Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for

Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and for
Independent Observatory of Workplace Fatalities in Italy ​Founded by Carlo Soricelli (Artist and former Metalworker) ​IT | La Storia dell'Osservatorio e la Battaglia per la Verità


Mi dai una mano a realizzare il docufilm "Non vi farò dimenticare" per non far cadere nell'oblio gli oltre 20000 lavoratori registrati dall'Osservatorio in questi 19 anni. Se i fondi saranno sufficienti faremo anche la Piramide con le foto di centinaia di lavoratori morti sul lavoro, che avrà continuità con il muro delle farfalle bianche già realizzato

Speciale TG1 sui morti sul lavoro 1 dicembre 2024

https://youtu.be/qMAiVFQXRJE?si=-9PsVpF3dsg7dMpT

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Chiamatele pure morti bianche. Ma non è il bianco dell’innocenza- non è il bianco della purezza- non è il bianco candido di una nevicata in montagna- E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto- occhi spalancati dal terrore- dalla consapevolezza che la vita sta scappando via. Un attimo eterno che toglie ogni speranza- l’attimo di una caduta da diversi metri- dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni- del trattore senza protezioni che sta schiacciando- dell’impatto sulla strada verso il lavoro- del frastuono dell’esplosione che lacera la carne- di una scarica elettrica che secca il cervello. E’ un bianco che copre le nostre coscienze- e il corpo martoriato di un lavoratore. E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso. di una vita che si spegne lontana dagli affetti. di lacrime e disperazione per chi rimane. Anche quest’anno oltre mille morti- vite coperte da un lenzuolo bianco. Bianco ipocrita che copre sangue rosso- e il nero sporco di una democrazia per pochi. Vite perse per pochi euro al mese- da chi è spesso solo moderno schiavo. Carlo Soricelli

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli Metalmeccanico in pensione. Pittore-scultore. Soricelli nasce a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento nel 1949, ed all'età di quattro anni si trasferisce a Bologna con la sua famiglia. Nella tarda adolescenza Soricelli comincia a produrre i primi quadri in cui si nota un forte interesse per le problematiche legate all'ecologia ed una grande attrazione nei confronti della natura; lo si vede negli animali che ripropone spesso e negli alberi morenti che assumono sembianze umane. Fin d'allora l'arte di Soricelli è di denuncia nei confronti di una società che sta progredendo alle spese dell'equilibrio ambientale e della giustizia sociale. Nei primi anni Settanta i soggetti delle opere diventano soprattutto figure umane legate al mondo dell'emarginazione, accattoni, raccoglitori di cartone, handicappati, anziani, ma anche lavoratori ed operai che incontra ogni giorno sul posto di lavoro. Nelle sue tele ci scontriamo con visi stanchi ed abbruttiti, solcati dalla sofferenza e dalla solitudine, con corpi pesanti che non hanno niente del bello classico, cromatismi scuri di nero, marrone, blu, mai decorativi. Non c'è speranza, né si allude a qualche possibilità di riscatto, ma troviamo una costante messa in visione di tutto ciò che normalmente siamo portati ad evitare perché disturbante. Questa pittura, che giunge immediata ed essenziale, è spesso associata al filone dell'arte Naïve, quella di grandi come Ligabue, Covili, Ghizzardi. Infatti, a partire dall'84, Soricelli inizia ad esporre alla Rassegna di Arti Naïves ospitata presso il Museo Nazionale "Cesare Zavattini" di Luzzara a Reggio Emilia, dove riceve vari riconoscimenti tra cui il titolo di Maestro d'arte. All'inizio degli anni Ottanta l'artista bolognese realizza le prime opere di scultura, ulteriore ed efficace veicolo espressivo del suo messaggio; è del 1985 “Il Consumista”, scultura emblematica in cui una creatura umana mostruosa, vestita di ritagli di spot e slogan pubblicitari, sta divorando se stesso ed ancora, del 1989, Il Comunicatore, ironica e brutale visione Orwelliana. Già dai primi anni Ottanta Soricelli propone il tema degli angeli e lo elabora a suo modo; l'angelo è l'escluso, prima schiacciato e deformato, ora alleggerito da un paio d'ali che garantiscono una dignitosa speranza, non tanto con l'intento di avvicinare al sovrannaturale, ma al contrario per riportare l'esistenza ad un'unica dimensione Umana. Da vent’anni Soricelli sta lavorando a quella da lui definita Pittura Pranica, che consiste nella visualizzazione dell'energia comune a tutti gli esseri viventi allo scopo di produrre effetti terapeutici per mente e corpo dell’osservatore La prima opera pranica del 1996 Soricelli si ritrae nelle vesti di cavaliere pranico, è stata acquistata dal Museo Zavattini. Soricelli espone dal 1976 con circa una settantina di mostre, tra cui quelle al Palazzo Re Enzo di Bologna nel 1986, alla Festa Nazionale dell'Unità di Reggio Emilia con una personale insieme a Cesare Zavattini nel 1995 e presso Palazzo d'Accursio a Bologna nel 1996. Ha esposto con prestigiose mostre in Francia, Germania, Unione Sovietica, Grecia e Jugoslavia. E' presente in numerose collezioni pubbliche e private ed è presente in diversi musei. Da 15 anni ha aperto a Casa Trogoni di Granaglione, in provincia di Bologna, una casa museo delle sue opere, visitabile al pubblico su appuntamento. Una stanza è stata dedicata alla pittura pranica e qui nel silenzio chi vuole può gratuitamente sottoporsi all’esperimento di autoguarigione attraverso la visione delle opere praniche. Da qualche anno ha ripreso a creare opere che faceva già dagli anni ottanta con materiali di scarto della nostra società, trovati sulle strade come per esempio mozziconi di sigarette e copricerchioni, di fianco a bidoni della spazzatura, macerie di vecchie case ecc. Ha chiamato questo filone d’arte “Rifiutismo”. Nel 1997 ha pubblicato un libro dal titolo “Maruchèin”, con prefazione di Pupi Avati, in cui ha raccontato le sue esperienze di bambino meridionale emigrato al Nord negli anni Cinquanta. Nel 2001 ha pubblicato il suo secondo libro “Il Pitto” con prefazione di Maria Falcone. Il terzo “Pensieri liberi e sfusi”, il quarto “La classe operaia è andata all’inferno”, il quinto ”Terramare” e il sesto “Porta Collina, l’ultima battaglia dei Sanniti”. Il sesto Pensieri Liberi e Sfusi, il settimo un libro di poesie “Canti Aionici”. E' l'ideatore e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it/ . Attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo dei sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti tragicamente poche settimane prima. E' il primo osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro nato in Italia ed è formato solo da volontari diventando punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie.

andamento Regioni 2025 dalla peggiore

andamento Regioni 2025 dalla peggiore
Andamento regione nell'intero 2025

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muoro delle farfalle bianche con le foto di 300 lavoratori morti sul lavoro: il titolo dell'installazione è stato dato perchè tantissimi familiari dei morti sul lavoro vedono farfalle bianche sulla lapide che ricorda il proprio caro, e che in diverse culture simboleggia purezza e immortalità

mercoledì 8 luglio 2026

Rapporto di Sintesi: Il Divario dei Dati e la Crisi del Lavoro Nero e il Veneto maglia nera sui morti sul lavoro che sono quasi il doppio rispetto all'Emilia Romagna

Il divario Inail-Osservatorio: Al 31 maggio, i dati ufficiali INAIL registrano 339 vittime (compresi gli infortuni in itinere), mentre l'Osservatorio ne rileva 427 sui soli luoghi di lavoro (che sfiorano le 600 vittime calcolando le strade). Questa forbice sempre più profonda evidenzia una drammatica espansione del lavoro nero e sommerso, privo di tutele e frammentato dalla logica degli appalti a cascata. Il caso Veneto Il Veneto, governato dalla Lega, registra i dati più tragici. All' 8 luglio, a parità di popolazione, il Veneto conta ben 72 morti sui luoghi di lavoro (escluso l'itinere), contro i 41 dell'Emilia-Romagna. E la Lombardia, sempre a guida leghista 76 ma che ha il doppio dei lavoratori Il divario territoriale: L'Emilia-Romagna registra il 43% di vittime in meno rispetto al Veneto. Un dato politico e strutturale macroscopico, che dimostra come i diversi modelli di tutela, contrattazione e controllo territoriale incidono direttamente sulla vita dei lavoratori. Nota di lettura: La discrepanza tra le denunce INAIL e i dati reali dimostra che una fetta enorme di chi perde la vita in Italia non è nemmeno censita come "lavoratore" al momento dell'incidente, svelando lo sfacelo della precarizzazione estrema che porta al lavoro nero.

