morti sul lavoro

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

L’unico sito in Italia che monitora in tempo reale i morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008

Curatore Carlo Soricelli metalmeccanico in pensione e pittore da 50 anni

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In questi 12 anni di monitoraggio dell’Osservatorio sono morti oltre 17000 lavoratori senza vedere le istituzioni e la politica fare qualcosa contro questa strage

17 ottobre 2019

Dall'inizio dell’anno sono morti 1158 lavoratori (compresi i morti sulle strade e in itinere) di questi 574 sui luoghi di lavoro. Dal 10 settembre giorno d’insediamento del nuovo governo ci sono già stati 78 morti sui luoghi di lavoro (188 con i morti sulle strade e in itinere): sono 21 gli schiacciati dal trattore con la Ministra Teresa Bellanava a guida delle Politiche Agricole. 125 sono stati schiacciati da questo mezzo dall’inizio dell’anno. N.B I dieci lavoratori morti nella tragedia aerea in Etiopia non sono conteggiati come morti sui luoghi di lavoro

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Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province sono esclusi i morti in itinere e sulle strade, tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti ripsetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati perché richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sui Luoghi di Lavoro

Lombardia 80 Milano (12), Bergamo (12), Brescia (13), Como (8), Cremona (5), Lecco (3), Lodi (2), Mantova (6), Monza Brianza (10), Pavia (6), Sondrio (1), Varese (4) CAMPANIA 56 Napoli (13), Avellino (15), Benevento (6), Caserta (11), Salerno (11). LAZIO 42 Roma (22), Viterbo (5) Frosinone (9) Latina (3) Rieti (3) SICILIA 39 Palermo (12), Agrigento (7), Caltanissetta (1), Catania (6), Enna (), Messina (3), Ragusa (2), Siracusa (3), Trapani‎ (5) PIEMONTE 38Torino (13), Alessandria (8), Asti (2), Biella (), Cuneo (10),Novara (5), Verbano-Cusio-Ossola () Vercelli ) EMILIA ROMAGNA 38 Bologna (9), Rimini (2). Ferrara (2) Forlì Cesena (2) Modena (3) Parma (7) Ravenna (3) Reggio Emilia (5) Piacenza (5). VENETO 35 Venezia (3), Belluno (3), Padova‎ (3), Rovigo (2), Treviso (4), Verona (14), Vicenza (6) ) TOSCANA 31 Firenze (3), Arezzo (3), Grosseto (7), Livorno (5), Lucca (1), Massa Carrara (1), Pisa‎ (6), Pistoia (2), Siena (1) Prato (2) PUGLIA 30 Bari (7), BAT (3), Brindisi (2), Foggia (12), Lecce (4) Taranto (2 (TRENTINO ALTO ADIGE 22Trento (10) Bolzano (12). ) ABRUZZO 15 L'Aquila (2), Chieti (6), Pescara (5) Teramo (1)BASILICATA 15 Potenza (5) Matera (10). ). CALABRIA 14Catanzaro (2), Cosenza (3), Crotone (4) Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (3) FRIULI VENEZIA GIULIA 14.Trieste (5), Gorizia (2), Pordenone (3), Udine (3). UMBRIA 11 Perugia (10) Terni (1 MARCHE 12 Ancona (2), Macerata (5), Fermo (1), Pesaro-Urbino (3), Ascoli Piceno(1). SARDEGNA 10 Cagliari (4), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (1), Oristano (1), Sassari (2). Sulcis iglesiente () LIGURIA 9 Genova (2), Imperia (4), La Spezia (1), Savona (2) Molise 6 Campobasso (5), Isernia (1). VALLE D’AOSTA (3)

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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domenica 25 dicembre 2016

