le tragedie in agricoltura nelle province di Verona, Parma e Salerno.

Tre morti e un disperso nell'esplosione di una fabbrica di fuochi d'artificio in provincia dell'Aquila

L'aquila 9 luglio 2014 Sono morti tre lavoratori e un quarto è disperso, di cui non si conosce ancora l'identità nell'esplosione avvenuta in una fabbrica di fuochi d'artificio, in zona San Donato, a Tagliacozzo. Nell'esplosione anche quattro i feriti: due sono stati trasportati in elicottero presso l'Ospedale di Avezzano con ustioni gravi. I soccorritori sono intanto alla ricerca ddel quarto lavoratore disperso. L'intervento dei soccorritori è però reso difficile dalle esplosioni che si sono verificate anche successivamente. I soccorritori sono stati impegnati anche nello spegnimento di alcuni focolai d'incendio causati dai fuochi pirotecnici scagliati lontano dalla fabbrica. Purtroppo dai dati raccolti nel corso di questi anni sapevamo che entro pochi giorni ci sarebbe stata una strage collettiva di lavoratori, ma purtroppo non sapevamo dove e in che settore. Ma non abbiamo scritto niente per evitare anche inutili allarmismi.

martedì 8 luglio 2014

Anche oggi 3 morti sui luoghi di lavoro

Anche oggi 3 morti sui luoghi di lavoro.Un edile albanese di 46 anni Besmik Qoli è morto dopo diversi giorni d'agonia in provincia di Forlì Cesena cadendo da una tettoia. Un altro edile di soli 20 anni di cui non si conosce ancora l'identità è morto in provincia di Frosinone. E' morto un altro agricoltore schiacciato dal trattore in provincia di Palermo, con questa nuova vittima sono 94 gli agricoltori schiacciati dal trattore dall'inizio dell'anno e 84 da quando il 28 febbraio abbiamo mandato una mail a Renzi, Poletti e Martina, avvertendoli dell'imminente strage che sarebbe ricominciata entro pochi giorni. Ricordiamo che almeno altrettanti lavoratori sono morti sulle strade e in itinere. Con le vittime sulle strade arriviamo a superare i 650 morti complessivi

lunedì 7 luglio 2014

Continua nel silenzio assassino la strage di agricoltori schiacciati dal trattore. Complessivamente sono morti 5 persone mentre lavoravano

Continua nel silenzio assassino la strage di agricoltori schiacciati dal trattore, ne sono morti ben 3 in questa fine settimana. Purtroppo tutti il nostro impegno risulta vano per l'indifferenza della politica e soprattutto da chi ci sta governando. Basterebbe una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo, incentivi per far dotare i vecchi trattori di cabine che non permettono al guidatore d'essere sbalzato fuori ed essere travolto nel caso di ribaltamento che in un territorio collinare come quello italiano è facilissimo poi visite mediche d'idoneità alla guida quando si raggiunge una certa età. Ne sono già morti così atrocemente 92 dall'inizio dell'anno e 82 da quando il 28 febbraio abbiamo chiesto a Renzi, Martina e Poletti di fare qualcosa contro l'imminente strage. L'operaio Liberato Guardabascio di 55 anni è morto dopo giorni d'agonia a causa di un infortunio sul lavoro in una fonderia di Brunello in provincia di Varese. Un volontario di 65 anni Sergio Piccinato cadendo dalla scala mentre imbiancava la sede di una società di rugby a Treviso

sabato 5 luglio 2014

E' morto Michele Vitariello a soli 29 anni precipitando da un lucernaio nel barese

Bari 5 luglio 2014 E' morto Michele Vitariello, di soli 29 anni, di Bitonto. Il povero giovane era impegnato nelle operazioni di tinteggiatura di un muro sul terrazzo di una palazzina a Santo Spirito. A un certo punto però è salito su un lucernario che ha ceduto facendolo precipitare nella tromba delle scale da una altezza di oltre 10 metri rimanendo ucciso sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia San Paolo di Bari e gli specialisti della sezione investigazioni scientifiche.