mercoledì 1 luglio 2026

La Ministra Calderone dà i numeri (al ribasso) dei morti sul lavoro

Report Vittime sul Lavoro nei Primi 6 Mesi del 2026 Al 30 giugno 2026, lo scenario dei decessi legati al lavoro in Italia mostra un quadro drammatico, con una forte incidenza dei settori legati alla movimentazione e all'agricoltura. I Numeri Complessivi Morti sui luoghi di lavoro: 554 vittime registrate dall'inizio dell'anno. Totale con "In Itinere" e altre categorie "invisibili": Il dato parziale (aggiornato a maggio) tocca già quota 761 vittime. Media storica di riferimento (2025): Ogni 24 ore sono morti in media 3,95 lavoratori (sabati e domeniche inclusi). I Settori Più Colpiti Il report evidenzia una particolare criticità per due categorie specifiche, che insieme rappresentano una quota enorme dei decessi sui luoghi di lavoro. 1. Schiacciati da Trattore (Agricoltura) Vittime nel 2026 (parziale): 82 morti. Confronto con il 2025: Nel corso di tutto l'anno precedente i decessi erano stati 144. La proiezione a metà anno mostra che il trend rimane altissimo e drammatico. Contesto: Il fenomeno colpisce spesso sia i lavoratori agricoli professionali sia i coadiuvanti o pensionati, legandosi strettamente al tema delle "vittime fragili". 2. Autotrasportatori Vittime nel 2026 (parziale): 93 morti. Confronto con il 2025: Nel 2025 il totale era stato di 169 decessi. L'autotrasporto si conferma la categoria singola con il più alto numero di vittime in questi primi sei mesi. Fattori di rischio: Questa categoria risente enormemente dei ritmi di lavoro serrati, della stanchezza e delle problematiche stradali, aggravando anche il bilancio dei decessi nei tratti autostradali regionali. Altre Categorie Monitorate Karoshi (da superlavoro): 51 vittime (rispetto alle 111 totali del 2025). Infortuni domestici: 36 vittime (81 nel 2025). Taglialegna: 21 vittime (raggiunto già il totale dell'intero 2025). Identikit delle Vittime: Anzianità e Vulnerabilità Le Vittime Fragili: Gli ultra-sessantenni e ultra-settantenni deceduti sono ben 179, rappresentando il 32% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. L'Osservatorio correla direttamente questo dato alle riforme pensionistiche che hanno allungato l'età lavorativa anche per mansioni usuranti e pericolose (come, appunto, gli autotrasportatori), dove la prontezza dei riflessi, la vista e l'udito possono essere ridotti. Lavoratori stranieri vittime in loco: 103 morti (pari a circa il 18,6% del totale dei decessi registrati direttamente sul posto di lavoro). Rischio reale: Questo balzo rispetto al dato parziale precedente conferma in modo matematico che il rischio di mortalità per i lavoratori stranieri è più che doppio rispetto ai colleghi italiani, se rapportato alla percentuale effettiva di occupati nel tessuto produttivo. Genere: Le donne registrano un'incidenza minore di decessi direttamente "in loco", ma subiscono un forte impatto nei casi in itinere, spesso a causa del forte stress legato alla conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia. Geografia della Strage (Top Regioni) L'analisi territoriale dell'Osservatorio computa nei dati regionali anche i decessi avvenuti nei rispettivi tratti autostradali: 1. LOMBARDIA: 75 sui luoghi di lavoro (101 con in itinere). Province principali: Brescia (23), Bergamo (12), Milano (10), Mantova (10). 2. VENETO: 66 sui luoghi di lavoro (91 con in itinere). Province principali: Treviso (18), Vicenza (11), Verona (10), Padova (10), Venezia (10). 3. TOSCANA: 47 con in itinere (Lucca registra 10 vittime). 4. CAMPANIA: 46 sui luoghi di lavoro (63 con in itinere). Provincia principale: Napoli (17), Salerno (10). 5. EMILIA-ROMAGNA: 37 sui luoghi di lavoro (54 con in itinere). Provincia principale: Bologna (8). 6. PIEMONTE: 37 sui luoghi di lavoro (49 con in itinere). Provincia principale: Torino (26). Analisi delle Cause Politiche e Strutturali L'Osservatorio individua precise responsabilità legislative e strutturali dietro l'andamento di questi dati: Estensione dell'Età Pensionabile (Legge Fornero): Ha costretto al lavoro in mansioni ad alto rischio persone anziane con fisiologici acciacchi o minori riflessi. Liberalizzazione degli Appalti a Cascata (Normativa 2023): Viene stimato un incremento del 15% dei decessi, specialmente nei settori dell'edilizia e dell'autotrasporto, a causa della frammentazione dei controlli. Un caso simbolo citato è il cantiere Esselunga di Firenze (5 morti con 56 aziende coinvolte nel subappalto). Precarizzazione e tutele (Jobs Act 2015): Viene calcolato un aumento storico dei decessi del 43% a seguito della rimozione delle tutele dell'Articolo 18. Coinvolgimento Pubblico: Viene evidenziato come 3 delle ultime 6 grandi stragi sul lavoro siano avvenute in aziende a partecipazione

mercoledì 24 giugno 2026

COMUNICATO STAMPA – STRAGE CONTINUA: 9 MORTI IN UNA SOLA GIORNATA

​Una giornata drammatica, un vero e proprio bollettino di guerra che fotografa il fallimento totale delle misure di sicurezza nel nostro Paese. In sole ventiquattro ore, l'Osservatorio indipendente ha registrato ben 9 vittime, una contabilità agghiacciante che strappa ogni velo di ipocrisia istituzionale. ​Non sono fatalità, sono sacrifici umani sull'altare del profitto, della fretta, del caldo estremo e della mancanza di tutele reali. L'Osservatorio continuerà a contare e a dare dignità a ogni singola riga di questa strage, perché dietro i numeri ci sono famiglie distrutte che pretendono giustizia. ​ECCO CHI SONO E COME SONO MORTI IL 23 GIUGNO: ​Sergio Milani (59 anni, agricoltura): muore lavorando incastrato in una macchina agricola per la lavorazione del grano a Castiglione dei Pepoli (Bologna). ​Sconosciuto (54 anni, estrattivo cave): muore lavorando travolto e schiacciato da una lastra di marmo in una cava a Botticino (Brescia). ​Antonio Giuseppe Patitucci (57 anni, estrattivo cave): muore lavorando travolto e schiacciato da una massa di detriti in una cava a Faloppio (Como). ​Francesco Imprezzabile (39 anni, forze dell'ordine): è morto lavorando, agente della polizia locale caduto dalla moto durante un inseguimento a Peschiera Borromeo (Milano). ​Sconosciuto (età sconosciuta, industria): muore lavorando schiacciato da un macchinario in uno stabilimento a Imola (Bologna). ​Sconosciuto (64 anni, autotrasporto): è morto lavorando colto da infarto in azienda a Vigevano (Pavia) per caldo e fatica eccessiva (Karoshi). ​Sconosciuto (età sconosciuta, agricoltura): è morto lavorando stroncato dal caldo eccessivo mentre era impegnato nei campi a Livraga (Lodi). ​Moreno Mariotti (62 anni, industria verniciature): muore lavorando precipitato nel vuoto all'interno dell'azienda Polver Srl a Fano (Pesaro e Urbino). ​Sconosciuto (54 anni, infortunio domestico): muore per infortunio domestico carbonizzato a causa di un incendio nel proprio appartamento a Mantova.

martedì 23 giugno 2026

E' morto Piter Pan, Massimo Fasciani nella foto è l'86esimo autotrasportatore morto sul lavoro

REPORT: La strage invisibile nei trasporti e nell'agricoltura ​A cura di Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna sui Morti sul Lavoro ​La contabilità dei morti sul lavoro si aggiorna con un altro nome: è deceduto Massimo Fasciana, l'autotrasportatore che tutti nell'ambiente chiamavano affettuosamente "Peter Pan". ​La sua scomparsa non è un caso isolato, ma si inserisce in una vera e propria strage silenziosa che colpisce il settore dei trasporti: ​86 autotrasportatori deceduti dall'inizio di quest'anno. ​144 i lavoratori del settore che hanno perso la vita l'anno scorso. ​Le radici di questa strage sono da ricercare in un sistema basato sul precariato selvaggio, che finisce per colpire duramente anche i lavoratori over 60, trasformati in precari a fine carriera. La logica aziendale dominante è diventata un ricatto esplicito: "O lavori alle mie condizioni, o sei licenziato". È proprio a causa di questo sfruttamento, dei salari sottopagati e della totale assenza di tutele e protezioni che assistiamo a una fuga di massa: tantissimi giovani italiani scappano all'estero, rifiutandosi legittimamente di accettare queste condizioni. ​Agricoltura: i numeri della vergogna ​Non va meglio nei campi, dove si registra un'altra statistica drammatica e inaccettabile: sono già 78 i lavoratori schiacciati dal trattore dall'inizio dell'anno. Anche in questo caso, si tratta di una strage strutturale che continua a ripetersi nell'indifferenza generale. ​La latitanza della politica e dei Ministeri competenti ​Di fronte a questi numeri, i ministeri direttamente responsabili appaiono immobili e distanti. Il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e il Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sembrano occuparsi di tutto fuorché delle materie e delle tragedie che ricadono sotto la loro diretta responsabilità. ​I morti sul lavoro non offrono un ritorno d'immagine. Non fanno propaganda. Per questo i ministri che governano questi settori evitano di occuparsene, preferendo volgere lo sguardo altrove invece di affrontare l'emergenza dei propri ministeri. ​I dati complessivi dell'anno in corso ​Il bilancio complessivo delle vittime in Italia ha già raggiunto vette spaventose: ​519 morti registrati direttamente sui luoghi di lavoro. ​699 morti complessivi se si includono gli infortuni in itinere (ovvero nel tragitto casa-lavoro), posizionandosi a un solo decesso dalla drammatica quota di 700 morti (senza contare i casi che inevitabilmente sfuggono al monitoraggio in itinere). ​Nota del Curatore: Rompere il muro dell'occultamento e un ringraziamento sentito ​Come Osservatorio ce la stiamo mettendo tutta per far emergere la verità. Buona parte di questa strage viene quotidianamente occultata o ignorata dal dibattito pubblico perché manca un monitoraggio istituzionale trasparente e universale; l'INAIL, infatti, si limita a censire esclusivamente i propri assicurati, lasciando fuori una fetta enorme di mondo del lavoro. ​In veste di curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna sui Morti sul Lavoro, ci tengo a ringraziare profondamente tutti quegli italiani – dai 1.000 ai 2.000 cittadini ogni giorno – che visitano il nostro portale. Il vostro sostegno nasce dalla consapevolezza che quanto scrivo e pubblico su questo osservatorio da ben 19 anni corrisponde alla pura verità. Perché i numeri non mentono, così come non mentono mai i nomi e i cognomi di chi ha perso la vita lavorando. ​È fondamentale continuare a lottare uniti per dare dignità a ognuna di queste vittime, costringendo la politica e le istituzioni a rispondere del proprio silenzio.

venerdì 19 giugno 2026

COMUNICATO STAMPA “E il padrone è sempre assolto”: a Bologna l’iniziativa in memoria di Mattia Battistetti. L’Osservatorio denuncia: nella sola provincia di Treviso superati i 120 morti totali dal giorno della tragedia del povero giovane.

