Presentazione

L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ha compiuto dieci anni il 1° gennaio 2018

Per contatti mail carlo.soricelli@gmail.com

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione e artista sociale Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra. Tantissimi lavoratori morti per infortuni in Italia sono romeni, per questo motivo lo presentiamo anche nelle loro lingue se cercano le morti sul lavoro dei loro connazionali-

Oltre un milione di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità per queste tragedie dell’indifferenza.

Independent observatory died of accidents at work

Unabhängige Beobachtungsstelle starb an Arbeitsunfällen

L'Observatoire indépendant est mort des accidents au travail

Observator independent a murit de accidente de muncă

Observatorio independiente murió de accidentes en el trabajo

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Morti 2018

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Per contatti con Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio mail carlo.soricelli@gmail.com

25 maggio 2018

Mi ero illuso, fino alle 20,30 di ieri sera non avevo notizie di morti sui luoghi di lavoro per infortuni, ne sono morti due

Il mese di maggio lo dedichiamo a Antonio Caggianese. Aveva solo 27 anni. Guardate la sua foto in apertura: guardate la bontà che si vede nei suoi occhi. Il mondo, lo Stato, la Società non può privarsi dei suoi figli migliori. Lunedì 26 febbraio di quest’anno esce di casa per andare a lavorare, un lavoro umile ma dignitoso. Verso le 20 i suoi progetti e i suoi sogni in un attimo vengono cancellati. Se c’è qualcuno lassù Antonio vedrai che ti ha accolto con un abbraccio: gli angeli tornano a casa.

Dal 1° gennaio

282 morti sui luoghi lavoro in Italia

Con le morti sulle strade e in itinere che a nostro parere richiedono interventi diversi e specifici si arriva a superare già i 450 morti complessivi

Non possono esserci differenze tra i morti sul lavoro, noi monitoriamo tutti quelli che muoiono lavorando, qualsiasi lavoro svolgono, e non ci interessa se dispongono di assicurazioni diverse da quelle dell’INAIL, che non ne hanno nessuno o se sono anziani schiacciati dal trattore.

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Ricordo ancora una volta che ce ne sono almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere nelle province. Non sono conteggiati nelle province e regioni i morti sulle autostrade

VENETO 34 Venezia (6), Belluno (2), Padova‎ (2), Rovigo (1), Treviso (10), Verona (8), Vicenza (5). LOMBARDIA 30 Milano (8), Bergamo (2), Brescia (3), Como (2), Cremona (2), Lecco (), Lodi (1), Mantova (5), Monza Brianza (2), Pavia (2), Sondrio (3), Varese () CAMPANIA 24 Napoli (8), Avellino (2), Benevento (), Caserta (6), Salerno (8). EMILIA ROMAGNA 22 Bologna (4), Rimini (1). Ferrara (5) Forlì Cesena (2) Modena (5) Parma (3) Ravenna (2) Reggio Emilia () Piacenza (1) PIEMONTE 22 Torino (12), Alessandria (1), Asti (2), Biella (), Cuneo (4), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (2) Vercelli ()TOSCANA 18 Firenze (2), Arezzo (1), Grosseto (1), Livorno (2), Lucca (2), Massa Carrara (3), Pisa‎ (2), Pistoia (1), Siena (4) Prato (). CALABRIA 15 Catanzaro (2), Cosenza (5), Crotone (4), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (2) SICILIA 15 Palermo (2), Agrigento (2), Caltanissetta (1), Catania (5), Enna (2), Messina (2), Ragusa (), Siracusa (1), Trapani‎ (). ABRUZZO 11 L'Aquila (4), Chieti (2), Pescara (1) Teramo (3) LAZIO 10 Roma (4), Viterbo (1) Frosinone (1) Latina (3) Rieti (1). (1) SARDEGNA 7 Cagliari (1), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (2), Oristano (), Sassari (3). Sulcis inglesiente () LIGURIA 8 Genova (3), Imperia (), La Spezia (4), Savona (1) ) MARCHE 6 Ancona (1), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (4). FRIULI VENEZIA GIULIA 5 Trieste (), Gorizia (1), Pordenone (), Udine (4). BASILICATA 5 Potenza (4) Matera (1) UMBRIA 4 Perugia (1) Terni (3). PUGLIA 7 Bari (2), BAT (1), Brindisi (1), Foggia (), Lecce (1) Taranto (2) Molise 2 Campobasso (2), Isernia () TRENTINO ALTO ADIGE 1 Trento (1), Bolzano ().VALLE D’AOSTA()