Chiediamo che venga eretto un monumento al lavoratore ignoto morto sul lavoro: dai 600 agli ottocento spariscono dalle statistiche e diventano "non morti"

n questi giorni di Festa L'Osservatorio è vicino alle famiglie dei 1350 lavoratori morti per infortuni sul lavoro anche quest'anno.
Dai 600 agli 800 ogni anno spariscono dalle statistiche ufficiali e diventano  "non morti".
Così passa il messaggio che ci sia un calo degli infortuni mortali, che purtroppo non e' reale. E la politica finisce per credere a questo calo.
Vogliamo ricordare che i dati sugli infortuni mortali Inail tengono conto solo dei loro assicurati, ed in questi dati non compaiono ne' carabinieri, ne' poliziotti, ne' vigili del fuoco, ne' personale di volo, ne' sportivi dilettanti, ne' volontari della protezione civile, ne' giornalisti, ne' le partite iva individuali, ne’ morti in nero, che sono morti svolgendo il proprio lavoro.
Questi lavoratori sono invisibili come fantasmi.
Noi lottiamo anche per loro per restituirne la dignità e renderli visibili. E chi è credente preghi anche per queste vittime dimenticate.
Soprattutto da chi dovrebbe occuparsene avendo incarichi specifici dallo Stato e non lo fa e viene premiato per il pessimo lavoro.
Inoltre non va dimenticato che ogni anno l'Inail ha un avanzo di bilancio, e che questi soldi vanno a finire in un conto infruttifero della Tesoreria dello Stato.
Questo "tesoretto" Inail ammonta a circa 28 miliardi di euro. Questi soldi invece di essere utilizzati per aumentare le rendite agli invalidi e ai familiari delle vittime sul lavoro, vengono spesi dallo Stato Italiano per ripianare i debiti: VERGOGNA!!!
Proponiamo la realizzazione di un monumento per ricordare i lavoratori ignoti morti sul lavoro.
Probabilmente le morti sul lavoro a fine 2016 supereranno 1450.
L'Osservatorio Indipendente di  Bologna, al 31 Dicembre 2016, completa 9 anni di monitoraggio, senza vedere un calo delle morti sul lavoro.
In questi anni si sono succeduti diversi governi, di ogni colore, ma mai nessuno si e' occupato seriamente del dramma delle troppe morti sul lavoro.
Carlo Soricelli, direttore Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti sul lavoro
Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Monumeto al lavoratore ignoto morto per infortunio

In questi giorni di Festa L'Osservatorio è vicino alle famiglie dei 1350 lavoratori morti per infortuni sul lavoro anche quest'anno. Dai seicento agli ottocento ogni anno spariscono dalle statistiche ufficiali e diventano morti "non mortii". Così fanno bella figura con gli italiani e diminuiscono le risorse per la Sicurezza.. sono invisibili come fantasmi .Noi lottiamo anche per loro per restituirne la dignità e renderli visibili. E chi è credente preghi anche per queste vittime dimenticatei. Soprattutto da chi dovrebbe occuparsene avendo incarichi specifici dallo Stato e non lo fa e viene premiato per il pessimo lavoro.