“E Paron
è sempre assolto”: a Bologna l’iniziativa in memoria di Mattia Battistetti. L’Osservatorio denuncia: nella sola provincia di Treviso superati i 120 morti totali dal giorno della tragedia del povero giovane. BOLOGNA, 19 giugno 2026 – Lunedì 29 giugno 2026 si terrà a Bologna un’importante iniziativa promossa dalla CGIL in memoria di Mattia Battistetti, il giovane operaio che ha perso la vita il 29 aprile 2021 a Montebelluna (Treviso). L’evento, incentrato sullo spettacolo dal titolo emblematico “El paron è sempre assolto”, accende ancora una volta i riflettori sulla piaga drammatica delle morti sul lavoro in Italia e sulla complessa ricerca di giustizia per le vittime e le loro famiglie. A ridosso della sentenza di primo grado che ha visto l’assoluzione degli imprenditori coinvolti — di cui si attendono ora le motivazioni —, i dati raccolti tracciano un quadro a dir poco agghiacciante sull’incidenza degli infortuni mortali nel solo territorio trevigiano dal giorno del tragico incidente. I numeri della tragedia nella Provincia di Treviso Dall’analisi dei dati monitorati emerge una realtà drammatica che trasforma la provincia di Treviso in una delle aree più colpite del Paese: 97 morti strettamente sui luoghi di lavoro dal 29 aprile 2021 a oggi. 17 vittime già registrate sui Luoghi di lavoro (pù itinere) dall'inizio del solo anno in corso. Oltre 120 morti complessivi calcolando anche i decessi avvenuti in itinere (nel tragitto casa-lavoro), che aggiungono un tragico 20% in più al bilancio delle vittime in quella sola provincia. "È una cifra incredibile e inaccettabile per un solo territorio", viene denunciato. "Una montagna di morti che dimostra quanto sia importantissimo partecipare a questo spettacolo: per far comprendere l'immensità di questo dramma e per ribadire che il padrone non ha sempre ragione." E che deve pagare sia penalmente che economicamente. Il valore dell’iniziativa e la denuncia L'appuntamento di lunedì 29 giugno a Bologna vuole essere un forte atto di denuncia contro un sistema in cui i responsabili vengono troppo spesso assolti o se la cavano con pene lievissime, arrivando persino a far sparire i soldi pur di non pagare. Partecipare a questo spettacolo significa contrastare l'indifferenza, sostenere la memoria di Mattia e di tutti i lavoratori, e riaffermare che la sicurezza deve venire prima di ogni profitto. Ci sarò anch'io a dare sostegno a questa magnifica famiglia Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

giovedì 18 giugno 2026

Il prezzo più alto: arrivano dal mondo, i lavoratori stranieri muoiono sul lavoro al posto nostro, percentualmente sono oltre il doppio a perdere la vita lavorando

Ieri a Vignasco ha perso la vita Touil Abderrazzak, un operaio di soli 38 anni. L'ennesima croce in un elenco che non smette di allungarsi e che racconta una realtà che troppi, in Italia, fanno finta di non vedere. Con questa tragedia abbiamo superato la drammatica soglia dei 500 morti sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno, se si contano tutti i lavoratori e non solo quelli assicurati all'Inail. Per l'esattezza, l'Osservatorio ne ha monitorati 504 che diventano oltre 650 con l'itinere.Monitoro la situazione della sicurezza sul lavoro da 19 anni come curatore dell'Osservatorio di Bologna, e i dati non mentono: i lavoratori stranieri in Italia stanno pagando un prezzo pesantissimo in vite umane. Dei 504 morti sui luoghi di lavoro registrati finora, ben 104 erano stranieri.Mettendo a confronto i dati occupazionali con quelli della mortalità, emerge uno squilibrio matematico spaventoso: pur rappresentando circa il 10,5% della forza lavoro regolare, gli stranieri costituiscono oltre il 20% delle vittime sui luoghi di lavoro. Significa che, a parità di lavoratori attivi sul territorio, un lavoratore straniero in Italia ha un rischio di morire sul lavoro più che doppio rispetto a un collega italiano.È ora di smetterla con la propaganda d'odio e di guardare in faccia la realtà:Sostituzione nei lavori rischiosi: In un Paese a crescita zero, dove non si fanno più figli, pretendiamo che siano gli immigrati a fare i lavori più umili, faticosi e pericolosi. Quelli che gli italiani non vogliono o non possono più fare.Sfruttamento e disparità: Sono spesso i meno pagati, i più ricattabili e i più esposti alla mancanza di sicurezza.Un pilastro insostituibile: Se domani questi lavoratori smettessero di arrivare o incrociassero le braccia, l'Italia si bloccherebbe all'istante e i costi del lavoro schizzerebbero alle stelle. Ci tengono in piedi, letteralmente.La colpa più grave del razzismo di casa nostra è fare di tutta l'erba un fascio. È assurdo non fare una distinzione netta tra chi delinque e chi, invece, lavora onestamente ogni giorno per il nostro Paese, finendo poi per morire al posto nostro. Non si può accettare che oltre allo sfruttamento economico ci sia anche un massacro morale. E parliamo chiaramente, lo scrivo da anni nei miei post, prendendomi anche del razzista: nessuno meglio di me può comprendere la vita di un immigrato, lo siamo stati anch'io e la mia famiglia. Gli stranieri che hanno commesso reati vanno espulsi immediatamente, è su loro che si applica la propaganda razzista. Chi lavora onestamente merita dignità, sicurezza e rispetto, non una campagna d'odio permanente. Se i salari restano da fame, le tutele inesistenti e i ritmi massacranti, il rischio reale è che i lavoratori stranieri scelgano di abbandonare l'Italia per mete europee più sicure e dignitose, lasciando il nostro sistema produttivo a un passo dal collasso.Il nostro cordoglio commosso va alla famiglia di Touil Abderrazzak. La sua morte non è un numero, è un richiamo alla coscienza di tutta l'Italia.Un'ultima considerazione: non intervenire su questo fenomeno immediatamente assisteremo entro pochi anni alla fine della democrazia, non solo in Italia, ma in tutto l'Occidente. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro, che ringrazia gli oltre 1000 visitatori che ogni giorno visitano il sito dell'Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it

lunedì 15 giugno 2026

strage di schiacciati dal trattore 6 morti in 3 giorni

STRAGE SILENZIOSA DEGLI SCHIACCIATI DAL TRATTORE: ne sono morti 6 negli ultimi 3 giorni. Ministro Lollobrigida, dica qualcosa la prego Posta in arrivo In questo fine settimana si è consumata l'ennesima strage nelle campagne italiane: 6 lavoratori sono morti schiacciati dal trattore.
11/06/2026 grosseto toscana cristiano villa 63 agricoltura italia schiacciato dal trattore a cinigiano 11/06/2026 macerata marche enzo mei 73 agricoltura italia schiacciato dal trattore a civitanova 12/06/2026 torino piemonte 82 agricoltura italia schiacciato dal trattore a brandizzo 13/06/2026 chieti marche walter grilli 81 agricoltura italia schiacciato dal trattore 12/06/2026 verona veneto giancarlo formenti 83 agricoltura italia schiacciato dal trattore caduto in un canale 14/06/2026 Campobasso molise 70 agricoltura italia schiacciato dal trattore a civitacamparano Con queste ultime tragedie, sono già 72 i morti schiacciati dal trattore nel 2026. Di questo passo si rischia di superare i 143 morti schiacciati del 2025. Dal 2008, da quando è nato l'Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro, gli schiacciati dal trattore hanno ormai superato abbondantemente quota 3.000 vittime. Eppure, di fronte a questa strage senza fine, continua a colpire il silenzio del ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Un silenzio che, davanti a questi numeri e a questa impressionante successione di morti, appare sempre più incomprensibile e, per molti, vergognoso. Non si può continuare a parlare di fatalità. Servono una grande campagna nazionale di prevenzione, il rinnovo del parco macchine agricole e interventi concreti per la sicurezza. Quanti altri agricoltori dovranno morire prima che questa strage venga finalmente considerata una priorità nazionale? Fermate la terribile macchina di morte che è il trattore, chi li guida e i loro familiari non sanno che il trattore è una bara Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

venerdì 12 giugno 2026

Riccardo Franzoni è uno dei 4 giovani morti sul lavoro negli ultimi giorni, il suo sorriso contagioso mancherà al mondo

giovedì 11 giugno 2026

Autotrasportatori ridotti a bombe umane per colpa di sfruttamento e appalti a cascata»

Morti sul lavoro, Soricelli (Osservatorio Bologna): «Siamo a 650 vittime. Autotrasportatori ridotti a bombe umane per colpa di sfruttamento e appalti a cascata» ​«La strage di Amendolara deve segnare una svolta nelle coscienze di tutti. Ad oggi contiamo 476 morti sui luoghi di lavoro, che superano i 650 con i decessi in itinere. Una strage continua che vede nell'autotrasporto la sua punta più drammatica». Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio di Bologna, interviene con durezza sui dati e sulle responsabilità politiche della sicurezza sul lavoro in Italia. ​«Tra gli autotrasportatori è un’autentica mattanza: sono già 79 i morti dall'inizio dell'anno. Questo accade grazie alla precarizzazione introdotta in modo massiccio dal Ministro Matteo Salvini con gli appalti a cascata. Il Ministro dei Trasporti si occupa di tutto ma non dei "suoi" morti. Scenario identico in agricoltura, dove il Ministro Lollobrigida conta già 67 vittime schiacciate dal trattore». ​Soricelli si sofferma poi sul dolore degli ultimi due giorni, che hanno visto la fine di tre giovani vite: Riccardo Franzoni (21 anni), Francesco Dergano (23 anni) e Alessandro Ferrari (26 anni). ​«La morte di Alessandro Ferrari, nello scontro in cui ha perso la vita anche un automobilista, accende un faro sulla sicurezza stradale di tutti noi. L’autotrasporto è diventato la prima causa di morte sul lavoro. Lo sfruttamento, la stanchezza e i ritmi folli trasformano i mezzi pesanti in bombe umane. Pochi anni fa questo settore era al quarto posto nelle nostre rilevazioni, oggi è al primo. È una vergogna assoluta che richiede interventi immediati, non più propaganda». ​Carlo Soricelli – Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro

Aumentati in modo drammatico i lavoratori morti per karoshi

ANCORA MORTI DI SUPERLAVORO: IL DRAMMA DEL KAROSHI IN ITALIA ​Ieri, in Veneto, altri due lavoratori si sono spenti a causa di un infarto fatale. Kazi Shakib, 48 anni, si è accasciato davanti ai colleghi durante il turno in uno stabilimento a Scorzè. Natale Simon, 55 anni, è stato stroncato da un infarto fulminante a casa, poche ore dopo aver concluso un pesante turno di notte continuativo nella nettezza urbana. ​In Giappone lo chiamano Karoshi, il termine che indica la morte per il troppo lavoro. Ma questa ormai è una drammatica realtà quotidiana anche in Italia. ​Dai rilievi e dal monitoraggio continuo effettuati dall'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro, emerge un aumento drammatico di queste tragedie. Non parliamo solo di incidenti nei cantieri o nei campi: il Karoshi colpisce ovunque. Operai, impiegati, quadri e dirigenti stroncati da infarti e malori provocati da stress accumulato, ritmi pressanti e una stanchezza psicofisica insostenibile che il corpo non riesce più a reggere. ​Il malore sul lavoro, o subito dopo il turno, non è una fatalità inevitabile. È la conseguenza di un sistema che consuma le energie vitali delle persone. Non si può morire di solo lavoro.

sabato 6 giugno 2026

La grande "magia" sui morti sul lavoro: tra propaganda, appalti e i miliardi della sicurezza Posta in arrivo