Report morti sul lavoro nell’intero 2017

Nel 2017 dall’inizio dell’anno al 31 dicembre i morti sui luoghi di lavoro sono stati 634, oltre 1350 con le morti per infortunio con i mezzi di trasporto.

Il 1° gennaio 2018 l’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro ha compiuto 10 anni, da quell’anno i morti per infortunio sul lavoro sono costanti, in molti anni addirittura aumentati. E’ nato poche settimane dopo la strage alla Thyssenkrupp di Torino ed è dedicato a quei 7 lavoratori morti in modo disumano.

Oltre 1.500.000 di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità.

Report morti sul lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017

Dall’inizio dell’anno al 31 dicembre sono morti sui luoghi di lavoro 634 lavoratori: con i morti sulle strade e in itinere con il mezzo di trasporto, si superano i 1400 morti complessivi. Gli agricoltori schiacciati dal trattore sono come tutti gli anni il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. L’agricoltura, come tutti gli anni, supera abbondantemente il 30% di tutti i morti sul lavoro. Il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro hanno più di 60 anni. Gli edili superano il 20% di tutti i morti sul lavoro. La maggioranza di queste vittime cadono dall’alto; dai tetti e dalle impalcature. Nelle aziende dove è presente il sindacato le morti sono quasi inesistenti: le poche vittime nelle fabbriche che superano i 15 dipendenti sono per la stragrande maggioranza lavoratori che lavorano in aziende appaltatrici nell’azienda stessa: spesso manutentori degli impianti. La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni. Anche il Jobs act per la possibilità di essere licenziati, senza appello, ma solo con un po’ di denaro, rende i lavoratori licenziabili se si oppongono a svolgere un lavoro pericoloso. Gli stranieri morti per infortunio, sono oltre il 10% dall’inizio dell’anno, è così tutti gli anni. Il 30% dei morti sul lavoro spariscono ogni anno dalle statistiche. Tra l’altro e in ogni caso i morti sui luoghi di lavoro monitorati dall’Osservatorio sono sempre molti di più di quelli monitorati dell’INAIL. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Le morti verdi provocate dal trattore

Strage verde sui campi

Con l’ultimo morto in provincia di Savona sono già 50gli agricoltori schiacciati dal trattore nel 2018. Nel 2017 sono morti schiacciati dal trattore 139 agricoltori, ma occorre aggiungerne tanti altri che sono morti per essere stati trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Oltre 600 sono morti nell’ultima legislatura e oltre 1400 da quando dieci anni fa è stato aperto l’Osservatorio. Anche quest’anno più del 20% dei morti per infortuni su di tutte le categorie sono provocate da questo mezzo che. Assurdo che il Parlamento a primavera 2017 ha rinviato per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo sterminatore di agricoltori a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Una legge del 2002. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori. Speriamo nel nuovo

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove nelle fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

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Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

I morti per infortunio sul lavoro quanti sono?