martedì 20 dicembre 2016

SPERIAMO IN UN NATALE SENZA MORTI SUL LAVORO. SONO OLTRE 1300 DALL'INIZIO DELL'ANNO, DI CUI 627 SUI LUOGHI DI LAVORO



Morti sul lavoro al 21 dicembre 2016. Dall’inizio dell’anno sono morti 627 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1330 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero)
Report morti per infortuni sul lavoro al 30 novembre 2016
Finalmente registriamo un calo consistente dei morti per infortuni sul lavoro, 9.1% rispetto al 30 novembre del 2015, ma l’anno scorso è stato un anno orribile su questo fronte. Un lieve calo del 4,2 anche rispetto al 30 novembre 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio. l’Agricoltura con il 31,3% ha esattamente un morto su tre sui luoghi di lavoro di tutte le categorie. E’ allucinante vedere che oltre il 60% di queste morti sono provocate dal trattore che schiaccia e fa morire in modo atroce il conducente. In questo momento a oggi 12 dicembre ne sono morti 127. Sono anni che chiediamo ai ministri che si susseguono di fare almeno una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. Ma niente. La seconda categoria con più morti sui luoghi di lavoro è l’edilizia con il 19,7%. La cadute dall’alto sono il maggior fattore di rischio in questa categoria. E’ l’autotrasporto con il 9,4% dei morti la terza categoria con più vittime. In questa categoria sono inseriti i morti di diversi comparti lavorativi. Seguono L’industria, esclusa l’edilizia, comprese le imprese più piccole hanno complessivamente l’8,3%. Poi gli artigiani di tantissime categorie muoiono numerosissimi, soprattutto nelle imprese appaltatrici, la strage riguarda anche numerosissime Partite Iva che non sono inserite tra le morti sul lavoro nelle statistiche dell’INAIL. E questo perché questo Istituto dello Stato monitora solo i propri assicurati. A questo istituto arrivano moltissime denunce per infortuni anche mortali, che poi non vengono riconosciuti come tali proprio per non essere assicurati a questo Istituto. Poi anche per le morti in itinere che spesso non vengono riconosciute per una normativa specifica che la maggioranza di chi lavora non conosce. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono il 9.6%. IL 29,6% di tutte le morti sui luoghi di lavoro riguardano lavoratori dai 61 anni in su. In età dove occorrerebbe già smettere di lavorare e meritarsi il meritato riposo e non morire sui luoghi di lavoro in numeri spaventosi.
Morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO nel 2016
per Regione e Provincia in ordine decrescente.
 (Sui luoghi di lavoro significa che sono esclusi da questo conteggio i morti per le strade e in itinere che richiedono interventi completamente diversi)
I morti sulle autostrade e all’estero non sono conteggiati nelle province. Se guardate qui sotto l’andamento delle regioni e delle province, calcolate che ci sono almeno altrettanti morti per infortuni sulle strade e in itinere
CAMPANIA 62 Napoli (22 di questi 3 in mare), Avellino (7), Benevento (5), Caserta (10), Salerno (17). EMILIA ROMAGNA 59 Bologna (12). Forlì-Cesena (7), Ferrara (4), Modena (12), Parma (6), Piacenza (3), Ravenna (3), Reggio Emilia (11), Rimini (1). VENETO 56 Venezia (7), Belluno (6), Padova (8), Rovigo (3), Treviso (6), Verona (6), Vicenza (20). LOMBARDIA 51 Milano (4), Bergamo (5), Brescia (17), Como (4), Cremona (4), Lecco (5), Lodi (1), Mantova (1), Monza Brianza (3), Pavia (3), Sondrio (3), Varese (1). TOSCANA 45 Firenze (3), Arezzo (6), Grosseto (2), Livorno (8), Lucca (5), Massa Carrara (8), Pisa (3), Pistoia (3), Siena (3) Prato (3). PIEMONTE 47 Torino (13), Alessandria (5), Asti (5), Biella (2), Cuneo (14), Novara (2), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (3) SICILIA 46 Palermo (9), Agrigento (4), Caltanissetta (7), Catania (6), Enna (1), Messina (8), Ragusa (5), Siracusa (), Trapani (5). LAZIO 39 Roma (13), Viterbo (5) Frosinone (9) Latina (9) Rieti (3). PUGLIA 28 Bari (3), BAT (6), Brindisi (1), Foggia (4), Lecce (5) Taranto (8) TRENTINO ALTO ADIGE 23 Trento (14), Bolzano (9). ABRUZZO 20 L'Aquila (3), Chieti (11), Pescara (3) Teramo (3). CALABRIA 23 Catanzaro (6), Cosenza (7), Crotone (1), Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (4) MARCHE 16 Ancona (6), Macerata (5), Fermo (1), Pesaro-Urbino (2), Ascoli Piceno (2). SARDEGNA 14 Cagliari (4), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (3), Sassari (5). Sulcis inglesiente (1) FRIULI VENEZIA GIULIA 12 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (2), Udine (7). UMBRIA 9 Perugia 4) Terni (5). LIGURIA 8 Genova (4), Imperia (2), La Spezia (1), Savona (1). VALLE D’AOSTA (3) BASILICATA 3 Potenza (1) Matera (2) I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle province.
Consigliamo a tutti quelli che si occupano di queste tragedie di separare chi muore per infortuni sui luoghi di lavoro, da chi muore sulle strade e in itinere con un mezzo di trasporto. I lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere sono a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro, ma richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori morti sui luoghi di lavoro. E su questo aspetto che si fa una gran confusione. Ci sono categorie come i metalmeccanici che sui luoghi di lavoro hanno pochissime vittime per infortuni, poi, nelle statistiche ufficiali, non separando chiaramente le morti causate dall’itinere, dalle morti sui luoghi di lavoro, risultano morire in tantissimi in questa categoria che è numerosissima, e che ha una forte mobilità per recarsi o tornare dal posto di lavoro. Anche quest’anno una strage di agricoltori schiacciati dal trattore, sono 128 dall’inizio dell’anno, Tutti gli anni sui LUOGHI DI LAVORO il 20% di tutte le morti per infortuni sono provocate da questo mezzo. 132 sono i morti schiacciati dal trattore nel 2015 e 152 nel 2014. Contiamo molto della sensibilità dei media e dei cittadini che a centinaia ogni giorno visitano il sito. In questi nove anni di monitoraggio le percentuali delle morti nelle diverse categorie sono sempre le stesse: l’agricoltura è sempre la categoria con più vittime, seguono l’edilizia, i servizi, l’industria (tutta) e l’autotrasporto. Ricordo a tutti quelli che s’interessano di queste tragedie l’unico parametro valido per valutare l’andamento di una provincia o di una regione è il numero di abitanti. Tantissime sono le morti in nero.
Morti sul lavoro nel 2015
Le morti sulle autostrade e all’estero non sono segnalate nelle province
SONO STATI 678 I MORTI PER INFORTUNI SUI LUOGHI DI LAVORO nel 2015
CONTRO I 661 del 2014 +2,6%. ERANO 637 nel 2008 +6,1%
L’INAIL nel 2014 ha riconosciuto complessivamente 662 morti sul lavoro, di questi il 52% sono decessi in itinere e sulle strade ma le denunce per infortuni mortali sono state 1107. Crediamo che anche per il 2015 ci siano più o meno le stesse percentuali. Nel 2015 tra gli assicurati INAIL c’è stata un'inversione di tendenza, per la prima volta dopo tantissimi anni questo Istituto vede aumentare le denunce per infortuni mortali. Ma le denunce non comportano necessariamente un riconoscimento dell'infortunio mortale. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario, senza interesse di nessun tipo, far conoscere anche questo aspetto ai cittadini italiani.
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 Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto di tre giorni fa che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischi sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare.
L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove sotto i capannoni ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. La prego di non sottovalutare questo rischio. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it
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lunedì 19 dicembre 2016

