Morti sul lavoro in Italia nel 2021

Al 16 gennaio 2022 sono morti dall’inizio dell’anno 31 lavoratori, 15 di questi sui luoghi di lavoro; 3 in Veneto, due in Lombardia. E’ morto il terzo agricoltore schiacciato dal trattore, dopo il 39enne di Campobasso, un 38enne a Cosenza, il 14 e 15 gennaio hanno perso la vita tre autotrasportatori. Report morti sul lavoro nell’intero 2021 Nel 2021 sono morti 1404 lavoratori per infortuni sul lavoro, di questi 695 sui luoghi di lavoro, con un aumento del 18% sui luoghi di lavoro rispetto all’anno 2020, ma l’anno scorso c’è stato il fermo covid (nel nostro monitoraggio non ci sono i lavoratori morti per infortuni da covid). Rispetto al 2008 anno di apertura dell’Osservatorio l’aumento dei morti sui luoghi di lavoro è del 9%. In questi 14 anni non c’è stato nessun miglioramento, nonostante lo Stato attraverso i suoi Istituti ha speso miliardi di euro per la Sicurezza. INAIL dall’inizio dell’anno al 30 novembre ha ricevuto 1116 denunce per infortuni mortali (mancano i morti di dicembre), ma ricordiamo che molte categorie di lavoratori non sono assicurati a questo Istituto e quindi questi morti non vengono rilevati: poi ci sono i morti in nero. La situazione delle varie province e regioni, con relativi morti per infortuni sui Luoghi di lavoro escluso itinere la trovate qui sotto. Le categorie con più morti sul lavoro sono: L’Agricoltura che ha il 30,22% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, di questi ben il 75% sono stati schiacciati dal trattore, 158 complessivi a morire in modo così orrendo, e l’età varia dai 14 agli 88 anni. Il 22% di tutti i morti sui Luoghi di Lavoro di tutte le categorie ha perso la vita schiacciato da questo mezzo. L’edilizia ha il 15% dei morti sul totale, di queste per la maggioranza sono provocate da cadute dall’alto, sono moltissimi i morti in nero in questa categoria, soprattutto nelle regioni del sud, ma non solo. Autotrasporto Rappresentano il 10,75 di tutti i morti sui luoghi di lavoro: in questa categoria sono inseriti tutti i lavoratori che guidano un mezzo sulle strade e autostrade (gli autotrasportatori morti sulle autostrade non sono inseriti nei morti delle province), i morti in questa categoria sono aumentati di molto; non sarà un caso che è aumentato in modo esponenziale il trasporto su gomma dovuti agli acquisti on line. Industria Rappresentano il 5,89% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, sono relativamente molto pochi; in questa categoria abbiamo inserito le industrie di tutte le categorie (esclusa edilizia). I morti in questa categoria sono quasi tutti nelle piccole e piccolissime aziende dove non è presente il Sindacato o un responsabile della Sicurezza, Nelle medie e grandi aziende i morti sono quasi inesistenti, quei pochi sono tutti lavoratori che lavorano all’interno dell’azienda stessa ma che non sono dipendenti diretti, ma di aziende appaltatrici: le aziende e i sindacati devono accertarsi che questi lavoratori, che svolgono