morti sul lavoro al 3 giugno

Report morti sul lavoro nei primi 5 mesi del 2024 Il mese si conclude con 83 morti sui luoghi di lavoro (tutti registrati dall’Osservatorio), ma si superano i 100 morti con l’itinere, tra questi diverse donne, sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno ci sono stati 431 morti (diventati 434 con i 3 morti di ieri), ma con l’itinere si arriva a 586 morti. L’aumento rispetto allo stesso periodo del 2023 è del 19,5%, il 35% dei morti sui luoghi di lavoro sono ultrasessantenni, grazie anche al peggioramento della Legge Fornero e al Jobs Act. Sotto i 60 anni gli stranieri morti per infortuni sono già più del 35%. Si muore soprattutto nelle piccole aziende e tra gli artigiani dove il Sindacato non lo fanno entrare, dov’è presente i morti praticamente non ci sono, se non alcuni in appalto nell’azienda stessa. Già 55 gli agricoltori schiacciati dal trattore, impressiona quest’anno la strage di autotrasportatori, sono già morti in 65 in questi primi mesi del 2024, praticamente sono raddoppiato i morti in questo comparto, se si contano non separati dalle categorie di appartenenza. Nel report la situazione in ogni provincia e regione. Le categorie dove si muore di più sono: agricoltura, edilizia e autotrasporto. Per approfondimenti carlo Soricelli è a disposizione con la sua raccolta dati OSSERVATORIO NAZIONALE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO Il primo osservatorio nato in Italia (e ancora l’unico) che monitora e registra tutti i morti sul lavoro in Italia dal 1° gennaio 2008, anche quelli che non dispongono di un’Assicurazione o che ne hanno una diversa da INAIL Attivo dal 1° gennaio 2008 Una voce fuori dal coro minimalista su queste tragedie Morti sul lavoro nel 2024 4 giugno Dall’inizio dell’anno sono morti per infortuni in 437 sui Luoghi di lavoro (tutti registrati) e 593 se si aggiungono i morti in itinere e sulle strade L’unico osservatorio che monitora da 17 anni i morti sul lavoro, compresi i non assicurati a INAIL e i lavoratori in nero, nelle province ci sono i morti monitorati dall’Osservatorio, tra parentesi nelle regioni i morti con itinere e in altri ambiti lavorativi. Per noi chiunque muore mentre svolge un lavoro è considerato un morto sul lavoro Nel 2023 i lavoratori morti per infortuni sono stati 1485, 986 di questi sui Luoghi di lavoro gli altri sulle strade e in itinere, soprattutto in agricoltura e in edilizia, sono monitorati anche quelli che non dispongono di nessuna assicurazione o che ne hanno una diversa da INAIL. Aperto da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. Da 17 anni i morti sui luoghi di lavoro sono tutti registrati in apposite tabelle Excel con l’indicazione di data del decesso, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. dall’assicurazione che ha o se non l’ha affatto (lavoro in nero) o agricoltore anziano. Dal 1° gennaio 2008, anno di apertura dell’Osservatorio al 31 dicembre 2023, sono morti complessivamente 21050 lavoratori, di questi 10474 per infortuni sui luoghi di lavoro (tutti registrati in