Non si può restare in silenzio di fronte alla gestione della sicurezza sul lavoro in Italia. Quando i dati ufficiali vengono utilizzati per "far quadrare i conti", non siamo di fronte a semplici discrepanze burocratiche, ma a una precisa operazione di occultamento della realtà. Ci sono tre verità drammatiche che nessuno ha il coraggio di dire pubblicamente: 1. La vergogna europea: l'Italia "virtuosa" solo sulla carta La cosa più grave è che i dati parziali diffusi dall'INAIL sono gli unici che vengono inviati in Europa. La realtà: Centinaia di morti (lavoratori in nero, categorie non coperte, ecc.) spariscono dai radar. Il risultato: L'Italia appare agli occhi delle istituzioni europee molto più virtuosa di quanto non sia. Mentre i monitoraggi indipendenti combattono da anni per mostrare la verità, le istituzioni nazionali usano questa "magia" statistica per evitare sanzioni e critiche internazionali. Da italiani, c'è da vergognarsi. 2. Le responsabilità del Ministero dei Trasporti Parliamo di settori specifici: l'autotrasporto è ormai in cima alle classifiche dei decessi. anche negli ultimi giorni sono morti altri quattro autisti. Eppure, il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, sembra occuparsi di tutto fuorché dei morti di sua competenza. Non si tratta solo di assenza, ma di precise scelte politiche: basti pensare alla reintroduzione degli appalti a cascata, una misura che ha precarizzato i cantieri e la logistica, portando a un incremento stimato dei morti del 15%. Questo governo ha dimostrato una linea drammatica e fallimentare per il mondo del lavoro. 3. La lobby della sicurezza: un business da miliardi Perché nessuno parla? Perché in Italia la sicurezza sul lavoro è diventata un'industria che muove miliardi di euro tra corsi di formazione spesso formali, consulenze, certificati e burocrazia. Dietro questa facciata c'è una lobby potentissima composta da figure influenti a cui questo sistema fa gola. Una ragnatela di interessi economici che porta a chiudere occhi e orecchie: si spende tanto per la "carta", ma non si fa prevenzione reale sul territorio. L'unico vero argine sono i sindacati I dati storici continuano a confermarlo: il 95% dei morti si concentra nelle piccole aziende non sindacalizzate. Dove c'è il sindacato, dove ci sono i rappresentanti dei lavoratori (RLS) che controllano davvero e non per finta, la mortalità è quasi azzerata. Il sindacato, facendo il suo lavoro, fa anche il bene e la legalità dell'azienda stessa. AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE (Dati a stamattina, post-elaborazione del 5 giugno) Mentre l'INAIL diffondeva per i primi quattro mesi dell'anno una contabilità ferma a meno di 300 casi totali ipotizzando cali statistici, i numeri reali del monitoraggio indipendente aggiornati a stamattina gridano vendetta: 456 morti registrati esclusivamente sui luoghi di lavoro. 621 morti complessivi se si aggiungono le vittime in itinere (nel tragitto casa-lavoro). Questa è la realtà. Quella vera, quella che si tenta di occultare per non disturbare i manovratori e per far sembrare il Paese civile agli occhi dell'Europa. Non sono numeri, sono persone che non sono tornate a casa. Carlo Soricelli curatore dell'osservatorio di bologna morti sul lavoro. http://cadutisullavoro.blogspot.it

venerdì 5 giugno 2026

​Lunedì scorso, ad Amendolara, le loro vite sono state spezzate nel modo più feroce, disumano e orribile possibile: sono stati rinchiusi in un minivan, cosparsi di benzina e bruciati vivi. L'immagine drammatica di image.[span_7](start_span)png mostra quel mezzo trasformato in una trappola di fuoco e fumo, da cui solo un quinto compagno è miracolosamente riuscito a salvarsi fuggendo dal cofano. ​La loro "colpa"? Aver osato ribellarsi. Avevano chiesto semplicemente di essere pagati per il lavoro svolto, dopo l'ennesimo mese di sfruttamento senza salario, ricatti e tariffe imposte persino per il trasporto verso i campi. La risposta dei caporali che gestivano la manodopera è stata una punizione spietata, un'esecuzione per dare una lezione a chiunque provi ad alzare la testa. ​Questo non è un incidente sul lavoro. È un brutale omicidio di massa nato e cresciuto nel fango del caporalato. ​Non sono morti bianche per fatalità: sono stati uccisi da un sistema criminale, una vera e propria mafia che lucra sui corpi e sulla disperazione delle persone, contando spesso sulla "zona grigia" dell'indifferenza generale. ​I loro nomi devono essere scritti ovunque. Ullah, Safi, Amin, Waseem. Non possiamo permettere che diventino l'ennesimo trafiletto di cronaca nera che scade il giorno dopo. ​Quei quattro corpi carbonizzati devono inchiodare tutti alle proprie responsabilità. Il cibo che arriva sulle nostre tavole non può essere intriso del sangue di ragazzi massacrati perché chiedevano dignità. ​Condividiamo per non far calare il silenzio. Pretendiamo giustizia e terra bruciata attorno ai caporali e a chi si arricchisce sulla pelle dei lavoratori.

lunedì 1 giugno 2026

REPORT NAZIONALE OSSERVATORIO BOLOGNA: I PRIMI 5 MESI DEL 2026

Bilancio tragico dal 1° Gennaio al 31 Maggio 2026 Cura e coordinamento di Carlo Soricelli Sito Internet ufficiale: cadutisullavoro.blogspot.it 1. I NUMERI COMPLESSIVI DELLA STRAGE (Confronto 2026 vs 2025) I dati raccolti ed elaborati dall’Osservatorio di Bologna nei primi cinque mesi dell'anno delineano un quadro agghiacciante. Non si tratta di fredde statistiche, ma di esistenze spezzate che registrano un aumento spaventoso rispetto all'anno precedente. Morti sui luoghi di lavoro (al 31 maggio): 427 vittime. Un aumento anche rispetto al terribile 2025, l’anno più nefasto da quando il 1° gennaio 2008 ho aperto l’Osservatorio, al 31 maggio del 2025, i morti registrati sui luoghi di lavoro erano 418. Totale complessivo (con "In Itinere" e altre categorie "invisibili"): Arriviamo alla cifra parziale di 598 vittime. Praticamente la media dei morti complessivi quest’anno è ancora di 4 morti al giorno. Il solo mese di Maggio: Si conclude con 86 morti sui luoghi di lavoro, che diventano 118 se si calcola l'itinere. Media giornaliera: Nel 2025 la media è stata di 3,95 lavoratori morti ogni 24 ore (sabati e domeniche inclusi). Una strage quotidiana continua. CATEGORIE A MAGGIORE RISCHIO (Dati 2026 vs Totale 2025) Categoria d'infortunio Morti nel 2026 (Parziale 5 mesi) Morti nel 2025 (Totale anno) Schiacciati da trattore 60 144 Autotrasportatori 66 169 Karoshi (Malori da superlavoro) 33 111 Infortuni domestici (manutenzioni/legna) 33 81 Taglialegna 20 21 3. VITTIME FRAGILI E STRAGE DI VECCHI All'interno di questo massacro emerge con durezza una vera e propria strage di vecchi. Sono ben 137 gli ultra-sessantenni e ultra-settantenni rimasti uccisi sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno: rappresentano il 33% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. Questo accade a causa delle leggi "porcate" che hanno allungato l’età per andare in pensione anche a chi svolge mansioni pesanti e pericolose (per sé e per gli altri), come nel caso emblematico degli autotrasportatori costretti alla guida in età avanzata. Tra gli ultimi drammi che gridano vendetta, pesano come macigni: La morte dell'anziano di 83 anni, stroncato da un malore mentre lavorava completamente in nero mentre stava saldando. La barbarie del lavoratore abbandonato gravemente ferito in strada, scaricato agonizzante come un rifiuto ingombrante nel disperato tentativo di nascondere l'irregolarità del cantiere. Questo orrore non può non riportare alla mente la terribile vicenda di Satnam Singh, il bracciante lasciato morire davanti a casa con il braccio amputato. A distanza di tempo, la storia si ripete nell'indifferenza e nella ferocia di chi antepone il profitto alla sacralità della vita umana. Nel fango di questa economia si contano anche 74 lavoratori stranieri regolari che hanno perso la vita in questi 5 mesi. 4. IL GENERE: LE DONNE VITTIME DEL LAVORO E IL SACRIFICIO DI MARIA CARMELA Analizzando i dati di genere, le donne muoiono meno "in loco", ma muoiono quasi quanto gli uomini in itinere, schiacciate dallo stress e dal sovraccarico nel percorso tra il lavoro e la gestione della famiglia. Ma quando muoiono in loco, i loro drammi sono indicibili. Oggi l'Osservatorio vuole rendere un omaggio solenne allegando la foto della povera Maria Carmela D’Angelo. Quel giorno Maria Carmela D’Angelo, 58 anni, è rimasta gravemente ustionata nel laboratorio dall’olio bollente di una friggitrice industriale, con lesioni in diverse parti del corpo. Fu trasferita in terapia Intensiva Grandi Ustionati dell’ospedale Cardarelli, a Napoli. Maria Carmela non ce l’ha fatta a sopportare ancora le lunghe cure ospedialiere nel reparto di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ma lei non ha voluto che accadesse: ha raggiunto il bagno e si è lanciata da una finestra del terzo piano, morendo sul colpo. 5. LA DENUNCIA DELL'OSSERVATORIO Davanti a quasi 600 bare in soli cinque mesi, l'Osservatorio di Bologna torna a gridare la sua indignazione. Respingiamo la narrazione di chi dà la colpa al lavoratore "disattento". La sicurezza viene vista dalle aziende come un costo sacrificabile, e il rifiuto del pericolo per il lavoratore coincide quasi sempre con il licenziamento o la perdita del sostentamento a causa del ricatto occupazionale dovuto al precariato introdotto anche con l’abolizione dell’articolo 18 nel 2015. Una società civile non può più permettersi di ignorare tutto questo. Aiutateci a diffondere. Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro

mercoledì 27 maggio 2026

Con i 5 morti di ieri superati i 400 morti sui luoghi di lavoro, che con l'itinere sfiorano i 600 morti complessivi. Il muletto seconda macchina di morte dopo i trattori: con i due di ieri sono
sei gli schiacciat dal muòetto a maggio

martedì 26 maggio 2026

lunedì 25 maggio 2026

negli ultimi 3 giorni ci sono stati 6 schiacciati dal trattore, tra questi un bambino di soli 3 anni