generalmente lavori pericolosi, svolgono il loro lavoro in sicurezza e siano tutelati come i dipendenti. In alcune grandi aziende emiliane i datori di lavoro hanno fatto accordi col sindacato per tutelare meglio questi lavoratori in appalto. Artigiani una miriade di lavoratori artigiani o di loro dipendenti perdono la vita lavorando, elencare i lavori che svolgevano questi morti per infortuni diventerebbe molto dispersivo per chi legge il report. Ricordiamoci anche di poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco che hanno perso la vita lavorando: anche questi lavoratori non sono assicurati all’INAIL. Età delle vittime È impressionante vedere che i morti sui Luoghi di Lavoro (escluso itinere) che hanno più di 61 anni sono oltre il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro; i morti da questa età in su sono soprattutto in agricoltura, in edilizia e tra gli artigiani. Non si può far svolgere lavori pericolosi a lavoratori anziani. Ma ci sono anche molti giovani di vent’anni a morire sul lavoro, soprattutto precari, che hanno perso la vita quest’anno, non solo Luana D’Onofrio ma anche altre decine di giovani che svolgevano lavori pericolosi senza nessuna preparazione, e con il rischio di venir licenziati se avevano da ridire sui lavori pericolosi che dovevano svolgere. Nazionalità delle vittime rappresentano il 6,5% di tutti i morti sui luoghi di lavoro: c’è stato un netto calo delle morti tra gli stranieri rispetto agli anni precedenti, probabilmente a causa della pandemia. Gli anni precedenti al covid erano sempre intorno al 10%. Sono lavoratori marocchini, albanesi e romeni gli stranieri con più morti. Qui sotto i morti in ogni provincia e regioni italiane. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Nazionale morti sul lavoro OSSERVATORIO NAZIONALE MORTI SUL LAVORO Aperto dal 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli con lavoro volontario http://cadutisullavoro.blogspot.it Morti sul lavoro nel 2021 al 31 dicembre. Ci sono stati 1404 morti complessivi per infortuni sul lavoro, 695 sono morti sui luoghi di lavoro, gli altri sulle strade e in itinere, che sono considerati a tutti gli effetti morti sul lavoro dalle Istituzioni, non ci sono in questi numeri i lavoratori morti per covid. Aperto il 1° gennaio 2008 da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. I morti sui luoghi di lavoro sono da 14 anni tutti registrati in apposite tabelle excel con data della morte, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. Dal 1° gennaio 2008 anno di apertura dell’Osservatorio sono morti oltre 20000 lavoratori per infortuni per contatti carlo.soricelli@gmail.com L’unico sito che monitora in tempo reale i morti sul lavoro. 