tabelle excel). ma purtroppo sulle strade e in itinere sfuggono comunque diversi lavoratori Le ore impiegate in questi 15 anni di monitoraggio con lavoro volontario sono state oltre 30000. Continuano ad alterare la percezione del fenomeno con dati parziali e assurdi anche nel 2023 con “indici occupazionali” quando il 30% dei morti non ha nessuna assicurazione o hanno un’assicurazione diversa da INAIL che diffonde solo i propri morti che in diversi copiano. MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NELLE REGIONI E PROVINCE ESCLUSO ITINERE. Aggiunti nella Regione i morti sulle autostrade regionali, tra parentesi i morti nelle Regioni compresivi di itinere. N.B i morti sono segnalati nelle province e regioni dove c’è stata la tragedia LOMBARDIA 48 (82) Milano 8, Bergamo 2 Brescia 12 Como 2 Cremona 3 Lecco 1 Lodi 3 Mantova 3 Monza Brianza 3 Pavia 6 Sondrio 4 Varese 3 CAMPANIA 45 (63) Napoli 15, Avellino 4 Benevento 1 , Caserta 14 Salerno 11 EMILIA ROMAGNA 37 (48) Bologna 13 Rimini 1 Ferrara 3 Forlì Cesena 3 Modena 4 Parma 3 Ravenna 1 Reggio Emilia 7 Piacenza 1 SICILIA 32 (46) Palermo 7 Agrigento 1 Caltanissetta 2 Catania 10 Enna Messina 4 Ragusa 2 Siracusa 1 Trapani‎ 4 TOSCANA 31 (43) Firenze 10 Arezzo 2 Grosseto 1 Livorno 1, Lucca 2, Massa Carrara 1 Pisa‎ 6 Pistoia 1 Siena 2 Prato 3 VENETO 27 (38) Venezia 3 Belluno 2 Padova 3 Rovigo 1 Treviso 4 Verona 8 Vicenza 5 PUGLIA 23 (29) Bari 6 BAT 2 Brindisi 5 Foggia 3 Lecce 4 Taranto 3 LAZIO 21 (34) Roma 8 Viterbo 2 Frosinone 5 Latina 2 Rieti TRENTINO ALTO ADIGE 21(29) Bolzano 10 Trento 10 PIEMONTE 21 (29) Torino 9 Alessandria 3 (+1 cantiere autostradale) Asti 1 Biella Cuneo 3 Novara 2 Verbano-Cusio-Ossola Vercelli 1 ABRUZZO 19 (26) L'Aquila 4 Chieti 7 Pescara Teramo 3 Ascoli Piceno 3 SARDEGNA 16 (22) Cagliari 5 Sud Sardegna 1 Nuoro 2 Oristano 3 Sassari 4 MARCHE 15 (21) Ancona 4 Macerata 6 Fermo 1 Pesaro-Urbino 4 CALABRIA 11 (16) Catanzaro 3 Cosenza 4 Crotone Reggio Calabria 2 Vibo Valentia 3 FRIULI VENEZIA GIULIA 6 (8) Pordenone 3 Triste 1 Udine 1 Gorizia LIGURIA 6 (9) Genova 2 Imperia 2 La Spezia Savona 1 UMBRIA 6 (8) Perugia 5 Terni 1 BASILICATA 8 (11) Potenza 6 Matera 1 Molise 5 (7) Campobasso 3 Isernia 2 VALLE D’AOSTA 2 Nel 2024 Un aumento al 2 giugno rispetto allo stesso giorno del 2023 del 19,5% CHI MUORE Il 32% sono ultrasessantenni Gli stranieri sotto i 60 anni sui luoghi di lavoro sono il 35% Le capitali dei morti sul lavoro: quest’anno Bologna Brescia, Catania, Firenze Caserta, Bolzano, Trento Torino Regioni Lombardia, Campania Emilia Romagna e Sicilia 56 gli schiacciati dal trattore e alcuni altri mezzi agricoli nel 2023 167 65 gli autotrasportatori 53 i morti di fatica o stress da superlavoro tra operai/e, bracciati, autotrasportatori, medici, infermieri ecc. 52 i morti per infortuni domestici, soprattutto anziani soli (e abbandonati socialmente) Tantissime le donne che muoiono per infortuni, soprattutto in itinere: per la fretta, per la fatica del doppio e triplo lavoro, in itinere muoiono percentualmente molto più degli uomini 17 i boscaioli morti