Il Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida dov’è? Cosa sta facendo di più importante che occuparsi dei morti schiacciati dai trattori, una materia di sua stretta competenza? Basterebbe almeno una campagna informativa istituzionale sulla pericolosità di questo mezzo: quest'anno siamo già a 57 "schiacciati". Vuole forse superare i 143 morti causati dal trattore del 2025? Lei e il Ministro dei Trasporti Salvini state facendo a gara a chi conta più morti? Una "gara" molto avvincente. Siamo già a 64 vittime nell’autotrasporto dall'inizio dell'anno, dopo le 167 del 2025.È un vostro preciso dovere occuparvi di queste tragedie.Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavorohttp://cadutisullavoro.blogspot NB Se credete di avere a che fare con sprovveduti, sappiate che l'Osservatorio è visitatissimo e fa opinione tra gli italiani da 19 anni. Le visite Oggi 513 Ieri 902 Questo mese 26594 Il mese scorso 34630 

giovedì 14 maggio 2026

veneto tragico per chi lavora: già 70 i morti, solo due i meno rispetto alla Lombardia che ha il doppio degli abitanti

Si svolgeranno oggi i funerali di Bertolo Leandro Agostinetto, rimasto schiacciato dal trattore nel trevigiano. Ma nello stesso territorio ci si sta già preparando anche ai funerali di Gastone Predon, morto ieri nello stesso tragico modo. Eppure, su questa strage nella strage — quella degli agricoltori schiacciati dai trattori — non arriva neppure una parola da Francesco Lollobrigida, ministro che avrebbe la responsabilità politica di affrontare questa emergenza e che finora non ha speso nemmeno una mezza parola su queste morti. Il Veneto continua a essere una terra tragica per chi lavora: sono già 70 i morti complessivi, 48 dei quali sui luoghi di lavoro. La Lombardia, che ha quasi il doppio degli abitanti, registra soltanto due morti in più. Intanto continuano a essere diffuse statistiche assurde sulla mortalità nelle province e nelle regioni, basate esclusivamente sui dati INAIL. Dati che ormai tutti sanno non rappresentano il reale monitoraggio delle vittime sul lavoro, perché l’INAIL raccoglie soltanto le denunce relative ai propri assicurati. In allegato la situazione aggiornata dei morti sul lavoro alla mattina del 14 maggio.

mercoledì 13 maggio 2026

anche ieri 4 morti

anche ieri 3 morti sui luoghi di lavoro e un quarto in itinere, rendiamo omaggio al povero giovane marocchino Musthapa Ladid di soli 32 anni, che aveva già finito il suo turno di lavoro,
ma sentendo le urla dall'interno dell'aziende è tornato indietro e a messo in salvo il principale e un dipendente, che si erano introdotti all'interno di una cisterna ed erano storditi dalle esalazioni, ha lottato contro la morte per 15 giorni, è morto ieri all'ospedale di Bergamo

giovedì 7 maggio 2026

REPORT CRITICO: L’EMERGENZA MORTI SUL LAVORO E IL "PARADOSSO INAIL"

Osservatorio di Bologna morti sul lavoro ​Data di aggiornamento: 7 Maggio 2026 ​1. Il Bilancio delle Vittime: Oltre la Soglia dei 500 di queste 349 sui luoghi di lavoro ​Nonostante le rassicurazioni istituzionali, la realtà dei fatti parla di una strage che non accenna a fermarsi. Al 6 maggio 2026, il numero complessivo dei morti sul lavoro ha già superato la soglia psicologica delle 500 vittime (includendo il sommerso e i non assicurati INAIL). ​L’eccidio silenzioso delle donne: Particolarmente allarmante è il dato sulle lavoratrici. Già decine di donne hanno perso la vita in questi primi mesi dell'anno. La maggior parte di questi decessi avviene in itinere: un dato che riflette il peso del lavoro di cura e i ritmi serrati che costringono a spostamenti rischiosi in orari critici. Le ultime 3 morte in itinere Mariam Aqsa 25 anni, Smahanta Lacedonia 25 e Cinzia Macchioni 64 ​2. Appalti a Cascata: La Deregulation che Uccide ​L'entrata in vigore delle nuove norme sugli appalti a cascata ha prodotto effetti devastanti, confermando i timori dei tecnici della sicurezza: ​Edilizia: In questo settore si registra un aumento del 15% delle morti. La frammentazione dei contratti lungo la filiera degli appalti polverizza la responsabilità e riduce i margini di profitto, portando le ditte sub-appaltatrici a risparmiare proprio sui dispositivi di protezione e sulla formazione. ​Autotrasporto: La situazione è ancora più tragica con 58 morti. Qui i morti sono letteralmente raddoppiati. La pressione sui tempi di consegna, aggravata dalla deregolamentazione della filiera logistica, spinge i conducenti oltre i limiti fisici, trasformando le strade in cimiteri professionali. Diversi vengono trovati con la testa riversa sul volante ​3. Il Fallimento del Referendum sulla Responsabilità ​Un punto di svolta mancato è rappresentato dal referendum per inserire la responsabilità dei capi commessa, che purtroppo è fallito per non avendo raggiunto il quorum e sulla scarsa informazione mediatica, quasi tutte al servizio dei potenti. ​La conseguenza: Senza una legge che chiami direttamente a rispondere chi sta al vertice della catena (il committente), i grandi gruppi possono continuare a esternalizzare il rischio ai piccoli sub-appaltatori. Il "capo" resta protetto da uno scudo burocratico, mentre l'ultimo anello della catena paga con la vita. ​4. Il Sistema dei Miliardi "Congelati"
​Il report evidenzia un'anomalia finanziaria inaccettabile: ​Finanziamento: I fondi INAIL derivano direttamente dalle detrazioni sulle buste paga dei lavoratori. Sono soldi dei lavoratori che dovrebbero tornare a loro sotto forma di protezione. ​Gestione Opaca: Miliardi di euro vengono distribuiti tramite bandi complessi (come i Bandi ISI) che spesso alimentano un indotto di consulenti e agenzie, senza che vi sia un controllo rigoroso sull'efficacia reale dell'investimento. ​Assenza di Vigilanza: Il sistema manca di un organismo terzo che verifichi come queste somme enormi impattino sulla riduzione degli infortuni. Invece di potenziare gli ispettori (che restano in numero ridicolo), il denaro rimane spesso bloccato nei bilanci dello Stato per esigenze di cassa. Carlo Soricelli curatore dell’osservatorio di Bologna morti sul lavoro sito internet http://cadutisullavoro.blogspot.it ​

martedì 5 maggio 2026

Buon viaggio Alex, sei stato un esempio per tutti noi

Oggi i funerali di Alex Zanardi, in lui tutta l’essenza della bolognesità. Anche lui, in definitiva, è un infortunato sul lavoro, anche se era stato lui stesso a scegliere un mestiere così pericoloso come il pilota di Formula 1. A Bologna piange anche il cielo per la sua scomparsa. Condoglianze alla sua famiglia per quest’uomo veramente unico. L’ho voluto onorare ritraendolo in pittura pranica. Buon viaggio, Alex.

martedì 21 aprile 2026

una vetrina scintillante la Kermesse Macfrut. Ma vengono nascosti i morti sotto il tappeto: si farà un bel cin cin con una bella bottiglia di annata "sangue d'agricoltore schiacciato dal trattore"

Oggi, alle ore 10:30, il Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida inaugura la kermesse Macfrut. Una vetrina scintillante che sembra fatta apposta per farsi belli, ma che nasconde sotto il tappeto una realtà atroce: i morti sul lavoro nei campi provacate dai trattori.I numeri parlano di una vera e propria strage:28 morti per schiacciamento da trattore solo dall'inizio di quest'anno.143 gli schiacciati da questo "mostro"  nel bilancio tragico del 2025.oltre 3000 da quando il 1° gennaio 2008 ho aperto l'Osservatorio di Bologna monti sul lavoroEppure, tra i padiglioni della fiera e i discorsi ufficiali rivolti anche ai giganti della GDO come Coop e Conad, non sembra esserci spazio per una parola su questo sangue che impregna la terra italiana. Eppure sono nate come cooperative di lavoratori che dovrebbero avere come prioritaria la vita dei lavoratoriIl silenzio delle istituzioni è assordante. Sembra quasi che la vita dei nostri lavoratori agricoli sia un dettaglio trascurabile rispetto ai profitti e alle passerelle. Resta una domanda amara: a chi interessa davvero la sicurezza di chi mette il cibo sulle nostre tavole?Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

domenica 19 aprile 2026

Impressionante sequenza di morti sul lavoro tra venerdì e sabato, sono stati 13

Monitoraggio Emergenza Morti sul Lavoro: Weekend del 17-18 Aprile Data di pubblicazione: 19 Aprile 2026 Curatore: Carlo Soricelli Sito Ufficiale: cadutisullavoro.blogspot.it QUADRO GENERALE: UNA STRAGE INCESSANTE Nelle ultime 48 ore (venerdì e sabato) si è verificata un’impressionante sequenza di incidenti mortali. Il bilancio consolidato è di 13 vittime: 12 lavoratori deceduti direttamente sui luoghi di lavoro. 1 lavoratore deceduto "in itinere" (durante il tragitto casa-lavoro). Nota: I dati potrebbero subire ulteriori incrementi nelle prossime ore a causa di segnalazioni in fase di verifica. ANALISI PER SETTORE E TIPOLOGIA Le morti registrate riflettono l'insicurezza trasversale che colpisce diverse categorie professionali: Edilizia: Morti causate da cadute dall'alto. Agricoltura: Agricoltori schiacciati dal ribaltamento del trattore. Trasporti: Autotrasportatori coinvolti in sinistri mortali. Manutenzione e Servizi: Casi legati alla pulizia di canne fumarie e attività di ambulanti. Settore Boschivo: Incidenti occorsi a taglialegna. Karoshi (Morte per fatica): Decessi legati a ritmi di lavoro estenuanti e stress psicofisico. STATISTICHE NAZIONALI AGGIORNATE Ad oggi, il bilancio delle vittime dall'inizio dell'anno è allarmante: 291 morti sui luoghi di lavoro. ~400 morti complessivi includendo i decessi in itinere. Il Veneto si conferma purtroppo una delle regioni più colpite, restando stabilmente ai vertici di questa tragica classifica nazionale. IN MEMORIA DI MASSIMILIANO LAURO L'Osservatorio dedica questo report a Massimiliano Lauro, deceduto mentre svolgeva il proprio lavoro di pulizia di una canna fumaria. La sua scomparsa lascia nel dolore la moglie e i suoi 6 figli. Ogni anno in Italia si contano centinaia di nuovi orfani, privati dei propri genitori a causa della mancanza di sicurezza. L'impegno dell'Osservatorio: Dietro ogni numero c'è una famiglia distrutta. La sicurezza sul lavoro deve diventare la priorità assoluta del Paese. Contatti e Approfondimenti: Carlo Soricelli – http://cadutisullavoro.blogspot.it

venerdì 17 aprile 2026

L'incredibile mattanza di autotrasportatori e di schiacciati dal trattore. A questa mattina stiamo superando di 10 morti (erano 289 il 16 aprile del 2025) l'incredibile 2025. Altro che cali