158 gli agricoltori schiacciati/e dal trattore nel 2021. Occorre aggiungere i morti per infortuni da coronavirus: 90 medici morti per coronavirus nel 2021 (368 totali dall’inizio epidemia) 80 gli infermieri in servizio. Il 70% dei lavoratori morti per infortuni sul lavoro da coronavirus sono donne. l’INAIL considera i propri assicurati morti a causa del coronavirus, come morti per infortuni sul lavoro, noi aggiungiamo anche gli altri che non lavorano nella Sanità. Curatore Carlo Soricelli tecnico metalmeccanico in pensione e pittore sociale da 50 anni. Su Facebook https://www.facebook.com/carlo.soricelli https://www.facebook.com/osservatorioindipendente/ https://www.instagram.com/pittorepranico/channel/?hl=it Qui sotto i MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province (non ci sono i morti per covid). Non sono contati neppure i morti in itinere e sulle strade: tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro. Ma altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualità del fenomeno. NB nelle province e Regioni non ci sono i morti per infortuni provocati dal coronavirus I morti sul lavoro sono segnati nella provincia dove è avvenuto l’infortunio mortale e non in quella di residenza I morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province nel 2021: a questi occorre aggiungere almeno altrettanti lavoratori morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti per infortuni sul lavoro Lombardia 78 Milano (15), Bergamo (15), Brescia (15), Como (3), Cremona (2), Lecco (3), Lodi (1), Mantova (3), Monza Brianza (3), Pavia (9), Sondrio (4), Varese(4) CAMPANIA 70 Napoli (22), Avellino (12), Benevento (6), Caserta (13), Salerno (17) TOSCANA 55 Firenze (12), Arezzo (2), Grosseto (4), Livorno (3), Lucca (6), Massa Carrara (3), Pisa‎ (9), Pistoia (10), Siena (3) Prato(3) EMILIA ROMAGNA 53 Bologna (6), Rimini (4) Ferrara (5) Forlì Cesena (4) Modena (10) Parma (7) Ravenna (5) Reggio Emilia (10) Piacenza (1) PIEMONTE 53 Torino (17), Alessandria (11), Asti (3), Biella (2), Cuneo (17), Novara (1),Verbano-Cusio-Ossola() Vercelli (1) VENETO 51 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (14), Rovigo (1), Treviso (12), Verona (6), Vicenza (8) LAZIO 40 Roma (22), Viterbo (2) Frosinone (7) Latina (6) Rieti (3) CALABRIA 34 Catanzaro (7), Cosenza (16), Crotone (2) Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (3) PUGLIA 32 Bari (6), BAT (4), Brindisi (4), Foggia (4), Lecce (7) Taranto (7) SICILIA 30 Palermo (4), Agrigento (5), Caltanissetta (), Catania (5), Enna (1), Messina (6), Ragusa (8), Siracusa (1), Trapani‎ ()ABRUZZO 28 L'Aquila (5), Chieti (11), Pescara (1) Teramo (10) TRENTINO ALTO ADIGE 24 Trento (9) Bolzano (15) MARCHE 22 Ancona (4), Macerata (4), Fermo (1), Pesaro-Urbino (7), Ascoli Piceno (6) Fermo FRIULI VENEZIA GIULIA 15 Pordenone (2) Trieste (2) Udine (9) Gorizia (2) SARDEGNA 15 Cagliari (4) Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (1), Nuoro (6), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (2).Sulcis iglesiente () UMBRIA 9 Perugia (7) Terni (2) BASILICATA 9 Potenza (6) Matera (3) Molise 6 Campobasso (2) Isernia (4). LIGURIA 7 Genova (3), Imperia () La Spezia (2), Savona (2) VALLE D’AOSTA (3) Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