Le province nel 2023

Le province nel 2023
guarda la situazione della tua provincia Morti sui luoghi di lavoro nelle province nel 2023 dalla più virtuale Livorno, a Rieti la peggiore

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

Grazie a tutta la redazione di Via delle Storie, a Giorgia Cardinaletti, a Giovanna Brausier

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

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giovedì 30 luglio 2015

Ancora 3 morti, due nella provincia di Bologna

30 luglio 2014 Anche ieri è stata una giornata tragica che ha visto morire altri 3 lavoratori per infortuni sul lavoro. Oltre alla decima vittima dell'Esplosione di Modugno ci sono stati altri due morti nella provincia di Bologna. A Borgo Tassignano è morto fulminato un manutentore di una ditta di ceramica. Nel centro di Bologna è morto un commericiante soffocato nel suo negozio dopo un incendio provocato da un mozzicone di sigaretta. Propbabilmente non è riuscito a uscire dalla porta bloccata dall'interno per ovvie ragioni di sicurezza. Questa morte mi colpisce in modo particolare: la moglie la conosco personalmente, canta nel coro della Regione Emilia Romagna, coro in cui canta anche mia figlia.

mercoledì 29 luglio 2015

Egregio Sig. Presidente Matteo Renzi stia sereno

Egregio Sig. Presidente Matteo Renzi, oggi è morto un altro lavoratore coinvolto nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’ artificio a Modugno in provincia di Bari, sono così diventati 10 i morti: è la strage sul lavoro più grave anche rispetto a quella della ThyssenKrupp del 2007. L’Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it è nato il 1° gennaio 2008 proprio per ricordare quel gravissimo episodio avvenuta poche settimane prima. Quella di Modugno è probabilmente la più grave strage di lavoratori avvenuta in Italia dal dopoguerra dopo quella del 1987 dell’Elisabetta Montanari, la strage su una nave nel Porto di Ravenna, dove morirono 13 lavoratori, di cui diversi in nero, come nella Fabbrica di Modugno . Ma non abbiamo sentito da Lei una parola di solidarietà, se non di circostanza, per questa immane tragedia. A oggi 29 luglio 2015, dall’inizio dell’anno sono morti sui LUOGHI DI LAVORO 379 lavoratori, erano 352 il 29 luglio del 2008, 368 il 29 luglio del 2014, 345 il 29 luglio del 2013 quando governava lo “stai sereno” Enrico Letta”. Come vede, il suo avvento alla guida del Paese certi risultati li ha ottenuti: sicuramente quello di aumentare il numero dei morti sul lavoro che non sono mai stati così tanti da quando l’Osservatorio è stato aperto. Leggi come la Fornero e il Jobs act, l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per i nuovi assunti, provocano un inasprimento di questo fenomeno vergognoso. Era logico che precarizzare la vita di tutti i nuovi assunti conducesse a questo aumento. Chi mai più ha il coraggio d’opporsi, se corre il rischio d’essere licenziato, anche alla mancata Sicurezza sui luoghi di lavoro e a ordini “anche velati” impartiti per lo svolgimento dei lavori pericolosi? Il Jobs act e l’abolizione dell’articolo 18 tolgono salario e dignità e riducono chi lavora a una condizione di schiavitù permanente. No, a Lei non si può certo dire che soffre “di annuncite”. I risultati da Lei ottenuti contro i diritti e la Sicurezza dei lavoratori in poco più di un anno sono stati devastanti, risultati che fanno vergognare anche industriali che vedono il loro lavoro come un contributo alla Società. Ma stia sereno, ci sono ancora tante Feste dell’Unità a cui potrà rinunciare a partecipare per non essere sommerso da una montagna di fischi. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro.