L'Incredibile Strage Silenziosa: Il Grido dell'Osservatorio Solo negli ultimi 3 giorni hanno perso la vita 4 autotrasportatori, portando il bilancio di questa categoria a 43 vittime dall'inizio dell'anno. È una "mattanza" che denuncio inascoltato da 19 anni, insieme a quella degli agricoltori schiacciati dai propri trattori: già 23 morti nel 2026. Ad oggi, il computo totale è drammatico: 384 morti complessivi (inclusi gli incidenti in itinere); 299 morti direttamente sui luoghi di lavoro. Siamo di fronte a un'ecatombe in gran parte occultata dall'opinione pubblica. Dopo quasi due decenni di monitoraggio quotidiano, la speranza di un cambiamento reale sembra svanire. Tuttavia, resto fermo nella mia convinzione: verrà un giorno in cui la classe dirigente saprà finalmente "umanizzarsi". Solo allora, una singola morte sul lavoro non sarà più un dato scontato, ma un evento straordinario e inaccettabile per una società civile. Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna sui Morti sul Lavoro cadutisullavoro.blogspot.it In allegato la situazione di ogni provincia e regione

giovedì 16 aprile 2026

L'immigrazione è soprattutto questa: salari da fame, spesso in nero e con percentuale di morti per infortuni mortali di 3 volte superiore a quella degli italiani

Mukhtar Dowh muore alle 2,30 di notte mentre tornava dal lavoro per andare a dormire in un dormitorio per rifugiati. Gli stranieri sono il 30% dei morti sul lavoro svolgono i lavori più umili e pericolosi e con salari che sono spesso sotto la soglia di po erta, spesso muoiono in nero.

martedì 14 aprile 2026

Strage continua, ieri 5 morti

Ancora morti sul lavoro in Italia A Modena muore un autista di carroattrezzi, schiacciato da un’automobile durante le operazioni di carico. In provincia di Taranto perde la vita Domenico Di Ponzio, 38 anni, colpito da un palo abbattuto dal forte vento. Muore un autotrasportatore biellese a seguito di un incidente stradale. Un imprenditore perde la vita per karoshi (morte da superlavoro). Nel bellunese muore un operaio sudanese, investito mentre tornava a casa dal lavoro in bicicletta. Il bilancio aggiornato Nel 2026 sono già stati superati i 350 morti sul lavoro, includendo anche quelli in itinere. La media attuale è di 3,43 morti al giorno.

sabato 11 aprile 2026

La strage del venerdì con 7 morti sul lavoro

Lavoravano in nero Daniluc Tiberi, 50 anni, e Najahi Jaleleddine, 41 anni, i due operai morti ieri a Palermo. Ieri 7 morti: due schiacciati dal trattore, un autotrasportatore e due in itinere

mercoledì 8 aprile 2026

Sicurezza sul Lavoro: La "Falsa Diminuzione" dei Dati INAIL e la Realtà dell’Osservatorio. Nel pist gli ultimi morti e la foto di "Geppetto" morto sul lavoro a 23 anni

​Mentre i dati ufficiali INAIL diffusi a febbraio sembrano suggerire una tregua, parlando di un calo dei morti sul lavoro del 27%, il monitoraggio costante dell'Osservatorio Indipendente di Bologna restituisce un’immagine ben più drammatica e fedele alla realtà. ​Il divario tra statistiche e realtà ​Alla data odierna, 8 aprile, i numeri dei decessi sono purtroppo in linea con il terribile 2025. La differenza sostanziale tra i dati dell'Osservatorio e quelli dell'INAIL risiede nel perimetro del monitoraggio: ​INAIL: monitora esclusivamente i lavoratori assicurati presso l'istituto. ​Osservatorio di Bologna: registra tutti i morti sul lavoro, includendo chi appartiene ad altre assicurazioni, i lavoratori in nero e gli agricoltori (spesso non coperti dalle statistiche standard). ​La strage silenziosa in agricoltura ​Il settore agricolo continua a pagare il prezzo più alto: sono già 20 le vittime schiacciate dal trattore dall'inizio dell'anno, una categoria di lavoratori spesso invisibile ai bilanci ufficiali ma costantemente presente nei nostri bollettini. ​Le vittime: oltre i numeri, le persone ​Dietro ogni statistica c'è una vita spezzata, una famiglia distrutta e una comunità in lutto. In questi giorni piangiamo: ​Roberto Gavioli (73 anni): Conosciuto affettuosamente come "Geppetto" per la sua abilità di scultore del legno. È deceduto cadendo da un cestello elevatore insieme al figlio. Oggi la comunità si stringe per i suoi funerali. ​Italo Carpi: Una tragedia consumatasi all'interno di una distilleria, dove ha perso la vita dentro una cisterna di alcol etilico. Le forze dell'ordine stanno indagando sulle dinamiche. ​Federico Prato: Vittima di un incidente sul lavoro avvenuto a Genova. ​Eolo Monelletta (60 anni): Deceduto in provincia di Perugia, ennesima vittima dello schiacciamento da trattore. ​Ahmed Riaz: Ci lascia dopo un mese di indicibile agonia. L'operaio era caduto in una vasca di acqua bollente; un calvario che si è concluso con l'ultimo fatale addio. ​L'impegno dell'Osservatorio rimane fermo: continuare a dare un nome e un volto a chi muore di lavoro, affinché non vengano dimenticati sotto la polvere di statistiche parziali. ​Data di aggiornamento: 8 Aprile 2026 Fonte: Osservatorio Indipendente di Bologna

martedì 7 aprile 2026

Domani i funerali di "Geppetto" Roberto Gavioli morto sul lavoro a 73 anni

Domani mattina i funerali di Roberto Gavioli morto sul lavoro a 73 anni, ferito gravemente anche il figlio. Erano su un cestello che si è ribaltato. Gavioli era anche un apprezzato scultore del legno. Lo chiamavano "Geppetto". Condogluanze alla famiglia. Ma ricordo a tutti che gli ultrasettantenmi morti sui luoghi di lavoro sono il 16% di tutti i morti. Grazie Fornero e grazie Salvini che a ogni elezione promette di eliminare la famigerata legge, per poi dimenticarsene dopo aver preso la poltrona.

sabato 4 aprile 2026

COMUNICATO STAMPA STRAGE DI SUVIANA: IL CANCRO DEI SUBAPPALTI E L’ERGASTOLO DEL DOLORE. BASTA PROCESSI INFINITI!Grazie ai 5367 che in soli 4 giorni hanno visitato l'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

Bologna, Aprile 2026 – In occasione del secondo anniversario della strage di Suviana (Bargi), del 9 aprile 2024 l’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro, per voce del suo curatore Carlo Soricelli, alza un grido d'indignazione contro un sistema che non solo uccide sul lavoro, ma calpesta la dignità dei sopravvissuti con una giustizia lenta e inaccessibile. Il sistema dei subappalti: un "caporalato legalizzato" utilizzato anche dallo Stato Suviana non è un episodio isolato, ma l'ennesima prova di come il subappalto a cascata sia un cancro che divora la sicurezza. Quando il lavoro viene parcellizzato — come visto nelle stragi di Brandizzo, dell’Esselunga di Firenze dove per la costruzione di un semlice Supermercato ci lavoravano 49 aziende appaltatrici, e di Casteldaccia di Palermo e dell’ENI di Calenzano— si perde la visione d’insieme del rischio. È inaccettabile che anche le aziende a partecipazione statale utilizzino massicciamente questa forma di "caporalato legalizzato". L’introduzione degli appalti a cascata ha prodotto un aumento dei morti superiore al 15%: a pagare sono i lavoratori più fragili, spesso privi di protezione sindacale effettiva perché frammentati in piccole realtà che orbitano attorno ai grandi colossi. Una proposta politica: responsabilità del Capo Commessa Dopo il fallimento del percorso referendario, l'Osservatorio chiede che l’abolizione degli appalti a cascata e la piena responsabilità del Capo Commessa diventino punti centrali e non negoziabili dei programmi politici e sindacali. Oggi il committente gode di una sostanziale immunità: delega il lavoro, parcellizza il rischio e si solleva da ogni responsabilità. È necessario che chi commissiona l'opera torni a essere legalmente responsabile di ogni singola vita impegnata nel sito produttivo. L’agonia dei processi: la giustizia negata Mentre i grandi gruppi economici hanno i mezzi per trascinare i processi all’infinito attraverso cavilli e rimandi, i familiari delle vittime restano soli. In Italia, un processo per omicidio sul lavoro dura mediamente dai 15 ai 20 anni. "Questa non è giustizia, è complicità con i colpevoli. Chiediamo una corsia preferenziale immediata per i processi sulle morti sul lavoro: il tempo della legge non può essere il nemico delle vittime." IN MEMORIA DEI NOSTRI "LAVORATORI ITINERANTI" un quarto dei lavoratori muoiono lontano dalla loro provincia e regione, diversi anche all’estero Questi uomini che lavoravano a Suviana non erano numeri, ma tecnici professionisti che portavano competenza in tutta Italia, finiti nel buio di una centrale per un sistema che non li ha protetti. L'Osservatorio non dimentica e chiama questi morti vittime di LAVORICIDIO: • Vincenzo Franchina (36 anni, Sinagra, ME) – Sposato da poco e padre da soli tre mesi. • Pavel Petronel Tanase (45 anni, Settimo Torinese, TO) – Colonna della sua comunità. • Mario Pisani (73 anni, San Marzano di San Giuseppe, TA) – Tecnico esperto ancora necessario sul campo. • Adriano Scandellari (57 anni, Ponte San Nicolò, PD) – Stella al Merito del Lavoro (Enel Green Power). • Paolo Casiraghi (59 anni, Milano) – Tecnico specializzato (ABB). • Alessandro D’Andrea (37 anni, Pontedera, PI) – Tecnico della Voith Hydro. • Vincenzo Garzillo (68 anni, Napoli) – Consulente esperto per la Lab Engineering. Il Muro delle Farfalle Bianche L'installazione artistica di Carlo Soricelli, con le sue 300 farfalle bianche, è un monito contro l'indifferenza. Uno spazio speciale è dedicato alle vittime di Suviana: non cifre statistiche, ma storie interrotte che esigono verità. Ogni farfalla rappresenta un volo spezzato da un sistema che deve essere rifondato sulla dignità, non sul massimo ribasso. Appuntamento al 9 Aprile: "Le nostre lotte per un lavoro sicuro" Per dare seguito a queste istanze, il prossimo 9 aprile 2026 (ore 9:00 - 16:00), la Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna ospiterà presso il Salone G. Di Vittorio (via Marconi 67/2) un dibattito fondamentale. L'evento, introdotto da Michele Bulgarelli (CDLM Bologna) e concluso da Francesca Re David (CGIL Nazionale), vedrà la partecipazione di: • Matteo Lepore (Sindaco di Bologna) • Chiara Gribaudo (Pres. Commissione parlamentare d’inchiesta) • Antonio Zoina (Ispettorato Nazionale del Lavoro) • Paolo Galli (Ausl Bologna) L'appello del Curatore: "Chiedo che questo incontro affronti concretamente l'abolizione del subappalto a cascata. È il tempo della verità e di un impegno che non lasci più spazio alla precarietà della vita umana." Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna sui Morti sul Lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it Grazie ai 5367 che in soli 4 giorni hanno visitato l'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro 