Translate (traduci nella tua lingua)

domenica 31 agosto 2014

Report morti sul lavoro nei primi otto mesi del 2014

Report morti sul lavoro nei primi 8 mesi del 2014 Nei primi 8 mesi del 2014 sono morti sui luoghi di lavoro 422 lavoratori, tutti documentati in appositi file. Se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano i 900 morti. L’aumento dei morti sui luoghi di lavoro rispetto ai primi 8 mesi del 2013 è del 7,6%. La cosa che sgomenta di più è che parlano sempre di cali incredibili tutti gli anni, mentre non è affatto vero, se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro che ricordiamo ancora una volta non sono solo quelle monitorate dal’INAIL istituto dello Stato che registra solo i propri assicurati, e in tantissimi non lo sono. Praticamente nonostante l’opinione pubblica pensi il contrario a causa della propaganda, anche governativa di chi si è succeduto nel corso di questi anni, i morti sul lavoro non sono mai calati, e questo nonostante si siano persi per la crisi milioni di posti di lavoro. In questo momento l’agricoltura con il 39,8% del totale ha un picco incredibile delle morti. In questo comparto il 72,6 % sono morti in un modo drammatico: schiacciati dal trattore che guidavano. Dall’inizio dell’anno sono 122 e ben 112 da quando il 28 febbraio abbiamo mandato una mail a Renzi, Martina e Poletti, avvertendoli dell’imminente strage che di lì a pochi giorni sarebbe ricominciata col ribaltamento dei trattori. E’ così tutti gli anni. Chiedevo loro di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo e di proporre una legge sulla messa in sicurezza delle cabine di questo mezzo che uccide così facilmente. Inutile scrivere che non si sono mai degnati di rispondere e che il loro impegno è tutto dedicato a fare selfie, cinquettare e mangiare gelati, mentre per la vita di questi lavoratori che muoiono così drammaticamente non si fa niente, non si spende neppure un minuto del loro prezioso tempo per sensibilizzarli. In edilizia i morti sui luoghi di lavoro sono il 22,9% del totale, con le solite cadute dall’alto che provocano tantissime morti in edilizia. Nell’industria il 9,8%, il 7,8% nell’autotrasporto. Poi ci sono tutti i lavoratori morti nei vari servizi alle imprese. Percentualmente le morti sul lavoro sono distribuite in eguale misura in tutte le fasce d’età, a parte l’agricoltura, dove le vittime hanno un’età mediamente più alta. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono il 10% sul totale e i romeni sono sempre i più numerosi con il 45% delle morti sui luoghi di lavoro tra gli stranieri. Le altre morti sono da ricercarsi nelle diverse attività, principalmente nel terziario. Se si analizzano con obbiettività questa raccolta dati si evidenzia un’Incredibile mattanza, che fa comprendere come opera chi ci sta governando e che ci ha governato in questi ultimi anni. Se è vero che l’INAIL registra costantemente dei cali delle morti tra i propri assicurati, e questo lo scrivo ormai da diversi anni, ed è una verità molto scomoda, anche per come vengono indirizzate le ingenti risorse che lo Stato mette per la Sicurezza, questo cosa vuol dire, se l’Osservatorio Indipendente di Bologna invece può dimostrare dati alla mano che praticamente da quando è stato aperto il 1° gennaio 2008 i morti sui luoghi di lavoro sono addirittura aumentati? Che sono calati gli occupati in posti tutelati e con assicurazioni degne di questo nome. Che le vittime sul lavoro si sono solo spostate da lavori a tempo indeterminato a lavori precari, in nero e grigio. Che la mancanza di tutele per le Partite IVA Individuali e altre importanti categorie di lavoratori, oltre a quelli che lavorano in nero e in grigio, provocano un aumento degli infortuni, anche mortali. Che il Sindacato svolge una funzione determinante per la Sicurezza dei lavoratori, ricordando che dove sono presenti in modo organizzato le morti sul lavoro sono quasi inesistenti. Sono semplici verità che la nostra classe dirigente fa finta di non vedere. La mancanza di tutele uccide i lavoratori che non possono opporsi, pena il licenziamento, anche alla mancata sicurezza sul lavoro. E chi ci governa cosa fa? Ignora queste tragedie e aumenta la precarietà per chi lavora, ed è quindi responsabile morale di queste morti, e che se si vuole emarginare e distruggere i sindacati, come si sta facendo, e che si fa un’operazione per incrementare anche le morti sul lavoro. Abolire l’unico baluardo che è rimasto per la tutela dei lavoratori, l’ormai famigerato articolo 18, che tra l’altro è già praticamente abolito dal Ministro Poletti con la legge delega, si deve sapere che gli italiani non avranno più un lavoro “buono” cioè a tempo indeterminato, ma solo stipendi da fame, calpestio dei diritti e inSicurezza sul lavoro. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro cadutisullavoro.blogspot.nl

mercoledì 27 agosto 2014

Anche oggi 3 lavoratori hanno perso la vita per infortuni sul lavoro

E' morto fulminato sull'A1 nei pressi di Firenze Maurizio Benassi che ha toccato i fili d'alta tensione in un cantiere con la gru. Un autotrasportatore è morto in sicilia sull' A 29 per un incidente stradale. Un agricoltore ha perso la vita dopo essere stato colpita da un malore mentre guidava un trattore ed essere andato con il mezzo contro una casa,