Se uno guarda superficialmente i dati dei morti sul lavoro si entra in uno stato confusionale. Sono reali quelli dell'Osservatorio o quelli dell'INAIL? A prima vista sembrano di più quelli dell'INAIL, ma occorre ricordare che quelle diffuse dall'INAIL sono denunce e non riconoscimento delle morti che questo istituto dello Stato analizzerà in secondo. Dopo diversi mesi dell'anno successive l’INAIL diffonde il numero di morti per infortuni riconosciuti come tali, sono mediamente il 30% in meno ogni anno. Resuscitano? No, è che tante di queste morti sono in itinere o di non assicurati all'INAIL, o in nero, oppure di non loro pertinenza. Comunque se si guardano i dati complessivi comparati, quelli diffusi dall’INAIL, sono ovviamente molto meno delle morti di questo Osservatorio che monitora tutti i morti sui LUOGHI DI LAVORO da ben dieci anni, indipendentemente dal lavoro svolto o dall’assicurazione di riferimento. Se si confrontano con quelli dell'INAIL occorre sempre ricordare che nelle denunce pervenute all'INAIL ci sono anche i morti sulle strade e in itinere che sono ogni anno dal 50 al 55% di tutte le morti sul lavoro.

Se si vuole fare una comparazione vera occorre confrontare i morti senza mezzi di trasporto dell’INAIL con quelli sui LUOGHI DI LAVORO dell’Osservatorio.

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

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Nel 2016 in Europa sono stati 10.000 i lavoratori morti mentre andavano o tornavano dal lavoro (indagine europea). Tantissime le donne sovraccaricate sul posto di lavoro, oltre che dal carico famigliare e dai lavori domestici. Quando in itinere sono alla guida di un automobile hanno spesso incidenti anche mortali. Molti infortuni poi non vengono riconosciuti come tali a causa della normativa specifica dell’itinere. E quando andate a vedere ogni anno le denunce per infortuni pervenute all’INAIL vi accorgete che poi successivamente non vengono riconosciute come morti sul lavoro mediamente il 30/40% delle denunce per infortuni mortali. Occorre ricordare che anche quest’anno, come i precedenti, che un lavoratore su cinque muore schiacciato dal trattore che guida. Ma con questa casta parlamentare, nessuno escluso, parlare della vita di chi lavora e come parlare di niente. Le percentuali delle morti nelle varie categorie sono sempre quelle tutti gli anni. L’agricoltura ha sempre più del 30% delle morti sul totale, segue l’edilizia che supera ogni anno il 20%. Poi l’industria e l’autotrasporto che si contendono sempre il terzo e quarto posto in questa triste classifica. Ma queste due categorie sono sempre sotto il 10%, nonostante milioni di addetti e questo, per fortuna, abbiamo ancora sindacati che esercitano controlli sulla Sicurezza. Gli stranieri morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono in questo momento il 10% sul totale. E’ spaventoso pensare che i nostri giovani non trovano lavoro e si è innalzata l’età per andare in pensione di molti anni anche a chi svolge lavori pericolosi. Anche quest’anno oltre il 20 % dei morti sui LUOGHI DI LAVORO (escluso itinere) ha dai 61 anni in su.

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Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Morti bianche scultura in terracotta dipinta opera di carlo soricelli in dimensioni naturali

Morti bianche scultura in terracotta dipinta opera di carlo soricelli in dimensioni naturali
Morti bianche scultura in terracotta dipinta a dimensioni naturali opera di carlo soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro

Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro
Andamento di dieci anni di morti sui luoghi dil lavoro

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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martedì 28 febbraio 2017