mercoledì 1 aprile 2026

Amaro Veneto per chi lavora

Il triste primato del Veneto e la realtà delle morti sul lavoro "Amaro" è l’unica parola che mi viene in mente. Anche quest’anno il Veneto svetta ai vertici di questa tragica classifica: con 28 decessi sui luoghi di lavoro, la regione si avvia purtroppo a confermare il suo triste primato. È evidente un cambiamento strutturale: oggi a morire sono soprattutto gli stranieri. Sembra quasi che, come nel resto del Paese, i lavori più pericolosi — spesso privi delle necessarie protezioni — vengano delegati a chi arriva da fuori. È successo solo ieri nel veronese, dove ha perso la vita un lavoratore rumeno, ed è accaduto pochi giorni fa a Mamour Pope, un ragazzo di soli 22 anni a cui ho voluto dedicare una poesia. Il suo sorriso dolce, quello di un "bambino" cresciuto troppo in fretta, spezza il cuore. I numeri parlano chiaro: nel 2025, in Veneto, sono stati 35 i lavoratori stranieri a perdere la vita; nel 2026, siamo già a quota 5. I dati nazionali al 31 marzo 2026 Il monitoraggio nazionale scatta una fotografia drammatica del primo trimestre dell'anno: 231 morti registrati direttamente sui luoghi di lavoro. 289 morti totali, se si includono i decessi "in itinere" (durante il tragitto casa-lavoro). Rispetto allo stesso periodo del 2025 (quando le morti sui luoghi di lavoro erano 244), si registra una flessione del 5,3%. Tuttavia, questo dato non deve trarre in inganno: il 2025 è stato l'anno più nefasto degli ultimi 19 anni di monitoraggio dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http//cadutisullavoro.blogspot.it, un picco di tragicità che rende ogni piccolo calo ancora del tutto insufficiente.

lunedì 23 marzo 2026

Referendum: Il No vince per una Giustizia libera e sollecita. I damiliari dei morti sul lavoro aspettano anche piùdi 20 anni per avere giustizia.

​COMUNICATO STAMPA ​Referendum: Il No vince per una Giustizia libera e sollecita. ​Carlo Soricelli (Osservatorio Bologna): "Basta processi infiniti. Le famiglie delle vittime sul lavoro non possono aspettare vent’anni." ​BOLOGNA, 23 Marzo 2026 – All’indomani del responso referendario che vede la netta vittoria del NO, il curatore dell'Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro, Carlo Soricelli, rilascia una dichiarazione ufficiale per interpretare il voto dal punto di vista di chi, dal 2008, assiste quotidianamente al dramma delle "morti bianche" e al calvario giudiziario che ne consegue. ​"Il risultato di questo referendum" – dichiara Carlo Soricelli – "è un segnale inequivocabile che arriva dai cittadini e, in particolare, dai tantissimi familiari delle vittime del dovere con cui sono in costante contatto. La stragrande maggioranza di loro si è espressa per il NO, non per una scelta ideologica, ma per un profondo timore: che una magistratura meno indipendente e soggetta alle pressioni del potere politico finisse per auto-impaurirsi proprio davanti ai processi più complessi, quelli contro chi detiene il potere economico e dispone dei migliori collegi difensivi." ​Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio, il vero nodo della giustizia in Italia non è la separazione delle carriere, ma la durata biblica dei processi. ​"Abbiamo famiglie che attendono giustizia da oltre due decenni" – incalza Soricelli. "Vent'anni di sofferenze atroci che si sommano al lutto. È inaccettabile che lo Stato chieda a una madre o a un figlio di aspettare una generazione per vedere riconosciuta la responsabilità di una morte sul lavoro. Una giustizia che arriva dopo vent'anni è, di fatto, una giustizia negata." ​Con la vittoria del NO, l'Osservatorio di Bologna chiede ufficialmente alla politica di abbandonare le "riforme di bandiera" e di concentrarsi sulle vere emergenze: ​Accelerazione dei processi per i reati legati alla sicurezza sul lavoro. ​Investimenti massicci in personale e risorse per le procure e i tribunali. ​Tutela dell'indipendenza dei giudici, affinché possano agire con fermezza anche contro i poteri forti, senza il timore di condizionamenti politici. ​"Il Governo e il Ministro Nordio prendano atto che gli italiani, e chi soffre nei tribunali, chiedono efficienza e coraggio, non riforme che rischiano di indebolire la parte debole del processo. La nostra battaglia per la dignità dei lavoratori e delle loro famiglie riparte oggi con ancora più forza." ​Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro

domenica 8 marzo 2026

Voto NO al Referendum sulla Giustizia: chi conta i morti sul lavoro sa che per le vittime cambierà in peggio

Mi chiamo Carlo Soricelli e dal 1° gennaio 2008 porto avanti, come volontario, l’attività dell’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro di Bologna. Da quasi vent’anni il mio compito è dare un nome a chi non c’è più e farlo ricordare. Ma oggi sento il dovere di lanciare un allarme: se vinceranno i SÌ ai quesiti referendari sulla giustizia, per le vittime del lavoro e per i loro familiari la parola “giustizia” rischierà di diventare un miraggio ancora più lontano. E voglio dirlo con chiarezza: questo referendum non incide in alcun modo sui tempi dei processi né migliora la giustizia per i morti sul lavoro. Non riduce le attese delle famiglie, non accelera i procedimenti, non rafforza la tutela delle vittime. Per chi ha perso un figlio, un padre o una madre lavorando, non cambierà nulla. E anzi, temo che la situazione possa peggiorare. Nel mio archivio conservo le storie di decine di migliaia di famiglie che, per ottenere una sentenza di terzo grado, sono costrette ad aspettare anche vent’anni. Vent’anni di processi, di rinvii, di udienze che riaprono ogni volta la ferita del lutto. Un tempo infinito che prolunga il dolore e che spesso trasforma la ricerca della verità in un calvario giudiziario. Nel frattempo le controparti — spesso grandi aziende e colossi industriali — affrontano questi processi con il fior fiore degli avvocati, capaci di trascinare i dibattimenti per anni, fino alla prescrizione o allo sfinimento psicologico ed economico delle famiglie delle vittime. Il recente caso del sequestro a Glovo per caporalato dimostra che solo una magistratura realmente indipendente può arrivare a colpire anche i potenti della cosiddetta “nuova economia”. Per questo temo profondamente che, con un maggiore controllo politico sulla giustizia, ed è quello che vogliono fare, si possa arrivare a una magistratura più tollerante e comprensiva con i ricchi e i potenti, mentre la massima durezza continuerebbe ad abbattersi sui lavoratori poveri e sui più deboli. Questa preoccupazione non è soltanto mia. È la preoccupazione di tantissimi familiari delle vittime che seguo da anni. Molti di loro mi chiedono perfino di non apparire pubblicamente, temendo ritorsioni da parte delle controparti o conseguenze nei procedimenti giudiziari. È un clima di paura che non dovrebbe esistere in uno Stato di diritto. E mentre si discute di riforme, la realtà della giustizia per i morti sul lavoro è questa. Il processo per Umberto Musilli, morto quattro anni fa, non è ancora iniziato. Quello per la morte nel 2019 di Giuseppina Marcinnò, 65 anni, è ancora fermo al primo grado. Sono storie concrete, famiglie vere, vite spezzate che attendono ancora giustizia. Invito tutti a guardare la mia installazione, il “Muro delle Farfalle Bianche”. Rappresenta trecento volti di lavoratori che non sono tornati a casa. Per i loro familiari quelle farfalle bianche sono simbolo di purezza, memoria e amore sopra le tombe. Ma per il nostro sistema giudiziario, troppe di quelle fotografie rappresentano procedimenti aperti da anni, a volte da decenni. Se vinceranno i SÌ, temo che quel muro diventerà ancora più alto e ancora più difficile da attraversare. Una giustizia lenta e politicamente influenzabile non è giustizia. È un segnale pericoloso: significa dire che si può continuare a risparmiare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, perché tanto le responsabilità arriveranno tardi, forse troppo tardi, o forse non arriveranno mai. Per questo, per difendere chi non ha voce e per onorare chi ha perso la vita lavorando, esprimo la mia totale contrarietà a questa riforma. Perché chi, come me, conta i morti sul lavoro da quasi vent’anni sa che senza una giustizia davvero indipendente e forte, le vittime resteranno solo numeri e le loro famiglie continueranno ad aspettare giustizia per tutta la vita. Chiedo alle migliaia di visitatori del blog http://cadutisullavoro.blogspot.it di far sentire la vicinanza a ai familiari dei morti sul lavoro e di non contribuire con l'indifferenza a far peggiorare la situazione Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro di Bologna