martedì 26 agosto 2014

Renzi meno selfie e cinquettii e più attenzione alla vita di chi lavora

Renzi, meno selfie e “cinquettii” e più attenzione alla vita di chi lavora Anche ad agosto si sta assistendo ad un’autentica carneficina di lavoratori che muoiono numerosissimi anche in questo mese che dovrebbe essere di riposo e vacanza. Sono già 54 dal 1° agosto e 418 sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno. Erano 379 nello stesso giorno del 2013 + 9,4%, ma l’aumento si registra anche rispetto allo stesso giorno del 2008. Erano dall’inizio del 2008 al 26 agosto 396 +5,3%. Non temo smentite, i morti sui luoghi di lavoro sono tutti registrati giornalmente in appositi file. Se poi si aggiungono a queste morti sui luoghi di lavoro i lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere si superano già i 900 morti complessivi. Allora per chi ha ancora un po’ di attenzione per la vita di chi lavora e credo che il mio lavoro volontario sia una cosa seria, dovrebbe fare un ragionamento molto semplice ma che rivela una verità terribile e scomoda per chi ci sta governando e che ci ha governato in questi anni. L’INAIL ogni anno dichiara un calo consistente di morti sul lavoro tra i suoi assicurati. Ormai è una verità assodata che la stessa INAIL ammette: che questo Istituto dello Stato monitora solo i propri assicurati. Che l’INAIL registri un calo delle morti e degli infortuni gravi tra i propri assicurati non è da mettere in discussione. E’ vero. Questo casa vuol dire se si prendono per buoni i dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna, che vorrei ricordare è stato aperto il 1° gennaio 2008 per ricordare la tragica fine dei sette lavoratori della ThyssenKrupp morti poche settimane prima?. Che se i morti sul lavoro complessivi e sui luoghi di lavoro sono addirittura aumentati rispetto anche al 2008, e l’INAIL registra un forte calo tra i sui assicurati, addirittura di diverse decine di punti percentuali in meno, che le morti sono aumentate in modo esponenziale tra lavoratori in nero, precari, partite iva individuali (che spesso nascondono lavori dipendenti ). Questo Cosa vuol dire? Che la crisi ha fatto calare l’occupazione a tempo indeterminato e fatto aumentare il lavoro instabile e precario. Che queste nuove occupazioni oltre a impoverire con stipendi da fame questi nuovi lavoratori, provoca anche tantissimi morti sul lavoro in più a causa della loro posizione e la loro mancanza di diritti, che a parole hanno ma che poi concretamente sono condannati al silenzio a causa della spada di Damocle che hanno sulla testa. Chi si espone anche sulla Sicurezza se puoi essere licenziato in qualsiasi momento? Che altro dire? Che anche questo governo sta smantellando i diritti di chi lavora. Un disegno di classe che lascia basiti per il silenzio della sinistra PD, di Sel, del Movimento Cinque Stelle. Come non voler vedere che questo governo sta attuando il programma di destra, contro il mondo del lavoro del Ministro Sacconi? Ma se il PD sta governando quello che non andava bene con Berlusconi va bene adesso solo perché c’è Renzi? Tra l’altro il 28 febbraio a Renzi, Martina e Poletti avevo mandato una mail pregandoli di fare una campagna informativa sull’imminente strage di agricoltori schiacciati dal trattore, senza ottenere nessuna risposta. Da quel giorno ne sono morti così atrocemente ben 109 e 119 dall’inizio dell’anno (gli agricoltori schiacciati dal trattore sono quasi il 30% di tutte le morti sui luoghi di lavoro). E’ mai possibile che questa carneficina che si potrebbe attenuare di molto con pochi interventi non trovi in parlamento nessuna attenzione? Chiedo che finalmente si prenda coscienza di quello che sta accadendo e di esporsi, senza il timore di vedere messa in discussione la propria posizione personale. E’ questa la vera politica e la vera libertà d’informazione. Dai dati raccolti posso affermare con certezza, che per merito dei sindacati e anche d’imprenditori attenti alla Sicurezza, che dove collaborano le morti sul lavoro sono praticamente inesistenti. E chi sta in silenzio per opportunismo ed assiste senza fiatare alla distruzione delle organizzazioni dei lavoratori non merita di rappresentare il popolo italiano e i lavoratori che l’hanno eletto. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Con 15 morti In questo momento la provincia di Roma è in testa alla triste classifica delle morti sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno.