martedì 28 luglio 2015

Continua inesorabile la conta delle morti sui LUOGHI DI LAVORO

28 luglio Ancora due morti sul lavoro. A Roma è morto un operaio italiano di 53 anni. era un operaio dell'ACEA. Il lavoratore era andato a verificare se era possibile dentro a un tombino, nel quartiere Centocelle, riparare un guasto che impediva l'erogazione dell'acqua in quella zona. improvvisamente si è accasciato al suolo ed è morto. Probablmente per una fuga di gas, o per carenza d'ossigeno. In Provincia di Cambobasso la seconda tragedia. Un edile è morto per il crollo di una cupola di una chiesa che stavano ristrutturando. La vittima è rimasta sepolta sotto le macerie, mentre alcuni suoi colleghi sono rimasti feriti. Apprendiamo tra l'altro che tante vittime morte a Modugno, per l'esposione di una fabbrica di fuochi d'artificio, lavoravano in nero. Qui sorge l'enensima domanda. Se lavoravano in nero, non sono considerate come tantissime altre vittime, morte per infortuni sul lavoro? Probablmente Si, visto che ogni anno mi trovo a monitarare moltissime vittime in più. Ci chiediamo anche questa volta se per l'INAIL i lavoratori morti a Modugno, che lavoravano in nero, sono considerate morti sul lavoro. Per noi SI, mille volte SI Per Lei Presidente dell'INAIL De Felice?

AI MORTI SUL LAVORO CHE SPARISCONO DALLE STATISTICHE: CHE ALMENO LA TERRA VI SIA LIEVE.

28 luglio 2015 Altri due lavoratori schiacciati dal trattore. Le targedie in Provincia di Brescia e di Pistoia. Sono complessivamente 71 i morti sui LUOGHI DI LAVORO morti in questo luglio tragica. tantissimi di queste morti non saranno nemmeno riconosciute come tai dalle statistiche ufficiali. Inizieranno contenziosi che dureranno anni con gli istituti di assicurazione. Tragedie complicatisisme quelli delle morti sul lavoro che richeiderebbero misure tarsparenti che coinvolgono diversi aspetti della nostra Convivenza Civile di Stato democratico. Tanti i morti innero, tanti gli Hobbisti, tanti i pressapochisti che affidano il lavoro ad un amico, che si rtrovano poi implicati in guai serissimi in caso d'infortunio grave. Ma il comito di uno stato e dellle sue istituzioni sarebbe quello di fare per primo un'informazione corretta che nonguarda in faccia anessuno, Poi che aumenti i controlli e non li diminuisca come è stato fatto da tutti i gverni che si sono succeduti in questi ultimi anni. AI MORTI DIMENTICATI: CHE ALMENO LA TERRA VI SIA LIEVE: SARA' BAGNATA DALLE LACRIME DEI CITTADINI ITALIANI CHE ANCORA CONSERVANO UN PO' DI UMANITA'.

domenica 26 luglio 2015

Vaffanculo alla politica dell’indifferenza e della complicità sulle morti per infortuni sul lavoro