giovedì 3 luglio 2014

Di Franco D'Amico Coordinatore dei servizi statistico-informativo ANMIL

ANMILinforma » Il commento » Statistiche infortuni: categorie mancanti STATISTICHE INFORTUNI: 2,5 MILIONI DI LAVORATORI MANCANTI TRA CUI I VIGILI DEL FUOCO Per informazioni: tel. 06 54196334 - fax 06 5406776 - ufficio.stampa@anmil.it di Franco D’Amico - Coordinatore dei sevizi statistico-informativi ANMIL Il grave episodio che ha coinvolto cinque vigili del fuoco nell’esplosione di un silos di una falegnameria in provincia di Macerata, riporta alla ribalta, ancora una volta e sempre con maggiore preoccupazione, il problema delle tragedie collettive sul lavoro che si verificano con drammatica periodicità nel nostro Paese. Ma al di là delle problematiche sulla sicurezza e la prevenzione degli incidenti sul lavoro, vi è un altro problema, apparentemente meno importante, che riguarda in particolare l’informazione su eventi che coinvolgono categorie di lavoratori destinati a non entrare in alcuna statistica diffusa a livello ufficiale. L’INAIL fornisce, in maniera completa ed approfondita, una gran mole di informazioni statistiche sui lavoratori “assicurati”; ma, forse non tutti sanno che molte categorie non sono assicurate all’INAIL e sfuggono quindi alle statistiche ufficiali che vengono periodicamente pubblicate dall’Istituto. Si stima che sui circa 23milioni di occupati, almeno 2,5milioni, più del 10%, non sono soggetti all’assicurazione obbligatoria INAIL. Questo riguarda alcune categorie di lavoratori del privato (Personale di volo, Commercianti titolari di imprese individuali ed altre categorie minori) che sono tutelate da polizze assicurative private o esentate del tutto dall’obbligo assicurativo. Anche i giornalisti sono assicurati all'INPGI, e non all’INAIL, con una forma di assicurazione specifica (stabilita nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) che prevede, oltre all'indennità giornaliera di temporanea, indennizzi in capitale sia in caso di inabilità permanente (superiore al 5%) che in caso di morte. Per quanto riguarda invece il settore pubblico, dopo l’abrogazione degli istituti relativi all'accertamento dell'infermità da causa di servizio, dell'equo indennizzo e della pensione privilegiata, l’INAIL gestisce l’intera materia degli infortuni e delle malattie professionali dei dipendenti pubblici, fatta eccezione per i comparti: sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso pubblico. Si tratta di lavoratori che sono comunque tutelati, sotto varie forme, dalle Amministrazioni di appartenenza. Mancano, tuttavia, almeno a livello di informazione pubblica, dati sugli infortuni subiti da queste categorie di lavoratori, rendendo così non esaustive le pur pregevoli statistiche diffuse periodicamente dall’INAIL. Ed è proprio l’INAIL che si è proposto in più di una occasione, come “collettore” e “fornitore ufficiale” delle informazioni su infortuni e malattie professionali provenienti da altre fonti non censite ed accreditare così l’Istituto come una “authority delle conoscenze per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro” (Relazione annuale del Presidente. INAIL 2012). L’auspicio dell’ANMIL, ma non solo, è che questo progetto si realizzi quanto prima. Carlo Soricelli- Anche noi auspichiamo che i lavoratori italiani siano tutti assicurati allo stesso modo
RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti, con riproduzioni di opere di Carlo Soricelli

E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti, con riproduzioni di opere  di Carlo Soricelli
E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti Aionici di Carlo Soricelli, con riproduzioni di opere, se qualcuno è interessato a leggerlo mi mandi una mail a carlo.soricelli@gmail.com verrà spedito gratuitamente per PDF. se qualche editore è interessato alla pubblicazione contattarmi

Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro

Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro
https://soricellifioriscolpiti.blogspot.com/

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.