Registriamo due morti nella provincia di Roma e un morto in quella di Catania. A perdere la vira in provincia di Roma è un agricoltore che è morto per il ribaltamento del trattore il cui corpo è stato addirittura trovato dopo 3 giorni e di cui non si conosce ancora l'identità. La seconda vittima è un lavoratore dei servizi coinvolto da uno scoppio. Si tratta di Marcin Macow un polacco di 56 anni che è morto nella notte all'ospedale Sant'Eugenio dopo che era stato coinvolto da un'esplosione in un tombino. La tragedia il 21 agosto in piazzale Enrico Dunant. Assieme a lui altri due colleghi che gli prestarono i primi soccorsi. Le sue condizioni erano apparse da subito critiche. è morto nella notte del 26 agosto all'ospedale Sant'Eugenio dove era ricoverato con ustioni di terzo grado sul 70 per cento del corpo. La vittima di Catania ha 39 anni ed è stata trovata dopo due giorni, era nella costruzione adiacente alla sua, probabilmente è caduto dal tetto e nessuno si è accorto della tragedia. i familiari avevano denunciato la sua scomparsa domenica sera

Un lunedì di sangue con 4 morti per infortuni sui luoghi di lavoro

Un lunedì di sangue con 4 morti per infortuni sui luoghi di lavoro Anche il giorno di lunedì 25 agosto è stata una giornata di sangue versato per infortuni sul lavoro dai lavoratori italiani. Un edile è rimasto fulminato mentre era alla guida di un escavatore in provincia di Palermo. con questa nuova vittima la Sicilia vede morire 4 lavoratori sui luoghi di lavoro in meno di una settimana. Due altri agricoltori sono morti schiacciati dal trattore in provincia di Teramo e di Fermo. Diventano 119 gli agricoltori schiacciati dal trattore dall'inizio dell'anno e 109 d quando il 28 febbraio di quest'anno abbiamo mandato una mail a Renzi, Poletti e Martina avvertendoli dell'imminente strage di agricoltori schiacciati dal trattore che sarebbe ricominciata entro pochi giorni. Chiedevamo loro di fare una campagna d'informazione sulla pericolosità del mezzo e di proporre una legge in parlamento per la messa in sicurezza delle cabine dei trattori. Senza ovviamente ottenere nessuna risposta. Un selfie con i familiari delle vittime mai? Una secchiata gelata di buon cuore mai? Un Twitter per sensibilizzare su queste tragedie mai? Pensano solo a ciò che porta pubblicità. Questo governo è una vera continuazione del berlusconismo nei sui aspetti peggiori: lotta di classe contro il mondo del lavoro e utilizzo dei media per pubblicizzare le loro azioni, sempre rivolte, come faceva il buon Sacconi, contro i sindacati e i lavoratori. E a chi li vota e si offende dico CHI SE NE FREGA. Andate fuori dalle p.... esistono ancora persone in questo paese che hanno a cuore la Sicurezza e il Benessere di chi chi lavora, e io nel mio piccolo sono uno di quelli.

lunedì 25 agosto 2014

Alberto Gentilini un edile di 62 anni è morto questa mattina in provincia di Torino

Torino 25 agosto 2014 E' morto sepolto da un cumulo di terra l'edile di 62 anni Alberto Gentilini. La tragico incidente questa mattina in un cantiere edile alle porte di La Cassa. Gentilini, residente a Vigone, è morto dopo essere stato investito da un cumulo di terra di riporto mentre lavorava all’impianto fognario di un complesso di villette. I compagni di lavoro hanno provato a soccorrerlo, ma è stato tutto inutile. Sulla dinamica della tragedia indagano i carabinieri di Rivoli e gli ispettori dell’Asl To 3.

domenica 24 agosto 2014

Un altro agricoltore morto in provincia di Chieti schiacciato dal trattore che guidava

Un altro agricoltore è morto schiacciato dal trattore nella provincia di Chieti. E' in secondo in pochi giorni. Questa volta a perdere la vita è Gaspare Di Prinzio che è rimasto schiacciato dal trattore in una strada statale. Sono già 117 dall'inizio dell'anno gli agricoltori morti così atrocemente e 107 da quando il 28 febbraio abbiamo mandato una mail a Renzi, Poletti e Martina per pregarli di fare qualcosa conto questa carneficina. Non abbiamo ottenuto nessuna ripsosta