Sono salite a nove le vittime dell’esplosione nella fabbrica di Fuochi d’artificio in provincia di Bari, alcuni probabilmente lavoravano in nero, ma questa è solo la punta di un aisberg. C’è uno stillicidio giornaliero che lascia indifferenti tutti. Sono sessantanove i morti sui LUOGHI DI LAVORO in Italia dal 1° luglio 2015. Sono 372 dall’inizio dell’anno e oltre 740 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere che sono considerati dallo Stato a tutti gli effetti come morti sul lavoro. Affanculo alla politica dell’indifferenza, della compiacenza, che mai s’interroga su queste tragedie e sul reale numero delle morti per infortuni sul lavoro. Tutti gli anni parlano di cali favolosi, ma che sono inesistenti. Da quando ho aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it non sono mai stati così tanti. In questi ultimi due anni poi c’è stato un crescente che lascia sgomenti quelli come me che fanno il lavoro di monitoraggio delle morti senza avere nessun interesse da salvaguardare. Un lavoro volontario fatto per passione, iniziato per ricordare gli operai della ThyssenKrupp di Torino morti così tragicamente poche settimane prima. Ma perché questa disinformazione? Ma perché nessuno va a verificare se quello che l’Osservatorio dice corrisponde al vero? Ma la politica a cosa serve se non s’interessa a queste tragedie? L’INAIL va in Parlamento e parla anche per il 2014 di un calo delle morti per infortuni, mentre da anni scrivo che le morti si sono solo trasferite da chi dispone di quest’ assicurazione a lavoratori in nero o assicurati in modo diverso dall’INAIL che monitora solo i propri assicurati. Ma nessuno in Parlamento che dica: un momento, c’è chi dice che le morti sono aumentate, andiamo a verificare. Occorre ricordare che L’Onorevole Alfonso Bonafede ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo spiegazioni al Ministro Martina sulle tantissime morti in agricoltura provocate dal trattore.. Allora? La verità è che in Parlamento non c’è più un partito dei lavoratori, che alla fine in quel luogo surreale non c’è nessuno che s’interessi quello che succede a decine di milioni di cittadini. La legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro, muoiono in tantissimi con più di sessant’anni per infortuni mentre lavorano. Ma nessuno dice niente. A nessuno interessa. Diminuiscono ulteriormente le protezioni con il Jobs act, ma a nessuno in quel luogo interessa e si oppone concretamente. I lavoratori utilizzati solo come utili idioti. Sono già 48 gli agricoltori schiacciati dal trattore dal 1° Maggio Festa dei lavoratori, 78 dall’inizio dell’anno e Martina pur avvertito, come del resto Renzi e Poletti, come nel febbraio 2014 sull’imminente strage causate da questo mezzo continua a non far niente. Anche il grande giornalista Santo Della Volpe, scomparso poche settimane fa, uno dei pochi che s’interessava costantemente di queste tragedie non riusciva a farsi ascoltare. Ma in che Paese siamo caro Presidente Mattarella? Li mandi tutti a casa.

venerdì 24 luglio 2015

Strage di lavoratori alle porte di Bari. Sono diventati 6 i lavoratori morti, ma complessivamente se si aggiungono le morti singole arriviamo a contarne 11

24 luglio Bari, esplode fabbrica di fuochi d'artificio alle porte della città: 6 morti accertati e c'è ancora confusione su eventiali dipsersi. Ci sono anche diversi feriti gravi Terribile tragedia in provincia di Bari. L'esplosione nello stabilimento di fuochi d’artificio della ditta Bruscella a Modugno cittadina che si trova vicino a Bari. Ma occorre ricordare lo stillicidio che c'è ogni giorno in Italia: anche oggi complessivamente 11 morti per infortuni sul lavoro. dall'inizio del 2014 erano al 24 luglio 355. Erano 345 lo stesso giorno del 2008. Chi parla di cali "favolosi" in questi anni fa solo disinformazione. Noi li abbiamo registrati tutti e non temiamo smentite. Da quando è stato aperto, il 1° gennaio del 2008 l'Osservatorio non ci sono mai stati così tanti morti per infortuni

martedì 21 luglio 2015

ancora due morti per infortuni

Venezia 21 luglio 2015. E' morto a mestre un operaio albanese di 40 anni.La vittima lavorava per una ditta appaltartice al Petrolchimico di Marghera e stava lavorando con una lancia a pressione e colpito con violenza dal getto d'acqua è morto sul colpo. Sul posto, per ricostruire la dinamica dell’accaduto, i tecnici dello spisal dell’Usl 12. Si dovrà capire, innanzitutto, se le condizioni di lavoro della vittima fossero adeguate e se fossero state rispettate tutte le misure di prevenzione e sicurezza. Secondo una prima ricostruzione l’operaio, lavoratore di un’azienda esterna e non dipendente di Eni, è stato investito da un getto di acqua a cento atmosfere che serviva per il lavaggio di un serbatoio. Terni. Un altro agricoltore è morto schiacciato dal trattore, questa volta a Narni. La tragedia questa mattina in seguito al ribaltamento del suo trattore cingolato. L'allarme è stato dato da una persona, che ha visto quanto accadeva. Qundo sono arrivati i vigili del fuoco non hanno potuto fare nulla perchè l'anziano agricoltre era già morto sul colpo. Il corpo è stato rinvenuto a circa 50 metri dal cingolato che ha finito la sua corsa contro un palo abbattendolo, a causa della dinamica poco chiara stanno indagando i carabinieri di Narni.