E' morto Marcello Di Leonardo l'operaio di 39 anni colpito da una scheggia che l'ha colpito all'occhio penetrando nel cervello. L'agonia è durata diversi giorni




Belluno 18 dicembre 2016 Non ce l'ha fatta Marcello Di Leonardo, l'operaio della Pandolfo di 39 anni,  Era rimasto f giovedì scorso, Stava completando il suo turno di lavoro ma una scheggia partita da un pezzo o della macchina   lo aveva colpito in un'occhio e penetrata nel cervello
Fin da subito si era capito che l'incidente era gravissimo e le ferite praticamente mortali. Portato alla Rianimazione di Feltre, nella giornata di sabato era stato trasferito alla Rianimazione di Belluno dove nel tardo pomeriggio è deceduto.
Ora toccherà alla Procura fare luce su quanto accaduto. 

Il mondo del lavoro è stato abbandonato a se stesso, La politica ha ignorato chi lavora, e lo fa ormai da decenni. Nesuna rappresentanza in Parlamento del lavoro dipendente. Ma i tanti "Nessuno" del mondo del lavoro  stanno riprendendo coscienza del loro stato. lavoratori dipendenti, precari, partite iva individulai, disoccupati, pensionati, emarginati hanno votato NO al referendum e presto torneranno protagonisti sulla scena italiana. Chi ne raccoglierà il Grido e la rabbia delle decine di milioni di "nessuno"?    
RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

Nessuno&scomparso

Ogni anno circa il 30-40% delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL non vengono riconosciute come tali. Molte altre morti per infortunio sulle strade e in itinere di lavoratori non assicurati a questo istituto non sono considerate da nessuno. Artigiani e tutti i lavoratori con partite iva individuali, agenti di commercio, molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, ecc. Lavoratori in nero. Lavoratori che non hanno neppure “l’onore” di essere considerati come tali, "morti sul lavoro". Vignette di "Nessuno&scomparso" nel sito http//metalmeccanico.blogspot.it

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei
http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti di visitare il sito per leggere quello che scrivono i familiari delle vittime. per visitare il sito cliccare sull'immagine.