venerdì 22 agosto 2014

Una "conta" quella delle morti sul lavoro che non conosce tregua

Altri due lavoratori hanno perso la vita in questo agosto di sangue. Un altro agricoltore ha perso la vita in provincia di Foggia. si tratta del 61enne Antonio cipollone e di Enrico Bariani in provincia di Pavia. Anche nel caso di Bariani è un mezzo agricolo che ha provocato la sua morte. Ci limitiamo solo a registrare queste nuove vittime. Ormai non serve neppure criticare o inveire contro questa classe dirigente che della vita di chi lavora non importa niente. Principale responsabile di queste morti sono da ricercare in chi ci governa e della politica tutta. L'indifferenza è ugualmente distribuita in tutti i partiti. Anche di chi dice di stare dalla parte di chi lavora (a parole). Nessuna differenza tra destra e sinistra. Stesso silenzio assassino

giovedì 21 agosto 2014

Ineserabile la conta delle morti sui luoghi di lavoro anche in agosto

Il conteggio dei morti non si ferma mai. Un aggiornamento che ogni giorno angoscia per l'indifferenza di chi ci governa che "burocratizza" anche queste vite strappate e senza fare interventi concreti. Un operaio ghanese John Hanson di 38 anni è morto in una fabbrica bresciana di Cividate mentre un altro lavoratore di cui non conosciamo ancora l'identità è morto al largo di Ravenna sulla motonave Aurora.

Ancora due morti sui luoghi di lavoro in questo agosto del 2014 che registra già 40 morti sui luoghi di lavoro. Ci aspettiamo un selfie o un twitter da parte di Renzi che parla di tutto ma non dei morti sul lavoro

Purtroppo registriamo ancora due morti sui luoghi di lavoro. Un altro agricoltore è morto schiacciato dal trattore in provincia di Chieti mentre un altro è rimasto fulminato in provincia di Napoli. Dell'agricoltore chietino morto a 59 anni schiacciato dal trattore conosciamo solo le sue iniziali T.G. Dario De Carlo, molto fulminato in un'abitazione in provincia di Napoli aveva solo 31 anni. Purtroppo i nostri ripetuti appelli per intervenire, almeno con l'informazione per la carneficina di agricoltori è stata sempre disattesa. Consigliamo a Renzi di fare almeno un selfie con alcuni familiari delle vittime oppure mandando allo stesso un twitter per interessarvi finalmente di queste tragedie dell'inciviltà. credete che risponderà? The latest from Matteo Renzi (@matteorenzi). Presidente del Consiglio dei Ministri. Segretario del PD. Italy.

mercoledì 20 agosto 2014

Terzo morto in edlizia in 33 giorni in Sicilia Sono già 32 i morti in edlizia per cadute dall'alto dall'inizio dell'anno. In Sicilia sono già 28 i morti sui luoghi di lavoro dal 1° gennaio

Siracusa 20 agosto 2014 E' morto Francesco Cavaliere cadendo dall'alto mentre rifaceva un intonaco. Per cause ancora da accertare ha perduto l'equilibrio volando per diversi metri in un cortile del primo piano. Cavaliere questa mattina stava eseguendo dei lavori sul balcone di un appartamento al terzo piano di un immobile per conto di un'impresa edile. Era salito su una scala posizionata accanto alla ringhiera quando ha perso l'equilibrio ed è caduto giù, finendo in un cortile interno al primo piano. Cavaliere ha sbattuto la testa ed è morto sul colpo. Una scena terribile per gli abitanti dell'appartamento che si affaccia sul cortile interno. Sul posto sono arrivati i carabinieri e i soccorsi che non hanno potuto che verificare la morte dell'operaio. La Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un'inchiesta, per stabilire l'esatta dinamica dell'incidente sul lavoro. Secondo il medico legale, incaricato dal pm di turno, il muratore è deceduto per una frattura cranica. Non sarà effettuata l'autopsia.