Ancora un morto per infortunio in Romagna

Ravenna 20 luglio 2015 Un altro morto per infortunio sul lavoro in Romagna. La tragedia questa volta Lugo. Un socio di una Ditta ‘Eco Chmica srl’, è morto nel primo pomeriggio. ‘Eco Chmica srl’, è attiva nella produzione, lavorazione e trasformazione di prodotti di materie plastiche e di gomma e loro derivati. Al momento non sono note né le generalità della vittima, né la dinamica della tragedia. Sul posto sono inizialmente intervenute un’ambulanza e il mezzo avanzato di soccorso con a bordo il medico rianimatore, ma per l’uomo non c’è stato purtroppo nulla da fare. Sono in corso le indagini per ricostruire l’accaduto da parte dei carabinieri e dei tecnici della Medicina del Lavoro dell’Ausl.

sabato 18 luglio 2015

Ancora 3 morti sui luoghi di lavoro anche il 17 luglio. Terrificante l'andamento delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro della Toscana.

Ancora tre lavoratori morti il 17 luglio 2015. Du agricoltori sono morti schiacciati dal trattore: Uno è morto in Toscana e un altro in Molise. Arriviamo a 43 morti così atrocemente dal 1° maggio Festa dei Lavortori, mentre dall'inizio dell'anno sono già 73. Come al solito senza vedere nessun intervento concreto della politica e del Ministro Martina contro questa carneficina. La terza vittima in Lombardia, nella provincia di Brescia che anche quest'anno, come gli anni precedenti è ai vertici di questa triste classifica provinciale con 14 morti sui luoghi di lavoro. Terrificante l'andamento delle morti sui luoghi di lavoro della Toscana che con 38 morti ha solo 5 morti in meno ripsetto alla Lombardia che ha più del doppio degli abitanti. In tanti fanno confusione con parametri che non hanno nessun senso come l'indice occupazionale e altre amenità del genere. a morire sono spesso persone che con questi indici non ha nulla a che fare. ma che lavorano ugualmente........

venerdì 17 luglio 2015

Da Bolzano a Caltanisetta, Italia unita solo in un unico dato: 17 morti sui luoghi di lavoro in 3 giorni

venerdì 17 luglio 2015 Diciassette morti sui luoghi di lavoro in soli 3 giorni: da mercoledì 14 a giovedì 16 luglio 2015. Da Bolzano a Caltanisetta passando dalle province di Roma, Teramo, Fermo, Campobasso, Torino, Massa Carrara, ( Roma bis in due giorni) Venezia, Mantova, Campobasso, Bergamo, Bari, Bolzano (bis in due giorni), Sondrio e Oristano. Bel Paese il nostro dove ci dicono che i morti sul lavoro calano, mentre stanno aumentando e non di poco da quando nel 2008 ho aperto l'Osservatorio. Belpaese quando l'INAIL presenta in parlamento il suo rapporto annuale e nessun parlamentare che si alza e dica: ma come altri dicono che le morti aumentano, come mai? Cosa c'è di vero? ma gli interessi politici (e non solo) sono tanto intrecciati che vedono coinvolti in questa farsa tutti. Calano tra gli assicurati INAIL ma aumentano nelle altre categorie. Un pò di vergogna da parte di Renzi, Poletti e Martina? Ma fatemi il piacere come diceva Totò: ci sarebbe da ridere se non parlassimo del martirio senza fine di chi lavora. Ma è mai possibile che nessuno alzi la manina in parlamento a difesa della Sicurezza dei lavoratori?