8 marzo – Un pensiero per le donne che non tornano a casa dal lavoro

Oggi, nella Giornata internazionale delle donne, voglio ricordare anche loro: le donne che muoiono lavorando o andando al lavoro. Sono operaie, mediche, impiegate, ingegnere, agricoltrici, lavoratrici dei servizi, ma anche casalinghe, donne che ogni giorno si spostano per lavorare. Donne di ogni età e professione. Molte perdono la vita sui luoghi di lavoro. Ma tantissime muoiono sulle strade, mentre vanno o tornano dal lavoro, spesso di corsa per conciliare turni, famiglia e responsabilità quotidiane. In itinere le donne muoiono quasi quanto gli uomini. Di queste morti si parla troppo poco. Occorre avere il coraggio di affrontare anche questo tema: rendere il lavoro più flessibile negli orari di entrata e di uscita, nel pubblico ma anche nel privato, per permettere alle donne di conciliare lavoro, famiglia e vita quotidiana senza essere costrette ogni giorno a correre rischi. Alcune di queste donne muoiono anche per malori mentre lavorano. Quelle che vedete in questo collage sono solo una piccola parte delle vittime. Ricordarle oggi significa non accettare che la loro morte resti invisibile. Carlo Soricelli Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro – Bologna http://cadutisullavoro.blogspot.it

sabato 7 marzo 2026

LA STRAGE SUPERATI I MORTI SUL LAVORO COMPLESSIVI AL 6 MARZO 2025. IL FORTE CALO DI GENNAIO E' STATO UN'ILLUSIONE

MARZO 2026 – GIÀ 21 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA E nel mese scorso le vittime complessive sono state oltre cento, tra morti sui luoghi di lavoro e infortuni in itinere. Dietro ai numeri ci sono persone, volti, famiglie distrutte. L’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro continua a dare identità alle vittime. In allegato le foto di alcuni di loro Morti sui luoghi di lavoro Piemonte – Luigi Bongiovanni Puglia – Loris Constantino Sicilia – Flori Topalli Lombardia – Giorgio Demonti Lombardia – Marco Turra Veneto – Giovanni Nino Dal Canton Sicilia – S.M. Sardegna – Luciano Pinna Sardegna – Antonia Pinna Basilicata – Leonardo Guglielmi Marche – Mario Orazi Veneto – Islam Rafikul Lazio – Dorel Ciobanu Sicilia – Francesco Iarrera Clandestino morto a Vibo Valentia Morti in itinere Simone Argenti Alessio Ardovini Salvatore Murro Diego CrittI Non sono numeri. Sono lavoratori che non torneranno più a casa. Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro Carlo Soricelli

domenica 1 marzo 2026

Sono stato un illuso: dopo un gennaio con un calo di oltre il 30% Febbraio si "mangia tutto il calo dei morti; tra l'altro si sono persi tanti giovani

A gennaio 2026 avevo parlato di un possibile cambio di rotta: oltre il 30% di morti in meno rispetto a gennaio 2025. Dopo 18 anni di monitoraggio quotidiano, sembrava finalmente profilarsi un’inversione consistente di tendenza. Poi febbraio: un’autentica strage. 78 morti sui luoghi di lavoro contro i 66 di febbraio 2025. E la differenza con il 2025 si riduce a solo 6 morti Mi sono lasciato prendere dalla speranza. Ed è giusto dirlo: faccio mea culpa. Perché giorno dopo giorno quel calo si è assottigliato, fino a ridursi a pochi morti di differenza nei primi due mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. E mentre le percentuali cambiavano, le bare continuavano ad aumentare. Ad oggi, fine febbraio, siamo a 151 morti sui luoghi di lavoro. Il 28 febbraio 2025 erano 161. Ma con i morti “in itinere” si sfiorano già i 200. Una differenza minima, fragile, quella con il 28 febbraio 2025, che può essere spazzata via in pochi giorni — come purtroppo sta accadendo. Negli ultimi giorni diversi giovani hanno perso la vita lavorando. Ragazzi. Ecco chi sono. Carmine Albero, 24 anni. Nico Ulivieri, 30 anni. Tommaso Andreuzza, 27 anni. Un ragazzo di 25 anni, morto ieri mentre lavorava in un cantiere stradale, di cui non conosciamo ancora l’identità. Avevano vent’anni. O poco più. Ma c’è anche l’altra faccia della tragedia. Sono tantissimi gli anziani che muoiono sul lavoro, spesso dopo una vita intera di fatica e in nero: Costantino Rocco, 61 anni. Antonio Nisticò, 61 anni. Nicola Iezza, 68 anni. Francesco Greco, 60 anni. Un agricoltore in Umbria, 70 anni. Antonio Rocco Russo, 60 anni. Eresmo Benelli, 77 anni. Settantasette anni. E non sono ancora conteggiati i morti “in itinere”, che ogni anno rappresentano tra il 25% e il 30% del totale. Ma dentro questa tragedia ce n’è un’altra. I familiari delle vittime raramente ottengono giustizia in tempi dignitosi. I processi si trascinano per venti o trent’anni. Il dolore non si attenua. Molti genitori muoiono prima di vedere riconosciute le responsabilità per la morte dei propri figli. Ne conosco tanti personalmente. La loro disperazione è indescrivibile. Non possiamo continuare a leggere questi numeri come fossero bollettini meteo. Dietro ogni numero c’è un nome. Un’età. Una famiglia distrutta. Un vuoto che non si colma. La vera inversione di tendenza sarà quando smetteremo di considerare inevitabile morire di lavoro. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro 3 allegati • Scansionato da Gmail

mercoledì 25 febbraio 2026

Porca vacca: altro che inversione di tendenza, febbraio si sta "mangiando tutto il calo dei morti di gennaio

COMUNICATO STAMPA dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro Dopo aver analizzato le statistiche di gennaio 2026 confrontandole con quelle di gennaio 2025, avevo sperato – dopo 19 anni – di poter finalmente parlare di una reale inversione di tendenza. Il calo delle morti sui luoghi di lavoro aveva superato il 30%. Sembrava l’inizio di un cambiamento. Purtroppo, alla data del 24 febbraio 2026, il confronto con lo stesso periodo del 2025 ridimensiona drasticamente quell’illusione: la diminuzione delle morti sui luoghi di lavoro si è ridotta a - 8%. Bastano pochi giorni drammatici per compromettere un’intera tendenza statistica. Lunedì è stata una giornata infausta: 5 lavoratori hanno perso la vita sui luoghi di lavoro e altri 3 in itinere. Tra questi una donna Giovanna Donato che all'una di notte tornava a casa in bicicletta da un turno in un ristorante, dalle cento alle 200 le donne che perdono la vita in itinere ogni anno Ieri si sono aggiunti altri 3 morti sui luoghi di lavoro. Tra loro Carmine Albero, appena 24 anni e Nico Ulivieri di 31 che a giorni sarebbe diventato papà che col suo pilotina è stato travolto da un grosso natante. Carmine Lavorava come operaio per potersi pagare gli studi e coltivare il sogno di affermarsi come cantante. Alla due famiglie e a quelle di tutti gli altri vanno le mie più sentite condoglianze. Questi numeri non sono semplici statistiche: sono vite spezzate, famiglie distrutte, progetti interrotti. L’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro continua a monitorare quotidianamente queste tragedie, offrendo un’informazione indipendente, libera da interessi politici o mediatici. Un sentito ringraziamento alle centinaia di persone – e in molti giorni alle migliaia – che visitano l’Osservatorio per informarsi su quanto accade realmente nel nostro Paese. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

mercoledì 18 febbraio 2026

Febbraio sta diventando orribile

Un orrore anche oggi con 4 morti sul lavoro il 32enne nel veronese e altri 3, tra questi il secondo schiacciato dal trattore in 3 giorni. Ministro Lollobrigida dell'Agricoltura, dica qualcosa contro questa strage di sua competenza. Si metta una mano sul cuore e agisca, nel 2025 ne sono morti 143 in questo modo orrendo. Un genitore non tornava a casa dal lavoro, l'hanno trovato morto probabilmente schiacciato tra due camion. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

martedì 17 febbraio 2026

sono stati 8 i morti sul lavoro ieri 16 feb

Luca Pezzulla, 22enne trovato accanto a un carrello elevatore ribaltato, era il figlio del titolare dell’impresa Giovanni Varetto, 95enne agricoltore che ancora lavorava riaccende la strage di agricoltori schiacciati dal trattore è il quinto quest’anno e l’anno scorso 143, oltre 3000 morti in questo modo orrendo da quando 19 anni fa ho aperto l’Osservatorio Giuseppe Lesioli, un altro anziano 80enne titolare con in fratello di un’impresa edile di Calvisano (Brescia), caduto da una scala Giacomo Casagrande, 71enne agricoltore di Montebelluna (Treviso), è rimasto schiacciato dall’albero che tagliava Catalin Moise Robu, 55enne caduto da un ponteggio mobile nel cremonese. Un operaio 48enne dello Sri Lanka residente a Montelabbate (Pesaro Urbino), è morto quando ancora non c’era luce A Collecchio di Parma un 50enne è uscito fuori strada con il camioncino che è andato contro un albero Un operaio macedone di 55 anni è morto di Karoschi in un salumificio Un operaio macedone di 55 anni è morto nel chietino di Karoschi (fatica) Carlo Soricelli curatore dellìOsservatorio di Bologna morti sul lavoro

lunedì 16 febbraio 2026

Io, speriamo che torno a casa vivo

Sono stati 6 i morti sul lavoro nelle nelle ulti.e 24 anni. Luca Pezzulla aveva solo 22 anni, travolto dal carrello elevators. In provincia di brescia è morto Giuseppe Lisioli che di anni ne aveva 80 (due giorni fa è morto un 79enne). Un 55enne stanietk é mortk cadendo dallaltk un 55enbe straniera, ma la strage di vecchi che muiono lavorando continua con un 71enne, Giacomo Casagrande che é rimasto travolto da un albero. Due sono morti in itinere, uno di questi straniero travolto in bicicletta all,alba mentre andava a lavorare. Mi preoccupa molto la ripresa dei lavori nei campi: giallo 4 gli schiacciati dal trattore. ma temo che anche lanziano schiacciato oggi dal trattore non ce la pissa fare, é in condizioni gravissime. Carlo Doricelli curatore dellosservatorio di bologna morti sul lavoro --

domenica 15 febbraio 2026

siamo a questa mattina a 109 morti sui luoghi di lavoro nel 2026 con itinere si superano i 130

Ma è un paese normale il nostro dove un tecnico in pensione di 79 anni muore lavorando in una RSA travolto da un letto? Non mi interessa se lavorava in nero, difatti stanno indagando sulla sua posizione assicurativa, nel 2025 il 30% dei morti avevano più di 60 anni, Ma non meno terribile la vicenda di un operaio indiano di 60 anni che ha perso un braccio in un macchinario, ovviamente senza le normali sicurezze. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2

https://youtu.be/qMAiVFQXRJEPost in evidenza

Rapporto di Sintesi: Il Divario dei Dati e la Crisi del Lavoro Nero e il Veneto maglia nera sui morti sul lavoro che sono quasi il doppio rispetto all'Emilia Romagna

Il divario Inail-Osservatorio: Al 31 maggio, i dati ufficiali INAIL registrano 339 vittime (compresi gli infortuni in itinere), mentre l...

via delle storie, l'intervista che mi fece questa primavera la redazione RAI di Via delle Storie, al

https://youtu.be/9cJbdjQQ7YQhttps://www.raiplay.it/video/2022/05/Via-Delle-Storie-Carlo-Soricelli-l-artista-delle-morti-infinite-sul-lavoro-0cd0bfa2-df0a-4fbc-b70a-3bdba7d7ca51.html

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.

L'Osservatorio a Storie Vere di RAI 1

Quando il lavoro uccide?