Ancora dispersi gli equipaggi dei due Tornando che si sono scontrati ieri vicino ad Ascoli Piceno. si teme per la loro vita

Risultano ancora dispersi i 4 piloti dei Tornado che si sono scontarti ieri nei pressi della città di Ascoli Piceno. Purtroppo si teme che siano periti nello scontro. L'Aeronautica militare ha intanto comunicato i nomi dei militari dispersi: a bordo c'erano il capitano pilota Alessandro Dotto, 31 anni di Ivrea, e il capitano navigatore Giuseppe Palminteri, 36 anni di Palermo, sul secondo Tornado il capitano pilota Mariangela Valentini, 32 anni di Borgomanero in provincia di Novara, e il capitano navigatore Paolo Piero Franzese, 35 anni di Benevento.

martedì 19 agosto 2014

Un altro morto per caduta dall'alto in Sicilia. La vittima è Santo Mangano di 62 anni

Palero 19 agosto 2014. Un altro morto in edilizia e per cadute dall'alto in Sicilia. E' la seconda vittima in due giorni. Questa volta a morire di lavoro è un piccolo imprenditore morto a Gangi. Si tratta di Santo Mangano di 62 anni

lunedì 18 agosto 2014

E' morto Salvatore Bio a Canicattì di Agrigento

Agrigento 18 agosto 2014 E' morto Salvatore Bio di 54 anni un operaio di 54 anni, a Canicattì. Bio stava lavorando su una impalcatura quando per cause ancora in corso di accertamento è caduto nel vuoto da un'altezza di diversi metri. I soccorsi sono arrivati immediatamente ma per il povero edile non c'è stato niente da fare. Sulla tragedia Indaga la polizia.

lunedì 11 agosto 2014

Riaperte le indagini per la morte dell'operaio 24anne Ferit Curraj. Le indagini rivelano ipotesi inquietanti.

SABATO 9 AGOSTO 2014 VARESE Sono inquietanti le ipotesi sulla morte del giovane operaio straniero ferit Curraj che era stato trovato morto nel 2009 nella sua casa per aver respirato monossido di carbonio. Il giovane di 24 anni era stato trovato a letto vestito ed intossicato. Alloggiava in una casa del suo datore di lavoro e lavorava in nero in condizioni precarie ,nello specifico in un essicatoio. Nella stanza ove fu rinvenuto il cadavere non erano presenti apparecchiature che potessero sprigionare monossido di carbonio ed è per questo che gli inquirenti affacciano la terribile ipotesi che il povero giovane sia morto sul luogo di lavoro e trasportato in casa quand'era già morto.

venerdì 8 agosto 2014

Muore fulminato giovane di 28 anni mentre lavorava in una serra a Loano di savona

Savona 7 agosto E' morto Matteo Zenari, Un giovane tecnico dell'ENEL di 28 anni tecnico. Zenari è rimasto folgorato mentre stava lavorando in una serra a Loano. la tragedia in mattinata. Dalle prime ricostruzioni sembra che il giovane stesse riparando un contatore della corrente. Una scarica lo ha folgorato: le sue condizioni erano apparse subito critiche. Sul posto il 118, la pubblica assistenza, i carabinieri ma per il povero giovane non c'è stato niente da fare. La salma è stata messa a disposizione della magistratura che ha aperto un’inchiesta. Anche Enel ha aperto un’indagine interna sull’incidente. «L’Azienda, profondamente colpita per quanto accaduto, sta collaborando con le Autorità competenti per accertare l’esatta dinamica del tragico evento».

venerdì 1 agosto 2014

L'aggiornamento delle morti sul lavoro sarà ripreso nei prossimi giorni, il numero totale delle morti sui luoghi di lavoro è comunque aggiornato
RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti, con riproduzioni di opere di Carlo Soricelli

E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti, con riproduzioni di opere  di Carlo Soricelli
E' stato stampato il libro di poesie e scritti Canti Aionici di Carlo Soricelli, con riproduzioni di opere, se qualcuno è interessato a leggerlo mi mandi una mail a carlo.soricelli@gmail.com verrà spedito gratuitamente per PDF. se qualche editore è interessato alla pubblicazione contattarmi

Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro

Opera di Carlo Soricelli dedicata ai morti sul lavoro
https://soricellifioriscolpiti.blogspot.com/

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.