mercoledì 15 luglio 2015

Almeno tu che lavori pensa che un domani potresti essere tu o i tuoi familiari a subire questa tragedie che aumentano da quando ho aperto l'osservatorio il 1° gennaio 2008. Altro che cali

Ieri 14 luglio 2015 una strage di lavoratori. Ne sono morti ben otto in diverse province italiane e in diverse categorie. Ma è un problema che poco interessa, ai tanti amici di F. come del resto a chi ci sta governando e che twitta su tutto ma non su queste tragedie. Pensano solo a come togliere diritti a chi lavora e "alleggerire" ulteriprmente la Sicurezza con l'entrata in vgore del Jobs act.Governano solo per fare gli interessi della troika, della BCE e del Fondo Monetario. E' ora che qui in Italia si risveglino le coscienze. Tu che lavori, se non t'interessi un domani potrebbe toccare a te o a un tuo caro e ci rimarresti male se vedessi la stessa inodffernza. ma è come parlare in un deserto di sentimenti umani.........Io ci sto provando da tanti anni a smuovere qualche coscienza, ma l'indifferenza aumenta. Carlo soricelli curatore dell'osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it Mi piace · Commenta · Condividi

lunedì 13 luglio 2015

Un altro edile straniero che muore in un cantiere

Trento 13 luglio 2015. E' morto un operaio serbo di 39 anni. la tragedia questa mattina questa mattina all'interno dell'ospedale S. Maria del Carmine di Rovereto. La vittima è caduta dall'impalcatura nel cantiere del nuovo reparto dialisi del nosocomio della città. Un volo di cinque metri che gli ha procurato lesioni subito definite gravissime dai sanitari. l'edile è stato trasferito d'urgenza con l'elisoccorso al S. Chiara di Trento e portato immediatamente in sala operatoria, ma purtroppo è morto poco dopo.

Ancora due agricoltori sono morti schiacciati dal trattore e un autotrasportatore sull'A1: è il secondo in pochi giorni.

Ancora due agricoltori sono morti schiacciati dal trattore e un autotrasportare è morto sull'A1. Pistoia 11 luglio E' morto schiacciato Mauro Rastrelli e fortunatamente il nipotino di 8 anni si è miracolosamente salvato. La tragedia ieri sera a Massa e Cozzile (Pistoia). I familiari non li hanno visti rientrare e sono andati a cercarli in un frutteto di loro proprietà: Rasterelli era sotto la macchina agricola ed il bambino sbalzato dal trattore ribaltato, con una gamba fratturata. I vigili del fuoco hanno estratto l'anziano da sotto il trattore ma per lui non c'è stato niente da fare. Si raccomanda ancora una volta di non trasportare su questo mezzo mortale delle altre persone,soprattutto bambini, ma anche non permettere a adolescenti di usare questo mezzo come un divertimento, tra l'altro "caricando" amici. Il trattore che si ribalta ha già ucciso dall'inizio dell'anno 70 persone. Speriamo che all'Interrogazione parlamentare il Ministro delle Politiche Aricole Martina risponda di questa indifferenza all'Interrogazione parlamentare dell'Onorevole Bonafede. Il secondo agricoltore morto schiacciato dal trattore in provincia di Salerno è morto così atrocemente Giovanni Di Marco di soli 49 anni. Sull'A1 è morto un autotrasportare: Claudio de Flipppo

mercoledì 8 luglio 2015

Ancora due morti nell'indifferenza generale

Brescia 7 luglio. ancora un morto in questa provincia che ogni anno è tra le più colpite. ha perso la vita morendo dissanguato un operaio albanese di 35 anni. Si tratta di Indi Doci. I colleghi hanno visto accasciarsi a terra in un lago di sangue hanno subito chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivati i medici a bordo di un’ambulanza e l’elicottero inviato dal 118. Ma quando i sanitari sono giunti sul posto non hanno potuto che constatarne al morte. 7 luglio A1 nei pressi di Firenze è morto un autotrasportatore di un tir. E' rimasto carbonizzato dopo aver tamponato un altro mezzo pesante. L'autostrada è stata chiusa in direzione Nord e si registrano 4 chilometri di coda; anche sulla carreggiata Sud non mancano disagi alla circolazione.