aumento del 12,3% dei morti sul lavoro nei primi due mesi del 2017



Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. Sono 98 i lavoratori morti per infortuni sul lavoro nei primi due mesi del 2017
(oltre 200 con le morti sulle strade e in itinere)
Già 12 schiacciati dal trattore dall’inizio dell’anno
I morti sui luoghi di lavoro sono stati 86 il 29 febbraio 2016 +12,3%. Erano 90 il 29 febbraio 2008 +8,3
Morti nelle province italiane per ordine decrescente, sono esclusi dalle province i morti sulle autostrade e all’estero.
ABRUZZO 17 L'Aquila (5), Chieti (), Pescara (11) Teramo (1). VENETO 13 Venezia (2), Belluno (), Padova (1), Rovigo (3), Treviso (1), Verona (3), Vicenza (3). LOMBARDIA 9 Milano (3), Bergamo (1), Brescia (1), Como (), Cremona (), Lecco (2), Lodi (1), Mantova (), Monza Brianza (), Pavia (), Sondrio (1), Varese (). CAMPANIA 9 Napoli (5), Avellino (), Benevento (1), Caserta (), Salerno (3). SICILIA 8 Palermo (2), Agrigento (1), Caltanissetta (), Catania (), Enna (), Messina (), Ragusa (1), Siracusa (1), Trapani (3). TOSCANA 6 Firenze (), Arezzo (), Grosseto (1), Livorno (2), Lucca (1), Massa Carrara (), Pisa (1), Pistoia (1), Siena () Prato (). PIEMONTE 5 Torino (1), Alessandria (), Asti (), Biella (1), Cuneo (2), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola () Vercelli (1) LAZIO 4 Roma (2), Viterbo () Frosinone () Latina (2) Rieti (). EMILIA ROMAGNA 3 Bologna (). Forlì-Cesena (), Ferrara (), Modena (), Parma (2), Piacenza (1), Ravenna (), Reggio Emilia (), Rimini (). CALABRIA 2 Catanzaro (), Cosenza (1), Crotone (1), Reggio Calabria () Vibo Valentia () LIGURIA 2 Genova (1), Imperia (1), La Spezia (), Savona (). PUGLIA 3 Bari (2), BAT (), Brindisi (1), Foggia (), Lecce () Taranto () MARCHE 1 Ancona (), Macerata (), Fermo (), Pesaro-Urbino (1), Ascoli Piceno (). SARDEGNA 1 Cagliari (), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (). Sulcis inglesiente () FRIULI VENEZIA GIULIA 1 Trieste (1), Gorizia (), Pordenone (), Udine (). UMBRIA 1 Perugia (1) Terni (). BASILICATA 1   Potenza (1) Matera () TRENTINO ALTO ADIGE Trento (), Bolzano (). VALLE D’AOSTA ()
I morti sulle autostrade e all’estero non sono a carico delle province
Report morti sul lavoro nell’intero 2016
Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.
Lieve calo del 3,9% delle morti sui luoghi di lavoro rispetto allo spaventoso 2015, ma un aumento dello 0.7% rispetto al 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio Indipendente di Bologna. Come potete vedere altro che favolosi cali ogni anno, e nonostante un enorme spreco di euro spesi per la Sicurezza senza vedere risultati concreti se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL. Come tutti gli anni è l’agricoltura a pagare un prezzo elevatissimo di sangue con il 31% di tutte le morti per infortuni sui luoghi di lavoro. E delle morti in questo settore ben il 65% sono provocate dal trattore. Una vergogna che nessuno se ne occupi se pensate che un morto su cinque di tutte le morti sui luoghi di lavoro, di tutte le categorie messe insieme sono provocate da questo mezzo. Sono anni che chiediamo ai ministri che si susseguono di occuparsene. Ma niente, sono morti sul lavoro che non esistono e spariscono dalle statistiche. La seconda categoria con più morti sui luoghi di lavoro è l’edilizia con il 19,6%. La cadute dall’alto è il maggior fattore di rischio. E’ l’autotrasporto con il 9,3% dei morti la terza categoria con più vittime. In questo comparto sono inseriti i morti di diverse categorie. Seguono L’industria, esclusa l’edilizia, comprese le imprese più piccole, che ha complessivamente l’8,2% delle morti. Poi gli artigiani di tantissime categorie muoiono numerosissimi, soprattutto nelle imprese appaltatrici, la strage riguarda anche un numero impressionante di Partite Iva che non sono inserite tra le morti sul lavoro nelle statistiche dell’INAIL. E questo perché questo Istituto dello Stato monitora solo i propri assicurati (lo scrivo per la milionesima volta, ma tanto non serve a niente). A questo istituto arrivano moltissime denunce per infortuni, anche mortali, che poi non vengono riconosciute come tali proprio per non avere questa assicurazione. NON SONO ASSICURATI ALL’INAIL, QUINDI NON ESISTONO. Poi anche per le morti in itinere spesso non vengono riconosciute per una normativa specifica, che la maggioranza di chi lavora non conosce. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono l’8,2%, un calo dell’1,6% rispetto al 2015, segno che anche più italiani svolgono lavori pericolosi e con meno sicurezza pur di avere un lavoro. Impressionante sapere che il 27,7% dei morti sul lavoro ha più di 61. Angosciante vedere che tantissimi giovani non trovano lavoro, che svolgono anziani che non hanno più la salute e i riflessi pronti per fare lavori pericolosi. Questo la dice lunga anche sui motivi dell’enorme disoccupazione giovanile; si trattengono gli anziani e si fanno morire lavorando, mentre i giovani sono costretti alla disoccupazione o a emigrare. E’ la Campania la regione con più morti sui luoghi di lavoro sempre se non si fanno giochini di prestigio e si inseriscono tutti i morti sul lavoro. Seguono la mai regione, L’Emilia Romagna che nel 2016 raddoppia i morti sui luoghi di lavoro, poi il Veneto. Quinta la Lombardia che ha un decremento importante del 27%. Occorre anche ricordare che, a nostro parere, la Lombardia è tra le grandi regioni, da quando abbiamo aperto l’Osservatorio, che ha l’andamento migliore, sempre se si considerano tutte le morti sul lavoro. Ha il doppio degli abitanti di qualsiasi altra regione e l’indice occupazionale non ha nessun valore statistico sugli infortuni, anche mortali, visto che in tantissimi dei morti per infortuni non sono assicurati all’INAIL, le statistiche vengono fatte solo tenendo in considerazione gli assicurati a questo Istituto. E’ la provincia di Napoli quella con più morti sui luoghi di lavoro, compresi tre pescatori morti in mare, la seconda in questa triste classifica è la provincia di Vicenza con 20 morti, segue Brescia con 18 morti, a seguire qui sotto ci sono le morti sui luoghi di lavoro di tutte le province italiane.
Morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO nel 2016
Per Regione e Provincia in ordine decrescente.
(Sui luoghi di lavoro significa che sono esclusi da questo conteggio i morti per le strade e in itinere che richiedono interventi completamente diversi)
I morti sulle autostrade e all’estero non sono conteggiati nelle province. Se guardate qui sotto l’andamento delle regioni e delle province, calcolate che ci sono almeno altrettanti morti per infortuni sulle strade e in itinere
Morti sui luoghi di lavoro nelle province nell’intero 2016
CAMPANIA 63 Napoli (22 di questi 3 in mare), Avellino (7), Benevento (6), Caserta (11), Salerno (17). EMILIA ROMAGNA 61 Bologna (12). Forlì-Cesena (7), Ferrara (4), Modena (12), Parma (7), Piacenza (3), Ravenna (4), Reggio Emilia (11), Rimini (1). VENETO 57 Venezia (7), Belluno (6), Padova (9), Rovigo (3), Treviso (6), Verona (6), Vicenza (20). LOMBARDIA 54 Milano (4), Bergamo (6), Brescia (18), Como (4), Cremona (4), Lecco (5), Lodi (1), Mantova (1), Monza Brianza (3), Pavia (3), Sondrio (4), Varese (1). PIEMONTE 50 Torino (14), Alessandria (5), Asti (6), Biella (2), Cuneo (17), Novara (3), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (3) SICILIA 47 Palermo (10), Agrigento (4), Caltanissetta (7), Catania (6), Enna (2), Messina (8), Ragusa (5), Siracusa (), Trapani (5). TOSCANA 48 Firenze (3), Arezzo (6), Grosseto (3), Livorno (8), Lucca (5), Massa Carrara (8), Pisa (3), Pistoia (4), Siena (3) Prato (3). LAZIO 39 Roma (13), Viterbo (5) Frosinone (9) Latina (9) Rieti (3). PUGLIA 30 Bari (3), BAT (6), Brindisi (1), Foggia (6), Lecce (6) Taranto (8) TRENTINO ALTO ADIGE 24 Trento (14), Bolzano (10). CALABRIA 23 Catanzaro (6), Cosenza (7), Crotone (1), Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (4) ABRUZZO 20 L'Aquila (3), Chieti (11), Pescara (3) Teramo (3). MARCHE 17 Ancona (6), Macerata (6), Fermo (1), Pesaro-Urbino (2), Ascoli Piceno (2). SARDEGNA 14 Cagliari (4), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (2), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (3), Sassari (5). Sulcis inglesiente (1) FRIULI VENEZIA GIULIA 12 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (2), Udine (7). UMBRIA 9 Perugia 4) Terni (5). LIGURIA 8 Genova (4), Imperia (2), La Spezia (1), Savona (1). VALLE D’AOSTA (3) BASILICATA 3 Potenza (1) Matera (2) I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero non sono segnalati a carico delle province.
Consigliamo a tutti quelli che si occupano di queste tragedie di separare chi muore per infortuni sui luoghi di lavoro, da chi muore sulle strade e in itinere con un mezzo di trasporto. I lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere sono a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro, ma richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori morti sui luoghi di lavoro. E su questo aspetto che si fa una gran confusione. Ci sono categorie come i metalmeccanici che sui luoghi di lavoro hanno pochissime vittime per infortuni, poi, nelle statistiche ufficiali, non separando chiaramente le morti causate dall’itinere dalle morti sui luoghi di lavoro, risultano morire in tantissimi in questa categoria che è numerosissima, e che ha una forte mobilità per recarsi o tornare dal posto di lavoro. Anche quest’anno una strage di agricoltori schiacciati dal trattore, sono 131. Tutti gli anni sui LUOGHI DI LAVORO il 20% di tutte le morti per infortuni sono provocate da questo mezzo. 132 sono i morti schiacciati dal trattore nel 2015 e 152 nel 2014. Contiamo molto della sensibilità dei media e dei cittadini che a centinaia ogni giorno visitano il sito. In questi nove anni di monitoraggio le percentuali delle morti nelle diverse categorie sono sempre le stesse: l’agricoltura è sempre la categoria con più vittime, seguono l’edilizia, i servizi, l’industria (tutta) e l’autotrasporto. Ricordo a tutti quelli che s’interessano di queste tragedie l’unico parametro valido per valutare l’andamento di una provincia o di una regione è il numero di abitanti. Tantissime sono le morti in nero.
Le morti sulle autostrade e all’estero non sono segnalate nelle province
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Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischi sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare.
L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove sotto e fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it
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RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

Nessuno&scomparso

Ogni anno circa il 30-40% delle denunce delle morti sul lavoro pervenute all’INAIL non vengono riconosciute come tali. Molte altre morti per infortunio sulle strade e in itinere di lavoratori non assicurati a questo istituto non sono considerate da nessuno. Artigiani e tutti i lavoratori con partite iva individuali, agenti di commercio, molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, soldati, ecc. Lavoratori in nero. Lavoratori che non hanno neppure “l’onore” di essere considerati come tali, "morti sul lavoro". Vignette di "Nessuno&scomparso" nel sito http//metalmeccanico.blogspot.it

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei

http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei
http://omaggioaimortiusullavoro.blogspot.it/ "FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti di visitare il sito per leggere quello che scrivono i familiari delle vittime. per visitare il sito cliccare sull'immagine.