martedì 7 luglio 2015

Un ritmo giornaliero impressionante: anche oggi registriamo 3 morti sui luoghi di lavoro

Anche oggi 3 morti sui luoghi di lavoro: nelle province di Torino, Bari e Fermo. In provincia di torino è morto un operaio schiacciato da un macchinario, si tratta di Luigi Cabriza di 57 anni. In provincia di Bari una postina è morta in un incidente stradale. la vittima si chiamava Marta Colucci. La terza vittima è l'ennesimo agricoltore schiacciato da trattore. Si tratta di Ennio Achilli di 66 anni. Occorre ricordare che se si aggiungono ogni giorno i morti sulle strade arriviamo a contare almeno il doppio delle vittime. ricordando che per lo Stato anche le morti sulle strade e in itinere, se si va e viene dal lavoro sono considerate morti sul lavoro. ma in tanti non appaiono per avere assicurazioni diverse da quelle dell'INAIL

lunedì 6 luglio 2015

Altri tre morti sui luoghi di lavoro anche oggi

Altri tre morti sui luoghi di lavoro anche oggi: le vittime sono sempre nelle due categorie più a rischio: l'agricoltura e l'edilizia. le tragedie nelle province di Napoli, brescia e Caltanisetta. Morti orribili come sempre soprattutto perchè con un'informazione più corretta e attenta le vittime si potrebbero dimezzare. ma fanno monumenti per ricordare queste tragedie, sarebbe meglio se questi soldi fossero investiti in Sicurezza e informazioni. poi mi fermo qui per non vorrei scrivere degli spropositi

Una strage che non si ferma mai

Sono morti altri 3 lavoratori sui luoghi di lavoro. In provincia di Cagliari è morto Fausto Ciampioni un giovane di 24 anni è morto cadendo da un ponteggio di una diga, da un'altezza di 80 metri. In provincia di Pordenonone un operaio è morto stritolato da un pantografo: si tratta di Moreno Rosolen, che aveva solo 48 anni. In Provincia di Grosseto Sirio Baricci di 73 anni è morto andando sul tetto della sua fabbrica per mettere a posto un pannello che si era spostato. In atnti muoiono svolgendo lavori pericolosi non avendo l'esperienza e credendo che sia facile avventurarsi su un tetto senza correre pericoli.

venerdì 3 luglio 2015

Ancora due agricoltori schiacciati dal trattore

2 lugio 2015 Continua ininterrotta la strage di agricoltori schiacciati dal trattore. questa volta è il Trentino Alto Adige che vede morire in modo così atroce due lavoratori. Uno in Provincia di Trento e un altro in Provincia di Bolzano. E si tratta di due persone relativamente giovani di 40 e 57 anni.

mercoledì 1 luglio 2015

Il 30 giugno sono morti sei lavoratori in diverse regioni italiane

30 giugno 2015 Sono morti complessivamente 6 lavratori in questo ultimo giorno di giugno. Sono morti nelle province di Piacenza, Catania, Como, Bologna, Teramo e Chieti. le categorie con più vititme sono sempre le stesse. agricoltura e edlizia. I morti schiacciati dal trattore con la vittima di ieri sono arrivate a 56 dall'inzio dell'anno. L'incredibile è che ci sono gli stessi morti sui luoghi di lavoro del pur orrible 2014. il 30 giugno del 2014 erano dall'inizio dell'anno 301.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?